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Sua Santità il Dalai Lama: Le Otto strofe per l’addestramento mentale
Settembre 18th, 2018 by admin

Sua Santità il Dalai Lama durante il suo insegnamento sulle ‘Otto strofe dell’addestramento mentale” a Rotterdam, Paesi Bassi, il 17 settembre 2018. Foto di Olivier Adam

17 settembre 2018, Rotterdam, Paesi Bassi Olanda – Quando Sua Santità il Dalai Lama ha incontrato stamattina sei parlamentari olandesi, ha subito detto quanto apprezzi la loro preoccupazione per il Tibet. Col passare del tempo, sempre più persone si rendono conto che la cultura tibetana è sofisticata e utile, mentre in Tibet viene costantemente distrutta. Ha sottolineato che il Tibet è sempre stato politicamente significativo come cuscinetto tra India e Cina. “Non stiamo cercando l’indipendenza perché probabilmente sarebbe difficile da ottenere e se lo facessimo ci ritroveremmo più poveri. Come chiunque, iI tibetani non sono contrari alla prosperità e al benessere. Se rimaniamo con la Repubblica Popolare Cinese (RPC) possiamo beneficiare della loro economia forte”.

“La costituzione cinese riconosce varie aree tibetane in cui dovremmo avere la libertà di preservare la nostra lingua e la nostra cultura. Possiamo lavorare insieme: i cinesi possono offrirci dei vantaggi materiali e noi possiamo offrire loro un sostegno spirituale. Ammiro molto lo spirito dell’Unione europea, che attribuisce più importanza al bene comune che alla ristretta sovranità nazionale. Potremmo entrare in un’unione simile con la Cina”.

“Storicamente il Tibet è uno Stato indipendente. Documenti cinesi confermano l’esistenza – nel VII, VIII e IX secolo – di tre imperi autonomi: Cina, Mongolia e Tibet. E anche nei secoli successivi, nessun documento cinese della dinastia Tang fino alla dinastia Manchu si riferisce al Tibet come parte della Cina. Tuttavia, il passato è passato e i membri dell’Unione europea rimangono Stati sovrani.

“Nel 1951 abbiamo sollevato la questione del Tibet all’ONU: non è successo nulla. Di nuovo, nel 1959 e 1965, ci siamo appellati alle istituzioni internazionali per le obiezioni dell’India, ma di nuovo non è successo nulla. Pandit Nehru mi disse che gli Stati Uniti non sarebbero entrati in guerra con la Cina per liberare il Tibet. Disse che potevamo parlare solo con le autorità cinesi. In un’altra occasione venne a trovarmi, portando con sé una copia dell’Accordo in 17 punti che fa riferimento alla “liberazione pacifica del Tibet” e indicò quali potevano essere discussi utilmente”.

“Nel 1956 Nehru ha insistito perché tornassi in Tibet dopo aver visitato l’India e così ho fatto. Ho cercato di soddisfare le richieste cinesi fino a quando la situazione non è completamente degenerata. Sei milioni di tibetani sono forti. I cinesi hanno usato qualsiasi mezzo per schiacciare lo spirito tibetano, ma senza successo. Nel frattempo, 340.000 persone sono state uccise, morte di fame o suicida”.

“All’inizio non c’erano discriminazioni razziali, ma la situazione è cambiata dopo il 1959, quando le tensioni tra i tibetani e gli Han sono aumentate. Per tutto il tempo, lo spirito tibetano è rimasto incrollabile. Ora, pare che i leader cinesi si stiano rendendo conto che la loro politica repressiva ha fallito, quindi stanno iniziando ad adottare un approccio più realistico. La questione tibetana non avrà fine finché non sarà affrontata in modo realistico. Sembra che i massimi dirigenti cinesi abbiano cominciato a rendersi conto che tenere lontano il Dalai Lama non è di alcuna utilità. Staremo a vedere”.

