Copenhagen 31.05.09 conferenza di S.S. il Dalai Lama

Conferenza Pubblica di Sua Santità il Dalai Lama 31.06.09 ore 14,00.

Appunti, traduzione dall’inglese ed editing del Dott. Luciano Villa, dell’Ing. Alessandro Tenzin Villa e di Graziella Romania nell’ambito del Progetto “Free Dalai Lama’s Teachings” per il beneficio di tutti gli esseri senzienti.

Sua Santità il Dalai Lama

Consentitemi di iniziare con una preghiera tibetana: “Possano tutti gli esseri senzienti trovare la pace…”. Fate attenzione, noi non preghiamo, aggiungendo: “ad eccezione dei Cinesi”. Così sono compresi tutti gli esseri senzienti, senza esclusione.
Desidero ringraziare gli organizzatori, Rinpoche ed anche tutte le persone che hanno una sensibile motivazione, ed anche il pubblico, tutti voi che siete venuti qui oggi, di domenica, la giornata tradizionalmente dedicata al tempo libero, alle vostre vacanze. Invece di godervi il vostro giorno di festa, siete venuti qui per ascoltare il mio pensiero, e lo apprezzo. A volte il pubblico o le persone che vengono a vedermi sono spinti da grandi aspettative, il che è che sbagliato.

Non ho niente di speciale da offrire. Le persone che vengono a vedermi perché credono che il Dalai Lama ha poteri miracolosi si sbagliano, è un’aspettativa che non ha senso. Se avessi dei poteri speciali, in primo luogo dovrei realizzarli su di me. Ma di recente ho pure avuto bisogno di ricoverarmi in ospedale.

Il mio scopo principale è di beneficiare gli esseri senzienti. Un solo essere umano, senza gli altri, non può che restare semplicemente una persona sola, non è possibile ottenere un senso di sicurezza senza gli altri. – …

In particolare, sud e nord, tutti i paesi ed il mondo intero sono completamente interdipendenti, a causa dei rapporti economici, della tecnologia.

Siamo molto vicini, interconnessi gli uni con gli altri. Questa è la realtà. Dobbiamo considerare tutto i milioni di esseri umani come un’unica comunità. Tutti cercano di raggiungere una vita felice: è il medesimo obiettivo che accomuna tutti, e tutti siamo uguali in quest’aspirazione. In questo momento abbiamo bisogno di sviluppare un senso di responsabilità globale. Quindi, quindi, al fine di sviluppare un senso di responsabilità globale che ci porti a prenderci cura degli altri, dobbiamo far sorgere in noi un senso di umana compassione. I semi della compassione provengono da un effetto biologico non da una bisogno filosofico. Tutti sono stati generati dalla loro madre. Dalla madre hanno ricevuto il latte. Coloro che hanno ricevuto tanto affetto dalla madre godono d’una salute migliore e d’una mente più gentile. Sfortunatamente la mancanza in giovane età dell’affetto della madre porta talvolta a disarmonie emotive, causa profondi problemi interiori e difficoltà nel dimostrare affetto agli altri.

