{"id":5200,"date":"1996-06-02T11:51:07","date_gmt":"1996-06-02T09:51:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sangye.it\/dalailamanews\/?p=5200"},"modified":"2012-08-10T22:54:51","modified_gmt":"2012-08-10T20:54:51","slug":"ambiente-tibet-un-problema-cruciale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sangye.it\/dalailamanews\/?p=5200","title":{"rendered":"Ambiente Tibet: un problema cruciale"},"content":{"rendered":"<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;\"><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong><\/strong><\/span><\/span><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong><\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_5201\" style=\"width: 333px\" class=\"wp-caption alignleft\"><strong><img aria-describedby=\"caption-attachment-5201\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-5201\" title=\"deforestazione\" src=\"http:\/\/www.sangye.it\/dalailamanews\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/deforestazione.jpg\" alt=\"Defoerstazione in Tibet\" width=\"323\" height=\"193\" srcset=\"https:\/\/www.sangye.it\/dalailamanews\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/deforestazione.jpg 323w, https:\/\/www.sangye.it\/dalailamanews\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/deforestazione-300x179.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 323px) 100vw, 323px\" \/><\/strong><p id=\"caption-attachment-5201\" class=\"wp-caption-text\">Defoerstazione in Tibet<\/p><\/div>\n<p><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><strong><\/strong><strong>Ambiente Tibet: un problema cruciale <\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><em><span style=\"font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;\"><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-weight: normal;\">A cura del Dipartimento Informazioni e Relazioni Internazionali. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-weight: normal;\">Amministrazione Centrale Tibetana \u2013 Dharamsala.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Per quasi duemila anni il Tibet, composto dalle tre regioni amministrative denominate Kham, Amdo e U-Tsang, \u00e8 esistito come una nazione sovrana. La Cina comunista, che ha invaso e occupato il paese nel 1949, considera invece ai nostri giorni come \u201cTibet\u201d la cosiddetta \u201cRegione Autonoma Tibetana\u201d (TAR), creata nel 1965 e comprendente, in larga parte, quella che per secoli \u00e8 stata la regione dello U-Tsang.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il Tibet, comunemente conosciuto come \u201cil Tetto del Mondo\u201d, \u00e8 situato nel cuore dell\u2019Asia e, dal punto di vista ambientale, \u00e8 una delle pi\u00f9 importanti regioni del mondo. Situato a nord dell\u2019India, del Nepal, del Buthan e della Birmania, a ovest della Cina e a sud del Turkestan orientale,<!--more--> si estende per circa 2.500 chilometri da ovest a est e per 1.500 da nord a sud, raggiungendo una superficie di 2.5 milioni di chilometri quadrati (equivalenti a pi\u00f9 di due terzi dell\u2019India). Ha un\u2019altitudine media di 3.650 metri sopra il livello del mare e molte delle sue montagne superano gli 8.000 metri: una per tutte, il monte Everest che, con i suoi 8.848 metri, \u00e8 la vetta pi\u00f9 alta della Terra.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019altopiano tibetano \u00e8 il pi\u00f9 alto e il pi\u00f9 esteso del mondo e domina tutta la parte centrale del continente asiatico. Gli fanno corona a sud la catena dell\u2019Himalaya e a nord le montagne dell\u2019Altyn Tagh e del Gangkar Chogley Namgyal. A occidente si fonde con le cime del Karakorum mentre a oriente scende in modo graduale verso le vette del Minyak Gangkar e del Khawakarpo.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Prima dell\u2019occupazione cinese, il Tibet era, dal punto di vista ecologico, un territorio equilibrato e stabile perch\u00e9 la conservazione dell\u2019ambiente era parte essenziale della vita quotidiana dei suoi abitanti. I tibetani vivevano in armonia con la natura grazie alla loro fede nella religione buddista che asserisce l\u2019interdipendenza di tutti gli elementi esistenti sulla terra, siano essi viventi o non viventi. Questa credenza era ulteriormente rafforzata dalla stretta osservanza di una norma che potremmo definire di \u201cautoregolamentazione\u201d, comune a tutti i buddisti tibetani, in base alla quale l\u2019ambiente deve essere sfruttato solo per soddisfare le proprie necessit\u00e0 e non per pura cupidigia.