Archive for the ‘Dalai Lama Dharamsala Ottobre 2009’ Category

15.10.09 Insegnamenti di S. S. il Dalai Lama a Dharamsala

Sua santità il Dalai lama: "Quando recitiate la presa di rifugio e di Bodhicitta, entrate veramente nella condizione del viandante sulla via dell'illuminazione".

Sua santità il Dalai lama: "Quando recitiate la presa di rifugio e di Bodhicitta, entrate veramente nella condizione del viandante sulla via dell'illuminazione".

15 ottobre 2009 mattino Primo giorno d’insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama a Dharamsala, India

Cari amici,

sono davvero pochi giorni da quando siamo tornati dagli altipiani nivali del Ladakh e dello Zangskar, dove, col nostro magnifico gruppo, sotto un sole implacabile ma sempre ben motivati, abbiamo ascoltato le parole di saggezza di Sua Santità il Dalai Lama, che ci fece il grande onore d’incontrarci e d’invitarci a Dharamsala, la sua dimora in esilio. Così, al termine della stagione dei monsoni, siamo tornati di nuovo in India, viaggiando un’intera notte su una dondolante corriera indiana, per sbarcare ancora interi l’indomani a Dharamsala, la Piccola Lhasa in India, dove abbiamo preso posto nel principale tempio tibetano di Tsuglagkhang tra migliaia e migliaia di monaci e qualche centinaio d’occidentali per ascoltare questi meravigliosi insegnamenti sul Sutra del Diamante (dorjee chotpa), sui “Tre aspetti principali del sentiero” (lamtso namsum) di Lama Tzongkapa e sull’Addestramento mentale in sette punti (lojong dhondunma) di Ghesce Chekawa.

Appunti a cura di Luciano Villa, Alessandro Tenzin Villa e Graziella Romania.

Sua Santità il Dalai Lama

Parlando in generale, ritengo che le persone manifestino diversi atteggiamenti verso la religione, che credo siano distinguibili in tre categorie. La prima comprende gli individui che dimostrano propensione verso la religione, la seconda quelli contrari e la terza che sono neutrali. Benché tra i tre gruppi vi siano notevoli differenze, tutti cercano di evitare la sofferenza. Questo è l’intento che li accomuna. Ed il segreto per farlo è mantenere la mente calma.

Coloro che sono neutrali versi i temi religiosi cercano d’evitare le sofferenze fisiche, come saziarsi con cibo, eliminare la sete, proteggersi dal freddo.

Assistiamo ad un grandissimo sviluppo materiale ma non sufficiente per garantire la felicità, per eliminare la sofferenza, il dolore. Sia che si creda o meno nella religione, tutti cercano uno stato di felicità, di star ben mentalmente, spiritualmente. LEGGI TUTTO … Read the rest of this entry »

 

16.10.09 Insegnamenti di S. S. il Dalai Lama a Dharamsala

Sua Santità il Dalai Lama: "Bisogna far riferimento al Buddha e non ad altri, come espresso nella Madhyaika, il Buddha non esprime caratteristiche intrinseche, ma esprime il cammino dell'interdipendenza, della realtà convenzionale e della realtà ultima".

Sua Santità il Dalai Lama: "Bisogna far riferimento al Buddha e non ad altri, come espresso nella Madhyaika, il Buddha non esprime caratteristiche intrinseche, ma esprime il cammino dell'interdipendenza, della realtà convenzionale e della realtà ultima".

