3 Commentario di Sua Santità il Dalai Lama alle “400 stanze” di Aryadeva, Dharamsala 1988

Sua Santità il Dalai Lama: Tutti i fenomeni condizionati sono impermanenti

Sua Santità il Dalai Lama: Tutti i fenomeni condizionati sono impermanenti

Commentario alle “Quattrocento Stanze” o “Le quattrocento strofe sulla Madhyamaka” di Aryadeva, conferito da Sua Santità il Dalai Lama a Dharamsala, India il marzo 1988. Traduzione dal tibetano in italiano di Mariateresa Bianca a Dharamsala. Editing del Dr. Luciano Villa nell’ambito del Progetto “Free Dalai Lama’s Teachings”, approvato direttamente da Sua Santità il Dalai Lama, vedia beneficio di tutti gli esseri senzienti. Ci scusiamo per i possibili errori ed omissioni.

Terzo Capitolo, Versi 51 – 75

Sua Santità il Dalai Lama.

3. Capitolo tre:

Come disfarsi del concepire erroneamente [il corpo/i fenomeni] come puliti.

51. Non importa per quanto tempo [sperimenti oggetti sensoriali piacevoli]
non c’è fine (non ti sazierai mai).
Sforzarsi per gli oggetti

(per cercare di ottenere oggetti piacevoli o per il proprio corpo) è inutile come un cattivo dottore (che non ha l’abilità di curarti completamente e nei confronti del quale non ti senti soddisfatto).

52. Proprio come l’ingordigia per la terra non si esaurisce mai in coloro che si sostengono con essa; il desiderio per i piaceri sensoriali aumenta in coloro che indulgono ad essi.

Sua Santità il Dalai Lama. Alcuni tipi di bruchi e altri insetti si nutrono della parte oleosa contenuta nel terreno, ma la loro ingordigia non si placa mai; analogamente, non importa quanto godiamo degli oggetti dei sensi, il nostro desiderio, non solo non si spegne ma, al contrario, aumenta. Le cause per generare bramosia/cupidigia/desiderio sono gli oggetti dei sensi e, tra questi, gli oggetti tattili e il sesso che ad essi è connesso. Quindi, essendo il pubblico a cui era indirizzato questo trattato principalmente maschile, si espongono qui i difetti del corpo femminile e l’ improprietà del provarne attaccamento. Naturalmente, se il lettore e/o praticante è una donna, dovrebbe allora riflettere sui difetti del corpo maschile.

53. Non c’e’ la minima differenza tra le donne /gli uomini

in relazione al rapporto sessuale. Qual è per te il vantaggio di una bella donna /uomo, se potresti usare anche altri corpi?

Sua Santità il Dalai Lama. Qui si dice che tutti gli organi sessuali sono uguali, e di conseguenza quando si ha un rapporto sessuale, essi inducono sempre la stessa sensazione. In generale, tutti i corpi, al di là della bellezza o bruttezza esterna, sono composti di trentasei sostanze sporche e perciò non è ragionevole provarne attaccamento. Comunque, se la bella donna/uomo per cui si ha attaccamento può essere goduta/o da altri uomini/donne e persino da animali, qual è il beneficio di provarne attaccamento?

54. Chiunque la/lo trovi attraente,
costui penserà di esserne soddisfatto.
Ciò è comune anche tra i cani e così via, (anche tra animali,

c’è attrazione per l’altro sesso) tu, stupido, perché ne sei attratto?

55. [La donna/l’uomo] di cui trovi attraenti tutte le parti,

prima è stata/o in comune con tutti gli altri. Averla trovata/o non è cosa di cui meravigliarsi!

Sua Santità il Dalai Lama. Prima che tu la/lo incontrassi e la/lo trovassi attraente, questa donna/uomo, nel passato è già stata/o oggetto dell’attenzione di altri (‘in comune con tutti gli altri’), pertanto non è che sia stata/o creata/o solo per te, e non è una cosa così eccezionale che tu la/lo trovi attraente!

56. Consideri attraenti le persone che hanno delle qualità, mentre provi l’opposto per quelle che non ne hanno. Poiché nessuna delle due rimane (nel tempo) chi delle due è veramente [attraente o repulsiva], la prima o la seconda?

Sua Santità il Dalai Lama. Qualità e difetti non sono dei valori assoluti. Vedere qualità o difetti dipende dal modo di pensare, a seconda della proiezione mentale vediamo qualità e generiamo attrazione o vediamo difetti e generiamo avversione. Questi sentimenti derivano da valutazioni, modi di giudicare erronei. Se guardiamo/cerchiamo i difetti, li troveremo e viceversa. Per esempio, quando siamo fortemente attratti da qualcuno o qualcosa, lo vediamo come completamente positivo, vediamo solo qualità. Non appena la forza dell’infatuazione decresce, ecco che si cominciano a vedere i difetti, sino al punto che, non appena si vede/si incontra quella persona o quell’oggetto ci si arrabbia. Nei confronti di una stessa persona, all’inizio si prova forte attaccamento e in seguito si prova completa repulsione.

