A. Berzin: La disciplina etica: superare l’impulsività del karma

Dr. Alexander Berzin: L’autodisciplina etica è la chiave per superare il karma negativo …

Dr. Alexander Berzin: La disciplina etica: superare l’impulsività del karma

Quando comprendiamo che il karma consiste nell’impulsività che ci spinge ad agire, parlare e pensare in modi incontrollati, realizziamo come il suo ruolo sia una vera fonte delle nostre sofferenze e problemi. L’agire in modo impulsivo ci provoca infelicità, crea difficoltà ricorrenti nella vita e ci impedisce di aiutare gli altri nel modo migliore possibile. Per liberarci dall’impulsività del karma e dai problemi che esso genera, abbiamo bisogno dell’autodisciplina etica per astenerci dal comportamento distruttivo, dall’afferrarci a fantasie su noi stessi e dalla preoccupazione egocentrica. Continue reading »

L’importanza del karma nella nostra vita quotidiana

Dr. Alexander Berzin: “Agiamo in modo costruttivo sulla base del rispetto delle buone qualità e di coloro che le hanno…”

Dr. Alexander Berzin: L’importanza del karma nella nostra vita quotidiana

Fattori che attivano tendenze e potenziali karmici

Un altro punto che vorrei menzionare riguarda i fattori specifici che attivano le nostre tendenze e potenzialità karmiche e che le fanno maturare. Se ne parla negli insegnamenti sui dodici anelli di origine interdipendente in termini di fattori che attivano i potenziali karmici al momento della morte. Questi fattori “proiettano” il nostro continuum mentale in una rinascita futura.  Continue reading »

Karma collettivo ed i disastri naturali

bh-copia-3Karma collettivo ed i disastri naturali

Dialogo tra Alexander Berzin e Jonathan Landaw. Gennaio 2010. Traduzione in italiano a cura di Francesca Paoletti.

Jon: Oggigiorno, molte persone domandano: “È possibile che il karma collettivo provochi un evento come un terremoto, per esempio quello che ha appena devastato Haiti?” In risposta a questa domanda, in genere viene spiegato che il karma collettivo di tutti gli esseri su questo pianeta è responsabile per le caratteristiche generali di questo pianeta e degli elementi che lo costituiscono. Continue reading »

Lama Yesce: Il karma

Lama Yesce: Se la nostra mente è ristretta ed ipersensibile, anche la più piccola briciola può farci indietreggiare: “io non voglio quella briciola!” Questo non è il modo di agire del praticante di Dharma.

Lama Yesce: Se la nostra mente è ristretta ed ipersensibile, anche la più piccola briciola può farci indietreggiare: “io non voglio quella briciola!” Questo non è il modo di agire del praticante di Dharma.

Per semplificare al massimo, anche secondo il modo di pensare della comune società, ogni cosa che voi dedicate al beneficio degli altri è automaticamente positiva, mentre tutto ciò che fate soltanto per il vostro stesso beneficio porta automaticamente una reazione negativa. Se agite in modo egoista, il vostro cuore si sente chiuso, ma quando realmente cercate di aiutare gli altri, psicologicamente sperimentate un’apertura ed una liberazione che porta calma e comprensione nella vostra mente. Questo è positivo, questo è un buon karma.

Comunque, se non controllate fattivamente la vostra motivazione, potreste pensare o dire le parole “Sto lavorando per il beneficio degli altri”, mentre in realtà state facendo l’opposto. Per esempio, alcune persone ricche donano denaro con l’idea che essi stiano aiutando gli altri, ma ciò che realmente vogliono fare è accrescere la loro stessa reputazione. Tale generosità non è sincera e non ha niente a che fare con le azioni positive o con la moralità.

Dare con l’aspettativa che gli altri vi ammirino è dare per il vostro stesso piacere. Continue reading »

IL karma

bh-aratLezione introduttiva sul karma

Alexander Berzin. Xalapa, Messico, 2 Maggio 2006. Traduzione in italiano a cura di Valentina Tamiazzo.

Le quattro nobili verità nel linguaggio quotidiano

Sono molto felice di essere ancora una volta qui a Xalapa, e l’argomento di cui mi è stato chiesto di parlare stasera è il karma. Naturalmente quando si studia un argomento nel Buddhismo è importante che si abbia un’idea del perché lo si vuole studiare, di quale sia la sua importanza, e di come questo si inserisca all’interno dell’intero contesto buddhista. Il Buddha fondamentalmente parlava dell’esperienza di tutti noi, di ciò che sperimentiamo nella vita, di ciò che succede. Qual è la cosa più fondamentale di cui tutti abbiamo esperienza? E’ che a volte siamo infelici, a volte invece felici. Questo è ciò che sperimentiamo nelle nostre vite, non è vero?

