Jadho Rinpoche: Commentario al Guru Yoga di Kalachakra – 1

Kalachakra con la consorte Vishamata

Kalachakra con la consorte Vishamata

Jadho Rinpoche – Commentario al Guru Yoga in Sei Sessioni di Kalachakra (prima parte)

Vorrei quindi innanzitutto salutare tutti voi che siete qui presenti per questo insegnamento. Come sapete, l’argomento dell’insegnamento di questo incontro è il Guru Yoga della divinità Kalachakra, il Guru Yoga in Sei Sessioni di Kalachakra. Il commentario su questo testo richiede in generale delle condizioni, la prima condizione è che tutti gli ascoltatori dovrebbero avere ricevuto l’iniziazione e che siano intenzionati a praticare il Guru Yoga, queste sono le condizioni necessarie per potere partecipare al commentario. Penso che molti di voi abbiano già ricevuto l’iniziazione, però non penso che tutti l’abbiano ricevuta, coloro che non hanno ancora ricevuto l’iniziazione di Kalachakra, credo che siano intenzionati a riceverla in futuro. Quindi, prima di tutto voglio chiarire due punti, il primo riguarda l’importanza di ricevere l’iniziazione di Kalachakra, il secondo punto riguarda i motivi per i quali è importante praticare il Guru Yoga in Sei Sessioni di Kalachakra. L’insegnamento e l’iniziazione di Kalachakra fanno parte dell’insegnamento del sentiero interiore Buddhadarma, e in particolare fanno parte del sentiero Mahayana, e in particolare fanno parte del sentiero Tantrayana e in particolare fanno parte del sentiero Mahaanuttarayogatantra.

L’insegnamento Mahaanuttarayogatantra, la quarta classe, l’ultima classe del Tantra, è considerato un Tantra estremamente segreto, in generale è praticato da un numero limitato e soprattutto è trasmesso a un numero estremamente limitato ed è praticato segretamente, ovviamente. Ora, però, l’insegnamento di Kalachakra, l’iniziazione di Kalachakra, è vero che appartiene all’insegnamento Mahaanuttarayogatantra, quindi fa parte del gruppo segreto, però ha una sua caratteristica particolare che è quella che di esso si può parlare pubblicamente, quindi un numero illimitato di persone può partecipare all’iniziazione e il Maestro può conferire l’iniziazione di Kalachakra ad un numero illimitato, con una partecipazione di pubblico che può essere la più numerosa possibile. E’ il caso del Dalai Lama, che nel nostro tempo attuale conferisce l’iniziazione ad un numero illimitato di persone, come già avveniva ai tempi del Buddha, il quale conferì questa iniziazione pubblicamente e ad un numero illimitato di persone.

Quando Sakyamuni Buddha diede l’insegnamento sulla perfezione della saggezza sul picco dell’avvoltoio in India, contemporaneamente, nel Sud dell’India nella zona Sri Dana Kataka, presso Anra Pradesh, una sua manifestazione conferì l’iniziazione di Kalachakra a Dawa Sangpo e ad altri 96 re con tutto il loro seguito, quindi una partecipazione enorme. Seicento anni dopo, il primo re di Shambala Janpal Takpca conferì l’iniziazione ad altri numerosi re e al proprio discepolo principale Changsom Gnime Shinta, in quell’occasione vi erano 35 milioni di partecipanti. Il quindicesimo giorno del terzo mese lunare l’iniziazione fu conferita e il quindicesimo giorno del quarto mese lunare Changso Jigme Kilda, ottenne la realizzazione.

La domanda è: come mai l’insegnamento di Kalachakra, che fa parte del Tantra segreto, può essere diffuso pubblicamente, ma lo stesso non può essere fatto per altri insegnamenti del Mahaanurrarayogatantra? Quindi, potremmo pensare che l’insegnamento di Kalachakra non è così segreto, non è così profondo come gli altri insegnamenti. Occorre capire che l’insegnamento del tantra di Kalachakra è particolare, diverso da altri insegnamenti Mahaanuttarayogatantra, perché nel tantra di Kalachakra si parla anche dei pianeti e delle stelle mentre non si parla di questi argomenti in altri insegnamenti del tantra segreto.

Per quanto riguarda la differenza tra l’insegnamento del Tantra di Kalachakra e gli altri insegnamenti del tantra segreto, dal punto di vista dell’essere illuminato non c’è nessuna differenza, perché è sempre Sakyamuni Buddha che parla, la differenza sta dal punto di vista delle manifestazioni o rappresentazioni delle divinità. Nel caso del tantra di Kalachakra si parla della “Ruota del Tempo”, abbiamo 360 giorni nell’anno, abbiamo dodici mesi, ogni mese ha trenta giorni. L’aspetto purificato di questi 360 giorni è rappresentato da 360 divinità. Inoltre, se osservate il mandala di Kalachakra, osserverete nel cerchio esteriore il mantra sanskrito LENKSA e all’interno di questo ci sono le rappresentazioni dei pianeti e delle stelle, inoltre, sempre nel mandala, esistono le rappresentazioni di dodici segni zodiacali. Come voi sapete, il mondo subisce dei cambiamenti, alle volte dei cambiamenti positivi, altre volte dei cambiamenti negativi. Questi cambiamenti, dipendono dai cambiamenti dei quattro elementi, inoltre dipendono dall’influenza delle costellazioni e dipendono dall’influenza dei pianeti; a seconda del tipo di cambiamento che avviene nei quattro elementi, nei pianeti e nelle stelle, sono influenzati in modo positivo o negativo i cambiamenti nel mondo. Noi abbiamo allora i vari elementi del mondo, come i quattro elementi, le stelle, i pianeti, e i dodici segni zodiacali, tutti questi sono rappresentati dalle divinità della Ruota del Tempo Kalachakra. Quindi esiste questa forte connessione, questa relazione tra il mondo ordinario e il suo aspetto puro come divinità. Ecco perché molte persone hanno un naturale interessamento nel partecipare all’iniziazione di Kalachakra, ed ecco perché l’iniziazione di Kalachakra per la pace nel mondo è conferita spesso.

Siccome il tantra di Kalachakra ha queste caratteristiche e ha questa forte connessione, relazione, con il nostro mondo attuale, ecco perché il Dalai Lama conferisce l’iniziazione di Kalachakra spesso, anche per stabilizzare la pace nel mondo, alle volte sopportando dei viaggi difficili, in luoghi dove spesso le strade sono quasi inesistenti, come in alcune zone estremamente sperdute del Ladakh e dello Spiti, e in altre zone dove la strada è appena percorribile. Però, visto il grande beneficio di stabilizzare la pace nel mondo, ecco che il Dalai Lama spesso si impegna, con enorme fatica, al fine di conferire l’iniziazione, e tantissime persone sopportano grandi fatiche per raggiungere questi luoghi e ricevere l’insegnamento, l’iniziazione e per questo si interessano enormemente a ricevere l’iniziazione di Kalachakra.