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Dopo l\u2019occupazione del Tibet, l\u2019attitudine amichevole e armoniosa dei tibetani nei confronti della natura fu brutalmente soppiantata dalla visione consumistica e materialista dell\u2019ideologia comunista cinese. All\u2019invasione fecero seguito devastanti distruzioni ambientali che causarono la deforestazione, il depauperamento dei pascoli, lo sfruttamento incontrollato delle risorse minerarie, l\u2019estinzione della fauna selvatica, l\u2019inquinamento da scorie nucleari, l\u2019erosione del suolo e le frane. Ne consegue che, ai nostri giorni, lo stato dell\u2019ambiente in Tibet \u00e8 altamente critico e le conseguenze di questo degrado saranno avvertite ben oltre i suoi confini.<br \/>\nDal 1949, pi\u00f9 di 1.200.000 tibetani, circa un sesto del totale della popolazione, sono morti in Tibet come conseguenza della persecuzione politica, degli arresti, delle torture e della carestia. Oltre 6000 monasteri sono stati distrutti. Sua Santit\u00e0 il 14\u00b0 Dalai Lama, capo politico e spirituale di sei milioni di tibetani, nel 1959 \u00e8 stato costretto a lasciare il paese e a cercare rifugio in India. Con lui, sono fuggiti dal Tibet 85.000 tibetani che hanno trovato rifugio in India, Nepal e Buthan.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><br \/>\n<\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">LE CONDIZIONI AMBIENTALI PRIMA DELL\u2019OCCUPAZIONE CINESE<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><br \/>\nIl Tibet possedeva il pi\u00f9 efficace sistema di protezione ambientale di tutte le terre abitate del mondo moderno. Parchi naturali e riserve, a salvaguardia della flora e della fauna, non erano necessari in quanto il Buddismo insegnava alla gente l\u2019interdipendenza di tutti gli elementi, viventi e non viventi, presenti sul pianeta. Il Buddismo proibiva l\u2019uccisione degli animali e insegnava la compassione per gli esseri viventi e l\u2019ambiente. E, soprattutto, il governo tibetano proibiva la caccia. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">FLORA<\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><br \/>\nIn Tibet crescevano pi\u00f9 di 100.000 specie di piante ad alto fusto, alcune delle quali rare ed endemiche. Vi erano pi\u00f9 di 2.000 variet\u00e0 di piante medicinali usate, non solo in Tibet ma anche in India e in Cina, per preparare i medicamenti secondo i sistemi tradizionali. Molto diffuse erano lo zafferano, il rabarbaro di montagna, l\u2019elleboro, la serratula alpina himalayana e il rododendro di cui esistevano, sull\u2019altopiano tibetano, ben 400 specie diverse, quasi il 50% delle variet\u00e0 esistenti sulla terra.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">UCCELLI<\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><br \/>\nIn Tibet esistono 532 specie di uccelli raggruppate in 57 famiglie. Vi sono cicogne, cigni selvatici, il martin pescatore, oche, anatre, rapaci, fringuelli, l\u2019uccello pigliamosche della giungla, tordi, pappagalli, cutrettole, vari tipi di uccelli canori, avvoltoi, e una particolare, bellissima specie di picchio. L\u2019uccello pi\u00f9 raro e famoso \u00e8 la gru dal collo nero, chiamata dai tibetani \u201ctrung trung kaynak\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">ANIMALI SELVATICI<\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><br \/>\nLe montagne e le foreste del Tibet davano un tempo rifugio ad un grande numero di animali selvatici rari e in via di estinzione quali il leopardo delle nevi, il leopardo maculato, la lince, l\u2019orso nero himalayano, il burdocade tibetano (un ruminante tipico del Paese delle Nevi), lo yak selvatico, il cervo muschiato, la gazzella tibetana, l\u2019antilope tibetana, la lepre dell\u2019Himalaya, il panda gigante, il panda rosso e molti altri.