Jadho Rinpoche: Commentario al Guru Yoga di Kalachakra – 2

Particolare del cuore del mandala di Kalachakra

Particolare del cuore del mandala di Kalachakra

Jadho Rinpoche – Commentario al Guru Yoga in Sei Sessioni di Kalachakra (Seconda parte)

Ora ripassiamo velocemente gli argomenti di cui abbiamo parlato ieri. Potete quindi prendere il testo. La prima cosa importante è correggere la propria motivazione, successivamente prendere Rifugio tre volte e poi meditare sulla generazione della motivazione di Bodhicitta. Si effettua quindi la meditazione sui Quattro Pensieri Incommensurabili. Prima di proseguire con il verso relativo alla meditazione sulla generazione della Bodhicitta dell’aspirazione e successivamente Bodhicitta dell’impegno, prima ancora di meditare sul verso, farebbe bene riflettere per qualche istante sull’importanza di coltivare la motivazione di Bodhicitta e sui benefici della motivazione di Bodhicitta, e avendo riflettuto sui benefici e sull’importanza, allora recitare una volta il verso relativo alla Bodhicitta dell’aspirazione e successivamente recitare il verso che riguarda il prendere i voti dei Bodhisattva che è recitato per tre volte. Ieri abbiamo tradotto questi termini come Bodhicitta dell’aspirazione e Bodhicitta dell’impegno, oggi abbiamo tradotto diversamente: il primo verso come Bodhicitta dell’aspirazione e il successivo come prendere i voti del Bodhisattva, che corrisponde al Bodhicitta dell’impegno. Successivamente abbiamo il verso che riguarda l’esprimere la gioia per avere coltivato e meditato su questi due aspetti della motivazione di Bodhicitta e successivamente la promessa, la promessa di continuare a mantenere la motivazione di Bodhicitta e di continuare a coltivare la motivazione di Bodhicitta. Quando gli oggetti di Rifugio sono assorbiti dentro di sé, si potrebbe avere ancora mantenuto la propria apparenza ordinaria oppure ci si potrebbe già essere manifestati precedentemente nell’aspetto divino, in entrambi i casi non c’è contraddizione nell’assorbire dentro di sé gli oggetti di Rifugio.

Così, avendo davanti il campo dei meriti, cominciamo ad accumulare forza, virtù e meriti attraverso la pratica in sette rami di cui il primo ramo è la prostrazione. Come abbiamo visto, prostrazioni attraverso il corpo fisico, prostrazioni verbali e prostrazioni mentali. Successivamente, la seconda pratica è il ramo dell’offerta, abbiamo visto l’offerta interiore, l’offerta esteriore, l’offerta segreta e l’offerta del potere della parola, ieri ho dimenticato di dire che l’offerta del potere della parola lascia il seme potenziale nel nostro continuum mentale di potere realizzare lo stato di unione dell’illuminazione.

L’offerta del mandala è il terzo ramo, secondo il tantra di Kalachakra nel mandala vi sono nove oggetti principali di cui il primo è il monte Meru, centrale, con quattro continenti, quindi sono cinque oggetti, più sole e luna, e gli ultimi due sono Rahu e Kalanà.

Un disco di luna, uno di sole e dei pianeti Rahu e Kalani.

E quindi vi sono questi oggetti principali nel mandala di Kalachakra. Il proprio corpo, parola e mente, beni materiali e radici di virtù sono trasformati nella natura di questi nove oggetti che sono il monte Meru, il principale, al centro, quattro continenti, sole e luna, Rahu e Kalanà, che sono due pianeti.

Come mai il Guru Kalachakra ha quattro cuscini sopra il trono? Abbiamo sole, luna, e altri due pianeti, Rahu e Kalanà, perché questi quattro? Questo ha un significato, per spiegarlo occorre tornare un attimo indietro: l’impedimento per l’illuminazione causato dai difetti mentali è rappresentato principalmente dall’aggrapparsi al sé della persona, e l’impronta dell’aggrapparsi al sé della persona costituisce il secondo impedimento all’illuminazione, chiamato ostruzione alla completa onniscienza. Quindi abbiamo questi due impedimenti per la illuminazione di cui il primo è l’aggrapparsi al sé della persona e il secondo è l’impronta dell’aggrapparsi al sé della persona, ma l’impronta dove sta? L’impronta sta nel continuum mentale estremamente sottile, ed il continuum mentale estremamente sottile dove è? Praticamente è indivisibile da una aria estremamente sottile, ma dove si trova questa aria estremamente sottile? Si trova in quattro chakra, nel chakra del capo, nel chakra della gola, nel chakra del cuore e nel chakra dell’ombelico, in questi quattro chakra risiede l’aria estremamente sottile, e l’aria estremamente sottile è la base dove l’impronta dell’attaccasi al sé può rimanere, come macchia. Altrimenti non può state.

Dunque, quando è purificata l’aria estremamente sottile nella quale risiede l’impronta dell’aggrapparsi al sé e quindi l’impedimento all’onniscenza, quando è purificata, è purificata l’aria sottile contaminata dall’impronta dell’aggrapparsi al sé , quella che è presente sul chakra del capo, sul chakra della gola, sul chakra del cuore, sul chakra dell’ombelico, e come conseguenza della purificazione, si ottengono quattro corpi Vajra, quindi il corpo Vajra, la parola Vajra, la mente Vajra e la saggezza trascendentale Vajra, i quattro corpi di Vajra della illuminazione.

In questi quattro chakra dove risiede l’aria estremamente sottile indivisibile dalla mente estremamente sottile, risiedono anche potenziali gocce, quattro gocce, gocce estremamente sottili al chakra del capo, al chakra della gola, al chakra del cuore e al chakra dell’ombelico. La goccia che risiede nel chakra del capo si chiama goccia della veglia, e quindi quando è purificata la goccia del chakra del capo, la goccia della veglia, questo diviene il corpo di emanazione, il primo corpo dell’essere illuminato. Poi abbiamo la goccia del chakra della gola, chiamata la goccia del sogno, e purificando la goccia del sogno del chakra della gola, si ottiene il corpo di godimento, il corpo Sambogakaya, il secondo corpo. La goccia del chakra del cuore è chiamata la goccia del sonno profondo, e purificandola si ottiene il terzo corpo dell’illuminazione, il corpo della saggezza trascendentale, il corpo della conoscenza. La quarta goccia presente sul chakra dell’ombelico è chiamata la goccia dell’unione e purificando questa goccia si ottiene il quarto corpo della illuminazione, il corpo Svabigakaya, il corpo della talità. Così si può anche dire che, purificando i quattro semi principali, le quattro gocce che risiedono nei quattro chakra, si ottengono i quattro corpi della illuminazione. Il motivo per il quale nel mandala sono offerti sole, luna, Rahu e Kalagnà è per potere lasciare il seme potenziale nel nostro continuum mentale, di potere purificare le quattro arie sottili e le quattro gocce sottili e di conseguenza di potere ottenere i quattro corpi della illuminazione.

Vi leggo subito il verso relativo all’offerta del mandala:

Al lama, alla deità personale e ai tre gioielli offro in visualizzazione il corpo, la parola, le ricchezze mie e quelle degli altri, le nostre collezioni di virtù di passato, presente e futuro e il prezioso, meraviglioso mandala con la marea di offerte di Samanthabadra, accettatele per vostra compassione e conferitemi energia trasformatrice.

Così è l’offerta del mandala.

