Khensur Ciampa Thegchog, Commentario al testo di Je Tzong Khapa: L’Essenza delle Buone Spiegazioni

Khensur Ciampa Thegchog: La saggezza che realizza la vacuità è la causa principale per tagliare la radice dell’esistenza condizionata.

Khensur Ciampa Thegchog, Commentario al testo di Je Tzong Khapa: L’Essenza delle Buone Spiegazioni.

Proprio come la desideriamo noi, tutti gli esseri desiderano la felicità; e proprio come non la vogliamo noi, tutti gli esseri non vogliono la sofferenza. Ebbene, gli insegnamenti di Buddha contengono i metodi per eliminare la sofferenza e stabilire definitivamente la felicità, non solo per noi, ma anche per tutti gli altri.
All’inizio occorre coltivare l’amorevole gentilezza e la compassione verso ogni essere, e l’aspirazione di aiutarli ad abbandonare la sofferenza e trovare la felicità. Se non siamo in grado di sviluppare subito amore e compassione nei confronti di ognuno, almeno possiamo smettere di causare loro del male. Sempre più persone si stanno rendendo conto dell’importanza degli insegnamenti di Buddha, sia per se stessi che per la società. Seguendo il sentiero che lui ha mostrato, non danneggiamo nessuno, e procuriamo benefici a tanti. D’altra parte, se non riusciamo a praticarli, il difetto è nostro, e non degli insegnamenti!

