3 Insegnamenti S.S. Dalai Lama a Sarnath 7-10.01.13

Sua Santità il Dalai Lama: Negli ultimi 3000 anni le religioni hanno offerto un contributo importante nel promuovere la felicita' mentale e nell'infondere speranza all'umanità.

Sua Santità il Dalai Lama: Negli ultimi 3000 anni le religioni hanno offerto un contributo importante nel promuovere la felicita' mentale e nell'infondere speranza all'umanità.

Insegnamento di Sua Santità il Dalai Lama a Sarnath Varanasi India dal 7 al 10 gennaio 2013 su “La via del Bodhisattva” o Bodhisattvacharyavatara di Shantideva qui liberamente disponibile in italiano http://www.sangye.it/altro/?cat=15.

07.01.2013 terza parte della mattinata

Insegnamento di Sua Santità il Dalai Lama

Quando quindi dite: “Prendo rifugio fino all’illuminazione”, pensate che quest’io e’ meramente designato, nominale. Anzi, pensate che siete stati voi stessi a creare quest’appellativo, l’io, che non esiste di per se’, intrinsecamente. Il che significa che state accumulando saggezza. Perciò, esercitatevi a recitare la formula del rifugio con questa consapevolezza.

Questo testo mi e’ stato insegnato da un maestro del Kinnaur Lama Tenzin Gyaltzen a Bodygaia, che mi diede pure la trasmissione orale di un testo che lui stesso compose: “La lode alla bodicitta”. Viveva in una casetta povera e modesta, vicino ad un tempio indù a Sarnath. Quando lo andai a trovare nel ’66 mi disse che quello era un posto molto tranquillo e piansi molto pensando alla modestia di dove alloggiava rispetto alla grandezza dei suoi insegnamenti. Questo gran lama mi diede molti altri insegnamenti.

Ho chiesto di stampare questo libro perché occorre che ogni giorno vi impegnate a leggerne delle pagine e riflettere e meditare. Allora ci sarà un grande beneficio. Vi darò la trasmissione orale ed il commentario di questo testo. Nel VI capitolo sulla pazienza e nell’VIII capitolo della concentrazione troviamo indicazioni pratiche sulle azioni che ci danno benefici immediati. Anche se non credete nelle rinascite questo testo, ed in particolare questi due capitoli, vi saranno utili. Tenetelo sempre con voi questo testo, fate in modo che vi sia inseparabile.

Ci sono molti che meditano sul prana, i chakra e le gocce nadhi sulle divinità e ma pochissimi dicono di meditare sul Bodhisattvacharyavara. Se qualcuno viene da me e mi dice che medita su di esso sarò molto felice. Mi trovavo a Dharamsala quando un tibetano mi chiese di dare insegnamenti sulla bodicitta. Generalmente mi viene chiesta la trasmissione di mantra, perciò fui molto contento della sua richiesta di insegnamenti sulla bodicitta e glielo dissi. Perciò e’ molto importante aver ben presente il testo e meditarlo. Inizialmente vi conferirò quindi un insegnamento introduttivo.

Ci sono qui molti provenienti dalle regioni himalayane e molti tibetani anche dal Tibet, dei nuovi arrivati. Ma in Tibet ci sono molto pochi in grado d’insegnare il Buddha dharma e ci sono molte restrizioni sull’insegnamento del Dharma. Perciò raccomando la massima circospezione ai tibetani che sono giunti qui e che devono tornare a casa. Ci sono qui molti provenienti da paesi che in passato non avevano una connessione diretta col Buddhismo, mi riferisco a paesi come la Corea e la Cina.

Generalmente inizio con un’introduzione al buddhismo, dopodiché entro nel merito del testo da commentare.