Il desiderio non necessariamente segue ciò che ha qualità, ciò dimostra l’inappropriatezza del desiderio in generale:

57. Il desiderio dello stupido
non sorge solo per coloro che hanno qualità.

Come può la ragione prevenire [la stupidità di]

coloro che si impegnano senza ragione?

Sua Santità il Dalai Lama. Gli sciocchi possono anche desiderare coloro che non hanno qualità e sono pieni di difetti; perciò l’ avere qualità o il non averle, non è una buona ragione/motivo per giustificare l’attaccamento, ovvero per ‘prevenire’ l’attaccamento degli sciocchi ‘che si impegnano’, ossia generano attaccamento anche per chi non ha qualità.

58. Finchè non conosce altri,
ti trova attraente.
Le donne/gli uomini, come per le malattie contagiose,
dovrebbero sempre essere tenuti lontani dalle condizioni

(opportunità /tentazioni che generano attaccamento).

59. Dal momento che da vecchi si prova repulsione

per ciò che si è fatto da giovani, perché’ mai non dovrebbero provarla coloro che sono liberati?

Sua Santità il Dalai Lama. Perché coloro che si sono liberati come gli Arhat e gli altri esseri realizzati non dovrebbero provare repulsione per le attività compiute sotto la spinta dall’attaccamento?

60. Coloro che sono privi di desiderio non provano piacere (per il sesso opposto)

come pure coloro che non sono stupidi. Come potrebbe mai essere [vero] piacere quello provato da coloro che sono sempre attratti dall’esterno?

61. Non potrai mai equiparare l’attenzione che gli/le dedichi con il numero di rapporti sessuali.
Perchè hai così tanta possessività per lei/lui
pensando: “E’ solo mia/mio e di nessun altro”.

Sua Santità il Dalai Lama. La quantità di attenzione che dedichi alla persona per la quale hai attaccamento è esagerata rispetto ai rapporti che puoi avere. Infatti le dedichi attenzione costantemente, ma non puoi essere costantemente impegnato in attività sessuali.

62. Se l’attaccamento fosse piacere, (per placarlo/eliminarlo) non ci sarebbe bisogno delle donne/uomini. Non si è mai visto/sentito che il piacere sia qualcosa di cui disfarsi.

(Come si placa/elimina, ossia ci si disfa dell’attaccamento)

63. Persino durante il rapporto sessuale, il piacere deriva da altro (ossia da altri fattori come le proiezioni mentali/fantasie etc.). A parte gli stupidi, chi direbbe mai che la sola causa del piacere è il proprio amante?

64. Accecati dal desiderio, non vedono gli svantaggi del desiderio sessuale, come i lebbrosi quando si grattano. Per coloro che sono privi di attaccamento, i viziosi sono simili ai lebbrosi.

Sua Santità il Dalai Lama. I lebbrosi, quando si grattano la parte che prude provano piacere nell’immediato, ma poi sanguinano e le ferite si infettano; per un transitorio piacere si procurano maggiori sofferenze nel futuro. Analogamente coloro che sono accecati dal desiderio non vedono gli svantaggi che esso comporta.

65. Durante una carestia, coloro che soffrono di fame e sono senza protettori [sopportano] qualsiasi cosa. (Come derisione, sopraffazione etc.)

Analogamente si comportano i viziosi quando incontrano le donne/gli uomini.

66. Alcuni arroganti provano attaccamento (senso di possesso) anche per il proprio gabinetto. Se senti possesso per le donne/uomini

(che sono in realtà contenitori di sostanze sporche)

proverai gelosia verso gli altri

(se altri per esempio semplicemente guardano il tuo partner)

67. Benché sia ragionevole che sorga confusione /ignoranza e rabbia

per ciò che è sporco, non è mai ragionevole generare attaccamento per esso.

Sua Santità il Dalai Lama. Se per esempio di sera, al buio, non si vede e quindi non si sa (ovvero sorge ‘confusione /ignoranza’) di calpestare degli escrementi, appena si sentirà la puzza ci si arrabbierà. Analogamente, per confusione /ignoranza, si prova attrazione per il corpo di altri e non ci si rende conto – come dice il “Bodhisattvacharyavatara” – che è stato prodotto da sporcizia (l’insieme di ovulo materno e seme paterno), è un contenitore di sporcizia (si parla delle trentasei sostanza ‘sporche’ contenute nel corpo umano) e infine produce nuova sporcizia. Benché non ci si arrabbi con esso, è inappropriato generare attaccamento.

