{"id":4979,"date":"2010-03-21T17:03:16","date_gmt":"2010-03-21T15:03:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sangye.it\/altro\/?p=4979"},"modified":"2013-02-21T17:23:45","modified_gmt":"2013-02-21T15:23:45","slug":"ven-khenrab-rinpoche-introduzione-al-buddismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sangye.it\/altro\/?p=4979","title":{"rendered":"Ven. Khenrab Rinpoche: Introduzione al Buddismo"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Andalus;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong><\/strong><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<div class=\"mceTemp\">\n<dl id=\"attachment_4980\" class=\"wp-caption alignleft\" style=\"width: 160px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><strong><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-4980\" title=\"rimpo\" src=\"http:\/\/www.sangye.it\/altro\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/rimpo.jpg\" alt=\"Ven. Khenrab Rinpoche\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/strong><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\"><strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; line-height: 150%\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Andalus;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Angsana New,serif;\">Ven. Khenrab Rinpoche<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Andalus;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Ven. Khenrab Rinpoche: Introduzione al Buddismo<\/strong><br \/>\nCorso tenuto dal Ven. Khenrab Rinpoche il 27 &#8211; 28 febbraio 2010 al Centro Ghe Pel Ling di Milano. Traduttore: Norbu Lamsang. <\/span><\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Questo \u00e8 il primo incontro del 2010 e, per motivi di buon auspicio, il tema sar\u00e0 l\u2019introduzione al Buddhismo. Parler\u00f2 di due aspetti del Buddismo: aspetto filosofico e pratico e i quattro pilastri del Buddhismo.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Sappiamo che nel mondo esistono differenti insegnamenti spirituali e religiosi, che dipendono dalle diverse aspirazioni della gente.<!--more--><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Non tutti hanno le stesse visioni e opinioni, c&#8217;\u00e8 chi riceve benefici dal Cristianesimo, chi dall&#8217;Induismo, chi dall\u2019Islam e chi dal sentiero interiore buddhista. Ognuno riesce a calmare la propria mente seguendo diverse religioni.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Certo, lo scopo finale, essenziale, da parte di tutte le religioni \u00e8 quello di realizzare la pace mentale, ma ogni religione propone un suo metodo; le tecniche possono essere diverse, ma lo scopo da realizzare \u00e8 unico ed \u00e8 la pace della mente.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Non solo nel mondo esistono differenti sentieri spirituali, ma nel Buddismo stesso esistono diverse scuole filosofiche e tradizioni differenti. Tutte fanno riferimento a Buddha Sakyamuni. Abbiamo la scuole Vaibashika, Sautantrika, Cittamatra e Madyamika.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Le ragioni per cui ci sono diverse scuole dipende dalle predisposizioni e dalle capacit\u00e0 differenti dei praticanti; ognuno trover\u00e0 quella pi\u00f9 adatta per lui.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Cos\u00ec, bench\u00e9 nel mondo esistano diverse scuole filosofiche e diverse scuole e cos\u00ec all&#8217;interno del Buddhismo, sappiamo che lo scopo finale, per tutte, \u00e8 realizzare la pace nella mente. Queste diverse scuole devono esistere perch\u00e9 non tutti i praticanti sono uguali e ognuno deve avere la possibilit\u00e0 di scegliere il sentiero pi\u00f9 adatto per lui. Bench\u00e9 si sia avuto un grande sviluppo materiale, che favorisce il benessere fisico, gli esseri non sono soddisfatti e sono alla ricerca di una felicit\u00e0 interiore, mentale.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il problema \u00e8 la sofferenza, che \u00e8 di due livelli: esteriore &#8211; fisico; interiore &#8211; mentale.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Molti problemi fisici (malattie ecc..) possono essere risolti da uno sviluppo esteriore, ma molti problemi mentali purtroppo non vengono eliminati da questo sviluppo. Da qui la necessit\u00e0 di ricercare un metodo interiore per eliminare la sofferenza della mente.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ad esempio, quando ci ammaliamo andiamo in ospedale, facciamo le analisi, ci viene data una cura e noi la seguiamo. Questo richiede tempo, sforzo e impegno.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Per quanto riguarda le difficolt\u00e0 mentali, non abbiamo cure esteriori; per potere curare le malattie mentali bisogna conoscere un metodo interiore, di tipo mentale, perch\u00e9 il problema \u00e8 la diretta conseguenza di un modo di pensare e, quindi, la soluzione deve venire dalla mente stessa, attraverso un cambiamento del modo di pensare.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La cura non \u00e8 semplice, \u00e8 ancora pi\u00f9 difficile che curare i problemi fisici.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Prima bisogna imparare, poi praticare e ci vorr\u00e0 tempo per avere un cambiamento.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Se lo sviluppo materiale non viene accompagnato da una preparazione mentale, fatta tramite l&#8217;insegnamento, mancando lo sviluppo virtuoso mentale, lo sviluppo materiale diventer\u00e0 solo causa di ulteriore insoddisfazione, dovuta all&#8217;incremento dell&#8217;attaccamento e del desiderio. C&#8217;\u00e8 quindi la necessit\u00e0 di essere supportati da uno sviluppo mentale.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il problema principale nella nostra vita \u00e8 sempre la sofferenza e, quindi, bisogna conoscere la sofferenza e la sua origine. Per parlare dell&#8217;origine bisogna parlare della coscienza, argomento fondamentale nel Buddhismo.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ci sono le coscienza sensoriali e la coscienza mentale che funzionano in stretta collaborazione. Ad esempio, la coscienza visiva percepisce una forma e causa una reazione nella coscienza mentale (che ne viene quindi condizionata). La reazione potr\u00e0 essere di due tipi: se quella forma percepita \u00e8 bella, pu\u00f2 sorgere una sensazione piacevole, ma mista di desiderio, di attaccamento. Se la mente, invece, percepisce la forma come brutta, questo produce una sensazione sgradevole, di sofferenza. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Ven. Khenrab Rinpoche<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Tutti gli esseri senzienti vogliono essere felici e liberi dalla sofferenza, tutti gli esseri sono alla ricerca della felicit\u00e0.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma ci sono diversi modi di farlo. Sar\u00e0 molto difficile pensare di potere raggiungere la felicit\u00e0 solo con i mezzi materiali.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Tra le religioni, che propongono un metodo per aiutare gli esseri a raggiungere la felicit\u00e0 senza mezzi materiali, c\u2019\u00e8 il Buddhismo. L\u2019insegnamento di Buddha viene definito interiorista e tutti gli altri, esterioristi.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il concetto interiorista significa che \u00e8 un metodo interiore, mentale, per raggiungere la felicit\u00e0. Chi propone un metodo materiale viene definito esteriorista.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Come potremo discriminare correttamente se una persona \u00e8 buddhista o no? \u00c8 buddhista se pratica il rifugio nel Buddha, nel Dharma e nel Sangha. Ma di questo e del concetto del karma parleremo nei prossimi incontri.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Due sono i concetti fondamentali da comprendere: l\u2019aspetto filosofico e l\u2019aspetto pratico (comportamento e azione concreta).<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La profondit\u00e0 dell&#8217;insegnamento, ci\u00f2 che rende straordinario l&#8217;insegnamento di Sakyamuni Buddha, \u00e8 la spiegazione dall\u2019aspetto filosofico del sorgere interdipendente. L\u2019altro aspetto \u00e8 relativo al comportamento pratico: la non violenza che dipende dalla motivazione e la motivazione \u00e8 la grande compassione. Se sorge la grande compassione, conseguentemente anche le azioni del corpo e della mente sono non violente. Ci sono due tipi di compassione: la compassione in generale e la grande compassione.