{"id":1731,"date":"1999-08-26T14:26:21","date_gmt":"1999-08-26T12:26:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sangye.it\/dalailamanews\/?p=1731"},"modified":"2012-08-10T22:59:59","modified_gmt":"2012-08-10T20:59:59","slug":"dio-denaro-spodesta-buddha-nel-tibet-kitsch-dei-cinesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sangye.it\/dalailamanews\/?p=1731","title":{"rendered":"Dio-denaro spodesta Buddha nel Tibet kitsch dei cinesi"},"content":{"rendered":"<h1 class=\"western\">\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Repubblica \u2014 26 agosto 1999 \u00a0 pagina 17 \u00a0 sezione: POLITICA ESTERA <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">LHASA &#8211; Una fiumana di pellegrini percorre in senso orario -come vuole la liturgia &#8211; l&#8217; itinerario all&#8217;interno del grande Palazzo del Potala: <!--more-->una fiumana di turisti lo percorre invece in senso anti-orario, cos\u00ec, in teoria, le due correnti non dovrebbero ostacolarsi. Invece succede sempre, ovunque, nelle strettoie di un&#8217; erta scalinata, all&#8217; ingresso di una delle mille cappelle dove sulle pareti, sugli altari, persino pendenti dai soffitti, l&#8217; occhio che si abitua lentamente alla scarsa luce dei lumi a burro, scorge all&#8217; improvviso una ridda di immagini fantastiche, volti benevoli, ceffi demoniaci. Quando succede che pellegrini e turisti si affollino insieme, l&#8217; ingorgo \u00e8 tale che provoca l&#8217; immobilit\u00e0 assoluta dei pazienti pellegrini, degli scalpitanti turisti, per la maggior parte cinesi tra i quali spiccano rare teste bionde di alti occidentali. Arrivano finalmente i monaci a regolare il traffico, impartiscono ordini in cinese, la lingua dei turisti che sono anche i colonizzatori, e in tibetano, la lingua dei pellegrini che sono i colonizzati: fate largo! fate largo! E allora turisti e pellegrini riprendono lenti la loro marcia in direzione opposta ma poi, di nuovo, si scontrano in una sacra cappella dove bisogna chinarsi fino a porre il capo sotto la statua di un bodhisattva che elargisce al devoto la benedizione che un monaco per lui invoca a alta voce. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/h1>\n<h1 class=\"western\"><span><span><span><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> \u2026<!--more--><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/h1>\n<h1 class=\"western\">\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">La invoca in cinese, tanto per far prima. Per me chiede la benedizione della Longevit\u00e0 e io invece, come ho sentito che implorava un pellegrino davanti a me, chiedo quella della Grande pace. Il monaco mi sorride, invoca la divinit\u00e0 affinch\u00e9 conceda a me (e a bassa voce mormora &#8220;anche al Tibet&#8221;) la Grande pace. Ebbene, \u00e8 stato l&#8217; unico barlume di contestazione che sono riuscita a cogliere in questo paese che in Occidente \u00e8 diventato il simbolo ultimo di una spiritualit\u00e0 superiore minacciata di annientamento. Poca cosa, lo ammetto. Ma c&#8217; \u00e8 dell&#8217; altro ? O, come dice Odon Vallet, ormai il lamaismo tibetano ha pi\u00f9 devoti in Svizzera e in Dordogna che nel Paese delle Nevi? E potremmo anche aggiungere che ne ha tantissimi anche a Hollywood. &#8220;Ora i cinesi ci lasciano fare, dieci anni fa invece c&#8217; \u00e8 stata una vera e propria persecuzione&#8221;, mi spiega un tibetano sulla settantina, modi da gran signore, ex monaco come tanti, visto che fino a quarant&#8217; anni fa il trenta per cento dei tibetani maschi, cio\u00e8 mezzo milione di uomini, ragazzi e bambini, erano chiusi nei conventi. Ora i monaci saranno al massimo due o tremila, la maggior parte ha gettato la tonaca, la bella tonaca rosso-arancio, alle ortiche: per le persecuzioni dei cinesi o perch\u00e9, anche qui, il mondo cambia, \u00e8 cambiato? L&#8217; ex monaco ora si dedica con soddisfazione al commercio, ha un negozio di tappeti nella grande piazza del tempio di Jokhang. E mi parla a lungo del nuovo eroe del Tibet, il miliardario Denba Daji che ha fatto i soldi in Cina, soldi a palate in vari rami di attivit\u00e0, semplicemente comportandosi alla cinese, cercando cio\u00e8 il Profitto. Daji \u00e8 della fiera trib\u00f9 dei Khampa, i pastori-guerrieri dai lunghi capelli acconciati in trecce con turchesi e coralli. Nel 1992, a Canton, si \u00e8 tagliato i capelli e, da