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It’s Official: Happiness Really Can Improve Health
Jul 20th, 2017 by admin
Scientists have thought for years that happiness may have a real effect on physical health, but a comprehensive new review makes the case stronger than ever.

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I neuroni che collegano respirazione e calma
Jul 8th, 2017 by admin

In verde le connessioni fra alcune cellule del centro della respirazione nel tronco encefalico e aree superiori del cervello (Cortesia Kevin Yackle et al./Science/AAAS)

I neuroni che collegano respirazione e calma

Un minuscolo gruppo di neuroni situato nella parte del tronco encefalico che controlla la respirazione comunica direttamente con una struttura cerebrale coinvolta nelle risposte allo stress. La scoperta potrebbe indicare le basi fisiologiche degli effetti calmanti della meditazione e avere ricadute sullo sviluppo di farmaci contro gli attacchi di panico e altri disturbi

E’ un piccolo gruppo di neuroni nel tronco cerebrale a regolare i rapporti fra la respirazione e le attività cerebrali superiori connesse a uno stato di calma oppure di agitazione.
La scoperta è di un gruppo di ricercatori della Stanford University, che firmano un articolo pubblicato su “Science” http://science.sciencemag.org/content/355/6332/1411 . In prospettiva, il risultato può avere ricadute in campo clinico con lo sviluppo di nuove terapie contro gli attacchi di panico e altri disturbi legati a stati di stress.

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La meditazione può ridurre il dolore
Jul 8th, 2016 by admin

Seduta di meditazione mindfulness (Wikimedia Commons)

Il sollievo dal dolore che viene dalla meditazione

La meditazione mindfulness può ridurre il dolore ma senza coinvolgere la produzione naturale degli oppioidi, che è invece alla base dell’effetto analgesico di ipnosi e agopuntura. La scoperta potrebbe aprire nuove prospettive terapeutiche per il trattamento del dolore cronico, soprattutto per i soggetti che hanno sviluppato un’assuefazione ai farmaci oppiacei.

Ipnosi, agopuntura e anche la somministrazione di un placebo possono essere efficaci nel ridurre il dolore, agendo sulla capacità dell’organismo di produrre naturalmente oppioidi.
In 
un articolo pubblicato sul “Journal of Neuroscience”, http://www.jneurosci.org/content/35/46/15307.short?sid=7a16ab92-0fff-4912-a10e-a28f11066b6d un gruppo di ricercatori del Wake Forest Baptist Medical Center guidato da Fadel Zeidan, dimostra che anche la meditazione mindfulness, una pratica sviluppata alla fine degli anni settanta negli Stati Uniti sulla base degli insegnamenti del buddismo zen, è efficace nel ridurre il dolore, ma senza coinvolgere gli oppioidi.

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Meditazione e respiro per ridurre le infiammazioni
Jul 8th, 2014 by admin

Wim Hof durante il suo ultimo record di resistenza nel ghiaccio, due ore e 53 minuti, realizzato nell’ittobre 2013.(© Ruud van der Lubben/Demotix/Corbis)

Meditazione e respiro per ridurre le infiammazioni

Il sistema nervoso autonomo e il sistema immunitario possono essere influenzati con una semplice tecnica di respirazione e meditazione, che riduce la produzione delle sostanze che stimolano i processi infiammatori e aumenta quella delle sostanze antinfiammatorie. La tecnica, messa a punto dal recordman di resistenza al freddo, potrebbe essere di aiuto a chi soffre di patologie autoimmuni.

Il sistema nervoso autonomo e il sistema immunitario innato possono essere influenzati volontariamente sfruttando alcune semplici tecniche di respirazione e di meditazione. A dimostrare questa possibilità – potenzialmente di aiuto ai pazienti affetti da patologie associate a stati infiammatori persistenti o da malattie autoimmuni – è stato uno studio condotto da ricercatori della Radboud University a Nijmegen, nei Paesi Bassi, che firmano un articolo pubblicato sui “Proceedings of the Natoonal Academy of Sciences” http://www.pnas.org/content/111/20/7379.

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Dott. Enzo Soresi: Il pensiero crea
Jul 4th, 2014 by admin

Dott. Enzo Soresi

Dott. Enzo Soresi

Dott. Enzo Soresi: “Il cervello anarchico”

Alla luce della PNEI (Psiconeuro endocrino- immunologia), il Dott. Enzo Soresi, medico chirurgo specializzato in malattie polmonari ed oncologia clinica, ex primario di pneumologia presso l’ospedale Niguarda di Milano e presidente dell’Associazione Sanità senza fumo, descrive da un punto di vista scientifico una serie di casi clinici “singolari” per dimostrare l’importanza di un modello di vita volto a ridurre al minimo il disagio psichico, con conseguente prevenzione del danno biologico.

