
Sua Santità il Dalai Lama: “Ci sono molte religioni nel mondo ed, in particolare, in India esistono molte tradizioni religiose. Tuttavia, il Buddhismo attira un’attenzione speciale da parte degli scienziati, in particolare psicologi e neuroscienziati. Il Buddhismo, così come è stato preservato in Tibet, si basa su uno studio rigoroso che impiega logica e ragionamento. Di conseguenza, molti scienziati hanno discusso con me della nostra tradizione di logica ed epistemologia.
3 agosto 2025. Shewatsel, Leh, Ladakh, India – Oggi, Sua Santità il Dalai Lama si è recato in auto al sito del demolito Tempio di Jokhang a Leh. Sotto il sole splendente del mattino, persone di ogni ceto sociale si sono radunate lungo la strada per accoglierlo. Al sito di Jokhang è stato accolto dai presidenti della Ladakh Buddhist Association e della Ladakh Gonpa Association e da altri dignitari. Ha poi benedetto il sito in cui verrà ricostruito il tempio.
Dopo che Sua Santità si è insediato, i membri del Comitato per la Ricostruzione gli hanno riferito che il vecchio Tempio aveva sviluppato crepe a causa d’inondazioni e forti piogge e che non poteva essere riparato. Gli hanno mostrato i progetti per la costruzione di un nuovo tempio.
Centinaia di monaci e laici si snno radunati per assistere alla posa della prima pietra e all’inaugurazione di una targa commemorativa con la scritta:
“Posare le fondamenta per la saggezza e la compassione
Ricostruzione del Chowkhang (Jokhang) Vihara, Leh, Ladakh”.
Sotto queste due righe era scritto il lungo nome di Sua Santità, Jetsun Jampal Ngawang Lobsang Tenzin Gyatso, e la data odierna.
Sua Santità si è cosi’ rivolto ai presenti:
“Quando ho sentito parlare delle condizioni dell’antico Tempio di Jokhang, ho pensato che fosse una benedizione sotto mentite spoglie. Ad esempio, il Tibet è stato governato per diversi secoli dalla dinastia dei Dalai Lama, ma è stato solo durante la mia vita che abbiamo affrontato una devastazione tale da dover andare in esilio nella terra libera dell’India. Questa è stata una benedizione sotto mentite spoglie per noi, in quanto siamo venuti a vivere nella terra in cui il Buddhismo ha avuto origine e dove hanno vissuto otto maestri buddhisti indiani, come Arya Nagarjuna https://www.sangye.it/altro/?p=10906, rinomati come i “Sei Ornamenti e i Due Sublimi”.
“Oggi continuiamo a preservare la tradizione buddhista, collaudata nel tempo e logicamente comprovata, che un tempo si diffuse in India. Abbiamo preservato questa tradizione attraverso lo studio, la meditazione ed applicandola alle nostre vite. Non vorrei vantarmi, ma per quanto mi riguarda, i precedenti Dalai Lama hanno servito l’insegnamento del Buddha e, sebbene sia nato nell’Amdo, la regione nord-orientale del Tibet, mi sono trasferito a Lhasa dove ho potuto proseguire la mia educazione buddista in modo tradizionale. Ho potuto seguire il triplice processo di studio, riflessione e meditazione sotto la guida dei miei Tutori.
Sotto la loro supervisione ho memorizzato i testi fondamentali e studiato i rispettivi commentari. Allo stesso tempo, ho potuto combinare i miei studi con la pratica degli “Stadi del Sentiero verso l’Illuminazione” (LamRim) https://www.sangye.it/altro/?p=3149 e dell’Addestramento Mentale (Lojong) https://www.sangye.it/altro/?p=7007. Ho lavorato duramente per integrare lo studio con la riflessione e la meditazione.
Nel mezzo dei disordini che hanno avuto luogo in Tibet nel 1959, ho deciso di fuggire da Norbulingka e lasciare Lhasa. Mentre me ne andavo, ho pensato al complesso del Tempio Jokhang di Lhasa e alle immagini al suo interno. Quando raggiungemmo il passo fuori dalla valle, l’uomo che conduceva il mio cavallo mi chiese di voltarmi e dare un’ultima occhiata a Lhasa, e con ciò lasciai la città alle spalle.
