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Milano: Cittadinanza onoraria al Dalai Lama
Febbraio 21st, 2016 by admin

Cittadinanza onoraria al Dalai Lama, sì del Comune con 4 anni di ritardo

Exiled Tibetan spiritual leader, the Dalai Lama, gestures as he speaks to his followers during the Jangchup Lamrim teaching session at the Gaden Jangtse Thoesam Norling Monastery in Mundgod Appena ieri avevamo dato notizia che “Milano ha rinviato il conferimento della cittadinanza onoraria al Dalai Lama” (da Milano Today, 16/02/2016) ed ecco che il quotidiano “Il Giorno” di  questa mattina ha dato notizia che il Dalai Lama ha finalmente ottenuto dal Consiglio comunale la cittadinanza onoraria milanese.

Milano, 19 febbraio 2016 – Quasi quattro anni dopo il «gran rifiuto» della maggioranza di centrosinistra, il Dalai Lama ha ottenuto dal Consiglio comunale la cittadinanza onoraria milanese. La delibera di iniziativa consiliare è stata approvata ieri pomeriggio praticamente all’unanimità: 34 i «sì», nessun contrario e due gli astenuti (il presidente del Consiglio comunale Basilio Rizzo e la consigliera di Sinistra per Pisapia Anita Sonego). Nel giugno del 2012 la cittadinanza onoraria a Tenzin Gyatso, il XIV Dalai Lama, era stata stoppata per motivi di politica estera. La Cina, che non riconosce né il Tibet né la sua massima autorità spirituale, minacciava di non partecipare all’Expo 2015 nel caso in cui Milano avesse dato la cittadinanza onoraria al Dalai Lama. Una minaccia che il ministero degli Esteri riteneva più che concreta. Risultato: cittadinanza onoraria stoppata. In ogni caso il sindaco Giuliano Pisapia e il Consiglio comunale accolse nell’assemblea di Palazzo Marino il Dalai Lama e gli conferì il Sigillo di Milano. Un modo, almeno parziale, per dribblare la minaccia cinese di non partecipare all’Expo.

Una volta conclusa l’Esposizione universale, però, la delibera di iniziativa consiliare per la cittadinanza onoraria al Dalai Lama è rispuntata fuori. A insistere perché venisse messa in discussione in aula sono stati i gruppi dell’opposizione di centrodestra, Lega in primis. L’iniziale tentativo del Pd di rinviare il voto a ottobre, quando Tenzin Gyatso sarà di nuovo a Milano, alla fine è stato accantonato dagli stessi democratici. La delibera è stata messa ai voti e ha trovato un ampio consenso. Carlo Monguzzi del Pd esprime il parere favorevole del suo gruppo sottolineando: «Il Dalai Lama ha scelto una rivoluzione non violenta e la sta vincendo». Il lumbard Luca Lepore, intanto, va all’attacco: «Dopo ben quattro anni di codardia, prone alla Cina, le sinistre milanesi hanno sollevato il capo dalla sabbia e hanno trovato la forza e il coraggio di votare a favore della concessione della cittadinanza onoraria al Dalai Lama». Matteo Forte (Polo dei milanesi) sottolinea: «Il Consiglio comunale ripara finalmente a un torto politico». Luca Gibillini (Sel) contrattacca: «Grazie alla Lega che ci consente di dare un riconoscimento a un profugo come il Dalai Lama». La controreplica del capogruppo del Carroccio Alessandro Morelli non si fa attendere: «Certo, il Dalai Lama è un profugo, mentre la Giunta e Majorino buttano i soldi dei milanesi non per accogliere i profughi, ma i clandestini»

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