Ven. Geshe Thubten Sherab: Le otto strofe della Trasformazione del Pensiero

Ven. Ghesce Thupten Sherab: Dal preciso momento in cui cominciate a pensare agli altri, proprio da quel momento cominciate a creare le cause per la vostra felicità, fino all’illuminazione.

Ven. Ghesce Thupten Sherab: Le Otto Strofe della Trasformazione del Pensiero.

Questa mattina abbiamo parlato particolarmente dei vari punti su come sviluppare la Bodhicitta e gli eventuali metodi. Abbiamo parlato di cinque punti per sviluppare la Bodhicitta. Il primo era, appunto, quello di equalizzare se stessi con gli altri, ovvero generare l’equanimità riconoscendo noi stessi uguali agli altri esseri viventi, in modo uguale, equanime. Poi abbiamo parlato del secondo punto e questo secondo punto è in relazione al riconoscere gli svantaggi del coltivare l’egoismo, di mantenere l’egoismo dentro di noi.

Se analizziamo correttamente la nostra vita, possiamo rendere conto che molte volte noi soffriamo, e causiamo anche sofferenza agli altri, proprio a causa dei conflitti che noi stessi abbiamo dentro di noi.

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Le Quattro Meditazioni Incommensurabili

shakyamuni-2Le Quattro Meditazioni Incommensurabili

Assumiamola posizione corretta, sentiamo l’armonia del nostro corpo appoggiato alla sua base al cuscino, le gambe a formare una solida ed ampia base a terra, il bacino leggermente inarcato, il petto leggermente prominente, le spalle in asse sulle anche; molto lentamente lasciamo fluire il nostro respiro: dolcemente e leggermente. Una volta che la nostra mente si è acquietata, cerchiamo di riportarla al nostro scopo, cerchiamo d’individuare bene il motivo per cui siamo venuti qui. Che cosa ci ha condotto fin qui? Loscopo è quello comune a tutti gli es: quello di trovare la felicità e di liberarci da qualsiasi sofferenza. Meditiamo ora sui due pensieri incommensurabili equanimità ed amorevole gentilezza, permeati d’amore e di compassione. Continue reading »

Matthieu Ricard e Trinh Xuan Thuan: meditazione e fisica quantistica

Matthieu Ricard

Matthieu Ricard

Dal Big Bang all’illuminazione: meditazione e fisica quantistica

3 apr, 2011 di Matthieu Ricard e Trinh Xuan Thuan

Il dialogo fra uno scienziato occidentale, diventato monaco buddista, e di un buddhista orientale, diventato scienziato… la scienza e la spiritualità rischiarano entrambe la vita degli uomini: non potrebbero essere complementari? Continue reading »

Lama Zopa: Mangiare significativamente

Lama Thupten Zopa: "qualsiasi lavoro si faccia anche per ottenere uno chicco di riso, occorre aver presente che tantissimi esseri vengono uccisi o vengono danneggiati".

Lama Thupten Zopa: "qualsiasi lavoro si faccia anche per ottenere uno chicco di riso, occorre aver presente che tantissimi esseri vengono uccisi o vengono danneggiati".

Ven. Lama Thupten Zopa Rinpoche: Mangiare significativamente.

Al CPMT 2009, uno studente ha osservato che mangiare certi tipi di cibo rappresenta una crudeltà verso altri esseri. Al che Rinpoche ha così risposto:
… Nella realtà, proprio nella realtà, nella cruda realtà quotidiana, ancora più nella realtà contingente, non si può sopravvivere senza danneggiare gli altri. Non esiste altra possibilità. Non c’è modo di vivere senza che gli altri ci danneggino, senza essere uccisi, senza che gli altri non ci provochino sofferenze.
Altrimenti non ci sarebbe alcun modo di poter sopravvivere anche un solo giorno, non si potrebbe sopravvivere nemmeno per un giorno.

Quindi, è così la vita nel samsara. Continue reading »

Lama Zopa: Meditare sulla perfetta rinascita umana

Meditando continuamente, possiamo far diminuire gradualmente l’ignoranza che ostacola la scoperta di quanto veramente vantaggiosa sia la perfetta rinascita umana.

