{"id":1809,"date":"1999-10-26T16:39:22","date_gmt":"1999-10-26T14:39:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sangye.it\/dalailamanews\/?p=1809"},"modified":"2012-08-10T23:00:21","modified_gmt":"2012-08-10T21:00:21","slug":"prima-o-poi-la-cina-capira-il-tibet-avra-la-sua-autonomia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sangye.it\/dalailamanews\/?p=1809","title":{"rendered":"Prima o poi la Cina capir\u00e0 il Tibet avr\u00e0 la sua autonomia"},"content":{"rendered":"<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Repubblica \u2014 26 ottobre 1999 \u00a0 pagina 13 \u00a0 sezione: POLITICA ESTERA <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">ROMA &#8211; Come una ruota tibetana della preghiera, gira la porta a bussola dell&#8217; albergo Parco dei Principi, gira sospinta da mani di fedeli, di curiosi, di clienti ottobrini storditi dall&#8217; annunciata epifania, l&#8217; apparizione del Santo che finalmente si materializza. Entra il XIV Dalai Lama,<!--more--> in saio da monaco buddista, cammina veloce, un gesto di saluto per tutti, una benedizione appena accennata, una carezza su qualche testa chinata a riceverla. Poi sale sempre di corsa nel suo appartamento, ti stringe la mano con impeto e forza, probabilmente per evitare genuflessioni, devoti convenevoli. Fa cenno di prendere posto, \u00e8 calmo, si presume, interiormente, ma esteriormente d\u00e0 l&#8217; impressione di andare di fretta, di essere bruciato da una sorta di ansia. Glielo faccio notare, domando se non si tratta di una contraddizione. Risponde che forse lo \u00e8 ma che lui, il capo spirituale e politico del Tibet, un tempo una teocrazia, oggi niente, ovvero una provincia della Repubblica Popolare cinese, \u00e8 un uomo che nel XX secolo \u00e8 entrato di fretta, da &#8220;nuovo venuto&#8221;, perch\u00e9 ha vissuto infanzia e adolescenza nel Paese delle Nevi, sul Tetto del Mondo &#8220;tagliato fuori da tutto&#8221;. E ha dovuto imparare tutto il nuovo, quello che c&#8217; \u00e8 sotto il Tetto, in fretta, per stare al passo con questo secolo che sta finendo e dal quale il Dalai Lama sembra voler uscire con la stessa fretta con cui ci \u00e8 entrato. Perch\u00e9, spiega, nel futuro c&#8217; \u00e8 speranza, cio\u00e8 nel secolo a venire. Risponde alle domande, ma \u00e8 un discorso informale, aperto. Accetta obiezioni, chiede suggerimenti, li d\u00e0. Cosa ci ha portato di bene e di male il secolo che finisce? &#8220;All&#8217; inizio del secolo si pensava che governi centralizzati, autoritari, fossero vincenti, ora si comincia a capire che il fattore chiave \u00e8 l&#8217; iniziativa umana individuale, si promuovono i diritti umani, si crede nell&#8217; autodeterminazione. Non le sembra meglio? Poi, tra le varie religioni c&#8217; era diffidenza, non si comunicava, invece oggi si comincia a capire che possiamo convivere, cercare insieme l&#8217; armonia e questo \u00e8 un bene. Ma oggi si pensa anche a proteggere l&#8217; ambiente, una volta non si sapeva nemmeno cosa volesse dire ecologia. Cos\u00ec, credo proprio che ci siano delle buone speranze. Ma lei sa come \u00e8 ridotto il suo Tibet? Migliaia di colline spogliate di tutti gli alberi, i cinesi stessi colpevoli di questo disastro ora hanno riconosciuto che le inondazioni da loro subite di recente sono conseguenza della deforestazionme selvaggia del Tibet&#8230; &#8220;Lo so, purtroppo lo so. Ma io parlavo del mondo in genere, non del suo Tetto, della gente in genere, non dei governanti cinesi che per\u00f2 capiranno anche loro, me lo auguro&#8221;. Non la stupisce il fatto che ci siano tanti buddisti in Occidente? Si \u00e8 mai chiesto perch\u00e9? &#8220;Io penso che sia nella natura umana volere sempre qualcosa di nuovo, cambiare vestito, cambiare pettinatura&#8230; (ride) provare una nuova religione, non si sa mai potrebbe farmi bene, pensa la gente. E forse \u00e8 cos\u00ec davvero perch\u00e9 le religioni orientali hanno delle pratiche del corpo, delle discipline come lo yoga, dei metodi di respirazione, il buddismo soprattutto, che fanno bene allo spirito. Ma io ho gi\u00e0 detto e continuo a ripetere che \u00e8 meglio che ognuno segua la propria fede tradizionale. Conosco degli occidentali che hanno abbracciato il buddismo e adesso hanno una gran confusione in testa, peggio di prima&#8221;. E cosa pensa del New Age, delle cosiddette Nuove Religioni? &#8220;Mi sembra che si tratti di prendere di tutto un po&#8217; e di mischiare cose diverse in un gran calderone. Per carit\u00e0, penso che sia meglio che ciascuno segua le proprie autentiche tradizioni, magari innovando qualcosa ma non fondando una &#8220;nuova religione&#8221;, non ha senso&#8221;. Che significa innovare una antica tradizione? &#8220;Le faccio un esempio. I nostri monaci hanno sempre meditato in isolamento, non sono mai stati al servizio della societ\u00e0 anche se il Principio Primo del Buddha \u00e8 