Lama Zopa Rinpoce: Impermanenza e morte.

Lama Zopa Rinpoce: Se si ha una casa che rischia di subire dei danni da un’inondazione è saggio controllare in anticipo quanto è grande il pericolo che si corre.

Lama Zopa Rinpoce: Impermanenza e morte.

Quanto è lunga la vita?

La vita è così fragile, la sua natura è transitoria. Si può vedere come cambia anche in un solo anno, in un mese, in una settimana, un giorno, un’ora, un minuto e di secondo in secondo.

Nel tempo necessario a schioccare le dita trascorrono sessantacinque brevissimi istanti (Il momento di tempo più breve è postulato in un sessantacinquesimo di uno schiocco di dita) e anche in queste infinitesimali frazioni di secondo la vita sta cambiando.

Potreste pensare: “Perché dovrei sorprendermi per il fatto che la vita cambia così tanto? È naturale; lascia che accada!”, ma questo modo di pensare è molto sciocco e ignorante perché, mentre la vita sta cambiando così velocemente, in questi stessi brevi istanti stiamo diventando più vecchi.

Qualcuno potrebbe asserire: “E’ naturale, divento più vecchio; lascia che accada!”, ma anche non curarsi del fatto di invecchiare è un’altra attitudine errata. Altri invece negano la natura impermanente della loro vita, non vogliono vedere per niente la sua vera natura; cercano di camuffare la loro apparenza agli occhi degli altri, i quali compiono anch’essi lo stesso gioco. Si tratta di sforzi assolutamente vani, tali azioni sono al di fuori del livello di conoscenza potenziale della mente umana e la loro creazione non è certo lo scopo della rinascita umana dal punto di vista del Dharma. Nessuno sforzo artificiale può mutare ottant’anni in sedici. L’età non può mai diminuire nella visione della mente completamente illuminata, che realizza pienamente che la sofferenza del corpo samsarico è causata dalla sua natura impermanente.

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Lama Thubten Yeshe: Dissoluzione

Lama Thubten Yeshe: Tutti i fenomeni della sfera sensoriale esistono come le nuvole.

Lama Thubten Yeshe: Tutti i fenomeni della sfera sensoriale esistono come le nuvole.

Lama Thubten Yeshe: Dissoluzione

Acqua che scorre rapidamente dalla scoscesa parete montana, una energia naturale:

c’è la vita

ma la potenza della morte

è ciò che l’accompagna.

Molta gente mi considera pazzo quando parlo della morte. Pensano che io non capisca nulla della vita.

se pensi alla morte e alla sofferenza, ti deprimi” Pensano che io ne sia ossessionato.

morire è atroce. Perché ti soffermi tanto?”

È molto buffo, perché sono loro a non capire la vita. Continue reading »

Giuseppe Baroetto: L’illusione della reincarnazione

È evidente che la fiamma di un lume, impiegato per accenderne un altro, non si trasferisce da un lume all’altro...

Pema Jigdrel Giuseppe Baroetto: L’illusione della reincarnazione

Nel moderno gergo buddhista i termini “rinascita” e “reincarnazione” sono considerati sinonimi e, grazie soprattutto alla popolarità di alcuni lama tibetani ritenuti tulku (La parola tibetana tulku (sprul sku) corrisponde al termine sanscrito nirmāṇakāya.) o, come si afferma solitamente, “reincarnazioni” di importanti maestri spirituali del passato, si è diffusa la convinzione che la credenza nella reincarnazione sia davvero basata sull’insegnamento del Buddha. Però, come ha ribadito Gyatrul Rinpoche, i “tulku genuini” non sono persone che, dopo aver lasciato un corpo, ritornano prendendone un altro, bensì sono «emanazioni spontanee», paragonabili a «raggi di luce emanati dal sole». (Padmasambhava, Natural Liberation, Commentary by Gyatrul Rinpoche, Boston, Wisdom Publications, 2008, pp. 151-152.)

Dunque, se i tulku non trasmigrano secondo la comune concezione della reincarnazione, in cosa consiste la rinascita delle persone che non sono tulku?