16 ottobre 2009 mattino. Secondo giorno d’insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama a Dharamsala, India

Cari amici,

mentre Sua Santità parla nel principale tempio tibetano di Tsuglagkhang, stiamo prendendo appunti in condizioni davvero disagiatissime, siamo seduti in una gran ressa per terra, gomito a gomito con centinaia e centinaia di persone pigiatissime che ci sospingono. Facciamo purtroppo una gran difficoltà a scrivere sul nostro laptop. Per giunta, nell’istante in cui ascoltiamo la traduzione dal tibetano in inglese delle parole di Sua Santità (e la ricezione radio è quella che è), dobbiamo provvedere sia a fare la traduzione istantanea in italiano, che anche noi trasmettiamo via radio ai davvero pochi connazionali che ci ascoltano, sia a digitare il testo con la massima velocità sul nostro laptop. Siamo letteralmente impegnati in autentiche acrobazie della mente, che si sdoppia simultaneamente per ascoltare la versione inglese e per tradurla immediatamente in italiano. Insomma, stiamo facendo proprio del nostro meglio, ma, in queste condizioni, dobbiamo ulteriormente dirvi che, giocoforza, ci possono scappare errori, imprecisioni ed omissioni.

Appunti a cura di Luciano Villa, Alessandro Tenzin Villa e Graziella Romania.

Sua Santità il Dalai Lama

Come si possono evitare le azioni negative?

Tutte le concezioni religiose sono positive, perché apportano dei benefici agli esseri senzienti.

Tutte le azioni di queste religioni sono impegnate nell’aiutare gli altri, specialmente nei servizi sociali, nei cristiani queste azioni virtuose positive portano risultati positivi.

Come pacificare la mente?

Comprendendo lo stato della mente da pacificare. Il che equivale ad eliminare le afflizioni.

Offerta del tè.

Proprio in base alla concezione dell’origine dipendente, eliminare le afflizioni vuol dire eliminare l’attaccamento. Il che equivale a pacificare la mente. Di conseguenza, occorre evitare di cadere nella trappola di credere nell’esistenza d’un sé indipendente, eterno. Anzi è necessario rendersi conto invece della sostanziale mancanza del sé. LEGGI TUTTO … Read the rest of this entry »

 

17.10.09 Insegnamenti di S. S. il Dalai Lama a Dharamsala

17 ottobre 2009 mattino. Terzo giorno d’insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama a Dharamsala, India

Cari amici,

Sua Santità sta conferendo i suoi insegnamenti in tibetano ed in inglese alla folta comunità di oltre 5.000 fedeli buddhisti taiwanesi, sembra proprio d’essere in Cina. Molti agitavano le mani dalla gioia ed altri si prostravano in segno di profondo rispetto all’arrivo nel principale tempio tibetano di Tsuglagkhang del 74enne leader spirituale presso la sede dell’insegnamento di questa mattina.
Parlando in tibetano attraverso un traduttore cinese, il premio Nobel per la Pace ha calorosamente salutato ed ha ringraziato i devoti di Taiwan e tutti noi convenuti ad ascoltare i suoi insegnamenti. Prima d’iniziare gli insegnamenti il Dalai Lama ha esordito: “E una splendida opportunità di vedere di nuovo molti di voi e voglio dirvi grazie per essere venuti fin qui”.

Appunti a cura di Luciano Villa, Alessandro Tenzin Villa e Graziella Romania.

 

Sua Santità il Dalai Lama

Per ottenere lo stato del Buddha devi essere determinato ad eliminare la via dell’ignoranza. Fintanto che non si otterrà lo stato del Budha occorrerà impegnarsi a combattere l’ignoranza. I sutra ed i tantra compongono gli insegnamenti buddhisti. Per questo dobbiamo addestrarci per il sentiero, porre le cause per ottenere i risultati.

Come sviluppare la Bodhicitta? Per sviluppare Bodhicitta bisogna sviluppare la grande compassione verso tutti gli esseri che soffrono, fin tanto che non ci rendiamo conto che è possibile liberare tutti gi esseri sulla sofferenza, il che dipende dall’ignoranza.

Fin tanto che non ci si rende conto che è possibile ottenere il nirvana, non si ci rende conto che è possibile liberare tutti gli esseri senzienti dall’ignoranza, eliminandola totalmente.

Perciò Nagarjuna dice che la via per la liberazione è basata

1.    sulla compassione,

2.    sulla Bodhicitta e

3.    sulla saggezza.

