1 S. S. Dalai Lama Los Angeles, CA 2000 Insegnamenti su “Linee di esperienza” di Je Tzongkhapa e “La Lampada” di Atisha

Sua Santità il Dalai Lama. Una cosa che tutti possiamo fare come individui è garantire che le nostre preoccupazioni per l’ambiente diventino parte delle nostre vite.

1 Insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama a Los Angeles, CA 2000 su “La Lampada sul Sentiero per l’Illuminazione” di Atisha Dipamkara e “Linee di esperienza” di Lama Tsongkhapa. Traduzione non revisionata del Dott. Luciano Villa, nell’ambito del Progetto “Free Dalai Lama’s Teachings” per il beneficio di tutti gli esseri senzienti. Ci scusiamo per qualsiasi errore od omissione.

Sua Santità il Dalai Lama

Cari fratelli e sorelle, sono molto felice di essere qui con voi. Credo sempre che noi esseri umani siamo tutti essenzialmente uguali, mentalmente, emotivamente e fisicamente. Certo, ci sono piccole differenze, come forma e colore, ma abbiamo tutti due occhi, due orecchie e un naso. Pertanto, sono sempre felice di interagire e parlare con i miei fratelli e sorelle. In questo modo, imparo nuove cose, principalmente quando mi viene fatta una domanda su un qualcosa di completamente inaspettato.

Il pubblico escogita nuovi concetti o punti, che mi offrono l’opportunità di riflettere e analizzare. È molto utile.

Voglio chiarire, comunque, forse anche avvertirvi, che non dovreste aspettarvi troppo. Non ci sono miracoli. Sono molto scettico su queste cose. È molto pericoloso se la gente viene ad ascoltare i miei discorsi credendo che il Dalai Lama abbia un qualche tipo di potere di guarigione, per esempio. Io stesso dubito di coloro che affermano di avere il potere di guarire. Qualche tempo fa, in un grande raduno in Inghilterra, ho detto la stessa cosa. A quel tempo ho detto al pubblico che se ci fosse stato tra loro un vero guaritore, avrei voluto mostrargli i miei problemi cutanei. A volte può essere abbastanza piacevole grattarsi dove si sente il prurito, ma, come diceva il maestro buddista indiano Nagarjuna, “È meglio non avere prurito che avere il piacere di grattarsi”. Ad ogni modo, finora, non ho mai incontrato una persona del genere. Tuttavia, se siete qui semplicemente per curiosità, va benissimo. Sono molto felice di avere questa opportunità di parlare con voi e vorrei anche esprimere il mio profondo apprezzamento a coloro che hanno organizzato questo evento.

Tutti vogliono una vita felice.

La cosa fondamentale è che tutti vogliono una vita felice e di successo. Questo non è solo il nostro obiettivo, ma anche il nostro legittimo diritto. Quindi, sorge la domanda: come possiamo raggiungere questa vita felice? Sembra che in questi tempi moderni, quando la tecnologia e le strutture materiali sono così ben sviluppate e liberamente disponibili, abbiamo l’idea che le cose materiali sono il fattore ultimo per la soddisfazione dei nostri desideri ed il raggiungimento dei nostri obiettivi. Quindi, abbiamo troppa aspettativa di cose materiali e ci fidiamo troppo di loro. Le nostre forti convinzioni materialistiche ci danno una falsa speranza in ciò che manca veramente una di una base solida. Di conseguenza, trascuriamo i nostri valori interiori e lo stato mentale.

Affidandoci così tanto alle cose esterne per rendere le nostre vite significative, ci allontaniamo dai valori umani fondamentali. Certo, lo sviluppo materiale è essenziale e molto utile, ma è sbagliato aspettarsi che tutti i nostri problemi possano essere risolti attraverso mezzi esterni. Quando lo sviluppo materiale e spirituale procedono armoniosamente, possiamo quindi raggiungere il nostro obiettivo di una vita felice. Pertanto, mentre ci concentriamo sullo sviluppo materiale, è essenziale prestare attenzione anche ai valori interiori.

Quando uso la parola “spirituale”, non intendo necessariamente la fede religiosa. È abbastanza ovvio che ci sono due livelli di spiritualità: spiritualità con e senza fede religiosa. Ovviamente, un individuo può riuscire a condurre una vita significativa senza la fede religiosa, ma non si può essere una persona felice senza la spiritualità dei valori umani fondamentali. Finché restiamo umani, non c’è modo di trascurarlo.