La quarta pratica, il quarto ramo, è il ramo della purificazione, noi quindi andremo a purificare tutte le infrazioni dei voti, di tre tipi di voti, i voti di Pratimoksha o delle liberazione personale, i voti di Bodhisattva e i voti Tantrici. La purificazione avviene avendo soprattutto due aspetti mentali, di cui il primo è il rimorso o pentimento delle eventuali infrazioni commesse precedentemente, questo è fondamentale, e successivamente l’aspetto mentale di rinnovare la volontà e la determinazione di astenersi dall’infrangerli nuovamente in futuro. Questi sono due aspetti mentali fondamentali durante la purificazione.

Se si vuole davvero cancellare il karma negativo con la purificazione, allora nella purificazione si deve avere questo primo aspetto mentale di pentimento, di rimorso, se ci si purifica con sincero pentimento e rimorso, allora avviene la vera purificazione, fra le quattro forze antidoti opponenti, la prima e più importante è proprio quell’aspetto mentale di pentimento e di rimorso. Rincrescimento, dispiacere di avere infranto i voti. Successivamente, la volontà di non ripetere questa infrazione in futuro, questa è la seconda, e poi abbiamo la forza della base, e quindi la forza dell’antidoto diretto. Quindi applicare tutte le forze, antidoti opponenti, ma soprattutto, assolutamente, cercare di avere la prima forza, la forza del pentimento.

Successivamente, al termine della purificazione, abbiamo il ramo di gioire, gioire verso tutte le cose virtuose, personali e quelle degli altri. Successivamente il ramo di fare la richiesta di girare la ruota del Dharma, del dare insegnamenti. Successivamente la richiesta di restare, di rimanere fra noi e di non abbandonarci. Successivamente, come ultimo, il ramo della dedica.

Con grande rincrescimento e l’intenzione di controllarmi nel futuro, rivelo ognuna delle mie azioni sbagliate compiute ai danni di qualsiasi cosa, tutto il male e le trasgressioni compiute da me e da altri su mio suggerimento nel passato nel presente e nel futuro, spinto dal cavallo della mia mente selvaggia da tempo senza inizio, impazzito dall’ebbrezza della non consapevolezza dovuta a tre veleni, in particolare rivelo le azioni che hanno disturbato la mente del maestro vajra, le trasgressioni delle sue parole e cosi’ via, contraddicendo i precetti delle cinque famiglie in generale e del mio lignaggio in particolare, e non mantenendo nel modo giusto i 25 modi di comportamento e cosi’ via.

Questa è la purificazione.

Dopo la pratica dei 7 rami, vi è il passaggio che riguarda il sentiero completo per la illuminazione partendo dalla devozione al Guru, fino alla meditazione della visione Vipassana, che racchiude l’intero sentiero necessario per ottenere l’illuminazione. Come si spiega questo? Per capire questo, bisogna capire che l’insegnamento del Buddha Sakyamuni assume due aspetti fondamentali, l’insegnamento dell’aspetto scritturale e l’insegnamento dell’aspetto della realizzazione. L’insegnamento dell’aspetto scritturale è rappresentato dall’insegnamento dei testi, dei commentari e tanti altri. L’insegnamento dell’aspetto della realizzazione è rappresentato da tre esperienze: l’esperienza della condotta di disciplina morale, l’esperienza della concentrazione e l’esperienza della visione di vacuità. Quindi, quale è la base, la radice della pratica di condotta di gentilezza e disciplina morale? E’ Bodhicitta, Bodhicitta è la radice, la base della pratica della condotta di gentilezza, e quale è la base, la radice nell’addestramento mentale nella visione di Vipassana? E’ la concentrazione, la mente della concentrazione è la radice per poter fare esperienza della visione Vipassana. E quale è la radice, la base per poter fare esperienza della visione di vacuità? La radice è quella di non attaccarsi al sé. Ecco quindi che bisogna fare le esperienze dei tre addestramenti superiori, disciplina morale, concentrazione e saggezza, e la radice di questi tre sono Bodhicitta, la mente superiore e non attaccarsi al sé.

Che cos’è la condotta di gentilezza e disciplina morale? È semplicemente un aspetto mentale di astenersi, astenersi da che cosa? Astenersi dal compiere le azioni non virtuose, ma verso chi? Verso gli altri. E perché? Certamente non si può pensare: “io non uccido perché ho paura di finire nell’inferno, io non voglio rubare perché altrimenti diventa karma negativo e causa della sofferenza per me” allora sarebbe una motivazione egoistica, allora non sarebbe una condotta autentica di gentilezza e disciplina morale, perché? Perché c’è un interesse personale. La condotta di gentilezza e di disciplina morale come pratica pura non deve avere nessun interessamento personale, nessun tornaconto per sé, perché altrimenti è una motivazione egoistica. La motivazione deve essere: “io non voglio danneggiare semplicemente perché è un essere senziente e la mia azione negativa può danneggiare la sua vita, può danneggiare i suoi beni materiali, può danneggiare i suoi parenti, i suoi famigliari, e può danneggiare il suo corpo”, solo per questi motivi, per il solo motivo di non causare danni al altri, io evito di compiere queste azioni. Non perché ho paura di finire negli stati inferiori avendo accumulato karma negativo, in questo caso la motivazione sarebbe egoistica. Ora, come è detto nell’insegnamento, la condotta di gentilezza e disciplina morale indica precisamente un aspetto mentale di astenersi, di astenersi dal compiere delle azioni non virtuose per gli altri. Non compiere le azione non virtuose per gli altri, solo per rispetto verso gli altri e non per interesse personale. E questo non danneggiare gli altri deve avere come base la motivazione della grande compassione. E quindi, sulla base della motivazione della grande compassione, si evita di danneggiare gli altri e si assume una condotta di non violenza. E questa è la visione dell’insegnamento.

Dopo questi tre addestramenti superiori abbiamo dieci perfezioni, conosciamo sei perfezioni, sei paramita: generosità, moralità, pazienza, sforzo entusiastico, concentrazione, saggezza, e aggiungiamo le perfezioni o paramita del metodo, della preghiera, della forza, e della saggezza trascendentale. Queste dieci perfezioni, dieci paramita, sono raggruppate in tre gruppi chiamati accumulazione. Accumulazione della moralità, accumulazione dei meriti e accumulazione della saggezza trascendentale. Accumulazione dei meriti corrisponde alla prima paramita, la paramita della moralità, l’accumulazione dei meriti è rappresentata dalla generosità e dalla pazienza, e i rimanenti sono accumulazione della saggezza.