Tutto ciò che vediamo, i fenomeni che vediamo, quando li analizziamo ci rendiamo conto che sono vuoti di esistenza intrinseca, sono mancanti di natura essenziale, non esistono di per sé, non esistono per la loro parte, ma sono erroneamente imputati. Comunque, per il modo con cui appaiono, sembrano esistere dalla loro parte. Tutto ciò che è ingannevole ci porta sulla strada sbagliata e ci fa credere che esistano veramente. Questa percezione errata è la radice del samsara e di tutte le emozioni affliggenti. Il che provoca le disillusioni e frustrazioni. Anche i nostri aggregati psicofisici sono privi di esistenza inerente. Sono soggetti a cambiamento, mutano. Tutti noi cambiamo durante la vita. Gli effetti dipendono dalle loro cause dalle loro condizioni, se osserviamo attentamente, vediamo che le cause e gli effetti sono mutuamente indipendenti e non c’è nulla che non sia dipendente da altri fattori. Le cose non sono indipendenti perché non c’è nulla che sia indipendente da cause e condizioni. Le cose non possono esistere per conto loro ma, se pensiamo attentamente, ci rendiamo conto che le cose non esistono indipendentemente.

 

LA NATURA DELLA CHIARA LUCE

Nel sutra della perfezione della saggezza si dice che la mente non esiste nella mente, perché esiste la chiara luce.

Alcuni colori, la loro interpretazione, mostrano il significato dei tre giri della ruota del Dharma, nel primo giro è espressa la parola mente, la mente pura e impura, impura nel samsara e pura fuori dal samsara.

Il secondo giro della ruota del Dharma esprime il concetto che la mente non esiste di per sé. Se noi pensiamo che le cose esistono veramente nel modo in cui ci appaiono, se andiamo ad indagare, ci rendiamo conto che non possono esistere in quel modo, perché non sono dotate di natura indipendente. La natura della mente pura è il primo giro della ruota del Dharma.

Nagarjuna dice che non è possibile bruciare la mente, ma è possibile eliminare le emozioni negative, lavandole con la chiarezza della saggezza, ma la natura della mente pura non può essere distrutta. Quindi, possiamo bruciare le negatività solo attraverso il fuoco della saggezza. Occorre fare in modo di vincere le negatività attraverso la percezione della saggezza. La mente di chiara luce in sé non è eliminabile. Entrando in questo sentiero si va via via attraverso livelli sempre più sottili di saggezza, per livelli sempre più profondi di comprensione. Sono livelli di cognizione attraverso cui si possono eliminare le negatività: questa è la strada che ci conduce ad eliminare le negatività ed a riconoscere la natura pura della mente. Questo fa sì che sia possibile progredire sul sentiero dei terreni dei Bodhisattva. Conoscere che tutti gli esseri possono ottenere questi stati, quando si intraprende Shamata si incontrano molte difficoltà, non è semplice. Così dobbiamo fare tutti gli sforzi nella pratica del Dharma, dobbiamo utilizzare questi insegnamenti nel sentiero dell’accumulazione e deve diventare una parte esperienziale di noi stessi i contenuti di questi insegnamenti devono diventare la nostra esperienza. Un esperienza di vita verso il sentiero del Bodhisattva.

Nagarjuna dice che non c’è bisogno di sapere tutto per praticare. E’ necessaria la concentrazione per sperimentare ciò che sì è meditato. LEGGI TUTTO … Read the rest of this entry »

 

18.10.09 Insegnamenti di S. S. il Dalai Lama a Dharamsala

18 ottobre 2009 mattino. Quarto giorno d’insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama a Dharamsala, India

 

