Ma Gcig: Canti spirituali

Macig

Macig

Canti spirituali di Ma Gcig

Lode a quello stato
che trascende ogni considerazione oggettiva,
dimensione pura, inesprimibile,
inimmaginabile,
che va oltre il pensiero.
Ho scritto questa
«Raccolta di insegnamenti orali
sulla Recisione dei demoni»
pensando che qualcuno, un giorno,
ne trarrà beneficio.
La radice di tutti i demoni è la propria mente.
Quando, nel percepire un qualsiasi fenomeno,
si prova attrazione e poi desiderio,
si è catturati dai demoni.
Quando nella mente si afferrano i fenomeni
come se fossero oggetti esteriori,
si è contaminati. Continue reading »

1 Darmaraksita: La Ruota delle Armi taglienti

Darmaraksita

Darmaraksita

1 Darmaraksita: La Ruota delle Armi taglienti

(I° Parte) (Una pratica mentale del Mahayana) Darmaraksita (Maestro di Atisha) -La ruota delle armi taglienti. Tradotto dal tibetano in Inglese da Alexander Berzin e Sharpa Tulku, insieme a Jonathan Landaw e Khamlung Tulku, sulla base di una spiegazione orale da Ghesce Ngawang Dhargyey, 1973. Tradotto in Italiano da Aliberth Meng. Fonte: http://www.berzinarchives.com/web/en/archives/sutra/level3_lojong_material/specific_texts

Rendo omaggio di tutto cuore a te, Yamantaka;

La tua ira si opponga al Grande Signore della Morte.

(1) Nella giungla di piante velenose incedono i pavoni,

Benchè vicino vi siano bellissimi giardini di erba medica.

I gruppi di pavoni non trovano piacevoli questi giardini,

Ma prosperano nell’essenza di piante velenose. Continue reading »

2 Darmaraksita: La Ruota delle Armi taglienti

Manjushri

Manjushri

2 Darmaraksita: La Ruota delle Armi taglienti

(2° Parte) (Una pratica mentale del Mahayana) Darmaraksita (Maestro di Atisha) -La ruota delle armi taglienti. Tradotto dal tibetano in Inglese da Alexander Berzin e Sharpa Tulku, insieme a Jonathan Landaw e Khamlung Tulku, sulla base di una spiegazione orale da Ghesce Ngawang Dhargyey, 1973. Tradotto in Italiano da Aliberth Meng.

(34) Quando il pregiudizio, le malattie o un ictus ci paralizzano

E i danni delle forze esterne si scagliano contro di noi,

Questa è la ruota delle armi taglienti che ci ritorna indietro

Con un giro completo su di noi per gli errori che abbiamo fatto.

Fino ad ora, abbiamo raccolto vasti depositi di non-virtù Continue reading »

3 Darmaraksita: La ruota delle armi taglienti.

Maitreya

Maitreya

3° Parte, Darmaraksita: La ruota delle armi taglienti. Tradotto dal tibetano in Inglese da Alexander Berzin e Sharpa Tulku, insieme a Jonathan Landaw e Khamlung Tulku, sulla base di una spiegazione orale da Ghesce Ngawang Dhargyey, 1973. Tradotto in Italiano da Aliberth Meng.

61- 89 La ruota delle armi taglienti

(61) Noi abbiamo fatto molto poco per favorire qualcuno,

Tuttavia, gli ricordiamo sempre quanto gli abbiamo fatto.

Non abbiamo mai realizzato una sola cosa nella nostra vita

Eppure, vantandoci e facendoci belli, siamo pieni di presunzione.

Travolgi dunque quest’Ego, straccialo, danza sulla testa

Di questo insidioso concetto di interesse egoistico.

Strappa il cuore di questo macellaio auto-incentrato Continue reading »

4 Darmaraksita: La ruota delle armi taglienti.

Yamantaka

Yamantaka

4° Parte, Darmaraksita: La ruota delle armi taglienti. Tradotto dal tibetano in Inglese da Alexander Berzin e Sharpa Tulku, insieme a Jonathan Landaw e Khamlung Tulku, sulla base di una spiegazione orale da Ghesce Ngawang Dhargyey, 1973. Tradotto in Italiano da Aliberth Meng.

