Sua Santità il Dalai Lama a Losanna

L\'arrivo di Sua Santitàil Dalai Lama nell\'aula degli insegnamenti.

Sua Santità il Dalai Lama accolto festosamente a Losanna

Su invito di Namkha Rinpoche ed il suo centro buddhista, la Comunità internazionale Rigdzin, in un gremissimo auditorio che ha fatto il tutto esaurito con oltre 6.500 persone provenienti da tutto il mondo, il 4 agosto 2009 Sua Santità il Dalai Lama ha conferito a Losanna un giorno d’insegnamenti sul testo di Lama Tsongkhapa “I tre aspetti principi del sentiero”. Come è solito, già nelle premesse, Sua Santità il Dalai Lama ha esortato i presenti a mantenere le proprie convinzioni religiose ed ha ribadito che, per la conoscenza e l’acquisizione dei principi del Buddhismo, non è solo importante studiare e conoscere i testi ed i contenuti, ma è necessario vagliare, verificare e sperimentare personalmente ed accuratamente quanto appreso: solo allora si potrà pensare di poter abbracciare un’altra religione.
Più tardi, Sua Santità il Dalai Lama ha incontrato più di 4’000 tibetani, praticamente l’intera comunità tibetana in Svizzera e nel Liechtenstein. Sua Santità il Dalai Lama ha parlato dell’importanza di promuovere un’istruzione moderna ed i comportamenti etici, cui ha fatto seguito la locuzione del Kalon Tripa, Prof. Samdhong Rinpoche.

Nella gremita e vivace CONFERENZA STAMPA tenuta il giorno stesso a Losanna ed in quella del 6 agosto a Ginevra, Sua Santità il Dalai Lama ha spiegato i suoi due principali impegni della vita: la promozione dei valori umani e l’armonia tra le religioni, impegni che egli porterà avanti per tutta la vita.

Circa l’attuale situazione in Tibet, Sua Santità il Dalai Lama ha espresso speranza per quanto riguarda la soluzione della questione del Tibet. Sua Santità ha affermato che, da una prospettiva più ampia, è fiducioso grazie al crescente interesse da parte del popolo cinese sulla questione del Tibet ed alla conseguente solidarietà.

Sua Santità il Dalai Lama evidenzia il fallimento della politica cinese verso la minoranze, che ha portato solo incomprensioni e proteste di piazza.

Sua santità il Dalai lama e la bandiera tibetana

Sua santità il Dalai lama e la bandiera tibetana

Ripete che non basta lo sviluppo economico, ma occorre onestà e autorità morale. E lancia una nuova possibilità di dialogo.
La politica cinese degli ultimi 60 anni verso le minoranze etniche “non è riuscita a conquistare la loro fiducia” e deve essere cambiata. Sua Santità il Dalai Lama, leader spirituale in esilio dei buddisti tibetani, dice in conferenza stampa che Pechino deve affrontare i problemi del rapporto con le minoranze in modo realista e non soltanto ideologico.

Egli spiega che “il solo denaro non porterà una buona immagine della Cina, né fiducia. La fiducia è fondata sulla trasparenza e l’onestà”. Pechino è stata spesso accusata di praticare una politica repressiva verso le minoranze etniche del Paese (come i tibetani e gli uighuri), cercando di eliminarne persino le tradizioni e la lingua. Alle accuse la Cina ha sempre risposto di aver portato maggiori opportunità e un grande sviluppo economico in quelle regioni. Le etnie locali ribattono che lo sviluppo economico ha favorito soprattutto gli interessi dei milioni di etnici han immigrati in Tibet e Xinjiang, al punto da rendere gli autoctoni una minoranza nella loro terra.

Sua Santità il Dalai Lama ribadisce, invece, che “l’autorità morale è davvero essenziale”, anche se la Cina sta diventando una superpotenza economica mondiale. Il leader tibetano non cerca una facile condanna della repressione cinese, ma ripete che anche “l’armonia è davvero essenziale….

E’ nostra comune responsabilità trovare una soluzione [per convivere], senza separatismo”. Pechino accusa Sua Santità il Dalai Lama di essere un pericoloso terrorista che desidera la secessione del Tibet dalla Cina. Questi ha sempre risposto di volere solo una maggiore autonomia. In Tibet è in atto una sistematica repressione, dopo le proteste di piazza esplose nel marzo 2008. Nella primavera 2008, dopo che molti leader politici avevano minacciato di boicottare le Olimpiadi per protesta, Pechino ha accettato di riaprire un tavolo di trattative con rappresentanti di Sua Santità il Dalai Lama, che però si sono chiuse subito dopo i Giochi senza alcuna concessione.

Sua Santità il Dalai Lama ha spiegato che, poiché è difficile un colloquio con i leader, ora i tibetani “cercano di avere rapporti con gli intellettuali cinesi” e hanno avuto riscontri “molto positivi”.

