4 Insegnamenti S.S. Dalai Lama a Sarnath 7-10.01.13

Sua Santità il Dalai Lama: Il buddhismo è basato sul sorgere dipendente e sulla condotta etica della pratica della non violenza e di non danneggiare gli altri.

Sua Santità il Dalai Lama: Il buddhismo è basato sul sorgere dipendente e sulla condotta etica della pratica della non violenza e di non danneggiare gli altri.

Insegnamento di Sua Santità il Dalai Lama a Sarnath Varanasi India dal 7 al 10 gennaio 2013 su “La via del Bodhisattva” o Bodhisattvacharyavatara di Shantideva qui liberamente disponibile in italiano http://www.sangye.it/altro/?cat=15.

07.01.2013 quarta ed ultima parte parte della mattinata

Insegnamento di Sua Santità il Dalai Lama

Le tradizioni religiose si sono sviluppate secondo diverse inclinazioni in diverse parti del mondo, con ricadute pur sul loro modo di pensare. Proprio perché ci sono molte persone con diversi orientamenti filosofici occorrono diverse religioni. Ma questo non significa certo che debbano entrare in conflitto tra di loro. In nome della religione non devono sorgere separazioni o, peggio, conflitti. Così l’India è un buon esempio in questo senso. Per migliaia d’anni l’India è stata la culla delle maggiori religioni al mondo. Cosi ci sono quelli che sono nati in ambienti dove si praticava la una loro religione, come quella Samkya e le tradizioni non Buddhiste. Quindi in Bihar, dove mi trovavo alcuni giorni fa, ritroviamo molti luoghi dove visse il Buddha. Anche Mahavira, il fondatore del Giainismo nacque in Bihar, come pure Guru Nanak il padre della tradizione Sikh. Poi ci sono le religioni provenienti dall’esterno come l’Islam, il Cristianesimo, il Giudaismo. I Zoroastri, che sono meno di 100.000 e sono concentrati sopratutto a Bombay, in India vivono molto pacificamente, senza temere alcunché. Così l’India può essere considerata un esempio per il resto del mondo per quanto concerne l’armonia religiosa. Ovviamente, qua e là nel paese sorgono dei problemi. Ma questi problemi che nascono sporadicamente sono quasi capibili in un paese di un miliardo d’abitanti. Perciò è quasi naturale che insorgano dei problemi. Così l’India la possiamo considerare un esempio d’armonia religiosa, un esempio molto importante. Oltre ai Buddhisti, anche i Giainisti ed i Samkya (o almeno la scuola non teistica) non credono in un dio creatore, ma credono nella legge di causalità, di nascita e distruzione dell’universo secondo la legge di causalità, che esprimono con argomentazioni simili a quelle di Darwin, alla teoria Darwiniana dell’evoluzione. Così parliamo di quattro elementi, elementi molto sottili, da cui poi deriva l’acqua e così via, l’elemento vento come attributo al movimento, dalla luce deriva il calore, quindi la natura delle ostruzioni. Parliamo del Big Bang, l’origine di questo mondo. Di questo parliamo. Esistono milioni di galassie, un numero infinito, che i nostri telescopi non riescono a vedere tutte quante. Nei nostri testi troviamo menzionata l’esistenza di molti sistemi solari, infiniti come i granelli di sabbia del Gange. L’universo è ciclico, secondo un processo di evoluzione e distruzione che inizia dall’elemento vento, poi quello terra, per poi dissolversi nel fuoco ed ancora nell’elemento vento nello spazio.

Non sono sicuro delle spiegazioni date in questo senso dal Giainismo, ma sono certo che non credono in un dio creatore, ma nella legge di causalità.