I valori umani fondamentali

Quali sono questi valori umani fondamentali? Ci sono due livelli. A un certo livello, c’è il senso di prendersi cura gli uni degli altri, condividere l’uno con l’altro il senso di unità che deriva dal vedere tutte le persone come fratelli e sorelle in un’unica famiglia umana, portando: deve vigere il rispetto, la tolleranza e l’autodisciplina. Troviamo anche alcune di queste qualità nel regno animale. Tuttavia, ad un altro livello, a causa dell’intelligenza umana e della comprensione delle conseguenze di vasta portata, possiamo aumentare deliberatamente determinate qualità. In questo modo, gli esseri umani si dimostrano molto più sofisticati degli animali.

Tuttavia, sia gli esseri umani che gli animali hanno lo stesso desiderio di base: la felicità o la soddisfazione. Questo è comune a tutti gli esseri senzienti. La cosa unica di noi umani è la nostra intelligenza. Il desiderio di raggiungere la felicità, il piacere e la soddisfazione principalmente attraverso i cinque sensi non è una caratteristica unicamente umana. In questo senso non ci distinguiamo molto dagli animali. Ciò che ci distingue dagli animali è la nostra capacità di usare le nostre facoltà mentali nella ricerca di soddisfare il nostro naturale desiderio di essere felici e superare la sofferenza.

È questa capacità di giudicare tra le conseguenze del nostro comportamento a lungo ed a breve termine che ci distingue realmente dagli animali. È la capacità di utilizzare le nostre peculiari qualità umane nel modo giusto: è ciò che ci dimostra di essere veri esseri umani.

Due tipi di sofferenza

Un altro fattore importante è che ci sono due tipi di sofferenza e di piacere: dolore e piacere a livello fisico, sensoriale e quelli a livello mentale. Se esaminiamo le nostre vite quotidiane, diventerà chiaro che possiamo sopprimere il disagio fisico mentalmente. Quando siamo felici e calmi, possiamo facilmente ignorare il disagio fisico, come le sensazioni spiacevoli. Tuttavia, quando siamo infelici o disturbati, anche i migliori fattori esterni, come buoni compagni, soldi e fama, non possono renderci felici. Ciò suggerisce che non importa quanto potenti possano essere le nostre esperienze sensoriali, esse non possono sopraffare il nostro stato mentale; l’esperienza mentale è superiore a quella fisica. È in questo regno mentale di felicità e sofferenza, dolore e piacere che l’applicazione dell’intelligenza umana svolge un ruolo estremamente influente.

L’intelligenza umana stessa è neutrale; è solo uno strumento che può essere utilizzato in modi distruttivi o costruttivi. Ad esempio, molte delle nostre sofferenze derivano dal potere della nostra immaginazione e dalla capacità di pensare al futuro, che può creare dubbi, aspettative, delusioni e paure. Gli animali non hanno questi problemi Se un animale trova buon cibo e riparo e non ci sono disturbi immediati, può esistere in modo pacifico, ma anche quando noi esseri umani siamo ben nutriti e circondati da buoni compagni, buona musica e così via, le nostre aspettative non ci permettono di rilassarci. L’intelligenza umana, in altre parole, è fonte di preoccupazione e problemi. L’infelicità che scaturisce da un’immaginazione iperattiva non può essere risolta con mezzi materiali.

L’intelligenza umana, può pertanto essere indirizzata sia negativamente che positivamente. Il fattore chiave nel dirigerla in modo più positivo è avere il giusto atteggiamento mentale. Per godere di giorni e notti felici, è estremamente importante unire la nostra intelligenza umana ai valori umani fondamentali. Se le nostre menti sono pacifiche, aperte e calme durante il giorno, i nostri sogni rifletteranno queste esperienze e saranno felici. Se durante il giorno sperimentiamo paura, agitazione e dubbi, continueremo ad incontrare problemi nei nostri sogni. Pertanto, per per essere felici ventiquattr’ore su ventiquattro, dobbiamo avere il giusto atteggiamento mentale.

Invece di pensare ogni minuto della giornata al denaro ed alle cose materiali, dovremmo prestare più attenzione al nostro mondo interiore.

Chi sono io? Dov’è il mio io?

È interessante porsi domande come: “Chi sono io?” E: “Dov’è il mio io?” Di solito, prendiamo per scontato il nostro “Io”. Sentiamo che dentro di noi c’è qualcosa di solido ed indipendente che è il proprietario della nostra mente, corpo e possedimenti. Si dimostrerà piuttosto utile riflettere ed esaminare dove risiede effettivamente questo cosiddetto sé potente e prezioso. Dovremmo anche chiederci: “Qual è la mente? Dov’è? “Perché la più grande di tutte le forze disturbanti sono le emozioni negative? Quando queste emozioni distruttive sono pienamente sviluppate, diventiamo loro schiavi. È come se fossimo impazziti. Pertanto, quando sorgono delle emozioni negative, è utile chiederci: “Da dove viene tutto questo?”

