Choekhortshang Rinpoche: I Sei Lumi

Choekhortshang Rinpoche

Choekhortshang Rinpoche: I Sei Lumi

Venerdì 20/04/2018

Questa è una delle versioni dello Dzochen.

Questo dei Sei Lumi è esattamente l’insegnamento di ciò che è lo Dzochen, che non è un insegnamento, ma è lo stato naturale della nostra mente, è ciò che tutti noi abbiamo.

Siamo tutti esseri umani, ma con menti differenti, memoria, capacità, pazienza, acume mentale, tutti hanno qualità diverse. La nostra mente è funzionalmente diversa. In base a ciò, il Buddha insegnò in rapporto alle capacità di ciascuno. La nostra mente ha diverse qualità, ha caratteristiche che la differenziano dalle altre.

Gli insegnamenti sono per noi, finalizzati a migliorare la qualità della nostra vita ed a raggiungere l’illuminazione. Il Buddha Tompa Sherab nelle Nove Vie del Bon ha distinto la mente delle persone in tre livelli e ciascuno, a sua volta, in altri 3: in base alle menti più limitate, intermedie e superiori. Ma non è detto che un praticante dalle capacità più acute giunga alla illuminazione. Perché potrebbe trastullarsi nelle sue prerogative, mentre un praticante intermedio ben determinato può benissimo raggiungere dei risultati elevati.

I suoi insegnamenti erano basati sulla visione, la moralità, la meditazione, ma divennero poco diffusi perché i meditatori stanno segregati nelle grotte, mentre quelli sulla moralità sono diventati molto popolari e quelli sulla visione sono spiegati nei monasteri: ne abbiamo 3 versioni.

Ricordate le caratteristiche dell’elefante e del topo, che non potrà mai portare i pesi dell’elefante e quest’ultimo non potrà mai entrare nei pertugi del topo? Così ci sono moltissimi insegnamenti adatti ad un’infinità di persone.

Tutti gli insegnamenti si possono suddividere in sutra, tantra e Dzochen.

Ciascuno è finalizzato a rendere la nostra vita felice e calma, ma il percorso è diverso.

La pratica è finalizzata alla illuminazione, ma esistono delle distinzioni di percorsi: di base, intermedio e d’elevate capacità.

Come? Purificando la nostra vita!

Abbiamo tutti i tipi di comodità, ma qualcosa ci manca e c’è un ansia che ci matura dentro.

Non sei nel mezzo d’una guerra, anzi dormi in una bella casa. Ma molti hanno problemi nella loro vita che i maestri chiamano i 5 veleni: rabbia o collera, attaccamento, gelosia, odio, ignoranza, sono le fonti di tutti i problemi della nostra vita. Pensano che sia la società l’origine di tutti i loro problemi, e per i sutra si deve percorrere il cammino della rinuncia, e da essa ci si allontana. Allontanandoci dalla società, il nostro biasimo ricade sul mondo esterno, e prendiamo rifugio in fenomeni esterni: Bodhisattva, maestri. È la via del biasimo del mondo esterno, ma anche del rifugio in ciò che è esterno. Il tantra dice che non dobbiamo fuggire ma che i 5 veleni li possiamo trasformare in antidoti: le emozioni in saggezza, l’attaccamento in saggezza, l’ignoranza in saggezza. Perché il tantra sviluppa tutte le vostre capacità interiori, non è proiettato all’esterno. Per prendere rifugio nel tantra si percorre il sentiero della trasformazione, facendo nascere una realtà interiore e prendiamo rifugio nelle Dakini e nel lama che sono il vero intermediario della trasformazione.

Lo Dzochen dice che non c’è bisogno di trasformare.

È la nostra mente che crea i problemi, per far sì che scopriamo il suo stato primordiale, non si tratta di incolpare, biasimare ciò che è all’esterno, ma di dirigere la nostra attenzione all’interno, affrontando la mente.

La conoscenza dello stato naturale della mente è la sola risposta: lascia le cose così come sono.

Le Sei Lampade illustrano come possiamo lavorare dentro, ricordando come ricercare dentro di noi il sentiero della realizzazione, fino a conoscere la vera natura della nostra mente. Se la cercate dentro, troverete la capacità di prendere su di noi tutte le responsabilità, non c’è nessun luogo da prendere come rifugio.

Il rifugio Dzochen è nei canali, il respiro e nei tigle. Questi sono i 3 oggetti o supreme energie del rifugio. Le 9 vie del bon sono concepibili con le 9 categorie principali. Tompa Sherab convoglia gli insegnamenti a partire da ciò che prediligiamo ed è il livello più alto, è il livello puro della mente, è l’insegnamento sulla mente. Shang Shung è in Tibet vicino al Kailash, fu un potente regno fino all’8° secolo, e questi insegnamenti derivano da quell’area.

Ninjung è la trasmissione orale del lignaggio ininterrotto, continuata dai detentori dei 9 lignaggi, dal lignaggio dei 24 maestri che conseguirono il corpo d’arcobaleno praticando lo Dzochen, la più elevata realizzazione, il loro corpo si dissolse lasciando solo le unghie ed i capelli, le uniche parti del corpo non pervase dalla coscienza, infatti non si sente dolore tagliando i capelli e le unghie. In questo caso il corpo si rattrappisce e si riduce sempre di più. Ci sono diverse modalità di realizzazione del corpo d’arcobaleno. È il lignaggio diretto dal Dharmakaya. Questi insegnamenti sono sopravvissuti tramandati dalla saggezza orale nelle caverne da maestro a discepolo, fino all’11° secolo, quando un maestro estremamente colto decise di scrivere gli insegnamenti, ancor oggi, ad esempio la mia famiglia, ha un legame di sangue coi primi maestri che trasmisero gli insegnamenti.

