Archive for the ‘Jataka: le storie sulla vita del Buddha IT’ Category

La storia della tigre affamata

Jataka: la tigre

Per prima cosa il Bodhisattva insegnò loro a vivere in modo puro e compassionevole,

Molti anni fa il Bodhisattva nacque nella famiglia di un ricco e potente brahmano, molto stimato per la sua saggezza e per i suoi meriti religiosi. Il Bodhisattva, che era un ragazzo molto pio e pronto nell’imparare, raggiunse in pochi anni la conoscenza dei diciotto rami della scienza e di tutte le arti che i suoi maestri brahmani potevano insegnargli. Presto diven-tò più dotto dei suoi stessi insegnanti e fu considerato quasi pari a un dio per la sua saggezza. Continua »

 

La storia del re dei Cibis (Shibis)

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Sono venuto da molto lontano o re, perché ho sentito parlare della tua grande compassione.

Dal momento che era molto generoso e di cuore nobile, cercava di esaudire tutti i desideri dei poveri del regno, e il suo palazzo era sempre affollato dai mendicanti. Era così ricco di amore e carità che nel suo paese abbondavano gli ospizi, che erano sempre forniti del necessario per nutrire e curare i bisognosi. Continua »

 

La storia d’Avishahya l’invincibile

Il Bodhisattva: Ogni persona deve essere caritatevole, perché non esiste una felicità maggiore di quella provata per gli atti di compassione.

Il Bodhisattva: Ogni persona deve essere caritatevole, perché non esiste una felicità maggiore di quella provata per gli atti di compassione.

Fu per il buon Karma di un ricco mercante che il Bodhisattva nacque, molto tempo fa, come suo figlio. Il ragazzo seguì le orme paterne diventando, una volta adulto, il capo della Gilda dei Mercanti. Aveva ricevuto un’ottima educazione e possedeva un intuito innato per ogni genere di affari, ma era anche molto generoso e praticava la carità nel senso più ampio della parola. Continua »

 

La storia del sacrificio

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Il Bodhisattva pensava: Come possono gli dei compiacersi dell’assassinio di animali innocenti?

Molto spesso accade che quando un re è nobile e buono anche il suo popolo è giusto e pacifico. Così era nel regno del Bodhisattva. Non c’erano conflitti e povertà, non c’erano epidemie e regnava la pace con i paesi confinanti. Il re non si interessava solo al benessere materiale del suo popolo, ma anche a quello spirituale e la luce della bontà che si irraggiava dal trono illuminava il cuore di tutti i sudditi.

Ma un anno, una terribile calamità cadde sul paese portando la paura e il dubbio in tutto il popolo. Nessuno sapeva perché il Dio della Pioggia fosse adirato, ma quell’anno ci fu una grande siccità e tutti soffrivano per la mancanza d’acqua.  I pozzi erano secchi e la vegetazione iniziava a morire, con essa morivano gli animali e la carestia era prossima. Il re temeva che qualcuno dei suoi sudditi avesse compiuto qualche atto sacrilego e che la siccità fosse una punizione mandata dagli dei. Così chiese consiglio ai ministri, ai brahmani e agli uomini più saggi del regno, per sapere che cosa dovesse essere fatto per mettere fine a quella calamità. I conoscitori dei Veda dissero che per far cessare la siccità era necessario sacrificare molti animali, Continua »

 

La storia di Ajastya l’asceta

Bodhisattva: “Possano i saggi venire su quest’isola, essere miei ospiti e parlare con me. Il saggio cammina sulla strada della virtù e conduce gli altri su quella stessa strada. Ha buona educazione e ascolta ciò che è detto per il suo bene; per questo sono amico del saggio.”
Bodhisattva: “Possano i saggi venire su quest’isola, essere miei ospiti e parlare con me. Il saggio cammina sulla strada della virtù e conduce gli altri su quella stessa strada. Ha buona educazione e ascolta ciò che è detto per il suo bene; per questo sono amico del saggio.”