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La compassione in generale viene insegnata da tutte le religioni, la grande compassione \u00e8 pi\u00f9 particolare. Nel Buddhismo viene insegnata la grande compassione perch\u00e9 la realt\u00e0 della nostra esistenza avviene sulla base del sorgere interdipendente e la non violenza ha, come ragione di base, la visione del sorgere interdipendente. La realt\u00e0 stessa diventa la ragione del perch\u00e9 il nostro comportamento sia non violento. Significa che tra s\u00e9 e gli altri c\u2019\u00e8 una relazione.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Questo tipo di interdipendenza fa riferimento alla causa-effetto. E questo \u00e8 intrinseco nella nostra realt\u00e0: la mia azione produce effetto sugli altri, le azioni degli altri producono effetto su di me e per questo diventa importante assumere un comportamento non violento.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Se guardiamo alle religioni, dal passato pi\u00f9 remoto ad oggi, possiamo distinguere essenzialmente due tipologie: religioni prive di una interpretazione, visione filosofica, e religioni con una propria spiegazione filosofica. All&#8217;interno delle religioni che hanno una spiegazione filosofica si possono riconoscere due ulteriori tipologie: chi contempla la presenza di un creatore (che \u00e8 un fenomeno permanente) e chi non la contempla.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Chi nega un creatore, a sua volta si distingue tra chi crede che esista un s\u00e9 (un io) come permanente, singolo e chi nega la sua esistenza come permanente e singolo. Nel Buddhismo ci sono queste due visioni.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel Buddhismo esiste una visione che non sostiene l&#8217;esistenza di un creatore, n\u00e9 di un s\u00e9 permanente, autosufficiente, singolo. La ragione per cui sostiene la non esistenza di entrambi sta nella realt\u00e0 del sorgere interdipendente.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel mondo reale c&#8217;\u00e8 l&#8217;interdipendenza relativa al rapporto causa-effetto, come c&#8217;\u00e8 anche l&#8217;interdipendenza relativa al rapporto del dipendere dalle parti (dai componenti, dagli elementi). Questa interdipendenza \u00e8 superiore a quella della causa-effetto.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">L&#8217;interdipendenza della causa-effetto elimina l&#8217;esistenza di un s\u00e9 permanente. L&#8217;interdipendenza del dipendere dalle parti elimina la possibilit\u00e0 che un s\u00e9 esista come singolo e autosufficiente.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il Buddhismo non accetta l&#8217;esistenza di un creatore perch\u00e9 questo andrebbe contro il principio del sorgere interdipendente della relazione causa-effetto.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Se il Buddhismo accettasse l&#8217;esistenza di un creatore dovrebbe accettare Buddha come creatore, e come conseguenza, i buddhisti dovrebbero sostenere che Buddha pu\u00f2 decidere tutto, chi creare, chi non creare, come deve vivere una persona ecc..<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Questo non \u00e8 possibile perch\u00e9 va contro un principio reale evidente: la realt\u00e0 del sorgere interdipendente.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Gli esseri sono interessati al non soffrire, di conseguenza, occorre trovare il rimedio alla sofferenza. Buddha non decide chi deve soffrire e chi no, ma nella sua vita ha individuato che la causa della sofferenza sta nella mente La sofferenza principale sta nella mente dell&#8217;individuo stesso ed \u00e8 riconducibile all&#8217;ignoranza. A causa dell&#8217;ignoranza si produce il karma e afflizioni mentali pi\u00f9 karma portano a sperimentare la sofferenza.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Visto che la causa principale \u00e8 l&#8217;ignoranza dell&#8217;essere senziente, \u00e8 l\u2019essere stesso che deve rimuovere, purificare la propria ignoranza. Ma come pu\u00f2 farlo? Deve praticare, ma per praticare bisogna prima conoscere e per conoscere bisogna ascoltare gli insegnamenti. Buddha ha mostrato il sentiero, questo \u00e8 quello che Buddha pu\u00f2 fare, non pu\u00f2 decidere chi deve soffrire e chi deve essere felice. La soluzione per la nostra sofferenza sta a noi e sta nel purificare l\u2019ignoranza.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nagarjuna ha composto una lode a Buddha: \u201c<\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Tu stesso, spinto dalla forza della compassione, ti sei liberato completamente dalla tua ignoranza per cui hai mostrato il sentiero profondo affinch\u00e9 anche gli altri possano riuscire a liberarsi dalla propria ignoranza<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Questo \u00e8 il modo di praticare da chi ha a predisposizione a seguire il sentiero buddista, ma non tutti sono cos\u00ec, non tutti sono uguali e, quindi, non possiamo pretendere che tutti seguano questo sentiero. Molti hanno la predisposizione al sostenere la presenza di un creatore, come i cristiani, e per loro quello \u00e8 il sentiero adatto perch\u00e9, seguendo quel tipo di insegnamento, traggono beneficio.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Quel tipo di praticante praticher\u00e0 in accordo con quanto gli \u00e8 stato insegnato, deve avere una fede molto forte e pi\u00f9 forte sar\u00e0 la fede verso Dio, pi\u00f9 seguir\u00e0 i suoi insegnamenti. La sua predisposizione mentale \u00e8 che esista un essere onnipotente che, se pregato con fede, esaudisce i suoi desideri. A questi viene insegnato ad avere fede in Dio, se ha fede in Dio deve fare quello che Lui dice di fare: amare gli altri, rispettarli, essere compassionevole. Pi\u00f9 forte sar\u00e0 la sua fede pi\u00f9 amer\u00e0 gli altri e pi\u00f9 aumenter\u00e0 la sua compassione. Questo avr\u00e0 effetti positivi su di lui, anche se lui penser\u00e0 che questi effetti siano stati opera di Dio (gli siano stati regalati da Dio).<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma va bene cos\u00ec, il risultato l&#8217;ottiene. Cos\u00ec \u00e8 il metodo. Ci sono persone che credono nell&#8217;esistenza di Dio ed \u00e8 inutile dire loro che Dio non esiste, anche se si riuscisse a convincerli, avendo perso il proprio sentiero e non essendo interessati ad altri sentieri, sarebbero disorientati. In molti casi \u00e8 dannoso indicare altri sentieri alle persone che hanno un&#8217;altra predisposizione, un&#8217;altra impronta.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La realt\u00e0 per\u00f2 non \u00e8 cos\u00ec statica: gli esseri cambiano e molti cristiani, che inizialmente accettavano l\u2019esistenza di un Dio creatore, nel tempo sviluppano una intelligenza discriminativa, iniziano a porsi delle domande, a riflettere, non sono pi\u00f9 soddisfatti di quel tipo di insegnamento, vanno alla ricerca e piano, piano arrivano a scoprire il sentiero interiore. Dunque, ognuno segue l&#8217;insegnamento che gli sembra pi\u00f9 giusto; ci\u00f2 non significa che gli altri vadano eliminati. Per te \u00e8 utile quell&#8217;insegnamento, per un altro \u00e8 utile un altro insegnamento per cui non dobbiamo dare giudizi negativi verso gli altri insegnamenti, ma dobbiamo rispettarli in quanto utili per altri esseri.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Se Buddha fosse qui li rispetterebbe, perch\u00e9 sono utili ad altri. Noi siamo interessati al Buddhismo, altri ad altri insegnamenti; vivendo in uno stesso mondo per forza dovremo mantenere un atteggiamento di rispetto e tolleranza verso altre religioni. Per potere convivere insieme non possiamo pretendere che tutti pratichino il Buddhismo; realisticamente non \u00e8 possibile. Costringere tutti a praticare il Buddhismo non sarebbe corretto.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il Buddhismo si interessa di come eliminare la sofferenza e scopre che la causa principale \u00e8 l\u2019ignoranza. L\u2019ignoranza \u00e8 di due tipi: il non conoscere e l\u2019ignoranza della visione errata. Il primo tipo di ignoranza \u00e8 molto diffuso, sia tra gli umani che gli animali.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Molti esseri soffrono semplicemente per il fatto di non conoscere; la soluzione \u00e8 il conoscere, tutto viene risolto dalla conoscenza.