1 Insegnamenti S.S. Dalai Lama a Sarnath 7-10.01.13

Sua Santità il Dalai Lama: "Tutte le maggiori religioni insegnano l'amore e la compassione".

Sua Santità il Dalai Lama: "Tutte le maggiori religioni insegnano l'amore e la compassione".

Questa mattina Sua Santità il Dalai Lama inizia i suoi insegnamenti a Sarnath Varanasi India, il sacro luogo dove il Buddha diede il suo primo insegnamento sulle Quattro Nobili Verità, sfidando il freddo pungente e la nebbia che avvolge l’immensa pianura Gangetica. Nel grande padiglione appositamente allestito nella Central Tibetan University, assieme a migliaia e migliaia di monaci, di tibetani rifugiati in India e del Tibet e tanti occidentali, volentieri abbiamo preso appunti sul nostro laptop sul posto basandoci sulla traduzione dal tibetano in italiano di Teresa Bianca (che vivamente ringraziamo di cuore), abbiamo poi integralmente rivisto e rielaborato gli appunti basandoci sulla traduzione dal tibetano in inglese di Tenzin Tsepag. Nell’ambito del Progetto “Free Dalai Lama’s Teachings” finalizzato alla diffusione degli insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama per il beneficio di tutti gli esseri senzienti, approvato direttamente da Sua Santità il Dalai Lama, vedi http://www.youtube.com/watch?v=uRh3Kj_UETU pubblichiamo qui gli insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama a Sarnath dal 7 al 10 gennaio 2013 basati su un importantissimo testo: “La via del Bodhisattva” o Bodhisattvacharyavatara di Shantideva qui liberamente disponibile in italiano http://www.sangye.it/altro/?cat=15. Luciano Villa, Graziella Romania ed Alessandro Tenzin Villa.

07.01.2013 prima parte della mattinata

Insegnamento di Sua Santità il Dalai Lama

Oggi ci troviamo qui, in questo luogo d’auspicio, Sarnath, dove fu dato il primo insegnamento di Dharma. Questo è il luogo dove il Buddha girò per la prima volta la ruota del Dharma.Qui sono convenute molte persone, proprio in questo luogo sacro.

L’insegnamento che sto per conferire verte sul testo di Shantideva “La via del Bodhisattva” o Bodhisattvacharyavatara che illustra come praticare la bodhicitta.

Generalmente a Varanasi si soffre il caldo. Ma oggi è una giornata piuttosto fredda e vi consiglio di aver cura della vostra salute coprendovi adeguatamente. Sopratutto ai monaci raccomando di tener ben coperte le spalle e le braccia.

Dall’inizio dell’insegnamento del Dharma, negli ultimi 2600 anni, il Buddhadarma fu inizialmente insegnato dalla tradizione Pali, che insegna i tre addestramenti: moralità, concentrazione e saggezza. Perciò recitiamo insieme il Mangala sutra in Pali ed il Sutra del Cuore o della perfezione della saggezza, in sanscrito.

Il buddhismo tibetano fu portato in Tibet da Shantarakshita che fu invitato nel Paese delle Nevi dal re Trisong Detzeng, assieme a Padmasambhava che ebbe il grande merito di soggiogare le energie negative. Cosi il Buddhismo si stabili in Tibet. La tradizione di Nalanda, che seguì a quella Pali, rappresenta il fondamento degli insegnamenti buddhisti con le pratiche del Vinaya, che troviamo simili a quelle della tradizione Pali, quindi Teravada. Esistono ampie differenza tra la tradizione Teravada e quella Mahayana, ma non per quanto riguarda le pratiche Vinaya, simile a quella Pali (Vinaya Prektimosha) rappresenta il fondamento della scuola di Nalanda. Abbiamo l’Abidarma nelle pratiche del Bodhisattva, prevalentemente in sanscrito, su cui Nagarjuna ed altri Maestri scrissero i loro commentari. Perciò il Buddhismo tibetano segue la tradizione in lingua sanscrita. La tradizione sulla logica e l’epistemologia, che annovera grandi maestri come Dharmakirti, ci ha lasciato molti testi. Lo stesso Shantarakshita era un gran maestro di logica e d’epistemologia e scrisse dei testi in proposito. L’eredita che lasciò in Tibet è chiamata delle “Due Linee connesse”, rappresentate appunto dall’epistemologia e dalla Madyamaka. Proprio per questo studiamo dei testi importanti, come l’Abysamayalamkhara di Maitreya. In quest’Università di Sarnath s’insegna il sanscrito, perciò ora un gruppo di suoi docenti e studenti reciterà il Sutra del Cuore in sanscrito.