Molti anni fa, il Bodhisattva nacque nella famiglia di un famoso brahmano, che era stimato da tutti per la sua grande pietà. La sua nascita fu considerata un grande dono ed egli fu allevato affinché diventasse un uomo sapiente. Furono compiuti tutti i riti e i sacrifici prescritti e gli furono insegnati i Testi Sacri e tutte le scienze: l’astronomia, i mantra, la geometria, l’origine delle parole, la grammatica, ecc. Crescendo il Bodhisattva divenne molto famoso per la sua saggezza e, grazie ai doni dei suoi discepoli, anche molto ricco. Così la sua fama di saggio crebbe con le sue ricchezze, che distribuiva generosamente ai parenti, agli amici e ai discepoli più poveri. – …Quando raggiunse l’età prescritta per formare una famiglia, il Bodhisattva si sentì infelice, perché vedeva che ora tutti si aspettavano che continuasse ad accumulare ricchezze e a compiere i doveri che la vita familiare impone: sentiva che tutte queste cose lo ostacolavano dal praticare le sue severe pratiche ascetiche. Allora il suo occhio intcriore si aprì e vide in modo chiaro che solo la rinuncia al mondo gli avrebbe donato la libertà necessaria per incamminarsi sulla Via della Perfezione. Così diede via le sue ricchezze come se fossero acqua e si ritirò dalla vita familiare per vivere in solitudine, meditando e praticando ogni tipo di virtù. Continua »

 

La storia di una ciotola di zuppa d’orzo

Bodhisattva: “Possano i saggi venire su quest’isola, essere miei ospiti e parlare con me. Il saggio cammina sulla strada della virtù e conduce gli altri su quella stessa strada. Ha buona educazione e ascolta ciò che è detto per il suo bene; per questo sono amico del saggio.”

Bodhisattva: “Possano i saggi venire su quest’isola, essere miei ospiti e parlare con me. Il saggio cammina sulla strada della virtù e conduce gli altri su quella stessa strada. Ha buona educazione e ascolta ciò che è detto per il suo bene; per questo sono amico del saggio.”

Questa storia dimostra che un dono sia esso grande o piccolo, dato col cuore a una persona meritevole, produce sempre una grande ricompensa.

Nei tempi antichi il Bodhisattva nacque come re del Koshala. Aveva tutte le virtù che un rè de-ve possedere ed era come un padre per il suo popolo. Era giusto, energico e sapiente, ma fra tutte le sue virtù una splendeva come un raggio luminoso di sole, ed era il suo costante buon umore. Questa sua allegria aveva un effetto miracoloso sull’intero paese, e tutti i suoi sudditi sembravano sempre felici e contenti.

Un giorno, mentre il re stava meditando, ritornò alla sua mente il ricordo di una delle sue precedenti incarnazioni e, molto colpito da quello che vide, divenne da allora più caritatevole che mai. Shramani e Brahmani, mendicanti e anziani, ricevevano continuamente dal re doni e consigli. Da quando aveva imparato a guardare indietro, alle sue vite precedenti, il re era diventato molto più pensieroso. Nel suo palazzo e nel salone delle udienze era solito declamare versi che incuriosivano l’intero suo popolo. Questi erano i versi: Se qualcuno esaudisce i desideri di un Santo, anche con una piccola offerta, il frutto di questa azione non sarà mai piccolo. Ho udito questo detto molte volte, ma ora so che è vero. Ho visto la ricca ricompensa prodotta da una piccola ciotola di zuppa d’orzo. Continua »

 

La storia della lepre

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Una sera i tre amici andarono ad ascoltare il Bodhisattva predicare il Dharma.

Molto tempo fa una lepre gentile viveva in una foresta, famosa per offrire rifugio ad asceti e saggi. Questa foresta era un luogo magnifico: i fiori i frutti e i rampicanti crescevano rigogliosi e un fiume dalle profonde acque azzurre scorreva tranquillo in mezzo agli alberi. Il Bodhisattva, in forma di lepre, viveva vicino alla sponda del fiume con tre amici, una lontra, una scimmia e uno sciacallo.

La lepre era considerata dai suoi amici quasi come un re ed essi pensavano che fosse superiore a ogni altro animale. Il Bodhisattva insegnava a loro e agli altri animali più piccoli, vivendo come un asceta. Anche i grandi predatori della foresta lo rispettavano Continua »

 

La storia della scimmia ed il coccodrillo

buddha

Quindi il Coccodrillo nuotò fino all’albero dove viveva la Scimmia.

