
Sua Santità il XIV Dalai Lama: È importante distinguere tra arroganza e fiducia in se stessi
Sua Santità il XIV Dalai Lama:L’arroganza, una delle sei afflizioni radice
Studiando quel laboratorio che è la nostra mente, notiamo che, in momenti diversi, possiamo provare emozioni radicalmente differenti: possiamo essere affettuosi e poco dopo irritati. Alcune emozioni sorgono più facilmente o sono più abituali di altre: la rabbia si scatena in un attimo, la pazienza è difficile da coltivare. Alcune portano pace, altre disturbano la tranquillità della nostra mente. Queste ultime emozioni sono chiamate afflizioni. Asaṅga ne dà una definizione nel suo Compendio della conoscenza (LC 1:298):
Un’afflizione è un fenomeno che, quando sorge, ha un carattere disturbante e che, sorgendo, disturba il continuum mentale.
Le afflizioni sono specifici fattori mentali che, quando sorgono nella nostra mente, la rendono irrequieta e incontrollabile. Possono essere emozioni, atteggiamenti o punti di vista e, di solito, si manifestano indipendentemente dalla nostra volontà. Le tre principali sono l’ignoranza, la rabbia e l’attaccamento.
La compassione, anche se può disturbare la nostra mente, non è un’afflizione: a differenza della pietà o dell’angoscia che si prova nel vedere la sofferenza degli altri, la vera compassione viene coltivata deliberatamente per uno scopo nobile ed è sostenuta dalla logica. Non potendo ignorare il duḥkha degli esseri senzienti, la compassione desidera che essi ne siano liberi. La nostra mente può essere temporaneamente disturbata perché la nostra apatia è stata messa alla prova, ma questo tipo di disturbo mentale ci sprona a essere più tolleranti e gentili; rende la mente forte e determinata ad aiutare gli altri, porta beneficio a noi stessi e al prossimo.
Le afflizioni, al contrario, sorgono senza ragioni valide e non hanno alcun fondamento nella realtà ma, poiché per noi sono un’abitudine, si manifestano facilmente in determinate circostanze, disturbando la tranquillità della mente e, a lungo termine, moltiplicando i nostri problemi e la nostra infelicità. A differenza degli stati mentali virtuosi, come l’integrità e la compassione, le afflizioni mancano di chiarezza e spesso ci troviamo a giustificarne la presenza: “Ho il diritto di arrabbiarmi perché sono stato ingiustamente criticato”. Ma pensateci bene: perché dobbiamo arrabbiarci quando qualcuno ci critica? La rabbia è l’unica risposta possibile a quella situazione? La rabbia aumenta o compromette la nostra capacità di comunicare? Interrogarsi in questo modo elimina la confusione, ci permette di cogliere la “logica” fallace che sta dietro alle afflizioni e quindi di eliminarle. Continue reading






































Una volta che un popolo ha adottato una religione, dovrebbe seguirla con onestà. Credere di tutto cuore in Dio, nel Buddha, in Allah o in Shiva è di costante ispirazione a vivere come persone per bene e sincere. Alcuni sostengono di avere fede nel loro credo, ma poi si comportano in maniera contraria ai precetti etici che dovrebbero invece seguire. Pregano per il successo delle loro imprese corrotte e illecite, chiedono a Dio o a Buddha di aiutarli nel portare a termine le loro malefatte. Questo tipo di persone non possono assolutamente definirsi religiose.

























