All’epoca del Buddha un monaco suo discepolo, immortalato come “Sāti, figlio del pescatore”, basandosi sulle storie di vite precedenti raccontate dal Buddha, credeva che fosse una sola e medesima coscienza a passare da un corpo all’altro, perciò diceva: «Così come io comprendo il Dharma insegnato dal Beato, è questa medesima coscienza, non un’altra, che vaga nei cicli delle nascite». (Mahātaṇhāsaṅkhaya Sutta (Majjhima Nikāya 38). Cfr. Piya Tan, SD 7.10, p. 188.) Continue reading »

Ven. Ghesce Thubten Dargye: Meditazione sul Bardo

Ven. Ghesce Thubten Dargye: Per la nostra pratica spirituale, la consapevolezza dell'impermanenza e della morte è fondamentale.

Ven. Ghesce Thubten Dargye: Per la nostra pratica spirituale, la consapevolezza dell’impermanenza e della morte è fondamentale.

Insegnamenti sul tema “Meditazione sul Bardo” del Ven. Ghesce Thubten Dargye a Solanas, CA, 24-26 maggio 2013. Appunti ed editing del Dott. Luciano Villa, revisione di Graziella Romania nell’ambito del Progetto Free Dharma Teachings per il beneficio di tutti gli esseri senzienti. Traduzione dal tibetano in italiano del Dr. Massimo Dusi, che vivamente si ringrazia. Ci scusiamo per ogni errore ed omissione.

Ven. Ghesce Thubten Dargye

Porgo il benvenuto a tutti voi. Tutti noi abbiamo ottenuto un corpo umano e la nostra vita umana somiglia ad una bolla di sapone, è completamente impermanente. E non sappiamo dove andremo: se nei reami degli dei o in quelli infernali. Perciò è importante pensare che esiste la morte. Dove andremo dopo la morte? Come l’ombra segue il corpo, cosi la nostra coscienza segue il nostro karma positivo o negativo.

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Lama Zopa Rinpoce: Ricordare la morte

Lama Zopa Rinpoce: La riflessione su morte e impermanenza rende la vita altamente significativa.

Lama Zopa Rinpoce: La riflessione su morte e impermanenza rende la vita altamente significativa.

Lama Zopa Rinpoce: RICORDARE LA MORTE

Non è gran cosa riflettere solamente su morte e impermanenza, ma riveste un’importanza vitale pensare a ciò che avviene dopo la morte. Se il karma è negativo, allora ci sono i reami inferiori con sofferenze inimmaginabili: tutto questo può essere impedito immediatamente.

Non possiamo liberarci del samsara entro un’ora, oggi, questa settimana o quest’anno, ma possiamo purificare il karma negativo adesso, oggi stesso e, fermare, quindi, le rinascite nei reami inferiori se la morte sopraggiungesse adesso, tra un’ora, oggi stesso. Questo è possibile.

Ricordando morte, impermanenza, karma e reami inferiori di sofferenza, la mente è indotta ad adottare la soluzione della pratica del Dharma. Continue reading »

Lama Zopa Rinpoce: Meditazione su come la vita termina velocemente

Lama Zopa Rinpoche: Come passa ogni secondo che costituisce i miei settanta anni, io mi avvicino alla morte.

Lama Zopa Rinpoche: Come passa ogni secondo che costituisce i miei settanta anni, io mi avvicino alla morte.

Lama Zopa Rinpoce: Meditazione su come la vita termina velocemente

Per prima cosa pensate a come termina una vita della durata di centomila anni, composta di secondi, mesi e anni. Centomila anni sono l’insieme di un certo numero di secondi, di un certo numero di frazioni di secondo, che iniziano a trascorrere dal momento del concepimento nell’utero della madre. Appena la vita inizia, come trascorre ogni attimo, l’intero insieme di attimi inizia a finire; l’intero insieme di frazioni di secondo che compongono centomila anni diminuisce attimo dopo attimo, in ogni istante la vita di centomila anni diventa più breve. In questo modo, sottraendo ogni istante all’intero, il totale diventa sempre minore e così, velocemente, la vita trascorre. La vita termina così velocemente.

Pensate: dal momento in cui sono stato concepito nell’utero di mia madre, dal momento in cui la mia mente è entrata nell’ovulo fertilizzato, la durata della mia vita, determinata karmicamente, che sia di settanta anni, o di quanti anni sia, è andata diminuendo. Continue reading »

Lama Zopa Rinpoce: meditazione sulle circostanze della morte.

Lama Zopa Rinpoche: Gli yogi che realizzano l'impermanenza non vogliono sprecare tempo neppure a rimuovere una scheggia.