Cari amici,

oggi siamo venuti a sapere tramite Phayul che tre tibetani della provincia di Nagchu  sono stati arrestati per aver espresso appoggio al Dalai Lama. Si tratta dell’ennesimo campanello d’allarme di quanto sia estesa come una vera e propria piovra la repressione poliziesca cinese in Tibet. Il che non ha per nulla turbato gli insegnamenti odierni, che sono dedicati a quegli stessi taiwanesi di cui il Dalai Lama ha recentemente visitato le aree colpite dal tifone nel sud di Taiwan, confortato i sopravvissuti ed ha tenuto un incontro di preghiera per le vittime del tifone cui hanno partecipato più di 15.000 persone. Il mese scorso il Dalai Lama ha visitato Taiwan per benedire i sopravvissuti del tifone Morakot, che ha duramente colpito l’isola l’8 agosto facendo quasi 700 morti. E siamo tutti qui ad abbracciare ed a dare il nostro sostegno ai disastrati taiwanesi. Negli ultimi anni, i buddisti taiwanesi sono venuti a Dharamsala in grandi gruppi per ascoltare gli insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama. Pressappoco nello stesso periodo dello scorso anno, circa 600 fedeli provenienti da Taiwan erano venuti fin qui ad ascoltare i suoi insegnamenti: e c’eravamo anche noi, vedi il nostro blog del settembre ottobre dell’anno scorso http://www.sangye.it/wordpress2/?cat=4 .

Appunti a cura di Luciano Villa, Alessandro Tenzin Villa e Graziella Romania.

 

Sua Santità il Dalai Lama

 

Iniziazione di Avalokitesvara Cenresi

 

Generiamo la mente di Bodhicitta per il beneficio di tutti gli esseri senzienti.

Questo deve essere lo scopo di chi prende questa iniziazione. L’amorevole gentilezza deve essere fondata sulla Bodhicitta e noi dobbiamo praticarla costantemente, proprio per questo riceviamo le iniziazioni, perché la gentilezza delle divinità deve riflettersi in noi. Sono insegnamenti tantrici per persone selezionate. Tantrayana sono insegnamenti segreti. Il Buddha insegnò che alcuni allievi selezionati dovessero ricevere questi insegnamenti. La parola mantra ha due sillabe MAN e TRA. Per MAN s’intende la mente e TRA protezione. Quindi mantra significa protezione della mente.

ORGOGLIO DIVINO

Parliamo di orgoglio divino, molto differente dall’orgoglio ordinario, perché è basato sulla vacuità e sulla mancanza di esistenza intrinseca di qualsiasi fenomeno. Quindi, trasformiamo il nostro corpo in uno divino, questo è il modo per proteggerci  dalle concezioni erronee. Trasformiamo il nostro senso di io sulla base della divinità. La Buddhita è data da una forma fisica e da un corpo di verità, la vacuità ha a che vedere con il corpo della saggezza di Buddha, ma anche con il corpo della forma di Buddha. Per raggiungere questi corpi dobbiamo porre cause adeguate per ottenere non solo il corpo della verità ma anche il corpo della forma del Buddha. Prima di tutto, questo è un modo per raggiungere la forma fisica dello stadio del Buddha sulla base della vacuità, quindi sulla base del corpo di saggezza. Nei sutra, quando si raggiunge il primo livello dei Bodhisattva, ci si focalizza direttamente sulla vacuità. Il corpo di Buddha è una forma cooperante che si riferisce comunque al corpo della forma del Buddha, il tutto per raggiungere la Buddhità. Cerchiamo  quindi deliberatamente di liberarci dalle percezioni ordinarie per assumere l’apparenza e l’orgoglio divino. Cerchiamo di separare la mente grossolana da quella sottile. Dal momento che quella sottile diventa sempre più manifesta, ci si focalizza sulla vacuità che percepisce il corpo della verità.

LA MENTE SOTTILE

La mente grossolana è distinguibile in molti livelli, appartenenti sia agli stadi d veglia sia a quelli di sonno. Stadi sottili di aggregazione e dissoluzione negli elementi fuoco, aria, spazio. La coscienza si dissolve nello spazio, negli stadi sottili della mente, la mente sottile diventa manifesta, sempre più sottile. Si cerca di sintonizzarsi sugli stati sempre più sottili della mente. L’attività tantrica, quella mente produce uno stadio di grande attenzione. Incremento delle capacità di applicazione, la mente sempre più chiara, sempre più limpida.