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">FORESTE<\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><br \/>\nLe foreste tibetane ricoprivano un\u2019area di oltre 25 milioni di ettari. La maggior parte ricopriva i pendii scoscesi della regione sud orientale del paese. Erano foreste di conifere tropicali e subtropicali, per la maggior parte costituite da abeti rossi sempreverdi, pini, larici, cipressi, betulle e querce. Le foreste tibetane erano di vecchia crescita, con piante di pi\u00f9 di duecento anni. La densit\u00e0 media della vegetazione era di 272 metri cubi per ettaro ma nella regione dello U-Tsang poteva raggiungere anche i 2.300 metri cubi per ettaro, la pi\u00f9 alta densit\u00e0 del mondo per una vegetazione di conifere.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">MINERALI<\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><br \/>\nIl Tibet era anche ricco di risorse minerali mai sfruttate. Nel suo sottosuolo vi sono 126 tipi di minerali tra i quali oro, litio, uranio, cromite, rame, borace e ferro. Il Tibet possiede inoltre i maggiori giacimenti d\u2019uranio del mondo. I giacimenti di petrolio della regione dell\u2019Amdo consentono l\u2019estrazione annuale di pi\u00f9 di un milione di tonnellate di greggio.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">FIUMI<\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><br \/>\nIn Tibet nascono alcuni dei pi\u00f9 grandi fiumi dell\u2019Asia. Tra i tanti, ricordiamo il Brahmaputra, l\u2019Indo, il Mekong, lo Yangtse e il Fiume Giallo. Lasciato il Tibet, i fiumi bagnano l\u2019India, la Cina, il Pakistan, il Nepal, il Buthan, il Bangladesh, la Birmania, la Tailandia, il Laos e la Cambogia, assicurando, assieme ai loro tributari, il fabbisogno idrico necessario a milioni di persone. Alcune ricerche hanno dimostrato che i fiumi che nascono in Tibet assicurano la vita al 47% della popolazione mondiale e all\u201985% dell\u2019intera popolazione asiatica. La questione ambientale tibetana non \u00e8 quindi soltanto un problema locale, ma \u00e8 di cruciale rilevanza a livello internazionale. Preservare l\u2019Altopiano Tibetano dalla devastazione ecologica \u00e8 essenziale non solo per la sopravvivenza dei tibetani ma anche per la salvezza di una met\u00e0 dell\u2019intera umanit\u00e0.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><br \/>\n<\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">LA DISTRUZIONE DELL\u2019AMBIENTE DOPO L\u2019OCCUPAZIONE CINESE<\/span><\/span><\/span><\/strong>\n<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Violando le leggi e le normative internazionali, la Cina ha invaso e occupato il Tibet. La resistenza tibetana e la repressione cinese portarono, il 10 marzo 1959, all\u2019insurrezione nazionale tibetana brutalmente soffocata dall\u2019intervento dell\u2019Esercito di Liberazione Cinese che, secondo stime fornite da Pechino, caus\u00f2 la morte di oltre 87.000 tibetani nel solo Tibet centrale.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">DECIMAZIONE DELLA FAUNA SELVATICA<\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><br \/>\nPrima dell\u2019invasione cinese in Tibet era rigorosamente vietata la caccia agli animali selvatici. I Cinesi non hanno rispettato questo divieto ma hanno anzi attivamente incoraggiato lo sterminio degli animali rari o in via di estinzione. Il leopardo delle nevi, per fare un esempio, \u00e8 cacciato per la sua pelliccia, venduta a prezzi elevatissimi sul mercato internazionale. I permessi per cacciare l\u2019antilope tibetana oppure l\u2019argali , un raro tipo di pecora selvatica, costano rispettivamente 35.000 e 23.000 dollari americani. La carne delle antilopi, delle gazzelle e degli yak selvatici \u00e8 venduta nei mercati cinesi e anche europei.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">DEFORESTAZIONE<\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><br \/>\n<img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/win.italiatibet.org\/tibet%20image\/deforestazione.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"303\" height=\"173\" align=\"LEFT\" \/>In nome dello \u201csviluppo\u201d, pi\u00f9 di 70.000 cinesi sono addetti al taglio indiscriminato delle piante secolari che costituiscono le ricche foreste delle regioni orientali e meridionali del territorio tibetano. La medesima situazione \u00e8 riscontrabile in altre aree del Tibet, quali Markham, Gyarong, Nyarong e alcune zone del Kham e del Kongpo.