90 – 111 La ruota delle armi taglienti

90) Non siamo mai in imbarazzo quando agiamo in modo vergognoso,
Invece, proprio le azioni più rispettabili ci fanno sentire vergogna.
Travolgi dunque quest’Ego, straccialo, danza sulla testa
Di questo insidioso concetto di interesse egoistico.
Strappa il cuore di questo macellaio auto-incentrato
Che massacra le nostre possibilità di ottenere la Liberazione finale.
(91) Tutte le cose che dovremmo fare, non le facciamo neanche una volta,
Perché il comportamento scorretto ci prende tutto il nostro tempo.
Travolgi dunque quest’Ego, straccialo, danza sulla testa
Di questo insidioso concetto di interesse egoistico.
Strappa il cuore di questo macellaio auto-incentrato
Che massacra le nostre possibilità di ottenere la Liberazione finale.
(92) O Yamantaka, possente distruttore dei demoni dell’egoismo, Continue reading »

5 Darmaraksita: La ruota delle armi taglienti

Vajrayogini5° Parte, Darmaraksita: La ruota delle armi taglienti. Tradotto dal tibetano in Inglese da Alexander Berzin e Sharpa Tulku, insieme a Jonathan Landaw e Khamlung Tulku, sulla base di una spiegazione orale da Ghesce Ngawang Dhargyey, 1973. Tradotto in Italiano da Aliberth Meng.

(112) Quando i musicisti stanno suonando una bella melodia,
Dovremmo esaminare il suono che essi stanno facendo
Potremmo così scoprire che la musica non esiste da sé.
Ma quando non stiamo facendo la nostra analisi formale,
Tuttavia c’è una bella melodia che può essere ascoltata,
Che è meramente una etichetta in base alle note e gli strumenti
Ecco perché la bella musica può alleggerire i cuori tristi.
(113) Quando esaminiamo attentamente gli effetti e le loro cause,
Possiamo vedere che entrambi sono privi di esistenza intrinseca:
Essi non possono essere autonomi, interamente o in parte,
Eppure sembrano esistere come sorgenti indipendentemente
E poichè accadono eventi, che, in realtà, sono condizionati
Costantemente da varie forze, componenti e parti. Continue reading »

Langri Tangpa: Gli otto versi dell’addestramento mentale

Langri Tangpa Dorje Senghe

Langri Tangpa Dorje Senghe

Gli otto versi dell’addestramento mentale o Gli otto versi di trasformazione mentale o Le otto strofe della Trasformazione del Pensiero – Blo-sbyong tsig-brgyad-ma, Lojong di Langri Tangpa Dorje Senghe

    1. Poiché sono determinato ad ottenere il massimo benessere per tutti

      gli esseri, che sono superiori alla gemma che esaudisce i desideri,

      avrò costantemente cura più di loro che di me stesso. – …

    2. Quando sono in compagnia di altre persone,

      considererò me stesso come il meno importante
      e nel profondo del cuore mi prenderò cura di loro, Continue reading »

Togme Sampo: Le 37 Pratiche del Bodhisattva

Buddha

Le Trentasette Pratiche dei Figli dei Vittoriosi del Ven. Togme Sampo

Namo Guru Loke Svaraya

Benché con ciò vedi tutti i fenomeni privi di andare e venire,

agisci esclusivamente per il benessere degli esseri migratori,

al supremo Lama e salvatore Cenresi

con rispetto mi prostro sempre alle tre porte. 

I Buddha completi, che sono la sorgente dei benefici e della felicità, sorgono dall’aver praticato il Dharma puro, che a sua volta

deriva dalla conoscenza di come si pratica:

spiegherò pertanto le pratiche dei figli dei vittoriosi. 

1 Adesso che hai ottenuto il raro e grande vascello di libertà e di fortune difficili da ottenere,  Continue reading »

Presentazione del sentiero intermedio

bbhPresentazione del sentiero intermedio del ragionamento della Raccolta dei Soggetti

Omaggio ai Lama e al Protettore Manjushri

Contraddizione:

Definizione di contraddizione: (Due cose) che sono differenti e che sono riferite a una base comune impossibile a essere.

Per esempio: fenomeno impermanente e fenomeno permanente, forma e coscienza, definizione e definendum, e così via.

