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Arresti e deportazioni in tutto il Tibet
Aprile 14th, 2008 by admin

14 Aprile 2008 DREPUNG: LA PROTESTA DEI MONACI. ARRESTI E DEPORTAZIONI IN TUTTO IL TIBET – …

Un numero imprecisato di monaci del monastero di Drepung sono stati arrestati dalle forze di sicurezza cinesi tra il 10 e il 12 aprile in seguito alle proteste dei religiosi contro la presenza, all’interno del monastero, di un cosiddetto ‘gruppo di lavoro’ cinese incaricato di organizzare sessioni di ‘Rieducazione Patriottica’. Nel darne notizia, il Centro Tibetano per i Diritti Umani e la Democrazia precisa che i numerosi monaci arrestati sono stati deportati in una località sconosciuta. La campagna di ‘Rieducazione Patriottica’, intensificata in questi ultimi mesi, prevede speciali sessioni di indottrinamento durante le quali si chiede ai monaci di abiurare il Dalai Lama e di giurare fedeltà al Partito. L’unita’ di lavoro inviata a Drepung aveva inoltre il compito di informare i religiosi sulle conseguenze legali derivanti dalla partecipazione a manifestazioni di protesta.

Irruzioni a sorpresa nelle abitazioni e sparizioni continuano ad essere all’ordine del giorno a Lhasa e in tutto il territorio tibetano. Dal 10 marzo, manifestazioni si sono verificate in almeno 52 diverse contee nelle aree tibetane. Proteste anche a Chengdu, capitale del Sichuan, e a Lanzhou, capitale del Gansu.

Per ammissione degli stessi organi di stampa cinesi (Xinhua, 9 aprile), sono circa 4000 le persone arrestate o che si sono ‘spontaneamente arrese’ a Lhasa e nella Prefettura Autonoma tibetana di Gannan, nella provincia del Gansu. Oltre 5841 i tibetani del cui arresto si ha invece notizia certa: 3251 i religiosi e 2590 i laici.

Secondo una fonte tibetana, a Lhasa la gente dorme vestita ‘nel caso qualcuno bussi alla porta nel cuore della notte’. Dal 14 marzo, e’ ‘sparita almeno una persona da ogni casa’. C’e’ chi descrive ciò che si sta verificando in questi giorni come ‘una seconda Rivoluzione Culturale’. Molti degli arrestati sono deportati fuori citta’: un gruppo di 300 tibetani e’ stato visto arrivare in treno alla stazione di Xining, nel Quinghai, la scorsa settimana. International Campaign For Tibet riferisce di aver appreso da fonte attendibile all’interno del Tibet che molti erano feriti, col volto coperto di sangue e senza scarpe.

A causa delle restrizioni alla libertà di movimento, molte famiglie sono ridotte alla fame. Difficili gli approvvigionamenti anche per i monasteri.


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