{"id":6104,"date":"2009-03-10T22:00:40","date_gmt":"2009-03-10T20:00:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sangye.it\/wordpress2\/?p=6104"},"modified":"2019-08-29T22:09:52","modified_gmt":"2019-08-29T20:09:52","slug":"discorso-di-s-s-il-dalai-lama-per-il-50-anniversario-dellinsurrezione-nazionale-tibetana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sangye.it\/wordpress2\/?p=6104","title":{"rendered":"Discorso di S.S. il Dalai Lama per il 50\u00b0 anniversario dell\u2019insurrezione nazionale tibetana"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_6105\" style=\"width: 410px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6105\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-6105\" src=\"http:\/\/www.sangye.it\/wordpress2\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/HH-BN-e1567109319800.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"563\" \/><p id=\"caption-attachment-6105\" class=\"wp-caption-text\">Sua Santit\u00e0 il Dalai Lama: Come essere umano, il mio compito principale \u00e8 la promozione dei valori umani, questa \u00e8 la chiave che io considero essere una componente fondamentale per una vita felice a livello individuale, familiare e comunitario.<\/p><\/div>\n<p><strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Discorso di Sua Santit\u00e0<\/span><\/span><\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #800000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">il Dalai Lama in occasione del 50\u00b0 anniversario dell\u2019insurrezione nazionale tibetana<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #993300;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">10 Marzo 2009. Oggi \u00e8 il cinquantesimo anniversario della pacifica rivolta del popolo tibetano contro la repressione della Cina comunista in Tibet.\u00a0La maggior parte dei partecipanti erano giovani nati e cresciuti dopo il 1959, i quali non hanno mai vissuto n\u00e9 visto un Tibet libero. Comunque sia, \u00e8 un motivo d\u2019orgoglio che essi fossero guidati da seri convincimenti per servire la causa tibetana, che \u00e8 continuata di generazione in generazione. Ci\u00f2 servir\u00e0 come fonte di ispirazione per tutti quelli nella comunit\u00e0 internazionale che hanno mostrato il loro interesse nella questione Tibetana. Noi siamo debitori e offriamo le nostre preghiere per tutti quelli che sono morti, che sono stati torturati e per tutti quelli che hanno sofferto duramente durante la crisi dell\u00b4ultimo anno per la causa del Tibet, da quando la nostra battaglia \u00e8 cominciata. \u2013 \u2026<br \/>\nNel 1949, forze comuniste cinesi hanno iniziato a penetrare in Tibet da Nord-Est e da Est (Kham e Amdo) e dal 1950 pi\u00f9 di 5.000 soldati tibetani sono stati uccisi. <\/span><\/span><\/span><!--more--><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #993300;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Avendo la situazione in pugno, il governo Cinese scelse una politica di liberazione pacifica, che port\u00f2 a firmare nel 1951 l\u00b4Accordo in 17 punti e i suoi annessi. Da quel momento il Tibet \u00e8 stato sotto il controllo della Repubblica Popolare Cinese. L\u00b4Accordo menzionava chiaramente che dovevano essere assicurate la diversit\u00e0 religiosa e culturale e i valori tradizionali del Tibet.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #993300;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Tra il 1954 e il 1955, mi incontrai a Pechino con i pi\u00f9 influenti leader Cinesi del Partito Comunista, con il governo e con i militari guidati dal Presidente Mao Zedong. Quando noi discutemmo le vie da percorrere per ottenere sviluppo economico e sociale per il Tibet, e allo stesso modo come conservare il patrimonio religioso e culturale, Mao Zedong e tutti gli altri leaders erano d\u00b4accordo affinch\u00e9 fosse formato un comitato preparatorio per spianare la strada alla realizzazione della Regione Autonoma, secondo quanto stipulato nell\u00b4Accordo, piuttosto che istituire una amministrazione militare. Dal 1956 in avanti la situazione si volse al peggio con l\u00b4imposizione di politiche di estrema sinistra in Tibet. Di conseguenza le rassicurazioni fornite dalle pi\u00f9 alte cariche non vennero messe in pratica. L\u00b4applicazione forzata delle cos\u00ec dette \u201cRiforme Democratiche\u201d nelle regioni Tibetane del Kham e dell\u00b4Amdo, che non erano d\u00b4accordo con le condizioni imposte generarono una immensa confusione e rovina.