{"id":13497,"date":"2019-08-03T05:24:42","date_gmt":"2019-08-03T03:24:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sangye.it\/dalailamanews\/?p=13497"},"modified":"2019-08-09T05:42:30","modified_gmt":"2019-08-09T03:42:30","slug":"dalai-lama-nelle-stanze-segrete-dellultimo-signore-del-tibe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sangye.it\/dalailamanews\/?p=13497","title":{"rendered":"Dalai Lama, nelle stanze segrete dell\u2019ultimo signore del Tibet"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_13220\" style=\"width: 410px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-13220\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-13220\" src=\"http:\/\/www.sangye.it\/dalailamanews\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/hh-copia-23-e1551997285128.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"400\" \/><p id=\"caption-attachment-13220\" class=\"wp-caption-text\">Sua Santit\u00e0 il 14\u00b0 Dalai Lama del Tibet<\/p><\/div>\n<h2 class=\"western\" align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Sebbene sia in esilio, <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">il <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Dalai Lama resta il custode delle tradizioni religiose e culturali del suo popolo. La Cina, che ha colonizzato la regione himalayana, \u00e8 decisa a designarne il successore. Lui, che ha compiuto 84 anni, ha in mente una strategia per contrastare Pechino.<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/h2>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Un uomo pu\u00f2 scegliersi il suo destino. Anche una fede pu\u00f2 scegliersi il suo, di destino. Pi\u00f9 complicato \u00e8 quando le due scelte si intrecciano. Tenzin Gyatso il proprio destino ha provato pi\u00f9 volte a non subirlo da quando il 22 febbraio 1940 \u2014 non aveva ancora 5 anni, \u00e8 nato il 6 luglio 1935 \u2014 sal\u00ec sul trono del Tibet come quattordicesimo Dalai Lama, signore spirituale e, a quel tempo, temporale. Lavor\u00f2 a un accomodamento con la Cina comunista di Mao Zedong che nel 1950-51 aveva \u00abliberato\u00bb le aree tibetane (insieme costituiscono un quarto del territorio della Repubblica popolare), decise di fuggire in India nel marzo 1959 quando la morsa di Pechino si era fatta insopportabile, rinunci\u00f2 a rivendicare un\u2019impossibile indipendenza e, in ultimo, nel 2011 si spogli\u00f2 della propria autorit\u00e0 politica di leader del governo in esilio. \u00c8 adesso, a 84 anni, che la sorte di Tenzin Gyatso diventa davvero un tutt\u2019uno con quella della sua religione, il Buddhismo tibetano.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<h5 class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Il commissariamento delle attivit\u00e0 religiose<\/span><\/span><\/span><\/h5>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">In gioco, la sopravvivenza delle strutture gerarchiche che nei secoli hanno garantito la continuit\u00e0 di una tradizione spirituale sulla quale si basa l\u2019identit\u00e0 culturale di un popolo. <\/span><\/span><\/span><!--more--><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Due elementi minacciano di scatenare un corto circuito. La Cina, il primo. L\u2019et\u00e0, il secondo. La Cina, che ha ripartito tra diverse province il Tibet storico e le ha progressivamente (e con successo) colonizzate, continua a considerare Tenzin Gyatso un \u00ablupo vestito da agnello\u00bb, un fomentatore di rivolte che attenta all\u2019unit\u00e0 della madrepatria. Pechino ha sistematicamente avviato un\u2019opera di commissariamento delle attivit\u00e0 religiose e si prepara a gestire la successione del Dalai Lama. La sfida dottrinale e la guerriglia di opposti annunci stanno segnalando che molto cambier\u00e0 per i buddhisti tibetani sia nelle terre himalayane sia nella diaspora. La posta non \u00e8 un territorio ma una figura che ancora non c\u2019\u00e8: il quindicesimo Dalai Lama. Perch\u00e9 il quattordicesimo \u2014 meglio: il suo corpo \u2014 non \u00e8 immortale.