Questa è la premessa che ho voluto fare per quanto riguarda l’importanza dell’iniziazione di Kalachakra. Tratteremo ora brevemente l’importanza della pratica di Guru Yoga di Kalachakra in Sei Sessioni. Perché è importante? Innanzitutto perché è Guru Yoga, in connessione alla divinità Ruota del Tempo Kalachakra, ed in particolare perché il Guru Yoga in Sei Sessioni di Kalachakra ha alcune caratteristiche, per esempio è una pratica concisa, relativamente breve, infatti la vera sadana di Kalachakra è lunga più di cento pagine. Qui abbiamo solo poche pagine e quindi questa è una pratica estremamente sintetizzata. Inoltre contiene tutte le pratiche essenziali del sentiero interiore Mahayaha, come la pratica di Rifugio, come l’addestramento mentale nella Bodhicitta della aspirazione e Bodhicitta dell’impegno. Successivamente contiene il passaggio della visualizzazione del Guru Kalachakra e quindi, visualizzando il Guru Kalachakra, del fare la richiesta al Guru Kalachakra di concedere la forza e l’energia ispiratrice e successivamente la recitazione del mantra. E quindi contiene tutte le pratiche essenziali, e per questo è importante praticare le Sei Sessioni del Guru Yoga di Kalachakra.

Quale è lo scopo, e con quale motivazione si riceve l’iniziazione di Kalachakra e ci si reca a prendere l’iniziazione di Kalachaka? Lo scopo e la motivazione di ricevere l’iniziazione di Kalachakra e quella di fare maturare il tempo, (perché “Ruota del tempo”, tempi immaturi, fa maturare il tempo) inoltre è quella di ricevere l’autorizzazione, dal Guru Kalachakra, di potere manifestare sé stesso nell’aspetto completamente puro, di potere meditare su se stesso nell’aspetto di luce incontaminata, di potere recitare il mantra (e quindi trasformare la parola nel mantra) e lo scopo ancora principale è quello di fare maturare il seme potenziale della illuminazione, il seme di Buddha, che ciascuno naturalmente possiede e che bisogna far crescere. Quindi l’iniziazione è ricevuta per far crescere, per fare cominciare la crescita del seme di Buddha. Affinché il seme potenziale di Buddha possa maturare. Ora, questo è lo scopo, però, una volta ricevuta l’iniziazione, questo non è sufficiente, il fuoco acceso all’inizio deve essere mantenuto in continuazione, bisogna fare in modo che non si spenga, e per fare questo, esiste il Guru Yoga in sei sessioni, in modo che il fuoco non si spenga mai e che continui a crescere (il fuoco, il seme potenziale dell’illuminazione). Nel Guru Yoga di Kalachakra sono contenuti, sotto forma estremamente sintetizzata, tutte le 11 iniziazioni principali di Kalachakra, che sono ricevute durante l’iniziazione effettiva. Durante la recitazione del Guru Yoga, vi sono i passaggi che riguardano le 11 iniziazioni in forma estremamente sintetizzata. Quindi, potremmo dire che questo è il secondo motivo principale per il quale è importante praticare il Guru Yoga di Kalachakra in sei sessioni, perché continua a fare crescere il seme potenziale della illuminazione, continua a purificare le impronte non virtuose, le ostruzioni alla illuminazione. Quindi vi sono due motivi principali, uno è che attraverso questo Guru Yoga, ci si mantiene allenati nelle 11 iniziazioni di Kalachakra in modo tale che il seme potenziale della Illuminazione possa continuare a crescere, e dall’altra parte, l’altro motivo è quello di purificare le impronte non virtuose.

Abbiamo anche un terzo motivo, per il quale è importante praticare il Guru Yoga di Kalachakra in sei sessioni; una volta ricevuta l’iniziazione, non è sufficiente pensare: “io ho ricevuto l’iniziazione, sono a posto”, non è sufficiente perché il motivo principale di ricevere l’iniziazione è, dopo l’iniziazione, tenersi costantemente in stato di allenamento. Cioè Sadana, bisogna fare auto-generazione, generare sé stesso, manifestare sé stesso nell’aspetto divino, bisogna allenarsi costantemente nella Sadana di auto-manifestazione. Ecco quindi che, dopo avere ricevuto l’iniziazione, è importante praticare, praticare la Sadana, allenarsi costantemente nel manifestare sé stesso nell’aspetto divino, e noi abbiamo Kalachakra Padre, Madre, più altre otto divinità, Shakti. Quindi dipende, se noi consideriamo padre e madre come uno, abbiamo in totale nove divinità, se li consideriamo come due, allora abbiamo in totale dieci divinità perché sono otto Shakti di divinità, più padre e madre, quindi dieci divinità. E quindi in questo Sadana, sotto forma estremamente breve, esiste la Sadana, cioè la generazione di queste dieci divinità e la recitazione del mantra delle divinità. Questo è il terzo motivo per il quale è importante praticare il Guru Yoga di Kalachakra.

Il quarto motivo è che, quando abbiamo ricevuto l’iniziazione di Kalachakra, abbiamo anche preso tanti impegni, impegni di fare al maestro, al guru delle offerte di mandala tre volte di giorno e tre volte di notte, di meditare su Bodhicitta tre volte di giorno e tre volte di notte, di praticare i quattro aspetti della generosità tre volte di giorno e tre volte di notte e via via tanti tipi di impegni. Impegni generali relativi alle cinque famiglie di Buddha e impegni specifici in relazione alle cinque famiglie di Buddha, sono diciannove gli impegni specifici relativi alle cinque famiglie di Buddha, poi ci sono tanti altri impegni, che si dovrebbero mantenere. Questo significa che si devono fare offerte di mandala tre volte di giorno e tre volte di notte per il proprio guru, come anche praticare i quattro aspetti della generosità tre volte di giorno e tre volte di notte e meditare su Bodhicitta tre volte di giorno e tre volte di notte, sono impegni che sono stati presi. Ecco allora che la recitazione del Guru Yoga di Kalachakra ci aiuta a ripassare questi impegni, e almeno bisogna ricordarli, anche se non si riesce a praticarli concretamente, però bisogna almeno ricordarli ed ecco che, la recitazione del Guru Yoga sostituisce gli impegni.

Così abbiamo visto l’importanza di ricevere l’iniziazione di Kalachakra e l’importanza di praticare il Guru Yoga di Kalachakra. Ho spiegato questi due punti come informazione su quali sono le procedure, quali sono i requisiti, quali sono le condizioni, ho solo voluto darvi delle informazioni, non intendo che dovete prendere adesso l’impegno di ricevere l’iniziazione o prendere l’impegno di recitare il Guru Yoga, non intendo in quel senso.

Ora, in che modo parlerò, oggi e domani, del Guru Yoga di Kalachakra? Parlerò in forma pratica, vi spiegherò, dal punto di vista pratico, come procedere nella meditazione in relazione alla recitazione del Guru Yoga di Kalachakra per coloro che hanno già ricevuto l’iniziazione e per coloro che intendono ricevere l’iniziazione in futuro. Quindi, potete considerarmi come uno studente avanzato dell’insegnamento di Kalachakra che vi da delle indicazioni dal punto di vista pratico riguardo la meditazione sulla pratica di Guru Yoga di Kalachakra. Ora, potete prendere nelle vostre mani le traduzioni, potete aprire il testo.

Certamente se io dovessi commentare parola per parola, due giorni non sarebbero sufficienti, e quindi vi indicherò i passaggi fondamentali della meditazione del Guru Yoga.