Così, queste dieci perfezioni, queste dieci paramita sono delle pratiche che servono a fare maturare sé stessi e poi, successivamente vi sono i quattro modi di raccogliere i discepoli per aiutare a fare maturare la mente dei discepoli. Così abbiamo la pratica completa dei Bodhisattva. Quindi questo indica il sentiero completo dello scopo superiore, e poi abbiamo la frase che dice:

Purifico le quattro azioni non virtuose del corpo, le quattro della parola e le tre della mente (qui stiamo purificando il karma negativo, e al contrario cerchiamo di assumere le azioni virtuose di corpo parola e mente e quindi stiamo praticando l’abbandono delle dieci azioni non virtuose e quindi stiamo praticando il sentiero dello scopo piccolo)

Inoltre, la frase riguarda la purificazione di cinque difetti. I cinque difetti sono: il difetto del pentimento, del sonno, del torpore mentale, della eccitazione e del dubbio. Il pentimento è l’ostacolo che impedisce la pratica della condotta di gentilezza morale, perché se ci si pente della propria condotta di gentilezza, questo ostruisce il continuum della pratica, e quindi il pentimento ostruisce la pratica di condotta di gentilezza, poi abbiamo il sonno e il torpore mentale che impediscono la propria concentrazione, poi abbiamo l’eccitazione e il dubbio che impediscono la visione della saggezza, la visione della vacuità, ecco quindi che la purificazione di questi cinque difetti, che aiuta a praticare correttamente i tre addestramenti superiori è presenta nei tre diversi livelli dello scopo. Superare questi difetti è necessario sia durante il sentiero dello scopo piccolo, come anche intermedio e anche nello scopo superiore. Successivamente la frase che riguarda la purificazione di quattro difetti, come l’ignoranza, l’attaccamento, l’odio e l’orgoglio. La purificazione di questi quattro difetti è importante perché l’ignoranza è la radice dell’intera esistenza ciclica del samsara, è l’origine della nostra esistenza samsarica. Attaccamento e odio ostruiscono ulteriori nuove realizzazioni e ostacolano nuove realizzazioni o conoscenze, mentre l’orgoglio, il quarto difetto mentale, fa degenerare le realizzazioni che già si possiedono.

E la purificazione di quattro difetti mentali è la pratica principale dello scopo intermedio del sentiero graduale, abbiamo così visto la pratica principale dello scopo piccolo, dello scopo intermedio e dello scopo superiore. Successivamente vi è la frase che riguarda la purificazione di quattro contaminazioni, la prima contaminazione indica tutti i difetti mentali relativi al reame dell’esistenza del desiderio, la seconda contaminazione indica tutti i difetti mentali relativi al reame dell’esistenza della forma, la terza contaminazione indica tutti i difetti mentali relativi al reame dell’esistenza senza forma, il quarto difetto mentale è costituito da ignoranza e visione distorta. Come si spiega questo? Tutti i difetti mentali del reame del desiderio sono chiamati difetti mentali del reame del desiderio, mentre invece tutti i difetti mentali del reame con forma e senza forma sono chiamati semplicemente difetti mentali dell’esistenza, si usa solo questa espressione. Inoltre abbiamo l’ignoranza e la visione distorta. Come mai quindi quei difetti mentali del reame del desiderio e quelli dell’esistenza e questa è divisa in due, reame con forma e senza forma, la ragione è che non tutti i difetti del reame del desiderio sono presenti nel reame con forma e non tutti quei difetti presenti nel reame con forma sono presenti nel reame senza forma, perciò va specificato. Ma l’ignoranza e la visione distorta sono presenti in tutti e tre i reami dell’esistenza, nel reame del desiderio, nel reame con forma e nel reame senza forma. Ecco quindi, purificare queste quattro contaminazioni.

Successivamente vi è la frase che riguarda l’esperienza della realizzazione della visione di Vipassana, quindi la visione della vacuità. La visione della vacuità è meditata soprattutto attraverso le quattro porte della liberazione. Riassunto di questo è che tutti i fenomeni, sia i fenomeni prodotti che i fenomeni non prodotti ma composti, tutti i fenomeni composti prodotti e non prodotti, entrambi non esistono inerentemente, come anche tutti i fenomeni, come per esempio le cause, non esistono inerentemente, come anche il risultato non esiste inerentemente come anche la maturazione del risultato dipendente da una causa, non è inerentemente esistente. Cioè, attraverso il percorso del sentiero, tramite la purificazione e tramite l’accumulazione, si ottiene il risultato, ma ogni cosa in questo processo non è inerentemente esistente: la causa non è inerentemente esistente, il risultato non è inerentemente esistente e anche la dipendenza del risultato dalla sua causa non è inerentemente esistente, quattro porte della liberazione. Tramite le quattro porte della liberazione si fa l’esperienza della visione di vacuità.

Ora, meditando su questi passaggi, ci si rende conto della fortuna di essere effettivamente un essere umano, e di avere la possibilità di capire questi significati, di potere riflettere, di avere la capacità di riflettere, di capire e di familiarizzare e di meditare. Quindi ci si rende conto della fortuna della propria esistenza, del proprio corpo umano estremamente prezioso. E si comprende anche, conseguentemente che però è caratterizzato dall’impermanenza, dalla morte, si sa che si arriva a capire che si deve morire e quindi ci si rende conto dell’importanza di praticare subito il sentiero, perché è una esistenza estremamente preziosa che però è caratterizzata dall’impermanenza e dalla morte, e per potere praticare bene bisogna quindi avere un Maestro qualificato, e quindi si sente la necessità, si sente l’importanza di avere un Maestro qualificato, un Guru qualificato e quindi si capisce quanto sia importante seguire correttamente il Guru e quindi l’importanza della devozione al Guru.

In questo modo abbiamo visto il sentiero completo per l’illuminazione partendo dalla devozione al Guru fino alla meditazione della visione Vipassana, della vacuità.

Successivamente, al termine della recitazione del verso relativo alla meditazione del sentiero completo, partendo dalla devozione fino alla visione di Vipassana, successivamente vi è la richiesta straordinaria rivolta al Guru, quindi facciamo la richiesta al Guru Kalachakra di concedere forza ed energia ispiratrice. Quindi, a causa della nostra richiesta vediamo che il Guru emette dal suo corpo le sue benedizione sotto forma di nettare e luci che si assorbono dentro di noi, come anche si assorbono dentro tutti gli esseri senzienti, purificano tutte le negatività di corpo, parola e mente. Il corpo, la parola e la mente mia e degli altri esseri senzienti sono consacrati, purificati e trasformati nella natura di tre corpi.

D’ora fino all’illuminazione genero la mente altruistica di diventare Buddha, l’intenzione pura e abbandono la concezione di reale esistenza io, mio, per completare le tre raccolte di meriti, disciplina, saggezza primordiale, otterrò la perfezione della generosità, disciplina, pazienza, entusiasmo, concentrazione, saggezza, metodo, potere, aspirazione, saggezza primordiale. Svilupperò amore che aspira alla felicita’ di tutte le creature, la compassione che desidera liberazione dal dolore per tutti gli esseri, la gioia nella beatitudine immutabile di tutti e l’equanimità della eguaglianza. raggruppando i discepoli con le quattro generosità di doni, faro’ si che i miei discorsi siano piacevoli, che il mio comportamento sia coerente e significativo e darò ai discepoli il giusto consiglio che realizza ogni meta. Abbandonerò le dieci azioni negative, le tre azioni fisiche, le quattro verbali, e le tre dei pensieri. andro’ al di la’ dei cinque difetti: il senso di colpa, la pigrizia, il sonno, l’eccitamento, i dubbi, che sono ostacolo a tre modi di apprendimento, abbandonerò quattro fattori che contaminano, la causa dell’esistenza ciclica, il desiderio, l’esistenza, l’ignoranza e le concezioni sbagliate, otterrò la completa illuminazione tramite quattro porte della liberazione finale, la vacuità mancanza del segno, mancanza della aspirazione e la non attività.

Poi, successivamente, abbiamo fatto la richiesta al Guru Kalachakra e abbiamo ricevuto luci, nettare e abbiamo purificato le nostre tre porte come anche quelle degli altri, il verso dice:

Ti prego o gentile lama, sintesi dei tre rifugi, tu che sei una grande sorgente di ispirazione che concedi tutte le virtù e le eccellenze quando a te ci si affida, trasforma la mia mente con la tua energia.

