Ven. Jampa Sangmo: Introduzione al Ciod.

Ven. Bikshuni Jampa Sangmo: È molto difficile impegnarsi nel Ciod. Perciò prima occorre impegnarsi nel Lamrim, il sentiero graduale.

Ven. Bikshuni Jampa Sangmo: È molto difficile impegnarsi nel Ciod. Perciò prima occorre impegnarsi nel Lamrim, il sentiero graduale.

Ven. Bikshuni Jampa Sangmo: Introduzione al Ciod. Istituto Lama Tzongkhapa Pomaia,PI 17-19.02.17 Traduzione della Ven. Bikshuni Cristiana Ciampa Tsomo. Appunti non revisionati del Dr. Luciano Villa nell’ambito del Progetto Free Dharma Teachings per il beneficio di tutti gli esseri senzienti.

Ven. Bikshuni Jampa Sangmo. Grazie per essere venuti qui, grazie per il vostro interesse per il Ciod, perché effettivamente sono pochi che se ne dimostrano interessati. E non è nello stile di Macig Labdron diffondere questi insegnamenti senza cautela.

Meditazione. Sedetevi, anche su una sedia, non importa se a gambe incrociate. L’importane è di avere una connessione con la terra, perché essa ci conferisce fiducia di base e, se ci poniamo col nostro chakra inferiore in connessione con le qualità della terra, essa stessa ci sosterrà. In india è detta la madre terra, il che la fa veramente preziosa, perché essa è davvero la madre degli esseri ed è il luogo dove al momento viviamo, ed è bene rinnovarla al più presto.

Respiriamo profondamente e siamo pronti ad iniziare. Le gambe incrociate vano bene per il fluire dell’energia, come vanno bene altre posture. Dobbiamo innanzitutto stabilizzare la posizione. Le braccia possono essere poste sulle cosce o nella classica posizione di meditazione e deve passare dell’aria tra le braccia ed il corpo, non devono essere incollate.

Scannerizziamo il nostro corpo. Unifichiamo il nostro corpo con la nostro mente. Iniziamo con la cima del nostro capo, dall’Usnisha, c’è come una linea di luce che pian piano scende dalla nostra fronte, agli occhi, naso, bocca, collo, spalle e possiamo proprio sentire l’effetto rilassante di questa luce che poi scende al nostro petto, addome, schiena, cosce, ginocchi, gambe e piedi.

Se in qualche punto del corpo c’è un interruzione del fluire della luce, non ce ne preoccupiamo e continuiamo col fluire del nostro flusso di luce, come se compiesse una scannerizzazione.

Prendiamo semplicemente atto del nostro respiro, senza volerlo controllare, è un semplice respirare. Ad ogni espirazione ci rilassiamo in uno stato di presenza mentale che chiamiamo di aperta consapevolezza, senza controllare né indulgere in questo stato mentale. Andiamo in tutte quelle situazioni in cui abbiamo ottenuto questa buona rinascita, già ricevuto insegnamenti, già praticato. È una situazione molto preziosa che avviene tanto velocemente. È una speciale opportunità che dobbiamo continuare. Ven. Bikshuni Jampa Sangmo.

Così abbiamo la possibilità di continuare in questo sentiero ed abbiamo la possibilità di studiare, meditare, e procedere nel dharma. Ci sono così tanti esseri che non hanno la possibilità di ascoltare e praticare il dharma. E, facendo questa motivazione, possiamo approfondirla, pensando maggiormente in quale situazione si trovano gli esseri sulla terra. In noi che abbiamo ricevuto gli insegnamenti c’è un certo senso d’urgenza di mettere in pratica questi insegnamenti per il beneficio di tutti gli altri esseri. Alcuni maestri dicono che pensando in questo modo diventiamo davvero eccitati dalla possibilità di prenderci cura degli altri esseri, perché è nella natura di questo pensiero generare bontà, ma non abbiamo bisogno di sentirci buoni, perché lo siamo già.

Cosa posso fare per rendere felici le persone? Questa dev’essere la nostra motivazione al mattino quando ci alziamo. Di tanto in tanto dobbiamo rinfrescare questa motivazione.

Fino ad ora non ero molto propensa a fare meditazione, a fare qualcosa di rigido. Ma la meditazione è necessaria. Senza la stabilizzazione della mente non è possibile proseguire nel sentiero. Il mero analizzare non basta perché abbiamo le due ali, metodo e saggezza, che entrambe dobbiamo usare per procedere nella pratica.

CIOD

Macig è composta dal prefisso “ma” che significa “madre” e “cig” equivalente a l’unica, quindi Macig significa: l’unica madre.

Ven. Bikshuni Jampa Sangmo: La paura è la radice del samsara.

Ven. Bikshuni Jampa Sangmo: La paura è la radice del samsara.

Macig Labdron fu un’eccezione, perché a quel tempo era molto difficile che le donne praticassero e che fossero accettate. Per i tibetani le vicende di Macig erano molto strane: era una monaca, poi smonacata, quindi sposata, che ebbe dei figli, ma li lasciò al padre per vivere il darma. Infine diede via tutto e visse come una mendicante. E le persone attorno non sapevano come trattarla. Fin da piccola aveva padroneggiato gli aspetti della Prajnaparamita. In Tibet si invitava in famiglia un monaco per recitare la Prajina Paramita, e c’erano altri 2 monaci che controllavano che tutto fosse fatto a dovere. Ma Macig leggeva velocissimamente. E la gente pensava che non fosse normale. Potete leggere la sua biografia, ma nessun libro è in italiano. Macig lasciò molto presto la casa dei genitori e sentiva una forte spinta ad incontrare i maestri. Padampa Sangye fu il suo principale maestro perché da lui ricevette gli insegnamenti e le iniziazioni più importanti, effettivamente ci sono altre testimonianze che dicevano che il suo maestro principale fosse un allievo di Padampa Sangye, da cui proviene il lignaggio Shicè: un modo pacifico d’avere a che fare coi demoni. Macig ne fu comunque indipendente, perché aveva connessioni con Prajnaparamita e si prendeva carico degli insegnamenti di Tara, con cui parlò e Tara le disse di andare avanti con l’insegnamento della Prajna Paramita, Mahamudra, Dzochen. Dzoc cen = grande raccolta, Mahamudra = grande sigillo. Scicè ed il lignaggio di Macig sono leggermente differenti, perché aver a che fare coi demoni non è semplice, Macig lavora sulla unicità della persona, interdipendenza, mancanza del sé, l’accettazione dell’impermanenza e l’interdipendenza con gli altri. Altrimenti non è possibile lavorare coi demoni della nostra mente. Non dimentichiamo che Macig non accetta che esistano dei demoni esterni. Tutto è nella nostra mente.

È molto difficile impegnarsi nel Ciod. Perciò prima occorre impegnarsi nel Lamrim, il sentiero graduale.

Sappiamo che c’è il Lamrim, le 6 Perfezioni, i 4 Incommensurabili. E le dobbiamo conoscere, almeno in modo sufficiente. Perché con queste basi impariamo qualcosa sulla natura del sé e dei fenomeni. La specificità del Ciod è che è per una parte appartenente ai Sutra, la Prajnaparamita, ma anche al tantra, alla Mahamudra ed al gran cuore del Mahayana.

Quando iniziate lo studio del Buddhismo iniziate con la Vaibashika, Sautantrika, Cittamatra quindi Madyamika. Se hai gli insegnamenti di Macig hai il meglio. Ma ella stessa dice che sarete liberi solo quando anche i miei insegnamenti ve li sarete lasciati alle spalle. Altrimenti sarebbe preoccupante, perché anche pensando al corpo, come posso fare a liberarmene? Le Jataka tales, i racconti delle vite precedenti del Buddha illustrano che il Buddha donò agli altri tutto ciò di cui avevano bisogno, compreso il suo corpo.