<br \/>\nNel Tibet Centrale, i funzionari Cinesi hanno violato forzatamente e deliberatamente i termini dell\u00b4Accordo in 17 punti, e i loro metodi coercitivi s\u2019incremetarono di giorno in giorno. Questi sviluppi disperati non lasciarono ai Tibetani altre alternative che lanciare una rivolta pacifica il 10 marzo 1959. Le autorit\u00e0 Cinesi risposero con una forza senza precedenti che port\u00f2 alla uccisione, agli arresti e all\u00b4imprigionamento di decine di migliaia di Tibetani nei mesi successivi. Di conseguenza, accompagnato da un piccolo gruppo di ufficiali del governo Tibetano inclusi alcuni Kalons (Ministri di Gabinetto) fugg\u00ec in esilio in India. Successivamente, circa centomila Tibetani fuggirono in esilio in India, in Nepal e in Bhutan. Durante la fuga e nei mesi che seguirono, questi Tibetani dovettero sopportare difficolt\u00e0 estreme, che sono ancora vive nei ricordi del nostro popolo.<br \/>\nAvendo occupato il Tibet, il Governo Comunista Cinese port\u00f2 a termine una serie di campagne violente e repressive che comprendevano \u201cRiforme Democratiche\u201d, lotta di classe, comuni, la Rivoluzione Culturale, l\u00b4imposizione della legge marziale, e pi\u00f9 recentemente le campagne di rieducazione patriottica\u00a0 e le campagne \u201cColpisci Duro\u201d. Ci\u00f2 port\u00f2 i Tibetani a subire innumerevoli sofferenze e crudelt\u00e0 a tal punto che loro sperimentarono letteralmente l\u00b4inferno sulla terra. Queste campagne causarono la morte di centinaia di migliaia di Tibetani. La discendenza del Buddha Dharma fu interrotta. Migliaia di centri religiosi e culturali come monasteri, conventi e templi furono rasi al suolo. Edifici e monumenti storici furono demoliti. Le risorse naturali furono sfruttate indiscriminatamente. Oggi il fragile ecosistema Tibetano \u00e8 stato inquinato, sono state compiute massicce deforestazioni e gli animali selvatici come gli yak e l\u00b4antilope tibetana sono a rischio estinzione.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #993300;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Questi cinquanta anni hanno portato indescrivibili sofferenze e distruzioni alla Terra del popolo tibetano. Anche oggi i Tibetani in Tibet vivono con una paura costante e le autorit\u00e0 Cinesi sospettano costantemente di loro. Oggi la religione, la cultura, la lingua e l\u00b4identit\u00e0, che le successive generazioni di tibetani hanno considerato pi\u00f9 preziose che le loro vite, sono a rischio d\u00b4estinzione; in breve, il popolo tibetano, \u00e8 stato considerato come un criminale meritando soltanto di essere messo a morte. La tragedia del popolo Tibetano, venne definita nella petizione di 70mila caratteri del precedente Panchen Rimpoche al governo cinese nel 1962. Egli lo ripet\u00e8 nel suo discorso a Shigatse nel 1989 prima della sua morte, quando disse che noi abbiamo sotto il controllo dell\u00b4autorit\u00e0 cinese abbiamo perso pi\u00f9 di quanto abbiamo guadagnato. Molti tibetani imparziali e angosciati espressero chiaramente le difficolt\u00e0 del popolo tibetano. Persino Hu Yaobang, il segretario del Partito Comunista, quando arriv\u00f2 a Lhasa nel 1980, riconobbe chiaramente questi errori e chiese perdono al popolo tibetano. Molte infrastrutture come strade, aeroporti, ferrovie e cos\u00ec via, che sembrano aver portato progresso al Tibet, sono state fatte con il solo obiettivo politico di sinizzazione del Tibet al costo elevatissimo di devastare l\u00b4ecosistema e lo stile di vita tibetano.