3 – S.S. Dalai Lama Insegnamenti su “Le 37 Pratiche del Bodhisattva, Kalachakra Bodhi Gaya 1974

Sua Santità il 14° Dalai Lama: Di tutte queste realizzazioni e pratiche, la più importante di tutte è la bodhicitta.

Sua Santità il 14° Dalai Lama: Di tutte queste realizzazioni e pratiche, la più importante di tutte è la bodhicitta.

3 – Insegnamenti, preliminari all’Iniziazione al Kalachakra per la Pace nel Mondo, conferiti da Sua Santità il 14° Dalai Lama a Bodhgaya, Bihar, India, nel dicembre 1974 su “Le Trentasette Pratiche del Bodhisattva” di Ngulchu Thogme Zangpo.vedi http://www.sangye.it/altro/?p=134, Appunti e traduzione del Dott. Luciano Villa al Centro Studi Tibetani “Sangye Cioe Ling” Sondrio (il cui nome è stato conferito da Sua Santità il Dalai Lama), nell’ambito del Progetto Free Dalai Lama’s Teachings per il benessere di tutti gli esseri senzienti. Continua da qui http://www.sangye.it/wordpress2/?p=3635

Sua Santità il Dalai Lama

Solo dopo possiamo praticare i due percorsi di generazione (pratica) e di realizzazione, che ci procureranno il frutto vero. Il frutto può maturare solo da questo processo. Senza le tre basi, la rinuncia, bodhicitta, shunyata, anche se si sa come praticare la meditazione sulle divinità (le entità del percorso) o fare gli esercizi riguardanti le nadi, ecc, questo sarà senza scopo, e sarà dannoso. Sarebbe come se qualcuno con una costituzione molto delicata prendesse un farmaco prescritto per una persona con una costituzione robusta. È quindi molto importante, per qualsiasi pratica tantrica, la preparazione, perciò dobbiamo assolutamente conoscere, molto esattamente, che cosa significa rinuncia, bodhicitta e Shunyata, e non solo contemplare e meditare su questi tre stati, ma far sì che la nostra mente ne sia impregnata e li abbia integrati. Solo dopo, possono essere praticati con beneficio i tantra.

Di tutte queste realizzazioni e pratiche, la più importante di tutte è la bodhicitta, perciò, vi darò oggi l’insegnamento del guru Ngul Cha Gyaltsen Thongme Sangpo. Non mi ricordo esattamente tutto ciò che questa grande guru ha fatto nella sua vita, ma visse allo stesso tempo di un altro dei più grandi maestri del Tibet. C’è una storia sulla loro relazione. Buton Tham Cha Pa soffriva di problemi alle ossa ed a Ngul Chu Gyaltsen Thongme Sangpo, disse: “Hai così tanta bodhicitta da essere sufficiente per benedirmi e farmi guarire.” Il che fece, ed, infatti, curò il suo amico. In ogni caso Ngul Chu Gyaltsen Thongme Sangpo era un gran guru che praticava intensamente la bodhicitta. Era una persona particolarmente umile e paziente. Aveva un lupo che andava con lui ovunque andasse, di cui ne aveva completamente trasformato la cui natura, infondendo in lui un po’ della sua grande compassione. In realtà, il lupo era diventato vegetariano! Thongme Sangp era perciò molto generoso e buono e, vedendo sempre la sofferenza degli altri ed avendola sempre a mente, quando dava insegnamenti sulla bodhicitta gli venivano spesso le lacrime agli occhi. Studiò dai Sakya e successivamente si ritirò completamente dal mondo, per meditare e sviluppare ulteriormente le sua bodhicitta.

Ho ricevuto questo insegnamento da Tenzin Gyaltsen che l’ha, a sua volta, ricevuto dall’abate del Monastero Dzogchen.

L’introduzione alle 37 Pratiche del Bodhisattva è un omaggio rivolto ad Avalokiteshvara, qui chiamato Lokeshvara. Egli è l’oggetto di questo omaggio, perché i versi che spiegano le pratiche dei bodhisattva si basano sulla grande compassione di cui Avalokiteshvara è la fonte.

Continua da qui http://www.sangye.it/wordpress2/?p=5064