S.S. Dalai Lama a Vienna: Conferenza “Etica e Valori Umani”

Sua Santità il Dalai Lama: I fattori biologici non derivano dall'amore, ma esprimono amore. Deriviamo dall'affetto di nostra madre.

Sua Santità il Dalai Lama: I fattori biologici non derivano dall'amore, ma esprimono amore. Deriviamo dall'affetto di nostra madre.

Conferenza Pubblica “Oltre la Religione – Etica e Valori Umani nella Società Contemporanea” di Sua Santità il Dalai Lama Venerdì, 25 Maggio 2012 Vienna Stadthalle, Austria

Prima bozza d’appunti ed editing del Dott. Luciano Villa, dell’Ing. Alessandro Tenzin Villa e di Graziella Romania nell’ambito del Progetto “Free Dalai Lama’s Teachings” a beneficio di tutti gli esseri senzienti. Questi appunti sono basati su quanto espresso direttamente in inglese da Sua Santità il Dalai Lama. Ci scusiamo per i possibili errori ed omissioni.

Sua Santità il Dalai Lama

Sono molto lieto di trovarmi qui tra voi, l’Austria mi e’ familiare fin dalla mia prima visita del 1973, quando la gente mi riconosceva e mi salutava per strada. Grazie ad Heinrich Harrer che ha vissuto per anni in Tibet, offrendomi i suoi consigli, ed ha fatto conoscere al mondo la tragedia del mio Paese col suo notissimo libro: Sette anni in Tibet. Cosi l’Austria mi e’ diventata familiare fin dagli anni ’70.

Perché dovremmo sviluppare un senso globale d’umanità?

Il secolo scorso e’ stato contrassegnato da guerre sanguinosissime, favorite dal grande sviluppo tecnologico. Questo potere distruttivo ha ucciso milioni e milioni di vite, ed in accordo alla storia: sono circa 230 milioni i morti per le guerre del ‘900. Ora le situazioni tragiche che ancora abbiamo, Afganistan e molte altre, sono da considerarsi come l’eredita del secolo scorso. Dovremmo pensare a questo XXI come il secolo della non violenza e della pace, ma la pace non viene solo dalla pace interiore e dalla meditazione, perché sono ancora pochi che le praticano, ma dall’azione.

Perciò, la pace si deve materializzare con l’azione.

Finché’ su questo pianeta ci saranno umani, ci saranno conflitti. Ne dobbiamo essere consci.

Vita felice e felicita’: il mio sangue e’ il tuo, come le tue ossa sono le mie, facciamo tutti gli sforzi per fare un mondo pacifico. Facciamo di questo, un secolo di dialogo. E, per farlo, il dialogo non nasce mai dal sospetto, ma occorre fiducia, condivisione dei problemi dell’umanità, sforzi per costruire un senso di globalità universale, di umanità senza confini di razze, sesso, religione e tutto ciò che divide.

Per costruire un certo senso di responsabilità, verso tutti. E gli umani sono tutti uguali perché desiderano una vita felice. Biologicamente siamo esseri che devono vivere in comunità e non potremmo sopravvivere senza gli altri, senza la nostra mamma o qualcuno che si sia preso cura di noi fin dalla nascita.

E la mia prossima vita potrebbe essere quella d’un ape perché ho sfruttato troppo le api nutrendomi del loro miele!

Ma, come singoli individui non possiamo sopravvivere. Anche i ricchi non possono stare senza amici, altrimenti sopraggiunge in loro un senso di solitudine.

Non sto parlando di argomenti religiosi, ma d’un senso di interessamento che nasce dall’amicizia, la quale si fonda sulla fiducia. L’opposto di sfruttare, d’ingannare gli altri. Su un volo in India, una signora mi fece vedere la foto d’un bambino e d’una bambina e mi chiese di benedirli. E’ un segno di fiducia. Ma un segno anche d’apprensione.

Come avere fiducia? Maturando autostima, l’auto apprezzamento per quel che facciamo.

Nel mio primo viaggio in Europa nel ’73, incontrai un inglese che mi chiese d’imporgli le mani, in quanto pensava che possedessi dei poteri taumaturgici. A parte il fatto che non e’ cosi, era comunque un segno di fede.

Quando qualcuno dei miei collaboratori fa qualcosa di sbagliato, lo riprendo, ma senza rabbia. E non ci sono conseguenze. Ugualmente se qualcuno fa qualcosa di positivo.

Ricchi e poveri possono effettivamente lavorare insieme per far progredire l’economia mondiale.

Dobbiamo alimentare un senso d’interesse per gli altri.

Quando parlo di principi morali, spesso le persone restano colpite. Perché dico che questi non devono necessariamente essere basati su principi religiosi. Anche la cura dei propri bambini deriva da un fattore biologico. Proprio perché siamo esseri che devono vivere in gruppo con gli altri, siamo animali sociali. Lo dimostra il modo in cui siamo nati: dalle cure di nostra madre. Senza le cure della mamma o d’un altra persona, non saremmo certamente sopravvissuti. Secondo la scienza, a partire dalla nascita, il semplice contatto delle carezze della madre contribuiscono a sviluppare il SN sistema nervoso del neonato.

I fattori biologici non derivano dall’amore, ma esprimono amore.