Lo Dzochen è incentrato su ciò che accade sulla base delle radici più profonde della nostra mente, stabilendo un radicamento estremamente vero e profondo. In tal senso vale la pena ricordare un aneddoto.

Un monaco anziano ed uno novizio incontrarono una ragazza piangente sulla riva d’un fiume. Una volta chiesto il motivo della sua disperazione, ella rispose che non era in grado di riattraversare il fiume per raggiungere i suoi genitori, in quanto la corrente si era fatta improvvisamente troppo impetuosa per lei. Il monaco giovane sarebbe stato disponibile a caricarsi sulle spalle la ragazza per trasportarla dall’altra parte, ma temeva di romper i propri voti di castità. L’anziano, che era ancora forte, disse che ormai per lui il desiderio della gioventù s’era esaurito da tempo e che se c’era una buona azione da compiere era proprio quella di far riabbracciare la ragazza dai suoi genitori. Così la fece salire sulle spalle ed affrontò i flutti della corrente portandola dall’altra parte.

Il monaco anziano portò la ragazza al di la del fiume, mentre alle illazioni del novizio rispose che lui aveva lasciato la ragazza sull’altra riva del fiume mentre lui se la stava ancora portando mentalmente appresso.

Tra le cose utili dei 6 lumi varrà la pena soffermarsi su molti aspetti, perché sono collegati con la pratica del tummo e del bardo.

Tutto viene dal di dentro, come manifestazione della vostra mente, e, attraverso questa manifestazione, le persone colgono quanto loro appare.

La mente non è né il cervello né il cuore, ma un qualcosa che è in entrambi, ma temporaneamente. Ma un trapianto del cervello non inciderebbe sulla mente.

1) Il Lume della Base della realtà e della “Natura della Mente”, l’esperienza dello stato naturale.

La mente è la base di tutto. Così comprendete lo stato naturale della vostra mente.

2° Il Lume del cuore, è la dimora ed il luogo di rivelazione della “Natura della Mente”.

3° è il lume della via dell’emergere delle visioni, attraverso cui lo stato naturale procede, è il lume dei canali: dal canale centrale al cuore. È la fisiologia occulta dello Dzochen, il “canale kati” e la via.

Ma dev’esserci un canale per cui si manifesta l’interiorità all’esterno: è il canale centrale, l’autostrada.

4° Il “Lume dell’acqua”, il lume sono gli occhi, ovverosia il senso della vista come manifestazione delle visioni, il “lasso che cattura da lontano” la Visione Originaria della Realtà.

5° Il Lume delle Visioni. La Pratica delle Visioni e l’Introduzione Diretta ai Regni Puri. Il quinto lume è quello che va oltre le apparenze esteriori: scingam o pura visione o puro reame. Dallo stato naturale della mente, i canali, dove sono collocati, questa è la vera pratica, tagliare, ma basta conoscerlo.

6° Il Lume del Bardo e della Chiara Luce. Il sesto lume è quello del bardo o dello stadio intermedio: alla morte non possediamo più un corpo ed il nostro corpo mentale non è in grado di vedere. Grazie alla pratica conseguite un qualcosa e nello stadio intermedio non avete un corpo fisico.

Esiste, non solo un canale sottile fisico, ma anche, non dimentichiamolo, il canale centrale che sale fino all’occhio della saggezza, al terzo occhio di Lobsang Rampa.

Ora pensiamo che tutto dipende dal di dentro.

Le 2 pratiche principali sono il Treciò o dimorare nello stato naturale ed il Togal suoni dello stato natura della natura della mente.

Da dove viene il fuoco? Ed, una volta spento, ci si chiede da dove veniva e dov’è finito il fuoco che ora è spento?

Shamata e vipassana sono richiamati nello Dzochen.

Sabato 21/04/18.

La pratica delle 9 respirazioni è finalizzata a purificare i veleni mentali, così la mente guadagna felicità, purificando gli ostacoli si ottiene successo, purificando le cause della malattia, s’ottiene la guarigione.

Seduti a gambe incrociate, in posizione di stabilità, la mano destra sotto la sinistra, il pollice preme la base dell’anulare perché si diparte da qui un canale fino al cuore, e lo si blocca, perché è l’entrata degli spiriti negativi al corpo, perciò l’anello lo si porta all’anulare, perciò si blocca qualsiasi cosa che dall’esterno ci può disturbare.

La parte destra del corpo è connessa all’ignoranza, mentre quella sinistra è collegata alla saggezza. Appoggiando la sinistra sulla destra schiacciamo l’ignoranza con la saggezza, a braccia aperte come le ali del Garuda, la colonna eretta, è un segno di concentrazione, il mento ripiegato, è un modo per bloccare le attività vocali nella concentrazione, premete la lingua al palato, altrimenti appoggiatela. Non chiudete né aprite completamente gli occhi, altrimenti gli oggetti esteriori vi possono distrarre, mentre se li tenete chiusi potete cadere nel torpore dell’ignoranza.

Visualizza il tuo corpo sottile di luce e cavo, vuoto, il canale centrale dalla base lungo tutto il corpo alla fontanella occipitale, col powa s’apre un poco ed è possibile.

Ricordatene la forma a W, allungata, i due bracci laterali della W sono 2 canali che dalle elici del naso salgono alla sommità del cranio, scendono dietro le orecchie fin sotto l’ombelico, per risalire come canale centrale, passando dietro la lingua fino alla sommità del capo, aprendosi come l’apertura d’una tromba. Occorre differenziare questi canali sottili, trasparenti e di luce, dalle arterie, dalle vene e dai nervi. La sommità superiore è la porta dell’illuminazione. Il chakra inferiore è la fuoriuscita degli aspetti grossolani, così la coda ne rappresenta la continuità con le proiezioni verso i reami inferiori.