Per tutto il periodo della sua vita fetale, fino al momento della nascita, il cervello sviluppa con l’organismo a cui appartiene una relazione fisiologicamente armonica che si instaura attraverso un network di comunicazioni rappresentate dai neurotrasmettitori e neuropeptidi. Questi messaggeri neurochimici, prodotti dalle cellule del sistema nervoso centrale e del sistema immunitario, influenzano la crescita delle fibre nervose, la plasticità delle sinapsi, il ciclo vitale dei neuroni con la loro morte programmata, determinando l’assetto definitivo del sistema nervoso centrale e periferico. Continua »

La nostra immaginazione può alterare ciò che percepiamo
Aug 27th, 2013 by admin

Illusion of colliding objects.

Illusion of colliding objects.

La nostra immaginazione può alterare ciò che vediamo e sentiamo

Mental Imagery Changes Multisensory Perception.

La realtà che ci circonda può essere differente da ciò che percepiamo davvero a causa della nostra immaginazione. Questo può modificare ciò che effettivamente vediamo e udiamo, a riprova che la realtà è più soggettiva, che oggettiva. La nostra immaginazione può influire su quanto vediamo e udiamo: un po’ come dire che il pensiero crea la realtà.

Senza andare troppo in là, affermando che tutto quello che ci circonda, noi compresi, è un’illusione, gli scienziati svedesi hanno dimostrato che la nostra immaginazione influisce su ciò che realmente vediamo e udiamo.
Gli scienziati del prestigioso Karolinska Institutet in Svezia hanno infatti condotto uno studio, pubblicato su
Current Biology, in cui si mostra come la nostra immaginazione può influenzare il modo in cui facciamo esperienza del mondo, o della realtà. Spesso è infatti più determinante ciò che immaginiamo di vedere o sentire piuttosto di ciò che realmente c’è o accade – un po’ come dire che la realtà è tutto, o solo, un fattore di testa.
Il cervello dunque dietro alla realtà, che di fatto diviene soggettiva più che oggettiva. Il mondo diviene quello che in qualche modo vogliamo, immaginiamo, piuttosto di quello che è per davvero. Continua »

La Mindfulness migliora la concentrazione, capacità di lettura e memoria
Mar 30th, 2013 by admin

medtConcentrazione, capacità di lettura e memoria di lavoro: la Mindfulness le migliora. La ormai nota pratica “meditativa” risultata essere efficace in molti ambiti della vita, lo è anche nel promuovere le prestazioni sul lavoro. Torniamo a parlare di Mindfulness, la ormai nota pratica “meditativa” di Consapevolezza che, in realtà non ricalca l’immagine mistica comune che si ha della meditazione, ma si incentra più sul focalizzarsi sul momento presente.

Un nuovo studio ha così trovato ulteriori applicazioni di questa tecnica, anche in ambito lavorativo. Secondo i ricercatori dell’Università della California a Santa Barbara (UCSB) bastano due settimane di Mindfulness per migliorare significativamente la capacità di lettura e comprensione, la capacità di memoria di lavoro, la capacità di mettere a fuoco gli obiettivi e la concentrazione.
«Ciò che mi ha sorpreso di più era in realtà la chiarezza dei risultati – spiega nel comunicato UCSB il principale autore dello studio, dottor Michael Mrazek – Anche con un design rigoroso e un efficace programma di formazione, non sarebbe raro ottenere risultati contrastanti. Ma abbiamo scoperto una riduzione del vagare della mente in ogni modo con cui l’abbiamo misurata».
A prima vista può sembrare cosa di poco conto, il controllo della mente nel suo vagare. Ma, come dimostrato più volte, se in alcune circostanze questo può essere poco influente, quando invece si è impegnati in compiti che richiedono attenzione e capacità di mantenere la concentrazione, ecco che il controllo della mente diviene fondamentale. La capacità di controllare la mente con l’uso della Mindfulness è apparsa evidente dopo aver reclutato 48 volontari che sono stati suddivisi a caso per far parte di una classe in cui veniva insegnata la pratica della Mindfulness o una serie di lezioni su argomenti fondamentali riguardo una sana nutrizione. Continua »