Tutti noi 7 miliardi di persone sulla terra vogliamo la felicita e non volgiamo la sofferenza. Questo e’ un dato di fatto che nessuno può contestare. Quindi siamo tutti eguali nel non volere la sofferenza ma la felicita’. Chi e’ soverchiato dai problemi, quando si alza al mattino spera d’avere un giorno poco problematico. Nessuno si augura di avere ulteriori problemi e preoccupazioni. La maggior parte dei problemi sono causati da noi stessi, dalle persone che abitano nei paesi sviluppati, sia da quelli in via di sviluppo. Anche le calamita’ naturali hanno a che vedere col modo di comportarsi. E si tratta di problemi creati dall’uomo. Come l’inquinamento, per cui non abbiamo nessuna cura dell’ambiente in cui viviamo. Perciò abbiamo l’inquinamento dato dalle fabbriche, l’inquinamento veicolare, l’effetto serra sul clima: sono tutti effetti creati dall’uomo. Quando parliamo di politica, possiamo parlare di politica dei lama, dei praticanti religiosi, tra diverse religioni. Spesso finiamo per considerare la politica un fatto problematico. In campo politico e’ necessario seguire i principi religiosi. La religione non e’ stata inventata per creare problemi ma per aiutare le persone. Ma i politici che la esercitano la usano inappropriatamente, pertanto il loro far politica diventa un modo per creare ulteriori problemi. E, se parliamo di sporca politica, dipenda dal fatto che i politici non hanno il controllo della mente. Mentre la politica dovrebbe essere finalizzata a promuovere la trasformazione sociale, essi creano ancor più problemi. Ed anche tra i tibetani abbiamo questi problemi. Ne deriva che lo strumento che doveva domare la mente quando diventa l’artefice d’ulteriori problemi, sotto la spinta dell’attaccamento e dei difetti mentali, rende anche la religione un elemento negativo. Cosi molti dei problemi che affliggono l’umanità sono creati dall’umanità stessa. Anche nei paesi in via di sviluppo l’invidia, la gelosia, le emozioni negative prevalgono ed a causa di questo inquinamento ambientale molti giovani si trovano senza speranza ed aumentano i casi di suicidio. Stamane ho sentito alla BBC che in Kazakistan i suicidi sono in aumento. Ma questo succede in Giappone, in Cina, in America, ovunque i giovani si suicidano. Se non c’e’ reciproca compassione, le persone danneggiano gli altri. I recenti casi di violenza sessuale sulle donne a Delhi non sono accaduti per mancanza di leggi o carenza di regole, ma per la mente indisciplinata, per mancanza di rispetto per gli altri.

Perciò tutti i sette miliardi di persone sulla Terra non vogliono soffrire ma vogliono essere felici. Di conseguenza dobbiamo chiederci cosa porta alla sofferenza. Sia il dolore che il piacere sono un fatto mentale. Quando abbiamo un gran piacere, un piacere sensoriale, ci sembra urgente vincere la sofferenza. Diventa quindi una questione cruciale pensare alle cause che generano le afflizioni mentali. Puoi avere tutta la ricchezza che vuoi ma se hai un modo di pensare sbagliato, non sarai in grado di goderla. Il benessere materiale è un fatto necessario, perché ci sono ancora troppi poveri. Ma dobbiamo chiederci con sincerità: cosa porta alla felicita’? Ho degli amici molto ricchi ma molto infelici o che parlano di dio denaro. Se vi guardate attorno tra le vostre conoscenze, vedrete che i meno abbienti sono più felici mentre i più ricchi hanno più attaccamento, invidie, gelosie, spirito di competitività ed al contrario meno speranze, fiducia negli altri. Di conseguenza rimangono soli.

Molti scienziati e neurologi si rendono conto che se una persona ha la pace della mente ed e’ quindi tranquilla e rilassata, anche fisicamente stara’ bene, viceversa se e’ afflitta, se prova paura, anche il sistema immunitario ne risente negativamente e ci si ammala di cancro e d’Alzahimer. Chi nutre rabbia o risentimento, spesso ha anche paura il che non fa che deprimere il sistema immunitario. Il suo sistema immunitario si rivolta. Mentre la pace della mente nutre il nostro sistema immunitario, lo rafforza. Lo confermano gli studi scientifici. Si e’ infatti provato che meditando anche solo per tre settimane sull’amore e gentilezza, misurando poi la pressione arteriosa, questa si e’ dimostrata in tendenziale diminuzione. Il che ha un riscontro anche sull’umore, in quanto le persone che avevano meditato apparivano più rilassate e più calme, e, quel che più conta, più felici.

Proprio perché ognuno desidera la felicita e non la sofferenza, ciascuno di noi vuole un corpo sano. Ma per avere la salute fisica occorre anche il benessere mentale. Ma c’è una gradualità od un ordine: viene senz’altro prima la necessita di nutrirsi. Se andate in giro per Varanasi incontrerete dei mendicanti che cercano cibo. Se coltivate la compassione dovete innanzitutto eliminare la sofferenza della fame. Ma non dobbiamo limitarci a soddisfare le esigenze primarie di vita, quelle dello sviluppo materiale, dobbiamo curare la mente, dobbiamo cercare la pace mentale. Nel XX secolo lo sviluppo materiale ha aiutato l’umanità ad avere un maggiore comfort fisico, ma si e’ perso qualcosa. Per sviluppare la pace della mente, molti dicono che occorre introdurre nel sistema educativo, anche occidentale, la propensione al buon cuore, anzi l’addestramento ai valori morali, perché di questo siamo carenti.