Un tempo il maestro sceglieva un monaco che invitava a prendere il kanling o tamburo e gli dava istruzioni per il ciod. C’erano monaci molto avanti nella comprensione della vacuità che trovavano molto pauroso andare nei cimiteri a praticare il Ciod. Macig diceva che senza paura non si può praticare, perché se non si ha paura, cosa posso togliere. Come puoi pensare che i demoni vengano a te se hai così tanto orgoglio? Ma successe molto tempo fa. Ora i demoni ci vanno. Non è così facile.

Recentemente feci tre mesi di ritiro in un luogo isolato. Era un ritiro su shinè, ma ho l’impegno quotidiano al ciod. Questo fu il più pesante ritiro della mia vita. La paura che ebbi in Mongolia era davvero forte per la minaccia dei cavalli selvaggi. Ma quando lo feci in una cella di ritiro di legno, e ci fu un’enorme tempesta, ebbi ancor più paura, che quindi non dipendeva dai cavalli, ma è che la paura è in noi perché l’ego vuol essere protetto. Il mio maestro diceva: se togli l’ego rimane solo un essere molto timido e fragile. Per questo costruiamo un io, perché dobbiamo proteggere la persona. Anche se ci rivolgiamo al Dharma, l’ego è molto subdolo. Ci afferriamo al Darma e così vogliamo fare questo e quel corso, ma dobbiamo star molto attenti a non riproporre la stessa procedura. Questa pratica di Macig è molto realistica. Chi ne scrisse la sadana è molto vicino ai Cittamatra.

Padampa Sangye è conosciuto anche come Kamalashila, è conosciuto come un maestro di meditazione che ebbe un dibattito sulla mente con un maestro cinese e Kamalashila vinse. Padampa Sangye si reincarnò 5 volte in Tibet ed è la stessa persona di Kamalashila, ed un tempo Kamalashila passò in un villaggio dove c’erano molti ammalati che gli chiesero di guarirli. E Kamalashila scopri che c’era una tigre che avvelenava il fiume. Aveva la straordinaria capacità di lasciare il suo corpo per entrare in altro. Entrò nel corpo della tigre e la fece allontanare dal fiume. Sfortunatamente un altra persona per nulla attraente vide il bel corpo di Kamalashila e ne approfittò. Kamalashila non trovò più il suo corpo e si dovette accontentare d’un corpo sgradevole.

In un altra storia Kamalashila si chiedeva: come posso insegnare con un corpo così sgradevole?

C’è pure una bella storia su Milarepa e Kadampa Sangye. Queste storie ci fanno capire che possiamo ottenere la padronanza sui 5 elementi.

Millarepa si trasformò in un fiore e Padampa Sangye lo schernì dicendo: ma non trovi un modo migliore per metterti in mostra? Da qui ovviamente sorse un dibattito in cui ciascuno voleva prevalere sull’altro.

Domanda. Dissolvere la paura è un modo di dissolvere l’ego, quindi dissolvere l’ego è l’unico modo per dissolvere la paura?

Ven. Bikshuni Jampa Sangmo. La paura è un’espressione dell’ego. La paura sorge per proteggerlo, proprio perché l’ego è tanto accentuato. Automaticamente la paura se ne va se non c’è più nessun ego da proteggere, se non c’è piu un che di tanto importante da proteggere, se qualcuno mi attacca non c’è piu modo di allarmarmi perché non mi ritengo piu tanto importante. Paura e speranza sono i binari della ns esperienza , le altre cause d’afflizioni dubbio, rabbia, attaccamento sono dei prodotti di cio che crea la rabbia: la paura. Nel subconscio ci sono le aspettative e paure. Possiamo mettere insieme gli 8 darma mondani e ciò che resta sono paure ed aspettative. Siamo consapevoli della ns rabbia. Nel bh non c’è alto e basso, non c’è divisione né giudizio, né differenziazione, se hai rabbia non è solo rabbia negativa, ma ce ne una anche positiva altrimenti quella negativa non potrebbe esistenza.

Se togli la parte negativa dell’avidità c’è anche una parte positiva: l’impegnarsi in un qualcosa di bello. La parte della rabbia non negativa è di agire e fare le cose, una spinta a fare qualcosa. Speranze e paure, queste 2 radici devono essere tagliate. Ma per accettare che abbiamo paura è molto difficile accettarlo, ma la paura è molto sottile e nella maggioranza dei casi è improvvisa, e non è facile vederla. Perché abbiamo altre emozioni che sopprimono la paura. Qualunque emozioni negativa sopprime la paura. L’avversione è “con quella persona non voglio avere a che fare. Ascolto interdipendenza mancanza del sé, è analizzare, contemplare, fare domande a noi stessi, talvolta abbiamo un’intuizione e meditarvi sopra, meditando sull’impronta ricevuta poi a lungo andare emerge un certo senso di verità, ad un certo punto, meditando su questi aspetti emerge un senso di riconoscimento.

Sua Santità il Dalai Lama nelll’insegnamento sul Losar stava dicendo ai tibetani: “Conoscendo questa lingua, gli insegnamenti, poi pagate i monaci del tempio per recitare preghiere per la vs famiglia!

Vedete qui gli occidentali quanto sforzo fanno per imparare, ma voi occidentali con tutto nel vostro cervello non passate del tempo a meditare, cosa credete di fare?

A proposito di bodicitta, dobbiamo enfatizzare le 37 pratiche del bodisattva e le 6 paramita, nelle altre tradizioni nigma kargyu sakya sono le stesse. In Tibet ci sono regioni tanto lontane tra loro che i monaci si incontravano raramente, una volta all’anno. Le diversità delle scuole dipendevano anche dalla stessa distanza che li separavano. Gli insegnamenti di Macig sono gli stessi insegnamenti di Buddha Sakyamuni, così di Lama Tzong Khapa. Tutti i maestri hanno insegnato preghiere e commentari ed in tutti si trova la pratica del Ciod. La quale era molto nascosta, non accessibile a tutti. Per i Gelug ci vuole prima l’iniziazione. Addirittura ghesce Ciampa Lodro dice che i maestri del passato nascondevano il tamburu damaru in modo che nessuno sapesse che lo praticavano. Alexandra David Neal ad esempio scrisse del Ciod in modo bizzarro e sciamanico. Rispetto ai Gelug, i Nigma lo praticano in modo meno segreto, perché nella loro tradizione hanno lo tzog kusali = mendicante. Gli yogi solitari potevano offrire solo il loro corpo. Nella tradizione Nigma ricevete la trasmissione di queste pratiche, alla fine nelle pratiche preliminari Naljor si espelle la coscienza e se ne fa offerta al proprio guru così come si offre il proprio corpo. I Nigma sono più aperti rispetto all’insegnamento. Ma se lo fate senza aver ricevuto le benedizioni del lignaggio, ossia l’iniziazione, non ne ricevete la forza, non succede nulla. Ci sono comunque 3 tipi di praticanti, va bene anche il primo tipo, ossia chi trascorre la vita a suonare il damaru, non bisogna pensare nulla in contrario. Il secondo tipo si impegna come può nella realizzazione della mancanza del sé. Il terzo è quello che ha un forte impulso ad andare in luoghi isolati in montagna, per sentire la paura, costui non solo s’impegna in isolamento per realizzarlo ma a volte scende nei villaggi per testare, sapendo che verrà trattato male perché è uno straccione puzzolente, la propria compassione, la propria pazienta. La cosa migliore è stare con molte persone, quando ci si vede contrastati si torna a chiedersi: che ne è della nostra compassione?

Meditazione.

Troviamo la nostra posizione, schiena non rigida non diritta, muscoli rilassati, col tempo troveremo molto facile trovare la nostra posizione. All’inizio occhi chiusi, se abbiamo molti pensieri nella mente possiamo limitarci ad ascoltare il respiro che entra ed esce e per ogni in espirazione ci rilassamento sempre di più lasciando che la nostra mente riposi nella consapevolezza, lasciamo che i pensieri fluiscano, ma limitiamoci ad osservarli, non contrastiamoli, invece che fare, noi siamo. Se i pensieri iniziano a vorticare troppo, torniamo al respiro. Apriamo leggermente gli occhi e rimaniamo per qualche momento nell’aperta consapevolezza, senza forzature, soltanto esserci. Concludiamo la sessione rallegrandoci di ciò che noi abbiamo fatto e di ciò che gli altri hanno fatto. Abbiamo fatto un qualcosa di molto bello. Così anche gli altri, vedendoci lieti, s’accorgono che siamo felici e a loro volta sono contenti.