Uno dei parlamentari ha chiesto come rendere i sistemi educativi meno orientati al materialismo e Sua Santità ha suggerito di dare più importanza alla trasmissione dei valori interiori e all’insegnamento su come coltivare la pace della mente. L’educazione può migliorare le qualità positive che gli studenti hanno fin dalla nascita.

“La pace sarà stabilita solo sulla base del raggiungimento della pace mentale. La pace non si ottiene facendo ricorso alla rabbia o all’uso delle armi. Abbiamo già visto abbastanza violenza nel mondo; il XXI secolo dovrebbe essere un’era di pace: un sorriso che dà origine a una risposta sorridente”.

All’Arena Ahoy per la seconda giornata, Paula de Wijs ha dato il benvenuto a Sua Santità, ai membri del Sangha e a tutti gli altri presenti. “La compassione è un tema che appartiene a  tutte le tradizioni religiose” ha detto “non solo al buddhismo. Tutti hanno bisogno di compassione, quindi questi insegnamenti saranno utili a ciascuno noi. Saranno un’ispirazione”.

“Oggi, insegnerò questo breve testo, le “Otto strofe per l’addestramento della mente”, che tratta principalmente  di altruismo. Come ha appena detto Paula, tutti possono trovarlo utile, non solo i buddhisti. Che siate ebrei, cristiani o musulmani, tutti i veri praticanti apprezzano la pratica dell’amorevole gentilezza. A volte se il testo che stiamo per affrontare è molto esteso può diventare noioso, ma questo è abbastanza breve, così piccolo che sta in una tasca. Ho ricevuto la trasmissione di questo insegnamento quando avevo 15 o 16 anni. L’ho imparato a memoria e lo recito quotidianamente. Mi è molto utile”.

“Prima di tutto esporrò la struttura generale del Dharma. Il buddhismo è una delle principali tradizioni spirituali di origine indiana. Come per il giainismo e per uno dei rami della Scuola Samkhya, non c’è posto per un dio creatore. I fondatori di queste tradizioni, come Mahavira e il Buddha, sono esseri umani che hanno raggiunto l’illuminazione; hanno adottato le pratiche che erano diffuse alla loro epoca in India, come i metodi per coltivare una mente calma e concentrata e la visione profonda (shamatha e vipashyana). Nel caso del Buddha, mentre analizzava la natura della mente e indagava la natura del sé, arrivò alla conclusione che non esiste una combinazione di corpo e mente dotata di un’esistenza indipendente”.

“I sutra dicono che se si cerca il sé si scopre che è solo una percezione. Non c’è niente al di là della combinazione corpo/mente. Proprio come nella combinazione di determinate parti vediamo un carrello, così il sé convenzionale si basa sulla combinazione corpo/mente, ma non c’è un sé indipendente. Nella ‘Saggezza Fondamentale della Via di Mezzo’ Nagarjuna dice:

Attraverso l’eliminazione del karma e delle emozioni disturbanti c’è la cessazione.
Il karma e le afflizioni mentali provengono dal pensiero concettuale.
Questo deriva dall’esagerazione mentale o dalla fabbricazione.
La fabbricazione cessa attraverso la vacuità
.

“E nelle “Quattrocento stanze” Aryadeva afferma:

Come il senso tattile [pervade] il corpo
La confusione è presente in tutte [le emozioni disturbanti].
Superando la confusione
Supererete tutte le emozioni disturbanti.

“Per superare questa ignoranza è necessario fare uno sforzo e capire l’origine dipendente”.

Sua Santità ha fatto notare che, dopo aver raggiunto l’illuminazione, il Buddha era riluttante ad insegnare:

Profondo e pacifico, libero da complessità, luminosità non composta.
Ho trovato un Dharma simile a un nettare.
Eppure, se lo insegnassi, nessuno lo capirebbe,
Così rimarrò in silenzio qui nella foresta.