Il Primo Dalai Lama rimase 40 anni in ritiro e raggiunse grandi realizzazioni. Anche nel caso di esseri ordinari si tratta di una sottile esperienza di chiara luce, tuttavia per gli esseri ordinari non può essere facilmente conseguita. Combinando la pratica della chiara luce con quella della vacuità si ottengono grandi poteri. Gendun Gyatso, il Secondo Dalai Lama, descrive il suo maestro come colui che raggiunse la piena illuminazione in base proprio alle pratiche del tantra e questo grazie alla sua esperienza personale. In ritiro i suoi sforzi di raggiungere la meta lo ripagarono facendogli conseguire l’illuminazione. La nostra mente comunque ha la capacità di trasformarsi e raggiungere queste mete. Nel sentiero del Tantra noi scopriamo l’energie sottili della mente. Se vogliamo capire, seguire questo sentiero dobbiamo impegnarci a studiare come diceva Nagarjuna ed Aryadeva in base alle loro esperienze. I risultati che si conseguono hanno le stesse caratteristiche del sentiero, sono della stessa natura inseparabile del sentiero. La mente emerge come è inseparabile dal sentiero. Il corpo diventa della stessa natura della mente e acquista le medesime energie. Inoltrandosi nel sentiero si diventa capaci di utilizzare queste energie. LEGGI TUTTO … Read the rest of this entry »

 

20.10.09 Insegnamenti di S. S. il Dalai Lama a Dharamsala

20 ottobre 2009 mattino, quinto giorno d’insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama a Dharamsala, India (primo giorno d’insegnamenti sulle Quattro Nobili Verità ai Singaporesi)

Cari amici,

dopo la pausa di ieri, oggi Sua Santità il Dalai Lama riprende a dare qui al Tsuglagkhang altri tre giorni dei suoi preziosi insegnamenti sul tema “Le Quattro Nobili Verità” (denpa shi) su richiesta di un gruppo di buddisti del Sudest asiatico, in prevalenza singaporesi. Abbiamo il raro privilegio d’ascoltare Sua Santità che s’esprime quasi completamente in inglese, tant’è che insegnamenti devono venir tradotti in tibetano perché i tanti provenienti dal Tetto del Mondo possano comprendere bene gli insegnamenti del loro capo spirituale.

Appunti a cura di Luciano Villa, Alessandro Tenzin Villa e Graziella Romania.

 

Sua Santità il Dalai Lama

 

Cari amici e sorelle ancora una volta ho la possibilità di dare questi insegnamenti sul Buddismo.

Il Buddhismo attualmente è soprattutto una religione asiatica.

È un privilegio ascoltare questi insegnamenti. Grazie alla tecnologia, alla cultura della religione, anche in alcune aree molto lontane c’è gente interessata al Buddha Dharma. C’è chi che viene dalla Romania, che mostra interesse per il Buddhismo, anche nel Sud Africa, nell’Uganda, dall’Indonesia. La cristianità è una religione internazionale ed anche il Buddhismo lo sta diventando. Tutte le maggiori tradizioni religiose derivano da diverse parti del mondo. Tutti esponenti di Buddha Shakyamuni, una delle più antiche religioni, lo stesso momento è molto importante nel mondo attuale. Anche le altre religioni sono rilevanti perche esprimono infinito altruismo, compassione, non solo per gli esseri umani ma per tutti gli esseri senzienti.

IL CONCETTO DI INTERDIPENDENZA NEL MONDO BUDDHISTA.

Questa visione, di interdipendenza, è ugualmente molto rilevante nel mondo attuale. Come risultato di un certo impatto con l’ambiente, il concetto di interdipendenza è molto importante per sviluppare le attitudini. L’ambiente non è un qualcosa a noi separato: gli esseri senzienti sono molto interconnessi con l’ambiente. Il nostro futuro dipende da questa tipologia planetaria ed il concetto di interdipendenza è molto importante, anche nel mondo economico. Anche dal punto di vista della salute questo discorso della interdipendenza è molto importante. Questa realtà del tetto del mondo isolato è completamente cambiata attualmente. Dobbiamo considerare l’intero mondo come una parte di noi stessi, perché il futuro di ognuno di noi dipende dal resto del mondo. Il concetto di interdipendenza deriva dal Buddha Dharma ma è applicabile a questo mondo, applicabile a tutto: buddhisti o non buddhisti credenti o non credenti.