Meditando continuamente, possiamo far diminuire gradualmente l’ignoranza che ostacola la scoperta di quanto veramente vantaggiosa sia la perfetta rinascita umana.

Il santo e profondo insegnamento che costituisce il tema di questo discorso deriva dall’insegnamento Mahayana che guida gli esseri fortunati all’illuminazione. Quest’insegnamento fu ampiamente trattato dai grandi filosofi Nagarjuna e Asanga. E’ un profondo insegnamento sacro che contiene in sé l’essenza dei pensieri santi dei grandi bodhisattva Atisha e Guru Tsong Khapa. Include tutti gli 84.000 insegnamenti dati dal Guru Shakyamuni Buddha, il che significa che non esiste nessun insegnamento che non sia incluso nel sentiero graduale; non esiste nessun Buddhadharma separato che non sia incluso negli insegnamenti del sentiero graduale. Quest’ultimo include anche ogni singolo fenomeno esistente, non c’è niente che non sia spiegato dal Dharma. Poiché l’intero Buddhadharma è incluso nell’insegnamento del sentiero graduale, anche tutta l’esistenza è spiegata o inclusa negli insegnamenti del sentiero graduale. Continue reading »

Lama Yesce: Perché abbiamo bisogno della meditazione

Lama YESCE 1982

Lama Tubten Yeshe (foto in India 1982 ): “La natura della mente incontrollata è malata. l’insoddisfazione è una malattia della mente. Qual è l’antidoto appropriato per questa malattia? E’ la saggezza della conoscenza: comprendere la natura dei fenomeni psicologici, conoscere come funzioni il mondo interiore”.

Dall’inizio dell’evoluzione umana su questo pianeta, le persone hanno fatto del loro meglio per essere felici e godere della propria vita. E sino ad oggi hanno sviluppato un incredibile numero di metodi differenti per il conseguimento delle loro mete. Tra questi metodi troviamo differenti interessi, differenti occupazioni, differenti tecnologie e differenti religioni. Dalla manifattura del più piccolo cioccolatino alla più sofisticata astronave, la motivazione che vi soggiace è trovare la felicità. Le persone non hanno fatto tutte queste cose per niente, o no? Conosciamo bene il corso della storia umana, nel suo sottofondo vi è sempre la costante ricerca della felicità.

Comunque – e la filosofia buddhista è estremamente chiara su questo – indipendentemente da quanto progresso facciate nello sviluppo materiale, non troverete mai felicità duratura nè soddisfazione, è impossibile. Il Signore Buddha ha affermato questo in modo del tutto categorico: E’ impossibile trovare felicità e soddisfazione attraverso i soli mezzi materiali. Continue reading »

Un breve consiglio di meditazione – Ghesce Tenzin Tenphel

il Ven. Ghesce Tenzin Tenphel

il Ven. Ghesce Tenzin Tenphel

La pratica della meditazione non è solo ascoltare musica, immaginare paesaggi e inebriarsi d’incenso. Al limite, questi accessori rischiano dei distrarre dall’obbiettivo primario, quello di sviluppare la vigilanza interna, la consapevolezza.
Molte persone pensano di meditare ascoltando musiche rilassanti, immaginando paesaggi meravigliosi, come montagne, prati fioriti, oceani… Musica buona e buone immagini: a loro piace così. Non c’è niente di male in questo, ma certamente questo tipo di meditazione aiuta soltanto a trovare una calma temporanea, non porta a una pace durevole. …Non è detto che ogni tanto non faccia bene meditare così, ma se vuoi essere colmo di una pace stabile e durevole devi fare un’unica cosa: conoscere veramente te stesso. Continue reading »

Pema Chodron: La pratica del TongLen

Pema Chodron

Pema Chodron

Pema Chodron: La pratica del TongLen. Per avere compassione per gli altri, dobbiamo avere compassione per noi stessi.

