{"id":4486,"date":"2005-04-09T12:07:56","date_gmt":"2005-04-09T10:07:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sangye.it\/dalailamanews\/?p=4486"},"modified":"2012-08-10T23:26:25","modified_gmt":"2012-08-10T21:26:25","slug":"l%e2%80%99informazione-clandestina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sangye.it\/dalailamanews\/?p=4486","title":{"rendered":"L\u2019informazione clandestina"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"text-decoration: none;\"><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019informazione clandestina<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/span><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"text-decoration: none;\"><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> Intervista a T. Dodin, direttore di Tibet Information Network (TIN) <\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ho letto che ancora oggi in Tibet vengono prodotte diverse pubblicazioni clandestine. In cosa consistono? Attraverso quali circuiti vengono distribuite? <!--more--><\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Dipende dalla definizione di clandestinit\u00e0. In Tibet e in Cina, tutto quel che viene stampato \u00e8 posto sotto stretta osservazione e questo ha portato alla circolazione sotterranea di tutto quello che non \u00e8 permesso dal governo. Ma non si pu\u00f2 immaginare una rete di comunicazioni bene organizzata, si tratta per lo pi\u00f9 di produzioni limitate regionalmente, spesso scritte e distribuite a mano. Non bisogna dimenticare che attualmente poche persone parlano tibetano, i giovani vengono istruiti in lingua cinese e questo limita molto il pubblico della stampa non ufficiale.<\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Poi c\u2019\u00e8 anche un livello di informazione che non \u00e8 esattamente clandestina; la situazione \u00e8 cambiata in Tibet, le persone sono scontente come lo erano una volta ma hanno imparato a seguire di pi\u00f9 il sistema, in molti hanno raggiunto la conclusione che fare cose illegali pu\u00f2 metterli seriamente in pericolo. Quello che fanno \u00e8 tentare di usare il sistema nei modi in cui a loro \u00e8 concesso per crearsi una piccola libert\u00e0. Dunque ci sono molte pubblicazioni locali che non sono ufficiali, parlano di cultura in generale, ma hanno una grande rilevanza politica. C\u2019\u00e8 una certa tolleranza nei loro confronti, dovuta al fatto che molti rappresentanti dello Stato sono tibetani e dunque chiudono un occhio, anche se non sempre. Sono sempre di pi\u00f9 i giovani tibetani educati in cinese, con una discreta conoscenza del mondo moderno; ci sono siti internet fatti da tibetani per i tibetani, ma in cinese: questi sono veicoli per l\u2019informazione su quel che accade in Tibet, ma possono presentare i fatti solo in modo indiretto e allusivo.<\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> <\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">I media ufficiali invece sono molto omologati, rispondono tutti alle agenzie stampa del governo centrale come Xinua. I redattori leggono quelle notizie ogni giorno e ne deducono cosa possono scrivere e che cosa no. \u00c8 un meccanismo basato non tanto sulla repressione, quanto sulla paura, sull\u2019auto censura.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Sono pochi I tibetani che attualmente lavorano nei media ufficiali, ci sono motivazioni politiche o\u00a0 semplicemente per loro non \u00e8 possibile? <\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">In Tibet ci sono pubblicazioni in tibetano, specialmente in internet, ma sono dirette dai cinesi, pura propaganda governativa. Non sono scritte direttamente in tibetano, sono traduzioni di materiale in cinese. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">In linea di principio ai tibetani \u00e8 permesso accedere alla professione giornalistica, il governo cinese \u00e8 felice se un tibetano prende una posizione pubblica, perch\u00e9 lo si pu\u00f2 indicare come un tibetano felice sotto la legge cinese. Il punto non \u00e8 sopprimere, \u00e8 controllare. Per questo, in linea di principio, la via per diventare giornalisti \u00e8 la stessa sia per un tibetano sia per un cinese. I problemi vengono dal fatto di non essere madrelingua e di avere ricevuto un\u2019educazione molto pi\u00f9 povera \u2013sono moltissimi i tibetani che non ricevono alcuna educazione e pochissimi quelli che possono arrivare all\u2019universit\u00e0 -. Ma in definitiva, se anche il governo pone delle corsie preferenziali per integrare i tibetani, in pratica per\u00f2 interviene nel determinare tutte le singole assunzioni: voglio dire che a parit\u00e0 di competenze tra un tibetano ed un cinese verr\u00e0 sempre scelto un cinese, e questo significa che un tibetano per essere assunto deve essere molto migliore. Non si tratta di un atteggiamento in s\u00e9 anti tibetano, \u00e8 semplicemente il modo in cui i cinesi fanno le cose. Quella cinese \u00e8 una societ\u00e0 arcaica, auto protettiva nei comportamenti. Ci sono dunque grandi difficolt\u00e0 per ottenere un lavoro nei media in Tibet, ma la cosa importante \u00e8 che una volta che si \u00e8 dentro si pu\u00f2 scrivere solo quello che gli altri si aspettano che si scriva. Pertanto non fa nessuna differenza nel funzionamento di un giornalista tibetano o cinese. I giornalisti tibetani per\u00f2, non vengono visti dai connazionali come traditori, le persone sono consapevoli della situazione, sanno che ognuno deve sopravvivere e che un lavoro come giornalista \u00e8 quasi una posizione ufficiale perch\u00e9 i media sono controllati dallo stato come organi indiretti.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Un altro problema per l\u2019informazione \u00e8 dato dalla scarsit\u00e0 di Ong operanti in Tibet. Ci sono meno proteste, meno copertura delle proteste e un collegamento tra le due cose: il riconoscimento che alla ribellione, considerati i rischi che comporta, non corrisponde una risposta n\u00e9 mediatica n\u00e9 politica. Pensa che le Ong in Tibet debbano assumere un atteggiamento meno timido su questioni collegate ai diritti umani? O che il loro silenzio sia funzionale agli obbiettivi che si pongono? <\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">In Cina tutto \u00e8 controllato come in pochi altri posti al mondo, e nessuno, a livello internazionale ha davvero interesse a mettere pressione affinch\u00e9 si permetta una maggiore trasparenza. Quello che i politici hanno a cuore sono la diplomazia e gli affari, cos\u00ec la Cina pu\u00f2 permettersi di fare cose che nessun\u2019altra nazione potrebbe. Le Ong operanti in Tibet devono prendere atto dell\u2019esistenza di una strettissima rete di informatori e osservatori attenti a tutto quello che \u00e8 straniero, in particolare, le Ong internazionali usano impiegare personale locale ma sono anche consapevoli che tra le persone con cui lavorano ci possono essere spie del governo, senza sapere chi. Non c\u2019\u00e8 modo di nascondere qualcosa, questo rende molto stretta la strada per i movimenti. Ma i non cinesi e non tibetani che lavorano in Tibet, almeno loro, vedono tutto quello che succede e possono riportare molte cose. Anche in questo campo dunque c\u2019\u00e8 un alto livello di auto-censura, al livello della paranoia, non sai mai in chi avere fiducia. Dunque penso che le Ong non parlino molto semplicemente perch\u00e9 non possono permetterselo. \u00c8 lo stesso problema che c\u2019\u00e8 a livello internazionale, nessuno fa il primo passo: dovrebbero iniziare a parlare tutte assieme; in fondo sono importanti per la Cina, e possono anche condizionare l\u2019opinione pubblica internazionale.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Come si ottengono le informazioni dall\u2019interno del territorio tibetano? <\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Oggi le informazioni possono uscire dal Tibet con relativa facilit\u00e0, basta alzare il telefono: \u00e8 rischioso ma possibile, potresti essere controllato o semplicemente non essere in grado di metterti in comunicazione con il mondo esterno, ma la prassi \u00e8 quella di fare una telefonata a qualche amico che vive fuori del Tibet, anche in Cina, e a sua volta costui trasmetter\u00e0 le informazioni a livello internazionale. Il governo pu\u00f2 rendere la vita difficile o limitare la