5-Insegnamenti di S. S. il Dalai Lama a Dharamsala 15-18.10.09

Sua Santità il Dalai Lama: "Bisogna far riferimento al Buddha e non ad altri, come espresso nella Madhyaika, il Buddha non esprime caratteristiche intrinseche, ma esprime il cammino dell'interdipendenza, della realtà convenzionale e della realtà ultima".

Sua Santità il Dalai Lama: "Bisogna far riferimento al Buddha e non ad altri, come espresso nella Madhyaika, il Buddha non esprime caratteristiche intrinseche, ma esprime il cammino dell'interdipendenza, della realtà convenzionale e della realtà ultima".

16 ottobre 2009 mattino. Secondo giorno d’insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama a Dharamsala, India

Appunti dell’Ing. Alessandro Tenzin Villa, prima revisione ed editing del Dott. Luciano Villa e di Graziella Romania nell’ambito del Progetto “Free Dalai Lama’s Teachings” a beneficio di tutti gli esseri senzienti. Ci scusiamo per i possibili errori ed omissioni. Insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama sul Sutra del Diamante (dorjee chotpa) qui liberamente disponibile https://www.sangye.it/altro/?p=206, sui “Tre aspetti principali del sentiero” qui liberamente disponibile https://www.sangye.it/altro/?p=489 (lamtso namsum) di Lama Tzongkapa e sull’Addestramento mentale in sette punti qui liberamente disponibile https://www.sangye.it/altro/?p=2469 (lojong dhondunma) di Ghesce Chekawa, su richiesta di devoti Taiwanesi.

Sua Santità il Dalai Lama

LA VERA GENEROSITÀ È SENZA ATTACCAMENTO

La vera generosità è senza attaccamento, senza volere qualcosa in cambio. Dobbiamo essere consapevoli di farlo con spirito aperto, con piena generosità, senza aspettarci nulla in contraccambio. Dobbiamo far sì che la mente sia determinata e chiara in questo senso. E quindi la generosità sia unita alla compassione all’amore, e quindi questo atto di generosità fa sì che noi possiamo accumulare moltissimi meriti. Nella pratica della Bodhicitta occorre vedere tutti gli esseri senzienti che progrediscono nel camino verso l’illuminazione. Vedere le virtù come la natura del nirvana, le virtù dell’intenzione positiva, quindi, in questo senso, è molto utile la recitazione del mantra di Amitaba. Così, l’azione della generosità ci porta molto avanti nella strada del nirvana a patto che la motivazione sia pura, che sia una motivazione effettivamente diretta a beneficiare gli altri. Senza desiderare nulla in contraccambio. Se beneficiassimo una persona sola, avremmo fatto in modo d rendere migliore la situazione di una sola persona, ma, se noi dovessimo estendere questa nostra azione a tutti gli esseri senzienti, potremmo conseguire dei risultati veramente straordinari. Perciò portiamo la bodhicitta a tutti gli esseri senzienti.

Pagina 5 terzultimo paragrafo. Trasmissione del testo.

La visione della veste perfetta del Tataghata.

La risposta data a Subuthu riguarda il senso ultimo delle cose, la realtà ultima. Il che caratterizza la perfetta intenzione del Buddha di beneficiare tutti gli esseri senzienti.

Non c’è nulla da rifiutare, non c’è nulla da accettare e non c’è nemmeno un corpo in sé da considerare. Noi tendiamo a vedere l’apparenza del corpo del Buddha, noi stiamo negando l’esistenza indipendente del corpo del Buddha, ma noi stiamo parlando in effetti di apparenza. Di conseguenza, tutto ciò, il corpo, gli insegnamenti, esistono solo sulla base dell’origine interdipendente, che si contrappone alla concezione dell’esistenza inerente.

In senso ultimo, il corpo del Buddha non esiste, ma esiste la saggezza. La quale non ci fa considerare il corpo del Buddha come esistente di per sé, ma in quanto prodotto di cause e condizioni. Questa è la visione corretta.