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #993300;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Anche per i profughi tibetani, se inizialmente hanno affrontato molti problemi come una forte differenza di clima e di lingua e difficolt\u00e0 di sopravvivenza, noi siamo stati in grado di riorganizzarci nell\u00b4esilio. Grazie alla grande generosit\u00e0 dei Paesi che ci ospitano, soprattutto l\u00b4India, i Tibetani sono stati in grado di vivere in libert\u00e0 senza la paura. Noi siamo stati in grado di sopravvivere e di mantenere la nostra religione e la nostra cultura. Noi siamo stati in grado di fornire ai nostri figli sia un\u00b4istruzione tradizionale che una moderna, ci siamo anche adoperati per risolvere la questione tibetana. Ci sono stati anche altri risultati positivi. Il Buddismo Tibetano che fa soprattutto riferimento alla compassione ha fornito un contributo positivo in molte parti del mondo.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #993300;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Immediatamente dopo il nostro arrivo in esilio, io iniziai a lavorare per la promozione della democrazia nella Comunit\u00e0 Tibetana con la creazione del Parlamento Tibetano in Esilio nel 1960. Da quel momento, abbiamo fatto graduali passi in avanti sul cammino verso la democrazia e oggi la nostra amministrazione in esilio si \u00e8 evoluta in una piena democrazia con un proprio corpo legislativo. Questo pertanto \u00e8 qualcosa di cui possiamo esserne fieri.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #993300;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Dal 2001 abbiamo istituito un sistema grazie al quale la leadership politica dei Tibetani in esilio \u00e8 direttamente eletta grazie a procedure simili a quelle degli altri sistemi democratici. Attualmente, l\u00b4elezione diretta del Kalon Tripa (Primo Ministro) sta per essere messa in atto. Conseguentemente, le mie quotidiane responsabilit\u00e0 amministrative si sono ridotte e oggi io sono in uno stato di semi pensionamento. Comunque sia, lavorare per la giusta causa del Tibet \u00e8 responsabilit\u00e0 di ogni Tibetano e fino a quando io vivr\u00f2, mi far\u00f2 carico di questa responsabilit\u00e0.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #993300;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Come essere umano, il mio compito principale \u00e8 la promozione dei valori umani, questa \u00e8 la chiave che io considero essere una componente fondamentale per una vita felice a livello individuale, familiare e comunitario. Come praticante religioso, il mio secondo compito \u00e8 la promozione della armonia inter-religiosa. Il mio terzo compito \u00e8 naturalmente la questione tibetana. Questo \u00e8 principalmente dovuto al mio essere un Tibetano con il nome di Dalai Lama; e soprattutto ci\u00f2 \u00e8 dovuto alla fiducia che i Tibetani sia fuori che dentro il Tibet hanno riposto in me. Questi sono i tre principali compiti, che io sempre tengo presenti.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #993300;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Per di pi\u00f9, per preservare il benessere della comunit\u00e0 Tibetana in esilio, che \u00e8 organizzata abbastanza bene, il compito principale dell\u00b4Amministrazione Centrale Tibetana \u00e8 stato quello di lavorare verso la risoluzione della questione Tibetana. Avendo espresso i benefici della Politica della Via di Mezzo nel 1974, noi siamo stati pronti a rispondere a Deng Xiaoping quando lui propose colloqui nel 1979. Molti colloqui furono portati avanti e furono inviate delegazioni d\u00b4inchiesta. Queste comunque non portarono a nessun risultato concreto e i contatti formali si interruppero nel 1993.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #993300;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Conseguentemente nel 1996-97, noi abbiamo condotto un sondaggio d\u00b4opinione dei Tibetani in esilio e raccolto suggerimenti dal Tibet ovunque possibile. In un referendum grazie al quale il popolo tibetano doveva portare la nostra battaglia per la libert\u00e0 al pi\u00f9 pieno soddisfacimento. Partendo dai risultati delle votazioni e dei suggerimenti dal Tibet, noi decidemmo di continuare la politica della Via di Mezzo.