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il problema pi\u00f9 grave non \u00e8 questo tipo di ignoranza, ma il secondo tipo: l\u2019ignoranza della visione errata. \u00c8 una conoscenza errata, creata personalmente essenzialmente sulla base di pregiudizi e altri fattori. Noi presumiamo una realt\u00e0 che non coincide perfettamente con il suo stato vero. Da questa visione errata della realt\u00e0 deriva un prodotto sbagliato. Tutti siamo continuamente alla ricerca della felicit\u00e0, ma non la raggiungiamo e continuiamo a incontrare sofferenze e difficolt\u00e0, la causa principale di questo sta proprio nella visione errata della realt\u00e0. Ognuno pensa di fare una cosa<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La ruota del Dharma indica che avendo ottenuto queste due qualit\u00e0 non comuni di un Buddha, siamo in grado di condurre tutti gli esseri viventi alla permanente liberazione dalla sofferenza, principalmente attraverso il girare la ruota del Dharma, che \u00e8 il donare gli insegnamenti del Dharma. Questa \u00e8 la nostra m\u00e8ta finale.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ognuno crede di fare la cosa giusta, ma giudichiamo come giusto ci\u00f2 che, invece, \u00e8 errato perch\u00e9 non coincide con la realt\u00e0; il modo con cui operiamo riteniamo ci porti alla felicit\u00e0, invece, ci procura sofferenza. Proiettiamo come virtuose cose non virtuose, agiamo sulla base di questo nostro proiettare e nella realt\u00e0, essendo cose non virtuose, non realizziamo la felicit\u00e0 ricercata attraverso quel modo di agire, quello che realizziamo \u00e8 la sofferenza.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Dobbiamo correggere questa visione errata e per farlo dovremo meditare sempre sul sorgere interdipendente. Abbiamo detto che ci sono diversi livelli del sorgere interdipendente. Il primo livello dell\u2019interdipendenza \u00e8 relativo al rapporto causa-effetto, il che significa che una causa virtuosa d\u00e0 come risultato un risultato virtuoso, un causa non virtuosa d\u00e0 un risultato non virtuoso. E non dobbiamo considerare solo il rapporto causa-effetto ma anche la natura, se \u00e8 virtuosa o meno. Sempre sulla base della visione errata sorge la visione distorta: visione di sopravalutazione e sottovalutazione, denigrazione. Entrambe hanno una radice comune.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il primo tipo incrementa due afflizioni mentali: odio e attaccamento.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Incontriamo un oggetto: la nostra mente percepisce questa forma e le attribuisce ulteriori qualit\u00e0 (sopravalutazione o esagerazione) o difetti (denigrazione o deprecazione) che l\u2019oggetto non possiede. Cos\u00ec si produce attaccamento o odio. Se l\u2019oggetto viene considerato bello (sopravvalutandolo esageratamente), sorge il desiderio, se l\u2019oggetto viene considerato brutto (sottovalutandolo esageratamente), sorge l&#8217;odio.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma ci sono anche altri tipi di visioni distorte: se qualcuno parla bene di noi, ci sentiamo gratificati e consideriamo quella persona un amico, se parlano male di noi, siamo dispiaciuti e la consideriamo un nemico; entrambe sono visioni distorte. I tre problemi principali, semplificando, sono: ignoranza, attaccamento, odio.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Visioni distorte sono quindi la sopravalutazione, esagerazione, la sottovalutazione, denigrazione e il giudicare alcuni come amici, altri come nemici, altri come indifferenti. Tutte hanno una radice comune: la visione transitoria.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Realmente una persona \u00e8 convinta che il proprio s\u00e9 esista come sostanza (come fosse materia) e che sia autosufficiente (che non dipende da niente). Questa \u00e8 un&#8217;altra visione distorta definita come visione transitoria. Aggrapparsi al s\u00e9 come se esistesse in modo autonomo e autosufficiente: sulla base di questa convinzione, se il mio s\u00e9 viene lodato da qualcuno, considero questo qualcuno un amico, se ne parla male lo considero mio nemico. Se parla bene del mio io \u00e8 mio amico, se ne parla male \u00e8 mio nemico.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Quotidianamente incontriamo innumerevoli esperienze durante le quali nessuno riflette su come considera il proprio io.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel momento dell\u2019esperienza continuiamo a mantenere quella visione transitoria che considera l&#8217;io come sostanza autosufficiente che non dipende n\u00e9 dal corpo, n\u00e9 dalle parti, che sono alla base dell\u2019esistenza dell\u2019io.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Se ci tagliamo un braccio o una mano diciamo: \u201cio mi sono ferito\u201d, ma \u00e8 il braccio o la mano che \u00e8 stata ferita. Nel dire questo non riflettiamo, non abbiamo dubbi quando diciamo: \u201cio sono stato ferito\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Un altre esempio: stiamo precipitando da un grattacielo, in quel preciso momento nessuno ha la minima consapevolezza del fatto che \u00e8 il nostro corpo che sta cadendo, siamo convinti che \u201csono io che sto cadendo\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Le esperienze vissute con questa visione transitoria diventano sofferenza. Come possiamo superare questa visione transitoria?<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il metodo \u00e8 quello di meditare sul secondo livello di interdipendenza: l&#8217;interdipendenza dell&#8217;esistere dipendendo dalle parti. Grazie a questa meditazione riusciamo a capire che anche l&#8217;io esiste dipendendo dalle parti; cos\u00ec si supera l\u2019aggrapparsi all\u2019esistenza dell\u2019io come autosufficiente.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Riassumendo, sono due le cause fondamentali per cui soffriamo:\u00a0la visione distorta che non conosce il rapporto causa-effetto. Questa visione non permette di conoscere la natura delle azioni, non conoscendola, si sbaglia e si commettono azioni errate, che hanno conseguenze negative. La soluzione sta nel coltivare la visione corretta del sorgere interdipendente della causa effetto, nel conoscere la natura delle azioni e il loro rapporto: una causa negativa produce un effetto negativo, una causa positiva produce un effetto positivo.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">1.visione transitoria dell\u2019<strong>aggrapparsi all&#8217;io<\/strong> come sostanza e autosufficiente. L\u2019antidoto \u00e8 il <strong>meditare sul sorgere interdipendente<\/strong> dipendendo dalle parti.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Innumerevoli esseri continueranno a farsi male da soli, mentre alcuni, grazie all\u2019insegnamento, arrivano a conoscere le cause, ma non praticano i rimedi. Nel primo caso, non conoscendo le cause, possono essere giustificati; nel secondo caso non sono giustificabili. Perch\u00e9, se conoscono i rimedi, non li applicano? Perch\u00e9 continuano a mantenere un altro tipo di visione distorta definita visione estrema. La visione estrema all&#8217;apparenza \u00e8 grave, \u00e8 molto sottile, costoro continuano ad avere una visione del s\u00e9 come duratura, come vivessero in eterno, \u00e8 la visione definita: aggrapparsi alla permanenza.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Questa visione \u00e8 grave perch\u00e9 porta a mantenere una visione del s\u00e9 come duraturo nel tempo, che porta al dire: \u201cvivr\u00f2 molto a lungo, posso praticare dopo\u201d. Questo porta a rimandare, a posticipare sempre la pratica.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Sakyamuni Buddha, nel suo primo discorso sulle Quattro Nobili Verit\u00e0, spieg\u00f2 il sorgere interdipendente della realt\u00e0. E parlando di questo parl\u00f2 del rapporto causa effetto e del rapporto del dipendere dalle parti.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Spiegando il primo tipo di rapporto (causa-effetto) parl\u00f2 dei Dodici Anelli dell&#8217;origine interdipendente, quindi dell&#8217;esistenza ciclica (samsara) e di altri argomenti relativi al rapporto del dipendere dalle parti.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Per questa ragione nel Buddhismo ci sono due aspetti fondamentali: l&#8217;interpretazione della realt\u00e0 e la comprensione della realt\u00e0 nella sua natura di interdipendenza.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Tutte le esperienze negative, sia a livello individuale che collettivo sono frutto dell&#8217;ignoranza del non conoscere il sorgere interdipendente. Per questo, ognuno di noi continua ad accumulare tante sofferenze cos\u00ec come nel mondo continuano a persistere sofferenze dovute a conflitti, violenze. Chi mette in atto la violenza, chi provoca guerre pensa sia un modo per raggiungere la felicit\u00e0. Questo \u00e8 perch\u00e9 sono esseri ignoranti, che non hanno la comprensione dell&#8217;interdipendenza della realt\u00e0.