Pomeriggio 17.02.17

Fate un profondo respiro, rilassatevi, assumente una posizione corretta di meditazione, non importa se a gambe incrociate o seduti su una sedia. L’importante è stabilire la connessione co la terra.

Come le pecore che vanno e vengono nel prato, brucano l’erba in un punto per poi spostarsi su un’altra zolla, così lasciate andare il vs pensiero, non rincorretelo, né bloccatelo, semplicemente lasciatelo andare.

Se la mente è troppo agitata, respirate col respiro tranquillo e rilassato, lasciate che riprenda la sua piena consapevolezza. Portiamo il pensiero al corpo e sentiamo tutto il ns corpo, entriamo nel corpo con la mente, coi pensieri. Se sentiamo tensioni in qualche parte del corpo, limitiamoci a sentirla e respiriamo tranquillamente. Avvertiamo la connessione del nostro corpo con la terra e cerchiamo di percepire la fiducia che ne deriva. Poiché la terra è ciò che ci sostiene, permettiamo al ns corpo di farci sostenere da questa terra e rilassiamoci. E quando ci sentiamo ansiosi od agitati ricordiamoci anche per pochi secondi di dipendere da questo sostegno. Sentiamo così che la nostra ansietà ed agitazione diminuisce sol per il fatto d’essere consapevolezza della terra. Torniamo alla nostra aperta consapevolezza, alla motivazione di stamane. Abbiamo nuovamente questa preziosa opportunità d’essere insieme ad amici perché la nostra mente si arricchisca e si riempia di saggezza, che effettivamente è ciò che recide i problemi, gli errori della nostra mente. Apriamo a metà gli occhi. Importante avere gli occhi aperti per essere consapevoli di ciò che ci è attorno, per non essere troppo chiusi, introversi. Anche nella giornata, aspettando il bus, meditiamo in questo modo, anche velocemente per avere consapevolezza di ciò che abbiamo attorno.

La prima freccia è della natura della sofferenza, es. : brutto tempo, cibo disgustoso.

La seconda freccia è della natura dell’esagerazione. La seconda è la ruota della sofferenza. Così per la morte e la paura della morte.

La paura è la radice del samsara.

Noi crediamo d’essere una persona indipendente ed a sé stante, ma in realtà non è così. Il che viene dalla tradizione Kargyu, usata da Macig, Mingyur Rinpoche che usano il ns sentirci erroneamente unici in meditazione. Vi posso guidare nella meditazione sulla vs molteplicità ed impermanenza. Questa meditazione è molto utile da fare quotidianamente così da avere uno stimolo, un lampo di distacco dal tempo e dalla falsa credenza del sé. In genere sentendo insegnamenti sulla vac non sappiamo come ricondurli ma qui ci sentiamo a contatto con la ns consapevolezza tramite questo. Per chi fa il ciod è più semplice capire.

Domanda. Ego e paura.

Ven. Ciampa Sangmo. Se ti consideri troppo importante proverai paura ma avrai ugualmente paura se ti sottovaluti. Lacig nel commentario alla sadhana di Shiva: sottovalutarsi è una forma di gonfiatura dell’ego, ancora peggiore di chi si autostima troppo, perché credendosi molto importante sopravvalutandosi copre, maschera le sue posizioni, quando si sente criticato, altrettanto si sottovaluterà, dipingendosi come insignificante. Ebbi una certa comprensione per la prima volta dei suicidi quando ebbi un’enorme paura in un ritiro e per superarla presi tutte le medicine omeopatiche, e capii che quando c’è un blocco totale della propria prospettiva allora si cerca in tutti i modi di venirne via. Quando si affrontano esperienze tanto difficile nella pratica allora si può entrare in contatto con le persone, comprendendo la loro situazione. In meditazione prendiamo la saggezza come strumento per studiare le reazioni della mente. Se non usiamo la saggezza e la consapevolezza per comprendere la nostra mente che è troppo strutturata, organizzata, non abbiamo altro modo per entrare, studiare questa connessione. È meraviglioso comprendere la collaborazione stretta tra gli studiosi della mente ed i lama tibetani, per comprendere la mente, in particolare quando è troppo annodata. I neurofisiologi valutano l’abilità di reazione dei neuroni, perché scoprendo in che modo funzioniamo con queste annodamenti, incastri, chiusure, si possa trovare il modo di scioglierli.

Domanda. Sono impronte carmiche?

Ven. Ciampa Sangmo. Qui c’è una banana. Possiamo vedere solo la forma ed il colore. Ma nella nostra mente è solo gialla e di una certa forma, ma immediatamente la riconosciamo come banana, la stessa che abbiamo già mangiato, poi viene il giudizio, buona o meno. Per qualsiasi altro fenomeno il processo è il medesimo. Se in passato ho avuto un’esperienza negativa con qualcuno che t’assomiglia, l’automatismo mentale mi farà dire che sei pure tu una persona negativa. Quindi una volta capito come funzioniamo abbiamo la possibilità di comprendere che il 98% di ciò che consideriamo è pura proiezione. Ci sono molte pratiche, non solo il ciod, che è una pratica molto intensa perché tutte le pratiche, es rifugio, 4 incommensurabili, sono propedeutiche alla pratica di donare tutto, a donare il corpo ai demoni, a ciò che ci tocca intensamente. Anche Buddha Sakyamuni dono il suo corpo. Ma Momenti molto suggestivi, toccanti, il canto, il tamburo, la tromba, rende la pratica molto intensa. Ci fu uno studenti di kaka rimpoche scrisse un trattato meraviglioso sugli strumenti. Scrisse anche dell’impatto sulla pratica del modo in cui si muove il tamburo. Tsalung il modo di lavorare con l’energia Tsa canali lung vento, anche nel modo in cui si muove il tamburo fa muovere l’energia. Dobbiamo cantare a tempo, leggere il testo in tibetano, il che è difficoltoso. Ci sono sadane che rendono questo compito più facile. Macig: questo è perfetto per i miei studenti, perché se v’impegnate in questa pratica otterrete l’illuminazione in una sola vita. Nella tradizione Gyeltzan ci sono 2 maestri che ebbero insegnamenti orali da un’emanazione di Macig.

Domanda. Quali sono gli impegni che si prendono in un’iniziazione.

Ven. Ciampa Sangmo. Nell’iniziazione si prende tutto il lignaggio dei maestri. Per i Gelug si deve ottenere tutta la benedizioni dei maestri del lignaggio, che dev’essere puro. Come in una canna per innaffiare c’è acqua che scende e sale e c’è un dispositivo per aprirla e chiuderla così è la funzione del maestro. Il ciod non è una pratica sciamanica, fatta per allontanare gli spiriti, mentre nel ciod si invitano gli spiriti. È solo la spiegazione più elementare. Talvolta nello sciaman si uccidono animali per ucciderli ed offrirli agli spiriti.

Wensa, lignaggi, trasmissione orale, shiva con le 5 dakini pacifiche è il lignaggio non comune sussurrato all’orecchio ed è consesso solo a chi intende impegnarsi nella pratica, Gyeltzang lignaggio era solo in Tibet ed ha molti commentari preziosi. Ci sono meravigliosi commentari del Ciod scritti da Naropa. Ci furono maestri Gyeltzang tanto gentili che scrissero commentari sulla Mahamudra evidenziato dalla tradizione Gyeltzang. Gli impegni dipendono dal maestro.

Lodro Tulku è molto gentile consiglia di fare due volte al mese la pratica. Ma ciò è facile. Me se prendete l’iniziazione al ciod dovete fare la presa di rifugio, dovete avere una buona comprensione della bodicitta convenzionale, se siete sicuri di voler proseguire, prendete i voti di bodisattva, riducete le vs esigenze quotidiane, evitando d’impegnarvi in ciò che è privo di significato, dovreste avere un buon maestro, ed un’iniziazione in un mandala tantrico e poiché il tantra Ciod è tantra madre, perché lavorate con l’idam, dovete avere un’iniziazione del tantra madre.