<br \/>\nDal ripristino dei contatti nel 2002, noi abbiamo seguito una politica di un canale ufficiale e di una agenda e abbiamo avuto otto colloqui con le Autorit\u00e0 Cinesi. Di conseguenza, abbiamo presentato un Memorandum per una Effettiva Autonomia per il Popolo Tibetano, spiegando come le condizioni per una autonomia regionale per le nazionalit\u00e0, prevista nella Costituzione Cinese, doveva essere soddisfatta dalla piena attuazione delle leggi sull\u00b4autonomia. L&#8217;insistenza cinese che considera il Tibet parte della Cina da tempi remoti, non \u00e8 solo inaccurata, ma anche irragionevole. Noi non possiamo cambiare il passato, indipendentemente da ci\u00f2 che c\u00b4era di buono o di cattivo. Distorcere la storia per ragioni politiche \u00e8 scorretto.<br \/>\nNoi abbiamo bisogno di guardare al futuro e lavorare per i nostri benefici. Noi tibetani rivolgiamo il nostro sguardo verso una legittima e concreta autonomia che abiliterebbe i Tibetani a vivere entro la struttura della Repubblica Popolare Cinese. Soddisfacendo le aspirazioni del Popolo Tibetano consentirebbe alla Cina di ottenere stabilit\u00e0 e unit\u00e0. Per quanto ci riguarda noi non stiamo avanzando nessuna richiesta basata sulla storia. Guardando indietro alla storia, non c\u00b4\u00e8 nessun Paese oggi, Cina inclusa, il cui status territoriale \u00e8 rimasto immutato, n\u00e9 che possa essere soggetto a modifica.<br \/>\nLe nostre aspirazioni che tutti i Tibetani appartengano a una singola amministrazione autonoma \u00e8 mantenuta focalizzando sul vero scopo dei principi dell\u00b4autonomia regionale nazionale. Ci\u00f2 soddisfa anche i requisiti fondamentali del Popolo Tibetano e Cinese. La costituzione Cinese e le altre leggi che ad essa fanno riferimento non pongono nessun ostacolo a questo proposito e molti leader del Governo Centrale Cinese sono d\u00b4accordo con ci\u00f2. Firmando l\u00b4Accordo in 17 punti, il Premier Zhou Enlai riconobbe che questa era una richiesta ragionevole, ma che non era il momento di renderla effettiva. Nel 1956, con la formazione del Comitato Preparatorio per la\u201dRegione Autonoma Tibetana\u201d, il vice premier Chan Yi indicando una mappa disse, se Lhasa pu\u00f2 essere la capitale della Regione Autonoma Tibetana, ci\u00f2 potr\u00e0 contribuire allo sviluppo del Tibet e all\u00b4amicizia tra le nazionalit\u00e0 Tibetana e Cinese; una visione condivisa dal Panchen Rimpoche e da molti ufficiali e studiosi Tibetani. Se i leader cinesi avessero avuto delle obiezioni alle nostre proposte, avrebbero potuto fornire le loro motivazioni e suggerire altre alternative da tenere in nostra considerazione, ma cos\u00ec non fu. Io sono deluso per il fatto che le autorit\u00e0 cinesi non hanno risposto in maniera appropriata ai nostri sinceri sforzi per migliorare l\u00b4autonomia regionale per tutti i Tibetani, come stabilito nella Costituzione della Repubblica Popolare Cinese.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #993300;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">A parte dell\u00b4attuale processo del dialogo sino-tibetano che non ha portato a nessun risultato concreto, c\u00b4\u00e8 stata una violenta repressione sulle proteste dei Tibetani che hanno scosso l&#8217;intero Tibet da marzo dello scorso anno. Quindi per coinvolgere l\u00b4opinione pubblica sulle future azioni da intraprendere \u00e8 stato tenuto un \u201cIncontro speciale dei tibetani in esilio\u201d in novembre 2008. Sono stati fatti sforzi per raccogliere suggerimenti, per quanto possibile, anche dai Tibetani in Tibet. Il risultato complessivo fu che la maggioranza dei Tibetani ha ritenuto giusto continuare la politica della Via di Mezzo. Noi quindi stiamo perseguendo questa politica con grande fiducia e continueremo i nostri sforzi verso l\u00b4ottenimento di una significativa autonomia regionale per tutti i Tibetani.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #993300;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Sin dall\u00b4antichit\u00e0 il popolo cinese e quello tibetano sono stati vicini. Anche nel futuro noi dobbiamo vivere insieme. Quindi \u00e8 molto importante per noi coesistere in amicizia gli uni con gli altri.