S. S. Dalai Lama a Milano, Conferenza pubblica: La Felicità al di là della religione

Sua Santità il Dalai Lama: Proviamo a fare del 21° secolo il secolo del dialogo. Il dialogo risolve i conflitti e si basa sul rispetto della vita degli altri, sul rispetto e sul diritto a non soffrire.

Sua Santità il Dalai Lama: Proviamo a fare del 21° secolo il secolo del dialogo. Il dialogo risolve i conflitti e si basa sul rispetto della vita degli altri, sul rispetto e sul diritto a non soffrire.

Conferenza pubblica “La Felicità al di là della religione”di Sua Santità il Dalai Lama giovedì 28 giugno 2012 ore 13.30 al Forum di Assago Milano

Prima bozza d’appunti dell’Ing. Alessandro Tenzin Villa ed editing del Dott. Luciano Villa, e di Graziella Romania nell’ambito del Progetto “Free Dalai Lama’s Teachings” a beneficio di tutti gli esseri senzienti. Questo lavoro è basato su quanto espresso direttamente in inglese da Sua Santità il Dalai Lama. Ci scusiamo per i possibili errori ed omissioni. Vedi anche http://www.sangye.it/dalailamanews/?p=5437 , http://www.sangye.it/dalailamanews/?p=5448, , http://www.sangye.it/dalailamanews/?p=5512 .

Sua Santità il Dalai Lama

Cari fratelli e sorelle, sono contento di scambiare le nostre esperienze, in più per me queste sono occasioni di apprendimento, perché, grazie alle vostre domande, mi fanno pensare a punti che normalmente non penso.

Per cominciare, voglio esprimere il mio ringraziamento agli organizzatori e al sindaco che mi hanno conferito questa onorificenza. Lo dico sempre: sono un essere come voi, però mi serve da incoraggiamento, per il mio piccolo contributo per migliorare le cose, per cui mi fa contento.

Normalmente, quando ho l’opportunità di parlare alla gente, mi sento una persona semplice, solamente uno dei tanti fra i 7 miliardi di esseri umani. Se nel rivolgervi a voi dovessi pensare che in realtà sono tibetano, un monaco buddhista, immediatamente creerei un divario, una distanza tra me e voi.

D’altra parte, se pensiamo di comunicare fra di noi, pensiamo al fondamento di noi stessi è che siamo tutti uguali nel volere essere felici e nell’aver diritto alla felicità. Siamo tutti uguali a non volere soffrire e col diritto a non soffrire. Da questo punto di vista siamo esattamente uguali, se comincio a pensare alle differenze e ad elencare le differenze, di razza, di colore, di cultura etc… è su questa base che sorgono le discriminazioni: io sono ricco e voi poveri, etc. E’ questo tipo di discriminazione che porta tutti i conflitti.

Il concetto di felicità e la sua realizzazione, dipende tantissimo nell’aver fiducia negli altri, è proprio la mancanza di fiducia che porta all’opposto. Se guardiamo anche a livello dell’umanità stessa, credo che, di base, questo concetto, noi e gli altri, sia troppo enfatizzato, c’è troppa tendenza di pensare: noi e gli altri. E’ un concetto vecchio, antico. Una volta le comunità avevano meno relazione uno con l’altro, non c’era troppo scambio. Ora siamo nel 21° secolo, l’economia è globale, l’ambiente, i grandi problemi dell’umanità sono uguali. E’ un modo antico di pensare: noi agli altri. Che non ha più ragione d’essere. Dobbiamo pensare un noi molto grande, un noi grande come tutta l’umanità. Il popolo delle Hawaii ha un detto: “Il tuo sangue è il mio sangue, le tue ossa sono anche le mie ossa”. Per cui, ciascuno di noi, il raggiungimento della felicità e della gioia in ciascuno di noi, dipende esclusivamente dagli altri. Se proprio vogliamo essere egoisti, cerchiamo di farlo in modo intelligente. Il massimo guadagno che vogliamo per noi stessi è quello di prenderci cura degli altri, questo è il modo intelligente di essere egoisti.

Quando sono nato, era già iniziato il conflitto giapponese, poi la seconda guerra mondiale, la guerra in Corea, Vietnam. Ho visto posti pacifici che si sono trasformati in violenti. Un po’ di anni fa ero in una cittadina vicino a New York, il sindaco arrivò in ritardo e mi disse che c’erano stati degli omicidi. Se guardiamo anche a quelli che sono ricchi e benestanti, magari non ci sono tanti omicidi, è così in queste situazioni, ma quanta solitudine. Ho visto tante scoperto scientifiche e tecnologiche incredibili e meravigliose. Tante di queste sono state trasformate a causa delle guerre in armi etc.

L’anno prossimo compierò 77 anni, siamo persone che apparteniamo al secolo passato, adesso il secolo è di coloro che sono giovani, che hanno meno di 30 anni.

Dico molto spesso che il secolo scorso è stato il secolo dei conflitti, 200 milioni di persone uccise in questi conflitti. Io stesso ho visitato prima Hiroshima e poi Nagasaki, ho incontrato una vecchia signora che stava ancora soffrendo degli effetti delle radiazioni nucleari.