In particolare, aver cura di altre persone che hanno paura, rabbia, gelosia, che sono sopraffatte da dipendenze di ogni genere, arroganti, orgogliose, avare, egoiste, meschine, e così via, avere compassione e cura di queste persone significa non fuggire dal dolore di trovare queste cose in noi stessi. In realtà, può cambiare tutto l’atteggiamento verso il dolore. Invece di respingerlo e di nascondersi, si può aprire il cuore e permettersi di provare il dolore, sentirlo come qualcosa che ci ammorbidirà e purificherà e ci renderà molto più amorevoli e gentili.

La pratica TongLen è un metodo per connettersi con la sofferenza, la nostra e quella che è tutt’intorno a noi, ovunque andiamo. Continue reading »

Meditazione di pulizia dei ciakra

A questo punto inizia la vera meditazione di vacuità dove si cerca di rimanere in questo stato di luminosità più tempo possibile.

A questo punto inizia la vera meditazione di vacuità dove si cerca di rimanere in questo stato di luminosità più tempo possibile.

Meditazione di pulizia dei ciakra

La meditazione inizia con la corretta postura e il rilassamento, poi si inizia a visualizzare il corpo sottile, partendo dal ciakra bianco fino a quello verde, quindi visualizzare il canale centrale di colore bluet e all’interno rosso, per passare poi a visualizzare i canali laterali.

Una volta visualizzato il corpo sottile (ognuno con i particolari che riesce chi ha le capacità può visualizzare anche i nodi che i canali laterali formano in corrispondenza dei ciakra) si inizia a far scorrere le tig-le rossa e bianca che entrano dalle rispettive narici destra e sinistra, attraverso la forza pneumatica del respiro, per farle percorrere i canali laterali fino a raggiungere il ciakra verde della base. Continue reading »

Metodi per la meditazione

Il Ven. Prof. Samdhong Rinpoche in meditazione.

Il Ven. Prof. Samdhong Rinpoche in meditazione.

Metodi per la meditazione

Alexander Berzin, Mosca, Russia, Novembre 2005

La meditazione è ovviamente un tema importante se vogliamo mettere in pratica gli insegnamenti di Buddha. Tuttavia, la meditazione non è qualcosa specificamente buddhista. Essa si ritrova in tutte le tradizioni indiane, come pure in sistemi non-buddhisti al di fuori dell’India.

Il termine sanscrito per meditazione è “bhavana.Bhavana viene dal verbo “bhu” che significa “diventare” o “far diventare qualche cosa qualcos’altro.” Bhavana, quindi, è un processo attraverso il quale riceviamo un insegnamento su come sviluppare un certo stato mentale costruttivo e, in senso figurato, “diventiamo” questo stato. In altre parole, attraverso il processo della meditazione, facciamo sì che la nostra mente entri in un particolare stato benefico.

Poiché bhavana deriva dalla radice sanscrita “bhu,” cioè dalla parola “diventare,” bhavana implica una trasformazione. Per esempio, se stiamo meditando sull’amore, a tutti gli effetti ci trasformiamo in qualcuno che ha amore nel suo cuore. Quando il termine è stato tradotto dal sanscrito in tibetano, è stato tradotto con la parola che implica “sviluppare un’abitudine.” Questa è la parola tibetana “gom.Continue reading »

La meditazione

bh6-2La meditazione

La meditazione (bhavana) è una ginnastica mentale: anziché addestrare i nostri arti, il nostro corpo fisico, si tratta di lavorare sulla mente. E’ un processo di disciplina mentale, mediante il quale si rende familiare la propria mente con un certo oggetto positivo – sia esteriore (come un’immagine) sia interiore (come la mente stessa o le sue qualità) – attraverso il pensare ad esso o il concentrarsi univocamente su di esso, allo scopo di sviluppare uno stato mentale controllato ed elevato. Si tratta dunque di abituare e familiarizzare (tib. sgom) la mente ad un determinato oggetto (ovviamente positivo), così che divenga tanto chiaro, vivido e presente da sembrare concreto: il che presuppone che bisogna riconsiderarlo ripetutamente. Non si tratta affatto di svuotare la mente, cioè nel bloccare o eliminare i pensieri. Si tratta di un lavoro di osservazione esteriore ed interiore il più possibile neutra ed oggettiva, una pratica di attenzione concentrata su ciò che accade nella mente, nel corpo e nel mondo.