Quando esaminiamo questa situazione, di essere a volte infelici e a volte felici, scopriamo che ci sono un sacco di problemi associati a questo. Continue reading »

A. Berzin, M. Lindén: Cos’è il karma?

Se cambiamo le nostre abitudini e accumuliamo abitudini benefiche, l’esito sarà positivo a prescindere dalle nostre credenze.

Dr. Alexander Berzin, Matt Lindén: Cos’è il karma?

Il karma si riferisce agli impulsi mentali, basati sui nostri precedenti schemi comportamentali, che ci spingono ad agire, parlare, e pensare nel modo che facciamo. Le nostre abitudini aprono percorsi neurali nei nostri cervelli che, quando stimolati dalle giuste circostanze, ci fanno ripetere i nostri schemi ordinari di comportamento. Per farla semplice, proviamo la voglia di fare qualcosa, e poi la facciamo in modo compulsavo.

Il karma è spesso frainteso come destino o predestinazione. Quando qualcuno è ferito o perde molti soldi, le persone potrebbero dire, “Bè, che sfortuna, questo è il loro karma”.

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I punti principali riguardo il karma

bh-copia-2Breve presentazione dei punti principali riguardo il karma

Alexander Berzin, Berlino, Germania, 28 Marzo 2001. Traduzione italiana a cura di Francesca Paoletti.

Il karma e le quattro nobili verità

Questa sera parleremo del karma. Questo è un argomento centrale nel Buddhismo. Possiamo vederne l’importanza osservando come esso si inserisce nel contesto delle quattro nobili verità, i quattro fatti visti come veri da qualsiasi essere altamente realizzato. Queste quattro verità sono ciò che Buddha ha insegnato come struttura di base dei suoi insegnamenti.

Il primo fatto della vita è che la vita è difficile e piena di problemi. Quali sono questi problemi? Sono fondamentalmente le sensazioni di diversi livelli di felicità e infelicità che abbiamo ad ogni istante. Questo è il vero problema. Continue reading »

Lama Yesce: sviluppare equanimità per tutti gli esseri.

Lama Yesce. Durante iI processo della morte, la vostra coscienza continua a fluire.

Lama Yesce. Durante iI processo della morte, la vostra coscienza continua a fluire.

Lama Yesce. Perché il buddhismo mahayana ci insegna a sviluppare un sentimento di equanimità per tutti gli esseri viventi? Spesso scegliamo solo una piccola cosa, un piccolo atomo, un singolo essere vivente, pensando: ‘Questo è l’essere che fa per me: questo è il migliore’. Cosi creiamo dei valori estremisti: esageriamo grossolanamente il valore di una cosa che ci piace e disprezziamo tutto il resto. Tullo ciò non è positivo per voi, e per la vostra pace mentale. Al contrario, dovreste analizzare il vostro comporlamento: ‘Perché sto facendo tutto ciò? La mia mente irrealista, egocentrica, sta inquinando la mia coscienza’. Poi, meditando sull’equanimità, sul fatto che tutti gli esseri viventi sono egualmente uguali , dato che tutti vogliono essere felici e nessuno vuole soffrire, potete imparare ad eliminare gli estremismi: l’enorme attaccamento per una persona e l’enorme avversione per altri. In tal modo potete facilmente mantenere la vostra mente equilibrata e sana. Molte persone hanno fatto una simile esperienza. Continue reading »

Lama Yesce: bodhicitta e karma

 

Lama Yesce e Renato Sulli che ricordiamo con affetto

Lama Thubten Yesce: Gli occidentali hanno bisogno della pratica di bodhicitta. Così, quando tornate dal lavoro, sdraiatevi comodamente e meditate sulla bodhicitta. Ne varrà la pena. Molto meglio che scapicollarsi a casa, ingurgitare un caffè ed afflosciarvi sul vostro cuscino di meditazione “tentando” di meditare…il vostro sistema nervoso ha bisogno di tempo e spazio…tutto ha bisogno di tempo e spazio…non punitevi se siete troppo stanchi per meditare…siate saggi. Trattate voi stessi, la vostra mente, con molta simpatia, con amorevole gentilezza. se siete gentili con voi stessi, diverrete gentili con gli altri, per cui, non fatevi pressione. Abbiamo a che fare con la mente, non con pietre o cemento: è qualcosa di organico.

Siamo in grado di esaminare le nostre menti e comprendere che tipo di mente porta problemi quotidiani e non ne vale la pena, sia oggettivamente che soggettivamente. Questo è il modo in cui la meditazione ci permette di correggere i nostri atteggiamenti e le nostre azioni. Non pensare: “I miei atteggiamenti e le azioni vengono dal mio karma precedente, quindi non posso fare nulla”.

Non pensare: “Io sono impotente.”… Noi abbiamo il potere di cambiare i nostri stili di vita, cambiare i nostri atteggiamenti, cambiare le nostre abitudini. Possiamo chiamare questa potenziale capacità di Buddha, il potenziale Dio, o come volete chiamarlo. Ecco perché il buddismo è semplice.