Il segreto per guarire dalle malattie è la mente
Mar 28th, 2013 by admin

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La Meditazione buddista placa la mente

Non solo per lo spirito, ma anche per il corpo. L’estrema sintesi della notizia, che ci giunge dagli Stati Uniti, assegna un ulteriore punto in favore della meditazione trascendentale, tecnica di derivazione orientale che sempre più proseliti sta ottenendo in tutto il mondo. E’ stato così diffuso che la meditazione buddista ‘calma’ la mente e stimola aree normalmente ‘tranquille’. A scoprirne gli effetti alcuni ricercatori dell’Università della Pennsylvania, abili a ‘fotografare’ il cervello di alcuni monaci tibetani immersi nella meditazione da oltre un’ora; la scoperta è stata tale che si è potuto scoprire come porzioni di ‘materia grigia’ – in precedenza attive – notevolmente quella del lobo parietale, responsabile dell’orientamento. Un fatto che rinforza l’idea che la meditazione porti a una perdita del senso dello spazio. ”Durante queste pratiche – spiegano gli esperti – si perde la coscienza di se’ e, spesso, anche il senso del tempo e dello spazio”. si calmino mentre altre si ‘accendano’. In particolare aumenta l’attività nella parte frontale del cervello, quella che opera quando si focalizza l’attenzione su qualcosa; al contrario diminuisce notevolmente quella del lobo parietale, responsabile dell’orientamento. Un fatto che rinforza l’idea che la meditazione porti a una perdita del senso dello spazio. ”Durante queste pratiche – spiegano gli esperti – si perde la coscienza di se’ e, spesso, anche il senso del tempo e dello spazio”.

Il segreto per guarire dalle malattie è la mente

Secondo Deepak Chopra, il “guru” del benessere totale, la mente è tutto. Ed è proprio questa che può aiutare il corpo a guarire, anche dalle malattie gravi

Il famoso medico di origini indiane, Deepak Chopra, autore di numerosi best-seller e fondatore del Centro Chopra per il Benessere, ha commentato una recente dichiarazione della American Cancer Society, secondo cui le emozioni e sentimenti sono una parte importante nel far fronte a una diagnosi di cancro. Continua »

Vivere il qui e ora per stare meglio
Mar 25th, 2013 by admin

healthLa meditazione previene la depressione, riduce stress e dolore cronico

Focalizzarsi sul qui e ora, il momento presente, è una particolarità della mindfulness che promuove il benessere fisico e mentale. Quella forma di meditazione chiamata “mindfulness”, o consapevolezza, è stata trovata efficace nella gestione dello stress, il dolore cronico e la depressione.

Lo studio. C’è una forma di meditazione alquanto semplice, ma piuttosto efficace che si chiama “mindfulness”, o consapevolezza in italiano. Questa pratica – di cui abbiamo trattato più volte – si basa sulla consapevolezza del momento presente, dell’essere qui e ora. Un modo semplice per prendere coscienza di sé e di quanto avviene non solo intorno a noi, ma piuttosto dentro di noi. Quantunque numerosi studi ne abbiano attestato la validità, sono ancora molti gli scienziati che si dedicano alla scoperta di nuove applicazioni riguardo la mindfulness. Continua »

Lo Yoga riduce il dolore cervicale
Feb 14th, 2013 by admin

neck painLo Yoga riduce il dolore cervicale meglio dei comuni esercizi fisici.

Il dolore cronico al collo è un problema di salute pubblica, con solo poche opzioni di trattamento terapeutico tradizionale. È sempre più evidente l’efficacia dello yoga per alleviare disturbi muscoloscheletrici. Lo scopo dello studio Randomized-controlled Trial Comparing Yoga and Home-based Exercise for Chronic Neck Pain di Holger Cramer, Romy Lauche, Claudia Hohmann, Rainer Lüdtke, Heidemarie Haller, Andreas Michalsen, Jost Langhorst, Gustav Dobos (*Chair of Complementary and Integrative Medicine, University of Duisburg-Essen †Karl and Veronica Carstens Foundation, Essen ‡Immanuel Hospital Berlin, Department of Internal and Complementary Medicine §Institute of Social Medicine, Epidemiology and Health Economics, Charité University Medical Centre, Berlin, Germany) pubblicato su The Clinical Journal of Pain: March 2013 – Volume 29 – Issue 3 – p 216–223, è di valutare l’effetto dello yoga Iyengar in confronto con l’esercizio fisico sul dolore cronico non specifico al collo. Continua »