La funzione della mente è di conoscere e sperimentare, è la consapevolezza stessa. Continue reading »

I preliminari per la meditazione o lo studio: la pratica in sette rami

Con le mani giunte vi richiedo  Vittoriosi che potreste andare oltre alla tristezza:  Vi imploro, rimanete per incalcolabili eoni,  Per non lasciare questi esseri migratori nella loro cecità. (Shantideva)

Con le mani giunte vi richiedo Vittoriosi che potreste andare oltre alla tristezza: Vi imploro, rimanete per incalcolabili eoni, Per non lasciare questi esseri migratori nella loro cecità. (Shantideva)

I preliminari per la meditazione o lo studio: la pratica in sette rami

Alexander Berzin. Berlino, Germania, 9 Gennaio 2001. Traduzione italiana a cura di Julian Piras, Novembre 2011.

Questa sera, vorrei spiegare in un modo più pratico i preliminari che eseguiamo all´inizio delle nostre lezioni sul testo di Shantideva, Guida allo stile di vita del Bodhisattva (Bodhisattvacharya-avatara). Essi includono la pratica in sette rami, che deriva da questo testo. La pratica di questi preliminari prima di ascoltare ed imparare il Dharma ci aiuta a stabilire uno stato mentale ricettivo. Usiamo la stessa serie di pratiche prima delle nostre meditazioni quotidiane e prima delle nostre sessioni di studio del Dharma a casa.

Pulire la stanza e disporre le offerte

Se eseguiamo queste pratiche come preliminari per la meditazione a casa, dobbiamo prima pulire e mettere a posto la camera, come facciamo prima delle lezioni. Se per esempio ci sono fogli di carta o vestiti per terra, dovremo raccoglierli e metterli via. Mentre siamo impegnati in quest`attività, pensiamo: “Possa la mia mente diventare chiara, pulita, ben ordinata, come lo sta diventando la stanza.” Continue reading »

Meditazione sull’impermanenza

tsunami-buddhaMeditazione sull’impermanenza

Meditiamo esercitando l’introspezione profonda: sciogliamo le tensioni all’interno del nostro corpo, sciogliamole dalla cima dei piedi alla sommità del capo. Avvertiamo i nostri blocchi, le contrazioni, il nostro afferrarsi: lasciamoci andare.

Molliamo la presa: non c’è nulla da temere nell’osservare la nostra mente, non ne possono sorgere altro che benefici e virtù. Continue reading »

Cos’è la meditazione?

Sua Santità il XIV Dalai Lama

Sua Santità il XIV Dalai Lama

Cos’è la meditazione?

Alexander Berzin, Mosca, Russia, Giugno 2010. Traduzione in italiano a cura di Francesca Paoletti.

Quando sentiamo parlare di “meditazione,” molte persone hanno svariate idee di cosa si stia parlando. Certe persone hanno l’immagine di una pratica mistica in cui in qualche modo si raggiunge un particolare reame all’interno della propria mente. Altre persone pensano che sia un certo tipo di disciplina praticata soltanto in Asia. Ma se vogliamo osservare più da vicino cosa è la meditazione, dobbiamo porci tre domande e, ovviamente, dare loro risposta: cos’è la meditazione? Perché dovrei meditare? E, in pratica, come si fa? Continue reading »

Lama Ghendun Rimpoche: Libertà ed agio

Lama Gendün Rinpoche nacque nel 1918 in Tibet. Praticò la meditazione per circa trentanni e visse intensamente il ritiro nella sua cella monastica e nelle caverne tra il Tibet e l’India.

Lama Ghendun Rimpoche: Libertà ed agio

La felicità non può essere trovata

attraverso un grande sforzo e volontà

ma è già presente,

nel rilassamento e nel lasciare andare.

Non sforzarti;

non c’è niente da fare.

Qualunque cosa sorga nella mente

non ha nessuna reale importanza,

perché non ha una qualsivoglia realtà.

Non attaccarti ad essa;

non identificarti con essa

e non giudicarla.