Quando proiettate la coscienza fuori dal corpo essa si trasforma nell’idam, perciò serve una connessione con l’idam che sia d’aiuto, perciò l’impegno principale non è solo la sadana, perché ogni gg dovete fare la sadana quotidiana dell’idam di cui avete preso l’iniziazione. Ma se si lavora con famiglia ecc può essere molto difficile. Se avete una buona connessione col maestro allora chiedetegli consiglio. Ed il suono del tamburo può disturbare i condomini se non vivete in una casa per conto vostro, come successe a me quando i condomini erano curiosi del fatto che suonasi il tamburo. Questi sono gli impegni.

Domanda. È un percorso molto lungo?

Ven. Ciampa Sangmo. Solo se lo pratichi ti connetti. Ci sono alcuni che basta che lo sentano una sola volta che hanno una forte connessione e lo praticano. Se vuoi molto fortemente lavorare con le tue emozioni, ci sono persone che vengono al ciod e sono individui dal carattere molto forte, altri perché amano suonare e cantare. Da parte mia, al Ciod ci giunsi progressivamente, ad Amburgo quando vidi il tamburo ne fui completamente affascinata. Ma può essere difficile se non c’è un gruppo che ti sostiene.

Kaka rinp, che era il capo del buddismo mongolo come il Dalai Lama, è stato il detentore del lignaggio shiva, quello pacifico.

Tutto ciò che viene dato, donatore, ricevitore, oggetto ricevuto sono tutte prive di esistenza inerente, dissolvo tutto nello spazio, come si dissolve nello spazio la ns comprensione personale della vacuità e rimaniamo in questa consapevolezza.

Sabato mattino

Taranata dice che non è possibile fare il ciod se non si è raggiunta una certa stabilità sottile nella meditazione, altrimenti si sballa e si raggiunge i risultato opposto a quello che si voleva col ciod. Qualunque altra forma di meditazione, siccome c’è confusione cos’è la mente = è tutto, concettualizzazioni, visualizzazioni, la consapevolezza ne è lo stato puro, fondamentale, ma non lo riconosciamo più perché la nostra mente è troppo inquinata. Per capire come meditare dobbiamo capire qual è la sensazione della consapevolezza. Quando parlando con qualcuno ed intervengono dei pensieri, riconoscere cosa devo fare è già consapevolezza. Dimorare nell’aperta consapevolezza = non compiere nulla, è consapevolezza perché è chiarezza e conoscenza come lo spazio. Così le nuvole sono come i pensieri che vanno e vengono. Per sapere come ci si sente nella consapevolezza lavoriamo con gli strumenti dei suoni ed odori, shamata e shinè è lavorare nella piena aperta consapevolezza focalizz sulle forme. Ad es nella tradizione tibetana c’è la tradizione di mettere a fuoco una piccola immagine di Buddha. Noi possiamo trasformare l’oggetto di consapevolezza rispetto alle nostre esigenze quotidiana, possiamo prendere i pensieri, in termini di consapevolezza come oggetti di meditazione della ns mente. Se si prendono come oggetto i suoni e le forme si tratta di meditazione con oggetti stabili. Non appena il suono sopraggiunge torniamo immediatamente al suono del fiume, anzi al fiume stesso. Quando interviene un disturbo rispetto al concentrarsi del suono della corrente, la consapevolezza è rendersi conto di questo. È rendersi conto del suono, forme, odori che riconosciamo di renderci conto della consapevolezza. Se ad es se alla guida automobile vedendo il semaforo rosso ci fermiamo, questa è già consapevolezza. Così pian piano ascolteremo effettivamente l’altro che ci parla. E vedremo la persona dietro al suo atteggiamento, quindi se è arrabbiata, l’osserveremo semplicemente, senza farci coinvolgere. Non ci arrabbieremo a nostra volta. Non sviluppiamo reazione. Impegnarsi nella meditazione è essenziale anche per chi non è bh, è necessaria per eliminare, per almeno distaccarci dalla sofferenza. La meditazione per riconoscere la nostra condizione è la base del ciod, potremo investigare cos’è la mancanza del sé, l’impermanenza, la consapevolezza nella saggezza, o l’impermanenza, investigando cosa è il sé e come ci connettiamo tra noi e tutti i processi e lo facciamo di nuovo e di nuovo. E la mente si confonde, perché è tutta organizzata.

Si vuoi fare queste meditazione, si falle pure.

Torno alla meditazione, quando ci si sente spaesati, in disagio forse è meglio fare un passo indietro.

Meditazione

Mingyur Rinpoche, lama reincarnato Kargyu che di colpo andò in ritiro vagabondando per 4 aa e 6 mesi come Millarepa. Hh disse che Mingyur Rinpoche è il maestro di meditazione più importante. A 16 aa Tai Situ gli diede la responsabilità di guidare un ritiro. Gli scienziati ed i bh fecero questi incontri per vedere quali punti d’incontro ci fossero tra scienza e Buddhismo. Mingyur disse che quello che dicono gli scienziati è gia espresso nei testi bh.

Meditazione.

Trovate la vs posizione, che sia confortevole.

Facciamo la meditazione sulla consapevolezza senza oggetto. La colonna eretta, la muscolatura rilassata, le braccia leggermente staccate dal torace così che l’aria può passare. Siate consapevoli della vs postura, anche se le spalle possono far male. Prendo un profondo respiro. Occhi chiusi. Rallegriamoci d’essere qui e di quel che stiamo facendo. Sentiamo la terra sotto il nostro corpo, è importante avere la connessione con la terra perché è così che ci sostiene e ci potrà avanti, senza aspettarsi nulla da noi, è lì come il sole e la luna. Lasciamo che la ns mente riposi nell’aperta consapevolezza. Siamo semplicemente qui, lasciamo di essere qui, invece di fare, semplicemente siamo. Quando la mente è troppo agitata torniamo al respiro senza controllarlo, e dopo aver osservato il nostro respiro possiamo rilassarci. Aprite gli occhi a metà, focalizzando ciò che abbiamo attorno.

Chiudiamo di nuovo gli occhi. Apriamoli più di prima e tutto ciò che ci comparirà è come un riflesso nello specchio. Possiamo espandere la nostra visione ma sarà sempre il riflesso in uno specchio. Chiudiamo gli occhi e dimoriamo nell’aperta consapevolezza.

Cercate di mantenere il più possibile nella giornata questa consapevolezza. Possiamo fare qualsiasi cosa, ma con consapevolezza, ricordandoci che ciò che vediamo è come il riflesso nello specchio.

Se pensiamo che Mario è terribile, è solo la nostra impressione. La motivazione che sto per leggervi è stata data dalle dakini.

Il Ciod di Shiva non fu scritto ma sussurrato. Le dakini hanno sussurrato nell’orecchio del primo maestro che a sua volta l’ha trasmessa ad un altro maestro.

Entrata nel sentiero infallibile di Lobsang Yesce.

Perché il Ciod sarebbe tanto speciale?

Un maestro aveva un allievo veramente bravo, e chiese al maestro di andare ad ascoltare degli insegnamenti di Mahamudra.

Il maestro di Mahamudra gli disse che la Mahamudra è la migliore di tutte.

Il maestro gli disse, quando chiedi insegnamenti ad un maestro, egli ti dirà che sono i migliori. Anche gli insegnamenti del Ciod, le nostra emozioni negative ed afflizioni abbiamo a che fare più intensamente, perché le invitiamo. Se sappiamo qualcosa sulla vacuità sappiamo che le ns emozioni sono proiezioni della ns mente, qualsiasi cosa è percezione. Quando nella sadana invitiamo demoni terrificanti sono solo emozioni che abbiamo, lavoriamo con questi, siamo con loro gentili, facciamo loro offerte. Il che è un insegnamento del bh, a proposito di quando i monaci vanno in giro a chiedere il cibo. Un donna tenne il Buddha per ore sulla porta, ed inveiva contro il Buddha che, con la ciotola in mano, ascoltava senza rispondere. E se ne andò quando la donna finì di gridare. Il padre della donna rincorse il Buddha, gli chiese: come mai hai reagito così? Sei stato insultato e non hai reagito. Il Buddha rispose: “Ho dato l’opportunità di farmi un dono, non la vuoi sfruttare? Non importa, me ne vado”.