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Come ho gi\u00e0 detto, non si pu\u00f2 pretendere che tutti pratichino il Buddhismo, ma se questa filosofia si diffondesse, ci potrebbero essere molti benefici.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>Ieri ho parlato in generale dei due aspetti principali del Buddhismo: l\u2019aspetto filosofico del sorgere interdipendente, l\u2019aspetto pratico del comportamento non violento.<\/em><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019argomento di oggi \u00e8 un concetto specifico relativo al sorgere interdipendente. Si tratta dei quattro pilastri (o sigilli) del Buddhismo.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Sigillo, <\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">chiak ghia<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> in tibetano, indica qualcosa di stabilito definitivamente, fissato, come un documento sigillato.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Tutti i praticanti buddhisti accettano i quattro sigilli, essendo questo argomento una spiegazione profonda del sorgere interdipendente, attraverso cui si comprende quanto sia importante il concetto di interdipendenza.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il primo dei quattro sigilli recita: <\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">tutti i fenomeni prodotti sono di natura impermanente<\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><em><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Du<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> in tibetano vuol dire comporre, raccogliere, produrre.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Col termine fenomeno prodotto si intende qualsiasi cosa sorta dipendendo da cause e condizioni.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Questi fenomeni prodotti dipendendo da cause e condizioni cambiano perch\u00e9 la loro causa \u00e8 gi\u00e0 di natura cambiamento. La natura dell\u2019effetto deve coincidere con la natura della causa quindi i fenomeni prodotti sono per natura in cambiamento.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il concetto di impermanenza \u00e8 di due livelli: grossolano e sottile.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019impermanenza grossolana \u00e8 una cosa cos\u00ec evidente che anche gli animali la percepiscono.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ad esempio, ho visto in un documentario un gruppo di scimmie che dovevano rompere una noce di cocco. Hanno raccolto il cocco fresco, difficile da rompere, lo hanno messo a seccare al sole, poi hanno preso delle pietre grandi per rompere il cocco secco. Il documentarista spiegava che anche le piccole scimmie imparano dagli adulti a fare cos\u00ec. La scimmia comprende l\u2019impermanenza grossolana del cocco: sa che lasciandolo al sole cambia passando dallo stato fresco allo stato secco. Le scimmie ovviamente non parlano, non usano il termine impermanenza o cambiamento, ma a livello mentale comprendono il concetto.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Percepire l\u2019impermanenza grossolana quindi non \u00e8 una cosa straordinaria, ci\u00f2 che \u00e8 straordinario \u00e8 realizzare l\u2019impermanenza sottile, perch\u00e9 per realizzarla occorre ragionare, meditare.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il cambiamento a livello grossolano avviene perch\u00e9 c\u2019\u00e8 cambiamento anche a livello sottile; se non ci fosse il secondo non potrebbe verificarsi nemmeno il primo.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ad esempio, se piantiamo un seme e aspettiamo un anno possiamo vedere un cambiamento grossolano; la pianta \u00e8 cresciuta. Questo \u00e8 un cambiamento grossolano rispetto al seme piantato un anno prima.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il cambiamento avvenuto in un anno \u00e8 stato possibile perch\u00e9 in ciascuno dei dodici mesi di cui \u00e8 composto un anno c\u2019\u00e8 stato un cambiamento. Ciascun mese \u00e8 composto da quattro settimane e, in ciascuna settimana, c\u2019\u00e8 stato cambiamento; inoltre ciascuna settimana \u00e8 composta da sette giorni. Il seme, quindi, cambia giorno dopo giorno, altrimenti non avremmo visto alcun cambiamento dopo una settimana. Il giorno \u00e8 composto da ventiquattro ore, per cui possiamo dire che il seme cambia ora dopo ora. L\u2019ora \u00e8 composta da sessanta minuti, quindi deduciamo che c\u2019\u00e8 stato cambiamento in ogni minuto. Ogni minuto \u00e8 composto da sessanta secondi, quindi c\u2019\u00e8 stato cambiamento in ogni secondo. Anche i secondi sono divisibili in un tempo cos\u00ec breve da non poter essere pi\u00f9 divisibile. In tibetano si usa il termine \u201cfine del tempo\u201d per indicare l\u2019istante indivisibile.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Quel seme cambia nel brevissimo istante, nei secondi, nei minuti, nelle ore, nei mesi ed \u00e8 per questo che abbiamo potuto osservare il cambiamento dopo un anno. Non succede che il seme resta uguale per undici mesi e ventinove giorni poi, di colpo, c\u2019\u00e8 la pianta.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Perch\u00e9 le cose cambiano? Facciamo riferimento al cambiamento grossolano. Le cose cambiano perch\u00e9 soggetti a condizioni favorevoli e sfavorevoli. A seconda di quale condizione si verifica avviene un cambiamento.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ad esempio una candela pu\u00f2 incontrare due condizioni: una favorevole che mantiene intatta la candela, facendosi che si conservi nel suo stato attuale, e una sfavorevole, ad esempio il fuoco che, bruciando, la consuma.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Possiamo osservare il cambiamento stesso: se accendiamo la candela e aumentiamo il fuoco, se quindi rafforziamo la condizione contro, la candela si consumer\u00e0 pi\u00f9 velocemente; se riduciamo la condizione contro, ad esempio soffiando e agitando la fiamma o smorzandola, la candela brucer\u00e0 pi\u00f9 lentamente.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Questo esempio, riguardante l\u2019impermanenza grossolana, ci fa capire che una cosa cambia a seconda della condizione che incontra, ma ci\u00f2 non implica che senza condizione contro non ci sia comunque cambiamento. C\u2019\u00e8, infatti, un cambiamento che non ha bisogno di alcuna condizione: \u00e8 quello dovuto all\u2019impermanenza sottile. Se lasciamo la candela sul tavolo, non percepiamo alcun cambiamento nella candela, ma la candela sta cambiando. Essa \u00e8, infatti, composta da atomi in moto, che sono nella natura di cambiamento quindi lei stessa \u00e8 in cambiamento.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Gli atomi cambiano per loro natura indipendentemente da una condizione sfavorevole. Se cos\u00ec non fosse, in assenza di condizione sfavorevole ci troveremmo con degli atomi permanenti, ma dopo tempo osserviamo un cambiamento grossolano nella candela e questo cambiamento, abbiamo dimostrato, \u00e8 possibile solo se c\u2019\u00e8 un cambiamento sottile.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel primo sigillo si parla di fenomeni prodotti cio\u00e8 di fenomeni che sono risultato di cause e condizioni. La natura del risultato deve coincidere con la natura della causa.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Se si pianta un seme di grano la pianta che crescer\u00e0 sar\u00e0 grano e non un\u2019altra pianta. Quindi se il risultato \u00e8 nella natura di cambiamento lo sar\u00e0 anche la causa, con ci\u00f2 escludiamo che un risultato permanente possa avere una causa permanente.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel pensare a causa e risultato, non dovremmo per\u00f2 pensare che la causa sia costituita da un singolo elemento. La causa \u00e8 un insieme di elementi. Questo errore che commettiamo porta molti problemi sia a livello personale che a livello mondiale. Molti, pur conoscendo l\u2019insegnamento commettono questo errore!<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ad esempio, se una persona ci disturba, ci danneggia, noi ne soffriamo. Pensiamo che stiamo soffrendo soltanto a causa di quella singola persona e, quindi, eliminandola saremo liberi dalla sofferenza. In realt\u00e0 chi ci danneggia \u00e8 solo una delle tante cause della nostra sofferenza.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ci sono molte cause della sofferenza, ma noi commettiamo l\u2019errore di identificare tutte le cause della sofferenza con un unico elemento<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Un risultato cambia perch\u00e9 la sua causa \u00e8 gi\u00e0 nella natura di cambiamento.