allora, veste normalmente anche se \u00e8 rimasto tibetano nel cuore. Ora sta portando a Lhasa i capitali che ha accumulato in Cina, ha costruito un albergo dove impiega soltanto personale tibetano, ha aperto una scuola di informatica per giovani tibetani, ha donato al Potala, un tempo la residenza invernale del Dalai Lama, una raccolta di bronzi e ori buddisti di valore inestimabile che lui stesso aveva un tempo sottratto; se non proprio gli stessi oggetti altri di eguale pregio comprati in Nepal, a Singapore, a Hong Kong. S\u00ec, questo Daji una volta era una specie di brigante, un ladro di cavalli, di suppellettili sacre. Il suo primo milione lo ha fatto contrabbandando proprio antichit\u00e0 tibetane. &#8220;Ma poi ha capito che i soldi non sono tutto ma servono, servono molto. E lui pensa che servano soprattutto a impedire che il nostro popolo sparisca, sopraffatto dai cinesi&#8221; mi spiega il mercante. &#8220;La verit\u00e0 &#8211; dice &#8211; \u00e8 che abbiamo poche speranze di sopravvivere se non impariamo a diventare competitivi. I cinesi vogliono sempre di pi\u00f9. Noi tibetani invece ci accontentiamo di poco, per questo dobbiamo assolutamente cambiare&#8221;. Vorrei incontrare Daji, il nuovo eroe del Tibet competitivo, ma non \u00e8 a Lhasa. Pare che sia in vacanza da qualche parte all&#8217; estero. Lui pu\u00f2 permetterselo, forse \u00e8 l&#8217; unico cittadino di questo paese che pu\u00f2 fare, oggi come oggi, il turista: perch\u00e9 questo paese, inutile illudersi, non \u00e8 pi\u00f9 il Tibet di cui parlava Giuseppe Tucci dove, quando calava la notte, sotto le tende i nomadi discutevano per ore e ore di religione e ogni uomo diventava cos\u00ec un dio, si &#8220;indiava&#8221;, come diceva Tucci. Anche qui \u00e8 arrivato il Dio Mercato. Ma sar\u00e0 questa nuova divinit\u00e0 a salvare i tibetani e il Paese delle Nevi sul quale si \u00e8 appena aperto un buco dell&#8217; ozono e in cui la rapidit\u00e0 dei mezzi di comunicazione (ti chiamano da Roma, rispondi al tuo cellulare, come se niente fosse) ha fatto sparire l&#8217; ombra di ogni mistero nutrito dalla lontananza? Il mondo ha un Tetto dove modernit\u00e0 e pensiero scientifico che nega ogni magia li hanno portati i cinesi, le cose stanno cos\u00ec e c&#8217; \u00e8 poco da fare. Ma, mentre ti aggiri per la piazza del monastero di Jokhang, tra devoti che si genuflettono fino a toccare la terra con la fronte, donne accovacciate che l\u00ec, anche davanti ai cinesi che fotografano, liberano i loro corpi di feci e urine, ti domandi: se la modernit\u00e0 l&#8217; avessero portata gli occidentali, sarebbe stato meglio? Al monastero di Drepung, sulla parete di faccia del portale, si scorge ancora un volto di Mao tracciato con un pennarello, con sotto la scritta augurale &#8220;Diecimila anni!&#8221;. Non si capisce se l&#8217; abbiano lasciato l\u00ec per culto o come &#8220;memento&#8221; delle distruzioni dell&#8217; epoca della Rivoluzione culturale, quando le giovani Guardie Rosse tibetane ( di sicuro ex-monaci) gareggiavano con le Guardie Rosse cinesi in vandalismo rivoluzionario. Al Norbu Lingka, un tempo il Palazzo d&#8217; Estate dei Dalai Lama, in un padiglione del grande parco dove visse l&#8217; attuale Dalai Lama fino al giorno della sua fuga in Occidente nel 1959, appeso sopra la porta della sua camera da letto, c&#8217; \u00e8 un quadro che rappresenta tre gattini che giocherellano con un ranocchio. La mia guida mi racconta che quel quadro \u00e8 stato regalato al giovane Dalai Lama nel 1957 da un funzionario del Partito comunista dell&#8217;URSS in visita a Lhasa. Io allora gli dico che finalmente ho capito perch\u00e9 il Dalai Lama \u00e8 scappato in India: per non vedersi pi\u00f9 davanti quei tre orridi micetti, diamine! Mi guarda sbigottito. No, il mio senso dell&#8217;humour \u00e8 fuori posto. Ma tutto puoi dire del Tibet meno che sia il regno del kitsch. E ora lo sta diventando, inesorabilmente, modernamente, vuoi all&#8217;occidentale vuoi alla cinese. I turisti, cinesi e non, sono delle pubblicit\u00e0 ambulanti: non hanno scarpa, maglietta, borsa sui quali non ci sia una &#8220;firma&#8221;, un marchio di fabbrica, segno, pensano loro, di mondializzazzione, di essere al passo con i tempi. I tibetani invece, pellegrini qui convenuti per la grande festivit\u00e0 di Shoton, la Saga dello Yogurt che dura tre giorni, sono vestiti, per lo pi\u00f9, da