Lascia che l’intero gioco accada da sé

balzando in alto e ricadendo come onde,

senza cambiare o manipolare alcunché,

ed ogni cosa svanisce e riappare,

magicamente, senza fine.

Solo la nostra ricerca della felicità

ci impedisce di vederla. Continue reading »

Mipham Rinpoche: Come coltivare la concentrazione

Mipham Rinpoche: Come coltivare la concentrazione

Potresti desiderare di bere il nettare della calma dimorante,
ma a meno che tu non interrompa il flusso dell’attività esterna,
non c’è modo di evitare la distrazione interiore.
E devi sradicare questo vagare all’interno.

A meno che tu non arresta il flusso di distrazione mentale,
non arriverai mai alla concentrazione al singolo punto.
Costruisci una diga sicura, quindi, con consapevolezza.
E applica la vigilanza ogni volta che riposi per un po’.

Torna continuamente nello stato di non distrazione,
e cerca di prolungare la durata dell’esperienza.
Quando diventa familiare, applicati ulteriormente.
Conquista il nemico, i pensieri attuali, e genera calma.

Quando ottieni stabilità,
continua fino a quando la pratica è senza sforzo e raggiungi la flessibile
e genuina śamatha – calma dimorante.
Applicati ininterrottamente, equilibrando la tensione e il riposo.

L’allenamento prolungato in ciò che è difficile può essere scoraggiante,
quindi inizia rafforzando la tua determinazione e diligenza.
Poi, nel mezzo, sforzati continuamente senza interruzione.
Alla fine, guadagnerai forza e assaporerai i frutti della gioia.
Questo è il modo in cui i tuoi sforzi daranno la loro eccellente ricompensa.

Composto il settimo giorno del sesto mese.

https://saggezzabuddhista.wordpress.com/2018/04/17/come-coltivare-la-concentrazione/

Meditazione di Autoguarigione

meicine-buddhaMeditazione di Autoguarigione

Cerchiamo d’assumere una buona posizione, anzi una corretta posizione, la postura corretta di meditazione: osserviamo il nostro corpo dal di dentro. Troviamone i punti di tensione: e lasciamoci andare.

Partiamo dal capo. Rilassiamo i muscoli del viso, iniziando dalla fronte, rilassiamo le nostre mandibole, rilassiamo le labbra, posiamo dolcemente la lingua sulla volta del palato, rilassiamo le braccia, lasciamole leggermente discoste: la mia mente mi osserva.

Rilassiamo il collo, le spalle, scendiamo lungo gli arti superiori fino alla punta delle dita.

Procediamo nello stesso modo rispetto all’addome, al torace, ai glutei, alle gambe fino alla punta delle dita dei piedi: il mio corpo lentamente e progressivamente si rilassa, fino a sentirsi sprofondare nel cuscino. Continue reading »

Thich Nhat Hanh: Meditazione di base per tutte le occasioni

Thich Nhat Hanh

Thich Nhat Hanh: Meditazione di base per tutte le occasioni

1. Inspirando, so che sto espirando, espirando, so che sto espirando. Inspiro, espiro.

2. Inspirando il mio respiro si fa profondo, espirando il mio respiro si fa lento. Profondo, lento.

3. Inspirando, calmo il mio corpo, espirando metto il corpo a suo agio. Calma, agio.

4. Inspirando sorrido, espirando lascio andare tutte le tensioni. Sorrido, lascio andare

5. Inspirando, dimoro nel momento presente, espirando so che è un momento meraviglioso. Momento presente, momento meraviglioso.

Sequenza da imparare a memoria:

1. Inspiro, espiro

2. Profondo, lento

3. Calma, agio

4. Sorrido, lascio andare

5. Momento presente, momento meraviglioso

https://zeninthecity.org/wp-content/uploads/2013/08/meditazione_di_base_tnh.pdf

Terminologia della concentrazione

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Terminologia della concentrazione

Alexander Berzin, Monaco, Germania, 17 Novembre, 1999. Traduzione in italiano a cura di Francesca Paoletti.

Attenzione, chiarezza e consapevolezza

L ‘attenzione (yid-la byed-pa) è il fattore mentale (sems-byung, consapevolezza ausiliaria) che mette a fuoco uno specifico oggetto.

