Archive for the ‘Jataka: le storie sulla vita del Buddha’ Category

La storia della tigre affamata

Jataka: la tigre

Jataka: la tigre

Molti anni fa il Bodhisattva nacque nella famiglia di un ricco e potente brahmano, molto stimato per la sua saggezza e per i suoi meriti religiosi. Il Bodhisattva, che era un ragazzo molto pio e pronto nell’imparare, raggiunse in pochi anni la conoscenza dei diciotto rami della scienza e di tutte le arti che i suoi maestri brahmani potevano insegnargli. Presto diven-tò più dotto dei suoi stessi insegnanti e fu considerato quasi pari a un dio per la sua saggezza. Dal destino gli era stata dunque riservata una vita piena di onori e di ricchezza, ma al Bodhisattva non importavano queste cose terrene: il suo solo desiderio era lo studio delle Scritture, e sentiva crescere dentro di sé la volontà di rinunciare completamente al mondo.

In India, ogni brahmano passa durante la sua vita attraverso quattro stadi: la fanciullezza, la gioventù (l’età degli studi), la maturità (quando diventa un capofamiglia) e la vecchiaia, che permette di ritirarsi a meditare in solitudine nelle foreste. -LEGGI TUTTO … Read the rest of this entry »

 

La storia del re dei Cibis (Shibis)

Molto tempo fa, vagabondando sulla terra in cerca della perfezione, il Bodhisattva nacque co-me figlio del re dei Cibis. Egli imparava ogni cosa così velocemente che, crescendo, diventò un saggio maestro di virtù e di tutte le arti e le scienze. E quando divenne re governò i suoi sudditi con la giustizia e l’amore di un padre.

Dal momento che era molto generoso e di cuore nobile, cercava di esaudire tutti i desideri dei poveri del regno, e il suo palazzo era sempre affollato dai mendicanti. Era così ricco di amore e carità che nel suo paese abbondavano gli ospizi, che erano sempre forniti del necessario per nutrire e curare i bisognosi. Così spargeva ovunque la pioggia dei suoi doni, simile alle nuvole del Treta-Yuga che rifornivano il popolo di cibo. Ogni supplicante riceveva secondo i suoi bisogni, e il re controllava che tutti lasciassero soddisfatti il palazzo. Sembrava che il donatore fosse molto più felice di quelli che ricevevano, e i mendicanti giunsero come un fiume impetuoso nella sua reggia, uscendone piegati sotto il peso dei doni del re.

Ma il Bodhisattva non era soddisfatto di dare in elemosina tutte le sue ricchezze. Desiderava che qualcuno gli chiedesse di più, per dimostrare che era disposto a donare anche il suo stesso corpo. Quando la Madre Terra fu consapevole del nobile intento del re, iniziò a tremare dalla gioia, e il grande Meru, il Signore delle Montagne, fu scosso da quelle potenti vibrazioni. Allora Sakra, il Re degli Dei, cercando la causa di quell’insolito tremolìo della terra, udì il divino pensiero del re dei Cibis, che intendeva sacrificare un pezzo del suo corpo per una persona bisognosa, e stupito pensò: - LEGGI TUTTO  … Read the rest of this entry »

 

La storia d’Avishahya l’invincibile

Fu per il buon Karma di un ricco mercante che il Bodhisattva nacque, molto tempo fa, come suo figlio. Il ragazzo seguì le orme paterne diventando, una volta adulto, il capo della Gilda dei Mercanti. Aveva ricevuto un’ottima educazione e possedeva un intuito innato per ogni genere di affari, ma era anche molto generoso e praticava la carità nel senso più ampio della parola. La sua ricchezza divenne così grande che fu chiamato il rè dei mercanti, ma il Bodhisattva grazie alla forza del suo carattere, continuò a procedere fermamente sulla Via della Compassione, dalla quale non potevano deviarlo ne vizi ne tentazioni di alcun tipo. Perciò fu chiamato Avishahya che significa: «invincibile».

La sua casa era sempre affollata da mendicanti, ognuno di loro veniva considerato un ospite, e qualunque cosa desiderasse non gli veniva mai negata. Al momento del congedo sia Avishahya che i suoi poveri amici si salutavano ridendo felici.

Infatti il Bodhiìattva non era attaccato alle sue ricchezze e, gioiva quando i mendicanti sceglievano e portavano via le cose più belle che possedeva. Per lui la ricchezza era solo un mezzo per compiere azioni meritevoli e mai nessun monaco mendicante lasciò la casa di Avishahya senza essere soddisfatto dei doni ricevuti.