È un po’ come quando invitiamo, invece di scacciare i demoni, dando loro cibo. Ma dobbiamo essere molto consapevoli, anche quando suoniamo la tromba e battiamo il tamburo. E, se siamo orgogliosi, non si mostrano. Non ti ho invitato in modo sufficientemente forte. Quindi devo impegnarmi maggiormente.

Così come è in genere nella tradizione tantrica abbiamo gli impegni tantrici ed i voti. Non dobbiamo dare spiegazioni su un certo soggetto se non sappiamo se un qualcuno è preparato o no. Ma se non è preparato non li capirà. E ci sono tanti libri dettagliati su questi insegnamenti. Qualche giorni fa ho visto uno streaming di Sara Harding. Ha avuto qualche esitazione parlando dei demoni. Vedere qualsiasi cosa come un riflesso della propria mente, questo è il ciod. Jetzum supremo altissimo.

Rifugio, bodicitta, mandala, 4 incommensurabili, guru yoga sono i preliminari di cui parla Taranata, e vanno praticati prima. Non è che si tratta di farlo 100.000 volte, non che sia male, anzi.

Dato che quel che fate dipende da voi, se vedete che soffrite molto per le vs afflizioni, quello è un buon motivo per prendere rifugio.

Nella pratica del ciod, oltre al bh dh sgh ci sono gli idam, i protettori, si può prendere rifugio nella propria mente di bodicitta o mente d’illuminazione, questo è il rifugio ultimo. Siccome nel ciod è molto enfatizzato servire gli altri, bodicitta viene per prima.

Nel ciod, si dice, invece che, esseri senzienti, si pensa pure ai demoni e agli spiriti visualizzati di fronte a noi. Questa è la differenza. Quando si fa questa pratica si inizia a pensare a coloro che amiamo, perché ci viene piu naturale il pensiero di prenderci cura di loro. Perché già sappiamo che questi esseri di cui ci prendiamo cura sono le ns afflizioni e proiezione mentali e soffriamo molto a causa di cio. E nessuno può dire di sentirsi bene quando è arrabbiato. In ogni caso la rabbia è sofferenza, anche se qualcuno si crogiola e può provare soddisfazione nella rabbia, l’attaccamento stesso ad essa è sofferenza. Ci si impegna ad ottenere questi scopi. I buddisti portano l’etichetta di compassione e bodicitta. È un po’ una trappola. Il peggior nemico, siamo in grado di lasciar andare qualcosa? L’attaccamento al sé. Finche il tua spinta a soddisfare te stesso è più grande di quella a soddisfare gli altri quella non è bodicitta. Es, voglio praticare bodicitta, ma ora voglio un caffè.

Puoi estendere la tua pratica di rifugio, oltre che al Buddha dh e sangh puoi estendere il rifugio alle dakini. L’importante è il rifugio nel maestro. Così come la fiducia, la quale non è una dimensione molto comune in questi giorni. Se abbiamo un pensiero di privilegiare noi stessi rispetto agli altri, non è bodicitta, che è molto difficile da conseguire. Si dice che la si ottenga al 10° bumi. Voglio davvero aiutare gli altri e ridurre il mio atteggiamento autogratificanti. La bodicitta ultima è il riconoscimento diretto della mancanza del sé. Non è che non esistiamo, non esistiamo come noi lo pensiamo.

Quindi facciamo l’offerta del mandala. Che è l’universo, anche quando visualizzo, penso in un certo modo. Puoi offrire anche ciò che non possiedi. La prima delle perfezioni del Bodhisattva è quella del dare. Ed è fondamentale nel Ciod. Ma chi vive nelle montagne non hanno nulla da dare. Ci sono tante cose da fare per aiutare gli altri col ciod, agli esseri di bardo, agli esseri d’acqua, con offerta ai preta. Questo è il mandala. All’inizio si recita. Più diamo piu riceviamo benedizioni. Quando siamo pervasi delle benedizioni il praticante del ciod si cimenta nelle sue pratiche. Lama Macig Rinpoche fece tante preghiere da non aver più bisogno del testo.

La vera pratica non è quella in cui si recitano i testi ma è quella in cui si sono assimilati i testi, e la si può fare anche utilizzando le proprie parole.

Se abbiamo di fronte un qualcuno che ci crea problemi, possiamo espellere da noi i suoi 5 aggregati col Phè.

Sabato pomeriggio

Meditazione.

Siamo molto felici d’essere qui in pace, lontani dalle preoccupazioni quotidiane, è un notevole sforzo, perché la pigrizia è uno degli ostacoli maggiori. Macig diceva, alzatevi presto, non siate pigri, perché la pigrizia è davvero è un brutto ostacolo, è una mancanza di fiducia, perché invece di fare quel che davvero ci piace e ci beneficia, facciamo altre cose. E non lo facciamo per il ns esclusivo proposito, ma per aiutare tutti gli es attorno a noi. Se la ns mente è chiara non verranno contaminati dalle ns afflizioni. È un po’ come un boomerang, che, quando lanciato in una certa direzione vi ritorna indietro, quindi dipende dalla ns motivazione.

Abbiamo fatto il rifugio bodicitta e mandala.

Taranatha diceva che senza questi preliminari è impossibile praticare. E non mi riferisco solo alle prostrazioni, anche se abbiamo completato la pratica dei preliminari secondo la tradizione comune, questa pratica dei preliminari secondo il ciod è comunque necessaria. Decido, e non solo – prendo – rifugio per il Buddha dh sangha. Quindi mi determino a prendere rifugio. A proposito di bodicitta, non dico solo : possano tutti es essere felici, ma occorre farlo a voce alta, perche cosi non possono sopravvenire altri pensieri, come nel caso che li recitiamo mentalmente e sopratutto abitudinariamente. Non dico – possano tutti es, ma – io farò si che tutti es abbiano la felicità e la sua causa. Nel commentari dice che sei tu praticante ad impegnarti nella equanimità. In alcune versioni dei 4 incommensurabili l’equnimità è posta per prima.

La visualizzazione del campo dei meriti può essere a ns scelta bh sakyamuni, Prajnaparamita. Può essere anche la Madonna? Perché no! Se decidiamo di fare una certa pratica l’oggetto di rifugio dev’essere colui da cui hai preso rifugio, il tuo guru. Al massimo possiamo avere il dubbio su questo o quel lama. Allora prendiamo come rif bh sak, e col tempo scopriremo vs chi far rif. Facendo il guru yoga dobbiamo riferirci al lama che ci ha dato rifugio. Quando visualizzo tutti gli spiriti che prendono rifugio e quindi il guru su dissolve in noi come pure tutti gli altri esseri che ricevono le benedizioni sia che siano bh o no. Taranata fu pure un gran maestro concernente Tara, di cui scrisse un commentario. E potete usare questo commentario anche per la vs pratica, in generale.

Quando fate pratica Vajrasattva potete fare ugualmente i preliminari ma solo nel Ciod la bodicitta viene per prima. Nel Guru Yoga abbiamo 2 tipi di visualizzazione 1 immaginare tutti i maestri del lignaggio uno dopo l’altro, nella pratica di shiva è il guru sul ns capo, potete iniz a visualizz sol il guru radice sul ns capo. Ma la prima volta della sessione di pratica del guru yoga è necessario visualizzare tutti i guru del lignaggio, mentre nelle volte successive si può visualizzare solo il ns guru radice. Taranata menziona anche un’altra forma. Taranata nel guru yoga descrive un’altra visualizzazione piu breve dal chakra del cuore si erge al ns capo ed appartiene alla tradiz nigma. È un pratica che si fa prima d’addormentarsi, quando si sogna molto. – vieni e prendi o guru posto al ns cuore. Nei Nigma è Guru Rinpoche. Qualunque essere prezioso con cui abbiamo connessione lo possiamo portare al nostro cuore. Quindi facciamo la preghiera del lignaggio. Non dobbiamo visualizzare esattamente ogni maestro, ma limitarci a Buddha Sakyamuni, la Prajnaparamita, Sukasiddhi, poi Prajnaparam che si dissolve in Sukasiddhi e via via. Questo è il modo comune di fare il Guru yoga nella 1 sessione. Puoi anche comporre un testo, quando siamo all’ultimo guru del lignaggio, quando lo invitiamo al loto del mio cuore, o recitiamo la preghiera d’invito oppure ne possiamo esprimere una noi.