Quando viene divisa: 1) contraddizioni mutualmente esclusive, e

2) contraddizioni che non dimorano insieme

1) Definizione di contraddizioni mutualmente esclusive: ciò che dimora senza armonia, in modo tale che quando uno è stabilito, l’altro è escluso. Contraddizione mutualmente esclusiva e contraddizione sono mutualmente inclusivi.

Quando viene divisa: a) contraddizione diretta, e

b) contraddizione indiretta. Continue reading »

Ghesce Chekawa: L’Addestramento Mentale in Sette Punti

Chekawa Yeshe Dorje
Chekawa Yeshe Dorje

L’Addestramento Mentale in Sette Punti (Wyl. blo sbyong don bdun ma) (Tib.) “Lojong-Nyimai-Hoeser.” portato in Tibet da Atisha e scritto da Ghesce Chekawa (1102-1176), che formulò la tradizionale dottrina chiamata dei « Sette punti» in cui vengono insegnati: i preliminari e l’addestramento alla Bodhicitta, come trasformare le circostanze avverse in favorevoli, come comprendere i criteri per trasformare la mente, i consigli per l’esecuzione di questa pratica. Il testo originale di Chekawa non era organizzato in questi sette punti, il che è stato fatto in seguito dal suo discepolo Sechilphuwa Özer Shyönnu (aka Chökyi Gyaltsen) (1121-1189).

I Sette Punti sono:

1 I preliminari dell’addestramento mentale.

2. La pratica principale dell’addestramento mentale alla Bodhicitta. Continue reading »

Kamalashila: Gli stadi intermedi della meditazione

Kamalashila

Kamalashila

Gli stadi intermedi della meditazione.

In lingua indiana Bhavanakrama, e in lingua tibetana “Gompai Rimpa”.

Composta dal Maestro spirituale Acharya Kamalashila.

Omaggio al giovane Manjushri. Vorrei spiegare in breve gli stadi di meditazione per coloro che seguono il sistema dei sutra Mahayana. L’intelligente che intende attualizzare l’onniscienza in modo estremamente veloce dovrebbe fare uno sforzo deliberato per realizzare le sue cause e condizioni.

Non è possibile per l’onniscienza essere prodotta senza cause, perché se così fosse, tutto potrebbe essere sempre onnisciente. Se le cose fossero prodotte senza fare riferimento a qualcosa d’altro, potrebbero esistere senza vincolo, non ci sarebbe alcun motivo per cui tutto non possa essere onnisciente. Pertanto, poiché tutte le cose funzionali insorgono solo occasionalmente, esse dipendono strettamente dalle loro cause. Anche l’onniscienza è estremamente rara, perché non si verifica in ogni momento ed in ogni luogo, e non è che tutto può diventare onnisciente. Quindi, dipende certamente da cause e condizioni. Continue reading »

Ashvagosha: Devozione al Guru

La devozione al guru. Lukhang, Lhasa, Tibet
La devozione al guru. Lukhang, Lhasa, Tibet

I 50 versi di Devozione al Guru, del maestro indiano Ashvagosha

1. Mi inchino nel modo appropriato ai piedi di loto del mio guru che è la causa del raggiungimento dello stato glorioso di Vajrasattva. Sintetizzerò e spiegherò in breve ciò che è stato detto in tanti testi tantrici ineffabili sulla devozione per il guru. Ascoltate perciò con rispetto.

2. Tutti i Buddha del passato, del presente e del futuro che dimorano in ogni luogo nelle dieci direzioni, hanno reso omaggio ai maestri tantrici da cui hanno ricevuto le più alte iniziazioni. (E’ necessario sottolineare che anche voi dovreste?) Continue reading »

Chandragomin: 20 Versi sul Voto del Bodhisattva

Acharya Chandragomin: Non c’è mancanza in un pensiero positivo, sia compassionevole e che agisca per amore.

Venti Versi sul Voto del Bodhisattva di Acharya Chandragomin

Prostrandoti con riverenza e offrendo ciò che puoi

Ai Buddha con i loro discepoli.

Il codice morale dei Bodhisattva

Che frequentano tutti i tempi e lo spazio

Quel Tesoro di tutti i meriti –

Con Esso come tua nobile causa.