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Karma e rinascita

bhudDomande fondamentali sul karma e sulla rinascita

Singapore, 10 Agosto 1988. Estratto rivisto di: Berzin, Alexander e Chodron, Thubten. Glimpse of Reality. Singapore, Centro buddhista Amitabha, 1999.

Domanda: La teoria del karma è empirica e scientifica, oppure è accettata per fede?

Risposta: Per vari motivi, l’idea del karma è ragionevole, ma a volte il significato del “karma” viene frainteso. Continue reading »

Karma

bh-copia-4Karma: The Possession That Follows Us Everywhere

It is mental volition, O monks, that I call karma. Having willed, one acts through body, speech or mind. The Buddha (Anguttaranikaya, III, p. 41)

Karma is a very important subject, one which we should understand clearly. Karma is not a concept or a theory; karma is a natural law of the universe. Comprehending karma is the Right Understanding (or Right View) of Buddha’s Noble Eightfold Path. With right understanding, we realize the wholesome, life-affirming actions that bring benefit and happiness to all beings, as well the unwholesome, negative actions which bring unhappiness and suffering. Continue reading »

Il Potere del Karma

bh-copia-5Il Potere del Karma di Domo Ghesce Rinpoce

Ora, con tutta probabilità, starete pensando che sperimentare il karma è un fatto che riguarda completamente il livello fisico o mentale dell’essere, ma non è del tutto così. Esso è sperimentato come se sorgesse a livello sottile, così come in un più denso manifestarsi di questo karma, che poi culmina negli eventi fisici, finché essi diventano il nostro stesso stato e ambiente. Ciò accade nel mondo esterno, tuttavia voi lo sperimenterete attraverso il filtro di una sorta di magia: l’intera massa del vostro karma, che è ancora incompiuto perché non sono ancora arrivate le condizioni idonee.
Studente: Mi piace il movimento da sottile a manifesto come dici tu, quindi la domanda che mi viene è, va bene, se proviene da quel piano sottile, esso deve avere una via di sbocco nel piano grossolano. Qual’è questa via?
Rinpoche: Questo è come se tu fossi in piedi davanti ad una porta aperta, e dicessi: “Facciamo entrare il disastro!”. Continue reading »

Il concetto buddhista di merito

bh-copiaIl concetto buddhista di merito: la felicità ha bisogno di essere guadagnata?

Alexander Berzin, Monaco, Germania, aprile 1999, edito da Lucy Costa. Traduzione italiana a cura di Davide Curzio.

Il concetto buddhista di merito

Questa sera l’argomento è il merito. Nel Buddhismo si parla spesso dell’importanza di accumulare merito. La parola “merito,” tuttavia, è piuttosto fuorviante. Ha un significato in inglese; la parola tedesca, Verdienst, ha un significato piuttosto differente; e l’originale tibetano significa qualcosa di diverso da entrambe. Così, di fatto, si crea una certa confusione perché quando la sentiamo, in effetti l’associamo a ciò che la parola significa nella nostra lingua. Continue reading »

Le domande di Milinda

Nagasena: «Se questi venissero di fronte a te mentre stanno disputando, quale parte, gran re, sosterresti?».

Le domande di Milinda

Dal Milindapanna, le domande del re Milinda (Editore Ubaldini) pubblichiamo il brano dove il monaco buddhista, Nagasena dimostra al re indo-greco Menandro (in lingua pali, Milinda) il legame karmico tra lesistenza attuale e l’esistenza futura. Il vocabolo namarupa significa «nome e forma» e indica l’organismo psico-fisico.

Il re dice: «Chi rinasce, venerando Nagasena? ».

«Il namarupa rinasce, gran re».

«Che cos’è questo namarupa che rinasce?».

«Non è propriamente il namarupa che rinasce, gran re, ma, gran re, è a causa di questo namarupa che uno compie buone e cattive azioni e a causa di queste azioni un altro namarupa rinasce».

«Ma se, signore, questo namarupa non rinascesse, uno non sarebbe allora libero dai cattivi kamma?».

L’anziano dice: «Se non rinascesse, uno sarebbe libero dai cattivi kamma, ma, proprio perché rinasce, gran re, non è libero dai cattivi kamma».

«Fai un esempio».

«Gran re, se un uomo rubasse un mango di un altro ed il padrone del mango lo catturasse e lo portasse dal re e facesse vedere: “Signore, un mio mango è stato rubato da costui”; e così l’altro rispondesse: “Io non ho rubato i manghi di quest’uomo, una cosa erano i manghi che egli piantò e un’altra cosa sono i manghi che io ho rubato; io non merito una punizione”.

Gran re, non dovrebbe essere punito quest’uomo?».