quantit\u00e0 delle informazioni che filtrano, ma non pu\u00f2 fermarle completamente. Quando abbiamo iniziato, negli anni \u201980, la maggior fonte di informazione erano le audio cassette e i foglietti che i tibetani accartocciavano e mettevano nelle mani degli internazionali diretti all\u2019aeroporto per portarli fuori dal paese. \u00a0Accadeva una cosa simile con le carceri, da cui uscivano manifesti di organizzazioni solidali. Oggi non \u00e8 pi\u00f9 necessario. Radio Free Asia per esempio pubblica ogni due giorni informazioni dal Tibet, hanno una rete di informatori dall\u2019interno, oltre a persone che entrano ed escono per affari,. Quando si va in Tibet non si deve mai tentare di fare interviste alle persone, la cosa peggiore che pu\u00f2 capitare a un giornalista straniero \u00e8 essere espulso dal paese, ma per i locali che vengono coinvolti sarebbe molto pericoloso. Bisogna stare attenti perch\u00e9 in realt\u00e0 non si pu\u00f2 mai sapere con chi si sta parlando, possono essere poliziotti in borghese o informatori. Noi non facciamo mai interviste in Tibet, intervistiamo i tibetani che escono dal paese o comunichiamo con loro tramite altre persone. Abbiamo una grande rete di persone che entrano ed escono dal Paese, unendo tutte le testimonianze assieme riusciamo spesso ad avere un discreto quadro della situazione. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Come fate a verificarle? <\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Siccome i tibetani sono sempre pi\u00f9 cauti nel discutere di politica, per la paura di essere ascoltati e denunciati, diventa sempre pi\u00f9 difficile separare i fatti dalle voci. Le storie possono impiegare mesi a collimare, \u00e8 necessario molto lavoro di controlli incrociati e valutazioni. Tuttavia non \u00e8 pensabile aggirare gli standard di verifica dell\u2019accuratezza delle notizie, perch\u00e9 \u00e8 molto facile per le autorit\u00e0 negare tutto se non si possono indicare nomi, luoghi, date e prove. Le informazioni sono anche strumenti essenziali per il processo di dialogo con la Cina, non possono essere grossolane. Il nostro lavoro \u00e8 molto difficile, abbiamo molte pi\u00f9 informazioni di quante ne possiamo pubblicare, perch\u00e9 non scriviamo nulla prima di averlo verificato; ecco perch\u00e9 non stiamo troppo appresso alle news veloci, ci occupiamo invece di produrre report accurati, che ovviamente richiedono pi\u00f9 tempo. Procediamo confrontando diverse fonti e verificando i dettagli. Un racconto con pochi dettagli di solito \u00e8 meno affidabile di uno che ne abbia molti; certo delle notizie falsificate ad hoc sarebbero ricche di dettagli, ma \u00e8 raro che i tibetani ci propinino dei falsi totali. Dai dettagli si capisce anche fino a che punto una persona conosce quello di cui sta parlando.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Che giudizio d\u00e0 del ruolo del Governo Tibetano in Esilio in India nella produzione di informazione alternativa rispetto a quella ufficiale cinese? Ritiene che le redazioni di Dharamsala siano una fonte obbiettiva? <\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00c8 un governo, e i governi non sono mai oggettivi, i governi pubblicano solo le informazioni che pensano la gente dovrebbe leggere. Quello che \u00e8 particolarmente notevole nella loro selezione \u00e8 che non pubblicano news generali sul Tibet, non cercano nemmeno di essere sistematici. Il governo in esilio deve rappresentare i tibetani e gestire i loro affari in India e nel mondo prima che diffondere informazione. A Dharamsala vengono prodotte alcune riviste in tibetano che riflettono le posizioni del governo, ma in generale, la copertura mediatica intorno al Tibet \u00e8 pi\u00f9 concentrata sui tibetani in esilio, le attivit\u00e0 del Dalai Lama e le prospettive di dialogo con la Cina che su quanto accade dentro al Tibet.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019informazione clandestina Intervista a T. Dodin, direttore di Tibet Information Network (TIN) Ho letto che ancora oggi in Tibet vengono prodotte diverse pubblicazioni clandestine. In cosa consistono? 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