Primo punto è la meditazione sulla motivazione, prima ancora di cominciare la recitazione del Guru Yoga di Kalachakra, bisogna correggere la propria motivazione, quindi il primo punto riguarda la meditazione. Come dovrebbe essere la nostra motivazione? Io credo che la nostra motivazione dovrebbe essere quella di pensare: “io comincerò a praticare il Guru Yoga di Kalachakra non solo per il mio beneficio personale, ma principalmente per gli altri, e non solo per tutti gli esseri umani, ma per tutti gli esseri senzienti, in qualunque forma, affinché possano ottenere la felicità immediata, affinché vi sia il risultato temporaneo, immediato della pace nel mondo e affinchè in modo ultimo, definitivo, tutti possano ottenere l’illuminazione. A questo scopo io praticherò il Guru Yoga di Kalachakra.” Credo che la motivazione debba essere questa.

Il secondo punto è il Rifugio, il prendere Rifugio Mahayana, Rifugio Mahayana Tantrayana. Quindi visualizzare l’oggetto del Rifugio, per questo avrete tre possibilità, e queste tre possibilità dipendono dal vostro gusto, dalla vostra capacità e dalla vostra aspirazione. La prima possibilità è quella di visualizzare di fronte a sé il Mandala e le divinità complete di Kalachakra, questo significa Padre e Madre principali, otto Shakti, più le 360 divinità della Ruota del Tempo. Se questo diventa troppo complicato, se volete utilizzare una visualizzazione intermedia, una seconda possibilità e quella di visualizzare la divinità principale di Kalachakra circondata da altri Buddha e Bodhisattva. Siccome alcuni preferiscono visualizzare tanto e altri visualizzare poco, la terza possibilità è quella di visualizzare solo la divinità principale di Kalachakra, e in questo caso la divinità principale di Kalachakra sarà la rappresentazione di tutte le altre divinità. Questo è l’oggetto del Rifugio Mahayana Tantrayana.

A questo punto, prima di prendere Rifugio, bisogna ricordare le cause del Rifugio, e nel Rifugio Mahayana Tantrayana, la causa consiste nella consapevolezza delle sofferenze degli altri esseri senzienti e nel desiderare fortemente che gli altri possano essere liberi dalla sofferenza. Quindi, fare sorgere la grande compassione. E perché è importante questo secondo punto del Rifugio, che parte con la motivazione della grande compassione di Bodhicitta, perché questo è importante? Questo è importante perché, se non c’è Rifugio, non si entra nel sentiero inferiore del Buddhismo e se non c’è la motivazione di Bodhicitta e della grande compassione, non si entra nel sentiero Mahayana. Ecco perché, all’inizio c’è sempre il Rifugio con la motivazione di Bodhicitta, della motivazione altruistica della Illuminazione. Proprio perché, con il Rifugio si entra nel sentiero del Buddhismo e con la motivazione di Bodhicitta si entra nel sentiero Mahayana.

Così, noi abbiamo il verso:

Con una limpida fede prendo rifugio nel Buddha, nel maestro che mi ha conferito la suprema iniziazione, nella dottrina dell’indivisibilità di metodo e saggezza da loro insegnata e nei due aspetti della comunità che pratica quell’insegnamento. da ora sino alla illuminazione avrò l’intenzione altruistica di diventare Buddha, avrò questo pensiero immacolato, e rinuncerò alla concezione di reale esistenza io e mio.

Quindi abbiamo meditato sul Rifugio con la motivazione di Bodhicitta, il passaggio successivo è la meditazione sulla motivazione di Quattro Pensieri Incommensurabili. Successivamente, vi è la meditazione sulla generazione della Bodhicitta della aspirazione e la meditazione sulla Bodhicitta dell’impegno. Questi passaggi sono essenziali.

Ora, questo passaggio della meditazione sulla Bodhicitta dell’aspirazione e sulla Bodhicitta dell’impegno è estremamente importante perché nelle pratiche successive tutto si basa su questi due aspetti della motivazione. Perché se mancano questi due aspetti della motivazione, le pratiche successive non hanno nessun senso, come anche, mancando questi due aspetti della motivazione, non solo non si sta praticando nessuna pratica tantrica segreta, ma nemmeno si sta praticando il sentiero del Buddhismo, perché mancano completamente questi due aspetti della motivazione. Quindi non si è nemmeno entrati nel sentiero Mahayana. Ecco quindi che, affinché le pratiche successive del Guru Yoga Kalachakra possano essere effettivamente pratiche del Tantra segreto e Mahayana, è assolutamente necessario fare sorgere questi due aspetti della motivazione.

Ora, per quanto riguarda che cosa è la motivazione di Bodhicitta e le cause per fare sorgere la motivazione di Bodhicitta, e i benefici della motivazione di Bodhicitta, occorre fare riferimento al testo Lam Rim.

Ma se vi dico brevemente, secondo il mio punto di vista, che cosa è Bodhicitta, posso dire che la base ce l’abbiamo già, come questa base ce l’hanno anche tutte le forme di esseri senzienti. Ognuno possiede la base di Bodhicitta. Tutti gli esseri senzienti, come noi esseri umani, ma anche gli esseri animali più feroci, possiedono un loro amore, anche se limitato è sempre amore, amore verso i loro cuccioli, è limitato, è discriminante, è parziale, ma è sempre amore. Quell’amore nasce dalla motivazione “mio” perché pensa che quello è “il mio cucciolo”, come anche gli esseri umani, possiede un certo tipo di amore, affetto, buon cuore, anche se limitato, è sempre buon cuore. Il buon cuore ordinario è verso i parenti e i famigliari perché si pensa che è “mio”, è “mia”, è limitato, ma si può estendere illimitatamente questo buon cuore, non limitato dalla sola motivazione “mio”, “tuo”, ma per il motivo che l’altro è un essere senziente, l’altro è sofferente, quindi è possibile esprimere buon cuore e affetto illimitatamente verso tutti gli esseri senzienti. Quindi si può raggiungere una estensione illimitata del proprio buon cuore, come anche alcuni leoni, tigri, animali che fanno paura, feroci, che hanno il proprio buon cuore, verso il loro gruppo, verso i loro cuccioli, allo stesso modo anche noi esseri umani abbiamo il nostro buon cuore, e quindi è possibile estendere questo nostro buon cuore verso tutti gli esseri senzienti, volere il bene verso tutti gli esseri senzienti.

Quando si pensa “voglio del bene verso tutti gli esseri senzienti” e successivamente ci si chiede “io che cosa posso fare, di cosa hanno bisogno, che cosa manca loro?”, si scopre che a loro manca la felicità e si scopre che “io devo eliminare le sofferenze degli altri”, a questo punto si pensa che “io voglio eliminare le sofferenze di tutti gli esseri senzienti”, “voglio aiutare in modo che tutti possano realizzare la felicità”, così sorge amore, buon cuore, grande compassione e così sorge, successivamente il pensiero, “allo scopo di aiutare nel realizzare la felicità di tutti e nell’eliminare le sofferenze di tutti, voglio diventare illuminato”, ecco, così si completa la motivazione di Bodhicitta. Ecco che quindi il discorso della motivazione di Bodhicitta non è esclusivamente una motivazione religiosa strettamente Buddhista, esiste una relazione tra la spiegazione della motivazione di Bodhicitta con la nostra esperienza concreta, di base. La base è che noi abbiamo già il seme potenziale dell’amore.