Essendo un fattore mentale continuamente funzionante (kun-‘gro), l’attenzione accompagna tutti gli istanti dell’ attività mentale (sems, mente) e dunque è simultanea alle due caratteristiche definenti dell’attività mentale:

La meditazione analitica e la meditazione stabilizzante

Dr. Alexander Berzin: La meditazione analitica e la meditazione stabilizzante

Calmarsi

Lavorare su noi stessi in termini di rifugio o bodhicitta implica ascolto, riflessione e la meditazione sugli insegnamenti. Il concentrarsi sul respiro per calmarsi (cosa che alcune persone pensano sia tutto ciò in cui consiste shamatha), è soltanto un preliminare a questi tre. Il solo calmarci non elimina le cause dei nostri problemi anche se può renderci più lucidi nell’affrontarli.

Ascolto

Dall’ascolto (thos) otteniamo la consapevolezza discriminante (shes-rab, san. prajna, saggezza) che sorge dall’ascolto, che consiste nel distinguere le parole. Distinguiamo (‘du-shes, riconoscere) le asserzioni buddhiste da altre asserzioni e siamo sicuri di ciò. Ci facciamo un’idea di parole del Dharma come “possiedo una preziosa rinascita umana,” ma non sappiamo assolutamente cosa vogliano dire. Possiamo supporre (yid-dpyod) che siano vere per rispetto verso il Buddha, ma non le comprendiamo.

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Thich Nhat Hanh: Esercizio per la respirazione “di pancia”

Thich Nhat Hanh

Thich Nhat Hanh: Esercizio per la respirazione “di pancia”

Quando ci concentriamo su questa zona e cominciamo a respirare in consapevolezza riusciamo a calmarci. Ci concentriamo soltanto sul respiro, sulla pancia che si alza e s’abbassa, nient’altro.

  • Inspirando, porto tutta l’attenzione giù alla pancia. Espirando, porto tutta l’attenzione alla pancia…
    Pancia, pancia.
  • Inspirando, mi tengo al livello della pancia. Espirando, rimango al livello della pancia… Livello della pancia, rimango.

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Lama Zopa Rimpoche: Meditazione sui Quattro Incommensurabili.

Lama Zopa Rirnpoche: Col pensiero incommensurabile della gioia, si dona agli esseri senzienti.

Lama Zopa Rirnpoche: Col pensiero incommensurabile della gioia, si dona agli esseri senzienti.

Lama Zopa Rimpoche: Meditazione sui Quattro Incommensurabili.

Questa meditazione è ottima per i principianti, è molto rilevante per dare un grande senso alla vita. La meditazione per generare i quattro pensieri incommensurabili è ottima.

Potete fare così:
Per primo si genera il pensiero incommensurabile dell’equanimità.

Possano tutti gli esseri separarsi dall’attaccamento Continue reading »

Ghesce Sonam Rinchen: Ostacoli allo sviluppo della concentrazione

Ghesce Sonam Rinchen: Possiamo facilmente perdere la nostra focalizzazione su uno o più componenti della meditazione.

Ghesce Sonam Rinchen: Possiamo facilmente perdere la nostra focalizzazione su uno o più componenti della meditazione.

Ostacoli allo sviluppo della concentrazione, specialmente durante la meditazione di recitazione tantrica

Ghesce Sonam Rinchen, Dharamsala, India, Dicembre 1988. Tradotto e redatto da Alexander Berzin. Traduzione italiana a cura di Francesca Paoletti.