“Da quando ho lasciato Lhasa, c’è stato un costante aumento di persone in tutto il mondo che si interessano al Buddhismo, in particolare in Europa e in America. Mi sono impegnato con energia per servirli. Grazie al mio karma ed alle preghiere fatte in passato, ho avuto un notevole successo nel contribuire alla rinascita ed alla preservazione degli insegnamenti del Buddha, e continuerò a servire il Buddhadharma per molti anni a venire. Rendo omaggio al mio prezioso Tutore, Thupten Lungtok Namgyal Trinley, Ling Rinpoché https://www.sangye.it/altro/?p=10633, che mi ha insegnato principalmente a comprendere i testi filosofici. Sono anche grato al mio team di Assistenti al Dibattito con cui ho imparato a discutere e ragionare.
“Sono stato in grado di presentare il Buddhismo ad altri anche nel mio inglese scarso. Ho confrontato la comprensione buddista del funzionamento della nostra mente e delle nostre emozioni con i moderni approcci scientifici alla psicologia e alle neuroscienze. Questo si sta rivelando molto utile. Ho avuto infatti interessanti discussioni con molti scienziati sulla psicologia umana.
“In breve, sono nato a Dhomey (Amdo), ma sono cresciuto nel Tibet centrale. Ho ricevuto un’istruzione dai miei tutor e, dopo essere arrivato in India, ho continuato a studiare testi di filosofia e meditazione. In altre parole, ho fatto del mio meglio per condividere la mia comprensione del Buddhismo con gli altri.
“Il modo in cui studiamo i trattati buddhisti classici è ottimo perché si basa sul ragionamento logico. I rituali tantrici e la propiziazione dei Protettori del Dharma con tamburi e cimbali possono essere molto utili, ma ciò che è veramente prezioso è lo studio delle Scritture. E non dovremmo basarci solo sull’autorità delle citazioni dalle Scritture. Dobbiamo impiegare la ragione e la logica insieme alla comprensione del funzionamento della mente e delle emozioni. “Dopo aver demolito il vecchio tempio, apprezzo molto la vostra determinazione nel ricostruire il Jokhang qui. Ma la semplice ricostruzione dell’edificio del tempio non è nulla di eccezionale. La cosa fondamentale è che fornisce ad altri le strutture per studiare l’insegnamento del Buddha, proprio come ho potuto fare fin da bambino.
“Quando avrete completato il tempio, dovreste assicurarvi che diventi un centro di apprendimento, un luogo in cui le persone possano studiare i trattati della logica e filosofici, che consentano loro di impegnarsi in un dibattito dialettico, analizzando ed indagando la filosofia buddista. Spero che lo facciate e prego che abbiate successo. Grazie.”
Dal sito del Jokhang, Sua Santità si è recato a Choglamsar per consacrare un Centro di Dharma costruito dalla Ladakh Gonpa Association (LGA). Lì, il Presidente della LGA lo ha accolto all’ingresso. Sua Santità è entrato nella Sala del Centro di Dharma, gremita all’inverosimile, ed ha reso omaggio alle statue in legno del Buddha e di Avalokiteshvara, e ad un’altra di Guru Padmasambhava. Poi si è assiso ed il Presidente della LGA ed altri gli hanno offerto un mandala dell’universo e rappresentazioni del corpo, della parola e della mente del Buddha. Tra le preghiere recitate, c’era una preghiera di una sola strofa per la lunga vita di Sua Santità:
Nel puro regno delle catene montuose innevate
Tu sei la fonte di ogni benessere e felicità
Tenzin Gyatso, Signore Avalokiteshvara,
Che tu possa vivere fino alla fine dell’esistenza ciclica.
Tè e riso dolce sono stati serviti prima che Sua Santità cosi’ si rivolgesse ai presenti.
“Ho potuto farvi visita oggi perché è comodamente sulla via del ritorno a Shewatsel. Sono felice di salutare tutti voi, miei amici nel Dharma, inclusi abati, maestri e membri del Sangha.