Una Scimmia viveva su un grande albero su una sponda del fiume. Nel fiume c’erano molti coccodrilli. Un Coccodrillo guardava da lungo tempo le Scimmie, ed un giorno lui disse a suo figlio: “Figlio mio, prendi una di quelle Scimmie per me. Io voglio il cuore di una Scimmia per mangiarlo”.

“Come potrei prendere una Scimmia?” chiese il piccolo Coccodrillo. “Io non vado sulla terra ferma, e la Scimmia non viene nell’acqua.”

“Usa la tua intelligenza e troverai un modo”, gli disse la mamma-coccodrillo. Continua »

 

La storia della tartaruga

Quando la tartaruga sentì quello che aveva detto il vecchio, tirò fuori la sua testa e chiese: “Amico, cosa ho fatto per meritarmi una cosa orribile come quella?

Quando la tartaruga sentì quello che aveva detto il vecchio, tirò fuori la sua testa e chiese: “Amico, cosa ho fatto per meritarmi una cosa orribile come quella?

Un Re una volta aveva costruito un lago nel suo cortile per far giocare in esso i giovani principini. Essi vi nuotavano dentro, e con le loro barche e zattere navigavano su di esso. Un giorno il re disse loro di aver chiesto agli uomini di mettere dei pesci nel lago. I ragazzi corsero subito a vedere i pesci. Ora, insieme ai pesci, c’era una tartaruga. I ragazzi si dilettavano coi pesci, ma essi non avevano mai visto una tartaruga, e avevano paura di lei, pensando che fosse un demone. Così corsero piangendo dal Re loro padre, dicendo:”C’è un demone sulla riva del lago!” Il re ordinò che i suoi uomini prendessero il demone, e lo portassero al palazzo.

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La storia del mercante di Seri

buddha

La nonna non sapeva che quella era una pentola d’oro

In una casa viveva una povera vecchia e la sua nipotina. La sua famiglia una volta era stata ricca, ma ora l’unica cosa che essa aveva lasciato di tutta la ricchezza era una pentola tutta d’oro. La nonna non sapeva che quella era una pentola d’oro, ma lei l’aveva tenuta perché in passato suo marito era abituato a mangiare fuori. Essa stava su una mensola fra altre pentole e tegami, e non veniva usata spesso. .. Continua »

 

La storia della tartaruga che parlava troppo

Una tartaruga viveva in uno stagno ai piedi di una collina. Due giovani Oche selvatiche, cercando il

I bambini del villaggio videro le due Oche che volavano insieme alla tartaruga e gridarono: “Oh, guarda la tartaruga su nell’aria!"

I bambini del villaggio videro le due Oche che volavano insieme alla tartaruga e gridarono: “Oh, guarda la tartaruga su nell’aria!"

cibo, videro la tartaruga, e si misero a parlare con essa. Il  giorno seguente le Oche vennero di nuovo a trovare la tartaruga e fecero subito conoscenza. Presto erano diventati grandi amici. “Amica tartaruga”, dissero un giorno le Oche, “noi abbiamo una bella casa lontano da qui. Noi domani andremo in volo da essa. Sarà un viaggio lungo ma piacevole. Vuoi venire con noi?”. “Come potrei? Io non ho ali”, disse la tartaruga.

“Oh, ti porteremo noi, se soltanto tu terrai la tua bocca chiusa, e non dirai una parola a nessuno”, dissero loro. “Posso farlo”, disse la tartaruga. “Prendetemi con voi. Farò esattamente come voi desiderate”. Continua »

 

La storia del bue che vinse la scommessa 

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Quindi il Bue e l’uomo tornarono a casa, felici.