L’affetto umano

Il fattore chiave nello sviluppo e nell’incremento dei valori umani fondamentali – il senso di prendersi cura e condivisione gli uni con gli altri – è l’affetto umano, un sentimento di vicinanza reciproca. Questa qualità è presente in noi dal momento del nostro concepimento. Secondo alcuni scienziati, il bambino non ancora nato può riconoscere la voce della madre. Ciò indica che già d’allora il bambino che deve ancora venire alla luce si sente vicino e caro nei confronti di sua madre. Una volta che il bambino è nato, spontaneamente succhia il latte materno. La madre sperimenta anche una sensazione di vicinanza col suo bambino. Per questo motivo, il suo latte scorre liberamente. Se entrambi i lati mancassero di quella sensazione di intimità, il bambino non sopravviverebbe. Ognuno di noi ha iniziato la nostra vita in quel modo e, senza affetto umano, non sarebbe sicuramente sopravvissuto.

Le emozioni negative

La scienza medica ci insegna anche che le emozioni svolgono un ruolo molto importante per la salute. La paura e l’odio, ad esempio, sono per noi deleteri. Inoltre, quando le emozioni negative sorgono fortemente, alcune parti del nostro cervello si bloccano e la nostra intelligenza non può funzionare correttamente. Possiamo vedere anche dalla nostra esperienza quotidiana che forti emozioni negative possono renderci a disagio e tesi, causando problemi di digestione e di sonno e inducendo alcuni di noi a ricorrere a tranquillanti, sonniferi, alcol od altre droghe.

Inoltre, quando si sviluppano determinate emozioni negative, queste possono disturbare l’equilibrio naturale del nostro corpo, con conseguente pressione alta ed altri tipi di malattie. Degli studiosi evidenziano come le persone che usano frequentemente parole come “io”, “me” e “mio” hanno un rischio maggiore di infarto. Quindi, sembra che se vuoi avere un attacco di cuore, dovresti ripetere queste parole come un mantra e dire sempre “Io, Io, Io, Io, Io, Io.”

Se pensiamo a noi stessi come molto preziosi ed assoluti, tutta la nostra concentrazione mentale diventa molto ristretta e limitata e persino i problemi più insignificanti possono sembrare insopportabili. Se, tuttavia, possiamo pensare in modo più olistico e vedere i nostri problemi da una prospettiva più ampia, questi diventeranno insignificanti. Ad esempio, se spostiamo il nostro atteggiamento mentale dalla preoccupazione per il nostro benessere a quello degli altri, la nostra mente si allarga automaticamente ed i nostri problemi appaiono molto meno importanti e più facili da affrontare.

La pratica della compassione

I veri beneficiari della pratica della compassione e della cura per gli altri siamo noi stessi. Potremmo avere l’impressione che i principali beneficiari della pratica della compassione siano i riceventi. Potremmo pensare che la pratica della compassione è rilevante solo per chi è preoccupato per gli altri e irrilevante per coloro che non lo sono, perché il suo principale beneficio va agli altri. Questo è un errore. Il beneficio immediato della pratica della compassione è in realtà sperimentato dal praticante.

Poiché la nostra mente si allarga e ci sentiamo più a nostro agio quando pensiamo all’umanità ed al benessere degli altri, se possiamo generare questo tipo di atteggiamento mentale, ogni volta che incontriamo qualcuno, sentiremo che qui c’è un altro fratello o sorella e saremo immediatamente in grado di comunicare con facilità. Quando pensiamo solo a noi stessi, la nostra porta interiore rimane chiusa e troviamo molto difficile comunicare con i nostri simili.

La pratica della compassione e della cura per gli altri ci porta immediatamente forza e pace interiore. Naturalmente, la compassione può anche giovare agli altri indirettamente, ma ciò che è certo è il beneficio che noi stessi sperimentiamo. È chiaro, quindi, che se siamo veramente preoccupati del nostro futuro e della felicità della nostra stessa vita, dovremmo sviluppare un atteggiamento mentale in cui la pratica della compassione abbia un ruolo centrale. A volte, scherzando, dico alla gente che se vogliamo essere veramente egoisti, allora dovremmo essere saggiamente egoisti piuttosto che stupidamente egoisti.

Questa è la realtà. Pensate a questi punti e sperimentateli con loro. Alla fine svilupperete una maggiore consapevolezza di ciò di cui sto parlando.

Sono un monaco buddista di sessantaquattro anni e tra qualche giorno avrò sessantacinque anni.