“Qualcosa sta cambiando. Ho fiducia che gli intellettuali e la popolazione cinese vedano le questione in modo più realistico…. Sono molto ottimista”, ha concluso. , citando oltre 600 articoli ha detto sono stati pubblicati l’anno scorso dal popolo cinese a sostegno della causa tibetana.  …

Il Dalai Lama ha comunicato che, secondo le stime, circa 4.000 persone sono state imprigionate durante i disordini anti-cinesi in Tibet lo scorso anno e che sono tuttora in carcere, e ha chiesto un’indagine internazionale sulle violenze.
Il leader spirituale tibetano in esilio ha affermato egli rimane ottimista grazie alla crescente solidarietà e sostegno per la causa tibetana da parte del popolo cinese e d’intellettuali. Ma egli disse la situazione nella regione rimane tesa, pur essendo più calma rispetto a quella dello scorso anno determinata dalla repressione da parte del governo cinese e dei successivi disordini scoppiati a Lhasa, nel marzo 2008 che si diffusero in tutta la Cina occidentale. In risposta, le truppe di Pechino si riversarono nel territorio tibetano, vietando l’ingresso ai media ed ai turisti stranieri, scatenando la repressione nei monasteri buddisti, punto focale del sentimento anti-governativo. Inoltre, la Cina ha intensificato la campagna di diffamazione contro Sua Santità il Dalai Lama, accusandolo d’istigare le agitazioni.
“Mi appello alla comunità internazionale affinché ci si rechi sul posto ed s’indaghi a fondo,” ha ribadito il 74enne vincitore del Premio Nobel per la Pace, aggiungendo: “Il governo cinese dovrebbe astenersi dal ricorrere alla violenza nei rapporti con i tibetani e sono costernato del fatto che ai tibetani è proibito utilizzare la propria lingua”.
“Inoltre, ha incalzato, in Cina lui sta crescendo una elevata sensibilizzazione sulle discriminazione che fanno soffrire i tibetani. La regione ha bisogno di una reale autonomia. Addirittura, dei funzionari del governo cinese sono in contrasto con la linea dura di Pechino.

Molti cinesi sono solidali con noi. Tra i funzionari cinesi, un buon numero mostra privatamente la loro preoccupazione, la loro solidarietà”.
Il Dalai Lama chiede l’autonomia per i tibetani, e non l’indipendenza. Ma, ha detto: “l’autonomia sembra impossibile per il momento, ma rimango molto fiducioso di raggiungere l’obiettivo a lungo termine”.

La politica della Cina nei confronti delle sue minoranze etniche non è riuscita a riscuotere fiducia nel corso degli ultimi sei decenni, perciò devono essere riviste ed è giunto il momento di effettuare un “esame scientifico della politica cinese”.

Egli ha inoltre invitato il governo cinese ad adottare un approccio più olistico nel suo tentativo di conquistare la fiducia, piuttosto che fare dei tentativi sporadici e provando a comprare il sostegno delle minoranze.
” il Solo denaro non basta a ridare una buona immagine e fiducia alla Cina. La fiducia si basa sulla trasparenza e l’onestà”, ha detto.
Egli ha aggiunto che “l’autorità morale è molto essenziale”, anche se la Cina dovesse diventare una superpotenza.
“L’armonia generale è molto essenziale,” ha detto.
“E ‘nostra responsabilità reciproca trovare una soluzione, senza separazione”, ha aggiunto.
Pechino non ha cambiato il suo atteggiamento nei confronti del Tibet dopo i disordini dello scorso anno, ed i recenti scontri etnici degli Uiguri nella provincia nord-occidentale dello Xinjiang, che ha lasciato più di 190 morti sul terreno, ha aggiunto.
Il Dalai Lama ha affermato che, sebbene la Cina è ben consapevole del fatto che egli non cerca l’indipendenza del Tibet, Pechino fomenta ancora quest’accusa a scopo di propaganda ed ha aggiunto che nonostante che i leader cinesi hanno riconosciuto apertamente, già nel 2006, incontrandosi coi i rappresentanti tibetano, che il Dalai Lama non cerca di formare un altro Stato, per puri scopi propagandistici hanno poi intensificato gli attacchi personali.
“Non siamo di fronte ad un incomprensione del problema, ma ad una deliberata falsificazione dei fatti dovuta al semplice motivo che gli era vantaggioso criticare il Dalai Lama”, ha detto il leader tibetano.
Il Dalai Lama ha confermato che, per spezzare il un muro di gomma del regime di Pechino, si stanno intensificando i contatti con gli intellettuali cinesi, le cui risposte sono state “molto positive.
“Fondamentalmente, le cose stanno cambiando. Ho fede che intellettuali cinesi, popolo cinese (si), vedere le cose più olistico, più realisticamente … Sono molto ottimista”, ha detto.

Oggi, 5 agosto 2009, Sua Santità il Dalai Lama è stato ricevuto all’ingresso della sala degli insegnamenti di Losanna dal Kalon Tripa, Prof. Samdhong Rinpoche, dall’abate del Rikon Tibet Institute e rappresentanti di varie organizzazioni tibetane in Europa. Sua Santità ha iniziato la giornata col rituale dell’auto-preparazione all’Iniziazione del Buddha della Medicina.
Dopo l’apertura, la comunità tibetana in Europa ha offerto a Sua Santità il Dalai Lama la Cerimonia di Lunga Vita (tib. Tenshug).
Nel pomeriggio, Sua Santità il Dalai Lama ha tenuto la Conferenza pubblica “La pace mondiale attraverso la pace interiore”, seguita da una sessione di domande e risposte. Oggi è l’ultimo giorno della visita di
Sua Santità il Dalai Lama a Losanna.