Il canale di sinistra è rosso ed il destro bianco ed il centrale blu, connesso alla mente. Siamo fatti di mente connessa al canale centrale, d’essenza bianca del padre del canale di destra e rossa della madre connessa al canale sinistra. L’essenza di questi 3 ci connette 4 dita sotto al chakra ombelicale.

Tutto l’universo, il cielo blu, sole è femminile, luna maschile nella tradizione tibetana, all’inverso della tradizione indù. I 3 veleni: ignoranza, attaccamento, rabbia. L’ignoranza è connessa al canale centrale, l’ira è connessa al canale di destra ed al padre ed alle attività, mentre il canale di sinistra è connesso all’attaccamento ed alla madre.

Dai 3 veleni scaturiscono le malattie: dalla rabbia il lung, il vento, l’ipertensione arteriosa, il tutto è connesso con l’elemento aria. L’attaccamento è connesso alle malattie della bile, l’ignoranza è connessa alla flemma, l’umidità, l’elemento terra, alla digestione, all’acidità gastrica.

Azione.

La mano destra chiude la narice destra, poi va sulla radice sinistra, sempre tenendo il pollice sulla radice dell’anulare, per tre volte, inspira visualizzando l’aria di colore verde, in modo da conferire freschezza, dalla narice sinistra, il più dolcemente possibile, espira con più forza, in una successione di 3 respirazioni in crescendo.

L’aria entra verdastra ed esce grigiastra, viceversa dal canale di sinistra rosso, l’aria esce d’un colore come grigio rosato, come se fosse sporca.

Alla terza volta visualizza, per purificare il canale centrale, l’aria verdastra che vi penetra e fuoriesce come se fosse fumo dal canale centrale.

Ogni volta visualizza la purificazione degli ostacoli dei 3 veleni, inspirando verde brillante riceviamo purezza e saggezza mentre, all’inverso, eliminiamo ogni volta gli ostacoli legati ai 3 veleni: collera legata al maschile, bile legata al femminile.

La purificazione del canale centrale, che è neutro, purifica le negatività legate ai naga, in modo che raggiunge purezza: è una pratica semplice, ma molto importante, è un modo per calmare la vostra mente.

È una pratica per calmare il nervosismo, la rabbia, la paura.

Se il cervello non è stabile, non lo è nemmeno la mente. È come il rapporto fra il cavallo ed il cavaliere. Allora, per eliminare lo squilibrio tra corpo e mente, facciamo respirazioni sottili e lunghe.

Il canale di destra è legato alle energie maschili ed agli ostacoli femminili, mentre il sinistro è all’opposto. Dobbiamo aver presente che i 9 respiri servono per la purificazione mentale.

Quando espirate ricordate sempre che la visualizzazione esce sempre dalla parte superiore.

Con la prostrazione presto omaggio a Kuntu Zangpo, l’essere onnisciente che rappresenta il Dharmakaya: kun è tutto, zangpo è gentilezza.

L’insegnamento è al picco del cervo durante il regno del Shangshung vicino al Kailash.

Tapiriza è il ragazzino luminoso che apparve a Nanjur Lopo per soggiogare l’orgoglio ed introdurlo alla vera realtà della consapevolezza: la capacità di vedere l’essenza profonda della vera natura della mente, per slegarlo da un qualcosa che lo legava: liberarlo dagli attaccamenti mentali, e porlo nel terreno corretto, aperto dell’equanimità. Per porlo nello stato naturale della propria mente, così da collocare la mente nella posizione più appropriata, senza che vaghi.

Leggete la narrazione del primo incontro tra Tapiriza e Neljor Lompo.

Il Lago Namtzo ha un’isola in mezzo, è un luogo importante di meditazione, isolato nei mesi caldi ed unito alla terraferma nei mesi invernali dalle acque ghiacciate. È un luogo frequentato da grandissimi maestri. A Neljor Lompo apparve il nudo Tapiriza dal corpo di cristallo, privo d’ornamenti e d’impurità, si prostrò e rispettosamente fece circumdeambulazioni, e Tapiriza gli disse: figlio carmico, sperimenti il risultato delle pratiche di molte vite, hai accumulato un buon karma, t’insegnerò dei grandi insegnamenti, perciò ascoltami: “Per portare gli esseri futuri a raggiungere l’illuminazione, ti comunicherò tre parole profonde sprigionate dal cuore”. 84.000 insegnamenti del Bon, essenza dello Dzochen, precetti della mente dei 9 maestri illuminati, insegnamenti dei 24 maestri che ottennero corpo arcobaleno, distinguendo gli esseri illuminati dagli altri esseri umani, quindi di Tapiriza. questo sono i punti essenziali della mente illuminata di bodhicitta. Il lama che non li conosce è come chi mostra un oggetto ad un cieco. Il che sarebbe senza senso.

I ciechi toccando la gamba dell’elefante lo percepiscono come tronco, se ne toccano le orecchie come una foglia, la coda come un bastone. Così l’elefante veniva erroneamente confuso con uno di questi. Il maestro che non ha queste conoscenze, è come un corpo senza cuore od un organo di senso inefficace, perciò si parla di lumi. Una piccola parte degli 84.000 insegnamenti Bon, senza questi presupposti, potrà rappresentare un istruzione diretta.

Questi insegnamenti sono come lo Specchio per riconoscere la base universale, come la lampada che svela la saggezza nascosta, c’è un qualcosa di noi che non conosciamo, perché c’è uno spazio buio e questi insegnamenti ci consentono di vedere la consapevolezza nella sua nudità, la fonte delle illusioni, provengono dal cuore, come il dito che indica in modo univoco la realtà.

1° lume è la lampada della base che dimora, la base universale.