Sua Santità il Dalai Lama

Penso che la motivazione per cui alcuni creano dei problema o uccidono o commettono suicidio è forse da ricercare in questo periodo della loro vita, quando qualcosa è mancato loro. Penso d’essere mentalmente sereno, a posto, nonostante abbia passato delle complicazioni fisiche, per esempio, alla mia cistifellea, che me l’hanno recentemente tolta. Un medico mi disse in quel frangente che ero come un giovane paziente. Gli risposi che avevo già superato i 70 anni. Annuì. Attualmente non certo più la vostra condizione fisica, come quando avevo 16 anni. Non ho mai visto il volto arrabbiato di mia madre. Era l’impersonificazione della mente pacifica. Penso d’aver ricevuto tanto da mia madre. Ovviamente ho avuto tanti guru e maestri. Ma il seme della compassione l’ho ricevuto da mia madre. Quindi ognuno di noi ha questo potenziale. L’importante è capirlo, rendersi conto dell’importanza di tutto ciò. Penso che ci sono molti modi che portano alla pace interiore: un modo è l’atteggiamento compassionevole, che considera gli altri come fratelli e sorelle. Il risultato di quest’atteggiamento è la mancanza di paura. Al contrario, alla mancanza di affetti, alla mancanza de compassione, corrisponde molta più tensione, molta più paura, e la paura si trasforma in rabbia e la rabbia porta alla violenza. Un cuore colmo di compassione si sente felice. Se siete sospettosi allora avvertirete una sorta di distanza dagli altri. Quando le persone s’arrabbiano, inevitabilmente l’oggetto o la persona che ha causato la rabbia gli apparirà come molto negativo. In realtà, il 90% delle sensazioni negative dipende da impressioni distorte delle nostre percezioni mentali. Ma poi la rabbia declina e svanisce. Se sviluppi attaccamento per quest’oggetto, allora, ti sembrerà davvero molto bello. Se lo acquisirai, lo farai tuo, osservalo ad una certa distanza di tempo. Ti sembrerà cambiato.

Sua Santità il Dalai Lama

S’era trattato d’un cieco attaccamento. Ovviamente molto dipende dalla percezione mentale. La mente più compassionevole porta più tranquillità e calma. La calma porta a saper giudicare le intenzioni e le azioni buone da quelle cattive.

Quando sviluppi rabbia non puoi scegliere gli obiettivi. Senza emozioni distruttive puoi vedere la realtà. La mancanza di conoscenza e di comprensione della realtà porta ad un approccio irrealistico, con risultati disastrosi. Per avere un approccio realistico occorre conoscere molto bene la realtà. E per poter vedere la realtà in modo molto chiaro la tua mente deve essere molto tranquilla. Così la compassione porta la pace interiore, compassione porta anche più capacità di giudizio.

Così gli affetti o la compassione, intesi come un effetto biologico, sono un qualcosa di molto prezioso per vivere felicemente la nostra vita. A volte sviluppiamo un certo sentimento, di difficoltà o sofferenza o dolore, a volte ci sentiamo un qualcosa che chiamiamo peccato. Inoltre è importante comprendere un certo sentimento di compassione, ma per un caro amico. Ebbene, dobbiamo saper riconoscere che in realtà quella compassione è mista ad attaccamento. Quella compassione è orientata da un certo atteggiamento.
Quindi, di solito, diciamo: “amo davvero questa persona, perché è molto gentile”. Ma ci stiamo illudendo, anzi ingannando e cadiamo in errore. Quella compassione detiene un seme, un principio fondamentale: tutti quanti, gli altri come anch’io, desiderano una vita felice. In questo modo, pur vedendo me stesso, il mio atteggiamento non è volto a compiacere me stesso. Non ad amare me stesso. Analizzando, mi rendo conto di desiderare la felicità e di vincere la sofferenza, è un atteggiamento volto verso tutti gli esseri non verso un’attitudine introspettiva. In questo modo che la compassione può essere estesa al tuo nemico. Lo chiamiamo nemico, ma, dal punto di vista fondamentale, anch’egli è un essere umano che, come ognuno di noi, desidera liberarsi dalla sofferenza. Dobbiamo perciò familiarizzarci a sviluppare compassione, ma attenzione, non dev’essere orientata verso un qualcuno o alcuni, insomma verso un’attitudine, ma essere un comportamento che comprende tutti gli esseri senzienti.

Sua Santità il Dalai Lama

Quella è pura compassione, perché è senza attaccamento, perché apre la nostra mente espandendo all’infinito, proprio perché basato sul ragionamento, il nostro senso d’affetto e compassione per tutti gli esseri. Proprio perché l’affetto puro è generato sulla base della ragione.