“Ci sono molte religioni nel mondo ed, in particolare, in India esistono molte tradizioni religiose. Tuttavia, il Buddhismo attira un’attenzione speciale da parte degli scienziati, in particolare psicologi e neuroscienziati. Il Buddhismo, così come è stato preservato in Tibet, si basa su uno studio rigoroso che impiega logica e ragionamento. Di conseguenza, molti scienziati hanno discusso con me della nostra tradizione di logica ed epistemologia.
“La nostra tradizione buddhista non si concentra su preghiere e rituali, ma enfatizza l’uso della logica (pramana), la perfezione della saggezza (prajnanparamita), la visione della Via di Mezzo (Madhyamaka) e così via. Per quanto mi riguarda, ho lasciato il mio luogo di nascita da giovane e mi sono recato al Palazzo del Potala a Lhasa, dove dall’età di cinque o sei anni ho iniziato a studiare “Argomenti Raccolti” e “Ragione”.
“Sebbene il Tibet fosse in contatto sia con la Cina che con l’India fin dai tempi del re Songtsen Gampo, fu il re Trisong Deutsen a invitare Shantarakshita in Tibet dall’India. Di conseguenza, la nostra è un’autentica tradizione buddista. Ho studiato i testi classici, anche se non ho approfondito in modo così approfondito il “Tesoro della Conoscenza Superiore” (Abhidharmakosha). Ho studiato il Vinaya, il “Codice della Disciplina Monastica” e la logica. “In Tibet esisteva un programma di studi consolidato per lo studio del Buddhismo e io lo seguivo. Alla fine ho sostenuto gli esami per il mio titolo di Gheshe presso le grandi sedi monastiche di studio, tra cui Sera e Drepung. L’esame culminava in un esame finale durante la Grande Festa della Preghiera (Mönlam Chenmo), che si teneva al Tempio Jokhang di Lhasa, davanti a un raduno di monaci-studiosi provenienti da tutte e tre le istituzioni monastiche di Sera, Drepung e Ganden.
“Nonostante portassi il titolo di Dalai Lama, non sono stato semplicemente insediato su un trono elevato, ho dovuto studiare i trattati classici come qualsiasi altro monaco. Studiarli a fondo ed analizzarli nei dibattiti mi è stato di grande aiuto nelle mie discussioni con gli scienziati moderni. Da Takdrak Rinpoché ho ricevuto numerose iniziazioni e permessi tantrici. Tuttavia, il mio principale maestro di filosofia è stato Kyabjé Ling Rinpoché. Ho studiato con lui la mattina ed il pomeriggio, e mi ha spiegato la filosofia in dettaglio. Mi ha aperto gli occhi sul ricco contenuto della nostra tradizione buddista. In seguito, quando ho incontrato degli scienziati, ho potuto confrontare le loro spiegazioni con ciò che dicono i nostri testi e ho potuto imparare molto da loro.
Ho esortato non solo i monaci, ma anche le monache, a studiare filosofia ed a imparare a dibattere. Ci sono monasteri femminili a Lhasa dove si studia filosofia. Studio e dibattito significano che non diamo per scontato l’insegnamento. “Da giovane, avevo sette Assistenti al Dibattito (Tsenzhab), uno per ciascuno dei sette monasteri principali. Ho praticato il dibattito con loro. Quando ho sostenuto l’esame finale, ho sentito di aver dato un senso alla mia vita. Non mi sono limitato a presiedere cerimonie come Dalai Lama, ho studiato filosofia. Indipendentemente dalla setta a cui appartengono, è importante che tutti i nostri monaci e monache studino i testi classici.
“Oggi, vediamo le monache dibattere durante la Grande Festa della Preghiera, il che è una novità. Il punto chiave è che è molto importante preservare il Dharma studiandolo e praticando la meditazione. Per questo ho incoraggiato monache e laici a studiare.
“Oltre a studiare il Dharma, vi incoraggio ad imparare l’inglese in modo da poter spiegare ciò che il Buddha ha insegnato al maggior numero possibile di persone diverse. I monaci non dovrebbero solo studiare, ma dovrebbero essere in grado di condividere la loro comprensione con gli altri.
“Questo è tutto quello che ho da dire oggi: grazie.”
Sua Santità ha poi percorso la breve distanza di ritorno a Shewatsel, dove alloggia.
Tradotto da https://www.sangye.it/dalailamanews/?p=16070