Siamo quindi giunti al passaggio che riguarda la recitazione del mantra, il mantra che osservate qui è il mantra breve del Dalai Lama, mentre nella tradizione del monastero di Namgyal, cioè il monastero del Dalai Lama, si recita con alcune parole in più rispetto a quelle presenti nel testo.

Per quanto riguarda la recitazione del mantra, vi sono tante possibilità a seconda della propria ispirazione, tempo e volontà. Ad esempio, chi ha poco tempo disponibile può recitare per sette volte, perché è un mantra abbastanza lungo, chi ha qualche tempo in più può recitare per venti volte, chi ha ancora altro tempo può recitare trenta volte e ancora di più illimitatamente. Però se anche qualcuno volesse fare qualche ritiro di Guru Yoga, sarebbe estremamente favorevole recitare per centromila volte questo mantra. Durante il ritiro di Guru Yoga e mentre si recita il mantra per centomila volte, è importante visualizzare la presenza del Guru davanti a sé, dal quale si ricevono le benedizioni sotto forma di luce e nettare, si purificano tutte le negatività, oltre a fare questa visualizzazione della purificazione è estremamente favorevole dedicare qualche momento alla riflessione sul sentiero graduale, sul Lam Rim. Durante la recitazione del mantra si possono anche applicare differenti tecniche di visualizzazione per avere dei benefici immediati e temporanei, ad esempio recitare il mantra per la guarigione nell’immediato di determinate malattie, quindi esiste una particolare visualizzazione per questo, esiste una visualizzazione specifica per fare incrementare l’intelligenza, quindi la saggezza, una specifica visualizzazione per incrementare la durata della vita e una visualizzazione specifica per eliminare le interferenze, gli impedimenti.

Al termine della recitazione del mantra, vi è la richiesta straordinaria al Guru Kalachakra di potere purificare le quattro famiglie di contaminazioni, i quattro tipi di oscurazioni dove per quattro tipi di oscurazioni si intendono le quattro gocce impure di cui abbiamo già discusso precedentemente. Le gocce presenti al chakra del capo, della gola, del cuore e dell’ombelico, purificando le impurità delle quattro gocce, sono realizzati i quattro corpi dell’illuminazione, dunque fare la richiesta al Guru Kalachakra di purificare le impurità delle quattro gocce per potere realizzare quattro corpi. La purificazione delle quattro gocce per ottenere i quattro corpi avviene attraverso il conferimento delle quattro iniziazioni, ecco quindi che nella richiesta dice:

Possa tu o lama kalachakra conferirmi interamente le iniziazioni, concedimi l’energia trasformatrice per rimuovere quattro tipi di contaminazione affinche’ io possa ottenere quattro corpi.

A questo punto, al termine della richiesta, ripetuta per tre volte visualizziamo davanti a noi il Guru Kalachakra e dal suo cuore emana il mandala. Per chi ha una buona concentrazione, sarebbe estremamente favorevole visualizzare che il Guru emana tre tipi di mandala di Kalachakra, il mandala del corpo di Kalachakra, il mandala della parola di Kalachakra e il mandala della mente di Kalachakra, che contengono tutte le divinità. Se questo non fosse possibile, è almeno necessario impegnarsi a visualizzare il Guru che emana almeno il Mandala della mente di Kalachakra, che è relativamente piccolo con delle divinità presenti in numero limitato. Non appena il Guru emana il mandala della mente di Kalachakra, il Guru si dissolve e ricompare nuovamente nel mandala sotto forma di divinità Kalachakra come divinità principale del mandala.

Certamente, il verso relativo al conferimento delle quattro iniziazioni è talmente breve che non vi è il tempo sufficiente per pensare, per visualizzare. Quindi è necessario prima visualizzare, prima pensare, prima meditare e quindi recitare il verso. Pensare che il Guru Kalachakra, presente nel mandala della mente di Kalachakra conferisce la prima iniziazione, l’iniziazione dell’acqua e della corona, e tramite l’iniziazione dell’acqua e della corona purifica l’impurità della prima goccia, la goccia della veglia presente al chakra del capo, tramite la purificazione della goccia impura della veglia del chakra del capo, purifica tutte le negatività del mio corpo e il mio corpo è purificato e si trasforma nel copro Vajra. Successivamente il Guru Kalachakra ci conferisce l’iniziazione del Vajra, della campana e dei pendagli e con questo purifica tutte le negatività della parola ed in particolare purifica le impurità della goccia del chakra della gola chiamata goccia del sogno e quindi, grazie alla purificazione della goccia impura del chakra della gola del sogno, la parola è trasformata nella parola Vajra.

Successivamente il Guru conferisce l’iniziazione del nome e della disciplina (in tibetano “anello del pollice”) tramite questa iniziazione purifica tutte le negatività della nostra mente, ed in particolare purifica la goccia del chakra del cuore chiamata goccia del sonno profondo e sono purificate tutte le negatività della mente e la mente si trasforma nella mente Vajra.

Il Guru conferisce quindi Jenang, le autorizzazioni tramite strumenti come il doppio vajra incrociato e sostanze, grazie a questo conferimento sono purificate tutte le negatività ed in particolare le impurità della quarta goccia, presente al chakra dell’ombelico chiamata goccia dell’unione o del rapporto. Grazie alla purificazione delle negatività della goccia del chakra dell’ombelico è lasciato il seme potenziale per l’ottenimento della saggezza trascendentale Vajra.

Questo è l’ordine di purificazione delle quattro impurità per ottenere i quattro corpi. Naturalmente questo passaggio è consentito solo a coloro che hanno effettivamente ricevuto l’iniziazione di Kalachakra, chi non ha ancora ricevuto l’iniziazione non può fare da solo perché non l’ha mai ricevuta. In futuro, quando l’avrete ricevuta, potrete fare questa visualizzazione. Ad ogni modo, per coloro che hanno già partecipato all’iniziazione e coloro che parteciperanno in futuro all’iniziazione di Kalachakra, quale è l’elemento più importante durante l’iniziazione, quello di toccare il vaso con la sommità, di assaggiare il nettare, quale è la definizione esatta di avere ricevuto l’iniziazione? Cioè, come possiamo essere sicuri che noi abbiamo effettivamente ricevuto l’iniziazione o meno? L’iniziazione è ricevuta se la persona, indipendentemente dal toccare il vaso con il capo o meno, questo non ha nessuna importanza, se la persona sperimenta beatitudine e vacuità seguendo l’indicazione del maestro allora ha ricevuto l’iniziazione, anche se non ha toccato il vaso, perché nel continuum mentale ha sperimentato beatitudine e vacuità seguendo le istruzioni del Guru, ma se anche si è toccato i capo con tanti vasi e non si sente niente, non ha ricevuto nessuna iniziazione.