Gli uomini risero, e dissero: “Molto bene; porta il tuo bue, e noi allacceremo cento carri in una fila e vedremo se il tuo bue saprà trascinarli a lungo.”
Quindi l’uomo portò il suo bue nel villaggio. Una folla si raggruppò per vedere la cosa. I cento carri furono messi in fila, ed il forte bue fu assoggettato al primo carro. Poi il proprietario frustò il bue, e disse: “Svegliati disgraziato! Vai avanti, canaglia! ”

Ma siccome al Bue non era mai stato parlato così, quindi restò ancora fermo. Né i colpi né le male parole, riuscirono a farlo muovere. Alla fine il pover’uomo dovette pagare la sua scommessa, e malinconicamente andò a casa. Continua »

 

La storia del mercante nel deserto

Una volta, molto tempo fa, un Mercante, coi suoi beni impacchettati in vari carri, arrivò ad un deserto. Egli era in viaggio proveniente da un paese sull’altro lato del deserto.

il Mercante disse fra sé e sé, "Questo per me non è il momento di dormire. Io devo trovare l’acqua.

il Mercante disse fra sé e sé, "Questo per me non è il momento di dormire. Io devo trovare l’acqua.

Il sole splendeva sulla finissima sabbia, facen-dola essere calda come la pancia di una stufa. Nessun’uomo alla luce del sole avrebbe potuto camminarvi sopra. Ma di notte, dopo che il sole era calato, la sabbia si sarebbe rinfrescata, e allora gli uomini avrebbero potuto viaggiare su di essa.

Quindi il Mercante aspettò fino a che scese il buio, e poi venne fuori. Oltre ai beni che doveva vendere, prese alcuni vasi di acqua e di riso, e legna da ardere, così che il riso poteva essere cucinato.

Lui ed i suoi uomini cavalcarono per tutta la notte. Un uomo faceva da guida. Egli, poiché conosceva le stelle, seguendole avanzava cavalcando per primo e guidava gli altri conducenti. Continua »

 

La storia delle quaglie 

Il saggio leader capì il piano del cacciatore per prendere le quaglie

Il saggio leader capì il piano del cacciatore per prendere le quaglie.

La storia delle quaglie.

Vi fu un tempo in cui molte quaglie vivevano insieme in una foresta. La più saggia di esse era il loro leader.

Vicino alla stessa foresta viveva un uomo che si guadagnava la vita prendendo le quaglie e vendendole. Ogni giorno lui ascoltava il richiamo del leader che chiamava le altre quaglie. Dai e dai questo cacciatore di uccelli, imitando il richiamo, fu capace di chiamare le quaglie. Sentendo la nota le quaglie pensavano che fosse il loro leader che le chiamava. Continua »

 

La storia della misura di riso 

Una volta, un re disonesto aveva nella sua corte un uomo chiamato l’Estimatore. L’Estimatore era

Un giorno un rivenditore di cavalli portò cinquecento cavalli alla corte di questo re.

Un giorno un rivenditore di cavalli portò cinquecento cavalli alla corte di questo re.

colui che stabiliva il prezzo che doveva essere pagato per cavalli ed elefanti e gli altri animali. Egli metteva anche il prezzo su oro, gioielli,e cose di questo genere. Quest’ uomo era giusto ed onesto, e stabiliva il corretto prezzo che doveva essere pagato ai proprietari dei beni.

Il re non era contento di questo Estimatore, perché era onesto. “Se avessi un altro tipo di uomo come Estimatore, forse guadagnerei più ricchezza”, pensava il Re.

Un giorno, egli vide un misero e stupido contadino entrare nel recinto del palazzo. Il re fece subito chiamare il tizio e gli chiese se avesse gradito essere l’Estimatore. Il contadino disse che gradiva quella posizione. Quindi il re lo nominò Estimatore. Così cacciò via l’Estimatore onesto dal palazzo. Continua »

 

La storia dell’elefante

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Devo essere gentile e buono. Non devo fare male ad alcuno.

Ora, una notte alcuni ladri entrarono nel cortile e si sedettero in terra appena fuori della stalla dove Volto Gentile dormiva. Il discorso dei ladri alla fine svegliò Volto Gentile.

“Questa è la strada per irrompere in casa”, essi stavano dicendo. “Una volta nella casa uccideremo chiunque si svegli. Un ladro non deve avere paura di uccidere. Un ladro deve essere crudele e non deve avere pietà. Egli non deve essere mai buono, neanche per un momento.”

Volto Gentile pensò, “Questi uomini mi stanno insegnando come io dovrei agire. Continua »

 

la storia del coniglio

Una volta un Coniglio si era addormentato sotto un albero di palme. Tutt’ad un tratto si svegliò, e

 “È vero che la terra sta per rompersi?” chiese il Leone.

