S.S. Dalai Lama Nantes 20.08.08: 5°giorno d’insegnamenti

Sua Santità il Dalai Lama sì consulta con il suo interprete

Sua Santità il Dalai Lama sì consulta con il suo interprete: il grande monaco Matthieu Ricard

Dobbiamo premettere che questi sono solo appunti, presi a mano e scaricati sul computer subito dopo gli insegnamenti, perciò non riusciamo certo a darvi una trascrizione esatta di ciò che ha detto Sua Santità nei suoi insegnamenti, in cui parla in tibetano. Pertanto vi preghiamo di scusarci se vi sono errori o incomprensioni. Né quello che qui trovate non sono certo le parole esatte della traduzione di Andrea Capellari, in quanto sarebbe stato impossibile riuscire a seguirlo in tutto il suo discorso.

Appunti, traduzione dall’inglese ed editing del Dott. Luciano Villa, dell’Ing. Alessandro Tenzin Villa e di Graziella Romania nell’ambito del Progetto “Free Dalai Lama’s Teachings” per il beneficio di tutti gli esseri senzienti.

Domanda: come facciamo ad applicare la compassione evitando che gli altri se ne approfittino?

Sua Santità il Dalai Lama

Dobbiamo fare una distinzione fra l’azione negativa e colui che compie l’azione negativa.In ognuno di noi credo che vi sia una compassione biologica, anche se limitata, naturale. In un primo livello di compassione non siamo in grado di provare amore verso coloro che ci danneggiano. La compassione biologica, con l’aiuto della saggezza, può raggiungere un livello infinito, basato principalmente sulla persona e non sull’azione, come invece fa la compassione di primo livello.

Quindi c’è un livello inferiore di compassione che sorge quando qualcuno è stato carino, quindi sì basa sulle sue azioni.

Ora parliamo di coloro che sì approfittano di noi, questa è un’ingiustizia e noi pensiamo di doverci opporre. Ma dovremmo far sorgere il secondo livello di compassione e pensare che in ogni caso colui che compie l’azione è comunque un essere senziente che ha bisogno delle nostre cure. Quindi dovremmo essere preoccupati per la persona che agisce negativamente, e dovremmo essere preoccupati perché questa persona, sfruttandoci, sarà auto danneggiata dal suo stesso agire.

Applausi

Domanda: qual è la posizione buddhista sulla donazione degli organi?

Sua Santità il Dalai Lama

Sì parla di dono del nostro copro e dei nostri possessi nel buddhismo. Sì parla di dono di tutti i nostri meriti e le nostre virtù. C’è persino un modo di donare i propri organi nella tradizione buddhista quando la persona è ancora viva. In questo caso bisogna che questo sia in armonia col livello della nostra pratica. Non dobbiamo creare un ostacolo alla nostra stessa pratica. Se abbiamo questo livello di compassione allora va bene e bisogna assicurarsi che via senso in questa donazione, che vi sia un motivo per donare questo organo. Non è un atto gratuito di esaltazione. Qualunque dono che noi facciamo dobbiamo verificare che sia il livello di pratica giusto in modo tale che questo sviluppi la nostra pratica e non la ostacoli. Se non abbiamo quel livello di pratica o se non c’è un bisogno reale dobbiamo proteggere il nostro copro umano perché è grazie a questo che possiamo praticare e progredire nel sentiero spirituale.

Quando siamo morti è molto utile che il cadavere possa servire ad aiutare gli altri. Dopo la morte non ci sono ostacoli.

Domanda: come sì ci può distaccare dalla sofferenza quando sì perde un figlio?

Sua Santità il Dalai Lama

Vi era una donna dell’area del Pempo che non aveva figli. Una volta sì avvicinò a un lama kadampa, Potowa e lamentandosi diceva voglio un figlio. Potowa, rassicurandola, rispose è meglio non avere figli, perché se hai un figlio hai una preoccupazione, se hai 2 figli hai 2 preoccupazioni e se hai 100 figli ha 100 preoccupazioni. E la donna tacque.