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Perch\u00e9 la causa cambia? Ci sono diverse spiegazioni. Prima di tutto la causa \u00e8 composta da tanti atomi. Se analizziamo ogni atomo vediamo che ciascuno di essi \u00e8 instabile, in cambiamento. Mille di questi atomi. L\u2019atomo \u00e8 in movimento non \u00e8 statico, se mettete insieme mille di questi oggetti che si muovono, cambiano non potrete ottenere una cosa ferma, permanente!<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La causa essendo composta da atomi \u00e8 gi\u00e0 nella natura di cambiamento.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Questo mondo, iniziato con il Big Bang, finir\u00e0 con un altro Big Bang. Il Big Bang iniziale \u00e8 un\u2019esplosione da cui sono stati prodotti atomi che si sono combinati formando il nostro mondo. Alla fine questo nostro mondo esploder\u00e0 frantumandosi in atomi, che si aggregheranno di nuovo in un altro mondo. Il mondo \u00e8 un insieme di atomi in cambiamento, non \u00e8 quindi una cosa stabile e duratura, cos\u00ec pure il nostro corpo! Sia al suo interno che all\u2019esterno, il corpo \u00e8 fatto di atomi, quindi, \u00e8 instabile, in cambiamento<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il corpo non solo esiste dipendendo dagli innumerevoli atomi, ma anche dagli arti e dagli organi, dipende quindi anche dalle sue parti. Questo vale anche la mente, che \u00e8 un fenomeno interiore. La mente esiste dipendendo dalle sue parti.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il primo sigillo dice che tutti i fenomeni sono nella natura di cambiamento, e cambiano per due ragioni.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">I fenomeni cambiano a seconda delle condizioni favorevoli o sfavorevoli cui vanno incontro, e cambiano perch\u00e9 composti da atomi che sono nella natura di cambiamento.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il secondo sigillo afferma che <\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">gli aggregati e il corpo contaminati, soggetti a cause e condizioni, sono nella natura di sofferenza.<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Questo \u00e8 un concetto pi\u00f9 complicato rispetto quello del primo sigillo.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La parola <\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Sag pa<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> in tibetano indica afflizione mentale.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Tutti i fenomeni dipendenti dalla forza del karma e delle afflizioni mentali insieme, sono fenomeni contaminati, e quei fenomeni maturati dal karma e dalle afflizioni mentali insieme, sono di natura sofferenza. Dobbiamo comprendere perch\u00e9 questi fenomeni sono della natura sofferenza, e lo facciamo analizzando la natura delle loro cause. Sappiamo che la natura del risultato coincide con la natura della sua causa.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Analizziamo, quindi, la natura delle afflizioni mentali.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Le afflizioni mentali sono concetti, pensieri, fattori mentali che rendono l\u2019individuo infelice e agitato. Queste, poi, influenzano anche gli altri; fanno percepire sofferenza e disagio.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Le afflizioni sono causa di sofferenza per l\u2019individuo e gli altri, per questo quei fattori sono detti afflizioni mentali.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Questo succede perch\u00e9 le afflizioni sono nella natura di sofferenza. Applichiamo la stessa logica che abbiamo usato nel dire che i fenomeni prodotti sono nella natura di cambiamento perch\u00e9 composti da atomi che sono nella natura di cambiamento. Con lo stesso ragionamento possiamo dire che le afflizioni causano sofferenza perch\u00e9 sono nella natura di sofferenza.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Quando sorgono le afflizioni mentali condizionano l\u2019individuo ad accumulare karma. Da queste due forze, karma e afflizioni, matura un risultato: il nostro corpo e gli aggregati. Possiamo affermare che il nostro corpo e gli aggregati sono contaminati e, quindi, nella natura di sofferenza perch\u00e9 causati da karma e afflizioni mentali, che sono gi\u00e0 nella natura di sofferenza.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Dentro la persona sorgono fattori mentali afflitti, se l\u2019individuo non facesse nulla non accumulerebbe karma, ma l\u2019individuo pensa poi agisce. Quando sorge l\u2019afflizione l\u2019individuo agisce perch\u00e9 la funzione dell\u2019afflizione \u00e8 proprio quella di spingere l\u2019individuo ad agire. Quando l\u2019individuo compie un\u2019azione, questa lascia un\u2019impronta potenziale che si chiama karma.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Sorge l\u2019afflizione che \u00e8 di natura sofferenza. Spinto dalla forza dell\u2019afflizione l\u2019individuo agisce, l\u2019azione lascia impronta potenziale karma. Abbiamo quindi accumulato due cose: afflizioni e karma. Dall\u2019afflizione e dal karma maturer\u00e0 un risultato detto fenomeno contaminato. Quel fenomeno contaminato \u00e8 nella natura di sofferenza. Abbiamo questo nostro corpo contaminato, sulla base di questo corpo sperimentiamo tutti i tipi di sofferenza.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ci sono <strong>tre tipi di sofferenza.<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">I primi due tipi, la sofferenza della sofferenza e la sofferenza del cambiamento, vengono sperimentati da tutti gli esseri senzienti.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il terzo tipo di sofferenza \u00e8 quello di cui ha parlato Sakyamuni nel discorso sulla della nobile verit\u00e0 della sofferenza. \u00c8 la sofferenza pervasiva. Questa sofferenza non \u00e8 qualcosa che riguarda solo gli esseri dotati di coscienza, ma tutti i fenomeni, anche il mondo esteriore, poich\u00e9 frutto delle afflizioni e del karma, \u00e8 nella natura della sofferenza.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Come pu\u00f2 il mondo esteriore essere nella natura di sofferenza pervasiva se non ha una coscienza?<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Facciamo un esempio. Il pesce vive nell\u2019acqua. L\u2019acqua nella quale un vive \u00e8 la condizione immediatamente precedente per la nascita del pesce perch\u00e9 senza il pesce non pu\u00f2 nascere. Il pesce deve nascere nell\u2019acqua a causa del suo karma, il karma proiettante impone al pesce di dover nascere nell\u2019acqua.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il pesce deve nascere e vivere nell\u2019acqua a causa del karma. Quell\u2019acqua \u00e8 in qualche modo frutto del karma del pesce che vi deve nascere e vivere dentro.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019acqua per il pesce \u00e8 condizione immediatamente precedente al pesce perch\u00e9 senza non potrebbe nascere.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Analizziamo l\u2019acqua, in particolare la sua continuit\u00e0 a livello di sostanza. La sostanza dell\u2019acqua ha un legame con il suo stato del passato, possiamo andare indietro nel tempo senza riuscire a individuare il primo istante della continuit\u00e0 della sostanza dell\u2019acqua.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Consideriamo i computer; non esistono da tempo senza inizio perch\u00e9 esistono da un tempo relativamente breve, ma se analizziamo la continuit\u00e0 della sostanza materiale che compone un computer possiamo andare indietro nel tempo senza trovare un inizio.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Tornando all\u2019esempio del pesce. L\u2019acqua \u00e8 condizione immediatamente precedente per la nascita ed \u00e8 condizione necessaria per la vita del pesce, ma non \u00e8 causa sostanziale del pesce, non \u00e8 la causa principale; \u00e8 una causa secondaria detta condizione. Quell\u2019acqua condizione per la vita del pesce \u00e8 connessa al karma del pesce, ma non possiamo dire che sia la causa primaria. La causa primaria per la nascita di pesce \u00e8 il karma, l\u2019acqua \u00e8 una condizione per la nascita del pesce.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Come secondo esempio analizziamo il tavolo. Prima che fosse fatto il tavolo c\u2019erano vari pezzi di legno, che a loro volta prima erano tronchi di alberi. Possiamo rintracciare la continuit\u00e0 della sostanza molto indietro nel passato. Noi progettiamo il tavolo e abbiamo questi pezzi di legno, che assembliamo per costruire il tavolo, ma servono anche altri attrezzi quali chiodi e martello. Grazie a questi attrezzi possiamo assemblare il tavolo.