68. A parte qualche eccezione, tutti disprezzano (eccetto qualche pazzo) un contenitore pieno di sporcizia [umana]. (Come vomito/urina etc.)

Perché non pensi che si dovrebbe disprezzare ciò da cui deriva quella sporcizia? (Il corpo)

69. Quale persona intelligente
direbbe che è pulito (il corpo della persona per cui si ha attaccamento)

ciò che è la più infima delle cose pulite?

70. In colui che è vissuto in una latrina (l’utero pieno di sporcizia) e che non potrebbe sopravvivere senza di quella (le sostanze sporche /fluidi nell’utero) e che è simile ad un insetto /verme della sporcizia, sorge l’arroganza a causa della sua ignoranza (di pretendere che quel luogo sia pulito).

71. Non esiste alcun modo di rimuovere
la sporcizia interna (la naturale sporcizia che si trova all’interno del corpo).

[Sarebbe ragionevole] sforzarsi [di pulire] l’interno, mentre non è ugualmente [ragionevole sforzarsi di pulire] l’esterno.

Sua Santità il Dalai Lama. Ciò che una persona intelligente fa è di cercare di rimuovere la fonte della sporcizia piuttosto che sforzarsi tanto di pulire ciò che viene prodotto da essa.

72. Se, a differenza di avere la lebbra, (pochi ne sono affetti)

essere pieno di urina non fosse comune a tutti, coloro che sono pieni di urina, proprio come [si fa con] i lebbrosi

dovrebbero essere evitati da tutti.

Sua Santità il Dalai Lama. Si evitano i lebbrosi e invece, per la semplice ragione che l’urina è comune a tutti, chi la produce e la contiene, viene considerato pulito.

73. Propio come qualcuno a cui manca una parte [del corpo], è felice con un naso artificiale;
così il vizioso considera i fiori e così via

(profumi, ornamenti, ossia sostanze esterne, estranee)

come rimedi alla sporcizia (del corpo che in realtà è pieno di sporcizia).

74. E’ inappropriato chiamare pulito ciò per cui [in alcuni]

sorge la mancanza di desiderio. E anche non c’è alcunché che possa essere considerato, del tutto, fonte di desiderio.

Sua Santità il Dalai Lama. Gli arhat etc. generano mancanza/assenza di desiderio nei confronti di qualsiasi corpo. Il corpo in realtà non è qualcosa per cui si possa generare desiderio o attaccamento. Ciò che si potrebbe considerare fonte di desiderio sarebbe qualcosa di completamente, veramente buono, ma una tale cosa non esiste. Il desiderio viene generato solo a causa di proiezioni mentali o valutazioni sbagliate che vedono inesistenti qualità.

75. In breve, tutti e quattro [gli attributi di]:

impermanenza, sporcizia, sofferenza e mancanza del sè,

sono possibili in relazione ad una singola [cosa].

Sua Santità il Dalai Lama. Tutti i fenomeni condizionati sono impermanenti; ciò che è impermanente è ‘non- pulito’, è solo adatto a far generare repulsione come la sporcizia; ciò che è non-pulito è [causa di] sofferenza, ovvero provoca dolore/fa soffrire; ciò che è sofferenza è privo di un sè, qui nel senso che un tale corpo impermanente, immondo e causa di sofferenza non è adatto ad essere appropriato o posseduto (non è qualcosa che si dovrebbe voler possedere).

Ciò conclude il terzo capitolo di “Il trattato in quattrocento strofe sugli atti yogici dei bodhisattva” che insegna come disfarsi del concepire erroneamente [il corpo/i fenomeni] come puliti.

Sua Santità il Dalai Lama ha utilizzato, come base per le sue delucidazioni, il commentario del Maestro indiano Chandrakirti e del Maestro tibetano Gyaltshab Dharma Rinchen (1364-1431).

Tradotto dal tibetano in italiano da Mariateresa Bianca a Dharamsala che ha consultato anche il commentario tibetano del Maestro Gyaltshab Dharma Rinchen come pure la traduzione inglese delle strofe di Ruth Sonam e che ringrazia Sherab Dhargye per le indispensabile chiarificazioni e la monaca italiana Tenzin Oejung per aver riletto il testo. Editing del Dr. Luciano Villa nell’ambito del Progetto “Free Dalai Lama’s Teachings”, approvato direttamente da Sua Santità il Dalai Lama, vedi http://www.sangye.it/lettera/10.09blog-ingl-HH.jpg ,a beneficio di tutti gli esseri senzienti. Ci scusiamo per i possibili errori ed omissioni.