La maggior parte della mia vita non è stata felice.

La maggior parte delle persone qui conosce già le mie esperienze difficili.

Quando avevo quindici anni ho perso la mia libertà. All’età di ventiquattro ho perso il mio paese. Ora sono passati quarantuno anni da quando sono diventato un rifugiato e le notizie dalla mia patria sono sempre molto rattristanti. Eppure dentro di me, il mio stato mentale sembra abbastanza pacifico. Le cattive notizie tendono ad entrarmi da un orecchio ed uscire dall’altro: non rimangono molto bloccate nella mia mente. Il risultato è che la mia tranquillità non è troppo disturbata.

Buddha vivente

Questo non è perché sono una specie di persona speciale. Scherzo con i miei amici cinesi sul termine cinese “huo – fo”, che significa “Buddha vivente”. Lo stesso termine in sé è pericoloso, è completamente sbagliato. La parola tibetana è “lama”, in sanscrito, è “guru”. In queste parole non c’è alcun accenno al “Buddha vivente”, quindi non ho idea di come i cinesi abbiano ottenuto i termine: “Buddha vivente”. Ad ogni modo, che la gente mi chiami Buddha vivente, un dio-re o, in alcuni casi, un diavolo o controrivoluzionario, non importa. La realtà è che io sono solo un essere umano; un semplice monaco buddista. Non ci sono differenze tra noi e, secondo la mia esperienza, se prestiamo maggiore attenzione al nostro mondo interiore, allora le nostre vite possono essere più felici. Come risultato di vivere in una società materialmente sviluppata puoi ottenere molte cose, ma se, inoltre, presti maggiore attenzione al tuo mondo interiore, la tua vita diventerà molto più ricca e completa.

La non violenza non è passività.

Ci sono molte parti del mondo in cui intere comunità stanno ancora lottando per raggiungere gli standard minimi di vita. Quando le persone devono lottare per il loro sostentamento quotidiano, quasi tutta la loro energia e concentrazione devono essere indirizzate verso quel fine, il che non consente realmente all’ansia e ai problemi mentali di venire in superficie. Al contrario, c’è meno lotta per la sopravvivenza quotidiana nei paesi del Nord, perché queste società hanno raggiunto un livello relativamente alto di sviluppo materiale. Questo, tuttavia, offre alle persone la possibilità di prestare attenzione a problemi di natura più emotiva e mentale. Attraverso l’allenamento delle nostre menti possiamo diventare più sereni. Questo ci darà maggiori opportunità per creare famiglie pacifiche e comunità umane che sono il fondamento della pace mondiale. Con la forza interiore possiamo affrontare in un modo più realistico i problemi a livello familiare, sociale e persino globale. La non violenza non significa passività.

Dobbiamo risolvere i problemi attraverso il dialogo

Dobbiamo risolvere i problemi attraverso il dialogo in uno spirito di riconciliazione. Questo è il vero significato della non violenza: la fonte della pace mondiale. Questo approccio può essere anche molto utile in ecologia. Sentiamo sempre parlare di un ambiente migliore, della pace mondiale, della non violenza e così via, ma tali obiettivi non sono raggiunti attraverso l’applicazione di regolamenti o risoluzioni delle Nazioni Unite; ci vuole una trasformazione individuale. Una volta sviluppata una società pacifica in cui i problemi sono negoziati attraverso il dialogo, possiamo seriamente pensare alla smilitarizzazione, prima a livello nazionale; poi a livello regionale; e infine, a livello globale. Tuttavia, sarà molto difficile ottenere queste cose a meno che gli individui stessi non realizzino un cambiamento all’interno della propria mente.

Domanda. Cosa possono fare gli americani per contrastare la violenza che è così diffusa nella nostra società?

Sua Santità il Dalai Lama. Penso di aver appena risposto! Altrimenti, non ho una risposta speciale alla tua domanda. Tuttavia, trasformare il nostro atteggiamento mentale è il nostro compito principale. Come possiamo riuscirci? Come possiamo portare quell’impegno nella famiglia e nella scuola? L’educazione è essenziale. Non attraverso la preghiera o la meditazione religiosa e così via, ma attraverso un’adeguata istruzione. I vari livelli delle istituzioni educative hanno un ruolo molto importante da svolgere nella promozione dello spiritualità umana sotto forma di etica laica. Non sono un educatore, ma le persone hanno bisogno di parlare più seriamente su come migliorare ed espandere il curriculum scolastico per renderlo più completo. I media possono anche svolgere un ruolo importante nella promozione dei valori umani. Altrimenti, non sono sicuro di cosa si possa fare.