La motivazione di Bodhicitta è importante anche per altri motivi oltre a quelli visti in precedenza, per esempio, Arhat solitari e uditori (Prateka e Sravaka) possono ottenere e ottengono realizzazioni del loro sentiero che comunque sono sempre realizzazioni parziali. Perché? Perché, appunto, manca in loro il perfezionamento della motivazione di Bodhicitta, per questo sono “solitari” e “uditori”, non sono Bodhisattva, perché manca la motivazione altruistica “Mente dell’Illuminazione”, Bodhicitta. Quindi loro riescono a purificare, ad eliminare, ad ottenere, ma non la completa onniscienza, non il completo abbandono dei difetti. Ad esempio, riescono a superare il primo impedimento costituito dai difetti mentali, ma non riescono a superare il secondo impedimento, quello alla completa onniscienza, proprio perché manca Bodhicitta. Come anche, successivamente, tutti gli esseri perfettamente illuminati, coloro che hanno perfezionato l’abbandono e ottenuto la completa onniscienza, coloro che sono illuminati nel passato, nel presente e nel futuro, tutti hanno addestrato la propria mente nella motivazione di Bodhicitta. Coloro che riescono ad addestrare la mente nella motivazione di Bodhicitta, naturalmente si rilassano. La persona si rilassa, la persona riesce ad avere più pazienza, riesce ad essere più calma, riesce ad avere la mente calma e la mente rilassata, come conseguenza, l’elemento aria nel corpo si rilassa, conseguentemente l’elemento aria nel corpo circola bene, conseguentemente l’elemento sangue circola bene, conseguentemente tutti gli organi interni godono di buona salute, conseguentemente la persona gode di buona salute. Ci sono anche tutti questi effetti nell’immediato, tutto dipende dalla mente, dalla tranquillità, dalla calma, dalla pazienza, dal rilassamento mentale, e la persona che ha la Bodhicitta autentica, è una persona molto rilassata, molto coraggiosa e molto paziente di fronte alle difficoltà, non viene facilmente turbata e di conseguenza l’aria circola bene, il sangue circola bene, di conseguenza gli organi interni ricevono un buon nutrimento grazie alla circolazione del sangue e di conseguenza la persona è sempre in buona salute.

Vi leggo velocemente i Quattro Pensieri Incommensurabili:

Avrò l’amore che aspira alla felicita’ di tutti gli esseri, la compassione che aspira alla loro liberazione dal dolore, la gioia nel loro vivere per sempre nella beatitudine, e la equanimità dell’uguaglianza.

Ora, stiamo parlando della motivazione di Bodhicitta, prima ancora di recitare il verso relativo alla Bodhicitta, occorre cercare di riflettere. Quando si comincia a recitare il Guru Yoga in Sei Sessioni di Kalachakra, in questo passaggio occorre cercare di riflettere brevemente prima ancora di recitare il verso. Quindi visualizzare la presenza del Guru Kalachakra con la presenza anche di tutti gli altri Buddha e Bodhisattva e dire “ecco, voi Guru Kalachakra, Buddha e Bodhisattva, così avete praticato la Bodhicitta, e grazie alla vostra pratica di Bodhicitta avete beneficiato innumerevoli esseri senzienti , grazie alla vostra pratica di Bodhicitta avete ottenuto tutte quelle realizzazioni e con queste realizzazioni voi avete aiutato innumerevoli esseri senzienti. Desidero anche io praticare Bodhicitta, desidero anch’io seguire la stessa strada che avete percorso.” Quindi esprimere un forte interessamento, un forte desiderio e successivamente recitare il primo verso:

D’ora in poi, fino all’ottenimento della buddhità manterrò, senza mai abbandonare, anche a costo della mia vita l’attitudine che aspira ad ottenere la completa illuminazione al fine di liberare tutti gli esseri dalle paure dell’esistenza ciclica e della pace solitaria.

Quindi, esprimere questo tipo di volontà, questo tipo di interessamento e successivamente fare la promessa, e il verso successivo:

Lama vittoriosi e figli spirituali ascoltatemi, proprio come i sughata hanno avuto l’intenzione altruistica di diventare Buddha, e gradualmente si impegnarono nelle pratiche di bodhisattva, cosi’ anche io, per il bene altrui, avrò la mente altruistica dell’illuminazione e mi eserciterò nei livelli della pratica dei bodhisattva (come ad esempio vi sono sei pratiche di bodhisattva, le sei paramita) cosi’ come voi avere praticato, praticherò anch’io.

Questo passaggio della meditazione su Bodhicitta, è il modo più forte per accumulare forza e virtù, non esiste un altro modo più potente per accumulare forze, virtù e meriti. Questo per due motivi, il primo motivo per il quale si accumula un’enorme forza di virtù e meriti è perché la motivazione è estesa non solo verso alcune persone, cinque persone, dieci persone, ma la nostra intenzione, la nostra benevolenza, la motivazione altruistica è estesa verso tutti gli esseri senzienti e gli esseri senzienti sono innumerevoli. E non abbiamo pensato: “voglio danneggiare tutti gli esseri senzienti”, abbiamo pensato: “voglio eliminare le sofferenze di tutti gli esseri senzienti, voglio aiutare a realizzare la felicità di tutti gli esseri senzienti”, quindi gli esseri senzienti sono innumerevoli, perciò la nostra intenzione di benevolenza lascia una forza di virtù e meriti pari a innumerevoli esseri senzienti, questo è il primo motivo per il quale la meditazione di Bodhicitta accumula grandi meriti. Il secondo motivo è che noi stiamo dicendo: “Voglio diventare illuminato per beneficiare gli altri” e un essere illuminato ha la qualità dell’abbandono, del superamento di due strati di impedimenti per l’illuminazione, costituiti dai difetti mentali e dagli impedimenti alla completa onniscienza, quindi due abbandoni. Più la realizzazione dell’ottenimento e cioè la completa onniscienza … tutte le altre qualità di corpo, parola e mente, ma la completa onniscienza è la qualità. Quindi abbandono è l’ottenimento dell’essere illuminato. Siccome le qualità degli esseri illuminati sono incommensurabili, e siccome noi abbiamo espresso il desiderio di realizzare queste qualità eccellenti per beneficiare gli altri, e questo è anche il risultato del perfezionamento della motivazione di Bodhicitta, cioè il perfezionamento di Bodhicitta produce questo effetto, della illuminazione, quindi è un risultato eccellente. Non solo, visto che noi abbiamo questa aspirazione verso l’ottenimento delle qualità incommensurabili degli esseri illuminati, accumuliamo forza, virtù meriti, pari alle qualità incommensurabili degli esseri illuminati. Ecco dunque il secondo motivo; si accumulano grandi meriti.

Il passaggio successivo è esprimere la gioia per avere maturato nel proprio continuum mentale questa Bodhicitta. Il verso recita:

Ora la mia vita ha dato frutto, ho ottenuto una eccellente vita umana, e oggi sono nato nella famiglia dei Buddha, sono diventato un figlio spirituale dei Buddha. ora, qualsiasi cosa accada, agirò in tal modo da non contaminare questa sacra famiglia di Buddha che e’ priva di difetti.