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<h5 class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Vent\u2019anni di assedio e il sequestro di un bimbo eletto<\/span><\/span><\/span><\/h5>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Sono oltre vent\u2019anni che la Cina rende sempre pi\u00f9 sofisticato il suo assedio a Tenzin Gyatso. Nel 1995 ha sequestrato il bambino riconosciuto dal clero come Panchen Lama (la seconda autorit\u00e0 del buddhismo tibetano) sostituendolo con un Panchen Lama di sua fiducia; nel 1996 ha vietato il culto del Dalai Lama e ha bloccato sia l\u2019incremento del numero di monaci e monache in Tibet sia la costruzione di nuovi monasteri; nel 2007 ha promulgato una legge con la quale il governo avoca a s\u00e9 il diritto di nominare i lama reincarnati; nel 2011 ha stabilito che funzionari del partito comunista devono essere presenti nei monasteri per sorvegliarne le attivit\u00e0; infine, dal 2016, promuove una politica di sinizzazione di tutte le religioni intervenendo anche in campo dottrinario. E qui si arriva al paradosso, perch\u00e9 le autorit\u00e0 comuniste ripetono che saranno loro a guidare la scelta e la nomina del prossimo Dalai Lama: ancora nel marzo scorso il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Geng Shuang, ha ribadito che \u00abla reincarnazione dei Buddha viventi \u00e8 un\u2019istituzione peculiare del Buddhismo tibetano e segue una serie di regole e convenzioni. Ebbene, questo sistema \u00e8 tutelato e garantito da strumenti legali appositi e dunque la successione dei Buddha viventi, incluso il Dalai Lama, deve seguire le leggi cinesi\u00bb.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<h5 class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Un\u2019ingerenza solidamente preparata<\/span><\/span><\/span><\/h5>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Di fronte alla prospettiva di un\u2019ingerenza cos\u00ec solidamente preparata, il Dalai Lama ha cominciato a muoversi per tempo. Ha il carisma per farlo. Tenzin Gyatso \u2014 spiega a\u00a0<b>7<\/b>\u00a0Sam van Schaik, autore di\u00a0<i>Tibet. Storia di un popolo e di una nazione\u00a0<\/i>(Longanesi, 2015) \u2014 \u00abrimane la figura religiosa chiave per la stragrande maggioranza dei buddhisti tibetani, per quanto la sua autorit\u00e0 politica non sia pi\u00f9 quella di una volta, da quando ha rinunciato alle prerogative politiche\u00bb ed \u00e8 consapevole, aggiunge lo studioso, che \u00abun bis di quello che \u00e8 accaduto con il Panchen Lama \u00e8 pi\u00f9 che possibile\u00bb. Nella storia del Tibet le fasi di transizione tra la morte di un lama importante e il riconoscimento del successore sono state spesso travagliate da conflitti anche brutali. Ed \u00e8 cos\u00ec che il Dalai Lama ha deciso di contrattaccare. Nel 2011 ha suggerito un metodo alternativo per trovare il nuovo Dalai Lama, spiegando che i Bodhisattva superiori possono manifestarsi in diverse persone contemporaneamente, uno scenario teologico che consentirebbe di indicare un erede mentre il leader \u00e8 ancora in vita. Ha poi suggerito ulteriori possibilit\u00e0, che quasi sembrano scompaginare la cartesiana linearit\u00e0 dei cinesi: potrebbe reincarnarsi in una donna o fuori dai confini della Repubblica popolare, la stessa istituzione del Dalai Lama potrebbe essere soppressa, addirittura potrebbero essere i fedeli a nominarlo. L\u2019importante, ha aggiunto, \u00e8 che il prescelto abbia una ventina d\u2019anni, non sia dunque un bambino, troppo vulnerabile.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<h5 class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Un destino da reinventare<\/span><\/span><\/span><\/h5>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">In sostanza, come ha fatto sapere lo stesso Tenzin Gyatso, \u00ab\u00e8 particolarmente inappropriato che i comunisti cinesi, che respingono persino l\u2019idea di vite passate e future interferiscano con il sistema delle reincarnazioni\u00bb, anzi \u00abquest\u2019ostinata interferenza contraddice la loro ideologia e rivela il loro doppio standard\u00bb. Il cambio di paradigma suggerito dal Dalai Lama ha lo scopo di ostacolare anche l\u2019uso mirato che le autorit\u00e0 cinesi fanno delle consuetudini storiche tra Lhasa e Pechino di epoca tardo-imperiale, fino alla caduta della dinastia Qing (1912). Tuttavia la lotta rischia di essere impari. Dice a\u00a07\u00a0Robert Barnett, ricercatore all\u2019Universit\u00e0 di Cambridge e gi\u00e0 direttore del Modern Tibetan Studies Program alla Columbia University: \u00abSe i cinesi continuano a rifiutare un negoziato con il Dalai Lama, l\u2019esito quasi certo saranno due Dalai Lama. Quando il Dalai Lama dice che non si manifester\u00e0 di nuovo, beh, \u00e8 solo una formula retorica: \u00e8 prassi nella cultura tibetana, infatti, che i lama si mostrino modesti riguardo le loro capacit\u00e0 e ci si aspetta che siano i fedeli a chiedere loro di ritornare in un altro corpo\u00bb.