Domanda. In questa società materialista e guidata dal consumismo, come si supera il desiderio e l’attaccamento ai beni materiali?

Sua Santità il Dalai Lama. Se si pensa profondamente in termini di pratica spirituale di coltivare meno desideri possibili e praticando la moderazione, direi che, sotto alcuni aspetti, ci sono più opportunità per le persone che vivono in società materialmente ricche. Le persone che vivono in società materialmente meno sviluppate non hanno avuto l’opportunità di sperimentare realmente i limiti delle condizioni e delle strutture materiali. Se vivi in una società materialmente benestante, è più facile vedere i limiti delle strutture materiali in termini di soddisfazione che se ne prova. Quindi, direi che in una società materialmente arricchita ci sono, di fatto, maggiori opportunità per la pratica spirituale. Naturalmente, tutto dipende dai propri atteggiamenti e pensieri.

Tuttavia, questa idea profondamente radicata dell’occidente come cultura consumistica e materialistica può contenere un elemento di immaginazione. Le persone fanno queste differenze categoriche tra la cultura orientale ed occidentale e poi, come occidentali, iniziate a crederci. Pensate che le vostre vite siano guidate da valori materialistici, quindi proiettate una certa immagine della vostra cultura ed iniziate a crederci, perpetuando una certa mentalità. Tra i miei amici occidentali conosco persone con un enorme impegno e dedizione alla pratica del Buddhadharma. Hanno anche un alto grado di esperienza basato su pratiche meditative prolungate e vivono secondo le esperienze che hanno acquisito. Possiamo trovare persone del genere sia nell’est che nell’ovest. La natura di base di tutti gli esseri umani è la stessa.

Domanda. Ultimamente, molti americani sono diventati dipendenti da farmaci antidepressivi. Per alcuni è una seria preoccupazione sanitaria ma per altri potrebbe essere solo una facile via d’uscita. Qual è l’opinione di Vostra Santità su questa domanda?

Sua Santità il Dalai Lama. Quando parliamo di farmaci, come i farmaci antidepressivi, ovviamente ci sono diverse situazioni. In alcuni casi, la depressione può essere causata da condizioni fisiologiche o biologiche dovute a squilibri all’interno del corpo. In tali circostanze, l’uso di un farmaco antidepressivo può effettivamente aiutare l’individuo ed è un modo efficace per gestire tale problema. Tuttavia, ci possono essere altri casi in cui il disagio mentale o la depressione non hanno una base biologica ma derivano da fattori psicologici. È quindi più efficace affidarsi a metodi interiori come l’allenamento mentale o la meditazione. Chi usa i farmaci antidepressivi semplicemente come un modo per ottenere una sorta di rilassamento od una sorta di facile via d’uscita fa chiaramente un abuso della sostanza. Il sollievo che in questo modo le persone traggono dall’uso di droghe è solo temporaneo. Mentre il farmaco mantiene la sua potenza nel corpo, la persona rimane in uno stato piacevole, ma nel momento in cui perde la sua potenza, la persona è tornata dove era prima. Pertanto, è più efficace affidarsi a tecniche interiori. Con queste, puoi in seguito ricordare il sollievo che hai ottenuto come risultato della tua meditazione ed il beneficio stesso durerà più a lungo.

Domanda. Come raccomanderebbe agli americani di praticare il Buddismo se si sentissero portati a farlo, senza adottare anche la cultura tibetana?

Sua Santità il Dalai Lama. Questo è sicuramente possibile. Ad esempio, non c’è nulla di tibetano in particolare nelle Quattro Nobili Verità http://www.sangye.it/altro/?p=3785. Fondamentalmente, non vi è alcun riferimento particolare alla cultura tibetana o indiana nel buddismo tibetano. Non si tratta di est o ovest.

Domanda. Al momento della morte, come può un laico rimanere in pace invece che cadere in preda alla paura?

Sua Santità il Dalai Lama. Come ho detto prima, se sei calmo e pacifico durante il giorno, anche i tuoi sogni saranno calmi e pacifici. Per estensione, se la tua vita quotidiana è pacifica ed amichevole, così sarà la tua morte. Questa è la migliore preparazione per una morte pacifica. Se la tua vita è piena di crudeltà, paura e odio, troverai molto difficile morire in pace. Come monaco buddista, credo che ci sia una prossima vita. La pratica buddhista del tantra, in particolare, contiene molti preparativi unici per la morte ed è molto importante per i praticanti familiarizzare con loro in modo che possiamo attualizzare queste pratiche quando moriamo. Pertanto, nella mia pratica quotidiana, medito sulla mia stessa morte e rinascita ripetutamente. Questo dovrebbe prepararmi alla morte, ma non sono ancora sicuro se sarò in grado di gestirlo quando arriverà. A volte penso che, quando lo farò, potrei iniziare ad essere entusiasta di sapere se sarò in grado di implementare queste pratiche in modo efficace.