Osservate i cani e i gatti che sono fuori sulla strada, pieni di difetti mentali. Loro hanno un forte odio, loro hanno un forte attaccamento, loro hanno una forte ignoranza, che anche noi abbiamo. La differenza è che loro, a partire dalla nascita fino all’ultimo momento della morte, resteranno così, non avranno la possibilità di accorgersi e non avranno la possibilità di cambiare e non avranno la possibilità di migliorare, resteranno più o meno così. Noi esseri umani, essendo dotati di intelligenza e capacità straordinarie, abbiamo la possibilità di capire, se vogliamo, di renderci conto dei nostri difetti mentali e di riconoscere questi difetti mentali. Abbiamo la possibilità di fare sorgere il desiderio e l’interessamento di cambiare e di migliorare. Ecco quindi, siccome come esseri umani abbiamo avuto questa possibilità e siccome nel nostro caso abbiamo sviluppato la motivazione di Bodhicitta, dovremmo pensare: “sono estremamente fortunato ad avere avuto questa possibilità di fare maturare la motivazione di Bodhicitta, questa intenzione, questa motivazione così preziosa, di non volere danneggiare gli altri, ma di volere aiutare gli altri, e di volere abbandonare il danneggiare gli altri, questa è una motivazione eccellente, e sono estremamente fortunato per questo”. E così esprimere gioia.

Così, la mattina, si medita su Bodhicitta, si fa sorgere la gioia, e nell’arco della giornata è necessario, di tanto in tanto, vigilare su sé stessi. Se stiamo per danneggiare fisicamente altri esseri , dovremmo richiamarci immediatamente pensando: “questa mattina hai espresso quella motivazione di gentilezza e hai abbandonato il danneggiare gli altri, quindi devi rispettare quella motivazione che hai avuto questa mattina, di non danneggiare”. Se stiamo per andare a dire delle parolacce, delle parole offensive, delle parole dure, dovremmo richiamarci immediatamente pensando: “questa mattina hai pensato di non dire le parole offensive, perciò devi evitare”, quindi dire a sé stessi in questo modo. Se pensiamo qualche cattiveria, se sorge qualche motivazione di malevolenza verso gli altri dovremmo richiamarci immediatamente dicendo a noi stessi: “questa mattina hai espresso la motivazione di Bodhicitta, stai attento a ciò che stai pensando, a chi vorresti danneggiare”, quindi richiamare noi stessi in questo modo. In questo modo avviene un cambiamento, si abbandona la violenza, si assume la gentilezza verso gli altri, e gli altri percepiscono la nostra gentilezza, e in questo modo noi beneficiamo gli altri e gli altri, ricevendo il nostro beneficio, ricambiano e quindi ci apprezzano, ci valutano, ci rispettano e quindi la nostra vita diventa facile, si avranno sempre persone positive attorno , gli amici aumentano e la nostra vita diventa sempre più facile. Diventa più facile anche superare delle difficoltà, perché gli altri ci aiuteranno.

Fino ad adesso abbiamo visto il passaggio che riguarda la visualizzazione dell’oggetto del Rifugio, del campo di meriti, di fronte a loro abbiamo generato la motivazione di Bodhicitta, successivamente abbiamo espresso la gioia. Al termine potremo avere due possibilità, il testo del Guru Yoga di Kalachakra non indica questo, ma, secondo me, è favorevole fare assorbire gli oggetti di Rifugio, il campo di meriti, dentro di noi, sotto forma di ricevere benedizioni.

In questo momento qualcuno potrà mantenere sé stesso nell’apparenza ordinaria, o qualcuno potrebbe essersi manifestato fin dall’inizio sotto forma di divinità, in entrambi i casi si può meditare sul Rifugio, si può meditare sulla motivazione di Bodhicitta. Anche coloro che si sono manifestati sotto forma divina, hanno la possibilità di meditare sulla motivazione di Bodhicitta. Ad ogni modo, se qualcuno avesse mantenuto sé stesso nella apparenza ordinaria, a questo punto, siccome gli oggetti di Rifugio sono stati assorbiti dentro di sé e quindi il proprio continuum mentale è stato benedetto, purificato, grazie alla benedizione si concentra sul significato della vacuità, rimane concentrato sul significato della vacuità e cerca di rimanere concentrato sulla visione di vacuità e mentre si trova nello stato della vacuità, nello stato della vacuità potrebbe visualizzare nuovamente il campo di meriti.

Cosa significa meditare sulla vacuità? È un concetto espresso dall’insegnamento buddhista, vacuità che copre tutti i fenomeni. La scienza moderna, la fisica, analizza una parte dei fenomeni, e cioè qualcosa di fisico, la materia, e come conclusione della sua ricerca, arriva al vuoto. La scienza fisica, analizzando il corpo, il nostro corpo, il corpo umano, il corpo materia, arriva alla conclusione e a sostenere che il corpo, per il 90% è vuoto. Può sembrare molto rigido, pieno, compatto, pieno di materia, solido, ma loro hanno scoperto che per il 90% è vuoto. Se noi, nell’insegnamento Buddhista avessimo detto fin dall’inizio che il corpo al 90% è vuoto, nessuno ci avrebbe creduto. Ma siccome c’è stata una ricerca fisica, concreta, nessuno può negare quello, che è una ricerca parziale, solo sulla materia, su qualcosa di fisico, qualcosa di materiale, quindi non è una vacuità completa, è una vacuità parziale.

La vacuità dell’Insegnamento Buddhista, copre tutti i fenomeni, materiali e non, tutti, parla della loro natura ultima, della loro realtà ultima. E precisamente che cosa è? Precisamente si tratta di una analisi che consiste nell’andare a verificare se i fenomeni, materiali o non materiali, esistono effettivamente e veramente così come ci appaiono. In questa ricerca di meditazione analitica, si arriva alla conclusione che i fenomeni non esistono così come ci appaiono. Quindi sono vuoti di esistenza autonoma, inerente, perché nwl modo nel quale ci appaiono è come se fossero autonomamente, inerentemente esistenti, ma come tali non esistono. Quindi sono vuoti di una esistenza intrinseca, sia i fenomeni materiali che i fenomeni non materiali.

Posso esprimere il concetto di vacuità in forma riassunta. Come ci appaiono i fenomeni, sia quelli materiali che quelli non materiali? Ci appaiono come se esistessero autonomamente e dalla loro parte, oggettivamente. Quindi significa, indipendentemente. Così ci appaiono, così sono percepiti, e come tali non esistono. Non esistono inerentemente, non esistono autonomamente e non esistono dalla loro parte. Eppure funzionano, ma se non esistono come possono funzionare? Ecco allora, non esistono così come ci appaiono, però funzionano e se funzionano allora ci sono, allora esistono, allora, autonomamente non possono esistere e non sono esistenti autonomamente, ma visto che funzionano e quindi sono esistenti, allora come possono esistere? Visto che precedentemente abbiamo già stabilito che non possono esistere autonomamente, ma successivamente abbiamo stabilito che siccome funzionano sono esistenti, allora possono essere esistente solo dipendentemente, e non autonomamente. Possono esistere dipendentemente, dipendendo dalle cause, dalle condizioni, dalla interrelazione, dalla dipendenza dal nome e da tante altre cose. Ecco quindi, questo principio: “non esistere indipendentemente “ e “esistere dipendentemente” vale per qualsiasi fenomeno, materiale e non materiale. Qualsiasi fenomeno prodotto è dipendente, esiste dipendentemente, quindi questo vale per i fenomeni come il nostro corpo e quindi per i fenomeni materiali, ma anche per la persona, come sé, come “io”, che è attribuito sulla base degli aggregati. Entrambi non esistono autonomamente, esistono dipendentemente, quindi la loro natura ultima è non esistere così come ci appaiono, perché nel modo in cui ci appaiono, ci appaiono come se esistessero indipendentemente, ma come tali non esistono, quindi “vuoto di esistenza intrinseca”, ma esistente interdipendentemente.