esseri umani che ancora non sono stati cooptati nel grande mercato mondiale. Addosso ai bambini vedi dei golfini fatti a mano dalle mamme, dalle zie, dalle nonne, con avanzi di lane dai diversi colori, cos\u00ec sono tutti golfini a righe alternate irregolarmente, golfini come quelli che anche da noi si facevano una volta per i pi\u00f9 piccoli disfando quelli vecchi e consunti, prima dell&#8217;era di Benetton. I turisti (cinesi e no) fotografano i bambini con questi golfini addosso, le madri che sferruzzano sui prati verdi, i padri che bevono birra e giocano rumorosamente a dadi, uomini e donne che defecano. Che bello il Tibet, che pace, che autenticit\u00e0! Seduto vicino a me, su di una panchina, un cinese dall&#8217; aria importante, occhiali da sole di marca, dice alla sua elegantissima e firmatissima compagna: &#8220;Qui s\u00ec che varrebbe la pena di investire un po&#8217; di soldi per fare un bel parco a tema&#8221;. S\u00ec, il Tibet come grande &#8220;parco a tema&#8221;. Vanno molto adesso in Cina i &#8220;parchi a tema&#8221;; l&#8217; idea \u00e8 pi\u00f9 moderna di quella della &#8220;riserva&#8221;, tipo le &#8220;riserve indiane&#8221; del Nord America, ormai datate, noiosissime, tutto falso. Invece qui \u00e8 tutto vero, ma potrebbe diventare falso dall&#8217; oggi al domani perch\u00e9 la distinzione tra realt\u00e0 e finzione si fa sempre meno chiara. I tibetani gi\u00e0 stanno vivendo, desiderosi come sono di modernit\u00e0, diciamolo pure, di Cina, in una sorta di &#8220;esilio mentale&#8221;. &#8220;Noi ci sentiamo cos\u00ec lontani&#8221;, mi ha detto la ragazza che tutte le mattine lava i tovaglioli in una catinella d&#8217; acqua sporca davanti al ristorante dell&#8217;ostello dove abito. Ma lontani da dove?. Io so quasi per certo che sono lontana da casa mia. Ma lei a casa sua c&#8217; \u00e8. E allora? C&#8217; \u00e8 qualcosa che non quadra, in lei, in Tibet, in tutte le situazioni cos\u00ec false da sembrare pi\u00f9 vere del vero, create dal regista di un &#8220;Truman-show&#8221; planetario, spettacolo che si potrebbe far sparire da tutti i nostri teleschermi se soltanto si avesse il coraggio di dire che il Re \u00e8 nudo. Ma non \u00e8 nudo, porta abiti firmati, il Re del nostro villaggio globale. 2 (fine) &#8211; <\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">dal nostro inviato RENATA PISU <\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #800000; font-family: Arial, sans-serif; font-size: x-small;\"><a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1999\/08\/26\/dio-denaro-spodesta-buddha-nel-tibet-kitsch-dei.html\">http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1999\/08\/26\/dio-denaro-spodesta-buddha-nel-tibet-kitsch-dei.html<\/a><\/span><\/p>\n<\/h1>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Repubblica \u2014 26 agosto 1999 \u00a0 pagina 17 \u00a0 sezione: POLITICA ESTERA LHASA &#8211; Una fiumana di pellegrini percorre in senso orario -come vuole la liturgia &#8211; l&#8217; itinerario all&#8217;interno del grande Palazzo del Potala:<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[3],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sangye.it\/dalailamanews\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1731"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sangye.it\/dalailamanews\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sangye.it\/dalailamanews\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sangye.it\/dalailamanews\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sangye.it\/dalailamanews\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1731"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.sangye.it\/dalailamanews\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1731\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5749,"href":"https:\/\/www.sangye.it\/dalailamanews\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1731\/revisions\/5749"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sangye.it\/dalailamanews\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1731"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sangye.it\/dalailamanews\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1731"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sangye.it\/dalailamanews\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1731"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}