<\/span><\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La superficie boschiva del Tibet che, nel 1959, si estendeva su 25.2 milioni di ettari, nel 1985 si era ridotta a soli 13.57 milioni di ettari, pari alla distruzione del 46% delle foreste. La deforestazione \u00e8 ancora drammaticamente in atto e si calcola che, ai nostri giorni, l\u201980% delle foreste siano state abbattute. Radio Lhasa ha dato notizia che solo tra il 1959 e il 1985 la vendita del legname ha fruttato alla Cina pi\u00f9 di 54 miliardi di dollari americani. Ancora oggi, pi\u00f9 di 500 automezzi carichi di legname tibetano lasciano la localit\u00e0 di Gonjo, nel Kham, diretti verso la Cina, ma a volte accade che, per incuria e cattiva organizzazione, molti carichi vengano abbandonati lungo la strada, dimenticati nei capannoni oppure marciscano nell\u2019acqua, lungo le rive dei fiumi. Il rimboschimento \u00e8 minimo e spesso senza successo a causa della poca cura prestata alle giovani piante.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Effetti della deforestazione<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">a) Erosione del suolo e inondazioni:<br \/>\nLa massiccia deforestazione, il proliferare delle miniere e una politica agricola basata sullo sfruttamento intensivo dei campi contribuiscono ad aumentare l\u2019erosione del suolo. Il fango che si riversa nei fiumi che scendono dall\u2019altopiano tibetano (l\u2019Indo, il Brahmaputra, il Sutley, il Mekonk, il Fiume Giallo e lo Yangtse) scende nei paesi a valle innalzando il letto dei fiumi e causando devastanti inondazioni che, a loro volta, provocano estese slavine. Di conseguenza, si riduce l\u2019estensione delle terre coltivabili con gravi danni per l\u2019economia di milioni di persone. Secondo gli esperti, le frequenti inondazioni che si verificano nel Bangladesh sono in diretta relazione con la deforestazione attuata in Tibet, nella parte superiore dei fiumi.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">b) Effetti climatici a livello globale:<br \/>\nIl ruolo dell\u2019Altopiano Tibetano sul sistema climatico del globo \u00e8 rilevante. Gli scienziati hanno evidenziato una correlazione tra la vegetazione spontanea del Tibet e la regolarit\u00e0 dei monsoni. Le piogge monsoniche, indispensabili per la sopravvivenza delle regioni dell\u2019Asia meridionale, costituiscono il 70% delle piogge che ogni anno cadono in l\u2019India. Tuttavia, un monsone troppo violento \u00e8 causa di immani calamit\u00e0 naturali.<br \/>\nAlcuni scienziati, tra i quali ad esempio lo statunitense Elman Reiter, hanno dimostrato che l\u2019ambiente dell\u2019Altopiano esercita una diretta influenza sui cosiddetti \u201cjet strems\u201d, i venti d\u2019alta quota che soffiano sul Tibet, che, a loro volta, sono la causa dei tifoni che si scatenano sull\u2019oceano pacifico e del fenomeno conosciuto come \u201cEl Nino\u201d,una corrente calda che rimescola le acque dell\u2019oceano ed ha causato la distruzione della catena alimentare marina danneggiando l\u2019economia delle zone costiere della California, del Peru e dell\u2019Ecuador. Contemporaneamente, paesi quali la Nuova Zelanda, l\u2019Indonesia, l\u2019Australia, l\u2019India e il Sud Africa hanno attraversato un periodo di terribile siccit\u00e0.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">c) Cattiva amministrazione agricola:<br \/>\nNel corso degli anni \u201960, il governo cinese ha introdotto, in Tibet, in campo agricolo, alcune riforme che hanno portato il paese alla carestia. La sovrapproduzione e lo sfruttamento agricolo intensivo hanno inoltre causato la scomparsa di molte erbe medicinali e di piante commestibili e hanno distrutto gli esemplari che costituivano la riserva di cibo invernale per gli animali selvatici. Questa politica agricola sconsiderata ha fatto s\u00ec che il suolo venisse eroso sia dal vento sia dall\u2019acqua dando avvio ad un processo di desertificazione. Secondo dati forniti dal governo cinese, in Cina e in Tibet la desertificazione per opera di interventi umani interessa una superficie pari a circa 120.000 chilometri quadrati di territorio.