Qui, “profondo e pacifico” può riferirsi alla causa ed effetto della sofferenza e alla sua origine all’interno del ciclo dell’esistenza, così come alla causa ed effetto della cessazione e il sentiero, che sono fattori di liberazione; in altre parole le Quattro Nobili Verità del primo giro della ruota del Dharma. “Libero da complessità” si riferisce alla vacuità e agli insegnamenti sulla Perfezione della Saggezza del secondo giro della ruota del Dharma. La “luminosità non composta” si riferisce alla chiara luce soggettiva, spiegata nel terzo giro della ruota. Questa mente soggettiva di chiara luce è essenziale per il Supremo Yoga Tantra.

“Nella sua prima affermazione, dopo aver raggiunto l’illuminazione, il Buddha si riferisce a ciò che avrebbe insegnato in futuro, su richiesta del suo discepolo Kaundinya. Il primo insegnamento ebbe luogo nel Parco delle Gazzelle, fuori Varanasi, e spiegava le Quattro Nobili Verità. La causa e l’effetto della sofferenza e la loro origine sono descritti come causa ed effetto afflittivi, mentre la causa e l’effetto della cessazione e del sentiero come causa ed effetto non afflittivi”.

“Ciascuna delle Quattro Nobili Verità può essere compresa in relazione a quattro caratteristiche. La verità della sofferenza, per esempio, può essere intesa come impermanente, della natura della sofferenza, vuota e priva di esistenza intrinseca. Le caratteristiche della verità della causa della sofferenza sono le cause, l’origine, la forte produzione e la ricorrenza. La verità della cessazione può essere intesa in termini di cessazione, pacificazione, essendo la suprema e definitiva liberazione, mentre la verità del sentiero è descritta come sentiero, consapevolezza, realizzazione e liberazione. Riflettere su questi temi è una pratica potente”.

“Non importa quanto sono forti le emozioni afflittive”, ha detto Sua Santità, “finché sono radicate in una visione distorta della realtà, non hanno una solida base e possono essere eliminate”.

Sua Santità ha spiegato che l’ignoranza e la saggezza sono stati mentali antitetici. Per questo, proprio come quando c’è luce non può esserci contemporaneamente buio, così la saggezza del non-sé e della vacuità sradicano completamente l’ignoranza. Gli insegnamenti della Perfezione della Saggezza spiegano a fondo le Quattro Nobili Verità, specialmente la verità della cessazione e la verità del sentiero. Nagarjuna dice che è comprendendo l’origine dipendente che possiamo davvero capire le Quattro Nobili Verità.

Quando nel Sutra del Cuore si legge: “La forma è vuota; il vuoto è forma. Il vuoto non è altro che forma e anche la forma non è altro che vacuità”, non si afferma che non esiste nulla; piuttosto che le cose non esistono nel modo in cui appaiono. La forma esiste, ma solo come designazione. Anche gli aspetti della mente esistono solo per designazione. Nagarjuna afferma che il Buddha ha insegnato:

Ciò che ha origine dipendente
è spiegato essere vacuità.
Ciò che, essendo di designazione dipendente,
è in sé la via di mezzo.

Non c’è nulla
che non sia sorto in modo dipendente.
Quindi non c’è nulla.
che non sia vacuità.

Se capite questo, capirete l’importanza delle Due Verità, la realtà convenzionale – il modo in cui cose e fenomeni appaiono – e la realtà ultima, ossia la vacuità.

Sua Santità ha proseguito con la spiegazione del significato esplicito e implicito degli insegnamenti della Perfezione della Saggezza, come descritti nell'”Ornamento per una chiara realizzazione” di Maitreya/Asanga. Il contenuto esplicito è la spiegazione della vacuità, ma ciò che è implicito sono gli stadi del sentiero. Il sentiero inizia con le Due Verità, prosegue con le Quattro Nobili Verità, portando ad una corretta comprensione dei Tre Gioielli, chi è il Buddha, che cosa ha insegnato e qual è il ruolo del Sangha.

Il Dalai Lama ha spiegato che la struttura della ‘Lampada sul sentiero’ di Atisha ha rappresentato il modello per i successivi Lam-Rim (i testi che descrivono gli stadi del sentiero verso l’illuminazione) e presuppone che i lettori abbiano già una certa comprensione del Dharma.

