{"id":12278,"date":"1994-04-30T18:06:12","date_gmt":"1994-04-30T16:06:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sangye.it\/altro\/?p=12278"},"modified":"2024-04-30T18:38:38","modified_gmt":"2024-04-30T16:38:38","slug":"namkhai-norbu-rifugio-bodhicitta-e-consapevolezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sangye.it\/altro\/?p=12278","title":{"rendered":"Namkhai Norbu: Rifugio, Bodhicitta e consapevolezza"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_12280\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-12280\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-12280\" src=\"https:\/\/www.sangye.it\/altro\/wp-content\/uploads\/1994\/04\/NAMKAI-NORBU-HH-e1714495031709.jpeg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"468\" \/><p id=\"caption-attachment-12280\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #993300;\">Sua Santit\u00e0 il Dalai Lama con Namkhai Norbu: Consapevolezza vuol dire comprendere la realt\u00e0 per quello che essa \u00e8, senza modificarla e falsificarla.<\/span><\/p><\/div>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #990000;\"><span style=\"font-family: Baskerville;\"><span style=\"font-size: large;\">Namkhai Norbu: Rifugio, Bodhicitta e consapevolezza<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Baskerville;\"><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"color: #990000;\">\u00c8 questo il primo degli insegnamenti presentati durante il ritiro Dzog-chen di Merigar (Arcidosso) nell&#8217;aprile 1987. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #990000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Che cosa \u00e8 l&#8217;insegnamento Dzog-chen? <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #990000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Non \u00e8 solo un sistema di pratiche di visualizzazione; lo scopo fondamentale che ci si propone \u00e8 <em>l&#8217;integrazione dello stato dell&#8217;individuo con la pratica continua della contemplazione.<\/em> Non \u00e8 una cosa facile, ci vuole molto allenamento prima di raggiungere l&#8217;integrazione della contemplazione con la nostra vita. Questo \u00e8 il motivo per cui ci siamo riuniti qui in ritiro. \u00c8 molto importante cercare di essere presenti e consapevoli nella nostra vita di ogni giorno, in questo modo si pu\u00f2 trovare il vero stato della contemplazione. La contemplazione deve essere parte integrante della vita, non, una pratica da attuare in un tempio, per un periodo limitato. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #990000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Uno dei concetti pi\u00f9 importanti nell&#8217;insegnamento buddhista \u00e8 quello di <em>Bodhicitta<\/em>. \u00c8 qualcosa di cui si parola con molto entusiasmo: il beneficio di tutti gli esseri senzienti. In realt\u00e0 attuare ci\u00f2 nella propria vita \u00e8 veramente qualcosa di straordinario, ma questo non pu\u00f2 accadere se semplicemente vengono recitati dei versi o se si allena la mente con questo pensiero. Bodhicitta non \u00e8 una parola, non \u00e8 un concetto o qualcosa che si pretende di avere. Bodhicitta vuol dire comprendere in profondit\u00e0 la propria condizione ed attraverso essa comprendere quella di tutti gli esseri. Per questo, qualsiasi pratica si :faccia, comunque, si viene a parlare di Bodhicitta. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #990000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">In questo caso Bodhicitta vuol dire prima di tutto <em>esaminare quale \u00e8 la propria intenzione<\/em>: se la propria intenzione non \u00e8 corretta, bisogna correggerla. Ad esempio: gi\u00e0 partecipare ad un ritiro presuppone un&#8217;intenzione precisa. Avere chiaro questo \u00e8 centinaia, migliaia di volte meglio che recitare qualche verso di Bodhicitta. Quindi prima di iniziare questo ritiro dobbiamo focalizzare bene, le nostre intenzioni e lo scopo che ci proponiamo. <\/span><\/span><\/span><!