la Compassione. I fratelli cristiani invece si dedicano attivamente al prossimo e noi vogliamo imparare la loro esperienza, la vogliamo fare nostra&#8221;. E i nostri monaci cosa dovrebbero imparare dai vostri? &#8220;Tante cose, non saprei, forse certe pratiche di meditazione, certe tecniche. Ma non ho approfondito l&#8217; argomento a sufficienza, sono talmente preso da questioni contingenti, purtroppo&#8221;. Si riferisce alla situazione del suo paese occupato? &#8220;S\u00ec, anche. La Cina si preoccupa di mantenere la stabilit\u00e0 e l&#8217; unit\u00e0. Ma come si fa a mantenerele con le armi? Io l&#8217; ho gi\u00e0 dichiarato pi\u00f9 volte, sono per la moderazione, chiedo l&#8217; autonomia politica e amministrativa per il Tibet ma i nostri giovani la vedono diversamente, vogliono l&#8217; indipendenza&#8221;. Cos\u00ec nel suo governo in esilio in India, si \u00e8 formata un&#8217; opposizione alla sua linea? &#8220;In un certo senso s\u00ec, ma io ho un dialogo con i ragazzi del Congresso della Giovent\u00f9 Tibetana. Ammiro il loro entusiasmo, il loro coraggio, ma ora penso che ci voglia calma, penso che anche la Cina cambier\u00e0, prima o poi&#8221;. Che rapporti ha oggi con il governo comunista cinese? &#8220;Pessimi, qualsiasi cosa io faccia o dica, loro mi accusano di fomentare complotti contro- rivoluzionari. Ho scritto lettere e lettere a Deng Xiaoping, a Jiang Zemin, mai una riga di risposta, mai&#8221;. E Mao, lei lo ha conosciuto personalmente? &#8220;Certo, ho vissuto quattro mesi a Pechino tra la fine del 1954 e l&#8217; inizio del 1955 e lo incontravo spesso, avevamo lunghe conversazioni, era un grande leader, un grande rivoluzionario&#8221;. Detto da lei &#8220;rivoluzionario&#8221; \u00e8 un complimento o un insulto? &#8220;Preferirei un altro termine, non credo molto alle rivoluzioni, piuttosto alle evoluzioni, pi\u00f9 graduali, pi\u00f9 morbide. Per\u00f2 Mao era uno che ha cambiato la Cina alla grande e ce n&#8217; era proprio bisogno di cambiamenti, in Cina come anche in Tibet. Negli Anni Cinquanta Mao era davvero fantastico. Poi \u00e8 subentrata una fase estremista, distruttiva, non capisco perch\u00e9. Comunque sono sicuro che se la Cina avesse seguito lo spirito genuino del comunismo di Mao degli Anni Cinquanta, ora sarebbe un paese molto pi\u00f9 prospero. E anche col Tibet non ci sarebbero stati problemi, non ci sarebbe nessuna &#8220;questione tibetana&#8221;&#8221;. Che effetto le fa di essere qui a Roma, la Citt\u00e0 Santa della Cristianit\u00e0, ospite dell&#8217; ex Partito Comunista Italiano? &#8220;Guardi, a me la parola comunismo non fa affatto paura. Come le ho detto prima, Mao agli inizi era un ottimo uomo politico e io devo mettere bene in chiaro che come monaco buddista non posso non avere una mentalit\u00e0 di sinistra. La dottrina sociale e economica del marxismo \u00e8 stata tradita dai totalitarismi che l&#8217; hanno fatta propria, ma \u00e8 buona. Sono venuto qui a Roma qualche anno fa e ricordo che allora Achille Occhetto mi diceva che si poneva il problema se cambiare o no il nome al suo partito. E io gli ho detto di non cambiarlo, non \u00e8 il nome che conta, \u00e8 la sostanza, \u00e8 il tipo di leadership collettiva che conta. L&#8217; orrore e l&#8217; errore \u00e8 il totalitarismo&#8221;. Che speranza ha che il totalitarismo sparisca in Cina? &#8220;Buone speranze, sparir\u00e0. Con il tempo sparir\u00e0&#8221;. Sta ragionando in termini di secoli? &#8220;No, sono un uomo che vive in fretta. Vedo ovunque buoni auspici, il sostegno che sta riscuotendo ovunque la causa tibetana \u00e8 uno di questi buoni auspici, come lo \u00e8 il fatto che tanti cinesi, giovani, intellettuali, artisti, stiano cominciando a capire, a contestare. Lei, da quarant&#8217; anni in esilio, pensa di tornare presto sul Tetto del Mondo? &#8220;Presto non so, prima o poi s\u00ec. Sono ottimista&#8221;. E come torner\u00e0? Come cittadino o come Dalai Lama? &#8220;Questo lo decider\u00e0 il popolo tibetano. Io non voglio essere capo religioso e politico assieme, posso essere l&#8217; uno o l&#8217; altro, non necessariamente svolgere le due funzioni. E posso anche diventare un semplice cittadino tibetano quando il Tibet sar\u00e0 democratico&#8221;. Le piacerebbe che fosse social-democratico? &#8220;Ecco, sarebbe proprio l&#8217; ideale&#8221;. &#8211; <\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">di RENATA PISU<\/span><\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Repubblica \u2014 26 ottobre 1999 \u00a0 pagina 13 \u00a0 sezione: POLITICA ESTERA ROMA &#8211; Come una ruota tibetana della preghiera, gira la porta a bussola dell&#8217; albergo Parco dei Principi, gira sospinta da mani di fedeli, di curiosi, di clienti ottobrini storditi dall&#8217; annunciata epifania, l&#8217; apparizione del Santo che finalmente si materializza. 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