Un giorno Sakra, il Re degli Dei, sentendo parlare della meravigliosa compassione di Avishahya si incuriosì e decise di vedere quanto lontano sarebbe andato il ricco mercante sulla strada della carità. Così fece in modo che i doni che il mercante aveva pronti per la distribuzione, provviste, grande, soldi e vestiti, sparissero ogni giorno. Avishahya si meravigliò per quelle improvvise e inspiegabili sparizioni, ma comprò nuove provviste giorno dopo giorno, in modo che nessun povero uscisse scontento dalla sua casa. - LEGGI TUTTO … Read the rest of this entry »

 

La storia del sacrificio

Si racconta che, molto tempo fa, il Bodhisattva nacque in una grande famiglia reale e alla morte del re suo padre salì al trono in giusta successione. Raggiunse questa alta carica per i meriti acquisiti nelle sue vite precedenti.

Molto spesso accade che quando un re è nobile e buono anche il suo popolo è giusto e pacifico. Così era nel regno del Bodhisattva. Non c’erano conflitti e povertà, non c’erano epidemie e regnava la pace con i paesi confinanti. Il re non si interessava solo al benessere materiale del suo popolo, ma anche a quello spirituale e la luce della bontà che si irraggiava dal trono illuminava il cuore di tutti i sudditi.

Ma un anno, una terribile calamità cadde sul paese portando la paura e il dubbio in tutto il popolo. Nessuno sapeva perché il Dio della Pioggia fosse adirato, ma quell’anno ci fu una grande siccità e tutti soffrivano per la mancanza d’acqua. I pozzi erano secchi e la vegetazione iniziava a morire, con essa morivano gli animali e la carestia era prossima. Il re temeva che qualcuno dei suoi sudditi avesse compiuto qualche atto sacrilego e che la siccità fosse una punizione mandata dagli dei. -  LEGGI  TUTTO … Read the rest of this entry »

 

La storia di Ajastya l’asceta

Molti anni fa, il Bodhisattva nacque nella famiglia di un famoso brahmano, che era stimato da tutti per la sua grande pietà. La sua nascita fu considerata un grande dono ed egli fu allevato affinché diventasse un uomo sapiente. Furono compiuti tutti i riti e i sacrifici prescritti e gli furono insegnati i Testi Sacri e tutte le scienze: l’astronomia, i mantra, la geometria, l’origine delle parole, la grammatica, ecc. Crescendo il Bodhisattva divenne molto famoso per la sua saggezza e, grazie ai doni dei suoi discepoli, anche molto ricco. Così la sua fama di saggio crebbe con le sue ricchezze, che distribuiva generosamente ai parenti, agli amici e ai discepoli più poveri. - LEGGI TUTTO … Read the rest of this entry »

 

La storia di una ciotola di zuppa d’orzo

Questa storia dimostra che un dono sia esso grande o piccolo, dato col cuore a una persona meritevole, produce sempre una grande ricompensa.

Nei tempi antichi il Bodhisattva nacque come re del Koshala. Aveva tutte le virtù che un rè de-ve possedere ed era come un padre per il suo popolo. Era giusto, energico e sapiente, ma fra tutte le sue virtù una splendeva come un raggio luminoso di sole, ed era il suo costante buon umore. Questa sua allegria aveva un effetto miracoloso sull’intero paese, e tutti i suoi sudditi sembravano sempre felici e contenti.

Un giorno, mentre il re stava meditando, ritornò alla sua mente il ricordo di una delle sue precedenti incarnazioni e, molto colpito da quello che vide, divenne da allora più caritatevole che mai. Shramani e Brahmani, mendicanti e anziani, ricevevano continuamente dal re doni e consigli. - LEGGI TUTTO … Read the rest of this entry »

 

La storia della lepre

Questa storia meravigliosa risale a quando il Bodhisattva nacque sulla terra in forma di lepre.

Molto tempo fa una lepre gentile viveva in una foresta, famosa per offrire rifugio ad asceti e saggi. Questa foresta era un luogo magnifico: i fiori i frutti e i rampicanti crescevano rigogliosi e un fiume dalle profonde acque azzurre scorreva tranquillo in mezzo agli alberi. Il Bodhisattva, in forma di lepre, viveva vicino alla sponda del fiume con tre amici, una lontra, una scimmia e uno sciacallo.