Meno dolore e più equilibrio: lo yoga
Feb 7th, 2013 by admin

Meno dolore e più equilibrio: lo yoga migliora la vita su tutti i fronti

Lo yoga si è rivelato ancora una volta utile per migliorare molti aspetti della vita quotidiana

Uno studio qualitativo sugli effetti dello yoga su pazienti affetti da dolore cronico ha evidenziato come questa pratica migliori la qualità della vita a 360 gradi. I partecipanti hanno riferito di sentirsi più in equilibrio, provare meno dolore e sentirsi in grado di affrontare meglio le situazioni difficili della vita. Lo yoga non solo può essere efficace nel ridurre la percezione del dolore – specie quando cronico – ma è in grado di migliorare in modo significativo la qualità della vita in generale.
Una disciplina a tutto tondo, lo yoga. Che, sebbene abbia già dimostrato in diversi studi di essere un’opzione salutare in molte situazioni, oggi dimostra ancora una volta come possa fare la differenza nella qualità della vita, rendendo le persone più equilibrate; favorendo la consapevolezza di sé e del proprio corpo; offrendo una maggiore resistenza allo stress e donando la capacità di affrontare al meglio le situazioni difficili della vita. Continua »

Gli effetti dello yoga sui principali disturbi psichiatrici
Feb 1st, 2013 by admin

Ancora molte conferme sui benefici dello yoga, ora anche nei confronti delle malattie psichiatriche o mentali. Una revisione sistematica mostra come lo yoga abbia effetti positivi sui sintomi della depressione, i disturbi del sonno, l’ADHD e la schizofrenia. Ancora notizie positive per lo yoga, l’antica pratica orientale conosciuta in tutto il mondo. Secondo una revisione sistematica pubblicata su Frontiers in Psychiatry, infatti, lo yoga produrrebbe effetti benefici anche sui principali disturbi psichiatrici. Nello specifico, i ricercatori statunitensi del Duke University Medical Center hanno analizzato oltre 100 studi sullo yoga, focalizzando l’attenzione su sedici di questi ad alta qualità, per valutare gli effetti dello yoga su disturbi psichiatrici come la depressione, la schizofrenia, l’ADHD (la sindrome da iperattività e deficit di attenzione), problemi e deficit cognitivo, i disturbi del sonno e i disturbi alimentari. Continua »

Contro il dolore al collo lo Yoga è efficace
Jan 14th, 2013 by admin

Contro il dolore al collo lo Yoga è efficace

Lo yoga è stato trovato, ancora una volta, essere efficace nel trattamento del dolore. Gli scienziati scoprono che lo yoga è anche utile contro il dolore cronico al collo, e migliora al contempo il benessere psicologico e la qualità della vita dei pazienti. Lo yoga, un po’ come la meditazione, si sta guadagnando la fama di tuttofare: è utile nel migliorare la qualità della vita in generale e agire sia su psiche che corpo. Un crescente corpo di evidenze attesta dunque che praticare lo yoga può essere un vantaggio in molte e molte situazioni: che si tratti di un problema fisico che psicologico. E l’ultimo dei numerosi studi condotti sul tema afferma che lo yoga può essere d’aiuto nel trattamento del dolore cronico del collo. E, non solo allevia i sintomi, ma è in grado di migliorare il benessere psicologico e la qualità della vita dei pazienti. L’idea di prendere in considerazione una via alternativa ai trattamenti tradizionali, come sempre, è arrivata dalla constatazione che l’attuale ricorso ai farmaci non è esente da pesanti effetti collaterali come, per esempio, nausea e vertigini. Continua »

Aiutiamo la vista con l’Hatha yoga
Jan 7th, 2013 by admin

Per ottenere dei benefici sicuri è necessario mettere in pratica gli esercizi almeno una volta al giorno.

Per ottenere dei benefici sicuri è necessario mettere in pratica gli esercizi almeno una volta al giorno.

Aiutiamo la vista con l’Hatha yoga

Con un po’ di esercizi di Hatha yoga si può migliorare la salute degli occhi. L’ideale, prima di eseguire le ripetizioni, è di raggiungere uno stato di rilassamento. Con gli esercizi consigliati la persona può muovere i bulbi oculari in tante direzioni senza però metterli sotto sforzo e così, piano piano, si riesce a riattivare i muscoli oculari. Ma vediamo quali sono questi esercizi desunti dallo yoga per la salute delle nostre finestre dell’anima.