2° lume è dove dimorare o lume del cuore di carne, ci mostra dove dimora la base e produce all’esterno l’autoconsapevolezza, come emerge.

3° lume è la via per cui la saggezza emerge all’esterno, è la chiara e soffice luce dei canali. Il punto è come la saggezza è trasparente, come viene proiettato all’esterno, può uscire grazie al potere dei canali, ma necessita d’una porta.

4° lume è della sfera liquida o gli occhi. Lo sguardo è come un laccio che cattura gli oggetti lontani.

È come l’aperture della porta della consapevolezza che viene vista nella sua nudità.

5° lume è aprendo gli occhi vediamo l’ambiente nella sua estensione, è l’introduzione ai reami puri, si distingue qui ciò che è Dharmakaya, Sambogakaya, Nirmanakaya, il che ci aiuta nel cammino realizzativo. Come le dobbiamo vedere queste cose?

6° lume è del momento al tempo del bardo. Qui si illustra come il samsara ed il nirvana si separano, dimostrando la sottile linea di confine tra la consapevolezza e l’illusione.

Pomeriggio

O figlio di nobile lignaggio, non dire nulla alle persone prive di fede e dalla mente distratta, arroganti, o che si dedicano ai veicoli inferiori, perché potrebbero creare ostacoli alla pratica.

Non si tratta di discriminare.

Essendo un insegnamento molto diretto e chi pratica, se insegna a menti inferiori, lo potrebbero giudicare negativamente. Molti di coloro che hanno buone qualità e sono adatti agli insegnamenti ed alla perfetta purezza e temono le sofferenze del nascere e morire ed hanno timore della rinascita sfavorevole, per questa ragione si rivolgono al Dharma, quindi si dedicano alla via dell’illuminazione. Coloro che hanno una devozione immutabile ed infaticabile ed hanno trasmesso insegnamenti dei maestri del lignaggio e sono disposti a rinunciare alla mondanità, sono i ricettacoli adatti allo Dzochen. Samaya è l’impegno, è un monito a tenerli riservati.

Bodhicitta è il sentiero dell’illuminazione.

Possano questi essere attivi a beneficio di tutti esseri fino alla fine del samsara.

1° lume. Di omaggio, ce ne sono diversi tipi.

Faccio omaggio a Kuntu Zampo, l’essere illuminato della consapevolezza, il Buddha primordiale, il Dharmakaya.

O nobile figlio, il lume della base dimorante mostra la realtà della base dello stato naturale da cui samsara e nirvana derivano.

La base è la consapevolezza, l’attività del pensiero. È la base universale: chiara luce, bodhicitta. È 1 chiarezza, 2 vacuità, 3 immutabilità o kadak o essenza primordialmente pura, associabile al Dharmakaya, intoccata da qualsiasi cosa. La base universale della mente con le sue attività è detta kadak Cenmo o purezza primordiale Dharmadata o Dharmakaya.

Entrando profondamente nella mente, l’intelligenza, la base universale, la cui realtà è vacuità, la vacuità è basata e connessa allo spazio, entrando molto profondamente nella mente, entrate in una dimensione simile allo spazio. È come lo spazio attorno a noi, in cui siamo collocati, così esiste uno spazio interiore fondamento della mente e delle sue attività. È purezza primordiale e mai affetto da impurità, in cui tutte le qualità sono perfette. Il corpo assoluto è ilDharmakaya. L’aspetto della vacuità non ha nulla a che vedere col samsara e nirvana, ma può apparire spontaneamente, non è creata, ma appare spontaneamente, è lo zodegu darma e Sambogakaya.

Tutto ciò è totalmente perfezionato in questa base che non ne è la creatrice, ma lo spazio ospitante, in modo spontaneo, nulla v’è che non sia perfezionato, nella base. Tutte le qualità del samsara, le emozioni e felicità sono Nirmanakaya. La vacuità è la base di tutto. Dharmakaya, Sambogakaya, Nirmanakaya, e quest’ultimo è imputato. Vi sono due tipi Dharmakaya: 1 imputato, 2 che potete o non potete dargli un nome. Quindi abbiamo un Dharmakaya indicibile, non definibile, ed un altro definibile con dei termini.

La base Dharmakaya non è divisibile, è assoluta equanimità e non accetta né rifiuta, né gli esseri del samsara nè del nirvana, è onnipervasiva, è ovunque, è la base anche per la manifestazione per ciò che esiste.

Ad esempio, la vostra mente ha tante emozioni, molte negative, sono come una pozza d’acqua fangosa, più la agitate più si intorbidire, se non l’agitate, alla fine la pozza diventerà chiara,

se le buttate fuori tutte starete peggio, quando andrà meglio, quando le lascerete dissolversi. La pratica è basata sulla vacuità.

Treciò è guardare direttamente la vacuità, mentre il Togal si dirige sulla concentrazione.

Il cielo e la luce sono inseparati, così come tutte le qualità del samsara e nirvana.

Dobbiamo rigettare sia il considerare lo spazio come senza e con distinzioni, chiarezza e vacuità non sono separati, ma sono un’unità intrinseca, così la base della mente, come la base di ogni cosa, anche se samsara e nirvana siano la stessa cosa, ma nemmeno che siano separate.

Come l’atomo man mano che vi entriamo dentro scopriamo che è vuoto, è unica sfera.

Abbiamo 3 bicchieri e ciascuno ha 1 spazio, che è compreso.

Lo spazio di cui vi ho parlato è una metafora dello spazio nella vostra mente, per comprendere la manifestazione stessa della realtà. Kha è la sillaba dello spazio, lo spazio in cui può apparire tutto, al di la della vicinanza e lontananza, inesprimibile in parole. Non è né grande né piccolo, può essere definito solo tramite gli opposti e le negazioni. La prima qualità 1 è che è espanso ovunque, il cui primo attributo è la chiarezza, che non può essere nascosta. La seconda 2 qualità, è che è privo delle qualità opposte della vicinanza e lontananza. Tutto va oltre qualsiasi discriminazione: alto, basso, buono, brutto.