La lepre era considerata dai suoi amici quasi come un re ed essi pensavano che fosse superiore a ogni altro animale. Il Bodhisattva insegnava a loro e agli altri animali più piccoli, vivendo come un asceta. Anche i grandi predatori della foresta lo rispettavano e, senza cercare di divorarlo, ascoltavano i suoi insegnamenti come discepoli. Così la lepre viveva in pace e armonia con i suoi tre amici, e la sua vita virtuosa e la sua compassione per gli altri erano così grandi che la sua fama raggiunse il mondo degli dei. Una sera i tre amici andarono ad ascoltare il Bodhisattva predicare il Dharma. Mentre stavano seduti reverenti ai suoi piedi, la luna apparve tra i rami di un albero come un luminoso specchio rotondo e quando la lepre la vide, disse ai suoi compagni: - Guardate! La Luna con il suo volto quasi pieno ci sorride e ci ricorda che domani sarà il giorno della luna piena, il più sacro dei giorni Poya. Così domani dovremo compiere i riti prescritti. Non potremo nutrirci finché non avremo onorato il primo pellegrino che troveremo sulla nostra strada offrendogli del buon cibo, ottenuto nel giusto modo, cioè senza distruggere nessuna vita. La vita è breve come il lampo del fulmine, perciò state attenti a non distruggere nessun essere vivente. Voi dovete guadagnare ulteriori meriti con i vostri atti compassionevoli, che sono il fondamento del retto vivere. Il merito è la sorgente della felicità, perciò siate pronti a cogliere ogni possibilità di praticarlo. Lasciate la via dell’egoismo, perché lì vi aspettano disgrazia e disonore. Dopo queste parole i suoi amici lo lasciarono, salutandolo con gratitudine.  - LEGGI TUTTO … Read the rest of this entry »

 

La storia della scimmia ed il coccodrillo

Parte Prima

Una Scimmia viveva su un grande albero su una sponda del fiume. Nel fiume c’erano molti coccodrilli. Un Coccodrillo guardava da lungo tempo le Scimmie, ed un giorno lui disse a suo figlio: “Figlio mio, prendi una di quelle Scimmie per me. Io voglio il cuore di una Scimmia per mangiarlo”.

“Come potrei prendere una Scimmia?” chiese il piccolo Coccodrillo. “Io non vado sulla terra ferma, e la Scimmia non viene nell’acqua.”

“Usa la tua intelligenza e troverai un modo”, gli disse la mamma-coccodrillo.

Ed il piccolo Coccodrillo pensò e ripensò. Alla fine, egli disse a se stesso: “Ora so cosa devo fare. Prenderò quella Scimmia che vive sul grande albero in riva al fiume. Essa desidera attraversare il fiume per andare sull’isola in cui la frutta è più matura”. LEGGI TUTTO …

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La storia della tartaruga

Un Re una volta aveva costruito un lago nel suo cortile per far giocare in esso i giovani principini. Essi vi nuotavano dentro, e con le loro barche e zattere navigavano su di esso. Un giorno il re disse loro di aver chiesto agli uomini di mettere dei pesci nel lago.

I ragazzi corsero subito a vedere i pesci. Ora, insieme ai pesci, c’era una tartaruga. I ragazzi si dilettavano coi pesci, ma essi non avevano mai visto una tartaruga, e avevano paura di lei, pensando che fosse un demone. Così corsero piangendo dal Re loro padre, dicendo:”C’è un demone sulla riva del lago!” LEGGI TUTTO … Read the rest of this entry »

 

La storia del mercante di Seri

C’era una volta a Seri un Mercante  che vendeva ottone e oggetti di metallo. Lui andava da città in città, in società con un altro uomo che anche vendeva ottone e pentole. Quest’altro secondo uomo era avido, prendendo tutto quello che lui poteva per nulla, e dando meno di quanto lui poteva per ciò che comprava. Quando arrivavano in una città, essi dividevano le loro strade. Ciascuno andava su e giù per le strade che aveva scelto, strillando, “Vendo pentole. Vendo ottone!” Le persone uscivano dalle loro case, e comprava-no, o commerciavano, con loro.

In una casa viveva una povera vecchia e la sua nipotina. La sua famiglia una volta era stata ricca, ma ora l’unica cosa che essa aveva lasciato di tutta la ricchezza era una pentola tutta d’oro. La nonna non sapeva che quella era una pentola d’oro, ma lei l’aveva tenuta perché in passato suo marito era abituato a mangiare fuori. Essa stava su una mensola fra altre pentole e tegami, e non veniva usata spesso. LEGGI TUTTO .. Read the rest of this entry »