Deriviamo dall’affetto di nostra madre. Ma, ovviamente, esistono madri sconsiderate. L’educazione morale va orientata non a valori materialistici, ne’ ad ingannare gli altri, ma a contribuire positivamente ed armonicamente allo sviluppo della società.

Abbiamo bisogno di sviluppare questa natura positiva tramite l’istruzione, l’allenamento mentale, la consapevolezza.

Nella famiglia c’è tanto affetto. Dobbiamo evitare di aver a disposizione tante risorse materiali, anche in famiglia, ma pochi valori morali. Non basta avere del buon cibo. Ovvio che ci teniamo a mangiar bene, anche gli animali sono contenti quando date loro da mangiare. Ma mangiar bene non basta a soddisfare il nostro desiderio di felicita’.

A livello famigliare, di comunità, quindi globale: cosi dobbiamo vedere le cose.

Autorevoli istituzioni universitarie, come la Wisconsin Emory Stanford University studiano l’impatto delle attitudini mentali sul nostro corpo. Il che negli studi effettuati, ha risultato un miglioramento dopo un training meditativo, diventando molto più calmi, anche molto più amichevoli, molto meno aggressivi.

In una occasione in USA, uno studioso menzionò che quelli che spesso dicono IO, MIO, vanno più facilmente incontro a malattie delle coronari e ad infarti.

Le attitudini mentali estremamente egoistiche spesso chiudono le porte interiori, che sono invece aperte dalla compassione.

La paura, la troppa paura mina il nostro sistema immunitario. Quando un individuo si sforza di bloccare la propria invidia e gelosia, blocca anche quella degli altri. Credenti e non credenti hanno la stessa potenzialità. Con l’istruzione possiamo cambiare la nostra società. Come educare al buon cuore? Fin ad ora era lo si faceva basandosi su valori religiosi, non sull’etica laica, che rappresenta l’unica soluzione. L’etica laica deriva dall’India. E non ha accezioni negative, come può pensare qualcuno. L’India ha una tradizione di 3.000 anni di laicismo. Anche chi non ha una religione deve avere un riferimento per il proprio programma d’istruzione. Etica laica non e’ basata sulla fede religiosa, perché questa non potrà mai essere universale. Per realizzarla, lo facciamo impiegare un modo, un metodo realistico che impieghi la mente. Ma una mente costruttiva. Non da precetti religiosi, ma attuandola con la consapevolezza della mente. Abbiamo bisogno di tutti gli sforzi per promuovere un’etica laica, sviluppare più rispetto per le culture ed i punti di vista degli altri.

Domanda. Incomprensibile.

Sua Santità il Dalai Lama.

Penso che hai bisogno di più pazienza, d’esprimere più amore vero. Il che ti darà degli effetti benefici sulla mente, generando compassione. Apprezzo moltissimo chi si dedica ai bambini, ai bambini poveri, di strada o difficili.

Domanda. Secondo lei, qual e’ la pratica più utile?

Sua Santità il Dalai Lama

Se non credi nella religione, vivi la tua vita onestamente, con verità. Se hai delle opportunità di aiutare gli altri, inclusi gli animali: fallo.

Se ti rilassi sdraiandoti sul letto a sentir musica, in realtà non ti rilasserai, perché la tua mente rimane eccitata.

Conduci una vita onesta, pacifica.

Se avrai dei dispiaceri avrai più possibilità di gestirli.

Facendo cosi avrete più cura della vostra tradizione. Siate seri, generate determinazione a praticare la vostra tradizione culturale.

Ma non sono realistici i grandi cambiamenti senza i grandi sforzi ed il grande impegno.

Domanda. Incomprensibile.

Sua Santità il Dalai Lama.

Nulla accade senza causa, analizzate, studiate gli eventi e cercate di vedere sempre di più ampiamente. Le cose, le azioni sono sempre più intercorrelate e più avrete acquisito una visione globale, la vostra afflizione, la vostra frustrazione diminuirà. L’attitudine mentale più ampia e’ la ricetta per ampliare la nostra conoscenza e la nostra visione del mondo.

Domanda. Perché pensa che i cinesi abbiano tanta paura di lei?

Sua Santità il Dalai Lama. Penso che lo debba chiedere ai cinesi stessi?

Domanda. Come vede il futuro dell’umanità?

Sua Santità il Dalai Lama. Sembra che questo sia il secolo di cambiamenti positivi. Nel ’66 incontrai la Regina Madre d’Inghilterra, che mi confermo che il secolo scorso era senz’altro meglio di quello precedente, perché nell’800 non c’era quasi nessuno che si occupassi di diritti umani. Spiritualità e scienza, prima sembravano separate, ora molto positivamente vicine. Anche la crisi contribuisce a rendere la gente contraria alla guerra. L’Umanità diventa più neutrale. L’istruzione e’ un segno che il punto di vista diventa sempre più olistico. Tutti devono fare il possibile per realizzare un mondo di pace, e’ tutto ciò che ho detto prima. Il livello globale deve giungere dall’associazione, dall’aggregazione delle persone, dall’individuo, poi alla famiglia, poi al nucleo di amici, poi alla comunità in senso sempre più ampio.

Vedi anchehttp://www.sangye.it/dalailamanews/?p=5078,