Sua Santità il XIV Dalai Lama: Impegnarsi nel Mondo

Sua Santità il Dalai Lama: Dobbiamo avere una mentalità aperta ed evitare di pensare che tutti coloro che si dichiarano buddhisti debbano essere d’accordo su qualsiasi questione politica e sociale. Il Buddha ha insegnato principalmente la via della liberazione dall’esistenza ciclica. .

Sua Santità il XIV Dalai Lama: Impegnarsi nel Mondo

Come buddhisti, in particolare come praticanti del sentiero Mahāyāna, e come parte della comunità umana, abbiamo la responsabilità di essere di beneficio e dovremmo cercare di assumere un ruolo più attivo, usando il nostro talento e le nostre capacità per renderci utili per gli altri, buddhisti e non. Se una comunità è felice e in pace, tutti ne beneficiamo automaticamente.

Il temperamento individuale si traduce generalmente in due tipi di compassione. C’è chi, pur desiderando che gli altri siano liberi dalle sofferenze e dai problemi, considera prioritaria la propria felicità e chi, oltre a desiderarlo, è pronto ad agire perché ciò si realizzi. L’esperienza della compassione è simile, ma concentrarsi maggiormente sul benessere del prossimo e sugli svantaggi dell’egocentrismo rende il secondo tipo di persone più coraggiose e attivamente impegnate.

Ci sono molti modi per applicare i principi del Dharma in famiglia, nella società e nel mondo, ma mentre aiutiamo gli altri, dobbiamo continuare a meditare sui due metodi per generare la bodhicitta, usando il ragionamento e le nostre esperienze per incrementare la forza e la portata della nostra compassione ed evitare che degeneri. Mantenersi in salute e avere un atteggiamento positivo sono essenziali se vogliamo beneficiare gli altri, quindi ora affronteremo questi argomenti. Gli spunti di riflessioni non sono compresi in questo capitolo quindi, per favore, alla fine di ogni sezione fermatevi per riflettere sui concetti espressi e su come metterli in relazione con la vostra vita e le vostre aspirazioni. (…)

Buddhismo impegnato e attivismo politico

Ho sempre qualche riserva a parlare di politica, di finanza e così via, perché non voglio dare l’impressione di avere una risposta per qualsiasi questione, specialmente in ambiti in cui la mia conoscenza è limitata. E non voglio nemmeno che le mie opinioni personali siano viste come “la visione buddhista” a cui tutti i praticanti devono aderire, quindi mi limiterò a discutere alcuni aspetti generali, lasciando libertà al lettore.

Se qualcuno è in grado di fare progressi spirituali significativi, sarebbe meglio restasse isolato in ritiro per dedicare la maggior parte della propria energia alla meditazione profonda. Tuttavia, è un’opzione impraticabile per la maggior parte delle persone che desiderano avere una famiglia e un lavoro. In questo caso, cercate di vivere in modo equilibrato: mantenete una pratica quotidiana di meditazione della durata che più vi si adatta, guadagnatevi da vivere in modo onesto e cercate di contribuire al benessere della società o di specifici individui. Dovrete trovare un buon equilibrio di tempo ed energia, data la vostra situazione.

Per aiutare gli altri nel modo più efficace dobbiamo essere preparati. Lo scopo dell’educazione non è solo imparare di più sul mondo o sugli esseri viventi, ma costruire una comunità umana più felice e beneficiare anche gli animali. Con questa motivazione, applicatevi in qualsiasi campo vi interessi e cercate un impiego che non implichi fare del male agli altri o vivere in modo non etico. Così, fin dall’inizio, tutta la vostra vita sarà orientata a beneficiare gli altri. Ci sono tre modi con cui la comunità buddhista può mettersi al servizio della società.

In primo luogo, possiamo essere più attivi nei progetti che beneficiano direttamente gli altri. I centri di Dharma e i monasteri possono crearne di propri o partecipare a quelli di organizzazioni che si dedicano ai senzatetto, assistono i malati terminali, educano i bambini, aiutano i rifugiati, si occupano dei detenuti, offrono assistenza sanitaria e cibo ai poveri, proteggono le specie in pericolo, si prendono cura dell’ambiente e così via. Alcuni centri lo stanno già facendo e questo mi rende felice. Baba Amte (1914-2008), seguace del Mahātmā Gāndhī e operatore sociale, fondò un ashram per i lebbrosi, persone che abitualmente vengono lasciate ai margini della società per fornire loro una formazione professionale. Quando li ho visti lavorare con degli attrezzi, ero preoccupato che si facessero male, ma invece li usavano diligentemente e con fiducia in loro stessi. A quell’ashram ho donato parte del denaro del mio premio Nobel per la pace. Ho anche incontrato gli abitanti di uno slum di una grande città indiana. Sono di casta bassa, si sentono senza speranza, eppure se vengono trattati con gentilezza, rispettandoli come esseri umani uguali a noi, riacquistano un po’ di fiducia.

Una volta, alcuni operai stavano facendo dei lavori nella mia residenza a Dharamsala. All’inizio erano timidi, ma quando gli ho stretto la mano e ho chiacchierato con loro, mi hanno sorriso e abbiamo scherzato insieme. Non dovremmo pensare di essere speciali e guardare gli altri dall’alto in basso; siamo stati in condizioni simili nelle nostre vite passate e potremmo tornare a esserlo in futuro se ora agiamo in modo avventato. Dovremmo aiutare concretamente le persone. In India, fuori dai monasteri spesso ci sono molti mendicanti gravemente disabili. Mi addolora vederli in quello stato e invito sempre chi è venuto ad assistere ai miei insegnamenti ad aiutarli.