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Dobbiamo riconoscere due cose: una causa sostanziale e le condizioni per il tavolo.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il legno \u00e8 la causa sostanziale del tavolo, tutto il resto, il martello, i chiodi, la mano del carpentiere, sono tutte condizioni secondarie. Cos\u00ec la mano del carpentiere, i chiodi e martello non fanno parte della continuit\u00e0 del legno, sono fenomeni completamente diversi, ma messi insieme favoriscono la creazione del tavolo. Allo stesso modo l\u2019acqua ha una sua sostanza, la cui origine risale molto indietro nel tempo, ma non \u00e8 la causa sostanziale del pesce, favorisce solo la nascita del pesce.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Cos\u00ec tutto ci\u00f2 che le afflizioni mentali, essendo gi\u00e0 nella natura di sofferenza, producono sar\u00e0 nella natura di sofferenza, quindi tutti i fenomeni contaminati sono nella natura di sofferenza.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Se questa \u00e8 la realt\u00e0, le afflizioni mentali (<\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">sag pa<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">) producono risultati che sono nella natura di sofferenza, dovremo, quindi, chiederci come \u00e8 possibile liberarsi dalla sofferenza.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La risposta dell\u2019insegnamento \u00e8 che le afflizioni mentali sono esauribili, di conseguenza eliminabili. Questa possibilit\u00e0 si scopre analizzando la causa delle afflizioni. La loro causa \u00e8 la visione dell\u2019aggrapparsi al s\u00e9. Il nostro compito \u00e8 analizzare questa nostra concezione perch\u00e9 finch\u00e9 esister\u00e0 continueranno ad esserci le afflizioni. Chiedendoci se questa concezione dell\u2019aggrapparsi al s\u00e9 sia eliminabile si introduce il terzo sigillo che afferma l\u2019esistenza dell\u2019antidoto opponente a questa visione.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il terzo sigillo afferma che <\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">tutti i fenomeni sono vuoti e privi di un s\u00e9<\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, questo \u00e8 proprio l\u2019antidoto alla visione errata. Dobbiamo applicare questo antidoto per eliminare la concezione errata.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Prima di applicare l\u2019antidoto occorre riconoscere correttamente la propria visione errata dell\u2019aggrapparsi al s\u00e9. Senza questo riconoscimento, pur applicando l\u2019antidoto, non si elimina la propria concezione errata.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Facciamo qualche esempio riguardo al suo riconoscimento. Nella vita ordinaria diciamo: \u201cil mio amico, il mio corpo, il mio braccio\u201d. Parliamo cos\u00ec nell\u2019esperienza ordinaria. Analizziamo meglio questo modo di pensare. Mettiamo in rapporto l\u2019io e il corpo. Quando diciamo: \u201cil mio corpo\u201d, nel profondo stiamo identificando l\u2019esistenza del proprio io a parte perch\u00e9 possiede il corpo. Vediamo l\u2019io come re padrone e il corpo come materiale posseduto dal re io. Il re comanda e il corpo esegue, come un servitore, l\u2019ordine del re io.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Pensiamo a cosa succede quando una persona si ammala gravemente. Chi si ammala vuole guarire perch\u00e9 soffre. Tutti vogliono liberarsi dalle sofferenze. Immaginiamo che una persona venga colpita da una malattia al braccio e supponiamo che la cura consista nell\u2019amputazione del braccio. Questa persona pur di smettere di soffrire accetta di perdere il braccio. Immaginiamo che venga colpito da una malattia analoga anche all\u2019altro braccio, poi alle gambe\u2026certo non la testa perch\u00e9 senza non vivrebbe, ma se andiamo avanti a tagliare tutte le parti del corpo, proviamo poi a cercare quell\u2019io che diceva: \u201cio sto soffrendo\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Se alla fine non troviamo l\u2019io, vuol dire che l\u2019io esiste solo a livello nominale. Esiste un io nominale, ma non esiste un io che esista di per s\u00e9, da parte propria, senza dipendere dai cinque aggregati, visione che avevamo prima delle cure e dell\u2019amputazione degli arti.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">All\u2019inizio ci aggrappavamo a quel tipo di io che ora abbiamo verificato non esistere da nessuna parte. L\u2019io nominale dipende da una base, che sono i cinque aggregati. Esiste quindi un io convenzionale, non un io padrone che comanda i suoi servitori.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Potremmo chiederci quale problema ci sia a mantenere la nostra concezione dell\u2019aggrapparsi alla vera esistenza del s\u00e9.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il problema \u00e8 che si sta male, perch\u00e9 a causa di quella concezione si coltivano afflizioni mentali, che condizionano a soffrire e nessuno vuole soffrire. Il vero problema \u00e8 proprio la concezione dell\u2019aggrapparsi al s\u00e9, e chi vuole avere problemi?<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Dovendo eliminare il problema, bisogna applicare l\u2019antidoto opponente che \u00e8 la visione di tutti i fenomeni come vuoti. Conoscendo l\u2019antidoto non resta che applicarlo. L\u2019antidoto opponente \u00e8 un antidoto forte, perch\u00e9 sostenuto da ragioni valide.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il concetto di \u201cforte\u201d va inteso come un qualcosa sostenuto da ragioni valide. Ci\u00f2 che \u00e8 sostenuto da ragioni valide pi\u00f9 viene analizzato pi\u00f9 diviene solido, stabile. Tutte le cose che non sono sostenute da una ragione valida, se vengono analizzate alla fine crollano, non permangono, alla fine si svela la loro falsit\u00e0.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nell\u2019analisi precedente abbiamo considerato la concezione dell\u2019aggrapparsi al s\u00e9. Abbiamo visto che essa non \u00e8 valida, perch\u00e9 non \u00e8 sostenuta da ragioni valide per cui, analizzandola sveleremo la sua falsit\u00e0, non regge l\u2019analisi. L\u2019antidoto opponente, invece, la visione di tutti i fenomeni come vuoti, privi di un s\u00e9, \u00e8 valido ed \u00e8 sostenuto da ragioni valide, per cui pi\u00f9 lo analizziamo pi\u00f9 si stabilizza.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Abbiamo scoperto che abbiamo una concezione dell\u2019aggrapparsi al s\u00e9 che \u00e8 errata, che non \u00e8 valida, che ha un suo antidoto opponente forte. L\u2019ultimo problema che dovremo analizzare \u00e8 questa nostra concezione dell\u2019aggrapparsi al s\u00e9.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Essendo una concezione \u00e8 un fenomeno mentale. La nostra mente e la concezione dell\u2019aggrapparsi al s\u00e9 sono un tutt\u2019uno oppure no?<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Se sono un&#8217;unica cosa, la natura della mente stessa \u00e8 concezione dell\u2019aggrapparsi al s\u00e9, allora \u00e8 inutile tentare di eliminarla perch\u00e9 la mente \u00e8 cos\u00ec per natura. Sarebbe come tentare di cancellare la mente stessa. Anche se errata, anche se c\u2019\u00e8 l\u2019antidoto, tutto \u00e8 inutile perch\u00e9 la mente \u00e8 cos\u00ec e la mente non pu\u00f2 essere eliminata.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La natura della mente \u00e8 in realt\u00e0 chiara e luminosa, per questo la concezione dell\u2019aggrapparsi al se \u00e8 presente solo temporaneamente.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ad esempio l\u2019acqua agitata \u00e8 torbida, ma l\u2019acqua e il fango non sono un tutt\u2019uno indivisibile quindi col tempo, calmandosi l\u2019acqua, il fango si deposita e l\u2019acqua torna chiara e trasparente. Un secondo esempio, \u00e8 il cielo coperto dalle nubi. La sua natura non \u00e8 nuvola, altrimenti il cielo rimarrebbe annuvolato in eterno. Infatti, col tempo le nubi passano e il cielo torna sereno. Un terzo esempio: se ci rovesciamo addosso il te il vestito viene macchiato. La macchia del te non entra nella natura del vestito, non diventano un tutt\u2019uno, se diventassero un tutt\u2019uno, potremmo lavare il vestito ma la macchia non andrebbe via perch\u00e9 macchia e vestito sono diventati della stessa natura. In realt\u00e0 se si lava il vestito la macchia se ne va, proprio perch\u00e9 non \u00e8 entrata nella natura del vestito, non sono un tutt\u2019uno.