Anche questo secolo sembrava iniziato con la violenza del terrorismo, che è sorto dagli errori compiuti nel secolo prima e non sono nuovi. Dobbiamo elaborare un nuovo modo di pensare, non con la violenza, non con le armi, ma attraverso l’educazione, un modo pacifico. Vorrei che i bambini fossero istruiti, che la violenza non è il modo di risolvere i conflitti, e che se vedono i genitori litigare gli dicono che quello non è il modo risolvere i conflitti. Proviamo a fare del 21° secolo il secolo del dialogo.

Per cui, il dialogo è la cosa importante che risolve i conflitti e si basa sul rispetto della vita degli altri, sul rispetto e sul diritto a non soffrire. Questo modo di pensare e rispettare gli altri sulla base del diritto umano credo che sia una morale necessaria che dobbiamo sviluppare nel nostro secolo. Non possiamo pensare di averla vinta, i conflitti non si risolvono con un vincitore e un perdente. I conflitti di interesse vanno analizzati, non possiamo dire: noi ci guadagniamo e gli altri no. 50 e 50%. Questa etica, morale non si basa sulle religioni, ma sull’intelligenza che investiga come si ottengono i vantaggi e come si eliminano gli svantaggi. Più siamo sinceri con gli altri, più ci rispetteranno, più siamo onesti e gli altri si rivolgeranno a noi con amicizia, per cui avremo tantissimi amici. Si è più felici quando tanta gente è con noi. Ci sono persone che pensano che la felicità viene dalla ricchezza dal possedere tante cose. Ai miei amici ricchi dico: quando sei depresso, dai dei bacini al tuo anello col diamante e vedi se ti consola. A quel punto è meglio avere un gattino, almeno ti fa le fusa.

La nostra stessa vita dipende dall’affetto degli altri, sin dall’inizio. Se vogliamo essere egoisti a tutti i costi dobbiamo esserlo in modo intelligente, cioè, se vogliamo essere felici a tutti i costi, dobbiamo farlo sulla base dell’intelligenza, quindi seguire queste regole morali.

Per esempio, se penso a me stesso: io sono il Dalai Lama, un essere santo e cos’ì via. Questa attitudine, in realtà mi imprigiona, mentre invece se non penso così, e penso che siamo tutti uguali, sono sempre pronto ad abbracciare gli altri. Fin da piccolo ero così. Mi è sempre piaciuto andare con gli spazzini, giocavo con loro. Quando mi vedevano, pur piccolino, sul trono mi rispettavano, poi quando giocavamo assieme, mi battevano etc… ed ero uno di loro. Il risultato è che non mi sento solo. Le persone che non si considerano uguali si isolano e si creano la solitudine, per cui è l’ignoranza che crea la solitudine, l’ignoranza del non vedere che in realtà siamo tutti uguali.

Per cui, adesso stiamo parlando di questa etica morale secolare, laica. Vuol dire che è un’etica che non scaturisce da delle leggi o da ordini religiosi, scaturisce dalla consapevolezza della propria intelligenza umana, quella è l’etica.

CI sono oggigiorno delle scoperte scientifiche nel campo medico che hanno visto che l’odio, la paura distruggono il sistema immunitario. La compassione l’amore, l’onestà, invece lo nutrono. Infatti hanno scoperto che persone con più odio hanno vita più breve e viceversa. Ci sono anche delle ricerche scientifiche che vengono fatte negli USA, vengono fatte le varie misurazioni elettroencefalogramma, esame del sangue, pressione arteriosa, gli viene insegnato a meditare su amore e compassione si addestrano per settimane e scoprono che sono molto migliorati.

Abbiamo anche evidenze scientifiche pratiche che, se adottiamo un grande modo di pensare: ci porta beneficio. Questa è l’etica laica che non è sospinta da nessuna religiose. Alcune persone hanno frainteso questa parola secolare come laico e la pensano come un qualcosa di negativo. In realtà, non solo non sminuisce le religioni, ma è il fondamento di tutte le religioni del mondo. Dobbiamo inserire questa etica secolare nelle scuole, etica che non è religiosa, ma è secolare. In india ci siamo messi assieme per redigere delle linee guida di come può essere organizzato un sistema di istruzione che si basa proprio sul modo di pensare laico, è questa l’etica secolare. In uno due anni, sono convinto che in 1, 2 anni finiremo e lo proveremo in una scuola per 5 anni, poi lo estenderemo per più scuole e così via. Dovete pensare a dei modi diversi di istruire, ad educare la mente a questi valori secolari.

Come si può eliminare la paura dal cuore?