Si parte con visualizzando una superficie nera, si procede poi mettendo le mani a coppa sugli occhi chiusi, evitando di comprimere i bulbi oculari e visualizzando sempre il nero. Subito dopo si tolgono le mani e si riaprono gli occhi. Con un altro esercizio basta guardare su e giù per 5 volte, senza tentare di mettere a fuoco, lentamente, fino a dove consentono gli occhi. Si rimane a questo punto un minuto in relax sempre con le mani a coppa sugli occhi e visualizzando ancora il nero. Ripetere l’esercizio. Continua »

La meditazione agisce davvero sul cervello.
Nov 30th, 2012 by admin

Varie_2410.jpgLa meditazione agisce davvero sul cervello. Effetti duraturi anche dopo il termine del programma.

Meditare significa produrre effetti duraturi sul proprio cervello. Lo dice una ricerca del Massachusetts General Hospital e della Boston University pubblicata su Frontiers in Human Neuroscience.
Stando ai test effettuati su due diverse tipologie di meditazione, l’effetto prodotto andrebbe oltre la pratica stessa e si proietterebbe anche a distanza di tempo. I ricercatori hanno verificato l’efficacia della meditazione compassionevole e della meditazione da attenzione consapevole. Continua »

La Consapevolezza aiuta a mantenere sana la mente
Nov 3rd, 2012 by admin

Ancora una volta, la pratica della Consapevolezza (o Mindfulness) è stata trovata scientificamente efficace e utile per la salute della mente e migliorare la qualità della vita.

Ancora una volta, la pratica della Consapevolezza (o Mindfulness) è stata trovata scientificamente efficace e utile per la salute della mente e migliorare la qualità della vita.

La Consapevolezza aiuta a mantenere sana la mente

Ancora una volta, la pratica della Consapevolezza (o Mindfulness) è stata trovata scientificamente efficace e utile per la salute della mente e migliorare la qualità della vita. La cosiddetta meditazione “Mindfulness”, o Consapevolezza, è stata rivisitata da un team di esperti che ne conferma scientificamente l’efficacia nel mantenere o ritrovare il benessere mentale e, infine, anche fisico e migliorare la qualità della vita. Pubblicato sull’ultimo numero di Frontiers in Human Neuroscience, è il lavoro degli esperti del Brigham and Women’s Hospital (BWH) di Boston (Usa) in cui si propone un nuovo modello che cambia il modo di vedere e approcciarsi alla Mindfulness, o Consapevolezza. Continua »

La meditazione come “farmaco” per il cuore
Oct 25th, 2012 by admin

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La meditazione tiene a bada la pressione sanguigna

Uno studio condotto dal Medical College of Georgia è infatti giunto alla conclusione che due sessioni di meditazione da 15 minuti al giorno – una volta a casa, l’altra con l’istruttore – ha consentito agli allievi teenagers di una scuola di tenere a bada la pressione sanguigna per 4 mesi. La loro pressione sanguigna ha persino continuato a scendere nei quattro mesi successivi alla conclusione delle sessioni di meditazione. Uno studente, Nick Fitts, ha, ad esempio, ha beneficiato molto della meditazione. Nick ha due lavori, non ha una macchina ed aveva rapporti difficili con la madre. Lo stress ha fatto alzare la sua pressione Continua »

La meditazione aiuta chi soffre di artrite reumatoide
Sep 26th, 2012 by admin

SCPLa meditazione aiuta chi soffre di artrite reumatoide

Ricercatori dell’University of Maryland School of Medicine di Baltimora stanno conducendo studi tesi a provare l’efficacia della meditazione nell’aiutare chi soffre di artrite reumatoide, una malattia autoimmune che colpisce circa 2,1 milioni di persone solo negli Stati Uniti, principalmente donne. Chi è colpito da artrite reumatoide soffre spesso di affaticamento, rigidezza e dolori. Le articolazioni possono gonfiarsi e, con il tempo, degenerare. I ricercatori hanno preso in esame un gruppo di pazienti affetti da artrite reumatoide e li hanno sottoposti ad una forma di meditazione chiamata “mindfulness,” sviluppata 30 anni fa all’Università del Massachusetts e che ha l’obiettivo di ridurre lo stress fisico e psicologico associato ai sintomi della malattia. Continua »