<br \/>\nLe autorit\u00e0 cinesi obbligano gli agricoltori tibetani a comperare e usare fertilizzanti chimici e insetticidi. I contadini sostengono che questi fertilizzanti sono estremamente pericolosi sia per il raccolto che per l\u2019ambiente.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">IL TRASFERIMENTO DELLA POPOLAZIONE<\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><br \/>\nUno dei pi\u00f9 gravi pericoli che minacciano il popolo tibetano, la sua cultura e l\u2019ambiente \u00e8 costituito dal massiccio trasferimento nel paese, soprattutto in questi ultimi anni, di personale civile e militare cinese. Ai nostri giorni, i sei milioni di tibetani residenti sono sopravanzati numericamente da sette milioni e mezzo di cinesi. A Lhasa, il rapporto tra tibetani e cinesi \u00e8 di due a uno. In seguito a questo trasferimento di popolazione, i tibetani sono stati emarginati in campo economico, educativo, politico e sociale e la tradizionale e ricca cultura tibetana sta rapidamente scomparendo.<br \/>\nIn Tibet, sotto il regime totalitario cinese, i \u201cprogetti di sviluppo\u201d non tengono in alcun conto i parametri di Valutazione di Impatto Ambientale. Inoltre, questi \u201cprogetti di sviluppo\u201d favoriscono solo gli immigrati cinesi e incoraggiano il loro insediamento nel paese relegando i tibetani a una posizione di cittadini di seconda classe nella loro stessa patria, e, di conseguenza, violando i diritti fondamentali del popolo tibetano garantiti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell\u2019Uomo delle Nazioni Unite.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">LA CENTRALE IDROELETTRICA<\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><br \/>\nIl pi\u00f9 assurdo e catastrofico, dal punto di vista ambientale, dei cosiddetti \u201cprogetti di sviluppo\u201d cinesi \u00e8 costituito dalla costruzione della centrale idroelettrica di Yamdrok Tso (il lago Yamdrok), a circa un centinaio di chilometri da Lhasa. A causa di questo progetto, il lago, che i tibetani considerano sacro, \u00e8 destinato a scomparire. Nel 1993, tutte le sorgenti d\u2019acqua potabile della zona si sono prosciugate e i contadini tibetani sono stati costretti a bere l\u2019acqua del lago. Ci\u00f2 ha causato gravi problemi alla loro salute quali diarrea, perdita di capelli e malattie della pelle. A causa del progetto, i tibetani della zona hanno inoltre perduto, in modo irreversibile, il 16% della terra coltivabile. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">LO SFRUTTAMENTO DELLE RISORSE MINERARIE<\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><br \/>\nIn Tibet, lo sfruttamento intensivo delle risorse minerarie \u00e8 iniziato negli anni \u201960. Il governo cinese ha enormemente intensificato l\u2019estrazione di borace, cromo, sale, rame, carbone e uranio per garantire le materie prime necessarie allo sviluppo industriale. Ai nostri giorni, nei distretti di U-Tsang e di Amdo, esistono numerose miniere sia pubbliche sia private. L\u2019aumento delle attivit\u00e0 minerarie riduce ulteriormente la vegetazione e fa aumentare il pericolo di frane, l\u2019erosione del suolo, l\u2019inquinamento dei torrenti e dei fiumi oltre a danneggiare l\u2019habitat degli animali selvatici.<br \/>\nLa met\u00e0 delle riserve di uranio della terra si trova nelle montagne attorno a Lhasa. In Tibet si trova inoltre il 40% delle riserve di ferro della Cina oltre a cospicui giacimenti di carbone, oro, rame, piombo, borace e petrolio. Secondo l\u2019agenzia ufficiale cinese Xinhua, il 31 ottobre 1995 la Cina ha incrementato lo sfruttamento delle risorse minerarie della Regione Autonoma Tibetana. Gli introiti derivanti da questo sfruttamento sono stimati nell\u2019ordine di 78.27 miliardi di dollari americani.