“È vero che la terra sta per rompersi?” chiese il Leone.

pensò: “Oddio, se il mondo dovesse finire, cosa succederebbe mai di me?”

In quel momento, alcune Scimmie lasciarono cadere una grossa noce di cocco. Questa precipitò a terra proprio dietro al Coniglio.

Sentendo il rumore, il Coniglio disse: “Ecco! La terra sta crollando!”- Egli saltò sù e corse via più velocemente che poteva, senza neanche guardare per vedere cosa avesse provocato il rumore.

Un altro Coniglio lo vide correre, e gli gridò dietro, “Perché stai correndo così velocemente?”- “Non chiederlo a me!” piagnucolò il primo.

Ma l’altro Coniglio gli corse dietro, implorando di fargli sapere quale fosse il problema. Allora il primo Coniglio disse: “Non lo sai? La terra si sta rompendo!”. Continua »

 

La storia del cervo di Banyan 

Quindi fecero un parco, vi piantarono l’erba e provvidero che i Cervi avessero l’acqua,

Quindi fecero un parco, vi piantarono l’erba e provvidero che i Cervi avessero l’acqua,

C’era una volta un Cervo color dell’oro. I suoi occhi erano come tondi gioielli, le sue corna erano bianche come argento, la sua bocca era rossa come un fiore, i suoi zoccoli erano duri e brillanti. Lui aveva un corpo grande ed una coda lunga e sottile.

Esso viveva nella foresta di Banyan ed era il capo di un branco di cinquecento Cervi. Lì vicino viveva un altro branco di Cervi, chiamati Cervi Scimmia. Anche loro avevano un capo. Al Re di quel paese piaceva cacciare i Cervi e mangiare la carne di cervo. Non gli piaceva però andarci da solo così un giorno lui chiamò le persone della sua città chiedendo loro di andare a caccia con lui.

Al popolo tutto ciò non piaceva perché mentre loro erano via nessuno faceva il loro lavoro. Quindi decisero di fare un parco e portare i Cervi in esso. Così il re avrebbe potuto andare e cacciare nel parco e loro potevano proseguire nel loro lavoro quotidiano. Continua »

 

La storia dei due mercanti

C’era una volta, in un certo paese, un Mercante economo che, arrivando ad una grande città, comprò una grande provvista di beni. Lui caricò i carri coi beni che doveva poi vendere, allorchè avrebbe viaggiato attraverso il paese.

Un giovane Mercante, più stupido, stava comprando beni nella stessa città. Anche lui avrebbe venduto ciò che aveva comprato, nei suoi viaggi attraverso il paese.  Continua »

 

La storia dei tre principi

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Una volta c’era un re che aveva tre figli. Il primo si chiamva Principe delle Stelle. Il secondo si chiamava Principe della Luna ed il terzo Principe del Sole. Il re fu così felice quando nacque il terzo figlio che promise di dare alla regina qualunque cosa che lei avesse chiesto.

La regina serbò la promessa, aspettando finché il terzo figlio fu cresciuto, prima di chiedere al re di darle il beneficio. Nel ventunesimo compleanno del Principe Sole lei disse al re, “Gran Re, quando il nostro bambino più piccolo nacque tu dicesti di darmi un beneficio. Ora io ti chiedo di dare il regno al Principe Sole”.

Ma il re rifiutò, dicendo che il regno doveva andare al figlio più grande, perché gli apparteneva di diritto. Poi il diritto sarebbe andato al secondo figlio, e finché essi non fossero entrambi morti, il regno non poteva andare al terzo figlio.

La regina andò via, ma il re capì che lei non fu soddisfatta dalla sua risposta. Lui temeva che lei avrebbe danneggiato i due principi più vecchi per far posto al Principe Sole. Continua »

 

La storia del bue invidioso del maiale

C’era una volta un Bue chiamato Grande Rosso. Lui aveva un fratello più giovane chiamato Piccolo Rosso. Questi due fratelli facevano tutto il lavoro di trasporto con un carro in una grande fattoria.

Ora il coltivatore aveva un’unica figlia e lei si sarebbe presto sposata. Sua madre allora diede ordini che si fosse ingrassato il Maiale per la festa di matrimonio.