Ogni cosa sorge dalla espansione dello spazio, dilatazione dello spazio.

Ciò è bodhicitta, la mente illuminata, piena illuminazione, che non respinge nulla, è l’aspetto della vacuità di bodhicitta. Internamente la radice è di vacuità e non possiamo trovare null’altro che la mente d’illuminazione. Chi sperimenta vacuità è come un muto che assaggia, sperimenta un dolce, perché, pur assaporandolo, non lo può dire a nessuno. È totalmente indicibile. Allo Dzochen cerchiamo d’avvicinarci a parole ma la sua esperienza è completamente indicibile.

Come il coniglio uccise il leone? Il primo disse al secondo che v’è nella foresta una creatura ancor più potente di lui, il leone gli chiese dov’è, ed il coniglio gli mostrò il pozzo, il leone guardò nel pozzo e disse al leone di specchiarvisi, ed il leone, che ruggiva nel pozzo, vedendo la sua effigie riflessa, la scambiò per quella d’un altro leone e vi si scagliò contro e finì per morire affogato nel pozzo.

Tutte le manifestazioni esteriori sono come una proiezione della nostra mente.

Amaraye so ha.

È la trasmissione, la spiegazione o l’iniziazione o potenziamento, le istruzioni, il permesso, l’autorizzazione a praticare quella pratica.

La vacuità è come autoriginata.

È rigpa quando la vacuità è consapevole di sé stessa, quando è autoconsapevole.

2 parte. Consapevolezza, rigpa della consapevolezza, rangjung autoriginata, consapevolezza del sé, la base è la vacuità che è senza interruzione, che diventa chiarezza, quando iniziamo a realizzare che siamo chiarezza e vacuità abbiamo la rigpa, non è luce che appare dall’esterno, ma è chiarezza in quanto non coperta da alcunché, è un processo di autoconsapevolezza oltre la mente ordinaria. Consapevolezza rigpa è oltre ogni limite, dalla vacuità si comprende che noi stessi siamo vacuità, la consapevolezza dalle espansione della vacuità universale è come il sole che brilla nel cielo, questa consapevolezza che brilla parte dalla vacuità e percepisce sé stessa senza ostacoli, limiti, come il cielo, come lo spazio.

La consapevolezza è della forma di chiarezza, ma la sua natura è vacuità. Chiarezza significa non velato, non celato, evidente, mentre luminoso non è da intendersi come emanatore di luce propria. Quando cadono i veli, la base diventa chiara nella consapevolezza, chiara nella sua essenza, ma vuota nella sua natura, libera da concetti o sovrapposizioni mentali.

3 parte. Dinamismi delle visioni o manifestazioni dell’apparenza: 1 suono 2 colore 3 raggi.

Chi ha sperimentato di cadere in incoscienza?

A me capitò quasi d’affogare in un fiume e, col ritorno della coscienza, fu che vidi una luce fortissima con colori vividi e pure visioni dettagliate.

consapevolezza è l’oggetto ed il suono luci e raggi sono il soggetto, il suono viene dalla vacuità come il big bang. Tappatevi le orecchie e sentirete un suono che è il suono della vacuità.

Dalla chiarezza deriva la luce fisica, dalla vacuità viene il suono, dall’unione di chiarezza e vacuità provengono i raggi. Gli insegnamenti sono fondamentali per capire il bardo.

Le luci dalla chiarezza o i raggi sono i 5 elementi nella loro dimensione pura. La base è la madre, la chiarezza è il figlio, la loro unione è la energia manifestazione della visione e dell’energia.

La base è la vacuità da cui sorge la chiarezza, il suo aspetto autoconsapevole, da cui scaturisce la mente cognitiva, dai dinamismi di ciò nascono i meccanismi cui siamo abituati. Il che è l’apparizione degli oggetti.

Oggetto e soggetto la mente consapevole non sono separati, perché sorgono entrambi dallo spazio. Sono dinamismi noti anche come oggetti manifesti, oggetto sono i suoni, luci e raggi ed il soggetto è la consapevolezza che si autopercepisce, che non possono essere separati, come il tavolo è calato nello spazio. È la saggezza della autoconsapevolezza che è la non separabilità tra soggetto ed oggetto. È la mente cognitiva.

dalla rigpa o consapevolezza si ha la mente cognitiva che raccoglie ogni informazione, è una consapevolezza cognitiva, o coscienza deposito del bagaglio carmico dei sutra. La base che ha l’aspetto dello specchio in cui possono apparire specchiarsi tutte le qualità. È saggezza, è la consapevole base universale della mente cognitiva, perché tutto vi può apparire, saggezza.

Rigpa o yesce o saggezza è consapevolezza della vacuità della base.

Melò, yesce è la base universale in cui tutto può apparire samsara e nirvana, dove nella corrente della mente universale le individualità appaiono perfettamente e si mescolano le sensazioni.

La consapevolezza è in ognuno che può avere un’esperienza dell’apparire perfetto della mente universale.

Quando la base universale è priva di oscurazioni concettuali è primordialmente pura, priva di difetti, è la base del samsara e nirvana. La dualità di luce e consapevolezza è la fonte del corpo come oggetto di forma, così come dalla dualità di suono e consapevolezza si forma la parola, e dalla dualità di raggi e consapevolezza sono originati i concetti. La mente è la natura della mente.

Se parlate di mente è meglio che specifichiate: mente concettuale o concezioni mentali a partire dalle sensazioni corporee.

La consapevolezza e suono sono la parola.

