1A-Insegnamenti S. S. Dalai Lama: Londra 1988

Sua Santità il Dalai Lama: “Se sorvegliamo noi stessi ogni giorno con mente attenta e vigile, controllando i nostri pensieri, le nostre motivazioni e le loro manifestazioni nel comportamento esteriore, possiamo aprire dentro di noi una possibilità di mutamento e miglioramento”.

Sua Santità il Dalai Lama: “Se sorvegliamo noi stessi ogni giorno con mente attenta e vigile, controllando i nostri pensieri, le nostre motivazioni e le loro manifestazioni nel comportamento esteriore, possiamo aprire dentro di noi una possibilità di mutamento e miglioramento”.

1A – Insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama a Londra, 1988.

LA VIA DEL BUDDHISMO TIBETANO

Partendo da quattro semplici premesse – c’è la sofferenza, essa ha un’origine, c’è una fine della sofferenza, c’è un modo per porre fine alla sofferenza – Sua Santità il Dalai Lama presenta l’intera struttura del buddhismo tibetano, filosofia e pratica, compresa la via esoterica del buddhismo Vajrayana. Egli offre una splendida dimostrazione di come tutti gli aspetti della via buddhista tibetana debbano e possano essere recepiti come derivanti, e insieme profondamente radicati, nella cornice delle Quattro Nobili Verità. In breve, Sua Santità il Dalai Lama ci mostra con le parole più convincenti come il buddhismo tibetano sia, nel vero senso della parola, un buddhismo completo. Ne risulta una panoramica unica nel suo genere, che combina l’incisiva e penetrante visione dell’autore, la sua profonda analisi riflessiva e la sua vasta esperienza spirituale, con la sua straordinaria conoscenza di tutte le aree del pensiero buddhista; vi si aggiunge uno stile che costantemente manifesta lieta vitalità e autentico amore per ogni cosa.

Sua Santità il Dalai Lama

INTRODUZIONE.

Fratelli e sorelle, sono molto felice di essere qui e incontrare persone che nutrono profondo interesse per il Buddhadharma. Vedo tra il pubblico molti volti noti e mi rallegro di questa occasione che mi consente di trascorrere di nuovo qualche tempo con voi. Nei prossimi tre giorni parlerò del pensiero e della pratica buddhisti secondo la tradizione tibetana. I miei interventi seguiranno due temi principali. Il primo [parti I e III di questo libro] sarà una introduzione generale alla via buddhista, un profilo delle teorie e pratiche del buddhismo tibetano. Spiego sempre che questa è la forma forse più completa di buddhismo. Essa include tutti gli insegnamenti fondamentali delle varie tradizioni del buddhismo oggi esistenti in diverse parti del mondo.

Dal momento che molti di voi hanno ricevuto iniziazioni e insegnamenti tantrici, ritengo che una panoramica del buddhismo tibetano, che abbia lo scopo di fornire un quadro complessivo del sentiero buddhista, possa aiutarvi ad approfondire la comprensione e la pratica del Dharma.

Il secondo tema [parte II] tratta dell’atteggiamento altruistico che caratterizza il bodhisattva. Attingendo al Bodhicaryavatara (Guida allo stile di vita del bodhisattva) di Shantideva farò alcuni commenti su importanti sezioni del testo, con riferimento in particolare alla pratica dell’amore, della benevolenza e della compassione. Come si debba coltivare la tolleranza e quali atteggiamenti si debbano assumere nei confronti dei propri nemici è una questione in stretto rapporto con la pratica suddetta.

Nei primi tre giorni, invece di essere il Dalai Lama o il bhiksu Tenzin Gyatso, sarò il professore Tenzin Gyatso. Il quarto giorno, tuttavia, vi sarà una iniziazione di Tara Verde e quel giorno diventerò guru bhiksu Tenzin Gyatso! Come ho detto, molti di noi si conoscono già. Dall’ultimo incontro che abbiamo avuto, per lo più la nostra vita è stata assai densa di impegni. Che si faccia o no della propria vita qualcosa di buono e di degno, il tempo non attende, ma continua a scorrere. E non solo il tempo scorre senza posa, ma di conseguenza anche la nostra vita continua ad avanzare. Se qualcosa non è andato come doveva, non possiamo tornare indietro e ricominciare da capo. In questo senso, non ci è mai data una seconda possibilità. E dunque essenziale che il praticante di una via spirituale esamini costantemente i suoi atteggiamenti e le sue azioni. Se sorvegliamo noi stessi ogni giorno con mente attenta e vigile, controllando i nostri pensieri, le nostre motivazioni e le loro manifestazioni nel comportamento esteriore, possiamo aprire dentro di noi una possibilità di mutamento e miglioramento. Sebbene io stesso non possa affermare in buona fede di aver fatto alcun progresso notevole nel corso degli anni, in me desiderio e volontà di mutare e migliorare sono sempre saldi. Dal primo mattino fino all’ora di coricarmi e in tutte le situazioni della vita, cerco sempre di controllare le mie motivazioni e di essere consapevole e presente al momento che sto vivendo. Personalmente trovo che ci è assai utile nella vita. Nei tre giorni che passeremo insieme presenterò vari metodi che costituiscono un utile strumento per analizzare noi stessi, e ci consentono di incamminarci su una via di scoperta e di sviluppo personale. Prendete come laboratorio il vostro corpo e la vostra mente e provate a utilizzare queste tecniche; vale a dire, impegnatevi in una ricerca seria sul funzionamento della vostra mente, e studiate la possibilità di compiere mutamenti positivi all’interno di voi stessi. E questo il modo in cui il buddhista praticante dovrebbe recepire tutti gli elementi essenziali dell’insegnamento del Buddha. Ci sono tra noi anche persone che, pur non considerandosi buddhisti praticanti, nutrono il genuino desiderio di imparare di più sul buddhismo in generale e sul buddhismo tibetano in particolare. Tra queste c’è anche chi, pur praticando la propria religione, prova profondo interesse per altre tradizioni spirituali. Sono certo che queste persone troveranno negli insegnamenti buddhisti spunti interessanti, come le riflessioni sull’amore e la compassione, che possono essere applicati alla loro tradizione e pratica religiosa. Vedete dunque che l’intento ecumenico ha grandi possibilità di giovamento. Infine, vi sono forse alcuni che non hanno alcun particolare interesse per la vita spirituale, ma sono venuti per onesta curiosità e disponibilità mentale. Restino dunque ad ascoltare ciò che dirò, come si ascolta una conferenza. E se vi capiterà di sentire qualcosa di particolarmente interessante, ascoltate con maggiore attenzione. Se invece non vi parrà che vi sia gran che di interessante o di valido in ciò che dirò, potrete sempre usare questo tempo come un momento di riposo. In questo caso, vi prego di usare discrezione. Soprattutto, se vi accadesse di appisolarvi, non cominciate a russare, potreste disturbare i vostri vicini!