Piccolo Rosso notò che il Maiale veniva alimentato con cibo di prima qualità. Disse allora a suo fratello, “Come mai, Grande Rosso, che a noi che facciamo tutto il lavoro duro della fattoria, viene dato solamente paglia ed erba da mangiare? Quel pigro Maiale non fa niente tutto il giorno, ma mangia il cibo di prima qualità che il coltivatore gli dà.” Continua »

 

La storia dell’elefante nero

C’era una volta un uomo ricco che diede un piccolo Elefante ad una donna. Lei si prese la miglior

Gli uomini hanno un re, e fra gli animali, sia le bestie che i pesci anche ne hanno uno

Gli uomini hanno un re, e fra gli animali, sia le bestie che i pesci anche ne hanno uno

cura di questo grande cucciolo e presto divenne molto affettuosa con lui. I bambini nel villaggio la chiamavano ‘Nonna’, e il suo Elefante lo chiamavano “Il Nero della Nonna”. L’Elefante portava sulla sua schiena tutti i bambini del villaggio. Loro dividevano le loro caramelle con lui e lui giocava volentieri con loro.

“Per favore, Nero, facci fare un giretto”, gli dicevano quasi tutti i giorni. “Avanti! Chi sale prima?” Nero rispondeva e li prendeva con la sua proboscide, li penzolava in alto per aria, e poi li rimetteva di nuovo  giù, con molta cura. Ma Nero non faceva mai alcun altro lavoro. Lui mangiava e dormiva, giocava coi bambini, e faceva compagnia alla Nonna.

Un giorno Nero volle che la Nonna venisse nei boschi con lui.

“Io non posso venire, mio caro Nero. Io ho troppo lavoro da fare.”

Allora Nero la guardò e si accorse per la prima volta che lei era diventata vecchia e debole. Continua »

 

La storia del granchio e la gru

Nell’antichità, vi fu un’estate molto calda in cui non vi furono molte precipitazioni. Tutti gli Animali soffrirono per la mancanza di acqua, ma la maggior parte dei Pesci soffrì più di tutti gli altri.

In un stagno pieno di Pesci, l’acqua era davvero molto bassa. Una gru stava appollaiata sulla riva guardando i Pesci.

“Cosa stai facendo?” le chiese un piccolo Pesce. Continua »

 

La storia dei corvi e dei gufi

Gli uomini hanno un re, e fra gli animali, sia le bestie che i pesci anche ne hanno uno

Gli uomini hanno un re, e fra gli animali, sia le bestie che i pesci anche ne hanno uno

Perché i Corvi tormentano i Gufi quando essi dormono di giorno? Per la stessa ragione per cui i Gufi tentano di uccidere i Corvi mentre loro dormono di notte.

Ascoltate una storia di tanto tempo fa e poi capirete il perché.

Una volta, le persone che vivevano insieme quando il mondo era giovane, scelsero un certo uomo come loro re. Anche gli animali a quattro zampe presero uno della loro razza come loro re. I pesci nell’oceano scelsero il proprio re che li dominasse. Infine anche gli uccelli si radunarono insieme su una grande pietra piatta, gridando:

“Gli uomini hanno un re, e fra gli animali, sia le bestie che i pesci anche ne hanno uno; ma noi uccelli non ne abbiamo alcuno. Noi dovremmo avere un re. Ora vediamo di sceglierne uno”.

E così gli uccelli discussero su, e alla fine della questione tutti loro dissero, “Facciamo in modo che il Gufo sia il nostro re.” Continua »

 

La storia dell’elefante bianco

Una volta c’erano dei falegnami che vivevano su una riva di un fiume vicino ad una grande foresta. Ogni giorno i falegnami andavano in barca fino alla foresta per tagliare gli alberi e farli diventare legname.

Un giorno mentre erano al lavoro, un Elefante venne da loro zoppicando su tre piedi. Esso alzò un piede ed i falegnami videro che era gonfio e dolente. Poi l’Elefante lo posò giù e gli uomini videro che nel piede dolente c’era una grande scheggia. Essi la estrassero e lavarono con cura la zampa indolenzita così che in breve tempo l’elefante stette di nuovo bene.

Grato per la cura, l’Elefante pensò: “Questi falegnami hanno fatto molto per me, io dovrò ricambiare essendo utile a loro.” Continua »