Quindi, fino ad ora abbiamo visto l’iniziazione di sette sostanze e ci rimangono altre quattro iniziazioni, quindi in totale vi sono undici iniziazioni. Queste prime sette iniziazioni servono soprattutto per lasciare il seme potenziale per poter completare l’esperienza dello stato di generazione del tantra, le rimanenti quattro iniziazioni servono per lasciare il seme potenziale per poter completare l’esperienza dello stato di completamento del Tantra. Il concetto in riassunto è questo: ricevere l’iniziazione, che è autorizzazione, ma che è anche la consacrazione, del proprio corpo, di sé stessi, e dopo avere ricevuto l’autorizzazione, la benedizione, la consacrazione, continuare la meditazione, l’allenamento, le pratiche che sono composte principalmente dalla purificazione e dalla accumulazione e in seguito a queste pratiche della purificazione e della accumulazione compiute in seguito alla iniziazione, si realizza un corpo privo di forma. Ciò significa che, le altre persone vedono un corpo intero, ma non è un corpo intero fatto di materia, il nostro corpo è composto adesso di 21.600 atomi grossolani, certamente gli atomi sono molti di più, ma questo numero di 21.600 ha un suo significato, ma non è la nostra preoccupazione adesso. Il concetto è questo, che tramite la purificazione praticata dopo avere ricevuto l’iniziazione, si realizza un corpo privo di materia.

Prima mentalmente è necessario seguire questi passaggi di visualizzazione della iniziazione, ricevere quindi tutte queste iniziazioni, poi, successivamente , recitare il verso:

Dal cuore di Kalachakra si irradiano raggi di luce che riportano i sugata nell’aspetto di Kalachakra padre, madre e il cerchio del mandala. la deità iniziatrice conferisce l’iniziazione dell’acqua, della corona, dei pendagli, del vajra, della campana, della disciplina, del nome e dell’autorizzazione. conferiscono anche le due serie di iniziazioni elevate e supreme e l’iniziazione del maestro vajra, cosi’ i canali e le energie possono essere utilizzati e io ricevo il permesso di coltivare due stadi. ottengo cosi’ la fortunata possibilità di poter realizzare in questa vita il grande stato di Kalachakra di sette aspetti, dove le 21.600 energie karmiche sono esaurite insieme ai costituenti fisici del corpo.

Quindi, prima visualizzare mentalmente di ricevere le undici iniziazioni complete, perché i primi sette oggetti servono per fare maturare la mente per realizzare lo stato della generazione del Tantra di Kalachakra, le rimanenti quattro iniziazioni servono per fare maturare la mente per completare l’esperienza dello stato di completamento del Tantra e con questo si ottiene lo stato di Buddha Kalachakra.

I mandala citati in precedenza sono due, il primo è il mandala esteso, rappresentazione del mandala di corpo, parola e mente insieme, poi vi è il mandala estremamente breve che è il mandala della mente. È importante durante questo passaggio immaginare di ricevere quattro tipi di iniziazione e di purificare le impurità delle quattro gocce oppure le negatività di corpo, parola e mente e tutte le negatività che possono impedire l’ottenimento della saggezza trascendentale Vajra. Ora, abbiamo visto la definizione della iniziazione, l’iniziazione che cosa è? L’iniziazione è l’esperienza della beatitudine e vacuità stimolata da oggetti, istruzioni, tante altre cose, ma l’iniziazione vera e propria è la propria esperienza di beatitudine e vacuità e quindi di natura coscienza , di natura consapevolezza della mente. Dunque, l’iniziazione è di due tipi, potremmo dire l’iniziazione di natura mentale e l’iniziazione di natura “fattore composto e non associato”, che cosa è esattamente questo? Quando noi, tramite gli stimoli degli oggetti, di istruzioni e altro sperimentiamo beatitudine e vacuità, questa è l’iniziazione mentale, quando poi noi rimaniamo convinti di avere lasciato il seme potenziale per potere ottenere il corpo Vajra perché in seguito alla purificazione della prima goccia impura, poi parola vajra in seguito alla purificazione delle negatività della parola della goccia del chakra della parola, poi mente Vajra, poi Vajra della saggezza trascendentale, perché noi manteniamo la convinzione di avere lasciato il seme potenziale, questo seme potenziale non è coscienza, non è nemmeno materia, è un fenomeno composto non associato, vuol dire che non è né coscienza né materia, ma è fenomeno composto. Ecco quindi due tipi di iniziazione, iniziazione di natura mentale e iniziazione di natura fenomeno composto e associato. Quindi è fondamentale mantenere la convinzione perché in questo modo è lasciato effettivamente il seme potenziale.

Al termine dell’iniziazione, il passaggio successivo è nuovamente la richiesta straordinaria al Guru Kalachakra, “tu Guru Kalachakra sei oggetto del mio Rifugio nell’immediato, nel tempo presente, come anche ultimamente, mi affido in questa vita e nelle vite future fino alla mia illuminazione. Inoltre, per favore, proteggimi in questa vita e nelle vite future finchè non ottengo l’illuminazione. Io ti seguo, mantengo la devozione in te affinché tu mi guidi, mi proteggi fino alla illuminazione”.

Fatta la richiesta il Guru si compiace immensamente e si assorbe dentro di noi,attraverso la sommità del capo. Successivamente visualizzando sé stessi nell’aspetto divino di Kalachakra, iniziamo a dissolvere la propria immagine di Kalachakra e alla fine diventa tutto vuoto e quando si è persa la propria immagine come divinità, cercare di seguire tutti i passaggi del dissolvimento che avvengono durante il processo della morte. Quindi immaginare di dissolvere l’elemento terra, poi successivamente l’elemento acqua, calore, aria e successivamente gli ottanta concessi e poi l’apparenza rossa, nera e poi arriverà la chiara luce della morte. Arrivati alla chiara luce della morte, rimaniamo profondamente focalizzati, concentrati e stabilizzati sulla consapevolezza della vacuità totale. Come apparenza della vacuità è il vuoto, come consapevolezza, la conoscenza della non esistenza intrinseca. Quindi, si ottiene il corpo della conoscenza, il Dharmakaya, questa è la trasformazione della esperienza di base della morte, vissuta come mezzo, come sentiero per realizzare il corpo della conoscenza, il Dharmakaya. Tutto inizia grazie al dissolvimento del Guru dentro di sé.

Nella pratica tantrica in generale, esiste il metodo della trasformazione di tre esperienze di base nel sentiero per ottenere tre corpi della illuminazione, è trasformata l’esperienza di base della morte come mezzo per ottenere il corpo della conoscenza, l’esperienza di base dell’essere bardo è trasformata nel sentiero per ottenere il corpo di godimento Sambogakaya, l’esperienza di base della rinascita è trasformata nel sentiero per la realizzazione del corpo di emanazione. Questa è la pratica in generale del Tantra. Nel Tantra di Kalachakra non ne esistono, ma ne esistono solo due perché esiste solo la trasformazione dell’esperienza di base della morte nel sentiero per ottenere il corpo di conoscenza e la trasformazione della esperienza di base della rinascita per ottenere il corpo della emanazione. Il bardo è un po’ nella morte è un po’ nella rinascita, o c’è nascita o c’è morte. Quindi esistono due processi di base, morte e rinascita e questa è la visione del Tantra di Kalachakra, non c’è una terza esperienza in più che non sia morte o rinascita. Abbiamo appena visto l’esperienza di base della morte trasformata per ottenere il corpo della conoscenza, successivamente avremo la trasformazione dell’esperienza di base della rinascita nel sentiero per ottenere il corpo di emanazione.