--more--><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #990000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Ci\u00f2 che si vuole ottenere \u00e8 <em>integrare la contemplazione con la vita di ogm giorno<\/em>. Se questo si ottiene realmente, solo allora si potranno beneficiare gli altri esseri, e quelle belle parole tanto famose potranno finalmente diventare qualcosa di concreto. Altrimenti, pur pronunciando con la bocca parole bellissime o formulando con la mente pensieri edificanti, la nostra condizione di confusione, soggetta alle passioni, non sar\u00e0 mai intaccata. Voi che siete venuti per partecipare a questo ritiro cercate di capire veramente il motivo per cui siete qui. Un ritiro non deve diventare una sorta di fuga. Molti di solito hanno questo atteggiamento: vivono nelle citt\u00e0, nella confusione e finalmente trovano la possibilit\u00e0 di evadere per un po&#8217; di tempo. Se si fa cos\u00ec, per\u00f2, non\u00b7 si fa che peggiorare la propria. condizione. Quando si ritorna tutto \u00e8 ancora pi\u00f9 pesante, non \u00e8 cambiato nulla, si ritrova la stessa casa in cui si viveva prima, la stessa situazione. Si dovrebbe riuscire un po&#8217; a rallentare lo stato vorticoso della mente, a rilassarsi. Questo \u00e8 lo scopo da raggiungere. Questo \u00e8 proprio il principio dell&#8217;insegnamento. Esiste una famosa storia di Buddha in cui il Buddha stesso, dopo aver avuto l&#8217;esperienza dello stato profondo, al di l\u00e0 dei concetti, cerc\u00f2 di insegnarlo ai suoi discepoli. Nessuno comprese, allora Buddha disse: &lt;&lt;Ho cercato di comunicare questo stato inesprimibile, al di l\u00e0 dei concetti, ma non \u00e8 stato possibile. Per questo motivo adesso io vado nella foresta a meditare da solo\u00bb. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #990000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Cosa voleva dire? Che <em>lo stato profondo della contemplazione \u00e8 al di l\u00e0 del pensiero e delle spiegazioni<\/em>. Per\u00f2 esiste un modo per trasmetterlo: attraverso l&#8217;esperienza del corpo, della voce e della mente. Ogni insegnante comunica l&#8217;insegnamento ai propri discepoli. E&#8217; un atto di collaborazione. Bisogna capire bene e lavorare su questo. Quando avete capito qualcosa, cercate di portare la vostra esperienza in pratica nella vita quotidiana. Se la propria esperienza non \u00e8 cos\u00ec concreta, si pu\u00f2 a lungo far finta di essere un maestro che insegna a finti studenti, che fingono di ascoltare e, fingono di praticare, ma tutto ci\u00f2 non ha alcun senso. Dobbiamo andare in concreto. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #990000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Una delle prime cose di cui si parla nell&#8217;insegnamento del Buddha \u00e8 il Rifugio. Molti pensano che il Rifugio consista in versi da pronunciare, pensano che Rifugio sia &#8211; la frase: \u00abPrendo rifugio nel Buddha, nel Dharma e nel Sangha\u00bb e la ripetono. Ma questo \u00e8 un Rifugio relativo, non il vero Rifugio. <em>Il vero Rifugio sta nel riconoscere l&#8217;insegnamento che si pratica come la via della propria liberazione<\/em>. Ad esempio: voi conoscete bene il motivo per cui siete venuti qui; nessuno vi ha obbligato a farlo, avete l&#8217;intenzione di seguire questo insegnamento, ne comprendete il valore. Io non ho fatto alcuna pubblicit\u00e0, non sono venuto a dirvi: \u00abVenite qui, io ho un insegnamento fantastico, vi porto sulla via della liberazione\u00bb. Ognuno di voi partecipa attivamente. Questo vuol dire che voi riconoscete questa via ed avete l&#8217;intenzione di percorrerla. Questo \u00e8 il vero senso del rifugio. Se, mentre si sta camminando, una pioggia fortissima ci investe, cosa facciamo? Se nelle vicinanze troviamo una grotta entriamo nella grotta, se non c&#8217;\u00e8 una grotta ma c&#8217;\u00e8 un grande albero, allora ci rifugeremo sotto l&#8217;albero. Ci\u00f2 vuol dire che nel momento in cui si ha un problema, si cerca di risolverlo. Noi sappiamo di avere dei problemi perch\u00e9 abbiamo un&#8217;esistenza relativa, legata al karma, quindi viviamo nel samsara, nella trasmigrazione. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #990000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Per risolvere ci\u00f2 bisogna seguire una via. Seguire un insegnamento con questa volont\u00e0 vuol dire \u00abprendere Rifugio\u00bb. Esistono molti modi di \u00abprendere Rifugio\u00bb; molti pensano al rifugio come ad un voto da prendere. Si pu\u00f2 prendere Rifugio in modo essenziale o in modo formale. Forse un po&#8217; sotto l&#8217;influenza del cerimoniale cattolico, anche il rifugio viene considerato una specie di \u00abbattesimo\u00bb buddhista. Ricevere una specie di voto, un nome nuovo pu\u00f2 dare una certa sicurezza: vuol dire essere diventati buddhisti. In realt\u00e0 diventare buddhisti vuol dire comprendere profondamente il significato degli insegnamenti di Buddha. Ma ci\u00f2 non significa che Buddha abbia detto di abbandonare le proprie tradizioni sociali e culturali. Buddha non ha mai insegnato qualcosa del genere. Ci\u00f2 che Buddha ha veramente insegnato \u00e8 la reale condizione dell&#8217;esistenza. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #990000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">L&#8217;insegnamento del Buddha viene chiamato Dharma. <em>Dharma in sanscrito vuol dire esistenza<\/em>, in questo caso si intende la <em>conoscenza dell&#8217;esistenza.<\/em> Per acquisire ci\u00f2, bisogna iniziare dalla conoscenza di se stessi; se noi non comprendiamo prima di tutto noi stessi, \u00e8 difficilissimo poi comprendere il mondo esterno. Buddha ha detto: \u00abApprendendo da se stessi, non si compia del male agli altri\u00bb. Questo vuol dire che la conoscenza di se stessi \u00e8 la base principale da cui si deve partire per modificare la realt\u00e0 esterna. Bisogna comprendere il concetto reale di Rifugio. Ma ci\u00f2 non vuol dire che non esistono i voti di Rifugio o di Bodhicitta. Se si comprende il senso reale di qualcosa, non vuol dire che si viene a negare tutto il resto. Se si vuol capire come \u00e8 fatto un albero, prima di tutto si deve comprendere come \u00e8 fatto il tronco. Se noi ci impegniamo solo a conoscerne i fiori, le foglie ed i rami, ne avremo sempre una conoscenza parziale. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #990000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><em>Non bisogna tralasciare il principio che \u00e8 alla base di un insegnamento.<\/em> Se noi riusciamo a scoprire qual \u00e8 la base fondamentale, pur conoscendo lo stato di confusione in cui viviamo, si potr\u00e0 ottenere un miglioramento concreto. Quando ci si avvicina all&#8217;insegnamento, una delle prime cose che viene insegnata \u00e8 l&#8217;a<em>llenamento della mente nelle quattro consapevolezze<\/em> e questo \u00e8 anche considerato come insegnamento preliminare a tutte le altre pratiche. In questo caso, per\u00f2, preliminare non significa che questi insegnamenti siano una semplice procedura formale, una specie di passaporto per entrare nella pratica. In qualsiasi momento in cui si voglia incominciare a praticare, vi \u00e8 sempre un momento precedente in cui si matura la decisione di praticare; questo momento \u00e8 un momento in cui si ha una consapevolezza ed una presenza maggiore di quella che si ha di solito nel quotidiano. Questa consapevolezza \u00e8 quella racchiusa nell&#8217;insegnamento delle quattro consapevolezze. Ecco perch\u00e9 la pratica delle quattro consapevolezze in realt\u00e0 ci pu\u00f2 aiutare sempre a vivere la nostra vita con maggiore presenza. <em>L&#8217;allenamento .della mente nelle quattro consapevolezze consiste nella consapevolezza del (1) valore della rinascita umana, (2) dell&#8217;impermanenza della vita, (3) della legge di causa ed effetto del karma, (4) della trasmigrazione.<\/em> Tutto ci\u00f2 non \u00e8 per fare un&#8217;analisi od uno studio filosofico, ma serve per avere un&#8217;idea pi\u00f9 precisa della condizione degli uomini. Per esempio: quando noi parliamo del valore prezioso della rinascita umana, in realt\u00e0 parliamo della capacit\u00e0 che hanno gli uomini di realizzare le cose, come anche di distruggerle. Viene detto che gli esseri umani vivono nel samsara e che vivono secondo le leggi ineluttabili del karma. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #990000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Ma chi ha creato il 9 karma? Noi stessi. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #990000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Ad esempio: se non siamo presenti, creiamo karma negativo; le capacit\u00e0 che noi abbiamo, quindi, ci consentono di comprendere le conseguenze negative ed anche di purificarle. In molti insegnamenti viene detto che una volta che si \u00e8 ottenuta la preziosa rinascita umana, non bisogna perdere la grande occasione che essa ci offre. Viene fatto il paragone con un commerciante che ha l&#8217;occasione di andare su un&#8217;isola ricca di gioielli preziosi ma ritorna a mani vuote. Allo stesso modo, noi abbiamo l&#8217;occasione di trovare la via che porta alla liberazione. Se si ignora questo e non ci si aiuta in questa direzione, anche se si hanno tante belle idee, non si concluder\u00e0 niente in concreto. Voglio dire in conclusione che \u00e8 inutile imparare le quattro consapevolezze in modo intellettuale. Qualsiasi cosa venga imparata in modo intellettuale pu\u00f2 servire tutt&#8217;al pi\u00f9 a fare un bel discorso, ma non