Guru sacro prezioso, sei la mia sola speranza, per favore benedicimi affinché mi possa liberare dal mio ego, benedicimi affinché possa realizzare lo stato non nato, perché possa realizzare i miei poteri spirituali perché possa vincere i miei demoni interni, perché gli spiriti siano dissolti nel loro effettivo terreno, affinché possa ottenere lo stato di bh in una singola vita. Con questa preghiera molto intensa, è importante sentire che il maestro guru è molto lieto di dissolversi in noi. Potremmo addirittura sentire la sua voce: non preoccuparti che verro sempre in tuo soccorso. La relaz col guru è finalizz a farci riconoscere il ns guru interiore. Tutto ciò che sentiamo, visualizziamo non è altro che un riflesso della ns mente. Se ci stanchiamo a questo punto della pratica, riposiamoci pure, ma nell’aperta consapevolezza, nella sensazione della mente come lo spazio. Quindi visualizza il tuo guru radice sul capo. Normalmente nei preliminari si fa 100.000 vv il guru yoga, m qui non lo contiamo. Ad esempio ho una forte connessione con una maestra del lignaggio Tzomola, e possiamo enfatizzare questa connessione visualizzando sul ns capo oppure visualizza il ns guru radice.

Normalmente ci si ferma qui con le pratiche preliminari naljor, ma qui ci sono 4 tipi di naljor. Taranata parla di quanto tempo si protrae la pratica. La si può fare anchea casa per un week end, dedicandolo alle pratiche preliminari. Possiamo prendere la sadana, iniziando col sutra cuore, rifugio e ci ferma, insistendo col rifugio. Es al mattino si fa molte vv il rifugio, es dalle 8-10, ci si riposa, poi si continua a pensare al rifugio, si fa la generazione di bodicitta e ci si ferma pensando ad essa, si recita il verso successivo e si fa la visualizzazione che abbiamo ricevuto nei commentari. Quando pensiamo a bodicitta pensiamo a tutto quanto conosciamo in proposito, e ricordiamo il campo dei meriti e che non sono solo, ma che ci sono infiniti esseri attorno. Dopo pranzo, potete meditare, leggere biografie dei praticante e maestri. Quindi versione lunga del mandala quindi si fa piu vv possibile li mandala breve. Si può mettere da parte il damaru e si pensa a cosa ci piacerebbe offrire. Ovviamente chi pratica il Ciod dovrebbe cercare d’offrire il corpo. Nell’altro modo d’offrire il mandala si ricevono istruzioni sul riso, cerchi e gioielli. Quando finiamo col mandala nella tradizione shiva si fa la pratica in 7 rami. Tutto cio si può fare, se il vs maestro è d’accordo, anche con altre sadane. Il mandala è finito. Ci si riposa e si fa la pratica di altri impegni. Se non ne abbiamo meditiamo in generale. Taranata dice di fare il Guruyoga la notte, il momento delle dakini. Ma lo potremmo fare anche alla sera anche se non è ancora buio perché c’è ancora da fare tutto il resto della sadana perché possiamo applicarci alla pratica della generosità del corpo la notte. Se siamo molto stanchi e non ce la facciamo a far tutto è fondamentale fare comunque l’offerta bianca. Poter mantenere la pratica per 1-2 settimana è la cosa migliore. Qualsiasi esperienza ti aspetti d’avere l’avrai, dice Taranatha. Per 7 gg 4 sessione die si può fare rifugio e bodicitta, che si fa poi per 4 sessioni ed anche qui non ci si blocca a metà sadana, come minimo di deve fare l’offerta bianca. Ad esempio, la pratica x 1 settimana solo sul rifugio, 1 settimana bodicitta, 1 mandala, 1 guru yoga. Ma bisogna essere flessibili. Tutto dev’essere logico, senza voler applicare ottusamente quanto scritto. Dipende se avete una grande famiglia, un lavoro che vi occupa molte ore, la sequenza dev’essere logica, prima si entra in un ambito di fiducia col campo dei meriti, poi si fanno le offerte. Ma la cosa più importante è mantenere la mente stabile sulla pratica per un certo tempo. Si sente, qualcosa cambia in noi. Si può fare in modo moderato l’offerta del mandala, 3 anni a fare 100.000 e va benissimo. La cosa migliore è fare continuativamente i preliminari per 2-3 mesi con qualcuno che si prende cura di noi per il vitto e le altre faccende. Le prostrazione, poiché ti fanno toccare il suolo, la terra, ti conducono ad una connessione con la terra. Ricordando che toccando terra coi 5 punti (fronte, mani, ginocchi) significa schiacciare i 5 veleni (ignoranza, ira, attaccamento, gelosia invidia, arroganza), ma significa anche chiamare le 5 Dakini, il che per me fu un qualcosa di forte.

Taranata racconta una storia significativa. Ci fu un re che fu colpito da una freccia. Sanguinava, si lamentava e provava molto dolore. Tuttavia, invece di provvedere ad una soluzione, egli voleva assolutamente avere davanti a sé chi gli aveva scagliato una freccia. Ed il Buddha, che era in zona, entro al cospetto del re e gli chiese: “Cosa c’è?” Al che il re rispose: “Sto morendo ma voglio vedere chi è stato a lanciarmi la freccia”. Il Buddha ribatté: “Ma la cosa migliore è togliere la freccia.” Ma il Re insistette: “No, prima voglio vedere chi è stato”. Il Buddha rispose: “Se insisti finirai per morire”. Così il re mori perché, invece che togliere la freccia, voleva vedere chi l’aveva tirata.

Così non vediamo la bellezza che c’è fuori di noi, non la vediamo per attaccamento, così la bellezza della persona che incontriamo svanisce ed a causa delle ns afflizioni ci creiamo la ns prigione. Il mondo attorno a noi è così bello ed, a causa delle nostre afflizioni mentali, lo vediamo come una prigione. Questo è uno dei punti più forti di Taranata. A causa di ciò dobbiamo prepararci a realizzare la pratica effettiva.

La pratica di Shiva deve essere fatta 1 vv sett, questo tipo di pratica è veramente pacifica, Shiva Lamsang rappresenta il sentiero pacifico. Non c’è nulla di più pacifico di questa pratica. Pensate ai vs cari che hanno problemi visualizzateli attorno a voi ed anche loro ricevono le benedizioni di Buddha dakini danzante cantanti saltellanti molto pacificamente sulle nostre negatività mentre Macig è nell’alto del cielo, visualizza queste dakini danzatrici del cielo, giovani, bianco giallo blu verde che rappresenta una saggezza ed uno dei 5 veleni che hanno trasformato in saggezza. Automaticamente pensiamo alle negatività ed al loro opposto che posiamo purificare in questa vita. Poi facciamo la preghiera per gli esseri del bardo con cui chiediamo ai Buddha che gli esseri del bardo perché li possano aiutare ed attraversarlo molto velocemente. Perché quando muori improvvisamente non ti aspetti di morire, il che crea molta confusione nella mente. È una preghiera di Kachen Gyaltzen il maestro dell’allora hh

Tutto ciò che abbiamo ascoltato, imparato lo dissolviamo nella vacuità perché è anch’esso illusorio. È molto importante dissolvere tutto nella vacuità, anche la nostra comprensione della vacuità. Questo è il Ciod della Mahamudra oltre la pratica, lo sforzo, il tempo non c’è nulla, ma non è nullità, ma vacuità. Oltre lo spazio, come il il profondo oceano, come una montagna avvolta nelle nuvole, così dovrebbe essere la nostra mente.