Ora sentite il mio suono, quello delle mie parole, il cui suono viene percepito dalla combinazione tra consapevolezza e le percezioni esterne del suono. Così, quando la consapevolezza media tra la luce interiore ed esteriore, dà luogo alla percezione esteriore.

Tutto è proiezione della nostra mente. Non esistono qualità buone o cattive, così come il leone aggredisce la sua stessa immagine riflessa nel pozzo che percepisce come minaccia e finisce per perirvi affogato.

Se tutto è così, come avviene?

La mente concettuale dei pensieri, la base rigpa dei pensieri è il fondamento da cui sorgono i diversi pensieri, sono come i raggi manifestati dal sole, così la mente concettuale è manifestazione dalla consapevolezza, e si aggrappa e si manifesta secondo i diversi aspetti, la base è consapevolezza.

Associandosi le diverse facoltà, sorge il dinamismo, con cui entriamo in contatto attraverso gli oggetti delle nostre facoltà sensoriali, è la mente sensoriale che elabora i pensieri. Rigpa di per sé non dà alcunché , nessuna sensazione. Lo fa quando entra in contatto con la coscienza sensoriale, visiva, uditiva, gustativa, ecc.

Il gusto, ad esempio, il dolce dipende dalla coscienza gustativa, che dipende dalla consapevolezza, rigpa, che dimora nel cuore. Quando ne avete la percezione, rimanete in quella sensazione senza preoccuparvi.

Lo spazio della vacuità non è fuori di noi, ma dentro di noi.

Quindi la divinità che viene dalla vacuità dello spazio è una proiezione che viene dal nostro mondo interiore.

Esperienza ed applicazione: interagendo con gli oggetti si forma un concetto, che nasce dalla nostra esperienza e fa sì che nasce una mente concettuale, e questa sensazione si trasforma anche in un attaccamento.

Dall’interazione con gli oggetti nasce un’esperienza e la coscienza, deposito delle cause karmiche.

La consapevolezza di base, mente, madre, figlio, tzal, dinamismo, dimora in questo stato senza separazione e dualità nel continuo.

La base universale è vacuità, cielo, consapevolezza.

È vacuità del sole, dei pensieri come raggi di sole.

I suoni appaiono nella naturalezza della vacuità.

Le luci appaiono come arcobaleni circolari attorno al sole.

È la realtà naturale: quella primordiale.

Qui dobbiamo imparare a dimorare nello stato naturale ed il risultato è molto elevato.

Introduzione allo stato naturale della mente.

C’è una tradizione per cui ai nuovi praticanti Dzochen si dice: “Vai e cerca la tua mente”.

C’è chi vaga impazzito e chi lo fa comunque, ma, pur afferrando un qualcosa, non trova nulla che somigli alla mente.

Quando non trova nulla, allora è vicino alla soluzione ed il lama inizia a spiegare.

Molti pensano che la soluzione siano solo parole:

1) non seguire il tuo passato;

2) non invitare il tuo futuro;

3) non modificare il tuo pensiero presente.

Se siete in grado di fare ciò, siete in grado di stare nello stato naturale della mente.

Ci sono molte Ha bianca. Ed è un metodo. E vi concentrate su di essa perché non pensate al passato, presente o futuro. E non seguite i fenomeni della Ha bianca, così come quando lasciamo intatta l’acqua torbida dello stagno, lasciando che il fango si depositi.

Man mano che ci sottraiamo alle distrazioni esterne diventiamo più prossimi alla natura profonda.

Il maestro disse all’allievo di mettersi in piedi su un terreno fangoso estremamente scivoloso e quando ci riesce ha una specie d’illuminazione.

Un maestro del lignaggio Dzochen del Mustang in Nepal aveva suo nipote che era un gran brigante che depredava ed uccideva. Durante una rapina venne ferito quasi a morte e decise di cambiar vita. Chiese perciò istruzioni allo zio, ma si annoiò presto degli insegnamenti sull’alfabeto. Ma, con l’impegno costante, divenne uno dei più grandi maestri del lignaggio.

Lo Dzochen non discrimina ed è non settario. Lishu Taking, che visse nell’8° secolo era un grandissimo maestro non settario. Lo Dzochen è un insegnamento che va molto al di là dei preconcetti.

Nei sutra vi sono così tante condizioni, ma si discrimina molto. Mentre lo Dzochen va all’esperienza.

Abbiamo la base, la consapevolezza, la mente concettuale e samsara e nirvana: sono distinti e, come Kuntu Zangpo, sono puri, illuminati. Kuntu Zangpo fu primordialmente illuminato perché era primordialmente consapevole dello stato naturale della mente. Al contrario gli esseri circolano nel samsara per il loro karma e sono incapaci di mantenere lo stato naturale della mente. La consapevolezza della base universale è la base sia della illusione che della realizzazione. Le 3 manifestazioni – suoni, luci, raggi – sono le cause secondarie che portano o alla consapevolezza o all’illusione. La mente che discrimina è la causa della consapevolezza o illusione contraria.

La base universale non è la causa ma, come lo scenario, lo è la mente che discrimina: è la vera causa tra consapevolezza ed illusione. Non c’è nessuna illusione da rigpa in sé. Nella base universale del rigpa non c’è alcuna accettazione né rifiuto della dualità.

La mente concettuale e la rigpa sono la fonte delle illusioni, o meno, e da essa provengono samsara e nirvana.

Perché essere consapevoli è quando questi 3 oggetti appaiono.

La mente concettuale vede che sono illusioni, ma nella realtà non è così.

Quando la mente concettuale si rende conto che ciò che gli appare sono illusioni, ciò ci porta a rigpa, siamo nello stato naturale nella sua essenza. Dal momento che non seguiamo gli oggetti dell’apparenza, si rafforza lo stato di consapevolezza ed il nirvana giungerà naturalmente senza sforzo.