Molti scienziati, parlando del concetto buddhista di interdipendenza, ne sono rimasti molto impressionati. Secondo la scienza, le basi di questa esistenza, di quello che accade in un punto influisce a molta distanza, in un altro ambiente.

Alcuni di questi scienziati non sono affatto credenti, non hanno una religione e non pensano ad una prossima vita, ma sono tutti d’accordo nel pensare che questo concetto d’interdipendenza è molto rilevante ed importante. Quindi l’insegnamento del Buddha è rilevante anche nel mondo attuale. Negli ultimi 5 - 6 anni ho incrementato i contatti con il mondo della scienza, tuttavia la mia conoscenza rimane limitata.

Alcuni dei miei amici mi considerano un esperto di scienza della religioni. State attenti. Penso che, fondamentalmente, il Buddhismo, i maestri di Nalanda sono molto critici nell’esaminare e nell’analizzare persino le parole del Buddha. Quindi, se questo concetto di interdipendenza dovesse cadere in certe contraddizioni, anche di ordine razionale, allora non sarebbe corretto e neppure accettabile. Questo è il modo di pensare dei maestri di Nalanda. Quindi non dovete accettare i miei insegnamenti per devozione, ma per investigazione, dopo averli valutati. Questo è un modo molto scientifico di procedere. LEGGI TUTTO … Read the rest of this entry »

 

21.10.09 Insegnamenti di S. S. il Dalai Lama a Dharamsala

21 ottobre 2009 mattino, sesto giorno d’insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama a Dharamsala, India (secondo giorno d’insegnamenti sulle Quattro Nobili Verità ai Singaporesi)

Cari amici,

Dobbiamo darvi una triste notizia. L’Associazione di ex prigionieri politici tibetani GuChuSum comunica che a Lhasa il boia cinese ha ripreso il suo triste lavoro, privando della vita tre tibetani che avevano dimostrato contro il regime d’occupazione cinese del Tibet.  È un atto inaudito che suscita sdegno fra i tibetani esuli qui a Dharamsala come fra i tanti cinesi singaporesi ed ovviamente tra noi occidentali.  Oggi è stato un giorno particolarmente propizio per Luciano. Cosa gl è successo?  Stamani Sua Santità il Dalai Lama, al suo arrivo al tempio principale di Tsuglagkhang, ha individuato Luciano tra la folla ai piedi della scalinata del Tempio, gli ha sorriso tendendogli una mano. Luciano ovviamente non stava più in sé dalla gioia, gli ha teso entrambe le mani e sono finiti così per abbracciarsi. È stato davvero fantastico. Sono molti anni che Sua Santità intrattiene un rapporto particolare con Luciano. Specialmente da quando ha iniziato ad apprezzare questo blog che stiamo faticosamente realizzando affinché almeno gli appunti sui suoi insegnamenti siano disponibili a tutti.

Appunti a cura di Luciano Villa, Alessandro Tenzin Villa e Graziella Romania.

 

Sua Santità il Dalai Lama

Questa è la prima volta che ai miei insegnamenti si recita il sutra della Prajnaparamita in indonesiano. Qualcuno potrà essere sorpreso, ma l’Indonesia è come una seconda India. Più di mille anni fa, in Indonesia il Buddhismo era parecchio diffuso. Tramite Atisha, il Buddhismo tibetano ha delle connessioni col buddhismo indonesiano. A suo tempo, Serlingpa sembra sia stato lo studioso più venerato del mondo buddista. Anche praticanti cinesi e indiani onoravano il suo monastero vicino alla città di Palembang, come il principale centro di formazione buddista.
Uno dei motivi per reputazione Serlingpa era la sua conoscenza chiara e completa degli insegnamenti del Buddha, in particolare del sentiero per Bodhichitta, il percorso della mente illuminata.