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">SCORIE NUCLEARI E MILITARIZZAZIONE<\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><br \/>\nL\u2019esistenza di scorie nucleari in Tibet \u00e8 stata denunciata dal Dalai Lama nel 1992, nel corso di una conferenza stampa rilasciata a Bangalore (India). In quell\u2019occasione Pechino neg\u00f2 che in Tibet esistessero scorie nucleari inquinanti. Tuttavia, pi\u00f9 recentemente, la Cina ne ha ammesso l\u2019esistenza. Il 19 luglio 1995, l\u2019agenzia di stampa ufficiale Xinhua ha infatti dichiarato che, nella Prefettura Autonoma Tibetana di Haibei, vicino alle rive del lago Kokonor, il pi\u00f9 grande lago dell\u2019altopiano tibetano, vi \u00e8 \u201cuna discarica di venti metri quadrati utilizzata per il deposito di materiale radioattivo\u201d.<\/span><\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nella stessa zona vi \u00e8 quella che i cinesi chiamano \u201cNona Accademia\u201d oppure \u201cFabbrica 211\u201d: si tratta, in realt\u00e0, di un vero e proprio centro nucleare circondato dal pi\u00f9 assoluto segreto. La dottoressa Tashi Dolma, che ha lavorato all\u2019ospedale di Chabcha, situato a sud del centro, ha dichiarato che sette piccoli nomadi, addetti al pascolo del bestiame nelle vicinanze della citt\u00e0 nucleare, si sono ammalati di cancro e i loro globuli bianchi sono aumentati a livelli incontrollabili. Un medico americano che ha condotto alcune ricerche presso lo stesso ospedale, ha reso noto che i sintomi erano simili a quelli dei casi di cancro causati dalle radiazioni dopo i bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki del 1945. Negli anni compresi tra il 1989 e il 1990, cinquanta persone sono morte a Thewo, nell\u2019Amdo, per causa ancora non accertate. Nel 1990, dodici donne hanno partorito ma i piccoli sono nati morti o hanno cessato di vivere subito dopo la nascita.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Tutti i test nucleari apertamente dichiarati da Pechino, sono stati eseguiti a Lopnor, nella provincia del Xinjiang, a nord-ovest del Tibet. Questi test hanno causato un notevole aumento dei casi di cancro e di morte infantile senza che tuttavia sia stata attuata alcuna ricerca medica adeguata.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Secondo International Campaign for Tibet, la prima testata nucleare fu portata in Tibet nel 1971 e posizionata a Tsaidam, nell\u2019Amdo del nord. Fonti diverse asseriscono la presenza di missili nucleari a Nagchuka, situata a 150 miglia da Lhasa. E\u2019 stato inoltre confermato che nella regione dell\u2019Amdo e, pi\u00f9 esattamente nel bacino di Tsaidam, geograficamente isolato e a grande altezza, vi sono tre localit\u00e0 adibite a deposito di missili nucleari. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">A Drotsang, 63 chilometri a est di Siling, \u00e8 sorto un nuovo centro di produzione di missili conosciuto con il numero di codice 430. I missili vengono testati nel lago Kokonor. A Nagchuka sono stati posizionati 20 missili balistici a raggio intermedio e 70 a raggio medio. Anche nella citt\u00e0 di Payi, nella Regione Autonoma Tibetana, vi \u00e8 un grande deposito sotterraneo di missili (numero di codice 809). Durante le esercitazioni, i missili vengono portati allo scoperto e lanciati sia verticalmente sia orizzontalmente contro bersagli prestabiliti.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Considerato un tempo come un pacifico stato cuscinetto tra l\u2019India e la Cina, il Tibet \u00e8 ora altamente militarizzato: ospita infatti 300.000 soldati cinesi e un quarto della forza missilistica del paese. La militarizzazione dell\u2019altopiano tibetano costituisce una minaccia per l\u2019equilibrio geo-politico della regione ed \u00e8 causa di serie tensioni internazionali.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: x-small;\"><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial,sans-serif;\"><a href=\"http:\/\/www.italiatibet.org\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=146&amp;Itemid=117\">http:\/\/www.italiatibet.org\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=146&amp;Itemid=117<\/a> <\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ambiente Tibet: un problema cruciale A cura del Dipartimento Informazioni e Relazioni Internazionali. Amministrazione Centrale Tibetana \u2013 Dharamsala. Per quasi duemila anni il Tibet, composto dalle tre regioni amministrative denominate Kham, Amdo e U-Tsang, \u00e8 esistito come una nazione sovrana. 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