Esistono molti neuroscienziati che non credono al concetto di mente, ma credono che la mente è una produzione del cervello. Dal momento che l’attività cerebrale è modificabile dall’addestramento che subisce, alcuni neuroscienziati credono nell’addestramento della mente ed iniziano ad accettare che non e’ il cervello a condizionare i pensieri ma viceversa. Tra questi ci sono dei praticanti religiosi occidentali. Ci sono dei maestri tibetani nello stato che chiamiamo thuptam, dichiarati clinicamente deceduti, i quali per un certo periodo non mostrano alcun segno di decomposizione del corpo. Negli ultimi 50anni esistono almeno 20 di questi maestri, la cui morte cerebrale era accertata, che appunto sono rimasti in meditazione. Secondo la scienza, dopo la morte cerebrale non esiste più alcuna coscienza. Ma ora abbiamo iniziato ad effettuare degli studi su questi fenomeni thuptam. Se non giunge più sangue al cervello, in alcun casi, di maestri si crede che la mente sottile non lascia il corpo. Esiste quindi la mente, che non è materia, non è sostanza inanimata. Ma dalla nostra esperienza sappiamo che i cambiamenti sono continui nella nostra coscienza o mente. Il che dipende da cause e condizioni, al cui interno troviamo la causa sostanziale ed i fattori o condizioni contribuenti. Il che avviene sia nel mondo esterno che in quello interno della mente.

Rispetto alla mente, i fattori contribuenti possono essere fisici, ma non lo può essere la causa sostanziale, perché deve essere un qualcosa che detiene le medesime prerogative della mente stessa. Come la materia deriva da una sua causa simile che è materia stessa. Così la mente, con le sue caratteristiche di cognizione e di chiarezza, ha la sua causa sostanziale nella coscienza, la sua natura. Inoltre la mente non ha inizio. Se la mente avesse inizio, sarebbe generata da un che di materiale, il che sarebbe impossibile. Quindi deve essere ancora la mente o coscienza. Cosa produce la mente? La sua causa sostanziale è un altro momento di mente precedente. Ciò che produce la mente può essere solo la mente. Andando a ritroso nel momento di mente precedente torniamo al ventre materno.

Circa 40 anni fa incontrai una bambina indiana che si ricordava precisamente delle sue vite precedenti, inoltre conobbi una ragazza di Kampur e’ arrivata ad avere 4 genitori, 2 di questa vita e 2 di una vita precedente. Me l’hanno portata e le ho parlato e fu capace di ricordarsi d’un altra vita, ancora precedente, così avrebbe 6 genitori, forse. Essi si ricordano delle vite precedenti perché sono stati in quelle vite. Di conseguenza abbiamo più prove per credere nelle vite precedenti. E coloro che le rifiutano asseriscono che non esiste alcuna mente. Mentre quando si cerca di spiegare la mente sulla base del cervello emergono molte contraddizioni in termini logici.

All’interno del cervello c’è una parte che coordina e guida i nostri movimenti. Quando siamo in preda alla paura o all’ansia, od in situazione d’emergenza, quella parte del cervello s’attiva. Inoltre il sangue giunge più velocemente negli arti inferiori. Così come quando si è arrabbiati gli arti superiori sono maggiormente irrorati dal sangue. È la reazione da stress, consistente in un maggiore afflusso sanguigno agli arti per fornire più energia.