Per quanto riguarda la paura è di 2 tipi: l’una si basa sulla ragione, è una paura utile…ci prepara all’evenienza, mentre l’altra si basa sulle proiezioni mentali. Ci sono tante cose. Delle tragedie che possono avvenire. E’ facile che la mente si scoraggi. Questo diventa ancora un grosso problema. A questo punto, nel momento in cui stiamo affrontando delle tragedie, dobbiamo avere un approccio ancora più realistico alla situazione. Nel momento in cui stai attraversando una tragedia, è il momento in cui devi usare la tua intelligenza al massimo livello. Se, analizzando, scopri che quella situazione può essere risolta, allora è inutile avere paura, sforzati per eliminarla. Nel momento in cui comprendi che la tragedia è inevitabile, allora che senso ha, in quel caso, essere depressi? Tanto varrà, comunque è meglio accettare la situazione e rilassarsi. Se stiamo vedendo che c’è un cane rabbioso perché vi vuole mordere. Ci sono due aspetti che dobbiamo considerare.

Per quanto riguarda l’avversione. Ci può essere un avversione positiva e una completamente negativa. C’è un modo di essere positivo e uno negativo. Pensare più a stessi che agli altri. Cercare di sopraffare gli altri per il proprio tornaconto.

Questa confidenza e coraggio può essere la base per portare del grande beneficio agli altri.

Finché esistono lo spazio e gli esseri fintanto che esisterò possa io rimanere per eliminare le sofferenze. Questo tipo di coraggio è positivo e dà una grande forza.

L’amore è il desiderio che gli altri siano felici, mentre la compassione è il desiderio che gli esseri siano liberi dalla sofferenza. La felicità degli altri è la nostra felicità, se gli altri soffrono anche noi soffriamo. Usando questo tipo di ragionamento arriveremo a capire pian piano che cosa è l’amore.

Quando capiamo che certe emozioni sono distruttive, non solo da un punto di vista religioso, cerchiamo di sforzarci di aumentare quelle positive e diminuire quelle negative, non perché c’è un certa religione, ma perché si riscontra questo nella pratica.

Domanda. Lavoro come medico in Italia. Vedo trattare i pazienti come numeri, come fare?

Sua Santità il Dalai Lama. Questo è difficile, è veramente difficile anche la tua domanda. Le persone con un sistema immunitario molto forte, è difficile che si ammalino, anche se vengono a contatto con virus e agenti esterni, perché è difficile intaccare un sistema immunitario forze. Mentre coloro che hanno un sistema immunitario debole facilmente si ammalano. Allo stesso modo la felicità mentale. Coloro che hanno una forte esperienza interiore hanno una visione per affrontare in modo diverso la vita. Altrimenti il minimo disturbo disturberà la mente. Nel tuo caso particolare, penso che, a volte, gli devi dimostrare quanto ti preoccupi di loro, e penseranno “finalmente c’è qualcuno che si preoccupa di me, posso stare più tranquillo” e questo tipo di speranza potrà favorire la loro guarigione. Probabilmente, se anche ti consulti con degli psicologi, psichiatri potranno darti anche dei consigli utili, prova. A volte penso che il mio modo di pensare sia così a livello intellettuale, ma non ho molta esperienza pratica, mentre invece psicologi e psichiatri possono essere più pratici.

Domanda. Mio padre è molto malato, come si può affrontare una situazione così senza essere sopraffatti dall’angoscia?

Sua Santità il Dalai Lama. Anche qui in questo contesto possono esserci approcci diversi, per coloro che sono completamente atei, l’approccio deve essere realistico. Miliardi di persone e di esseri continuano a nascere e morire bisogna, accettare questo tipo di realtà. Quando, passando in macchina, vediamo dei cimiteri, dico questa è la nostra destinazione finale di tutto. Se tuo padre ha vissuto una vita onesta, non c’è bisogno di preoccuparsi. Se pensi a Dio ha fatto la vita, così nascita e morte, per cui ci si affida a Dio.

Domanda. Sui giovani e l’economia

Sua Santità il Dalai Lama. La società è troppo improntata alla competitività e non c’è nessuna attenzione ai valori etici, dell’amore e così via. Non c’è una pillola risolutrice. Dobbiamo avere una strategia lungimirante, queste cose cambiano attraverso una strategia lungimirante.

Se non ci fossero dei problemi, allora non bisognerebbe cercare delle soluzioni. Così, guardiamo anche i problemi del mondo orientale ed occidentale, noi qui in occidente pensiamo di avere dei grandi problemi, però in Africa hanno un altro tipo di problemi. In Africa che ci guardano, dicono ma come stanno bene, però nonostante tutto pensiamo di non avere problemi. L’umanità ricca ha problemi mentali e coloro che sono poveri hanno problemi fisici. Coloro che sono poveri hanno problemi immediati e non possono approfondire tanto, gli altri investigano e i problemi si manifestano in modo più profondo. La colpa è un modo di vedere molto limitato, non a lunga scadenza. Ora è il momento dei giovani. Dovete addestrarvi, e pensare che dei problemi sono insiti nella natura del mondo e ci saranno sempre, poi ci sono altri problemi e non possiamo più risolvere i conflitti come nel secolo passato. Se dovete litigare, al limite tiratevi dei pugni, ma non prendete le armi, perché allora le cose diventano molto gravi.