A questo punto possiamo parlare della trasformazione dell’esperienza di base della rinascita nel sentiero per ottenere il corpo della emanazione, il corpo Nirmanakaya. Di questo noi parleremo suddividendolo in quattro punti, il primo punto è la manifestazione di sé stesso nell’aspetto divino, il secondo punto è l’emanazione dei raggi di luce dal proprio corpo, di invocare le divinità degli esseri della saggezza simili a sé stessi, di assorbirli, dissolvere ed emanare sulla base di sé stesso essendosi manifestato con aspetto divino. Il terzo è fare discendere l’energia goccia dal chakra dalla sommità fino al punto del chakra dell’organo segreto e il quarto è fare ascendere l’energia goccia partendo dal punto del chakra dell’organo segreto fino al chakra della sommità. (Nota del traduttore: Quattro esercizi fondamentali, ognuno ha il suo nome, termini tecnici che io non sono riuscito a tradurre).

Trasformare l’esperienza base della rinascita nel sentiero per ottenere il corpo della emanazione. Dal punto di vista del Tantra di Kalachakra, l’esperienza della rinascita ha inizio nel primo momento del concepimento fino al compimento dei sedicesimo anno di età. Noi abbiamo trascorso diversi mesi nell’utero della madre, a partire dal primo momento del concepimento, fino al completo sviluppo dei cinque elementi e del corpo, senza mai respirare dal naso. Noi nell’utero non abbiamo mai respirato tramite le narici, quindi abbiamo avuto un periodo della nostra esistenza, trascorso nell’utero della madre a partire dal primo momento del concepimento fino al completo sviluppo del corpo e dei cinque elementi, ma senza respirare dalle narici. Questo è il primo blocco. Il secondo blocco inizia dal primo anno di età e si completa nel sedicesimo anno di età, una fase di sviluppo ulteriore nella quale i due elementi potenziali di semi rosso e bianco maturano. Il terzo blocco, dai sedici anni di età in poi, i due semi potenziali, i semi rosso e bianco sono completamente maturati e quindi possono esercitare la propria attività, emissione, produzione, fuoriuscita, eiaculazione, tutto si può fare perché è stato raggiunto lo stato di pieno sviluppo. Quindi dal sedicesimo anno di età in poi può svolgere delle attività, attività di emissione dei semi eccetera. Abbiamo quindi tre blocchi di esperienza di base: concepimento, infanzia, adulto, questi tre sono purificati, e questi tre passaggi, dal primo momento del concepimento fino al sedicesimo anni di età e il periodo successivo, tutti queste esperienze e blocchi sono sempre avvenuti per la forza del karma e dei difetti mentali, mai per forza di una libera scelta personale, è sempre per dipendenza, per spinta del karma e dei difetti mentali, quindi sono tutti contaminati. Questi tre sono purificati e per purificare questi tre, esistono quattro esercizi, quattro yoga del Tantra di Kalachakra. Il primo è la manifestazione di sé stesso nell’aspetto divino, il secondo è l’emanazione e il dissolvimento, il terzo è fare discendere le gocce, il quarto è fare ascendere le gocce. Queste quattro tecniche dello yoga del Tantra di Kalachakra servono per purificare questi tre passaggi del processo della nascita.

Abbiamo visto che secondo la visione del Tantra di Kalachakra, l’esperienza di base della rinascita parte dal primo istante del concepimento fino al sedicesimo anno di età, l’età dello sviluppo pieno e abbiamo suddiviso questo periodo in tre blocchi principali. Questi tre blocchi principali dell’esperienza di base della rinascita sono la base della purificazione e per purificarli vi sono quattro metodi della purificazione del Tantra di Kalachakra, i quattro yoga di cui il primo è la manifestazione nell’aspetto divino, il secondo è l’emanazione, il terzo è fare discendere la goccia e il quarto è fare salire la goccia. Questi quattro yoga, sono perfettamente paralleli e corrispondenti a questi tre blocchi di esperienza di base. Ad esempio, noi siamo stati concepiti per la prima volta nell’utero della madre e vi abbiamo trascorso tutto il tempo necessario fino a quando il corpo e i cinque elementi non hanno raggiunto uno stato di sviluppo, il corrispondente di questo è il manifestare sé stessi nell’aspetto divino, cioè immaginare sé stesso di essere nella natura di cinque saggezza trascendentali, e questi tipi di saggezza trascendentale assumono la forma divina di Kalachakra padre abbracciato con la sua consorte e, inoltre, sempre da queste cinque saggezze abbiamo anche generato altre otto Shakti e altre divinità, tutte le divinità di Kalachakra sono generate dalla natura di cinque saggezza trascendentali, questo esercizio della generazione nell’aspetto divino è corrispondente perfettamente alla prima nascita nell’utero della madre e quindi diventa un antidoto per purificare l’aspetto impuro della propria nascita nell’utero della madre. Il secondo yoga, che è l’emanazione dei raggi di luce dal proprio cuore, e sulla cima di ogni raggio ci sono queste divinità irate che vanno a convocare le divinità simile a sé stesso che sono fatte riassorbire dentro di sé, questo è perfettamente corrispondente al bambino, noi bambini appena nati, appena usciti fuori, abbiamo cominciato a respirare per la prima volta, e quindi dal primo momento del nostro respiro fino a quando non raggiungeremo i sedici anni di età, trascorreremo tutto quel tempo per fare sviluppare due semi potenziali, il seme rosso e i seme bianco, quindi, la emanazione delle divinità e il farle riassorbire dentro di sé è l’antidoto per purificare quella seconda fase della nostra vita dal primo giorno della uscita di fuori, fino al sedicesimo anno di età. Il terzo yoga e il quarto yoga, per fare discendere tramite altre meditazioni, altre tecniche, altri stimoli, noi facciamo discendere la goccia dal chakra del capo alla gola, sperimentiamo gioia e beatitudine e a causa della gioia e beatitudine la nostra mente raggiunge il suo stato sottile o potremmo dire che si manifesta la mente sottile e questa mente sottile va a realizzare la vacuità, la goccia nuovamente scende dalla gola al chakra del cuore, nuovamente sperimenta beatitudine, nuovamente la mente manifesta il suo aspetto sottile, nuovamente realizza la vacuità, e via via segue i quattro passaggi nella discesa e poi i quattro passaggi nella ascesa e, altrettanto durante l’ascesa, quando quindi la goccia sale dal chakra dell’organo segreto all’ombelico e poi al cuore, e poi alla gola, e poi alla sommità, ogni qual volta la goccia raggiunge questi vari livelli di chakra, sperimenta beatitudine e la mente si manifesta nell’aspetto estremamente sottile e la mente estremamente sottile realizza la vacuità. Quindi, questi terzo e quarto passaggio corrispondono all’antidoto per purificare la terza fase della nostra esistenza impura dai sedici anni di età in poi. Perché dai sedici anni di età in poi, tutti gli ormoni sono sviluppati, ecco quindi che quando si hanno troppi ormoni, ci si dà da fare e si cerca di muovere le proprie gocce, ecco quindi che la terza e la quarta pratica sono l’antidoto per purificare questa nostra terza fase della nostra esistenza.

Così leggiamo la richiesta straordinaria:

Mentre rispettosamente ti supplico dal profondo del mio cuore o lama, grande Vajradara, sintesi di innumerevoli rifugi, trasforma la mia mente con la tua energia, per l’intensità e il grande sentimento della mia richiesta, il mio lama radice, il grande Kalachakra viene sulla cima della mia testa dissolvendosi con gioia diventa inseparabile da me, in questo stato tutti i fenomeni, cause ed effetti entità, attività, sono primordialmente privi di reale esistenza, sono come i sogni o le illusioni di un mago

Questo è stato già commentato, ora il verso relativo a quattro yoga. Abbiamo iniziato essendo già nella natura di cinque saggezze trascendentali l’essenza di queste cinque saggezze trascendentali si manifesta sotto forma divina.