Così, quindi rimaniamo concentrati e fissati sulla consapevolezza del vuoto di esistenza intrinseca e senza mai lasciare questa consapevolezza del vuoto di esistenza intrinseca. E’ proprio da questo stato di consapevolezza del vuoto di esistenza intrinseca che tutto funziona, tutto nasce; tutti i fenomeni sono possibili sulla base di questa consapevolezza del vuoto di esistenza intrinseca. Quindi, rimanendo fissati e focalizzati e concentrati su questo vuoto di esistenza intrinseca, visualizziamo il campo dei meriti. Il verso comincia così:

NEL GRANDE SIGILLO DELLA CHIARA LUCE

Questi sono differenti termini tecnici del linguaggio tantrico, “Grande Sigillo”, significa “consapevolezza della vacuità”, come anche un’altra espressione tecnica tantrica è “Unione di Grande Beatitudine e Vacuità”, tutta il movimento nel tantra è possibile sulla base dell’esperienza dell’unione di beatitudine e vacuità, come anche tutto il movimento è possibile sulla base del Grande Sigillo, della consapevolezza della vacuità. A partire dalla vacuità, tutto è possibile, senza la vacuità niente è possibile, quindi dallo stato della consapevolezza della vacuità, creare il campo di meriti.

Nel grande sigillo della chiara luce priva di elaborazioni convenzionali sull’ampio sentiero degli immortali di fronte a me, nel mezzo di un oceano di nuvole di offerte di Samanthabadra come arcobaleni di cinque colori ricchi di ornamenti c’è un trono incastonato di gemme sorretto da otto leoni, su di esso c’è un piacevole fiore di loto con mille petali e un disco di luna, uno di sole, e dei pianeti Rahu e Kalagni. su di essi e’ seduta l’essenza del mio gentile lama, sintesi di tutte le forme di rifugio, indivisibili dal transmondano vittorioso grande Kalachakra.

Quindi l’essenza del proprio Guru assume la forma della divinità della Ruota del Tempo, di Kalachakra.

Così sempre il verso:

Il grande Kalachakra ha la lucentezza dello zaffiro, e raggiante di magnificenza ha un volto e due braccia che tengono un vajra e una campana, a simbolizzare il sentiero esclusivo di unione di metodo e saggezza. Egli è in unione con Visvamata che ha il colore dello zafferano … e ritratta danza su Mara e Rudra incanta con migliaia di tali fattezze, il suo corpo e’ adorno di svariati ornamenti favolosi e nel mezzo del fuoco di cinque luci immacolate

Ora, per semplificare la visualizzazione, abbiamo di fronte un trono largo, grande, sorretto da otto leoni, e sopra il trono fiori di loto tutti verdi, non colori variegati, ma fiori di loto verdi, sopra i fiori di loto la luna, sopra la luna il sole, sopra il sole la divinità Kalachakra, l’essenza del proprio Guru Radice.

Abbiamo visto il cuscino che è formato da trono, fiori di loto, luna e sole, praticamente quattro cuscini, ed è un cuscino particolare rispetto ai cuscini presenti per le altre divinità del tantra. Vi ricordate che nel sentiero del Sutra è necessario superare due impedimenti per la liberazione, uno è l’impedimento causato dai difetti mentali il secondo è l’impedimento per la completa onniscienza, e superando questi due impedimenti si raggiunge l’illuminazione. Questo secondo i Sutra. Secondo il Tantra, ugualmente bisogna superare due impedimenti per l’illuminazione, in questo caso però, i nomi degli impedimenti sono differenti. Nel Tantra l’attaccamento all’apparenza ordinaria rappresenta il primo impedimento, quello dei difetti mentali, e l’apparenza ordinaria stessa rappresenta il secondo impedimento, quello per la competa onniscienza. Questo è nel tantra. Nel tantra non si parla di difetti mentali ed impedimento alla completa onniscienza, si parla di attaccamento all’apparenza come primo impedimento, corrispondente all’impedimento dei difetti mentali e dell’apparenza ordinaria stessa come impedimento per la completa onniscienza, questo è nel Tantra. Perché ogni azione lascia una sua traccia, una sua impronta, impronta della emissione che è il secondo impedimento della illuminazione, quindi i quattro cuscini: trono, fiori di loto, luna, sole, rappresentano l’antidoto per il superamento di questi due impedimenti per la illuminazione che corrispondono all’emissione dei semi da quattro chakra.

Potremmo dire, quindi, che nel tantra di Kalachakra vi sono quattro ostruzioni per l’illuminazione rappresentate dalle quattro emissioni dei principi dalla loro dimora naturale nei quattro chakra, quando questi sono emessi, quando sono fatti fuoriuscire dalla loro dimora naturale nei quattro chakra, questo diventa ostruzione per l’illuminazione. Quattro impedimenti, quattro oscurazione dell’illuminazione, quindi i quattro cuscini sono la rappresentazione degli antidoti per la purificazione di queste quattro oscurazioni causate dalla emissione delle essenze dalle loro dimore naturali nei quattro chakra. Vi ricordate che nei Sutra i due impedimenti per l’illuminazione sono superati soprattutto addestrando due fattori: la motivazione di Bodhicitta e la visione di Vacuità. Nel Tantra, i due impedimenti sono superati addestrando la mente in tre fattori: la meditazione sui canali, la meditazione sulle arie, la meditazione sulle essenze, e soprattutto nel raggiungere una padronanza su questi tre elementi: canali, arie ed essenze; fare entrare aria all’interno dei canali, fare sciogliere i nodi, fare permanere l’aria, fare salire e discendere le essenze, questo è il metodo del Tantra in generale. Tutto questo è fatto sempre sulla base della costante consapevolezza della vacuità.

Osservando i cuscini e il corpo della divinità Kalachakra, questi simbolizzano le pratiche e gli antidoti per la purificazione.

E il motivo dell’unione tra la divinità padre e la sua consorte è un motivo simbolico, il padre Kalachakra rappresenta l’esperienza di beatitudine e vacuità e la madre, la consorte, rappresenta la vacuità stessa.

Inoltre, l’unione tra padre Kalachakra e la sua consorte ha un altro significato simbolico rappresentativo: la loro unione rappresenta infatti l’unione tra due verità, la verità ultima e la verità convenzionale. Il padre rappresenta la verità ultima e la madre rappresenta la verità convenzionale. Padre verità ultima intesa come unione indivisibile della vacuità del soggetto e della vacuità dell’oggetto. La consorte rappresenta la verità convenzionale, verità convenzionale intesa come vuoto di ogni forma. La parola vuoto non è qui intesa come vacuità, ma proprio come vuoto di forma, assenza di forma, priva di forma. E quindi l’unione della vacuità di soggetto e di oggetto con … privo di forma. E per significare questo, ecco che il padre Kalachakra abbraccia la sua consorte.