Senza desiderio non v’è alcun progresso. Il desiderio, di per sé non è affatto sbagliato, il problema è il desiderio permeato dall’attaccamento. Dobbiamo distinguere tra desiderio costruttivo e distruttivo. Comunque ora abbiamo considerato due tipi di compassione: uno limitato, fuorviante, orientato alle azioni. Un altro livello, non per azioni, ma orientato verso l’essere in sé, puro ed infinito.
Penso che ognuno desidera una mente più compassionevole. Penso che nessuno desidera procacciarsi dei guai. All’opposto, chiunque desidera amore e tranquillità per i suoi amici, in modo sostanziale nessuno vuole crearsi dei problemi. Ma i problemi sono uno stato mentale. Naturalmente ci sono problemi come la mancanza d’istruzione, la povertà, ma in fin dei conti i veri problemi sono rappresentati da stato mentale. Innanzitutto, i problemi derivano da una mancanza di valutazione, di discernimento, dal fatto di non prenderne in considerazione la natura. Più la mente è compassionevole più è in grado di vedere oggettivamente, in special modo la realtà interdipendente. Di solito la rabbia è sostenuta da una visione, una concezione assoluta, distorta, parziale, che si rifiuta di prendere in considerazione il rapporto d’interdipendenza che lega le cose. La rabbia scatta attribuendo subito ad una persona la causa d’un certo problema. Ma non lo approfondisce, anzi, si rifiuta minimamente di farlo. Così si sviluppa più rabbia, ancor più in collera.

Sua Santità il Dalai Lama

Invece, quell’evento è avvenuto a causa di molti fattori incluso il vostro contributo, il vostro comportamento. La rabbia si sbaglia ad indicare una causa indipendente. Così, per mantenere un approccio realistico, molte sono i problemi che ci siamo creati proprio da noi stessi, per essere caduti in preda alle nostre emozioni, per mancanza di comprensione della realtà. Pertanto, come promuovere la compassione? Ci sono tre modi per promuoverla. Per i creazionisti, pensare che Dio ci ha creato con infinita compassione, perciò dobbiamo essere delle persone compassionevoli fondamentalmente perché ci sentiamo connessi a questo infinito amore. Pure per i non teistici, come i Giainisti ed i Buddisti, la compassione deve basarsi su una fede. Si può anche non professare alcuna fede religiosa, ma la capacità di mostrare affetto è un fattore biologico.

Proprio per verificare l’assunto dell’esperienza popolare, alcuni scienziati hanno condotto delle ricerche sperimentali, confermando che quelle persone che spesso s’esprimono con “il mio, io”, vanno più significativamente incontro ad attacchi di cuore. Ed è pure risultato che sono afflitti da più preoccupazioni, più insicurezza, più paura. Al contrario, un atteggiamento più compassionevole riduce la paura. La mente compassionevole porta salute. Non v’è alcun dubbio: occorre educare le persone sui valori interiori. Senza mettere in campo la religione, il che vene riconosciuto come un atteggiamento laico. Un mio amico musulmano lo considera un rifiuto sulla religione, come una forma di repulsione della religione. Ma il laico, pur non accettando le religioni, le rispetta.

Sua Santità il Dalai Lama

Un altro punto di vista non considera certo la laicità come una religione, ma la parifica a tutte le religioni. Questi valori sono universali, senza toccare la religione. L’atteggiamento laico promuove l’importanza dei valori interiori e spirituali, non necessariamente religiosi, non per la prossima vita, per la moksha o liberazione, ma per una vita felice ora. Perciò è importante promuovere l’istruzione, ma l’istruzione unita al buon cuore, alla visione profonda. Lo capiscono immediatamente le persone molto acute, dall’intelligenza perspicace. Ma ci sono anche coloro che l’utilizzano per far del male agli altri.

Sua Santità il Dalai Lama

L’11 settembre è opera di persone capaci, intelligenti, che per diversi mesi hanno progettato e provato: sono il paradigma dell’intelligenza guidata dall’odio. Come vedete, le capacità mentali, l’istruzione, la conoscenza tecnica non significa affatto buon cuore. Deve davvero prevalere un senso di responsabilità, d’etica comune. Il che è molto importante. Perciò, fate per favore più attenzione ai vostri valori interiori, offrite la massima attenzione ai vostri figli, alla vostra madre. Sono un monaco così senza figli, quindi non ho queste responsabilità. La prossima generazione saprà essere più compassionevole. Dev’essere il nostro obiettivo. Il popolo Danese, è un paese piccolo, ma, proprio grazie alle sue dimensioni, penso che sia in grado di poter gestire questo obiettivo. Quindi una mente pacifica è molto, molto utile. Me lo dice la mia esperienza di 50 anni d’esilio. Tutti gli esseri viventi hanno lo stesso potenziale, così realizzatelo ed avrete una vita veramente felice. In modo che tutti lo siano.