Negli ultimi 3000 anni le religioni hanno offerto un contributo importante nel promuovere la felicita’ mentale e nell’infondere speranza a tantissima gente. E sono state quindi di beneficio per milioni di persone nell’infondere loro il buon cuore, proprio perché dio è infinito amore. Le diverse tradizioni religiose infondono speranza nella gente.

Ma recentemente sulla stampa si leggeva che, su sette miliardi di abitanti della terra, più di un miliardo di persone non ha fede in nessuna religione. Poiché non hanno nessuna religione si pensa che non considerino affatto i valori dell’amore e compassione. Ma non e’ che questi valori umani di affetto e comprensione non vengano sentiti anche da coloro che non hanno inclinazioni religiose. E’ sbagliato pensarlo. Credere o meno in una religione e’ una scelta personale. Ma siamo tutti esseri umani nati e cresciuti grazie a dei genitori, in particolare la mamma, il cui amore e’ una sorta di fattore biologico. Di conseguenza dobbiamo essere sensibili ai valori profondi ed universali d’amore e di compassione. Perciò anche i non credenti dovrebbero essere consapevoli che l’amore e la compassione aiutano gli altri come pure noi stessi e l’amorevole gentilezza rappresenta un fattore cruciale per il buon vivere, l’armonia della famiglia e della società’. Perciò un miliardo circa di persone al mondo non sono credenti ed i rimanenti sei miliardi sono stimati esserlo. Ma non e’ detto che siano dei veri praticanti della loro fede: cristiana, mussulmana, indù e via dicendo. Quindi se non ne seguono i principi non possono essere considerati dei veri fedeli della religione, non sarebbero dei sinceri praticanti. Circa la meta dei sei miliardi non sono dei sinceri praticanti. Non sono effettivamente interessati alla loro fede, ma la considerano una sorta di consuetudine. Non sono interessati ai rituali, ma nemmeno ai consigli applicabili alla vita di tutti i giorni. Questo tipo di persone le troviamo tra i tibetani, tra le popolazioni d’origine himalayana, in cui spiccano delle persone vestite con abiti monastici ma dalla dubbia moralità. Comunque ci sono molti che non vivono secondo i dettami della vita monastica. Questi non sono consapevoli dell’importanza dell’amore e compassione: di gran beneficio per gli altri, ma ancora di piu per condurre una vita felice da parte di noi stessi. Di conseguenza e’ sempre più importante rendere gli altri consapevoli dell’importanza della pratica dell’amore e compassione. Se questo ragionamento e’ la base per i non credenti, lo e’ pure per i praticanti. Ne consegue che si rende molto importante introdurre nel programma degli studi l’addestramento all’amore e compassione.

Inoltre i veri credenti dovrebbero fare della religione un vero stile di vita, una vera pratica religiosa. Esempi di questo tipo li possiamo trovare già ora nelle più importante religioni: l’aiuto reciproco prestato tra i mussulmani, l’esempio di Madre Teresa di Calcutta che con le sue Sorelle della Carità si occupava dei più poveri. Ma ci sono molti esempi tra i cristiani di organizzazioni che si si curano dei poveri sia nei villaggi in India sia tra gli insediamenti tibetani. Noi siam o dei rifugiati in india ma non abbiamo ne Lama ne Ghesce che facciano ciò. Certamente i cristiani stanno muovendosi molto bene nel campo dell’istruzione e dell’assistenza sociale. Talvolta s’impegnano in conversioni alla loro religione: la cristiana. Ed il coraggio per farlo deriva dalla loro fede. E’ quindi molto chiaro che tutte le religioni insegnano l’amore e la compassione, pur essendoci delle diversità tra il cristianesimo e l’islam, tra buddhisti e non. Mentre le religioni teistiche credono in un anima, il buddhismo crede nella natura interdipendente, nella mancanza d’un se’ dei fenomeni che non sono permanenti. Ci sono poi le 4 scuole filosofiche buddhiste con le loro differenze. Se dal punto di vista filosofico ci sono differenze, tutte quante palano d’amore e di compassione. Il credere nel dio da parte dei seguaci delle religioni teistiche fa si che questi diminuiscano il loro senso dell’io.