Lama Zopa Rinpoche: Gli yogi che realizzano l'impermanenza non vogliono sprecare tempo neppure a rimuovere una scheggia.

Lama Zopa Rinpoce: meditazione sulle circostanze della morte.

Ora ho ricevuto una perfetta rinascita umana, ma durerà ancora a lungo? Questa rinascita umana esisterà per sempre? No, non esisterà sempre; finirà dopo un certo tempo. In breve tempo il corpo che ho si svuoterà, sarà finito. Arriverà presto un tempo in cui questo corpo sarà visto solo nelle vecchie fotografie. Tale momento arriverà tra non molto. Continue reading »

Tulku Ghiatso: Powa, la trasferenza della coscienza

Ven. Tulku Gyatzo: “Questa attitudine, questo desiderio di voler aiutare gli altri nel più breve tempo possibile ci stimola a generare, appunto, Bodhicitta che è l’attitudine o la mente altruistica dell’illuminazione, ovvero voler ottenere lo stato di Buddha nel più breve tempo possibile per poter essere di beneficio per tutti quanti gli esseri senzienti.”

Ven. Tulku Ghiatso: Powa, la trasferenza della coscienza nella Terra Pura di Amitabha.

Per ricevere questi insegnamenti della dottrina profonda dovremmo generare una corretta motivazione, cioè prendere rifugio e sviluppare l’attitudine di bodhicitta, o mente dell’illuminazione.

Lama Tzong Khapa insegna che tutti gli aspetti contenuti nelle grandi scritture del Dharma di Buddha che costituiscono il corpo del sentiero graduale verso l’illuminazione sono rivolti ai tre tipi di individui: quelli che hanno uno scopo inferiore, intermedio e superiore. Quindi, dovremmo contemplare i vari aspetti meditativi relativi a questi tre tipi di individui.

In sostanza, l’individuo di scopo inferiore contempla le inevitabili sofferenze e disagi che trovano esperienza in una sfortunata rinascita. Sviluppando un senso di timore e paura verso tale rinascita, l’individuo di scopo inferiore decide di adottare la pratica che costituisce l’antidoto alle rinascite sfortunate. Essa consiste nell’osservare una corretta moralità e nel fare estese preghiere per poter rinascere nei reami superiori. L’individuo di scopo inferiore prende rifugio nei Tre Gioielli proprio con questo tipo di proposito.

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Credi alla rinascita?

L´idea della rinascita spiegava anche perché le cose avvenute nella mia vita erano successe.

L´idea della rinascita spiega anche perché le cose avvenute nella mia vita erano successe.

Credi alla rinascita?

Singapore, 10 agosto del 1988. Estratto rivisto da Berzin, Alexander e Chodron, Thubten. Glimpse of Reality. Singapore: Amitabha Buddhist Centre, 1999.

Domanda: Credi alla rinascita?

Risposta: Si, ci credo. Tuttavia, c’è voluto molto tempo per me prima d’arrivare a questo punto. Non si crede alla rinascita subito. In alcune aree del mondo, per esempio in molte parti dell’Asia, credere alla rinascita fa parte della cultura: le persone ne hanno sentito parlare fin dalla loro infanzia e per questo ci credono automaticamente. Per chi proviene da culture occidentali, invece, può sembrare strano credere alla rinascita. Normalmente, non ci si convince di colpo della sua esistenza: non è che tutto d´un tratto appaiono arcobaleni e musica… e poi gridiamo “Alleluia! Ora credo!” Di solito le cose non avvengono così.

La maggior parte delle persone ha bisogno di molto tempo per abituarsi all´idea della rinascita. Continue reading »

Sakya Paṇḍita: Istruzioni per il momento della morte

Sakya Paṇḍita Kunga Gyaltsen: Si deve abbandonare ogni attaccamento.

Sakya Paṇḍita Kunga Gyaltsen: Meravigliose istruzioni orali riguardanti il momento della morte

Si renda omaggio a Manjusri, lama e protettore.