Ma la stessa area cerebrale si attiva sia per la rabbia che per l’empatia. Ma si tratta di stati d’animo completamente diversi. Il secondo costituisce un momento in cui la mente è calma, mentre il primo, la rabbia, è uno stato molto grezzo della mente. La reazione fisica e’ la stessa sia per la sofferenza che per la gioia. Così come le lacrime sgorgano sia per la gioia che per il dolore. Com’è che la stessa area cerebrale s’attiva per il pianto triste che gioioso? Significa che ilnostro cervello non è in grado d’operare delle distinzioni, anche grossolane. Perciò è poco intelligente. Altrimenti, quando siamo tristi, dovremmo piangere, ad esempio dall’occhio sinistro, e quando siamo troppo allegri dovremmo piangere da quello destro. Si fa per dire. Ma è per sottolineare che il cervello non è in grado di fare distinzioni tra stati differenti della mente. Perciò molte esperienze correlate al cervello possono essere spiegate in rapporto alla esperienza fisica ma non allo stato sottile della mente. Ai neuroscienziati ho confermato che occorre fare una distinzione tra lo stato concettuale e non concettuale della mente. Ci sono delle differenze tra le aree cerebrali attivate? Esistono molti livelli tra loro differenti di mente sottile. Quando dormiamo o quando sogniamo vengono attivate delle aree cerebrali differenti, lo possiamo facilmente verificare. Dei neurobiologi mi hanno dichiarato che non esiste nessuna coscienza staccata dal cervello. Così ho chiesto loro: “Come avviene il processo della memoria?”. Il cervello ci caratterizza per questa vita, ma la memoria può andare indietro di cent’anni ricordandosi anche delle vite precedenti. Così come nell’esempio della ragazza indiana di Kanpur. Come avviene il processo della memoria? Ma a questa mia domanda non mi diede una risposta esauriente.

Proprio nel caso della reincarnazione, abbiamo già spiegato che la coscienza ha la sua causa sostanziale nella coscienza stessa. Ci sono poi delle cause adiuvanti. Nei 400 versi di Aryadeva si ricorda l’esistenza di persone che si ricordano delle loro vite precedenti. Ma non è solo il Buddhismo, ma anche il Giainismo e l’Induismo a parlare di vite precedenti. Nella tradizione indiana, laddove si parla della pratica di shamata e vipassayana, di meditazione e concentrazione univoca e dei reami senza forma, si entra in una più approfondita spiegazione della mente, mentre per le religioni teistiche la fede rappresenta il fattore principale, ad esempio nel Cristianesimo e nel Giudaismo. Quando si parla di meditazione univoca vengono espressi anche gli antidoti per combattere gli ostacoli rappresentati dall’eccitazione e dall’ottundimento in questo modo si raggiungono quindi elevati stadi di concentrazione. Dove prospera la tradizione Vipassana e del Sammadhi traviamo anch

e più approfondite spiegazioni sulla mente. Il che spiega anche perché il buddhismo offre tante spiegazioni sulla mente e sui diversi livelli di concentrazione. Così si spiega il crescente interesse del mondo della scienza verso il buddhismo. Perché assistiamo ad un crescente interesse verso la mente? Perché il buddhismo offre ampie spiegazioni sulla mente. Pertanto, nel buddhismo si spiegano gli antidoti alle diverse emozioni, come l’arroganza, la rabbia. Non sto dicendo che costoro diventano buddhisti, ma che ne traggono un beneficio culturale. Inoltre, non limitandosi alla semplice conoscenza della letteratura buddhista in materia, la sperimentano, riscontrando dei risultati pratici nell’impiego di queste tecniche insegnate nel buddhismo. Pertanto, ne sono interessati. Proprio perché il buddhismo non crede in un dio creatore, ma nella legge di causalità, anche i Giainisti ed i Samkya non teistici vi credono. Ma, rispetto a questi ultimi, la differenza sostanziale col buddhismo sta che i Giainisti ed i Samkya non teistici rispetto alle esperienze piacevoli e di sofferenza credono in una specie di atma, mentre il buddhismo non crede in questo sé. Cos’è il buddhismo? Il buddhismo è la pratica dell’amore e della compassione. Quindi il buddhismo asserisce che i fenomeni derivano da cause e condizioni e che queste creano il karma. Perché se credete in un atma o in un’anima, questa non riesce a spiegare pienamente la natura interdipendente delle cose e la legge di causa ed effetto. Perciò nel buddhismo non esiste nulla d’intrinseco, d’indipendente. Tutto dipende da cause e condizioni. Ripeto sempre che il buddhismo è basato sul sorgere dipendente e sulla condotta etica della pratica della non violenza e di non danneggiare gli altri. E la ragione della pratica della non violenza e di non danneggiare gli altri, nel buddhismo dipende dall’origine dipendente. Terminiamo qui gli insegnamenti del mattino.