In secondo luogo, possiamo usare i principi e le tecniche buddhiste per promuovere nella società la compassione, l’altruismo, la fiducia in se stessi, il coraggio, la forza d’animo e la tolleranza. L’addestramento mentale è utile sia per gli atei sia per chi segue un credo differente. Gli attivisti potrebbero voler imparare i metodi per superare la rabbia; i docenti potrebbero voler introdurre degli esercizi che insegnano ai ragazzi a coltivare l’empatia, la compassione e la buona comunicazione. Dovremmo spiegare questi metodi con un approccio secolare, senza fare riferimento alla dottrina buddhista o incoraggiare le persone a convertirsi.

L’infanzia è un periodo cruciale, eppure molti bambini crescono in un’atmosfera di scarsa compassione: i loro genitori litigano e divorziano; i loro insegnanti non se ne curano a livello individuale. Se poi, diventati adulti, agiscono senza coscienza o compassione, chi può biasimarli? Non hanno mai sperimentato un affetto umano più profondo. La comunità buddhista può dare un contributo significativo alle scuole e alle famiglie, aiutando a costruire relazioni più calorose e benefiche, e mostrando agli insegnanti come essere più coinvolti, pazienti e compassionevoli con i loro studenti. Genitori e docenti — e la società in generale — hanno bisogno di capire che insegnare ai bambini a diventare esseri umani gentili è più importante che spronarli a diventare ricchi o famosi.

In terzo luogo, possiamo presentare idee e pratiche buddhiste per aiutare coloro che sono interessati. Un malato terminale potrebbe voler sentire parlare della rinascita; gli operatori sanitari potrebbero essere interessati alle fasi della morte descritte nei testi buddhisti. Gli insegnamenti di Dharma possono aiutare i giovani che sono spiritualmente confusi; la natura di Buddha e la compassione possono offrire ai detenuti una nuova visione della vita. I rappresentanti di vari gruppi buddhisti potrebbero prendere una posizione unitaria su alcune questioni e partecipare con uno sforzo concertato alla preservazione dell’ambiente, compresi gli animali che vengono continuamente sacrificati al servizio degli scopi degli esseri umani. È impossibile risolvere ogni problema in poco tempo, tuttavia vale la pena manifestare le nostre preoccupazioni e fare tutto ciò che è in nostro potere.

Alcuni credono che pratica religiosa e coinvolgimento politico siano in contraddizione e che una persona veramente spirituale non dovrebbe farsi coinvolgere dalla politica. Bisogna riflettere e prendere in considerazione diversi fattori. Anche se la politica in sé non è intrinsecamente corrotta o malvagia, la motivazione di una persona può renderla tale. Chi usa la politica per fare proseliti o imporre la propria religione alla società manca di rispetto a tutti gli esseri. Fare politica con una motivazione compassionevole può invece essere un altro metodo per risolvere i problemi e beneficiare l’umanità, proprio come l’ingegneria, l’insegnamento, l’agricoltura, l’assistenza sanitaria e il lavoro in fabbrica. È particolarmente importante che i politici si comportino in modo etico e sviluppino la compassione. La loro pratica spirituale personale può aiutarli a farlo. A volte suggerisco ai politici indiani di essere autenticamente praticanti perché le loro azioni hanno un enorme impatto sulla società. Se un eremita viene meno a un precetto etico sono pochi quelli che ne vengono danneggiati, ma se lo fa un politico, un’intera nazione — persino il mondo intero — possono subirne le conseguenze. Nella Preziosa Ghirlanda https://www.sangye.it/altro/?p=2788 che Nāgārjuna https://www.sangye.it/altro/?p=10906 scrisse per il re Śātavāhana, si trovano numerose istruzioni su come governare efficacemente ed equamente. Ecco alcuni esempi (RA 399, 256, 134):

A quel tempo [come governante] dovresti interiorizzare fermamente le pratiche di generosità, condotta etica e forza d’animo che sono state insegnate specialmente per i capifamiglia e che hanno come essenza la compassione. Proprio come sei intento a pensare a ciò che potrebbe essere fatto per aiutare te stesso, così dovresti essere intento a pensare a ciò che potrebbe essere fatto per aiutare gli altri. Proprio come da sole le vere parole dei re generano una solida fiducia, così le loro false parole sono il miglior mezzo per creare sfiducia.

Nāgārjuna ha anche incoraggiato il sovrano a tassare equamente i cittadini, a finanziare un sistema di istruzione pubblica che assicuri che gli insegnanti siano ben retribuiti, a costruire strade con aree di sosta e parchi dove le persone possano rilassarsi e divertirsi.

Negli ultimi anni molte persone si sono rivolte alle scritture buddhiste per avere una guida sulle questioni attuali. Altri hanno cercato nel Buddhadharma la conferma delle loro opinioni politiche o sociali. Nelle scritture si trovano citazioni a sostegno di questa o quella visione, tuttavia dobbiamo avere una mentalità aperta ed evitare di pensare che tutti coloro che si dichiarano buddhisti debbano essere d’accordo su qualsiasi questione politica e sociale. Il Buddha ha insegnato principalmente la via della liberazione dall’esistenza ciclica. Quando dava consigli su temi sociali, famigliari, politici e di altro tipo, parlava nel contesto della cultura indiana del V secolo a.C. Alcuni di quei consigli, ma non tutti, possono essere applicati e adattati al contesto contemporaneo.

Tratto da I primi passi sul sentiero buddhista.

https://www.nalandaedizioni.it/2025/10/02/impegnarsi-nel-mondo/?fbclid=IwY2xjawNO_YxleHRuA2FlbQIxMABicmlkETBtSGZSeElRdlprWmZZOHlxAR6l3kyaVT4VxX8re-lJ6HjhhwHGVDH0rsCSrfsStRgXrL8-bFrGZkYPHgxg2g_aem_RH4rN7G6EbLT9ub1zDAs-A