In questo caso è molto triste, una madre che perde un figlio, perché la madre è la maestra dell’affetto, sono coloro che ci mostrano l’esempio dell’affetto. Ci sono molte possibilità di passare questo brutto avvenimento se la persona a cui capita ciò è credente. Per esempio se tu credi in Dio ricordati che lui è misericordioso e quindi il fatto che noi siamo sue creature deve avere qualche significato. Un altra persona che crede nella legge di causa ed effetto può pensare che è a causa di cause e condizioni che è successo questo. Anche se è una cosa molto triste, quando un figlio muore cercate di non dispiacervi troppo, il bambino capisce quello che la madre sente. La madre non deve essere molto triste per il suo bambino, pensate se ci potesse vedere questo bambino così tristi allora lo faremmo ulteriormente soffrire. Questo bambino sarebbe molto più felice di vedere che ciò che lui ha lasciato sta continuando in modo armonioso e costruttivo. Questa tragedia non deve farci piombare in una tristezza ulteriore e nell’ansia. A parte ciò io non so che cosa dire.

Applausi:-)

Domanda: che cosa succederà quando tutti saranno Buddha?

Sua Santità il Dalai Lama

Ci sarà meno da lavorare:-)

Applausi:-)

Monaci in ascolto
Monaci in ascolto

Domanda: come riconoscere ciò che è buono e ciò che è negativo?Come scegliere?

Sua Santità il Dalai Lama

Questo è difficile. Dobbiamo analizzare le cose cautamente cercando di vedere le cose da vari punti di vista. E poi con la piena conoscenza della realtà allora si comincia ad agire. Talvolta possiamo non essere sicuri al 100% che la nostra sia la scelta giusta. Allora la cosa più importante è la nostra motivazione. In questo caso la cosa più importante che possiamo fare è analizzare la nostra motivazione. Se la nostra motivazione è pura allora non avremo motivo di avere rimorso se le cose andranno male.

Domanda: da dove vengono le fabbricazioni mentali della mente?Perché vengono dalla natura ultima della mente queste costruzioni mentali?

Sua Santità il Dalai Lama

Qual è la ragione per la quale c’è la coscienza?E’ solo la sua natura, è solo la natura delle cose.

Dagli insegnamenti Tzo chen nell’ottavo capitolo nel tesoro che soddisfa tutti i desideri c’è una spiegazione differente delle due verità. Quando l’insegnamento del Tantra segreto essenziale viene dato c’è una spiegazione speciale delle due verità. Sì menzionano nove realtà. Un modo di mettere le cose è che la mente innata è quella ultima, quella di chiara luce mentre le altri menti sarebbero le realtà convenzionali. Quando uno è in grado di realizzare lo stato di chiara luce della mente allora è nella natura assoluta ma quando dalla chiara luce innata sì va da una mente di tipo relativo, in cui esistono l’ignoranza contaminata. Allora quella è l’energia karmica che disturba la chiara luce e così quella mente sorge nella forma e in livelli più grossolani. I pensieri disturbanti della chiara luce vengono dalle energie karmiche e fanno sì che la mente non sia nello stato di chiara luce. Queste forze karmiche esistevano per natura all’interno di noi, ci sono molte cose che esistono naturalmente, questo è il principio di natura. Quindi è perché i fenomeni esistono naturalmente, l’ignoranza esiste per natura. E’ un’ignoranza che sovraimpone i suoi concetti sulla realtà. Quello che importa comunque è chiedersi noi soffriamo?Ci sono delle cause?Bisogna partire ad analizzare rispetto a dove ci troviamo.

Domanda: negli ultimi due giorni abbiamo visto come coltivare la disciplina morale e la saggezza ma non molto su come coltivare la concentrazione meditativa?

Sua Santità il Dalai Lama

La concentrazione meditativa, o Samadhi, è qualcosa che è comune a buddhisti e non buddhisti. La mente principale è la corrente principale e all’interno di questa vediamo i fattori mentali. Ciò che muove la nostra mente è ciò a cui poniamo attenzione. Per esempio quando vediamo un fiore in seguito alla percezione dell’occhio c’è una coscienza mentale che apprende il fiore e in seguito sì va a discernere i dettagli di questo fiore. Perciò bisogna che la mente dimori in modo attento e continuo su questo fiore e ne analizzi le caratteristiche. Nel momento in cui sì è chiarificato l’oggetto bisogna prolungare questa concentrazione univoca. Una menta diretta verso l’oggetto questo è il fattore mentale attenzione. Qual è la funzione che discrimina che cos’è questo, che cos’è quello?Questa è la saggezza. C’è un altro fattore mentale, che sì chiama il samadhi, che dimora nell’oggetto. La pratica del samadhi è accrescere il potere della stabilità mentale sull’oggetto. C’è un insegnamento, un’istruzione su come coltivare la stabilità mentale. La pratica nell’etica, nella concentrazione mentale e nella saggezza. Nel tantra ci sono molti modi di coltivare la stabilizzazione univoca. Secondo il sistema dei sutra non c’è pratica di stabilizzazione meditativa secondo i canali di energia. Abbiamo questa pratica di dimorare su un oggetto come un fiore, un Buddha etc…