La frequenza della pratica di yoga predice la buona salute
Sep 20th, 2012 by admin

yog-2La frequenza della pratica di yoga predice la buona salute

Lo Yoga si propone come un intervento terapeutico, ma i rapporti tra la pratica dello yoga e la salute sono ancora poco determinati. Per esaminare la relazione tra la pratica dello yoga e la salute (benessere soggettivo, dieta, indice di massa corporea, il fumo, l’alcool, il consumo di caffeina, il sonno, la stanchezza, il supporto sociale, la consapevolezza, e l’attività fisica) Ross A, Friedmann E, Bevans M, Thomas S. della University of Maryland, School of Nursing, Baltimore (Evid Based Complement Alternat Med. 2012;2012:983258. Epub 2012 Aug 14.) hanno effettuato un’indagine trasversale tramite questionari anonimi distribuiti a 4307 soggetti scelti a caso da 18.160 individui in 15 centri di yoga Iyengar negli USA. I questionari compilati furono 1.045 (24,3%), l’età media dei soggetti era di 51,7 (± 11,7) anni, di cui l’84,2% di sesso femminile. La frequenza della pratica dello yoga a casa risultò favorevolmente correlato (P <.001) con: la consapevolezza, il benessere soggettivo, l’indice di massa corporea (IMC o BMI, dall’inglese body mass index), il consumo di frutta e verdura, lo stato vegetariano, la qualità del sonno ed inversamente con la stanchezza. Ogni componente della pratica dello yoga (diverse categorie di postura fisica, tecniche di respirazione, meditazione, studio filosofico) risultava predittivo di almeno 1 indicatore di salute (P <.05). È quindi emerso che la durata della pratica dello yoga a casa si rivela un migliore indicatore predittivo della salute degli anni di pratica o di frequenza ai corsi di yoga. Diverse posture e tecniche di yoga possono dare dei benefici unici per la salute. Continua »

La meditazione modifica aree cerebrali
Aug 31st, 2012 by admin

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Gli effetti della meditazione sul cervello. Bastano due mesi per modificare la materia grigia.

La meditazione mindfullness, il dirigere la nostra attenzione verso oggetti, immagini, emozioni o verso nessun pensiero, non solo produce degli effetti benefici sulla nostra salute, verificabili sul cervello dopo 2 mesi di esercizio costante, diminuendo anche i livelli d’ansia e stress, ma, secondo i ricercatori del Massachusetts General Hospital, anche di modificare la struttura del cervello. Lo studio, pubblicato su Psychiatry Research, si è svolto con un gruppo di volontari per un periodo di 8 settimane, nel corso delle quali hanno frequentato un corso appositamente studiato presso l’Università del Massachusetts per stimolarne le facoltà meditative, sottoposti a delle risonanza magnetica prima e dopo il corso, poi confrontati con quelle di un gruppo di controllo che non aveva seguito il corso. Continua »

Basta guardarsi, per sentire meno dolore
Aug 30th, 2012 by admin

medit-6Il solo guardare diminuisce il dolore e se s’immagina più grande la parte del corpo da cui proviene quella sensazione, allora si avrà una conseguente riduzione del dolore stesso: è la conclusione di una ricerca dell’University College di Londra e dell’Università di Milano-Bicocca.

Per giungere a queste conclusioni, i ricercatori, si sono avvalsi della collaborazione di 18 volontari, ai quali, è stata posta nella mano sinistra una sonda termica, che aumentava gradatamente la temperatura ed un pedale da premere, per segnalare quando questo provocava dolore.

Durante l’esperimento, i ricercatori hanno usato specchi, anche concavi o convessi, facendo o no vedere la mano, normale, ingrandita o più piccola e registrato le temperature alle quali, secondo lo specchio usato o se si visualizzava la mano od un altro oggetto, i volontari sentivano dolore.

I risultati, evidenziavano che il solo visualizzare la mano con la sonda, permetteva di alzare di 3° C, la soglia del dolore, rispetto a chi non la visualizzava e che usando specchi che ingrandivano la mano, si alzava ulteriormente la soglia del dolore.

Usando uno specchio, che ne diminuiva le dimensioni, la soglia del dolore diminuiva arrivando a temperature più basse di, quando si visualizzava la mano a dimensioni normali.

Per Flavia Mancini autore dello studio, pubblicato su Psychological Science, insieme al professor Patrick Haggard, “L’immagine che il cervello mostra del nostro corpo ha una forte correlazione sul livello del dolore. Continua »

E’ l’ansia che fa invecchiare le donne
Jul 16th, 2012 by admin

macch-neraManteniamo la calma, è l’ansia che fa invecchiare le donne!