Domanda. Ora che il comunismo è stato screditato, come possiamo controllare il crescente divario tra ricchi e poveri?

Sua Santità il Dalai Lama. Questa è una domanda davvero importante. Tutti possono vedere che a livello globale c’è un enorme divario tra nazioni ricche e povere. Troviamo una divisione simile anche nei singoli paesi. In America, ad esempio, il numero dei miliardari è in aumento, mentre i poveri restano poveri e in alcuni casi diventano ancora più poveri. Proprio l’altro giorno ho incontrato una vecchia amica che mi ha parlato del lavoro che sta facendo a Washington DC. Ha detto che le condizioni di vita di alcune delle famiglie che ha visitato sono così disperate che non sono sostenibili da nessun essere umano. Mentre lei stava spiegando le sue esperienze, iniziò a piangere, e anch’io mi sentivo molto commosso. Questo è, non solo moralmente sbagliato, ma anche poco pratico. Dobbiamo riflettere seriamente su come ridurre questo problema. Ho sentito che un certo numero di famiglie benestanti sono ora disposte a condividere parte della loro ricchezza. L’anno scorso, alcuni amici di Chicago mi hanno detto che alcune delle famiglie più ricche ora hanno sono più disposte a condividere. Questa è una buona notizia; più sviluppiamo questo atteggiamento compassionevole, più riusciamo a ridurre il divario tra ricchi e poveri. A livello globale, tuttavia, ritengo che l’iniziativa debba provenire dai paesi più poveri, in gran parte attraverso l’istruzione.

Durante le recenti visite in Sud Africa ed in altri paesi africani, ho trovato un grande divario tra l’élite e le masse e che a molti poveri mancava la fiducia in sè stessi. È molto importante per i poveri fare uno sforzo per trasformare il loro atteggiamento mentale attraverso l’istruzione. I ricchi possono aiutarli fornendo strutture ed attrezzature per l’istruzione e la formazione. Questo, quindi, ci conduce alla questione della popolazione.

Ora ci sono più di sei miliardi di esseri umani su questo pianeta. Questa è una questione estremamente seria. Se cerchiamo di elevare il tenore di vita dei paesi poveri e sottosviluppati parificandolo a quelli dei paesi dell’emisfero settentrionale, è discutibile che le risorse naturali del mondo saranno sufficienti per tutti. Problemi come questo sono causati da una mancanza di consapevolezza e dall’incapacità di usare correttamente l’intelligenza umana. Tutti i paesi, ma in particolare quelli poveri, tendono a guardare solo a problemi immediati invece di pensare a lungo termine. Tuttavia, attraverso l’istruzione, alla fine verranno trovate soluzioni.

Domanda. Santità, con tante guerre dichiarate in nome della religione, può spiegare perché il Tibet non ha adottato un approccio più violento verso il raggiungimento della libertà?

Sua Santità il Dalai Lama. Innanzitutto, credo che gli umani siano fondamentalmente gentili e che l’uso della violenza vada contro la nostra fondamentale natura. In secondo luogo, è difficile trovare nella storia umana esempi di soluzioni militari che portino ad una risoluzione duratura di qualunque problema. Inoltre, in questi giorni, i confini nazionali stanno diventando meno importanti. Per esempio, nell’economia moderna, non ce ne sono praticamente. Inoltre, la tecnologia dell’informazione ed il turismo stanno trasformando il mondo in una singola comunità umana. Pertanto, il concetto di indipendenza ha meno significato in questi giorni. Le cose sono altamente interdipendenti. I concetti stessi di “noi” e “loro” stanno diventando irrilevanti. La guerra è obsoleta perché i nostri vicini sono parte di noi stessi. Lo vediamo in questioni economiche, educative ed ambientali. Sebbene potremmo avere alcune differenze ideologiche od altri conflitti con il nostro vicino, economicamente e ambientalmente, condividiamo essenzialmente lo stesso paese, e distruggere il nostro prossimo significa distruggere noi stessi. È sciocco.

Prendi il Kosovo, per esempio. La campagna militare americana era vista come una sorta di liberazione per motivi umanitari che implicava l’uso di forze limitate. Forse la motivazione era buona ed anche l’obiettivo era giustificato, ma a causa dell’uso della violenza, l’odio, invece di ridursi, in alcuni casi s’è incrementato. Fin dall’inizio, ho personalmente espresso riserve sull’uso della forza in quella situazione, nonostante la motivazione e l’obiettivo positivi. Fondamentalmente, la violenza è obsoleta.