Da un lama che mantiene e conosce i voti

Da colui che è capace, tu dovresti prenderli.

In quel momento, a causa della virtù di questo,

i Jina e i loro discepoli Continue reading »

Chandrakirti: Supplemento alla Via di Mezzo, Madhyamakavatara

Chandrakīrti

Chandrakirti: Supplemento alla Via di Mezzo, Ingresso nella Via di Mezzo, Introduzione alla Via di Mezzo’, Madhyamakavatara

LA PRIMA GENERAZIONE DELLA MENTE

Nella lingua indiana: Madhyamakavataranama In tibetano: dbu ma la ’jug pa zhes bya ba
[In italiano: Supplemento alla “Via di Mezzo”]

Omaggio al giovanile Manjushri.

[1.1] Gli uditori e i mediani che realizzano la talità nascono dai Sovrani dei Soggiogatori. I Buddha nascono dai Bodhisattva.
La mente della compassione, la comprensione non dualistica,
e la mente altruistica dell’illuminazione sono le cause dei figli di conquistatori.

[1.2] La compassione sola è vista come il seme
del ricco raccolto d’un conquistatore, come l’acqua per la crescita,

e come il maturare a uno stato di gioia duratura,
per questo all’inizio lodo la compassione.

[1.3] Omaggio a quella compassione per i migratori che sono

impotenti come un secchio che si muove in un pozzo
per il fatto di afferrarsi a un sé, un ‘io’,
e poi sviluppare attaccamento per le cose, ‘Questo è mio.’
Continue reading »

Dodrupchen Jigme Tenpe Nyima: Condurre la gioia e il dolore verso l’illuminazione

Dodrupchen Jigme Tenpe Nyima

Dodrupchen Jigme Tenpe Nyima

Condurre la gioia e il dolore sulla via verso l’illuminazione

di Dodrupchen Jigme Tenpe Nyima

Omaggio

Rendo omaggio al nobile Avalokiteśvara elogiandone le virtù:

Colui che gioisce sempre per la gioia degli altri
e che soffre per il dispiacere degli altri con estremo dolore;
colui che ha realizzato la virtù della Grande Compassione;
egli rinuncia, abbandonando sia la propria gioia sia il proprio dolore.”[1]

Comunicazione d’intento

Illustrerò brevemente come condurre sulla retta via la gioia e il dolore. Continue reading »

Ju Mipham Namgyel: Le istruzioni sulla natura della mente

Il grande maestro Nyingma: Ju Mipham Rinpoche o Jamgön Mipham Gyatso (1846-1912)

Le istruzioni essenziali sulla natura della mente: Il Buddha nel palmo della mano

di Ju Mipham Namgyel maestro Dzogchen vissuto tra la seconda metà dell’800 e l’inizio del ‘900

I. Mi inchino a Padmasambhava,
e al glorioso Lama emanazione di saggezza Manjusri pari a tutti i Buddha
ed i Bodhisattva.
Per coloro che desiderano apprendere la meditazione del riconoscimento
della realtà ultima della mente, spiegherò in breve il sentiero iniziale
delle istruzioni essenziali.
Prima di tutto è necessario seguire gli insegnamenti di un Lama che
possiede l’esperienza della realizzazione. …
Se non si penetra nell’esperienza delle istruzioni del Lama, qualsiasi
sforzo e perseveranza nella meditazione sarà come scagliare una freccia nell’oscurità. Continue reading »

Canto delle quattro consapevolezze

jetzonkapaUna pioggia di ottenimenti.

Un canto ornato con le quattro consapevolezze che illustra la visione Madyamika.

Sul cuscino immutabile, unificazione di metodo e saggezza,

siede il gentile lama, la natura di tutti rifugi

un Buddha che ha completato gli abbandoni e le realizzazioni: è lì.

Avendo abbandonato il concepire difetti in lui,

fagli richieste con una pura apparenza.

Poni la tua mente senza permetterle di vagare

in uno stato di apprezzamento e rispetto per lui. Continue reading »

Generiamo la mente dell’illuminazione

Sua Santità il Dalai Lama ed Arthur Kaufmann, che ha lasciato il corpo nel dicembre 2011 e che ricordiamo con profondo affetto e stima.

