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Tibet, si auto-immola una giovane madre: sale a 115 il numero delle vittime
Aprile 17th, 2013 by admin

La giovane Chugtso, la 115ma autoimmolazione per il Tibet

La giovane Chugtso, la 115ma autoimmolazione per il Tibet

Chuktso, una giovane ventenne madre di un bimbo di tre anni si è data fuoco ieri, 16 aprile, all’esterno del monastero di Dzamthang, nell’omonima cittadina della prefettura di Ngaba, nella regione del Sichuan. La nuova autoimmolazione è avvenuta attorno alle 3.00, ora locale. Testimoni locali hanno confermato che è morta sul posto. Sale a 115 il numero delle immolazioni avvenute in Tibet dal 2009. Il suo corpo è stato portato all’interno del monastero dove si sono svolte le cerimonie religiose. Le autorità locali, arrivate sul posto subito dopo la protesta, hanno ordinato alla famiglia di cremare il corpo la sera stessa, in violazione della tradizione tibetana. Centinaia di membri della comunità locale, si sono riuniti nei pressi della casa di famiglia per la preparazione della cerimonia di cremazione. Quello di Chuktso è il sesto caso di autoimmolazione avvenuto a Dzamthang, dove si sono date la morte in segno di protesta contro l’occupazione cinese altre due giovani donne, Kalkyi, 30 anni, madre di quattro figli e Rikyo, 33 anni, madre di tre bambini.

La portavoce di Free Tibet Alistair Currie ha dichiarato: “Nel 2013, la frequenza delle proteste attraverso le autoimmolazioni è per ora diminuita, ma la morte di Chuktso dimostra che anche tutta la forza dello stato cinese non può dissuadere alcuni tibetani dal compiere questo atto”. “L’auto-immolazione è una protesta, non un suicidio, e fino a quando la Cina non affronterà le rimostranze del popolo tibetano, le proteste di tutte le forme continueranno in Tibet”.  Il Dalai Lama – che Pechino accusa di “orchestrare” le immolazioni – ha più volte chiesto ai propri connazionali di “mantenere il valore della vita al primo posto” e ha ricordato che “la protesta può e deve essere portata avanti con altri mezzi”. Il leader religioso ha però riconosciuto di “non poter neanche comprendere” tutto il dolore del suo popolo. Due tibetani, arrestati nel 2008 a Lhasa assieme ad altri 13 monaci, sono stati rilasciati dalle autorità cinesi dopo aver scontato la pena loro inflitta. Sono entrambi in precarie condizioni di salute. Quattro tibetani sono invece stati condannati dal tribunale di Rebkong a pene detentive di lunghezza compresa tra i 4 e 6 anni e privati dei diritti civili e politici per aver commesso “attività separatiste e aver diffuso all’estero fotografie e notizie degli autoimmolati”. Fonti: Free Tibet news – Phayul http://www.italiatibet.org/index.php?option=com_content&view=article&id=983:madre-20enne-si-da-fuoco-e-muore-in-tibet&catid=33:notizie&Itemid=50


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