Introduzione

Per realizzare uno stato mentale calmo e posato (zhi-gnas, sct. shamatha), l’oggetto di focalizzazione deve restare lo stesso: le istruzioni guida affermano chiaramente che l’oggetto di focalizzazione non dovrebbe cambiare una volta scelto. Questo significa che non soltanto non dobbiamo cambiare il nostro oggetto di focalizzazione per lo sviluppo di shamatha passando, per esempio, dal nostro respiro ad una visualizzazione di Buddha. Significa anche che il nostro oggetto di focalizzazione non dovrebbe cambiare mentre ci stiamo focalizzando su di esso, per esempio nel caso in cui il Buddha che stiamo visualizzando si muove, diventa più grande o più piccolo oppure cambia nel corso della sessione. In questo modo, anche se potremmo raggiungere un eccellente stato di concentrazione di assorbimento (ting-nge-’d zin, sct. samadhi) focalizzandoci su una recitazione tantrica, Continue reading »

Lama Zopa Rinpoche: Lo scopo della Meditazione

Lama Zopa Rinpoche: La nostra pratica della meditazione, di coltivazione della mente, non dovrà essere passiva. Non potremo spezzare le catene della sofferenza con il solo accettare ciecamente quello che qualcuno, sia pure un grande maestro, ci dice di fare. Dovremo invece usare la nostra intelligenza innata per verificare e vedere se un comportamento che ci viene indicato è efficace. 

Lama Zopa Rinpoche: La nostra pratica della meditazione, di coltivazione della mente, non dovrà essere passiva. Non potremo spezzare le catene della sofferenza con il solo accettare ciecamente quello che qualcuno, sia pure un grande maestro, ci dice di fare. Dovremo invece usare la nostra intelligenza innata per verificare e vedere se un comportamento che ci viene indicato è efficace.


Lama Zopa Rinpoche: Lo scopo della Meditazione

Vorrei brevemente introdurre la pratica della meditazione. Molte persone nel mondo, in occidente così come in oriente, sono molto interessate a meditare; provano attrazione per questa pratica e manifestano grande interesse. Eppure, delle molte persone che praticano la meditazione, solamente alcune ne comprendono veramente lo scopo.

Ciascuno di noi qui possiede un corpo fisico costituito di ossa, carne, sangue eccetera. Attualmente non siamo in grado di esercitare un completo controllo sul corpo, e di conseguenza incorriamo sempre in problemi. Se ci fosse un uomo così ricco che La sua ricchezza fosse pari a quella del mondo intero, nonostante la sua enorme fortuna, nel caso che la sua mente fosse imprigionata in un corpo incontrollabile, egli vivrebbe in continua sofferenza. Ricchi o poveri, nessuno di noi sfugge a questo problema. Per quanto ci proviamo, non riusciamo mai a trovare una soluzione per le nostre difficoltà. Se risolviamo un problema, un’altro immediatamente si presenta. I conflitti e le sofferenze che il mantenimento del nostro corpo fisico comporta sono sempre gli stessi, dovunque noi siamo. Se siamo saggi abbastanza da penetrare in profondità nel cuore di questo impegno e verificare come stanno effettivamente le cose, vediamo subito l’universalità di questa situazione insoddisfacente. Ci appare chiaro anche che se non avessimo un corpo così privo di controllo, non potremmo assolutamente sperimentare le sofferenze che questo comporta.

Il problema principale dì noi tutti è la sofferenza di non riuscire a soddisfare i nostri numerosi desideri. Continue reading »

Lama Zopa Rirnpoche: meditazioni di purificazione sul respiro.

Lama Zopa Rirnpoche: La mente guarda la mente che si sta concentrando.

Lama Zopa Rirnpoche: La mente guarda la mente che si sta concentrando.

Lama Zopa Rirnpoche: meditazioni di purificazione sul respiro.

Visualizzate il Buddha della Compassione, Tara o il Buddha della Medicina, eccetera. Inalando, una luce che viene dal cuore della divinità, e che è nella natura della grande compassione, benedice tutti gli esseri senzienti. Riempie tutto il vostro e corpo e la mente di grande compassione, nel cuore. Mantenete la mente in questo stato per qualche tempo, in quel sentimento di grande compassione verso ciascun essere senziente. senza discriminazione, sentendo le loro sofferenze e generando il pensiero di liberarli tutti dalle sofferenze e dai problemi, noi da soli.
Poi espirate tutti i
difetti, tutte le illusioni, il karma negativo, le impronte negative e specialmente l’ego. Nell’espirare, tutte le negativici escono fuori nella forma di fumo o di inquinamento. Va oltre questo mondo. In questo modo si usa la meditazione sul respiro per la purificazione. Continue reading »