Sua Santità il Dalai Lama ed Arthur Kaufmann, che ha lasciato il corpo nel dicembre 2011 e che ricordiamo con profondo affetto e stima.

Generare la mente dell’illuminazione di Bodhicitta

Il cuore totalmente aperto

1. Riconoscere tutti gli esseri senzienti come proprie madri

Che tutti gli esseri senzienti sono stati mia madre è dimostrato da: Fonte scritturale: Continue reading »

II Dalai Lama: I Tre Essenziali

Il Secondo Dalai Lama Gendun Gyatzo

Il Secondo Dalai Lama Gendun Gyatzo

Breve testo del secondo Dalai Lama Gedun Ghiatso (1476-1542) distribuito a Dharamasala in occasione del Losar 2008 durante gli insegnamenti di Sua Santità il XIV Dalai Lama, che ha consigliato di farne un uso quotidiano.

LA SCALA CHE PORTA A TUSHITA: GLI STADI DELLA MEDITAZIONE DELLE TRE PRATICHE ESSENZIALI” (letteralmente: “Le tre cose/punti essenziali” o più semplicemente: “I TRE ESSENZIALI”)

Omaggio al grande e nobile Cienrezig!
Mi prostro a Te, il solo protettore degli esseri dei tre mondi ,
conosciuto come Cienrezig,
la saggezza e compassione degli innumerevoli Vittoriosi
che appare in accordo agli esseri da domare.
Continue reading »

Ghesce Ciampa Ghiatso: Come prendersi cura dei testi di Dharma

Ghesce Ciampa Ghiatso

Ghesce Ciampa Ghiatso

Ghesce Ciampa Ghiatso: Come prendersi cura dei testi di Dharma

In accordo alla tradizione, il testi di Dharma dovrebbero essere conservati con rispetto, in luoghi alti, puliti, separatamente da altri oggetti mondani. Dovrebbero essere avvolti in un tessuto quando devono essere portati con sé. Si dovrebbe evitare di appoggiarli sul pavimento, di calpestarli, non ci si dovrebbero appoggiare sopra oggetti di essi di qualsiasi tipo – incluso il rosario – e non ci si dovrebbe sedere sopra. Questa, che può sembrare una strana usanza, è in realtà il modo di evitare di creare il karma di non incontrare in futuro il Dharma. La preziosità del Buddhadharma consiste nell’essere una vera fonte di felicità per tutti gli esseri e la causa per abbandonare ogni sofferenza presente e futura. Quindi, ogni testo che contenga insegnamenti o i nomi dei propri Maestri, dovrebbe essere trattato con estrema cura e rispetto. Se in ogni caso si dovesse avere la necessità di eliminare del materiale di Dharma, questo non dovrebbe essere gettato nella spazzatura ma bruciato in un modo speciale. Continue reading »

Il Settuplice Ragionamento di Chandrakirti

Joe Wilson, IL SETTUPLICE RAGIONAMENTO di CHANDRAKIRTI (Meditazione sull’assenza di sé della persona)

Traduzione Italiana a cura di CRISTINA MARTIRE. Revisione e Adattamento di Alberto MENGONI. Per conto del CENTRO NIRVANA di ROMA, che profondamente si ringrazia per la sua grande gentilezza. ROMA – 2003

In Ricordo di Cristina Martire

Roma, 15 ottobre 1954 – 7 giugno 1995

Dotata naturalmente di grande dolcezza, altruismo, discrezio­ne, umiltà, pazienza e compassione,

ha lasciato il suo corpo terreno in modo santo e, come al solito, senza voler arrecare il

minimo disturbo. Era, in realtà, una grande praticante spirituale e tenace meditante.

Lascia un enorme vuoto in chi la conobbe e la amò. Sarà sempre nei nostri cuori. Continue reading »

Il triplice addestramento

bh-12IL TRIPLICE ADDESTRAMENTO

Tutto l’insegnamento del Buddha si può riassumere nel Nobile Ottuplice Sentiero che, a sua volta, può essere sintetizzato nel Triplice Addestramento, ossia nell’Addestramento alla Virtù o Etica suprema (adhisila), al Raccoglimento supremo (adhisamadhi) e alla Saggezza Discriminante suprema (adhiprajña):

1. l’etica o moralità :

consiste nell’astensione – cosciente o voluta – dalle 10 azioni negative, allo scopo di evitare di nuocere agli altri.