L’unione di padre Kalachakra con la sua consorte deve essere interpretato secondo questo significato e non va per niente interpretato come due persone che si abbracciano. Quindi, visualizzare la divinità di Kalachakra padre con la sua consorte nello stato di unione non va inteso come un rapporto ordinario nel quale due persone ordinarie si abbracciano, non va inteso assolutamente in quel modo, perché quello non è il sentiero per l’illuminazione. La loro rappresentazione significa che noi dovremmo praticare quelle due verità, la verità ultima e la verità convenzionale, oppure l’unione tra beatitudine e vacuità, quelli sono i sentieri per l’illuminazione e quello è il metodo per l’illuminazione.

Infatti, lo stesso nome di Kalachakra indica il sentiero completo della divinità stessa. KAL tempo, CHAKRA ruota. Tempo indica non il concetto ordinario del tempo, indica molto di più, tempo indica l’esperienza costante della divinità stessa; l’esperienza costante della divinità stessa è l’unione di grande beatitudine e vacuità di passato presente e futuro, in tutti e tre i tempi, e quindi la parola tempo indica l’esperienza costante di grande beatitudine e vacuità del padre. Chakra, la ruota, il termine ruota non indica un fenomeno “ruota” ordinaria, ma indica che , come la ruota ha tanti raggi e la ruota gira, nello stesso modo dallo stato di consapevolezza costante di beatitudine e vacuità sono possibili tutte le manifestazioni. Tutte le manifestazioni di tante altre divinità risultano dalla costante consapevolezza di beatitudine e vacuità che sono tutte priva di forma. Tutte le divinità sono prive di forma, di forma ordinaria. Quindi ciò che noi dovremmo realizzare sono queste due cose: la costante consapevolezza dell’unione di beatitudine e vacuità e sulla base di questo, la possibilità di manifestare tante altre forme, che non sono forme ordinarie, ma una forma di divinità. Che dallo stato costante di consapevolezza di beatitudine e vacuità possono manifestarsi tante altre divinità che sono prive di forma, perché la parola forma indica i fenomeni ordinari e loro hanno superato ogni forma. Quindi Kalachakra indica il sentiero completo della divinità stessa.

Per riassumere, abbiamo visto il padre divinità principale che emana raggi dal suo cuore, sono invocati gli esseri della saggezza simili a loro stessi che sono assorbiti dentro di loro e i tre luoghi, capo, gola e cuore sia del padre che della madre sono marcate con tre sillabe e in questo modo il proprio guru, nella forma di Kalachakra è la rappresentazione di tutti gli oggetti di Rifugio.

Così abbiamo completato la visualizzazione del campo dei meriti, con il proprio Guru nella forma di Kalachakra, il passaggio successivo è l’accumulazione dei meriti, e questo avviene attraverso la pratica in sette rami. Non interpretiamo parola per parola, ma vediamo l’aspetto pratico. Qui ci stiamo prostrando, possiamo prostrarci mentalmente, verbalmente e fisicamente. Mentalmente possiamo esprimere la nostra devozione, verbalmente possiamo recitare i versi della lode e fisicamente possiamo giungere i palmi delle mani sotto forma di prostrazione. Durante questa prostrazione, durante la recitazione dei versi, possiamo moltiplicare noi stessi, quindi un multiplo di noi stessi esprime devozione quindi tante prostrazioni mentali, potremmo moltiplicare noi stessi e un multiplo di noi stessi potrebbe recitare i versi della lode facendo tante prostrazioni verbali e allo stesso modo, un multiplo di noi stessi si prostra manualmente e quindi questo diventa un multiplo di prostrazione fisica. Ed ecco quindi che molto dipende dalla capacità della concentrazione della visualizzazione.

Il passaggio successivo, sempre parlando della pratica in sette rami, il passaggio successivo dopo questa lode che non fa parte della pratica in sette rami, il secondo ramo è l’offerta. Prima ancora di recitare il verso dell’offerta, farebbe molto bene meditare un po’. Il motivo per cui meditare prima, è che i versi sono brevi e le cose su cui riflettere sono tante perciò, se si comincia a pensare mentre si recita, si recita velocemente e non si ha tempo per pensare, quindi è meglio pensare qualcosa prima e poi si recita.

Ad esempio il verso dice:

Offro l’offerta interiore, esteriore, segreta e talità per compiacere il gentile lama, la sorgente suprema di energia positiva, con mente distaccata, senza scoraggiamento, libera dal …

Recitando velocemente le parole, le frasi, non si ha tempo per pensare quale sia l’offerta esteriore, l’offerta interiore, quale la segreta, quale la talità. Ecco quindi che è bene pensare qualcosa prima della recitazione della offerta.

Parliamo prima dell’offerta esteriore. In generale, l’offerta esteriore è costituita da tutte quelle offerte di fiori, incensi, acqua, lampada, luce, che è offerta personalmente o è offerta emanando delle dakini delle offerte, che compiono le offerte. Questo è l’offerta generale.

Abbiamo visto l’offerta esteriore comune generale che è quella di offrire fiori, luce e via dicendo, personalmente o tramite l’emanazione delle dakini delle offerte che compiono le offerte. Successivamente abbiamo l’offerta esteriore non comune del tantra Kalachakra, emanare dal fronte di sé stessi l’elemento aria, emanare dalla destra del proprio corpo l’elemento fuoco, emanare dalla parte sinistra del proprio corpo l’elemento acqua, emanare dalle spalle l’elemento terra, emanare dalla sommità in alto l’elemento spazio, emanare dal basso del proprio corpo l’elemento della saggezza trascendentale. Quindi, potremmo dire di emanare due dakini delle offerte, due dal fronte, due da destra, due da sinistra, due da sopra, due da sotto, e queste due dakini, le dakini in ogni direzione, portano l’aspetto puro dei quattro elementi, più l’elemento puro aria e l’elemento puro della saggezza trascendentale e compiono le offerte di questi elementi agli esseri illuminati. Questa è la pratica esteriore non comune del Guru Yoga di Kalachakra. Così abbiamo quindi sei elementi e dodici dakini, le dodici dakini compiono le offerte di sei elementi puri, il significato simbolico di questo è che noi in realtà abbiamo cinque elementi e cinque famiglie di Buddha, l’aspetto puro dei cinque elementi ha il proprio corrispondente nelle cinque famiglie di Buddha, ma qui abbiamo sei elementi, e il sesto elemento è Vajrasattva, quindi lo scopo di offrire questi sei elementi è quello di potere purificare questi sei elementi al fine di potere realizzare queste sei famiglie di Buddha, compreso il sesto, Vajrasattva. In particolare, il secondo scopo è quello di superare l’apparenza ordinaria degli elementi, che costituisce impedimento all’illuminazione dal punto di vista del Tantra, e a maggior ragione dal punto di vista del Tantra di Kalachakra. Quindi, offrire l’aspetto puro dei sei elementi lascia un seme potenziale per potere superare l’apparenza ordinaria di questi stessi elementi. Questa prima offerta, offerta esteriore, lascia il seme potenziale per potere completare il sentiero dello stato della generazione del tantra. Dopo di che inizia le seconda offerta, l’offerta interiore, è spruzzato il nettare dell’offerta interiore, e quindi tutti gli esseri illuminati sperimentano la grande beatitudine e vacuità. A causa dell’offerta interiore e a causa della loro esperienza della grande beatitudine e vacuità, la nostra mente è consacrata, la nostra mente è benedetta, ed è lasciato il seme potenziale per potere realizzare la padronanza su tre elementi: canali, arie e semi, in modo che, attraverso l’uso di questi tre elementi, possiamo completare il sentiero dello stato di completamento del tantra.