Come bolle d’acqua che scaturiscono dalla vacuità, appaiono la luna, il sole, i pianeti rahu e kalagni, su di essi nel mezzo di fiori di loto dai petali aperti ci sono la luna e il sole della natura dei costituenti del seme bianco e rosso (secondo Rinpoche questa traduzione non è corretta, sopra la luna, il sole e i pianeti Rahu e Kalagni ci sono delle lettere, 32 vocali e 80 consonanti che rappresentano i 32 segni maggiori della illuminazione e gli 80 segni minori della illuminazione, e rappresentano due saggezze trascendentali tra le cinque, di cui la prima è la saggezza simile allo specchio e la seconda è la saggezza equalizzante)

Quindi, abbiamo il trono, sopra il trono abbiamo i fiori di loto e sopra i fiori di loto abbiamo la luna, la luna non va intesa come la luna fisica, la luna materiale, la luna ordinaria, è la luna della natura della saggezza trascendentale e sulla luna sono riflesse sedici vocali in senso orario e altre sedici vocali in senso antiorario. Sopra la luna abbiamo il sole, ugualmente non il sole ordinario, ma il sole di natura di saggezza trascendentale e sul sole sono riflesse quaranta consonanti in senso orario e quaranta consonanti in senso antiorario. Al centro della luna abbiamo due sillabe, la prima è la sillaba HUM e la seconda la sillaba HI, la sillaba HUM è la rappresentazione della coscienza dell’essere bardo e la sillaba HI è la rappresentazione dell’energia dell’energia aria sottile dell’essere bardo, queste due sono della natura di due saggezze trascendentali tra le quattro, la prima è la saggezza che realizza individualmente e l’altra è la saggezza che realizza le attività. Abbiamo quindi la luna, sulla luna sono riflesse le vocali, al centro della luna due sillabe, sopra la luna il sole, sul quale sono riflesse ottanta consonanti e tutti questi elementi si mescolano finchè diventano un’unica sillaba, la sillaba HAM e questo mescolamento di questi quattro elementi, luna, sillabe HI, sillaba HUM e sole, diventano un’unica sillaba HAM che è della natura della saggezza trascendentale che, tra le cinque, è chiamata saggezza trascendentale talità. Questa sillaba HAM, che è il mescolamento dei quattro elementi è la sillaba seme dalla quale manifesteremo noi stessi nell’aspetto divino di Kalachakra con la propria consorte, le otto Shakti e tutte le rimanenti divinità. Tutti nascono da questa sillaba HAM che è il mescolamento di quattro elementi e questo coincide perfettamente con il processo della nascita. Nel primo istante della nascita c’è un processo simile del mescolamento del seme bianco e rosso del padre e della madre, e tramite questo mescolamento noi nasciamo e quindi il nostro corpo è maturato dal mescolamento di quei primi due semi potenziali, bianco e rosso, padre e madre.

Come bolle d’acqua che scaturiscono dalla vacuità, appaiono la luna, il sole, i pianeti Rahu e Kalagni, su di essi nel mezzo di fiori di loto dai petali aperti ci sono la luna e il sole della natura dei costituenti del seme bianco e rosso (non di questa natura, la le sillabe HUM e HI della rappresentazione della coscienza e dell’aria dell’essere bardo) la loro superficie abbellita dalle serie di vocali e consonanti che hanno la natura dei segni maggiori e minori di un Buddha, al centro ci sono le lettere Hum e Hi energia e mente, le due lettere, mescolandosi insieme si trasformano nella sillaba ham, tramite la trasformazione di questa ultima, io appaio nell’aspetto di Kalachakra, il mio corpo ha la lucentezza dello zaffiro ed e’ brillante di magnificenza, ha quatto volti, ventiquattro braccia. Nelle prime due mani tiene un vajra e una campana, simboli della grande beatitudine e suprema e immutabile della vacuità vera, o natura priva di elaborazioni concettuali. Cosi, se’ stesso si manifesta in questo aspetto di Kalachakra.

Le altre mani di loto di destra e sinistra sono abbellite di simboli come la spada, il fodero eccetera, la mia gamba destra e’ rossa e protesa, la destra e’ bianca e ritratta, danzano su di Mara e Rudra, incanto con centinaia di tali fattezze come il mio corpo adorno di svariati e strabilianti ornamenti, sono nel mezzo di cinque immacolate luci ardenti come la vastità dello spazio abbellita dalle costellazioni, guardo in volto la vittoriosa transmondana Vishvamata che ha il colore dello zafferano, quattro volti, otto braccia e nelle mani tiene simboli come il coltello la kapala e gli altri e con la gamba sinistra protesa e abbraccia il trans mondano vittorioso. Le deità’ iniziatrici conferiscono l’iniziazione e il sigillo dei signori delle famiglie sulla testa di tutte le figure principali e di quelle che stanno attorno.

Osservate come nel testo si parla di otto Shakti, ma in realtà le Shakti sono dieci, dove sono le altre due? I fiori di loto sono composti di otto petali enormi, su ogni petalo una Shakti, i rimanenti due sono rappresentati dalla consorte stessa, la consorte vale due Shakti, quindi in realtà ce ne sono dieci mentre nella figura rappresentativa del mandala, nei disegni e nella recitazione si parla di otto mentre in realtà sono dieci. Nel mantra risultano infatti dieci Shakti.

Ora, provate a disegnare mentalmente mentre io vi guido, immaginate sé stessi come la divinità Kalachakra, davanti a sé su un petalo, la prima Shakti Vishvamata, alla propria destra su un petalo una Shakti rossa Shila Paramita, la prima è la rappresentazione della perfezione della generosità, la seconda alla nostra destra, è la perfezione della disciplina morale, alla sinistra Shanti Paramita, è bianca, è la rappresentazione della perfezione della pazienza, dietro, sul petalo, Virya Paramita, gialla, è la rappresentazione della perfezione dello sforzo entusiastico. Abbiamo visto così i quattro petali principali, abbiamo poi i quattro petali intermedi, a sud est abbiamo Diana Paramita di colore nero, che è la rappresentazione della perfezione della concentrazione, Pranjaparamita indica la consorte stessa, al petalo sud ovest abbiamo Upaia Paramita di colore rosso rappresentazione del metodo. Sul petalo nord est abbiamo la Shakti Pranidana Paramita di colore bianco, rappresentazione della perfezione della preghiera o della dedica, sul petalo nord ovest abbiamo la Shakti Bala Paramita di colore giallo, rappresentazione della perfezione della forza. Successivamente, Diana Paramita indica nuovamente la consorte, ecco quindi che seguendo il mantra abbiamo visto adesso dieci paramita. L’essenza di questi dieci paramita sono rappresentati da dieci Shakti di cui i primi otto sono localizzati sui petali, quattro principali e quattro intermedi e i rimanenti sono rappresentati dalla consorte stessa.

Perché ho voluto che li visualizzaste subito, adesso? Perché quando recitate non sapreste cosa visualizzare, ecco dunque che fare una prova di allenamento subito in modo tale che in futuro o già adesso, mentre recitate il mantra, sapete che ora state dicendo il nome di Vishvamata, la propria consorte, della Shakti davanti Dana Paramita, Shila Paramita alla destra, Shanti Paramita alla sinistra e via dicendo.