MEDITAZIONE sul non tempo.

Dimoriamo nell’aperta consapevolezza, corpo e mente insieme. Tutti sappiamo cosa significa impermanenza. Nulla rimane e tutto cambia, il corpo cambia, il tempo trascorre velocemente, quando invecchiamo possiamo vedere. Tutto cambia istante per istante. Nulla è stabile. Lavoriamo con la nostra consapevolezza. Il ns futuro non lo conosciamo. Non sappiamo nemmeno cosa successe in passato perché è trascorso. Possiamo solo sentire il presente in perenne cambiamento istante per istante. Il passato è già svanito. È rimasta solo la ns memoria. Non posso metterlo a fuoco. Non c’è nulla di reale nel futuro, posso fare solo delle ipotesi. Se vogliamo attenerci al presente, non possiamo perché se n’è gia andato. Non c’è passato, presente futuro. Ma non è che non ci sia nulla. La consapevolezza c’è, la consapevolezza senza tempo. Quindi riposiamo, anzi dimoriamo nella consapevolezza senza tempo. Dimoriamo nella consapevolezza che vede la vacuit del tempo. Rimaniamo nell’aperta consapevolezza. Apriamo gli occhi. E tutto ciò che è nel ns campo visivo consideriamolo come un riflesso nello specchio. E vediamo tutto ciò che osserviamo come un buon riflesso.

La meditazione di base consiste nel percepire, è la consapevolezza. Vedere che la consapevolezza è come lo spazio. E la saggezza e lo spazio ci sono sempie. A volte ci sono nuvole e nebbia ma è una situazione non definitiva, instabile. 1 stabilire la consapevolezza 2 meditare sui suoni. Cosa preferite? Talvolta si prefereisce avere dei pensieri come oggetti di meditazione. Ma se, mentre meditate su un suono vi vengono dei pensieri, e ne siete consapevoli, quella è consapevolezza! Quindi non occorre essere rigidi. Potete benissimo passare dalla meditazione su un colore a quella su un pensiero. La consapevolezza è la prima cosa da riconoscere. Poi si procede di qulla impermanenza. Poi si procede su come nasce un emozione, vedendo come nasce con la consapevolezza. Così da poterci svincolare dall’emozione che è solo un disturbo, spazzatura.

Poi possiamo prendere in considerazione la persona. Kamalashila shine e vipassana stadi di meditazione sono molto importanti e molto strutturate e possono esserci difficili. Mentre vedendo come funzione ala mente possiamo riconoscere le ns paure e speranze e capire che tutto ciò che vediamo anzi proviamo all’esterno è solo la ns proiezione.

d. la meditazione sui pensieri, come si svolge?

Ven. Ciampa Sangmo. Siedi, rimani in consapevolezza e prendi i pensieri come oggetti di meditazione soltanto osservandoli, senza afferrarsi ad essi. I pensieri vanno e vengono come le pecore che vagano brucando l’erba nel prato e non c’è bisogno di guidarle. Lascia che le pecore brucano, non è necessario saltare un fiume per vederne il fondo, basta osservare come scorre, è lo stato di meditazione, è un che di molto fluido come lo scorrere d’un fiume.

d. la consapevolezza è essere osservatori, mentre shinè è guidare la mente, ma per meditare sul trascorrere del tempo non abbiamo forse bisogno d’entrambi? Altrimenti si

Ven. Ciampa Sangmo. shinè è la concentraz univoca, ma chi è il soggetto osservante?

d. è la consapevolezza

Ven. Ciampa Sangmo. in shinè hai un oggetto un bh un vajra, una foma, ciò che osserva l’oggetto è la tua consapevolezza, che è parte della tua mente, che è pure inquinata da molte costruzioni. la pura consapevolezza è la natura della ns mente. Mingyur = sinè è la concentraz univoca su un punto ma non viene enfatizzato molto che questa concentrazione viene dalla consapevolezza. Quando siete davvero nella concentrazione univoca senza distrazione, a lungo, allora puoi usare quest’abilità per passare a Vipassana per investigare. Alcuni maestri usano sia Vipassana sia Shinè. Perché lavorando su shinè la mente può diventare molto ottusa. Quindi si alterna Shamata e Vipassana che è analitica si evita l’ottusità mentale. Quando fai questo tipo di meditazione hai la sensazione di cosa sia la consapevolezza.

d. mi sono addestrata su Shinè e mi sentivo ottenebrata, ma legendo dei testi di mahamudra le cose sono cambiate. E mi si aperto il mondo.

Ven. Ciampa Sangmo. è la tradizione tibet quella di Kamalashila. Da parte mia passando dalla meditazione univoca shinè a quella analitica Vipassana ho trovato un mio equilibrio.

Nella tradizione Nigma Mahamudra lo fanno ma in un altro modo, combinando shine vipassana e mahamudra in modo molto duttile. Con la mahamudra e dzochen mettono il risultato in primo piano, partono con lo spazio vuoto, così tutti hanno la possibilità di conseguire il proprio scopo. Tuttavia non dobbiamo conoscere cos’è lo spazio né la chiarezza e basta solo purificarlo, quindi preferisco mahamudara. È dentro di noi. Non c’è bisogno di far chiarezza.

Domenica mattina.

Meditazione

mente e corpo insieme, prendiamo qualsiasi posizione necessaria per senttirci a ns agio per mettere a proprio agio corpo e mente, la cosa piu importante è che la colonna ed i muscolatura siano rilassate, lasciamo che la ns mente riposi nella consapevolezza della terra. Lasciamo che i ns pensieri posano andare, senza scacciarli, sentiamoci completamente in rilassamento. Pensiamo alla ns fondamentale bontà, totalmente spontanea nella ns mente. Abbiamo intrapreso sforzi per venire fin qui. E non devono forzosam essere un qualcosa di grandioso, piccolo sforzo con bontà, anche sorridere a qualcuno. Non dobbiamo costruire la bontà, perché è già in noi.

Torniamo all’aperta consapevolezza. Lasciamo gli occhi chiusi.

Come far diventare strumenti di saggezza le emozioni della ns vita quotidiana? Ebbene, ansia e rabbia: prendiamole! Abbiamo questa chiara consapevolezza che investiga come esistono queste emozioni. Sono emozioni che creiamo da noi stessi, creando immagini nella ns mente. Ad es quando proviamo rabbia abbiamo un’immagine mentale, e sentiamo una specie di voce interna. Abbiamo una specie di conversazione interiore. Possiamo giungere ad avere emozioni fisiche. Il cuore batte piu forte, la pelle si accappona, rabbrividiamo, la ns temperatura corporea puo salire. Non giudichiamo ma semplicemente osserviamo. Il presente non è molto stabile ma procede continuamente momento per momento, istante per istante le immagini che abbiamo cambiano, come pure le sensazioni del corpo, nulla rimane, tutto trascorre. Quando torniamo allee ns emozioni non è piu lo stesso momento di prima. Ed anche le ns emozioni sono cambiate. Se solo un aspetto di questa configurazione manca non è piu un’emozione. L’emozione è svanita. Ed ora fermiamoci a riflettere. Le emozioni possono avvenire solo quando questi tre aspetti sono insiemo. È solo un afferrarsi del ns ego ai fenomeni. Ma, se investighiamo, queste emozioni non esistoni di per sé. E siamo consapevoli che il passato è trascorso, non c’è più, ed anche il futuro. È solo un’immaginazione, una prefigurazione. Perché preoccuparsi. Esiste il momento presente, che tuttavia cambia di momento in momento. E ci vorremmo afferrare al presente, ma ci continua a sfuggire, non riusciamo proprio ad afferrarlo, quindi non c’è nemmeno il presente. Quindi riposiamo per un momento nella consapevolezza senza tempo. Restiamo nell’aperta consapevolezza in modo del tutto normale, rilassato. Quando apriamo gli occhi, abbiamo questo campo visivo che è solo come un riflesso da uno specchio. Apriamo leggermente gli occhi e guardiamo l’ambiente circostante come il riflesso nello specchio.