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<h5 class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>Il sistema Vaticano: un conclave tra i lama<\/b><\/span><\/span><\/span><\/h5>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Tenzin Gyatso ha affermato che non gli dispiacerebbe il sistema vaticano, una sorta di conclave tra i lama di livello pi\u00f9 elevato, e toccher\u00e0 senz\u2019altro a qualcuno fuori dal Tibet. Ma la Cina non accetter\u00e0 mai una scelta fuori dal Paese. Anzi: sta gi\u00e0 persuadendo lama tibetani affinch\u00e9 appoggino colui che Pechino sceglier\u00e0, chiunque sia. Ci sono funzionari in ogni villaggio per controllare la situazione quando il Dalai Lama morir\u00e0\u00bb. In dieci anni oltre 150 tibetani (uomini e donne, religiosi e laici, adulti e ragazzi) si sono dati fuoco uccidendosi per protestare contro la presenza cinese: tutti inneggiavano al Dalai Lama, che tuttavia implora i fedeli di astenersi da atti cruenti come, appunto, l\u2019autoimmolazione.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<h5 class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>Il richiamo alla non-violenza del leader spirituale<\/b><\/span><\/span><\/span><\/h5>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Nello scetticismo delle nuove generazioni della diaspora, almeno a parole pi\u00f9 intransigenti , il leader spirituale raccomanda la non-violenza e chiede di distinguere tra governo e popolazione cinese. Ma, come ha scritto su\u00a0<i>China File\u00a0<\/i>la sinologa Jessica Batke, per 8 anni analista per il Dipartimento di Stato americano, \u00absenza la forza della presenza del Dalai Lama il rischio di violenza nelle aree tibetane della Cina aumenta in modo impressionante\u00bb. Pessimismo, forse realismo. Un destino di sangue che, per la sua terra e per s\u00e9, il quattordicesimo Dalai Lama non vuole scegliere. Piuttosto, meglio essere l\u2019ultimo dei Dalai Lama. Tenzin Gyatso \u00e8 salito sul trono che ancora non aveva cinque anni. Fuggito in India nel 1959, ha rinunciato a rivendicare una impossibile indipendenza. Pechino si prepara a ignorare le mosse dei monaci a lui fedeli e a nominare un Dalai Lama allineato al potere comunista.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<h5 class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">CARTA D\u2019IDENTIT\u00c0<\/span><\/span><\/span><\/h5>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>Origini &#8211;<\/b>\u00a0Tenzin Gyatso (al secolo Lhamo Dondrub) nacque il 6 luglio 1935 in una famiglia di agricoltori a Taktser, piccolo villaggio nel nordest del Tibet, ai confini con la Cina.<br \/>\n<b>Nomina &#8211;<\/b>\u00a0Nel 1939, una volta condotto al Potala, residenza dei Dalai Lama a Lhasa, capitale e cuore del Tibet, fu nominato XIV Dalai Lama nel corso di una solenne cerimonia.<br \/>\n<b>Esilio &#8211;<\/b>\u00a0Nel 1959 l\u2019esercito cinese, per stroncare la sollevazione contro Pechino organizzata dal movimento di resistenza tibetano, massacr\u00f2 migliaia di uomini, donne e bambini nelle strade di Lhasa e in altri luoghi. Nella notte del 17 marzo il Dalai Lama fugg\u00ec dal Tibet e arriv\u00f2 in India due settimane dopo, prendendo residenza a Dharamsala, dove vive tuttora.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<h1 class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #000080;\"><span lang=\"zxx\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">D<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000080;\"><span lang=\"zxx\"><a><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">i Marco Del Corona\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/a><\/span><\/span><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">2 agosto 2019 <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000080;\"><span lang=\"zxx\"><u><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/sette\/incontri\/19_agosto_02\/dalai-lama-stanze-segrete-dell-ultimo-signore-tibet-202cca54-b35f-11e9-aa67-42182a287159.shtml?fbclid=IwAR36ZKNtV94sV4l7L-K6jnssYCw8D_UG_MuCRC70hUTuLARCvh9A5EeuTjs\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">https:\/\/www.corriere.it\/sette\/incontri\/19_agosto_02\/dalai-lama-stanze-segrete-dell-ultimo-signore-tibet-202cca54-b35f-11e9-aa67-42182a287159.shtml?fbclid=IwAR36ZKNtV94sV4l7L-K6jnssYCw8D_UG_MuCRC70hUTuLARCvh9A5EeuTjs<\/span><\/span><\/span><\/a><\/u><\/span><\/span><\/h1>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sebbene sia in esilio, il Dalai Lama resta il custode delle tradizioni religiose e culturali del suo popolo. 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