Ora, parleremo di un ulteriore commentario per quanto riguarda il Tantra di Kalachakra che è diverso da altri Tantra dal Tantra di altre divinità, il Tantra di Kalachakra è spiegato dal punto di vista Esteriore, Interiore e Alternativo. Il Tantra di Kalachakra esteriore indica il mondo esterno e gli esseri senzienti che vivono nel mondo. Questi due, il mondo esterno e gli esseri senzienti che vivono nel mondo sono le rappresentazioni della prima nobile verità, la nobile verità della sofferenza. Il mondo esterno è fatto di tanti paesaggi ed elementi differenti, come anche gli esseri senzienti hanno all’interno canali, aria che circola nel corpo e le gocce che circolano nel corpo, gli esseri senzienti sono composti principalmente da questi tre elementi, il mondo esterno agli esseri senzienti è nel Tantra Kalachakra esteriore ed è rappresentazione della prima nobile verità della sofferenza. La prima nobile verità della sofferenza ha la sua origine nella seconda nobile verità che è l’origine della sofferenza, infatti questi esseri senzienti che vivono nel mondo esteriore, a causa di 21.600 arie ed energie karmiche sperimentano tanti tipi di esperienza di sofferenza, le sofferenze degli esseri senzienti originano da 21.600 arie karmiche contaminate, questa rappresenta la nobile verità dell’origine della sofferenza. Grazie al metodo del Tantra Kalachakra, grazie al quale si purificheremo le impurità e accumuleremo le impronte positive, realizzeremo il superamento dal mondo esteriore, l’eliminazione delle origine, cioè purificherà 21.600 energie, arie karmiche impure e grazie alla purificazione realizzerà l’eliminazione o la cessazione dell’origine, quindi, conseguentemente, anche i risultati saranno cessati, quindi realizza la cessazione. Quindi queste 21.600 arie impure karmiche sono il Kalachakra interiore perché indica l’origine della sofferenza. Invece, il metodo del Kalachakra stesso e, tramite l’applicazione del metodo di Kalachakra, ossia la purificazione di 21.600 arie impure e grazie alle purificazioni, l’eliminazione delle sofferenze, queste ultime due ossia la eliminazione e il metodo rappresentano, il terzo tipo di Tantra di Kalachakra, l’alternativo.

Si può parlare del Tantra Kalachakra esteriore in relazione ai fenomeni esteriori, in relazione al tempo che è composto da anni, mesi, giorni ed ore. Un anno composto da dodici mesi, ogni mese composto da trenta giorni, ogni giorno composto da ventiquattro ore, 360 giorni per 24 ore sono 21.600 ore. Quindi il tempo indica l’anno, dodici mesi, 360 giorni, 21.600 ore, mentre il girare, indica girare aria, perché noi inspiriamo ed espiriamo, l’aria gira, e quindi gira la ruota, la ruota indica il respiro che circola, infatti sono dodici cicli di respiro, si alternano dodici dalla radice destra, dodici dalla narice sinistra, e in un giorno nell’arco delle 24 ore, si parla di 21.600 volte, questo indica l’anno, il mese, i giorni, le ore, la ruota, indica il respiro, dodici giri dalla narice sinistra, dodici giri dalla narice destra, nell’arco delle 24 ore, 21.600 respiri. Così, anche tutto i tempo, anni, giorni, mesi, ore, e anche il respiro, è rappresentato dalla divinità, noi abbiamo quindi nell’anno che il sole sorge dal sud e dal nord, il respiro sempre dalla narice destra o dalla narice sinistra. Quindi, il sole sorge dal sud sei mesi all’anno e sorge dal nord sei mesi l’anno, e quindi, allo stesso modo, il respiro è dodici volte più forte dalla narice destra e dodici volte più volte dalla narice sinistra e si ripetono nell’arco delle 24 ore. Quindi, la rappresentazione di questi due, e cioè 12 volte del respiro più forte da destra o da sinistra, i sei mesi del sorgere del sole dal sud e i sei mesi del sorgere del sole dal nord è la rappresentazione di due spalle della divinità Kalachakra. In un anno abbiamo dodici mesi, sto cercando di mettere in parallelo le corrispondenze dei fenomeni esteriori con il corpo divino dell’essere Kalachakra, nell’arco di un giorno, dodici cicli del respiro più forte dalla narice destra o più forte dalla narice sinistra, e questo è rappresentato da dodici spalle della divinità Kalachakra. In un mese abbiamo due fasi, la fase della luna crescente e la fase della luna calante, allo stesso modo, nell’arco di un giorno, per quanto riguarda il nostro respiro, vi è la fase crescente e la fase calante del respiro della narice destra e della narice sinistra. Quindi abbiamo dodici mesi ed ogni mese è diviso in due fasi, quindi abbiamo in un anno 24 fasi, e il respiro, ugualmente, dodici della destra, dodici della sinistra, dividendo ciascuna in due e quindi 24 fasi del respiro e questo è rappresentato dalle 24 braccia della divinità. 360 giorni all’anno sono corrispondenti a 360 linee delle dita, perché su ogni mano vi sono 15 linee. 15 per 24 mani fa 360 quindi queste 360 righe sono la rappresentazione pura di 360 giorni e il respiro è suddiviso il 60 e se noi contiamo 360 di 60 respiri arriviamo a 21.600. La divinità Kalachakra ha questo legame questa relazione, questa corrispondenza, con tutto ciò che è reale nel mondo, tutto ciò che esiste. Ciò è completamente diverso da altre divinità che non hanno nessun legame e relazione con il mondo reale. Vi ho fatto vedere dove sono le 10 Shakti e chi sono queste 10 Shakti, che sono la rappresentazione delle 10 qualità interiori, delle 10 paramita, vi ho anche fatto vedere cosa rappresenta la divinità Kalachakra e cosa rappresentano tutte le caratteristiche del suo corpo, delle parti del suo corpo e la corrispondenza, la relazione che esiste con il mondo reale così quando uno recita il mantra sa che sta recitando il nome di quale Shakti, cosa rappresenta, cosa significa la divinità Kalachakra e quindi si ha questa conoscenza e sapete cosa pensare durante la recitazione del mantra, il significato del mantra e sapete anche il mantra di chi state recitando, sono mantra di divinità principale più dieci Shakti. Ora, successivamente c’è l’offerta.

E inoltre, in questo Guru Yoga di Kalachakra, una volta arrivati a questo punto, noi siamo nell’aspetto divino di Kalachakra circondato da questi 8 Shakti più la consorte che rappresenta due Shakti. Successivamente, l’offerta interiore, successivamente la lode, successivamente, al termine della lode, le 10 Shakti si dissolvono nella consorte, la consorte si dissolve dentro di noi, sé stesso Kalachakra si dissolve nella sillaba HUM e la sillaba HUM si dissolve nel nulla e si cerca di entrare nello stato di profonda concentrazione sulla consapevolezza della vacuità. Anche questa, in forma breve, è contenuto in questo Guru Yoga di Kalachakra. Al termine del dissolvimento di sé stesso nella natura della vacuità e successivamente vi è la recitazione dei versi della dedica, dei versi della preghiera e dei versi del buon auspicio. Così ho terminato il commentario del Guru Yoga di Kalachakra.

 

Warning: Division by zero in /web/htdocs/www.sangye.it/home/altro/wp-includes/comment-template.php on line 1379