Damaru = vacuità e saggezza, disciplina etica.

Quando prendi l’iniziazione ricevi l’autorizzazione ad usare il damaru ed il maestro lo benedice.

Se non sapevi che una tua azione era sbagliata, non hai fatto nulla di sbagliato.

I disturbi, cioè i mara, spiriti, demoni, non ci sono solo nel bh tibetano, ma anche nella filosofia greca. Mara deriva dal sanscrito dove viene chiamata mùg. Nel ciod è il ladreg. Possiamo dire ladreg, dei e demoni. Ma in Tibet dei e demoni non sono distinti perché qualcosa che per me è un demone per altri è meraviglioso. E per qulcuno può essere ottimo e per altri un gran disagio. In tibet tutta la filosofia è sul non giudicare, tompa vuoto gni = capacità d’essere pieno = pienezza. Lo spazio è vuoto ma ha la capacità di manifestare tutti i fenomeni. Il buono esiste solo quando esiste anche il negativo. Nella filosofia tibetana occorrre evitare gli opposti, ma cercare l’unicità. Inoltre c’è sempre bisogno di comparare qualcosa. C’è sempre bisogno di lampi di vacuità. Ci sono spiriti, demoni, i signori della terra ma sono solo pure etichette che attribuiamo. E non si tratta di entità esteriori, ma dentro di noi.

d. Rinpoche, pensi che dei e demoni esistono in America? In usa non so, ma in tibet è sicuro. Se comprendiamo che tutto è una proiezione allora ci sarà difficile che vediamo spiriti e demoni al di fuori. Se pensiamo che quest’albero non brilla molto, perché quando percepiamo suono e colori, i ns disturbi interni li proiettiamo sull’ambiente esterno. Se abbiamo una mente pacifica gli altri potrebbero dire che è una dakini. E potremmo fantasticare sulla forma delle nuvole, e dire, è una dakini. In mongolia c’è il re dei lupi e viene immaginato e percepito. In tibet e mongolia ci sono luoghi molto remoti, anche in usa le querce sono molto grosse coi rami cadenti il che rende molto selvaggi questi luoghi. Nella notte gli animali vagabondano nei boschi. Se stai nei boschi ti puoi sentire spaventato dal ululare notturno del gufo, dal picchiettio del picchio e dallo scalpiccio dei topolini. Quando il sole tramonta ho preso la paura, l’ansia, la presenza d’un grosso animale, la paura che mi faceva chiudere porte e finestre, finché il cuore mi batteva in gola. Ma la paura è un qualcosa che abbiamo in noi chisà da quanto tempo, e noi, se ci cadiamo, non facciamo altro che nutrire la ns paura. Come uscirne? Le stesse sensazioni del corpo e mente, voci interne, sono stata messa alla prova da un qualcosa di anormale, quindi il ns io ci fa provare paura.

Se non analizzi, se hai la sensazione che non c’è un vero io, interdipendenza, è difficile superare le sensazioni della ns mente. Magari 20 aa fa abbiamo avuto un’esperienza negativa che ci ha lasciato un impronta. La cosa importante è lavorare continuamente con esse nel momento presente.

Nelle tradizione Tibet si spiega molto bene come funziona la mente.

Bh dice, noi pensiamo perciò siamo. Il mandala è la ns percezione.

Naropa scrisse nel commentario del ciod che i praticanti possono attrarre gli elementi naturali, ma come si fa? A livello molto sottile scegli la situazione adatta per te per crescere. Possono essere gli elementi. Cosa faccio? La mia scelta dell’interdipendenza è di uscire da questo ego che penso che ha scelto queste situazioni. Ma possono esserci situazioni in me molto ben strutturate, non lo so, sono ignorante. Lascia andare tutto nello spazio. Forse non devo piu visitare questo posto? Non amo il termine demone. Taranatha lo chiama diavolo, un qualcosa che disturba la ns mente più o meno gravemente. Il primo sono i demoni esterni, come gli elementi. Spesso sono molto spaventose le persone. Tutto cio che ci appare al di fuori ci può apparire come dei demoni tangibili. Ma qualcun altro potrebbe apprezzare la tempesta, la pioggia, la nevicata. Perché nel mio caso la persona non si sente sicura abbastanza.

Demoni non tangibili: gioia esagerata, rabbia, una qaulsiasi emozione, che è autocreata. Ma in questo caso non c’è nulla di tangibile. Se vi capita di svegliarvi in questo modo state per 5-10′ in aperta consapevolezza, perché non sappiamo cosa ci è successo nella notte. I praticanti del ciod per uscire da uno stato oscurato possono esclamare phè come oplà, un qualcosa di breve con i, o, a. e lo possiamo dire anche qundo abbiamo un chiacchericcio interno. Quando ci compiangiamo dobbiamo tagliare questo tipo di comportamento. Se abbiamo la speranza che sia svanito, allora non funziona, con opla tagliamo il fenomeno al momento, così evitiamo d’essere perseguitati dai disturbi. Perché quando tagli con questa parola la tua perturbazione puoi andare avanti? Rilassati, senti il tuo corpo, impemanenza, o non è reale, è interdipendente, oppure, opla. Qul’è la relazione che hai con questa situazione. È troppo. Il nervosismo va tagliato perché non è la tua natura normale. Quindi, dopo averla tagliata, dimorate nell’aperta consapevolezza. Nei sutra soni i demoni est, int, della morte e degli dei. Nel ciod è piu profondo.

Milarepa. Mi comporterò coi miei allievi come tu hai fatto con me.

Marpa. Ora i tempi sono cambiati e non puoi comportanti come ho fatto io coi miei studenti.

Il terzo è il demone del gonfiamento. Se abbiamo un buon lavoro, posizione sociale, può emergere un certo compiacimento. Anch’io quando lodo qualcuno non dovrei esagerare. E dovrei evitare anche l’orgoglio di sottovalutazione e quello dell’esagerazione. Taranata dice: quando si mostra questo demone non è necessario andare in montagna in luoghi remoti, ma dovete rimanere con la gente, in modo che questo tipo di disturbo si possa manifestare, perché in montagna non verranno i leopardi delle nevi a complimentarsi con voi. Così capirai che il tuo nemico è il tuo migliore maestro. Solo chi ti crea questa avversione può far si che la tua rabbia emerga. Sbaglio a pensare”non mi piace quella persona, quindi la evito” perché in realtà è un ottima opportunità, in realtà non è la persona ma il suo comportamento che mi dà fastidio. Il 3 demone dell’esaltazione in su ed in giù, anche nella depressione è una forma d’orgoglio, questo tipo di stato della mente ci danneggia la progressione nel sentiero: sono così bravo che non ho bisogno di andare avanti, così come sono tanto depresso perché non mi resce di fare nulla

4 rigonfiamento, orgoglio. Se peggiori rispetto al 3 nella tua mente spopraggiunge una fissazione ci sono tutti questi neuroni che crescono nella mente e diventano una vera e propria invasione, sono piu forti e difficili da contrastare.

d. perché i demoni fanno cadere le rocce?

r. non sanno nemmeno che ci sono persone in pericolo qundo fanno cadere delle pietre. Non sanno nemmeno che la gente ha paura. Lo fanno per ignoranza. Iaa dopo diede la completa spiegazione della percezione. Forse rinpoche parlava della mia mente stupida, inconsapevole? Ma non sono mica terribile! Spesso uso parole inappropriate. Mentre quando non si controlla la parola, non si sa mai come gli altri le possono prendere. Ma, forse, sotto sotto ognuno lo sa.

Tagliare pacifico, irato, semi irato ed i praticanti del ciod lo devono sapere.

Due ladri stavano per derubare un grande praticante del ciod quando si resero conto che li aveva riconosciuti, così decisero, per passarsela liscia, d’ucciderlo. Ma nonostante che gli avessero reciso di netto la testa il praticante continuava a far roteare il damaru e, quando i ladri se ne andarono, rimise la testa al suo posto.

1 demoni disturbi esterni, 2 disturbi interni afflizioni 3 esaltazione ego in alto ed in basso 4 rigonfiamento orgoglio con fissazione.

 

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