serve in modo pr\u00e0tico. Al contrario, non \u00e8 assolutamente necessario fare una bella analisi, non serve a molto. ,Ci\u00f2 che dico scaturisce dalla mia esperienza personale. Quando ero bambino, ho studiato molto l&#8217;insegnamento buddhista analizzandolo nei suoi aspetti dottrinali e filosofici: io e tutti gli altri studenti eravamo molto preoccupati di impadronirci esattamente delle difficili questioni filosofiche proprie della filosofia buddhista. Sul problema della rinascita umana, dovevamo sapere a memoria le diciotto qualificazioni che distinguono un uomo, le dieci qualificazioni da perfezionare, le otto da abbandonare. Quando arrivavamo alla perfetta acquisizione mnemonica di ci\u00f2, pensavamo di sapere tutto quello che ci fosse da sapere sull&#8217;argomento. In pratica per\u00f2 non avevamo capito niente. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #990000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Se accade ci\u00f2, qualsiasi pratica o insegnamento si apprenda, non serve proprio a nulla. Se voi non sapete analizzare da un punto di vista filosofico il valore della rinascita umana, ma ne avete una conoscenza concreta, ne trarrete un beneficio prezioso. Alcuni maestri fanno allenare la mente nella consapevolezza della preziosit\u00e0 della rinascita umana facendo impegnare i propri discepoli in veri e propri esercizi di fissazione su questi argomenti. Se proprio non si ha nient&#8217;altro da fare, esercizi del genere possono essere utili, ma queste non sono pratiche fondamentali. Meditare in modo forzato sull&#8217;impermanenza del tempo, sul cambiare delle stagioni, sull&#8217;evolversi continuo degli eventi pu\u00f2 essere certamente utile, ma potrebbe anche fare cadere in uno stato di sfiduciato pessimismo. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #990000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">In tal caso sarebbe certamente pi\u00f9 utile far rilassare un po&#8217; i propri discepoli, piuttosto che farli concentrare su tutti questi pensieri. Praticare vuol dire principalmente acquisire una grande consapevolezza. <em>Consapevolezza vuol dire capire quale \u00e8 la nostra natura, la nostra condizione,<\/em> non in modo concettuale, ma in modo pratico, non prescindendo dalla nostra stessa condizione. Anche questo non \u00e8 un concetto, ma riguarda la nostra realt\u00e0. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #990000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Ieri non \u00e8 pi\u00f9 oggi, domani non \u00e8 pi\u00f9 oggi, tutti lo sanno. Qualsiasi cosa sia avvenuta nel tempo, ormai non \u00e8 altro che storia. La nostra vita non \u00e8 che una parte infinitesimale del lungo filo della storia. Quando nasce un bambino, inizia una nuova vita che prima o poi dovr\u00e0 finire. Questo vuol dire impermanenza. <em>La nostra condizione \u00e8 legata strettamente con la fugacit\u00e0 dell&#8217;esistenza.<\/em> Nessuno sa quando avverr\u00e0 la propria fine; sar\u00e0 tra dieci, venti, trenta anni, un mese, una settimana, nessuno lo pu\u00f2 sapere. Nella nostra distrazione siamo portati a pensare di essere pressoch\u00e9 immortali. Avere una reale conoscenza di questo principio vuol dire essere consapevoli dell&#8217;impermanenza. Nell&#8217;insegnamento Dzog-chen la consapevolezza \u00e8 importantissima. Consapevolezza vuol dire comprendere la realt\u00e0 per quello che essa \u00e8, senza modificarla e falsificarla. Qualsiasi uomo \u00e8 costituito da tre parti: il corpo, la voce e la mente. Ognuno di questi tre costituenti ha i propri limiti, noi abbiamo i nostri lati positivi e negativi: quando si comprende quale \u00e8 la vera condizione, si vive nella consapevolezza. Seguire un insegnamento vuol dire imparare ad essere consapevoli e conoscere se stessi. <a href=\"https:\/\/maitreya.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Paramita-23.pdf\">https:\/\/maitreya.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Paramita-23.pdf<\/a> <\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Namkhai Norbu: Rifugio, Bodhicitta e consapevolezza \u00c8 questo il primo degli insegnamenti presentati durante il ritiro Dzog-chen di Merigar (Arcidosso) nell&#8217;aprile 1987. Che cosa \u00e8 l&#8217;insegnamento Dzog-chen? Non \u00e8 solo un sistema di pratiche di visualizzazione; lo scopo fondamentale che ci si propone \u00e8 l&#8217;integrazione dello stato dell&#8217;individuo con la pratica continua della contemplazione. 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