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Allo stesso modo la concezione errata dell\u2019aggrapparsi al s\u00e9, non entra nella natura della mente, mente e concezione errata non sono un tutt\u2019uno. La concezione errata sorge temporaneamente, ma non entra nella natura della mente. Se sorge temporaneamente, gli antidoti possono funzionare, quindi, pi\u00f9 applichiamo l\u2019antidoto della visione di vacuit\u00e0 pi\u00f9 ne aumentiamo la forza, pi\u00f9 familiarizziamo con la visione di vacuit\u00e0 pi\u00f9 diminuiamo la forza del suo avversario diretto, la concezione dell\u2019aggrapparsi al se. A un certo punto la concezione errata viene eliminata perch\u00e9 quando perfezioniamo l\u2019antidoto, arriviamo all\u2019eliminazione della concezione errata.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"> <\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">A questo punto introduciamo il quarto sigillo che afferma che, <\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">perfezionando la visione di vacuit\u00e0 e l\u2019eliminazione della concezione dell\u2019aggrapparsi al s\u00e9, automaticamente cessano tutte le altre afflizioni.<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">A quel punto con l\u2019eliminazione di tutte le afflizioni e della loro causa, abbiamo raggiunto la completa pacificazione. Si dice letteralmente: \u201cil superamento del dolore \u00e8 la vera pace\u201d. Significato vero \u00e8 \u201cla completa pacificazione delle afflizioni mentali e della loro causa (la concezione errata dell\u2019aggrapparsi al s\u00e9) \u00e8 la vera pace\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Riassumendo quello che abbiamo detto rispetto ai quatto sigilli, <em>i fenomeni prodotti dipendono dalle loro cause. La causa non \u00e8 costituita da un singolo elemento, ma \u00e8 composta da tanti elementi. La causa a sua volta \u00e8 karma e il karma \u00e8 conseguente alle afflizioni mentali. Le afflizioni sorgono perch\u00e9 di base abbiamo la concezione errata dell\u2019a aggrapparsi al s\u00e9.<\/em><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La concezione errata per fortuna sorge solo temporaneamente, in pi\u00f9 abbiamo un forte antidoto opponente. Possiamo applicare l\u2019antidoto opponente, rafforzandolo e familiarizzando con esso fino alla completa eliminazione delle afflizioni e della loro causa di base. Quando avremo completato la pacificazione delle afflizioni e della causa, finalmente ci troveremo nella condizione di pace vera e duratura.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel mondo nella nostra esperienza ordinaria ripetiamo gli stessi errori, principalmente quello di identificare la causa della nostra sofferenza con un unico elemento, spesso una persona. Pensiamo che eliminando il singolo elemento saremo felici, quindi, ci impegniamo a fondo per eliminare quel singolo elemento. Ma anche eliminandolo non saremo felici perch\u00e9 abbiamo sbagliato a identificare la causa dell\u2019infelicit\u00e0: abbiamo preso in considerazione solo una millesima parte della causa. Certo riusciamo ad essere felici immediatamente, dopo aver eliminato la singola causa, ma \u00e8 solo un\u2019illusione. In realt\u00e0 non abbiamo realizzato una pace duratura, ma solo una pace immediata. Non abbiamo eliminato la causa complessivamente, ecco perch\u00e9 non riusciamo ad essere completamente felici nella nostra esistenza ordinaria.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Quando nel quarto sigillo si parla del superamento del dolore, si intende il superamento delle afflizioni e della loro causa, quindi il superamento del dolore \u00e8 la vera pace. In altri testi si trova scritto: \u201cil parinirvana \u00e8 la vera pace.\u201d<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">In ogni modo se il superamento del dolore \u00e8 la vera pace, \u00e8 questo quello che tutti vorrebbero realizzare.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Per realizzare questo scopo occorre seguire un sentiero, ma tutti gli individui non sono uguali. Sakyamuni \u00e8 stato intelligente nel presentare modi di percorso diverso, valido per diverse persone con i tre differenti livelli dei sentieri interiore: due sentieri base di Buddhismo Hinayana, un sentiero avanzato del Buddhismo Mahayana.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ci\u00f2 che Buddha vuole \u00e8 che tutti realizzino, indipendentemente dal sentiero scelto, la completa illuminazione. Per arrivarci i modi devono essere differenti.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ad esempio, dovessimo andare da qui in piazza Duomo, alcuni pigri potrebbero pensare che sia troppo lontano e faticoso. Si pu\u00f2 convincere questi pigri a raggiungere Piazza Loreto, che non \u00e8 cos\u00ec lontano, descrivendo tutte le cose belle di quel luogo. Una volta in piazza Loreto il pigro si accorge di aver fatto tanta strada e che per arrivare in Duomo non ne manca ancora molta. Poich\u00e9 \u00e8 un essere pensante, si guarda indietro e si accorge di aver fatto tanta strada e guardando avanti vede che non manca molto quindi si motiva e arriva in Duomo.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Dunque occorre trovare un metodo per quegli esseri che all\u2019inizio non hanno il coraggio sufficiente per impegnarsi a raggiungere il traguardo dell\u2019illuminazione, per stimolarli occorre portarli a met\u00e0 strada e, quando sono arrivati a met\u00e0 strada, si motiveranno ad arrivare fino infondo.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Cos\u00ec oggi abbiamo analizzato i quattro sigilli; il risultato finale \u00e8 raggiungere lo stato di pace, completa pacificazione del dolore, cio\u00e8 le afflizioni mentali e la causa.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Tutti questi concetti sono inclusi nelle spiegazioni di ieri. Abbiamo parlato della visione del sorgere interdipendente. La realt\u00e0 \u00e8 interdipendente, la nostra visione deve coincidere con la realt\u00e0 di fatto quindi con la visione \u00e8 la visione del sorgere interdipendente e questa diventa importante per assumere un comportamento non violento. Il risultato finale della pratica di questi due punti, visione di interdipendenza e comportamento non violento, \u00e8 la pacificazione delle afflizioni mentali e della visione errata dell\u2019aggrapparsi al s\u00e9.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Rispetto al sorgere interdipendente ho accennato a due livelli. Il primo \u00e9 dipendere da cause e condizioni. Tutti i praticanti di qualsiasi scuola buddhista comprendono e dovrebbero realizzare questo livello senza eccezione. Tra praticanti c\u2019\u00e8 chi realizza il secondo livello, dipendere dalle parti; poi chi realizza anche il terzo livello, pi\u00f9 sottile, dipendere soltanto dal nominare. Non tutti i buddhisti accettino questo punto.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">In conclusione, noi dovremo comprendere correttamente la nostra realt\u00e0.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Dobbiamo familiarizzare con la visione di interdipendenza col mondo esteriore e di interdipendenza tra gli esseri. In seguito a questa visione, sviluppare la grande compassione e dalla forza della compassione assumere un comportamento non violento.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La successione del percorso \u00e8 la seguente: comprendere la realt\u00e0, quindi l\u2019interdipendenza, coltivare la grande compassione poi assumere un atteggiamento non violento.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Chiariamo il concetto di non violenza.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Violenza vuol dire danneggiare, disturbare ferire. Non violenza vuol dire non compiere quelle azioni. La vera non violenza per\u00f2 non si limita solo al concetto di evitare di danneggiare.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il vero significato del concetto di non violenza \u00e8 il desiderio di aiutare gli altri esseri senzienti a realizzare le loro aspirazioni, questo sorge dalla comprensione dell\u2019interdipendenza e dalla compassione. Se non si \u00e8 capaci di aiutare gli altri esseri, bisogna almeno evitare di disturbarli. Quest\u2019ultimo \u00e8 un livello inferiore.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Con questo ho concluso l\u2019introduzione al Buddhismo. Ricordate i due elementi fondamentali: la visione dell\u2019interdipendenza dei fenomeni e il comportamento non violento. Ora lasciamo lo spazio per le domande.