{"id":4499,"date":"2007-09-09T13:07:13","date_gmt":"2007-09-09T11:07:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sangye.it\/dalailamanews\/?p=4499"},"modified":"2012-03-24T13:15:17","modified_gmt":"2012-03-24T11:15:17","slug":"generazione-indipendente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sangye.it\/dalailamanews\/?p=4499","title":{"rendered":"Generazione Indipendente"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><em><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><\/span><\/span><\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong><\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong><\/p>\n<div id=\"attachment_4500\" style=\"width: 488px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4500\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-4500 \" title=\"le-bimbe-della-scuola-dharamsala-2008\" src=\"http:\/\/www.sangye.it\/dalailamanews\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/le-bimbe-della-scuola-dharamsala-2008.jpg\" alt=\"le bimbe della scuola dharamsala\" width=\"478\" height=\"308\" srcset=\"https:\/\/www.sangye.it\/dalailamanews\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/le-bimbe-della-scuola-dharamsala-2008.jpg 797w, https:\/\/www.sangye.it\/dalailamanews\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/le-bimbe-della-scuola-dharamsala-2008-300x193.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 478px) 100vw, 478px\" \/><p id=\"caption-attachment-4500\" class=\"wp-caption-text\">le bimbe della scuola dharamsala<\/p><\/div>\n<p><\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong><\/strong><\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><em>di Marco Pavan.<\/em><\/span><em><strong> <\/strong><\/em><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"text-decoration: none;\"><span style=\"font-family: Verdana,sans-serif;\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Le nuove generazioni di esuli tibetani non vogliono pi\u00f9 trattare coi cinesi e contestano il Dalai Lama<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #993300;\"><strong><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">A Dharamsala<\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">. India del nord, qui nel 1959 si sono rifugiati gli esuli fuggiti dal Tibet e qui si trova la sede del governo in esilio presieduto dal Dalai Lama. La volont\u00e0 di autodeterminazione del popolo tibetano, oltre che con la Cina, si scontra con le divisioni interne e con le meccaniche del passaggio generazionale. Oggi nuovi leader catturano l\u2019attenzione dei giovani rifugiati e chiedono l\u2019indipendenza del Tibet, come il poeta e attivista trentenne Tenzin Tsundue. Lo abbiamo incontrato quando la polizia indiana gli aveva appena impedito di muoversi dalla citt\u00e0 di residenza, mentre il presidente cinese Hu Jintao visitava il Paese. Tsundue afferma che i giovani oggi credono\u00a0 sia possibile criticare l\u2019operato del Dalai Lama e\u00a0 soprattutto come sia necessario agire in modo pi\u00f9 incisivo. Un altro tibetano, l\u2019ex-guerrigliero Lhasang Tsering, sostiene che quella del governo in esilio \u00e8 una \u201cin azione\u201d che danneggia il popolo tibetano mentre lascia alla Cina la possibilit\u00e0 di comportarsi da potenza colonizzatrice. Il governo dovrebbe indicare chiaramente la m\u00e9ta da raggiungere ai giovani nati a Dharamsala che non conoscono la terra dei loro padri.<!--more--><\/span><\/span><strong><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il buco sul tetto del mondo.<\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> \u00abI cinesi stanno facendo un buco sul \u201ctetto del mondo\u201d, \u00e8 un problema che riguarda tutti noi. L\u2019identit\u00e0 culturale del Tibet \u00e8 fortemente minacciata dal trasferimento di migliaia di cinesi. E quando il tetto \u00e8 danneggiato, l\u2019intera casa \u00e8 in pericolo.\u00bb Cos\u00ec l\u2019ex guerrigliero Lhasang Tsering esprime tutta la preoccupazione per il suo popolo. Attualmente vive vendendo libri usati a Dharamsala, nell\u2019India del nord. Little Lhasa, cos\u00ec viene chiamata, \u00e8 una cittadina di venti mila abitanti che si trova in quella parte del Paese stretta tra Cina e Pakistan, poco distante dalle tensioni che scuotono il Kashmir. Qui, nel 1959, si \u00e8 rifugiato Sua Santit\u00e0 il Dalai Lama, fuggito dall\u2019invasione cinese del Tibet del 1950. Dharamsala \u00e8 divisa in due, geograficamente e culturalmente. La parte bassa \u00e8 abitata dagli indiani, mentre a McLeod Ganj, la parte superiore distante qualche chilometro, vive la comunit\u00e0 tibetana, dove si trovano tempio buddista e residenza del Dalai Lama. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #993300;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Per le strade di <\/span><\/span><em><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Upper<\/span><\/span><\/em><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> Dharamsala si respira un\u2019aria diversa, poco indiana. Lo sguardo viene catturato dai vestiti color ocra dei monaci buddisti. Oppure si sofferma sulla targa di una motocicletta con la bandiera tibetana e la frase \u201cTime is running out, save Tibet\u201d (il tempo sta scadendo, salvate il Tibet) Le colorate bandiere delle preghiere, appese sui tetti di molte case, si stagliano contro il cielo. Sullo sfondo, le nevi dei primi contrafforti himalayani ricordano che il Tibet non \u00e8 molto lontano. E a tornare nella terra dei padri pensano i rifugiati di Dharamsala. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #993300;\"> <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #993300;\"><strong><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Indipendenza addio<\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">. Il Dalai Lama e il governo in esilio non lottano pi\u00f9 per l\u2019indipendenza del Tibet, ma chiedono che il loro Paese possa avere un\u2019autonomia effettiva all\u2019interno della Repubblica Popolare Cinese. Il governo di Pechino, da parte sua, continua ad affermare che il \u201ctetto del mondo\u201d \u00e8 sempre stato parte della madrepatria e che la Regione Autonoma del Tibet gode di una reale autonomia amministrativa. Ma dopo quasi mezzo secolo di esilio, una parte dei tibetani sta perdendo la fiducia nella capacit\u00e0 del Dalai Lama e del governo di sbloccare la situazione. Stanchi di questa immobilit\u00e0 i giovani della seconda generazione, nati in India, si affidano a nuovi leader, come il trentenne poeta e attivista Tenzin Tsundue.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #993300;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Tsundue, nato a Dharamasala, aveva conosciuto il Tibet solo attraverso i racconti dei genitori e degli anziani. A ventidue anni, \u00abse siete vicino a quell\u2019et\u00e0 preparatevi \u2013 avverte \u2013 farete qualcosa di folle\u00bb, ha deciso che doveva conoscere personalmente quello per cui voleva lottare. Da solo e a piedi, dopo aver attraversato la regione indiana del Ladakh, \u00e8 entrato in Tibet. Senza pensare a ci\u00f2 che stava rischiando, ha attraversato il confine, stupito della facilit\u00e0 con cui poteva farlo, per vedere la sua patria almeno una volta. Dopo alcuni giorni \u00e8 stato arrestato dalla polizia di frontiera cinese, interrogato, picchiato e imprigionato per tre mesi prima di essere espulso e rimandato in India.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #993300;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Tsundue \u00e8 diventato un esempio da seguire in particolare quando, nel 2002, ha scalato fino al quattordicesimo piano le impalcature che circondavano un albergo di Bombay che ospitava l\u2019allora primo ministro cinese Zhu Rongji in visita in India. Prima di essere arrestato dalla polizia ha fatto in tempo a srotolare uno striscione con lo slogan \u201cTibet libero: Cina vattene\u201d e a sventolare la bandiera tibetana.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #993300;\"> <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #993300;\"><strong><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Contestatore delle autorit\u00e0<\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> Tenzin Tsundue lo si pu\u00f2 incontrare negli internet caf\u00e8 di Dharamsala mentre mantiene i contatti con gli attivisti tibetani, sparsi in tutta l\u2019India. Grandi occhiali scuri, una lunga treccia nera, porta in fronte una fascia rossa, simbolo della sua lotta, che non si toglier\u00e0 finch\u00e9 il Tibet non sar\u00e0 libero. Parla lentamente, misurando le parole. Lunghe frasi interrotte da pause pensierose. Afferma che l\u2019unica soluzione accettabile \u00e8 la totale indipendenza del Tibet. E per questo i giovani tibetani devono lottare, attivamente. La non-violenza \u00e8 la strada da seguire e il Dalai Lama colui che deve guidare i tibetani, ma Tsundue sottolinea che vi \u00e8 una frattura generazionale. I giovani di venti e trent\u2019anni sentono ora di poter contestare il pensiero e l\u2019azione politica di Sua Santit\u00e0. Affermazioni, queste, che sono impensabili per i tibetani pi\u00f9 anziani, per i quali la parola del Dalai Lama \u00e8 da seguire alla lettera. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #993300;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ogni volta che le autorit\u00e0 cinesi visitano l\u2019India, i giovani attivisti tibetani organizzano manifestazioni e proteste chiedendo l\u2019indipendenza. Tsundue, ormai conosciuto dalla polizia indiana, \u00e8 stato diffidato dal lasciare Dharamsala quando, a fine novembre, il presidente cinese Hu Jintao \u00e8 andato a Delhi. Nella piazza principale i giovani attivisti hanno organizzato uno sciopero della fame a sostegno del loro leader e per protesta contro le autorit\u00e0 indiane che limitano gli spostamenti degli attivisti tibetani per non avere complicazioni durante le visite cinesi.