Non dobbiamo prendere un oggetto esterno come oggetto di concentrazione univoca. Ma dobbiamo piazzare la mente sull’immagine mentale dell’oggetto. Nel tantra sì visualizza se stessi come divinità e sì coltiva il samadhi concentrandosi su tale aspetto. Normalmente la mente è sempre dispersa dietro gli oggetti esterni e qualche volta anche concentrata sulle emozioni di dolore o piacere. Invece noi dobbiamo distogliere la nostra mente da questo vagare e fermare la mente che va dietro alle memorie del passato o alle preoccupazioni del futuro. Distogliendosi da questo vi è una mera assenza di oggetti esterni. Si ha un senso di vacuità, ma non nel senso della realtà ultima, ma nel senso che si ha un senso di spaziosità dovuta all’assenza di oggetti esterni. A quel punto uno viene introdotto a questa mera cognitività e lucentezza della mente. Ma questa è una pura esperienza della natura della mente così com’è, questa esperienza è di porre la mente come puro oggetto di meditazione. Non è un senso di vacuità nel senso di realtà ultima.

La freschezza e la chiarezza della mente. Quali sono gli ostacoli che sì possono presentare alla mente che medita sull’oggetto?Per esempio l’eccitazione mentale..anche se la vostra mente è focalizzata ma non c’è chiarezza allora sì dice che c’è torpore mentale. Dobbiamo applicare l’antidoto rispettivo di tirar su la mente verso uno stato più attento tramite l’introspezione. Quando è troppo agitata dobbiamo calmare la mente con l’equanimità. Quando è distratta bisogna riportarla nello stato di stabilità. Bisogna correggere continuamente lo stato della calma interiore. Se lo spirito diventa troppo agitato o troppo ottuso. Se è troppo agitata la mente bisogna calmarla se è troppo torbida bisogna ravvivarla. Fate tante sessione meditative ma molto brevi. Perché dovete essere sicuri di interrompere la sessione prima di essere esauriti da questa sessione. La meditazione deve essere completata nel momento in cui si è in un buono stato, non quando sì è esauriti. Piano piano sì riuscirà ad avere un periodo più prolungato di meditazione, con l’esperienza. E sì diventa più consapevoli pian piano ogni volta che la mente sì distrae e la sì riporta sull’oggetto. Se facendo questa pratica non ci distraiamo per sei ore, questo è l’ottenimento dello shamata.

Prima ci deve essere una pratica che riguarda lo studio.

Poi la pratica spirituale che sì sviluppa tramite la meditazione.

Questo rappresenta l’essenza del buddhismo, l’unione tra studio e messa in pratica nella nostra esperienza.

Questi giorni sono stati per me giorni di pienezza nella mia vita e spero che qualcuno di voi possa avere avuto qulche beneficio. Ringrazio tutti voi che siete qua, che avete sacrificato il vostro tempo e le vostre risorse economiche per venire qua. Apprezzo molto che avete trovato il tempo di venire qui. Ho notato che siete stati in gran silenzio mentre spiegavo e questo vuol dire che siete stati motlo attenti..

Avete mostrato solidarietà perciò ringrazio molto coloro che hanno esposto le bandiere tibetane.

Il 30 agosto è stato deciso a Dharamsala che sarà un giorno di completo digiuno, per la non violenza. Invito tutti a partecipare.

Io descrivo il Tibet come un’antica nazione che sta morendo, per ricordare ciò noi digiuneremo. Credo che alcuni amici del Tibet si uniranno a questo incontro di preghiera con digiuno, dalla 7 della mattina fino alle 7 della sera.

Va bene per le persone che sono un po’ troppo grasse, è bene che facciano un po’ di digiuno:-)

Questo è tutto fino al nostro prossimo incontro. Praticate più che potete e anch’io cerco di praticare più che posso. E anche voi vi prego praticate più che potete. Sia che avete interesse nel Buddha, Dharma e Sangha dovete praticare in modo sincero qualunque religione voi abbiate scelto. Facciamo sforzi seri e sinceri.

Grandi applausi finali…