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">D: Ho letto molti libri in francese di Matthieu Ricard. Parla di afflizioni mentali usando il termine <\/span><\/span><\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>klesha<\/em><\/span><\/span><\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> che differenza c\u2019\u00e8 col termine <\/span><\/span><\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>sag pa<\/em><\/span><\/span><\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">?<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">R: Sag pa \u00e8 tibetano, klesha \u00e8 sanscrito.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">D: Il discorso della sofferenza pervasiva riguarda le persone e gli oggetti?<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">R: L\u2019esempio di questo tipo di sofferenza e il rapporto tra l\u2019acqua e il pesce. Non solo il nostro corpo \u00e8 sofferenza pervasiva, anche il mondo esteriore nel quale gli esseri vivono \u00e8 sofferenza. La sofferenza indicata da Sakyamuni nelle Quattro Nobili Verit\u00e0 \u00e8 la sofferenza pervasiva. Con questo termine non si intende dire che l\u2019ambiente esteriore sia un\u2019esperienza di dolore. L\u2019ambiente non \u00e8 sensazione. Il luogo in cui il pesce vive \u00e8 acqua. L\u2019acqua \u00e8 una condizione immediatamente precedente alla nascita del pesce, condizione per la nascita e sopravvivenza del pesce. Quell\u2019acqua \u00e8 frutto di un karma lontano, Il karma proiettante del pesce. La ragione per cui l\u2019acqua, in cui il pesce vive \u00e8 sofferenza, \u00e8 che la causa precedente \u00e8 di natura sofferenza. Il pesce nel passato ha avuto afflizioni ha creato karma quindi deve fare un\u2019esperienza in quell\u2019ambiente. Quell\u2019ambiente \u00e8 il frutto di quel karma creato in passato, ma essendo il karma causato da afflizioni \u00e8 di natura sofferenza, di conseguenza anche l\u2019acqua \u00e8 di natura sofferenza. Infatti l\u2019acqua, bench\u00e9 necessaria alla sua vita, condiziona il pesce a sperimentare sofferenza.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019ambiente esteriore pu\u00f2 dipendere dal karma individuale e dal karma collettivo. In entrambi i casi si tratta di una cosa dipendente da karma che \u00e8 nella natura di sofferenza.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">D: Noi non abbiamo compassione perch\u00e9 non abbiamo compreso l\u2019interdipendenza?<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">R: Tutti gli esseri in generale hanno una certa compassione ma per poter assumere una vera condotta non violenta \u00e8 necessario prima comprendere l\u2019interdipendenza.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">D: Io e s\u00e9 sono due cose separate?<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">R: Io e s\u00e9 sono la stessa cosa, solo chiamata in modo differente. C\u2019\u00e8 terzo nome: persona.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">D: Ho letto da altre parti che il s\u00e9 \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 complesso\u2026<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">R: Sicuramente ci sono tante opinioni diverse e ciascuno pu\u00f2 commentare in modo differente, ma sostanzialmente sono la stessa cosa. Queste opinioni sorgono sulla base della capacit\u00e0 di comprensione dell\u2019individuo. C\u2019\u00e8 chi sentendo la parola s\u00e9 capisce una cosa, sentendo io ne capisce altre, a volte le idee coincidono con la realt\u00e0. Tutto dipende dalla diversa capacit\u00e0 di comprensione delle persone.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">D: Il raggiungimento dell\u2019illuminazione dipende dall\u2019individuo, dai percorsi spirituali o da entrambe le cose? <\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">R: Il discorso che ho fatto fa parte della visione Buddhista, non per tutti \u00e8 cos\u00ec. Il Buddhismo dice che non tutti sono uguali, ma devono avere la possibilit\u00e0 di migliorare. Ogni religione sostiene che la propria visione \u00e8 migliore, che porta alla vera felicit\u00e0 e chi vuole seguire un sentiero deve praticare quel sentiero.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Anche solo pensando al Buddhismo vediamo che ci sono quattro scuole, quindi siamo abituati ad accettare la diversit\u00e0. La scuola Vaibashika afferma che la sua visione \u00e8 quella corretta, cos\u00ec pure Cittamatra e Madyamika. Ciascuna scuola afferma che la propria strada \u00e8 corretta e chi segue una tradizione deve praticare secondo quella tradizione.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Sono necessarie entrambe: il sentiero e la capacit\u00e0 dell\u2019individuo, ma il sentiero non va inteso come un unico sentiero uguale per tutti.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">D: La domanda non era questa. Volevo sapere se c\u2019\u00e8 un vantaggio nel seguire un percorso in modo pi\u00f9 aperto, se dipende dall\u2019individuo oppure dalle due cose messe insieme. Dipende dalla capacit\u00e0 dell\u2019individuo lo sviluppo seguendo un percorso o \u00e8 una caratteristica del percorso?<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">R: Entrambe le cose, la capacit\u00e0 dell\u2019individuo va unita alle indicazione del sentiero. L\u2019individuo deve analizzare se le sue aspirazioni sono utili, se il suo modo di pensare \u00e8 corretto, poi deve analizzare il sentiero e capire se quel sentiero lo pu\u00f2 portare a realizzare le sue aspirazioni. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Andalus;\"><span style=\"font-size: medium;\">Pubblicato da Eli Parisio su Facebook. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Angsana New,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-weight: normal\">Tratto dal sito <a href=\"http:\/\/www.centronirvana.it\/home.htm\">http:\/\/www.centronirvana.it\/home.htm<\/a>, <\/span><\/span><\/span><\/span><a href=\"http:\/\/www.centronirvana.it\/articolididharma110.htm\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Angsana New,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-weight: normal\">http:\/\/www.centronirvana.it\/articolididharma110.htm<\/span><\/span><\/span><\/span><\/a><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Angsana New,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-weight: normal\"> <\/span><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Angsana New,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-weight: normal\"> che devotamente ringraziamo per la sua compassionevole gentilezza verso tutti gli esseri che soffrono in questa dolorosa esistenza samsarica. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Angsana New,serif;\"><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><a href=\"http:\/\/www.centronirvana.it\/articolididharma110.htm\"><\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ven. Khenrab Rinpoche Ven. Khenrab Rinpoche: Introduzione al Buddismo Corso tenuto dal Ven. Khenrab Rinpoche il 27 &#8211; 28 febbraio 2010 al Centro Ghe Pel Ling di Milano. Traduttore: Norbu Lamsang. Questo \u00e8 il primo incontro del 2010 e, per motivi di buon auspicio, il tema sar\u00e0 l\u2019introduzione al Buddhismo. Parler\u00f2 di due aspetti del <a href=\"https:\/\/www.sangye.it\/altro\/?p=4979\">Continue reading &#8594;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[36],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sangye.it\/altro\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4979"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sangye.it\/altro\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sangye.it\/altro\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sangye.it\/altro\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sangye.it\/altro\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4979"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.sangye.it\/altro\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4979\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4983,"href":"https:\/\/www.sangye.it\/altro\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4979\/revisions\/4983"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sangye.it\/altro\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4979"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sangye.it\/altro\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4979"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sangye.it\/altro\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4979"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}