Fra chi ne soffre e chi ne è immune è come se ci fosse una differenza di 6 anni. Ma la meditazione protegge invece dall’invecchiamento, vedi http://www.sangye.it/dalailamanews/?p=3483#more-3483 allungando le stesse strutture del DNA , i telomeri (quindi allungando la vita) danneggiati invece dall’ansia. Essere calme e’ una scelta che paga per le donne, perché l’ansia oltre a molte altre problematiche porta con se’ anche quella di un invecchiamento più rapido. E’ quanto dimostra una ricerca pubblicata sulla versione online della rivista PlosOne, condotta dal Brigham and Women’s Hospital di Boston. Continua »

La mindfulness: un’educazione alla consapevolezza
Jul 5th, 2012 by admin

Monaci tibetani in meditazione sull'Himalaya

Franco Fabbro: La pratica della gentilezza tende a favorire la nascita della compassione verso se stessi e verso gli altri. L’atteggiamento non giudicante riduce la tensione al controllo e facilita lo sviluppo dalla capacità di abbandonarsi alla vita, di non attaccarsi alle “cose” ma di lasciarle andare.

La mindfulness: un’educazione alla consapevolezza

Franco Fabbro

Professore ordinario di Neuropsichiatria infantile, Università di Udine franco.fabbro@uniud.it

Quaderni di Orientamento (www.regione.fvg.it) 2012, vol. 40 (in stampa)

Origini storiche della mindfulness

Il termine inglese “mindfulness” è la traduzione del termine sanscrito “sati” che significa consapevolezza. La pratica della consapevolezza è stata insegnata più di due millenni fa dal principe Siddharta Gotama (circa 566-486 a.C.) conosciuto come il Buddha, cioè colui che ha raggiunto la liberazione. Continua »

Buddisti felici e calmi: merito della meditazione
Jun 26th, 2012 by admin

Buddisti felici e calmi: merito della meditazione

Varie_4690.jpgI buddisti sono più felici e calmi delle altre persone. A dare la prova scientifica degli effetti benefici sulla psiche di chi ha abbracciato gli insegnamenti del Dalai Lama, sono due diversi studi americani pubblicati sulla rivista New Scientist. Nella prima ricerca, gli esperti del San Francisco Medical Center dell’università della California hanno scoperto che praticare la meditazione, tipica della religione buddista, contribuisce a tenere sotto controllo l’amigdala, area cerebrale ‘snodo’ delle memorie collegata alla paura. Cosi’, i fedeli di questa religione, abituati a regolari sedute di meditazione, sono meno impressionabili, frustrati, stressati e aggressivi degli altri. Il secondo studio, condotto da un gruppo di neurologi della Winsconsin University a Madison, ha utilizzato una nuova tecnica per immagini per analizzare il cervello di un gruppo di buddisti. Il test ha Il test ha rivelato un’intensa attivita’ del lobo pre-frontale, area collegata alle emozioni positive e all’autocontrollo. ”Per questo motivo – scrivono gli esperti – sono più portati alla calma e al buon umore”. http://www.italiasalute.it/news.asp?ID=4690

Con la meditazione aumenta la salute di mente e corpo
Jun 16th, 2012 by admin

Il monaco tibetano Palden Gyatzo

Il monaco tibetano Palden Gyatzo

Con la meditazione aumenta la salute di mente e corpo

Per migliorare la salute della mente e del corpo un buon aiuto giunge dalla meditazione. Secondo uno studio australiano, chi cerca il benessere interiore rilassando la mente sta meglio degli altri. Lo studio, pubblicato sulla rivista ‘Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine’, si è basato sui dati forniti dal programma federale National Health and Wellbeing Survey, messi a confronto con quelli ottenuti su circa 350 australiani dediti alla meditazione da almeno due anni. I ricercatori dell’Università di Sidney hanno preso in considerazione i dati generali sulla salute (tendenza allo stress, sintomi influenzali, frequenza ad ammalarsi) ed hanno notato che le persone più rilassate, che riescono a tenere lontano stress e preoccupazioni, godono di ottima salute. Il 35% degli australiani intervistati ha dichiarato di riuscire almeno una volta al giorno a racchiudersi in silenzio, anche per pochi minuti, mentre sono il 52% quelli che affermano di provarci per più volte al giorno. Chiudersi in se stessi, svuotando la mente, è dunque fondamentale per ottenere vantaggi in salute. Più si vive l’esperienza della meditazione, maggiore è il beneficio per la mente e il corpo. Ramesh Manocha, della Sydney Medical School, ha inoltre spiegato che ciò che conta realmente non è la quantità ma la qualità della meditazione.