Se segui l’apparenza, le illusioni ti faranno prigioniero.

Dalla consapevolezza e dalle luci appariranno tutte le manifestazione del corpo del Buddha e dalla consapevolezza e dai suoni apparir tutti gli insegnamenti, così dalla manifestazione della consapevolezza e dai raggi: Buddha si manifesta. Le qualità ed azioni del Buddha emergeranno completamente. Mentre nei sutra si raggiunge l’illuminazione accumulando meriti, qui lo facciamo con la consapevolezza, automaticamente, spontaneamente per consequenzialità di una cosa con l’altra. Kuntu Zangpo è primordialmente illuminato perché è nella consapevolezza primordiale, perché ha dimorato nel rigpa senza seguire i pensieri:

non seguire il passato;

non invitare il futuro;

non cercare di modificare il presente.

E sarà come ricaricare la mente come una batteria scarica.

Cosa fai? Nulla.

Se ce la fate, sarete molto vicini alla pratica, anzi è questa.

Domanda. Nel tantra si dice che occorre purificare il karma, come?

Ghesce Choekhortshang Rinpoche. Nel tantra si trasforma. Lo stato naturale della mente comprende la consapevolezza. Ma non ne siamo consapevoli! Nel bardo, quando l’essenza dei genitori si dissolvono, pure le negatività dei 3 veleni si dissolvono, ma non si è consapevoli. Il tummo è parte del tantra madre.

Domanda. Nello Dzochen si entra nello stato diretto della natura della mente, mentre altri richiedono la purificazione dei canali laterali e centrali, come è possibile giungere allo stesso risultato?

Ghesce Choekhortshang Rinpoche. Nel tantra dobbiamo fare delle pratiche di pulizia, nello Dzochen dobbiamo stare nello stato naturale, così come nel bardo raggiungiamo lo stato naturale e ci può succedere pure in vita, ma non ne siamo consapevoli! Col tummo eliminiamo degli ostacoli, ma nello Dzochen non c’è bisogno di alcun sforzo.

Domenica 22.04.18

La base è la vacuità, la consapevolezza, la chiarezza. La mente concettuale è l’intelletto.

C’è una sviluppo dalla base di vacuità alla chiarezza che conosce sé stessa ed alla mente discorsiva. Quindi nella seconda parte del primo lume abbiamo la separazione tra samsara e nirvana, perché Kuntu Zangpo è illuminato e nel nirvana, mentre noi siamo nel samsara.

Altri insegnamenti partono dal mondo esterno o dal mondo interiore alla vacuità. Nel nostro caso siamo partiti proprio dalla vacuità. Siccome l’insegnamento ci introduce alla pratica del Togal, diventiamo molto consapevoli e ne facciamo esperienza.

Ciascun lume rende omaggio a Kuntu Zangpo, la consapevolezza naturale che sorge dall’interno, la lampada che dimora dov’è la base, il punto chiave dove sorge la consapevolezza naturale. È chiamata l’autoconsapevolezza o saggezza della consapevolezza che sorge da sé dentro di noi e ci permette di osservare tutto ciò che è all’esterno.

Nei sutra si parla di mente cognitiva o rapporto tra soggetto ed oggetto, è autoconsapevolezza della natura della mente. Qui nello Dzochen non c’è separazione tra il conoscitore ed il conosciuto, tra soggetto ed oggetto. Consapevolezza ed illusione appaiono dualistiche alla mente concettuale. Dalla mente concettuale sorgono le illusioni e si ha il bivio tra samsara e nirvana. La base di vacuità non ha mai esperienze d’illusioni nel futuro, passato e presente, suoni, luci e raggi. In tal prospettiva non esiste suddivisione tra samsara e nirvana. La mente concettuale ha come base la vacuità e come consapevolezza rigpa.

Dalla base sorge consapevolezza, da cui non sorge illusione , è la mente concettuale che crea illusioni, che va biasimata, lo Dzochen è una visione concreta delle cose.

La base che non è mai stata oscurata come il rigpa privo d’illusioni, dove risiedono?

Abbiamo tre livelli di lettura: interno, esterno e segreto.

Per quello esterno lo spazio è metaforicamente chiamata utero, spazio segreto.

Sempre per quello esterno cion è una gemma rossa corniola, che dimora nel cielo, l’apice al cuore biancastro.

Per quello interno hai la tenda luminosa delle chiare visioni, chiaramente appare un arcobaleno, risiede nello spazio.

Immagina tre livelli diversi di descrizione della dimora: il grembo per quello esteriore, per quello interiore la tenda arcobaleno. Il cuore è dove risiede l’elemento spazio.

Il cuore della base , fisico, luminoso.

Ciò che collega i canali del cuore è una gemma ottagonale, un loto con 8 petali alla cui sommità v’è un tigle arcobaleno.

La base universale e la consapevolezza dimorano nella purezza primordiale, senza essere minimamente contaminate.

Stiamo sempre parlando della base della natura. Come le nuvole oscurano il cielo, così le illusioni oscurano la verità.

Nel centro del cuore fisico la base dimora come purezza di saggezza, come la purezza del cielo incontaminato da nubi, è la base della purezza di saggezza, ma non lo possiamo vedere.

La consapevolezza è diffusa ovunque: come un sole non velato da nubi. A causa dei pensieri, delle nubi che lo oscurano, questo sole ci può risultare invisibile. È importante che la mente del pensiero concettuale è intesa come oscuramento. L’autoconsapevolezza sorge nel cuore: dall’interno verso l’esterno, come un sole indisturbato da nubi. Come il suole che brilla nel cielo terso, la base e consapevolezza dimorano nel cuore in modo indissolubile. La mente concettuale è come i raggi del sole. Laddove giunge la base, la vacuità, ecco che sorge la consapevolezza, quindi non esiste separazione alcuna.