<\/span><\/span><strong><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Invasione Han<\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> Osservando il problema dall\u2019altro lato del confine indo-cinese, la tradizione e il popolo tibetano sono minacciati direttamente dal trasferimento di migliaia di cinesi di etnia Han in Tibet. E la ferrovia di recente costruzione che raggiunge Lhasa \u00e8 semplicemente una parte dell\u2019invasione cinese. Lhasang Tsering lascia la sua libreria per incontrare gli occidentali e spiegare preoccupato come stanno le cose. \u00abLa Cina si comporta da colonizzatrice in Tibet.\u00bb Fuggito dal suo Paese nel 1959 all\u2019et\u00e0 di sette anni, ha fatto parte del gruppo di guerriglieri del Mustang, finanziati dalla Cia e dal Nepal durante la guerra fredda. Nel 1974, con un messaggio registrato, il Dalai Lama ordin\u00f2 alla guerriglia di deporre le armi. Tsering, tornato in India, \u00e8 stato a capo del Congresso giovanile tibetano e ha lavorato per il governo in esilio, prima di dare le dimissioni per protestare contro la decisione del Dalai Lama di rinunciare all\u2019indipendenza. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #993300;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il cinquantacinquenne libraio e ex militante oggi afferma che \u00abla guerriglia \u00e8 stata sbagliata e controproducente\u00bb, ma che l\u2019attuale leadership non fa nulla per aiutare il popolo tibetano perch\u00e9 ha perso di vista la m\u00e9ta. Si commuove pensando al Paese che ha lasciato quando era bambino, una nota di rabbia e sconforto traspare dalle sue frasi. Usa parole aspre contro il governo e Sua Santit\u00e0 che, secondo lui, dovrebbero capire che la strategia della via di mezzo, che cerca il colloquio con la Cina, ha fallito e deve essere abbandonata perch\u00e9 si \u00e8 trasformata in una inutile e dannosa \u201cnon-azione\u201d. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #993300;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\">Tsering afferma anche che \u00abla democrazia pu\u00f2 attendere, ora serve agire. Inoltre, la morte di Sua Santit\u00e0 \u00e8 un punto di non ritorno, non si pu\u00f2 temporeggiare. Bisogna fare qualcosa subito, indipendentemente da quando passer\u00e0 a miglior vita.\u00bb Tsering spiega che la chiarezza di ci\u00f2 che si vuole raggiungere \u00e8 fondamentale e questa \u00e8 stata persa dall\u2019attuale leadership quando ha rinunciato a chiedere l\u2019indipendenza. Ancora una volta si ripropone il problema di spiegare ai giovani per che cosa devono lottare. Ai tibetani, mancherebbe dunque una vera guida in grado di mostrare la m\u00e9ta e infondere loro la certezza che questa sia raggiungibile. Nel frattempo il buco sul tetto del mondo si allarga. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #993300;\"> <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #993300;\"><strong><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Da tre generazioni lontano.<\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> Ormai gli esuli, si stima siano circa 120 mila in tutto il mondo, sono giunti alla terza generazione e la maggior parte non ha mai visto il Tibet, ma ne ha sentito parlare dagli anziani o da coloro che tuttora fuggono dall\u2019occupazione cinese. I bambini che nascono a Dharamsala frequentano la scuola tibetana e nelle famiglie imparano la loro lingua, ma diventer\u00e0 sempre pi\u00f9 difficile far proseguire le tradizioni. Inoltre \u00e8 complicato spiegare ai giovani che devono combattere per qualcosa che non conoscono. Le ragioni della lotta rischiano di affievolirsi e gli animi si placano nella tranquillit\u00e0 del rifugio indiano. Tsundue spiega che coloro che nascono in India possono richiedere la cittadinanza, ma lui non l\u2019ha voluta. Preferisce mostrare un libricino cartonato coperto di timbri: il suo RC, certificato di registrazione rilasciato dal governo indiano da rinnovare ogni anno, che gli permette di viaggiare ma soprattutto gli ricorda la sua situazione di esiliato. <\/span><\/span><span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/www.peacereporter.net\/dettaglio_articolo.php?idpa=&amp;idc=2&amp;ida=2&amp;idt=&amp;idart=8673\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: xx-small;\">http:\/\/www.peacereporter.net\/dettaglio_articolo.php?idpa=&amp;idc=2&amp;ida=2&amp;idt=&amp;idart=8673<\/span><\/span><\/a><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\">\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Pavan. Le nuove generazioni di esuli tibetani non vogliono pi\u00f9 trattare coi cinesi e contestano il Dalai Lama A Dharamsala. 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