Primo, si prende rifugio nei tre gioielli.
Poi si deve coltivare il bodhicitta.
E meditare Amitabha, colui il quale mi sta dinanzi.
A lui si rende omaggio e si facciano offerte.
PRELUDIO

Si deve avere la certezza che le opere negative sono state purificate,
Si deve abbandonare ogni attacco.
E con una mente che non teme la morte
Si metterà in pratica Amitabha Samadhi.
PRATICA PRINCIPALE

Poi dissolvi Amitabha nel tuo corpo e
Visualizza te stesso come la sua essenza.
La virtù dedicala a tutti gli esseri senzienti.
Più volte bisogna esercitarsi in tutto questo.
LA CONCLUSIONE

Non sorgeranno allora malattie e spiriti cattivi e
Quando sarà il tempo della morte non vi saranno sofferenze.
Nel bardo, Shakyamuni si prenderà cura di te
E nella vita futura otterrai la liberazione.
BENEFICO.

Meravigliose istruzioni orali riguardanti il momento della morte redatte in poche parole dal glorioso Sakya Pandita, secondo quanto insegnato dal venerabile Sakya lama e dai suoi figli.

(Tratto dal sito https://www.lotsawahouse.org/it/tibetan-masters/sakya-pandita/wondrous-instruction-moment-of-death che devotamente ringraziamo per la sua compassionevole gentilezza verso tutti gli esseri che soffrono in questa dolorosa esistenza samsarica.)

Vincenzo Piga: La meditazione sulla morte

Milarepa: Meditare sulla morte insegnerà agli anziani che la vita è impermanente e li spronerà alla rinuncia.

Vincenzo Piga: La meditazione sulla morte

Il pensiero della morte occupa una posizione rilevante in tutte le culture. L’Occidente produttivistico ed edonistico ha tentato di rimuoverlo dalla coscienza collettiva fino a costringere nelle metropoli quasi alla clandestinità lutti, funerali e cimiteri, con l’unico risultato di accentuare l’artificiosità del contesto psicologico qui dominante, trasformando un sentimento tra i più naturali in fonte di paure e disperazioni, ogni qualvolta l’insopprimibile realtà è riproposta dal trapasso di persone care o dai segreti presentimenti della propria fine.

È forse per reagire a simili manipolazioni che i contemplativi di vocazione cristiana ricorrono con più frequenza alle tecniche meditative di S. Ignazio, ancorate a terrificanti evocazioni della propria morte.

Che la realtà sia ben diversa da quanto appare è testimoniato anche da personaggi che più sembrano immersi nell’Oceano del Samsara: il Generale De Gaulle diceva allo scrittore Malraux che solo l’idea della morte dà un senso alla vita.

II Mahaparinirvana Sutra attribuisce al Buddha questa dichiarazione: «Fra tutte le impronte quella dell’elefante è la più grande; fra tutte le meditazioni quella della morte è la suprema».

Nel Buddhismo esistono due diverse meditazioni sulla morte. Continue reading »

Il Nobile Sutra Mahayana Sapienza Nell’Ora Della Morte

Buddha: “Non cercate la buddità altrove!”

Il Nobile Sutra Mahayana Sapienza Nell’Ora Della Morte

In lingua Indiana: Āryātyaya jñāna nāma mahāyāna sūtra.
In lingua Tibetana: ’
Phags pa ’da’ ka ye shes zhes bya ba theg pa chen po’i mdo.
In lingua Italiana:
Il Nobile sutra Mahayana, chiamato “sapienza nell’ora della morte”.

Si renda omaggio a tutti i buddha e bodhisattva!

Una volta udii queste parole: Il Beato risiedeva nel palazzo del re degli dei nella terra altissima e pura e insegnava a tutti. Il bodhisattva mahasattva, Essenza del Cielo (Ākāśagarbha), rese omaggio al Beato e fece le seguenti domande: “O Beato, in quale modo il bodhisattva dovrà osservare la mente al momento della morte?”

Il Beato rispose: “Essenza del Cielo (Ākāśagarbha), un bodhisattva dovrà meditare sulla sapienza nell’ora della morte. Perciò, a riguardo della sapienza nell’ora della morte, poiché tutti i fenomeni sono naturalmente puri, un bodhisattva dovrà meditare completamente sulla percezione dell’incorporeità. Poiché tutti i fenomeni sono contenuti nella bodhicitta, il bodhisattva dovrà meditare completamente sulla percezione della grande compassione. Poiché tutti i fenomeni sono naturalmente luminosi, un bodhisattva dovrà meditare completamente sulla percezione della non-referenzialità. Il bodhisattva dovrà meditare completamente sulla percezione riguardante il non essere attaccati a nulla, poiché tutte le entità sono impermanenti. Il bodhisattva dovrà completamente meditare sulla percezione che non cerca la buddità altrove, poiché, se tu realizzi la mente, questa è sapienza. Il Beato disse così in versi: Continue reading »

Ghesce Rabten Rinpoche: Morte e Rinascita

Ghesce Rabten Rinpoche:  Quello che dai medici occidentali è assunto come il punto di morte, non è veramente tale fino a quando la coscienza e l’energia sono dentro il corpo.