Cielo, sole, raggi: vanno pensati come aspetti della stessa totalità, qualità, entità unica indissolubile tra cielo, sole e raggi.

I sensi della menti discorsiva e concettuale sono simile ai raggi del sole, attraverso le porte dei sensi si percepisce la realtà dei sensi. Se percepite questo concetto, capite la dottrina della reincarnazione ed il passaggio da vita in vita. I tsa nei termini fisici sono i nervi, mentre in senso sottile diventano i canali.

Come il corpo d’illusione e la mente si mescolano e si separano?

La base è come il cielo, la mente concettuale o intelletto è come le ali dell’uccello che lo portano ovunque.

La consapevolezza è come un uccello che lo percorre.

La base è come la terra che si estende ovunque.

La consapevolezza è come un umano che sta sulla terra.

La mente concettuale è come il cavallo che vi porta ovunque.

La base universale è come oceano che s’estende.

La consapevolezza come il pesce che lo popola.

La mente concettuale è come le pinne del pesce che gli permettono di muoversi ovunque.

Il corpo è come una gabbia che racchiude un animale, come un cavallo nel recinto; al contrario si può separare l’uccello dalla gabbia, così è possibile separare la mente dal corpo, ma non la base dalla chiarezza.

Così il pesce può essere separato dalla rete che l’ha catturato, ma non dall’acqua, altrimenti morirebbe.

La base, consapevolezza, mente concettuale, connessione all’esterno, dottrina dei cinque elementi che governa ogni connessione, non è diffusa ovunque, non significa che l’uccello vi rimanga.

Se il leone non riconosce sé stesso, pensa che l’immagine minacciosa riflessa nell’acqua al fondo del pozzo sia un altro animale che lo attacca, e perisce nel pozzo.

Abbiamo cercato di vedere come siamo, la nostra interiorità si proietta sulla nostra esteriorità e possiamo tornare all’interno della nostra vera radice.

Trescò è tagliare, recidere in un sol colpo. Se fossimo capaci di recidere una fascina di stecchi in un sol colpo è il trescò, che significa pure: scavalcare, saltare oltre un qualcosa. È l’azione basata sulla vacuità da adottare da qui in poi.

È la liberazione da tutte le emozioni negative che svaniscono, è la liberazione dalla mente concettuale.

Togal è la chiarezza, è star fermi contemplando i tre oggetti, è estremamente immediato, è Shinè e Lagtong ma è differente da quanto praticato nei vipassana e sutra.

La postura del Trescò prevede d’incrociare le gambe, fermare ogni attività, attraverso la postura porta la mente dentro di te, la colona eretta, la base dell’anulare preme sul pollice, la mano destra è sulla sinistra, apri spalle e gomiti, rilassati ma non troppo, non confondere il benessere con la concentrazione, apri i gomiti, il mento è leggermente reclinato in avanti, gli occhi semichiusi, la punta della lingua tocca all’indietro il palato, la bocca è spontaneamente semiaperta, lo sguardo è a 50 cm. avanti e sotto di voi v’è la Ha bianca simbolo della vostra mente, che è composta dai 5 colori come l’arcobaleno, sono la dimora dei colori dell’arcobaleno al cuore, non seguite il passato, non invitate il futuro, non cambiate il momento presente. Guardiamo la Ha e non ci preoccupiamo di come ci appare. Fatelo in crescendo iniziando da 5 min al giorno. Quando perdete la concentrazione non andate in panico, ma riprovateci, costantemente. Quando la concentrazione cadrà, ritroviamo la condizioni contemplativa e potrebbero manifestarsi dei segni. Se siete soli, e vi cade del muco dal naso non preoccupatevi, il che vi aiuta, non pulitevi il naso, il che può aiutare la vostra concentrazione. Vi sono pochi segni di miglioramento. Generalmente non succede inizialmente, state nello stato naturale e la bianca Ha diventa tridimensionale, l’arcobaleno sfuma sullo sfondo, scompare, ma non sforzatevi di farla venire.

Rafforzate lo sguardo, evitando di battere le ciglia e, se tenendo gli occhi semiaperti iniziassero a lacrimare, non chiudeteli, né spalancateli, perché ci sono troppe distrazioni esteriori ma anche interiori.

Cantate il mantra, cercando di lasciar fluire il più possibile normalmente il vostro respiro. È una delle più potenti pratiche dello Dzochen.

Molti di voi sanno che la meditazione è una pratica meravigliosa, da parte mia anche a professori universitari posso far vedere il calore della pratica del tummo, capace di sciogliere il ghiaccio, ma il vero ottenimento è un’altra cosa, ma in tal modo possiamo vedere quanto è possibile fare.

In Europa c’è uno straordinario sviluppo tecnologico ma rimane indietro lo sviluppo spirituale, usiamo troppo la mente per la conoscenza, nella società del Tibet ci sono 3 cervelli: 1° europeo, 2° giapponese, 3° tibetano, il più caro, perché non si usa mai. Non lo si usa tanto intensamente per lo sviluppo della tecnologia.

Quando si muore la respirazione si ferma come pure il battito cardiaco, ma è più corretto dire che ha attraversato la morte attivamente attraverso il samsara ed il nirvana. Si rimane nel Togal da 3 giorni ad 1 settimana. E mentre tutto il corpo si raffredda l’area cardiaca rimane calda. Questa pratica vi consente di rimanere nello stato naturale.

HA OM HUM

HA ACCA TSZALE HO AYAM HOM DUM

Aiuta a sviluppare l’aspetto di chiarezza mentre ci si trova nel Dharmakaya, aiuta a stare nella chiarezza.