Vi ringrazio.

Domanda: Pensa che sia possibile la pace? Come può la Scandinavia contribuire a raggiungere quest’obiettivo?

Risposta di Sua Santità il Dalai Lama

Ora la guerra in Iraq, moltissime persone hanno fatto opposizione. Milioni di persone si sono opposte. Nel frattempo ha acquistato più forza il concetto di pace. Si tratta di indicazioni chiare, cui s’unisce anche il concetto di prendersi cura del pianeta. Penso ad uno sviluppo sano, credo che gli esseri umani debbano avviarsi su questa strada, penso che si debba fare molta esperienza in questo senso. Il secolo scorso non è stato felice, ma questo sarà il secolo con meno guerre, che alla fine creerà dei valori di pace, una comunità di pace attraverso l’educazione alla pace, l’istruzione ai valori positivi nella vita quotidiana. Dal momento che anche educare è uno sforzo, in realtà il movimento per il disarmo interiore deve andare di pari passo col disarmo esteriore. A volte le piccole nazioni possono dare un buon contributo. Quindi, sostanzialmente sono molto, molto ottimista.

Domanda: In qualità d’educatore vorrei chiedere a Sua Santità qual è il valore più importante da dare ai figli?

Risposta di Sua Santità il Dalai Lama

Come educatore credo che lo debba sapere bene. Ma è di fondamentale importanza la pace, donare più compassione, perché credo che questo sia un obiettivo che si possa perseguire. Penso che sia positivo anche solo discuterne, farne oggetto d’insegnamento e di studi, considerando anche il tema delle disponibilità esteriori, d’ordine materiale, correlato allo sviluppo delle qualità interiori. In ogni caso i valori materiali hanno dei limiti.

Ammettiamo che acquisti un’auto nuova, l’anno prossimo ne desideri un’altra, e così via. Mai soddisfatti! All’opposto, insegniamo il senso della misura, d’un limite, dell’appagamento. Pensiamo al divario tra ricchi e poveri. Quali punte raggiunge? In America, in Inghilterra c’è una fortissima disparità tra ricchi e poveri. In India, un enorme disuguaglianza. Quindi, le disponibilità materiali sono importanti ma è ancora più importante sentirsi appagati. Ma non sentitevi mai appagati dalle vostre conquiste interiori, sforzatevi d’incrementare le vostre qualità mentali, insegnate a non essere soddisfatti, a migliorare sempre la qualità della mente.

Domanda: Perché pensa che in occidente sono di più le donne ad essere interessate al Buddismo?

Risposta di Sua Santità il Dalai Lama

Penso che le donne sono biologicamente portate a dare istintivamente più di affetto. Mia madre mi dava tanto affetto, ma non mio padre. Ero seduto a tavola accanto a mio padre, ero ancora piccolino, ricordo, ed ero in attesa di un pezzettino di carne di maiale. Ero lì, a bocca aperta come un cagnolino in attesa del boccone, ma lui, che distribuiva il cibo, non faceva una piega. Allora, per ricordagli la mia presenza, e tacita richiesta, gli sfiorai i baffi con una manina. Apriti cielo! S’arrabbiò, s’infuriò come non mai. La mamma portava invece amore e pace.

Attenzione a tanti eroi della storia, perché, se andate a vedere bene, scoprirete che non erano altro che dei gran macellai.

Come ho accennato prima, vi prego di porgere il vostro affetto ai vostri bambini ed a tutti i bambini. Le donne guardano con più interessati alla religione, sembra così. Le informazioni e motivazioni dettagliate le dobbiamo ricercare. Davvero non so. Pertanto non ho da offrire una risposta chiara a questa domanda. Quindi la risposta precisa non la so. Questa è la risposta precisa.
Domanda: Può la rabbia essere utilizzata in modo positivo?