Nel caso del Tibet, che ci piaccia o no, dobbiamo vivere fianco a fianco con i nostri fratelli e sorelle cinesi. I tibetani hanno avuto relazioni con la Cina per quasi duemila anni. A volte sono stati felici; a volte no. In questo momento stiamo attraversando un periodo infelice, ma indipendentemente da questo, dobbiamo ancora vivere insieme come vicini. Pertanto, per vivere pacificamente, armoniosamente e con amicizia in futuro, è estremamente importante che, portando avanti la nostra lotta per la libertà, evitiamo di usare la violenza. Questa è la mia convinzione fondamentale. Un’altra cosa è che per trovare una soluzione ai problemi tra Cina e Tibet, il supporto del popolo cinese è essenziale. C’è un crescente sostegno e solidarietà per la causa tibetana tra i cinesi e questo è molto incoraggiante. Ma, se ricorriamo alla violenza e costringiamo i cinesi a versare sangue, anche quei cinesi che intellettualmente riconoscono che la lotta del Tibet è giusta e che il popolo tibetano ha davvero sofferto durante la cosiddetta liberazione pacifica del Tibet ritireranno il loro sostegno perché i loro stessi fratelli e sorelle stanno soffrendo. Pertanto, è estremamente importante che durante tutta la nostra lotta continuiamo a fare affidamento su mezzi non violenti.

Domanda. In che modo si può mantenere una dieta spirituale od un nutrimento spirituale in un mondo così indaffarato? C’è un mantra molto veloce e semplice che si può dire quando ci si alza al mattino o qualcosa su cui concentrarsi durante il giorno per sentirsi calmi?

Sua Santità il Dalai Lama. Puoi farlo allenando la tua mente. Inizia alzandoti presto la mattina. Il defunto Thomas Merton, un monaco trappista, si alzava alle 2:30 del mattino ed andava a letto alle 7:30 di sera. Il mio programma inizia un’ora dopo. Mi alzo alle 3:30 e vado a letto alle 8:30. Quindi, devi essere in grado di sacrificare la voglia di stare alzato fino a tardi e la vita notturna. Se ti piace davvero, forse puoi farlo una volta al mese. Poi, alzati presto, esamina la tua vita quotidiana ed alcuni dei punti che ho già menzionato. Esamina ed analizza. Questo è il modo corretto. Non conosco alcun metodo più semplice. Inoltre, sono molto scettico nei confronti di coloro che sostengono che i problemi possono essere risolti semplicemente chiudendo gli occhi. I problemi possono essere risolti solo sviluppando correttamente il tuo atteggiamento mentale, il che richiede tempo ed impegno.

Domanda. Santità, lei trascorre ogni momento dedicandolo agli altri. Se potesse fare una vacanza da solo, cosa farebbe?

Sua Santità il Dalai Lama. Farei un lungo sonno! L’altro giorno sono arrivato a Washington DC dall’India. È un volo molto lungo ed ero esausto. Sono andato a dormire alle 5:30 del pomeriggio e mi sono svegliato la mattina dopo verso le 4.30. Ho dormito più di undici ore. L’ho trovato molto utile. Quindi, se faccio una vacanza, dormirò per dieci ore.

Quindi, naturalmente, nella mia vita quotidiana, la meditazione è anche un metodo di rilassamento. In meditazione, pensiamo e analizziamo la vita, la mente ed il sé. Se la tua meditazione analitica va bene, ti senti rilassato; se non lo fai, ti senti solo più stanco.

Domanda. Quale singola azione può ognuno di noi intraprendere per dimostrare la responsabilità universale?

Sua Santità il Dalai Lama. Una cosa che tutti possiamo fare come individui è garantire che le nostre preoccupazioni per l’ambiente diventino parte delle nostre vite. Io stesso non faccio mai il bagno, solo una doccia. I bagni sprecano molta acqua. In molte parti del mondo c’è una grave carenza di acqua potabile. È anche importante risparmiare l’elettricità. Ogni volta che esco da una stanza, spengo la luce. Questo mi è diventata una costante abitudine da essere parte della mia vita, perciò lo faccio senza un pensiero cosciente. Tali azioni fanno parte del mio piccolo contributo all’ambiente.

Sua Santità il Dalai Lama: Lo sviluppo mentale.