Come esistono effettivamente le cose? Anche Nagarjuna le esprime in termini di verità convenzionale ed ultima. Le qualità del Buddha hanno un enorme impatto sugli esseri senzienti, offrono due livelli d’insegnamenti. Gli stessi oggetti dell’insegnamento beneficiano gli esseri.

LE EMOZIONI NEGATIVE NON ESISTONO DI PER SÉ

Di conseguenza le emozioni negative non esistono di per sé, ma esistono in quanto vengono fatte sorgere. Tuttavia le emozioni negative non sorgono da sole, di per sé.

Siamo noi la causa delle stesse emozioni negative. Occorre pensare che siamo noi gli artefici delle stesse emozioni negative. A proposito delle due verità, della stessa natura ma di diverso nome. Sempre a proposito del corpo di Buddha, a livello esteriore lo vediamo così come ci appare, solido. Ma, in termini di origine dipendente, non è così. Questo significa che anche il corpo di Buddha è soggetto alla nascita, alla crescita ed al decadimento, in quanto corpo. Analizzando il modo d’esistenza delle cose ci rendiamo conto che sono vuote d’esistenza intrinseca: questa è la natura ultima della realtà.

Dobbiamo mantenere il livello d’analisi degli oggetti. Dobbiamo studiare e verificare che gli oggetti non sono brillanti o belli di per sé, ma perché noi li cogliamo come tali. Comunque, dobbiamo sempre distinguere tra livello convenzionale e livello ultimo. La natura della vacuità dell’immagine del Buddha è la caratteristica del Buddha stesso ma è la caratteristica d’ogni fenomeno. Gli oggetti li dobbiamo vedere nella loro mancanza d’esistenza intrinseca.

Se analizziamo noi stessi come siamo, vediamo che appariamo in un certo modo, ma, se la cerchiamo, non troviamo un’entità che governa i nostri cinque aggregati. Quindi, anche approfondendo, ci renderemo conto che non esiste un sé, né la sua origine. Anche se noi analizziamo con le arti più sottili, non lo troviamo. Un sé lo possiamo individuare se lo consideriamo a livello convenzionale, intendiamoci. Aryadeva diceva che qualsiasi oggetto caratterizzato dall’origine interdipendente è privo di un sé. Questo perché il sé presuppone un’esistenza di per sé, di un potere autonomo. Chandrakirti dice appunto che il sé interdipendente ha un’applicazione unica, noi invece dobbiamo pensare ad un sé che non ha questa apparenza affascinante, non dobbiamo farci attrarre da questa realtà ingannevole costruita su un sé che di per sé non esiste.

Quindi, a livello ultimo, il sé non esiste, nemmeno a livello sottile e nemmeno ultrasottile.

Tutti i fenomeni sono contraddistinti da due nature:

1. convenzionale ed

2. ultima.

Qualsiasi cosa che costituisce un aggregato all’interno del ciclo dell’origine interdipendente è priva di un sé. La capacità di comprensione di questa aspetto della realtà dipende dalla saggezza che appunto vince l’ignoranza. Se voi mi guardate e avete la percezione di me stesso in quanto solido, in quanto essere o persona esistente in quanto tale, vi sbagliereste. Questo, in questo esempio, è l’oggetto di negazione: l’esistenza in quanto tale di me stesso. Cadiamo invece nell’inganno di ritenere i fenomeni inerentemente esistenti. Le qualità del Buddha fanno in modo di farci ottenere la visione chiara. Nella Madhyamika viene esposta la verità in senso molto sottile.

Se ci chiediamo quanto durerà il Dharma, il problema non è tanto quanto durerà il Dharma, ma quanto perdurerà, continuerà in termini di realizzazione spirituale dei praticanti del Dharma.

Nel sutra della perfezione della saggezza è detto che anche quando finirà il Dharma i Bodhisattva continueranno la loro opera. Anche i Bodhisattva che appariranno non li dovete vedere come inerentemente esistenti, in modo indipendente.

Ricordiamoci di non discriminare le persone e nemmeno i fenomeni. Ma di vederli in un unicum.

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