«Certo, Signore, dovrebbe essere punito».

Per quale ragione?».

«Qualsiasi cosa possa dire, senza tener conto del primo (senza far riferimento al primo) quest’uomo sarà punito per il secondo (che però deriva dal primo)».

«Proprio così, gran re, se uno fa un buono o cattivo kamma a causa del namarupa, un altro namarupa rinasce a causa di questo kamma, così quello non è libero dai cattivi kamma».

«Fai un altro esempio». «Come gran re un uomo che, avendo acceso un fuoco d’inverno ed essendosi riscaldato, se ne andasse via senza spegnerlo, cosicché quel fuoco bruciasse il campo di un altro uomo ed il padrone del campo, condotto quel primo uomo dal re, facesse vedere:

Da questo uomo il mio campo è stato bruciato”, e quello replicasse:

Gran re, io non ho bruciato il suo campo, uno è il fuoco che io non ho spento, un altro il fuoco che ha danneggiato il suo campo, pertanto io non devo essere punito”.

«Non dovrebbe, gran re, essere punito quest’uomo?».

«Sì, signore, dovrebbe essere punito».

«Per quale ragione? ».

«Qualsiasi cosa dica, non tenendo conto del primo fuoco, quest’uomo deve essere punito per il secondo fuoco (che però deriva dal primo)».

«Proprio così, gran re, un kamma buono o cattivo compiuto da questo namarupa, a causa di tale kamma un altro namarupa nasce, perciò quello non è libero dal cattivo kamma».

«Fammi di nuovo un esempio».

«Come, gran re, un uomo che, prendendo una lampada e salendo nel sottotetto, la usasse e la lampada bruciando desse fuoco all’erba e l’erba bruciando desse fuoco alla casa e la casa bruciando desse fuoco al villaggio e che gli abitanti del villaggio, preso quest’uomo, facessero vedere: “Perché tu, o uomo, hai dato fuoco al villaggio?” E così costui rispondesse: “Io non ho dato fuoco al villaggio, il fuoco della lampada che io ho usato come lume è uno, il fuoco che ha bruciato il villaggio è un altro”.

«E se questi discutendo venissero alla tua presenza, quale parte, gran re, sosterresti? ».

«Quella degli abitanti, signore».

« Per quale ragione? ».

«Qualsiasi cosa costui dica, questo fuoco è stato prodotto da quello».

«Così, gran re, anche se un namarupa finisce con la morte, un altro namarupa è in atto di riprodursi e questo per di più è prodotto precisamente da quello, quell’uomo pertanto non è libero dai cattivi kamma».

«Fammi ancora un esempio».

«Come, gran re? Un uomo che, chiesta una bambina in matrimonio e, datone il prezzo, se ne andasse e lei dopo un certo tempo (attraverso una successiva condizione) raggiungesse l’età adulta e un altro uomo, avendone pagato il prezzo, la sposasse, il primo, ritornato, portrebbe parlare così:

Perché mai tu, pezzo di mascalzone, hai preso mia moglie?”

E quello potrebbe rispondere: “Io non ho preso tua moglie, una era la ragazza che hai chiesto in sposa, giovane e tenera e per cui hai pagato il prezzo, un’altra è la ragazza cresciuta ed in età adulta che io ho chiesto in sposa e per cui ho pagato il prezzo”.

Se costoro venissero alla tua presenza qual parte, gran re, sosterresti? ».

«Quella del primo uomo, signore».

«Per quale ragione? ».

«Qualsiasi cosa possa dire, è a causa di quella bambina di prima che (la ragazza) adulta esiste ».

«Proprio così, gran re, anche se un namarupa finisce con la morte… non è completamente libero dai cattivi kamma ».

«Fammi ancora un esempio».

«Come, gran re, un uomo che avendo comprato una tazza di latte dalla mano di un pastore e lasciatala nella mano di lui se ne andasse e pensasse: tornerò domani a prenderla. Ma se il giorno seguente (il latte) si fosse cambiato in caglio ed egli, tornato, così parlasse: “Dammi il barattolo di latte”. E, se (il pastore) gli mostrasse il caglio, potrebbe l’altro dire così: “Io non ho comperato latte cagliato da te, dammi il mio barattolo di latte” e potrebbe allora il pastore parlare così: “Senza che tu lo sapessi il latte è divenuto caglio”.

«Se questi venissero di fronte a te mentre stanno disputando, quale parte, gran re, sosterresti?».

«Quella del pastore, signore».

« Per quale motivo? ».

« Qualsiasi cosa possa dire, esso è prodotto precisamente da quello».

«Proprio così, gran re, anche se un namarupa finisce con la morte… non è completamente libero dai cattivi kamma ».

«Sei sagace, venerando Nagasena». https://maitreya.it/wp-content/uploads/2020/02/Paramita-23.pdf