Studiare questi insegnamenti è un po come fare dei lavori di costruzione sulla nostra mente. Questo tipo di lavoro non è sempre facile, ma alcuni dei suoi aspetti lo rendono meno difficile. Ad esempio, non abbiamo bisogno di soldi, lavoratori, tecnici o tecnologia. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è già lì, nella nostra mente. Pertanto, con il giusto tipo di sforzo e consapevolezza, lo sviluppo mentale può essere facile.

A volte mi sento un po’ titubante nel dare insegnamenti buddisti in Occidente, perché penso che sia meglio e più sicuro per le persone rimanere nella propria tradizione religiosa. Ma, tra milioni di persone che vivono in Occidente, naturalmente, alcuni troveranno l’approccio buddista più efficace o adatto. Anche tra i tibetani, ci sono quelli che praticano l’Islam al posto del buddismo. Se adotti il buddismo come religione, tuttavia, devi comunque mantenere un apprezzamento per le altre principali tradizioni religiose. Anche se non funzionano più per te, milioni di altre persone hanno ricevuto enormi benefici da loro in passato e continuano a farlo. Pertanto, è importante per voi rispettarli.

Gli insegnamenti che stiamo qui studiando sono basati su due testi: La lampada per il sentiero verso l’illuminazione [Tib: Jang-chub lam-gyi drön-ma] dal maestro indiano Atisha Dipamkara Shrijnana http://www.sangye.it/altro/?p=81 e Linee di esperienza http://www.sangye.it/altro/?p=1654 [Tib: Lam -rim nyam-gur o Lam-rim nyam-len dor-du] di Lama Tsongkhapa.

L’abile e compassato Buddha Sakyamuni insegnò diversi tipi di Buddhadharma all’interno di una raccolta di 84.000 scritture per le diverse disposizioni mentali e le inclinazioni spirituali dei suoi ascoltatori. L’essenza di tutti questi insegnamenti è presentata in trattati così eccellenti come la Lampada per il Sentiero di Atisha, che presenta l’approccio sistematico di un individuo sulla via dell’illuminazione.

Con questa base, Lama Tsongkhapa compose tre versioni di testi di Lamrim: una versione estesa conosciuta come la Grande Esposizione del Sentiero all’Illuminazione http://www.sangye.it/altro/?cat=110; una versione di media lunghezza nota come Middling Exposition of the Stages of the Path od Esposizione Intermedia degli stadi del Sentiero; ed il testo che stiamo studiando qui, la Breve Esposizione delle Fasi del Sentiero, che è anche chiamata Linee di Esperienza o Canzoni di Esperienza Spirituale od I Punti Abbreviati degli Stadi della Via dell’Illuminazione http://www.sangye.it/altro/?p=1654.

Sebbene sia qui a spiegare i testi che studieremo, non dovete necessariamente vedermi come vostro maestro spirituale. Invece, potete prendere a cuore le mie spiegazioni parlando di me più come un amico spirituale od un collega. Inoltre, non credete semplicemente a ciò che dico senza porre domande, ma usatelo come base per la riflessione personale e, in tal modo, sviluppate la vostra comprensione del Dharma.

Ogni volta che ci impegniamo nell’insegnamento, nello studio o nell’ascolto del Buddhadharma, è molto importante assicurarci d’adottare la motivazione e l’attitudine corretta nei nostri cuori e nelle nostre menti. Lo facciamo prendendo rifugio nei Tre Gioielli (Buddha, Dharma e Sangha) http://www.sangye.it/altro/?p=446 e riaffermando la nostra generazione della mente dell’illuminazione (l’intenzione altruistica), recitando tre volte la seguente strofa:

Mi rifugio fino all’illuminazione

Nel Buddha, nel Dharma e nel Sangha.

Per il potenziale positivo che genererò

Attraverso lo studio di questi insegnamenti,

Possa io raggiungere la Buddhità per il beneficio di tutti gli esseri senzienti.

È anche tradizione, all’inizio di un insegnamento, recitare versi di saluto al Buddha, come quelli che appaiono nel testo di Nagarjuna, Fondamenti della Via di Mezzo http://www.sangye.it/altro/?p=9194. Alla fine di questo testo, c’è un verso che afferma: “Saluto il Buddha che ha rivelato il sentiero che pacifica ogni sofferenza”. Il Buddha ha presentato il percorso che pacifica tutte le sofferenze nel modo seguente.

Poiché le sofferenze che tutti noi desideriamo evitare derivano da modi fondamentalmente sbagliati di vedere il mondo, il modo in cui li eliminiamo è coltivando una corretta comprensione della natura della realtà. Pertanto, in questo verso, Nagarjuna http://www.sangye.it/altro/?cat=9 saluta il Buddha per aver rivelato il sentiero che ci mostra come coltivare una corretta comprensione della natura della realtà.