Riguardo alla pratica, Sua Santità ha detto che sono necessarie una perfetta rinascita umana o una rinascita superiore per poterla intraprendere. Nella “Preziosa Ghirlanda”’ Nagarjuna elenca le sedici cause indispensabili: tredici sono attività da evitare – di cui tre sono fisiche: uccidere, rubare e commettere adulterio; quattro verbali: mentire, parlare creando divisioni, essere verbalmente violenti e parlare di argomenti futili; e tre sono atteggiamenti mentali: l’avidità, la malevolenza e le opinioni errate. Poi ci sono altre tre ulteriori attività da cui astenersi: il consumo di alcolici, i mezzi di sussistenza sbagliati e fare del male. I comportamenti da adottare invece sono essere rispettosi, onorare chi è onorevole e amare.
Aryadeva consiglia:

In primo luogo evitate la non virtù,
poi evitate la concezione di un sé;
In seguito evitate visioni di qualsiasi tipo.
Chiunque sa queste cose è saggio.

Riprendendo il testo delle “Otto strofe”, Sua Santità ha spiegato che la prima evidenzia come siamo tutti dipendenti gli uni dagli altri e illustra come coltivare la mente del risveglio. Ci sono due metodi principali: il metodi di causa ed effetto in sette punti ed equalizzazione e scambiare di se stessi con gli altri.

La seconda strofa consiglia di considerare gli altri come superiori a noi. La terza di diffidare delle emozioni inquietanti e al tempo stesso suggerisce il valore di amare e avere a cuore gli esseri problematici. La quinta strofa raccomanda di offrire la vittoria agli altri e la sesta di considerare i propri nemici come amici spirituali. La settima strofa espone esplicitamente la pratica di dare e prendere (tonglen), in cui si immagina di assumere su di sé la sofferenza degli altri sviluppando una grande compassione, e di offrire agli altri la propria felicità, sviluppando amorevole gentilezza. Quando di questa pratica si dice che è “segreta” significa che potrebbe non essere adatta a tutti.

Infine, i primi due versi dell’ottava strofa mettono in guardia dal cedere alle otto preoccupazioni mondane, mentre gli ultimi due invitano a vedere tutte le cose e i fenomeni come un’illusione. Sua Santità ha sottolineato che non è necessario essere buddhisti per capire la vacuità.

“Addestrare la mente fa la differenza” ha aggiunto. “Fino all’età di circa 13 anni, ho avuto scarso interesse per quello che stavo studiando. Gradualmente ho invece capito che poteva essere utile. Dopo aver raggiunto l’India, ho rivisto ciò che avevo studiato in precedenza, ma allora il mio obiettivo era diventato raggiungere l’illuminazione, non semplicemente superare un esame. Ho scoperto che cercare di capire la vacuità ed estendere la propria capacità di altruismo ha come effetto allentare la morsa dell’egocentrismo. Credo di averne tratto un grande beneficio e, se studiate e praticate, potrete trarne anche voi”.

Reinier Tilanus, della Fondazione Dalai Lama, ha annunciato che 21.000 persone avevano partecipato alle conferenze pubbliche e agli insegnamenti, 400.000 avevano seguito i live stream e 250 volontari avevano fornito il massimo del supporto all’organizzazione. Al netto delle spese, gli eventi degli ultimi tre giorni nei Paesi Bassi hanno prodotto un utile di 70.000 euro e Sua Santità ha chiesto che 20.000 euro siano destinati all’insegnamento della lingua tibetana ai bambini tibetani residenti nei Paesi Bassi e la restante parte a favore del curriculum che sta sviluppando la Emory University di Atlanta per introdurre l’apprendimento dell’etica e dell’educazione emozionale e sociale nelle scuole.

Domani Sua Santità si recherà in Germania. http://it.dalailama.com/news/2018/le-otto-strofe-per-laddestramento-mentale


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