Risposta di Sua Santità il Dalai Lama

È molto difficile dirlo, solo se la persona ha sufficiente compassione e saggezza, come quella d’un genitore verso i suoi figli, per arrestare un’azione sbagliata, in quel preciso momento può mostrarsi irato, ma è necessaria molta compassione, una sincera e profonda compassione. Quindi la rabbia se motivata dalla compassione è positiva, ma solo se motivata da vera compassione.

Domanda: qual è il modo migliore di porsi da parte della religione rispetto alla società ed al governo d’un paese?

Risposta di Sua Santità il Dalai Lama

Penso che chi ha responsabilità di gestione amministrativa e di governo debba essere coerente con la propria fede, evitando di pregare il Buddha nel solo tempio, perché quando s’accetta una religione s’accetta pure la sua pratica morale. Anzi, chi ha queste responsabilità dovrebbe essere lieto di poter utilizzare quest’opportunità per beneficiare gli altri esseri, evitando le ipocrisie, di formare un’élite.

Quando ero in Cina nel 1954 ebbi l’occasione di incontrare a Pechino Mao Tze Tung e di rendermi conto che si trattava davvero d’un gran leader rivoluzionario , che si dedicava a trovare delle soluzioni per la maggior parte della gente: quella più povera. Nel 1956-57 il potere assoluto ha avuto la meglio su di lui, al punto che non c’era nulla che lo potesse controllare. Sopra di lui non c’era nessuno e questa fu la sua rovina.

Pochi anni dopo, circa 30 anni fa, in un incontro con dei politici indiani nel Darjeeling, uno di loro dichiarò: “noi non siamo praticanti spirituali, siamo dei politici!”. Al che gli ribattei in faccia che era sbagliato e lo incalzai dicendogli: “E’ sbagliato perché la gestione della cosa pubblica dev’essere improntata all’etica, perché il vostro mestiere lo dovete fare onestamente, perché voi politici, per prendere certe decisioni, avete bisogno ancor più di noi della religione; se manca l’etica, la morale, allora cadiamo nell’ipocrisia e la gente perde fiducia, invece è necessario che voi diate il buon esempio, principalmente per irrobustire la società”.

Dato che tutti davanti tentano d’apparire gentili, v’esorto ad avere un naso d’elefante, che annusa ovunque, soprattutto dietro per trovare il marcio.

Sua Santità il Dalai Lama

Sviluppate un forte intuito a vedere oltre l’apparenza delle situazioni che vi si presentano. Ma l’intuito, il buon naso, deve andare di pari passo con l’etica, altrimenti le cose diventano critiche, la gente perde la fiducia, e non è più una società aperta, libera, nemmeno di riunirsi. È necessario studiare ed indagine onestamente, oggettivamente, in modo da poter aiutare le persone.

Le istituzioni religiose devono essere separate da quelle politiche. Per questo ho voluto le elezioni per eleggere democraticamente i rappresentanti del popolo tibetano in esilio.

Se le istituzioni devono essere laiche, ed in nessun modo condizionate dalla religione, l’individuo politico, il rappresentante eletto dal popolo, anzi tra il leader, deve essere mosso da grandi, profondi e puri ideali, pure dalla fede. Può benissimo basarsi su principi laici, non intendo affatto dire che i politici devono basarsi su motivazioni religiose, ma devono avere dei grandi e profondi e puri ideali, sorretti da solidi principi etici. Così la gente non solo li rispetterà, ma li seguirà.

Questi due giorni d’incontri hanno dato spazio ad un piccolo contributo. Vi ringrazio molto. Credo che si siano gettate le basi per dare un piccolo contributo per la pace della mente. Per il prossimo incontro, abbiate cura di voi stessi: mentalmente, fisicamente e spiritualmente.

Vi ringrazio ancora molto.

Appunti a cura di LucianoVilla, Graziella Romania ed Alessandro Tenzin Villa