Per più d’un mese sono stato impegnato a conferire discorsi in università ed in varie occasioni pubbliche. Inoltre, nei monasteri dell’India del Sud di Drepung e Ganden ho dato lunghi insegnamenti per oltre 50 ore su importanti testi, che temevo di non riuscire a finire. Qui sono stato impegnato per oltre 10 giorni in cui dedito alla lettura per 9-10 ore al giorno, dopodiché mi sono ammalato con febbre e tosse. Ora sono guarito abbastanza bene, ma mi è rimasta un po’ di tosse.

Oggi conferisco gli insegnamenti in tibetano, questi vengono contemporaneamente tradotti in Indi, inglese, cinese, russo, vietnamita, francese, spagnolo ed italiano.

Questo, come ho prima accennato, e’ un luogo particolarmente santo, Sarnat, e gli insegnamenti vertono sulla Bodicitta che consiste appunto nel ritenere gli altri più importanti di noi stessi. Si tratta d’un percorso mirato pure allo sviluppo della saggezza. Le radici del pensiero che conduce alla buddità.

Ritenetevi pure multo fortunati d’avere l’opportunità di praticare questi insegnamenti.

Questo pensiero di ritenere gli altri più importanti di noi stesi e’ la base per ottenere rinascite fortunate. Perciò tutti quanti abbiamo la possibilità di diventare dei Buddha ed il fondamento per realizzarla è la bodhicitta. E, nel momento in cui praticate la bodhicitta diventate figli di Buddha. Bodhicitta significa considerare gli altri più importanti di sé stessi, perciò quando vi trovate su questo cammino state realizzando tutti i vostri scopi. Se invece non praticherete la bodhicitta, anche in questa vita, se sarete egoisti, non sarete affatto felici.

Questo atteggiamento, la mente che si interessa degli altri, e’ la base di tutte le religioni, di quelle basate su un fondamento filosofico. E tutte quelle religioni sono d’accordo nel ritenere che l’atteggiamento egoistico è la radice di tutti i nostri problemi. Anche le religioni che credono in un dio creatore ritengono che quando il fedele si sottomette al dio creatore, ne stabilisce una forte unione il che è di giovamento nel ridurre l’attitudine egocentrica.

Tutte le maggiori religioni con una struttura filosofica insegnano l’amore e la compassione, e si sforzano di beneficiare gli altri. Perciò l’attitudine altruistica è la radice della felicità, mentre quella egoistica rappresenta la nostra rovina. Di conseguenza, se ci pensate attentamente, tutti quanti ne dovremmo essere consapevoli. Le religioni non teistiche insegnano inoltre che la nostra felicita’ futura dipende da cause e condizioni. Perciò quel che sperimentiamo ne è il risultato. Quindi, tanto più uno si interessa degli altri, quanto più li beneficia, tanto più sperimenterà gioia e felicita. Al contrario, se li danneggi, il risultato che ti deriverà sarà solo sofferenza. Quindi, l’esperienza di piacere o sofferenza dipende solo da noi stessi. Ne deriva che l’altruismo è molto importante.

Aiutare gli altri non significa solo porre le basi per eliminare la sofferenza della sofferenza, ma anche quella del cambiamento e quella condizionata dal samsara, che dipende dalle emozioni affliggenti, dalle frustrazioni e dall’ignoranza. Non c’è nulla di più importante da praticare che considerare gli altri più importanti di me stesso attraverso la pratica di bodhicitta. Perciò Shantideva diceva che, se non t’impegni a scambiare il tuo benessere con la sofferenza degli altri, non solo non potrai conseguire lo stato di Buddha, ma nel samsara non troverai mai una situazione piacevole, di felicità.

Inoltre, più aiuterai gli altri, più benefici e meglio ti sentirai a breve ed a lungo termine. Perciò Shantideva disse che il Buddha s’applicò per eoni sulla via del Dharma solo per beneficiare gli altri. Dunque bodhicitta rappresenta il più alto significato nell’aiutare gli altri. Di conseguenza, il fatto d’avere quest’opportunità d’ascoltare gli insegnamenti deve farvi sentire fortunati. Occorre che c’impegniamo ad eliminare non solo la sofferenza attuale, ma le cause delle sofferenze future. Il considerare se stessi più importanti degli altri e’ il fondamento della nostra rovina. In generale pensiamo che e’ più importante quel che succede a me piuttosto di quel che succede agli altri. Tutti i Budda hanno trovato che il beneficio più importante per gli altri e’ il pensiero di impegnarsi per loro.