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #993300;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Dall\u00b4occupazione del Tibet, i Comunisti Cinesi hanno fatto una propaganda distorta sul Tibet e sulla sua gente. Di conseguenza, ci sono nella popolazione Cinese poche persone che hanno una vera comprensione sui fatti del Tibet. \u00c8 infatti molto difficile per loro conoscere la verit\u00e0. Ci sono anche leader Cinesi di estrema sinistra che dallo scorso marzo hanno fatto una diffusa propaganda con il solo scopo di creare astio tra il popolo cinese e quello tibetano. Tristemente, come risultato, si \u00e8 fatta spazio nelle menti di alcuni nostri fratelli e sorelle Cinesi una impressione negativa dei Tibetani.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #993300;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Quindi come io ho appena detto, vorrei esprimere un forte desiderio affinch\u00e9 i nostri fratelli e sorelle Cinesi non siano influenzati da questa propaganda, ma invece comprendano gli accadimenti del Tibet in modo imparziale, cos\u00ec che non ci siano divisioni tra di noi. I Tibetani dovrebbero anche continuare a lavorare per l\u00b4amicizia con il popolo Cinese.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #993300;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Guardando indietro ai 50 anni dell\u00b4esilio, noi abbiamo sperimentato molti alti e bassi. Comunque sia il fatto che la questione Tibetana sia aperta e che la Comunit\u00e0 Internazionale si sia interessando molto\u00a0 \u00e8 senza dubbio un traguardo. Vista da questa prospettiva, io non ho alcun dubbio che prevarr\u00e0 la giustizia per la giusta causa del Tibet, se noi continuiamo sul cammino della verit\u00e0 e della non violenza.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #993300;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Come noi commemoriamo i cinquanta anni dell\u00b4esilio, \u00e8 molto importante per noi esprimere la nostra profonda gratitudine ai governi e ai popoli dei Paesi che ci danno ospitalit\u00e0. Non solo noi rispettiamo le leggi di questi Paesi, ma viviamo in un modo che pu\u00f2 portare loro beneficio. Allo stesso modo nei nostri sforzi di portare avanti la causa Tibetana e conservare la nostra religione e cultura noi dobbiamo modellare la nostra strategia e visione futura imparando dalla nostra esperienza passata.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #993300;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Io dico sempre che dobbiamo sempre sperare per il meglio e prepararci per il peggio. Da qualsiasi punto lo guardiamo sia dalla prospettiva globale che dal contesto degli eventi in Cina, ci sono ragioni per noi che ci fanno sperare in una veloce risoluzione della questione Tibetana. Comunque sia dobbiamo anche essere preparati nel caso in cui la lotta per il Tibet si protragga per un tempo pi\u00f9 lungo. Per questo noi dobbiamo soprattutto dedicarci all\u00b4istruzione dei nostri ragazzi e alla preparazione di professionisti nei campi pi\u00f9 diversi. Noi dobbiamo anche acquisire consapevolezza sull\u00b4ambiente e sulla salute, e migliorare la comprensione e la pratica dei metodi non violenti tra la popolazione Tibetana.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #993300;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Vorrei cogliere questa opportunit\u00e0 per esprimere la mia profonda gratitudine ai leaders e al popolo indiano, che nonostante i problemi e le difficolt\u00e0 incontrate, ha sempre fornito un inestimabile supporto e assistenza durante i cinquanta anni dell\u00b4esilio. La loro gentilezza e generosit\u00e0 \u00e8 incommensurabile. Mi piacerebbe anche esprimere la mia gratitudine ai leaders, ai governi e alla Comunit\u00e0 Internazionale, come anche ai vari gruppi di supporto al Tibet, per il loro indistinto sostegno.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #993300;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Possano tutti gli esseri senzienti vivere in pace e felicit\u00e0.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #993300;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Il Dalai Lama<br \/>\n10 Marzo 2009<\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Discorso di Sua Santit\u00e0 il Dalai Lama in occasione del 50\u00b0 anniversario dell\u2019insurrezione nazionale tibetana 10 Marzo 2009. 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