L’osservanza della morale acquista maggior valore quando è corroborata da un voto o da un impegno (samvara-sila). Basata sugli stessi principi fondamentali, essa varia tuttavia coi diversi stati di vita: gli obblighi di un monaco sono più severi di quelli di un laico.

2. il raccoglimento o concentrazione :

non serve a nulla evitare il male (cioè, osservare la moralità) se la mente e il cuore reagiscono ancora a tutti i richiami delle passioni : occorre pertanto staccarsi dal samsara mediante la purificazione del pensiero, che si ottiene con esercizi mentali di concentrazione (samadhi in senso lato), Continue reading »

Lama Ghendun Rimpoche: Libertà ed agio

Lama Gendün Rinpoche nacque nel 1918 in Tibet. Praticò la meditazione per circa trentanni e visse intensamente il ritiro nella sua cella monastica e nelle caverne tra il Tibet e l’India.

Lama Ghendun Rimpoche: Libertà ed agio

La felicità non può essere trovata

attraverso un grande sforzo e volontà

ma è già presente,

nel rilassamento e nel lasciare andare.

Non sforzarti;

non c’è niente da fare.

Qualunque cosa sorga nella mente

non ha nessuna reale importanza,

perché non ha una qualsivoglia realtà.

Non attaccarti ad essa;

non identificarti con essa

e non giudicarla.

Lascia che l’intero gioco accada da sé

balzando in alto e ricadendo come onde,

senza cambiare o manipolare alcunché,

ed ogni cosa svanisce e riappare,

magicamente, senza fine.

Solo la nostra ricerca della felicità

ci impedisce di vederla. Continue reading »

Gheshe Chekawa: L’allenamento mentale in sette punti

Gheshe Chekawa: Questa essenza del nettare dell’insegnamento quintessenziale è trasmessa nel lignaggio di Serlingpa.

Gheshe Chekawa: L’allenamento mentale in sette punti o L’addestramento mentale in sette punti

1) I preliminari

Prima allenati nei preliminari.

L’allenamento mentale in sette punti

2) L’effettivo allenamento alla mente dell’illuminazione

Considera tutti i fenomeni simili a un sogno.

Analizza la natura della consapevolezza non nata.

Lascia che anche l’antidoto si liberi naturalmente.

Riposa nell’essenza, la base di tutto.

Tra le sessioni sii come un illusionista

Esercitati nel dare e nel prendere alternandoli,

questi due devono essere messi a cavallo del respiro.

Tre oggetti, tre veleni e tre radici di virtù:

esercitati in ogni attività mediante le parole.

Inizia da te stesso la sequenza del prendere. Continue reading »

Condurre la gioia e il dolore sulla via verso l’illuminazione

Condurre la gioia e il dolore sulla via verso l’illuminazione

di Dodrupchen Jigme Tenpe Nyima

Omaggio

Rendo omaggio al nobile Avalokiteśvara elogiandone le virtù: Colui che gioisce sempre per la gioia degli altri
e che soffre per il dispiacere degli altri con estremo dolore;
colui che ha realizzato la virtù della Grande Compassione;
egli rinuncia, abbandonando sia la propria gioia sia il proprio dolore.”
[1]

Comunicazione d’intento

Illustrerò brevemente come condurre sulla retta via la gioia e il dolore. L’insegnamento più inestimabile al mondo e strumento essenziale per la vita spirituale. Esso si divide in due parti: Continue reading »

Gheshe Jampel Senghe: Figli della Kadampa

 

Gheshe Jampel Senghè

I Figli della Kadampa di Gheshe Jampel Senghè

Questi versi soni stati tradotti dal tibetano da Gheshe Jampel Senghe, Lama Fondatore dell’Istituto Samantabhadra, per i suoi primi discepoli romani.