Il Buddhismo ha avuto una grande espressione in Indonesia. Il gran Atisha ebbe più di 150 maestri, ma il più importante di tutti fu Serlingpa, in sanscrito Dharmakirti, di Sumatra, nell’attuale Indonesia. Lama Serlingpa fu un gran maestro di profonda meditazione e di trasmissione di un gran pratica buddhista in Indonesia. Lama Serlingpa ha potuto diffondere il Buddha Dharma attraverso gli insegnamenti quindi è molto importante che questo Sutra del Cuore sia recitato in Indonesiano.

Anche i musulmani hanno mostrato interessamento per il mio coinvolgimento non settario. Un musulmano dalla Palestina ha già tradotto dei miei libri, ma proprio per questo è stato criticato da alcuni suoi amici, ma lui va avanti con la traduzione. Fondamentalmente, credo che la fede religiosa è molto legata alla religione. E, quindi, anche la religione è molto influenzata dalla tradizione locale.

MANTENERE LA PROPRIA TRADIZIONE RELIGIOSA

E’ molto importante che ognuno mantenga la propria tradizione, per esempio nelle aree musulmane si rimanga musulmani. Racconto sempre una storia negli anni ’60. Il marito di una famiglia tibetano era un funzionario del governo tibetano. Ma il marito morì presto e la moglie con questi giovanissimi bambini si trovò in grandissima difficoltà, non aveva di che sopravvivere. E allora i lavori erano quelli di lavorare sulle strade. Viene detto che appena i rifugiati raggiunsero l’India, delle chiese cattoliche, cristiane, molte delle organizzazione cristiane vennero a portare aiuto. Venne a trovarmi alla fine del ‘61 e mi disse una storia molta triste, una signora aiutata da queste persone cattoliche mi disse per questa vita sono cattolica ma per la prossima sarò Buddhista. Questa è un’incongruenza, chiaro segno di confusione. Nel ‘56 durante la celebrazione del Buddha incontrai una suora europea che era vestita come una monaca tibetana. Anche questo è un chiaro segno d’incongruenza, quindi è meglio seguire la propria strada.

Ora le domande.

SEGUIRE PRINCIPI NON SETTARI

Risposta di Sua Santità il Dalai Lama - Ci sono 4 scuole nel Buddhismo tibetano, ci sono 4 scuole differenti di pensiero, Saky, Kargyue, Nyma Gelupa. Nel passato molti insegnanti tibetani seguivano principi non settari, e più tardi molti grandi maestri portavano avanti idee non settarie appartenenti alla tradizione Nyma. Quando ero giovane seguivo una tradizione non settaria. Il primo Dalai Lama, il secondo, il terzo, praticarono il non settarismo Kargyu, Sakya, il Quinto Dalai Lama nei suoi scritti seguiva molti insegnamenti Sakya, Nyma, meno Kargyu. Il Secondo Dalai Lama era un detentore del lignaggio Kargyu. Il Settimo Dalai Lama aveva molte connessione con le tradizioni Nyma, e Sakya, il tredicesimo Dalai Lama s’era anche lui formato sulla base di principi non settari. Anche questo grande studioso praticò la tradizione Nyma, questo grande maestro. Il tredicesimo Dalai Lama praticava principalmente tre divinità: Yamantaka, Varabayana e Vajrakya ed era anch’egli non settario. Ci sono molti grandi maestri non settari. Ora, sfortunatamente c’è il problema di Shugden. I suoi seguaci sono settari. LEGGI TUTTO … Read the rest of this entry »

 

22.10.09 Insegnamenti di S. S. il Dalai Lama a Dharamsala

22 ottobre 2009 mattino, settimo giorno d’insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama a Dharamsala, India (terzo giorno d’insegnamenti sulle Quattro Nobili Verità ai Singaporesi)