Ghesce Rabten Rinpoche: Quello che dai medici occidentali è assunto come il punto di morte, non è veramente tale fino a quando la coscienza e l’energia sono dentro il corpo.

Ghesce Rabten Rinpoche: Morte e Rinascita

Il più sottile stato di coscienza

Le coscienze del sonno, se vengono usate correttamente, sono più potenti delle coscienze ordinarie. La ragione di questo fatto è che, mentre si dorme, tutte le altre coscienze sensoriali grossolane sono assorbite: il che produce una concentrazione più profonda e una mente più potente. I benefici di tali stati mentali possono essere compresi facendo uno sforzo per analizzarli con l’intento di farne buon uso. Benché noi dormiamo e sogniamo ogni notte, ciò non ci reca alcun beneficio perché non sappiamo cosa fare di queste coscienze.
Vi sono stati di coscienza ancora più sottili degli stati di sonno e sogno ed essi si presentano nel processo della morte, quando la mente si prepara a separarsi dal corpo. Anzitutto, ai momento della morte le coscienze grossolane sensoriali sono assorbite. Poi la coscienza diventa sempre più fine e sottile. Essa diventa sottile al massimo grado prima del momento della morte e nell’attimo stesso del trapasso è estremamente potente. Durante tutto il processo vi sono vari livelli di sottigliezza mentale è quello finale è chiamato chiara luce della morte. Benché questa coscienza di chiara luce, che è estremamente sottile, sia sempre esistita entro la nostra corrente di coscienza, Continue reading »

Lama Thubten Yeshe: Vita, Morte e Stato Dopo la Morte Bardo

Lama Thubten Yeshe: Vita, Morte e Stato Dopo la Morte Bardo

Ginevra (Svizzera) settembre 1983.

Prima dissertazione

Questa sera inizierò con una breve introduzione sulla realtà umana: morte e bardo dal punto di vista buddhista. Il Buddhismo sostiene che gli esseri umani possiedono qualità molto elevate e, in special modo, i requisiti dell’intuizione e della capacità mentale. Secondo il punto di vista buddhista, il processo di crescita umano è diverso da quello di un vegetale: ogni essere umano ha una storia estesa, un lungo periodo di evoluzione della coscienza umana individuale. Continue reading »

La meditazione sulla morte

La morte delle persone care, la nostra, sono tutti momenti essenziali per meditare su aspetti della nostra realtà che di solito rimuoviamo.

La morte delle persone care, la nostra, sono tutti momenti essenziali per meditare su aspetti della nostra realtà che di solito rimuoviamo.

Silvia Bianchi: La meditazione sulla morte nel buddismo tibetano

Ogni giorno passato senza la consapevolezza della morte è un giorno sprecato” dicono i maestri nel buddismo tibetano.

La morte è una realtà ed è utile rimanere a contatto con la realtà anche quando questa è dolorosa.

Se però sei depresso non è utile meditare sulla morte! E’ invece più utile meditare sulla “ preziosa rinascita umana” gli stessi Lama (maestri) tibetani sono i primi a sottolineare.

La meditazione sulla morte nel buddismo tibetano, come tutte le altre meditazioni, è utilizzata allo scopo di crescere, evolvere verso l’illuminazione. Che cosa significhi “illuminazione” è un argomento complesso ed articolato. In estrema sintesi l’illuminazione è uno stato nel quale non si soffre più e si è in grado di aiutare tutti gli altri ad uscire dalla sofferenza (nel testo Abbhisamayalankara è possibile scoprire nei dettagli quali sono i 173 aspetti della mente illuminata e qual è il sentiero da percorrere per arrivare all’illuminazione1).

Perché meditare sulla morte ci dovrebbe aiutare ad uscire dalla sofferenza? Continue reading »