Figli o discendenti della Kadampa sono chiamati i praticanti della Tradizione Vajrayana seguaci della Scuola Kadampa, la più rigorosa per disciplina e dottrina fra le scuote buddhistiche di questa Tradizione, fondata in Tibet intono al 1050 a.C. dal Pandit indiano Atisha Dipamkara Srijnana e riorganizzata nel sec.XV da Je Rimpoce, Lama Tzong Khapa con il nuovo nome di Ghelupa. Una breve opera di Shri Atisha intitolata Bodhipatapradipam (“La Luce sul Sentiero del’illuminazione”, qui disponibile in italiano https://www.sangye.it/altro/?p=81 è considerata tra i testi radice del Dharma Vajrayana nella sua espressione tibetana; i versi che seguono valgono come l’essenza di quell’opera.

Esiste una zona di solitudine,

vuota del pensiero dell’io.

Su di un morbido cuscino di accuratezza e diligenza un uomo sta,

fuggito dall’ignoranza verso l’illuminazione,

immobile,

le gambe incrociate dell’attenzione e del ricordo,

vestito di morbida stoffa di modestia, diligente.

La tazza della mente,

piena del dolce latte d’amore e bodhicitta,

poggia sul solido tavolo della concentrata meditazione;

senza macchia di impurità è la tersa superficie della tavola.

I vivaci colori dei fiori della sapienza brillano tutto intorno;

il loro dolce profumo è l’obbedienza alle leggi del vinaya.

Nel bosco le piante offrono

fragranti frutti d’oro:

il nirvana del mahayana.

Pura moralità e opinioni di dottrina brillano come cristalli.

Questa, in breve, è l’esistenza dei discendenti della kadampa.

Questi versi sono stati pubblicati su Paramita – Quaderni di Buddhismo, n°4, Roma, ott.- dic. ’82, p.5)

Istituto samantabhadra, Roma, marzo 1994 http://www.samantabhadra.org/file/texts/I_Figli_della_Kadampa.pdf

Insegnamenti del 13° Dalai Lama all’età di otto anni

Sua Santità il XIII Dalai Lama Thubten Gyatso

Insegnamenti del 13° Dalai Lama all’età di otto anni

La rivista «Arena» che si stampava a Boston (USA) cent’anni fa per circoli teosofici, ha pubblicato nel 1894 il racconto, con commenti redazionali, dell’incontro che l’esploratore tedesco Heinrich Hènsoldt aveva avuto anni prima a Lhasa con il XIII Dalai Lama (1876-1933), all’epoca di appena 8 anni. Ne pubblichiamo una parte, con le riserve d’uso.

«Quando mi trovavo nell’India del nord, avevo spesso sentito dire dai missionari inglesi e da uomini colti che pretendevano di conoscere perfettamente il Lamaismo, che il Dalai era un semplice bamboccio nelle mani di una banda di intriganti. Un professore inglese molto abile mi aveva anche assicurato, a Darjeeling, che il bambino scelto per fare il Dalai Lama era sempre un povero essere, un debole di spirito, un triste esemplare della più triste umanità, a cui si rendeva l’esistenza insopportabile per la monotonia di un cerimoniale vuoto di senso. Così quando fui condotto davanti al Gran Lama mi aspettavo di incontrare un essere imbecille, col quale ogni conversazione sarebbe stata impossibile. Era, in effetti, un ragazzino di appena otto anni. Ma, al posto della fisionomia indifferente ed inintelligente che credevo di incontrare, trovai uno sguardo che mi riempì di stupore e di timore. Era un viso di una grande simmetria e di una grande bellezza, un viso indimenticabile per la sua singolare espressione di malinconia, che contrastava stranamente coi suoi tratti infantili. Ma ciò che mi colpì di più furono i suoi occhi. Era impossibile che quelli fossero gli occhi di un bambino di otto anni. In verità, il Dalai Lama non è un mortale ordinario. I suoi occhi erano sicuramente quelli di un iniziato superiore dell’esoterismo, così diverso dallo sguardo dei suoi adepti, che non ci si potrebbe sbagliare o dimenticare dopo averli visti una sola volta. Essi avevano qualcosa di sovrumano e apportavano al non iniziato l’impressione di un’età considerevole. Se il viso è, in realtà, l’espressione dello spirito, gli occhi possono essere considerati come la sua vera fonte, e servire a scoprirvi le conoscenze trascendenti o le grandi esperienze mentali … Continue reading »