Cari amici,

Dobbiamo confermarvi la brutta notizia, che sembra ancor peggiore di quanto riportato ieri, perché il Tibetan Centre for Human Rights and Democracy (TCHRD) del Governo Tibetano in esilio ha annunciate che sono ben quattro i tibetani giustiziati il 20 ottobre a Lhasa con l’accusa, mai provata e comunque pretestuosa,  d’aver partecipato ai moti cinesi della primavera del 2008.  Proteste  e preghiere vengono intanto espresse non solo dal mondo dei tibetani in esilio, ma dall’intera società civile del pianeta. Intanto una buona notizia giunge dal governo indiano. Il ministro degli esteri indiano Krishna ha dichiarato che Sua Santità il Dalai Lama è in India come gradito ospite e, come tale, può andare ovunque, anche nel conteso territorio al confine col colosso Cina dell’Arunachal Pradesh.

Oggi è un giorno speciale: è l’ultimo degli insegnamenti ed è il giorno in cui Sua Santità ci conferisce l’iniziazione di Manjustri, il Buddha della saggezza, che riceviamo col tutto il cuore.

Appunti a cura di Luciano Villa, Alessandro Tenzin Villa e Graziella Romania.

 

Sua Santità il Dalai Lama

Oggi recitiamo il sutra del cuore in inglese.

Inizialmente vorrei ricordare che rimane da fare la trasmissione orale.

Gli insegnamenti hanno un’altra funzione ne cammino vajra: tutte le sofferenze sono avvolte in due punti.

Evitare i due opposti:

1.    del’eternalismo e

2.    del nichilismo.

Meditazione sul testo riferito come vajra, diamante. Identificando la realtà come mancante di realtà intrinseca, nel secondo caso il fatto di evitare l’eternalismo e il nichilismo. E’ il momento questo delle 4 degenerazioni. Usiamo queste degenerazioni per trasformarle nel cammino verso l’illuminazione. Quando si soffre, il desiderio di praticare il Dharma si fa maggiore, invece, quando ci si sente felici, possono sorgere ancora di più le emozioni affliggenti. Il Karma negativo è responsabile della sofferenza. Quindi occorre purificare il karma negativo maturando la rinuncia all’atteggiamento che porta alla sofferenza. Possa io sobbarcare l’intera sofferenza del mondo. Possa l’intero mondo sperimentare meno sofferenza, grazie anche al mio apporto. Tutto dipende dalla mente dell’attaccamento. Dobbiamo trasformare i cattivi auspici in buone situazioni, le situazioni negative in positive. Trasformare la mente e le intenzioni.

Offerta del tè.

Questi due insegnamenti sulla vacuità riflettono la Bodhicitta  convenzionale ed ultima. Rappresentano le istruzioni per raggiungere la felicità, l’illuminazione. Questa è una saggezza che deriva dalla vacuità. Ci sono diversi modi per capire come i mezzi sono applicabili rispetto alle afflizioni.

Il Bodhisattva, nel momento in cui realizza direttamente la vacuità, realizza anche la bodhicitta per tutti glie esseri senzienti. La bodhicitta che realizza direttamente la vacuità è la Bodhicitta ultima. Una delle cause principali per raggiungere il corpo di Buddha.

Mentre la Bodhicitta convenzionale significa essere impegnati  nei fenomeni convenzionali. Si deve evitare gli estremi e mantenere la consapevolezza della mancanza del sé intrinseco. Desidero la felicità e non voglio la sofferenza e quindi non penso solo a me stesso ma a tutti gli esseri senzienti Possiamo estendere il senso di gratificare non solo a noi stessi, ma a tutti gli esseri senzienti. Comprendere in questa gratificazione tutti gli esseri. Se beneficiamo gli altri, tutti i benefici automaticamente ricadranno su di noi. E’ attraverso il beneficiare gli altri che si raggiungono tutti i benefici in termini di meriti.

RAGGIUNGERE LA BUDDHITÀ ATTRAVERSO IL CAMMINO DI AIUTARE GLI ALTRI, DI IMPEGNARSI PER GLI ALTRI.

La Bodhicitta convenzionale ed ultima sono l’essenza dell’intero sentiero del Buddha. LEGGI TUTTO … Read the rest of this entry »