Quando siamo affllitti perché non possiamo ottenere ciò che desideriamo, o quando siamo costretti a vivire in condizioni spiacevoli, questi disagi e tutte le altre sofferenze sono il risultato delle nostre stesse azioni scorrette commesse nelle vite precedenti, che sono state motivate dalle afflizioni mentali, come l’attaccamento, la rabbia e l’orgoglio, a loro volta sorti a seguito della concezione errata che si afferra ad una vera esistenza del sé.
Tuttora abbiamo tale tipo di falsa concezione ma, se la indeboliamo, possiamo minare anche la forza delle afflizioni mentali che da essa derivano. Proprio come danneggiando le radici di un albero ne vanno a risentire i suoi rami, foglie e fiori, allo stesso modo, diminuendo il nostro afferrarsi ad una vera esistenza, indeboliremo le afflizioni mentali, e saremo in grado di eliminare le azioni non valide che porterebbero infelicità in futuro.
Se solo riflettiamo adeguatamente su come i fenomeni non esistano nel modo in cui lo ritiene la concezione che si afferra ad un vero sé, ciò ci condurrà alla comprensione che essa è una visione errata. A meno che non seguiamo il sentiero che porta alla realizzazione della non vera esistenza del sé, non riusciremo mai ad ottenere la liberazione dal ciclo continuo di morti e rinascite, e neppure riusciremo mai ad ottenere lo stato del nirvana hinayana degli shravaka (uditori) e dei pratyekabuddha (realizzatori solitari), né quello mahayana dei bodhisattva. Infatti, non ci sono buddha, bodhisattva, pratyekabuddha, né shravaka, del passato, presente o futuro, che non hanno percorso il sentiero che conduce alla realizzazione della vacuità di una vera esistenza. Questo è il sentiero lodato da tutti i buddha e bodhisattva, e se desideriamo la pace e la felicità per noi stessi e per gli altri, dobbiamo assolutamente impegnarci nello studio della vacuità, ed acquisirne la piena e profonda comprensione intuitiva.
Se le reliquie con le ceneri del Buddha fossero poste in stupa costruiti con le sette gemme preziose, se essi fossero pari in numero agli atomi dell’intero universo, e se gli esseri senzienti di tutti i tre reami facessero offerte a tali stupa, verrebbero creati incommensurabili meriti. Ebbene, se qualcuno semplicemente facesse una copia dei Sutra sulla 
Perfezione della Saggezza (Prajnaparamita) e li offrisse agli altri, egli creerebbe meriti ancora più vasti, poiché i sutra sulla suprema saggezza-madre presentano direttamente il significato della vacuità, ed è dalla perfetta comprensione di questa che tutti i buddha e bodhisattva dei tre tempi hanno ottenuto le rispettive realizzazioni.
Quando la nostra pratica è sostenuta dalla comprensione della vacuità, siamo in grado di eliminare ogni sofferenza, così come la suprema medicina è in grado di curare ogni malattia. I Sutra sulla Perfezione della Saggezza sono di immenso beneficio, poiché piantano i semi della saggezza suprema nelle menti dei praticanti, e ciò alla fine sopraffarrà tutte le svariate sofferenze dell’esistenza condizionata, allo stesso modo in cui piantando il seme di una pianta medicinale, si produrranno radici, fusto, rami, foglie, fiori e frutti, ognuna di tali parti con le sue specifiche proprietà curative. Volendo usare una metafora moderna, possiamo pensare a quanto accade con un generatore elettrico, capace di fornire un tipo di energia che renderà possibile il funzionamento di molti svariati apparecchi, quali radio, condizionatori, frigoriferi, treni, e così via.
Ancora, si può paragonare la perfezione della saggezza alla Terra, che sorregge tutte le cose che si trovano sulla sua superficie. Ci si potrebbe chiedere: “Perché lodare tanto la perfezione della saggezza? Non sono forse l’amore e la compassione la causa dell’ottenimento della buddhità?” Ebbene, se l’amore e la compassione non sono sostenuti dalla saggezza che comprende la non intrinseca esistenza delle tre sfere di soggetto, oggetto e azione, essi non diventeranno la causa per l’ottenimento della buddhità.
La saggezza che realizza la vacuità è la causa principale per tagliare la radice dell’esistenza condizionata; l’amore e la compassione vengono sviluppati come preliminari per tale realizzazione, ma una volta che essa è stata acquisita, così come un monarca universale è accompagnato dalla propria corte, essi sono sostenuti e vanno al seguito della saggezza che percepisce direttamente la vacuità, ed è a quel punto che diventano la causa per l’ottenimento dell’illuminazione!
Una volta, Buddha chiese ad Indra: “Cosa sceglieresti tra la perfezione della saggezza e una Terra pura colma di sacre reliquie?” Indra rispose che avrebbe preferito possedere la prima, e ne spiegò così il perché: “Non è che io manchi di rispetto per le reliquie, ma sia i buddha che le loro reliquie provengono dalla pratica della perfezione della saggezza ed è per il rispetto che nutrono verso di essa che gli esseri ordinari venerano i buddha e le loro reliquie. Con la sua affermazione, Indra paragona i buddha e le loro reliquie alle persone che circondano un monarca, le quali ricevono rispetto e onori proprio a causa della loro vicinanza al re. Inoltre, similmente ad un vaso al cui interno si trova la ‘gemma che esaudisce i desideri’, che è considerato prezioso per via di ciò che contiene, gli esseri rispettano il santo corpo di Buddha perché contiene il dharmakaya, il corpo appunto di saggezza.
Gli alberi sono di molti differenti tipi, dimensioni e aspetti, ma tutti offrono una particolare protezione cui viene dato un unico nome: ombra. Allo stesso modo, alle sei pratiche della disciplina etica, della generosità, della pazienza, della perseveranza entusiastica e della concentrazione viene attribuito lo stesso appellativo di ‘perfezione’ quando sono associate con la saggezza della prajnaparamita. Copiare i testi sulla prajnaparamita ed offrirli agli altri fa creare più meriti di quelli derivanti dal condurre allo stato di arya un numero di esseri uguale agli atomi del mondo; e spiegare il significato di quei testi ne fa creare una quantità ancora maggiore!
Ci sono diciassette livelli di spiegazioni sui vari crescenti tipi di benefici della perfezione della saggezza, e tutti i meriti derivano da essa. Senza un germoglio non ci possono essere stelo, foglie o fiori, e se non c’è la saggezza che realizza la vacuità non c’è possibilità di diventare un buddha. E se nel mondo non appare nessun buddha, non ci saranno bodhisattva, shravaka o pratyekabuddha, e nessuno che recherà vasti benefici agli esseri senzienti. È per via del sole che sorge che tutti gli abitanti della terra possono godere del suo calore e della sua luce, ed è per via della nascita di un buddha nel mondo che le persone ricevono da lui insegnamenti che sono in grado di praticare; poi possono generare bodhicitta, e produrre così incredibili benefici anche per gli altri esseri. Se i naga lasciassero il Lago Manasarowa, tutti i laghi e fiumi del mondo si prosciugherebbero, la vegetazione seccherebbe e non ci sarebbero raccolti, e i loro tesori non verrebbero più trovati. Allo stesso modo, se manchiamo della saggezza che percepisce la vacuità, non ci saranno quell’amore e quella compassione che hanno il supporto di tale saggezza, non ci sarà alcuna generazione di bodhicitta, e nessuna illuminazione risultante.
In effetti, tali ottenimenti dipendono proprio dall’amore e dalla compassione che si accompagnano e sono sostenuti dalla saggezza che ha la piena e profonda comprensione della vacuità! In accordo a una profezia del Buddha, nel 1357 d.C. nacque in Tibet 
Lama Tzong Khapa, annunciato da presagi di grande auspicio. All’età di tre anni egli venne posto sotto la tutela del suo primo maestro, e per i successivi trentatré anni fu guidato negli studi dai più grandi yogi ed eruditi del Tibet. Combinando lo studio e la meditazione con la perfetta rinuncia, egli divenne esperto nelle pratiche dell’Hinayana, del Mahayana e del Vajrayana. La sua fama come insegnante cominciò a diffondersi quando era ancora novizio, e crebbe sempre più, finché fu riconosciuto ovunque come un impeccabile maestro di conoscenza e pratica del Dharma. Avendo dettagliatamente studiato i trattati dei grandi pandita indiani Nagarjuna e dei suoi figli spirituali Aryadeva, Buddhapalita, Bhavaviveka, Chandrakirti e altri ancora, riguardanti il significato definitivo degli insegnamenti di Buddha sull’autentica natura della realtà, entrò quindi in ritiro per meditarvi profondamente, e infine ne ottenne la perfetta e piena comprensione.
Ispirato da quell’esperienza di chiara realizzazione, compose poi in un solo giorno l’Essenza delle Buone Spiegazioni – la lode a Buddha Shakyamuni per il suo insegnamento sul sorgere dipendente –, che insieme alla versione estesa dal titolo Essenza delle Buone Spiegazioni, che Differenzia tra i Significati da Interpretare e Quelli Definitivi, rappresenta il cuore delle spiegazioni di Lama Tzong Khapa sui sutra, laddove sono diciotto, nel complesso, i volumi da lui scritti per chiarificare tutti i significati di sutra e tantra. Molti discepoli di Lama Tzong Khapa hanno composto commentari su quella lode; il mio insegnamento si baserà sul Commentario del grande Lama Phurbu Ciog; da esso ho anche estratto i titoli delle varie sezioni in cui è suddiviso ogni capitolo.

Acharya Ghesce Ciampa Thegchog
Monastero Nalanda, Lavour – Francia – Autunno 1984

https://www.laruotadeldharma.org/nostri-libri/commentario-a-lessenza-delle-buone-spiegazioni/ Chiara Luce Edizioni – 2005