Abbiamo visto che la prima offerta esteriore non comune lascia anche il seme potenziale per potere completare il sentiero dello stato di generazione del Tantra, poi abbiamo visto l’offerta interiore, che, oltre a lasciare il seme potenziale per potere completare l’esperienza del sentiero dello stato di completamento del Tantra lascia anche il seme potenziale per realizzare il corpo illuminato di Kalachakra. Così arriviamo alla terza offerta, l’offerta segreta. L’offerta segreta cos’è? Per capire l’offerta segreta, facciamo questo esempio: conoscete quell’animale che nasce nel tronco di un albero, dentro la legna? Questo animale nasce nella legna o nel tronco, mangia il tronco stesso e consuma il tronco stesso. Nato là, consuma il tronco, allo stesso modo, tutti gli impedimenti nascono dai difetti mentali, tutti gli impedimenti per l’illuminazione nascono dai difetti mentali, bisogna utilizzare i difetti mentali per fare sparire quegli impedimenti causati dai difetti mentali stessi. Come per fare scomparire il tronco utilizzi l’animale che è nato là dentro, che consuma il tronco stesso, ugualmente tutti gli impedimenti per l’illuminazione che sono causati dai difetti mentali, si possono eliminare utilizzando i difetti mentali.

Questa è l’offerta segreta, questa offerta segreta lascia il seme potenziale per realizzare la mente di Buddha.

Così, la quarta offerta è l’offerta della parola, letteralmente offerta del potere della parola. Precisamente indica questo: nel momento presente, il nostro livello di addestramento è che stiamo addestrando l’immaginazione, ci sforziamo, ci impegniamo a concentrarci sulla visione di vacuità, ci sforziamo di rimanere con la consapevolezza della visione di vacuità e dalla costante consapevolezza della visione di vacuità, ci manifestiamo nella forma divina. Quindi noi abbiamo Dharmakaya e Rupakaya, questi due corpi, il corpo della conoscenza e quindi la saggezza trascendentale della visione di vacuità e il corpo manifestato dalla saggezza, questa è solo immaginazione, realmente non ci sono, ma noi dovremmo sperimentarli, anche se inizialmente solo a livello di immaginazione. In qualche tempo futuro questi saranno concretamente realizzati e anche nel tempo presente, viviamo nella immaginazione l’unione tra questi due corpi, il corpo della saggezza trascendentale della visione di vacuità e il corpo della forma, la loro unione è sempre sperimentata a livello di immaginazione, ma in futuro sarà concreto, in futuro realizzeremo concretamente l’unione di questi due corpi. Quindi, avere la comprensione, ricordare questo significato, ricordare di avere la possibilità in futuro di avere questi due corpi, diventa l’offerta del potere della parola, la quarta offerta.

In questo modo abbiamo visto la meditazione pratica in relazione all’offerta interiore. Vediamo adesso la meditazione pratica in relazione all’offerta segreta. La mente estremamente sottile che si è manifestata a causa di questa straordinaria esperienza di beatitudine e vacuità, una simile possibilità di fare manifestare la mente estremamente sottile non esiste nelle altre forme di insegnamento, non esiste nel Sutra, non esiste in altri metodi tranne che nel Tantra. Nel Tantra esiste questo metodo di fare manifestare la mente estremamente sottile facendo sperimentare l’unione di beatitudine e vacuità, e cioè facendo sperimentare alla mente la beatitudine e la mente diventa sempre più sottile finché il seme raggiunge i diversi chakra, dal cuore fino al chackra dell’organo segreto, la mente si manifesterà nel suo aspetto estremamente sottile, e questa mente estremamente sottile realizzerà la vacuità. E quindi vivere questi passaggi, queste esperienze a livello di immaginazione (perché realmente non avviene, bisogna allenarsi, bisogna vivere questo con l’immaginazione) ma mantenere la convinzione che la mente estremamente sottile ha realizzato la vacuità. Questa è l’offerta segreta.

E così arriviamo alla quarta offerta, all’offerta del potere della parola, vediamo una meditazione molto pratica, quindi manteniamo la convinzione di avere la costante consapevolezza della vacuità, e quindi la saggezza trascendentale della vacuità, e contemporaneamente questa propria saggezza trascendentale della costante consapevolezza della vacuità assume anche una forma, la forma di Kalachakra. Ecco quindi che esistono contemporaneamente questi due corpi, la costante consapevolezza della vacuità, la saggezza trascendentale che sono anche, nello stesso tempo una forma, una forma divina. Questi due esistono simultaneamente adesso a livello di immaginazione, immaginiamo di essere, immaginiamo di avere, realmente non ci sono, però sappiamo che realizzeremo veramente entrambi e che in un giorno futuro, avremo veramente l’unione di questi due corpi. Ecco, questo modo di pensare diventa la quarta offerta, l’offerta del potere della parola.

Dopo avere meditato velocemente su questi quattro aspetti delle offerte, possiamo recitare poi i versi dell’offerta.

Per compiacere il gentile lama, la sorgente suprema di energia positiva, offro con una mente distaccata, senza scoraggiamento e libera da concettualizzazione su tre ruoli di esistenza del donatore, dell’azione e della cosa donata (qui si parla della consapevolezza della natura della vacuità di tre cicli che è ricordare la natura di vacuità di noi stessi, delle sostanze offerte e degli oggetti dell’offerta che sono il campo dei meriti o il Guru Kalachakra, i quali sono anch’essi nella natura della vacuità, e quindi ricordare questo) nuvole vastissime di offerte interne, esterne e segrete, reali o create dall’abilita’ della concentrazione (potremmo quindi avere sistemato realmente delle offerte materialmente esistenti, ma potremmo anche creare delle sostanze, delle offerte, tramite la forza della nostra concentrazione) offro le dodici attraenti (che abbiamo emanato precedentemente dal nostro corpo) due da ogni lato del nostro corpo, dal corpo divino che da’ la beatitudine (perché queste Dakini hanno questo potere, hanno il potere, la qualità, che non appena entriamo in contatto con esse, producono, danno beatitudine) le cui mani di loto sono aggraziate con sostanze appropriate di offerte. Porgo offerte ordinarie e straordinarie, il mio corpo, le mie ricchezze e le mie virtù (abbiamo visto che oltre a queste quattro offerte, tutti i beni materiali, il proprio corpo, forza, virtù, meriti, radici di virtù, tutto può essere offerto).

Cosi precedentemente meditiamo sui quattro passaggi della meditazione e successivamente possiamo anche recitare i versi.

 

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