Quality of Life and Functional Health Status of Long-Term Meditators Continua »

La meditazione riduce l’ansia e potenzia le difese immunitarie.
Apr 25th, 2012 by admin

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La meditazione riduce l’ansia e potenzia le difese immunitarie.

Uno studio dell’Università del Wisconsin ha coinvolto 41 persone in uno studio sull’effetto della cosiddetta “terapia della mente attiva” (mindfulness medication), una tecnica sviluppata da Jon Kabat-Zinn, un esperto americano nella riduzione dello stress, per aiutare chi viene ricoverato in ospedale a limitare dolore e fastidi. Venticinque persone hanno seguito un corso di meditazione a cadenza settimanale, con un ritiro di sette ore, nel corso dello studio, eseguendo anche una serie di esercizi a casa. Le altre non hanno fatto nulla di speciale. Dopo otto settimane, i ricercatori hanno misurato l’attività elettrica nella zona frontale del cervello di tutti i partecipanti. Continua »

La meditazione «spegne» i pensieri nocivi
Mar 31st, 2012 by admin

La meditazione «spegne» i pensieri nocivi. La meditazione per ridurre l’ansia e prevenire l’Alzheimer. Gli effetti di antiche tecniche svelati dalle nuove tecnologie.

La meditazione per ridurre ansie e pensieri negativi che diminuiscono la qualità della nostra vita e rappresentano un campanello d’allarme per l’insorgenza della depressione. Il potere delle pratiche meditative si conosce da millenni, giunge ora dalla prestigiosa Yale University uno studio che conferma le proprietà calmanti di alcune tecniche.

La ricerca ha coinvolto 23 volontari, di cui 13 meditatori. Tramite risonanza magnetica funzionale si è registrata l’attività di un’area specifica del nostro cervello, chiamata DMN (default mode network). Questa è responsabile dell’elaborazione di paure e pensieri angosciosi, che affiorano nel corso della giornata in mono autonomo. Continua »

La meditazione rafforza il cervello
Mar 23rd, 2012 by admin

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Precedenti prove della UCLA hanno suggerito che la meditazione esercitata per anni addensa il cervello (in senso buono) e rafforza i collegamenti tra le cellule cerebrali. Ora una nuova relazione da parte dei ricercatori della UCLA suggerisce  un ulteriore vantaggio. Eileen Luders, professore assistente presso il Laboratorio di Neuroimaging UCLA, e colleghi hanno scoperto che  i meditatori a lungo termine hanno grandi quantità di “gyrification” (ripiegamento della corteccia cerebrale, che può consentire al cervello di elaborare le informazioni velocemente) rispetto alle persone che non meditano. Inoltre, una correlazione diretta è stata trovata tra la quantità di gyrification e il numero di anni di meditazione, fornendo un’ulteriore prova della neuroplasticità del cervello, o la capacità di adattarsi ai cambiamenti ambientali. Continua »

La meditazione aiuta a sviluppare una visione più positiva
Mar 13th, 2012 by admin

Il Prof. Richard J. Davidson con Sua Santità il Dalai Lama

Il Prof. Richard J. Davidson con Sua Santità il Dalai Lama

Lo studio dello psicologo Richard J. Davidson mette in luce sei elementi chiave, corrispondenti a precisi schemi di attività in varie aree del nostro cervello, che descrivono la nostra personalità. Questione di stile, anche per le emozioni. Basandosi su più di 30 anni di ricerca d’avanguardia sul cervello, lo psicologo e psichiatria americano Richard J. Davidson dell’University of Wisconsin-Madison, ‘fotografa’ e analizza il modo in cui le emozioni vengono codificate nel nostro cervello, insieme al nostro potere di controllarle. Nel suo libro ‘The Emotional Life of Your Brain’ (Hudson Street Press, scritto insieme a Sharon Begley), l’esperto descrive sei distinte dimensioni emotive, ciascuna caratterizzata da una ‘firma’ neurale misurabile. Ebbene, è proprio la combinazione di queste sei dimensioni a caratterizzare quello che Davidson chiama lo “stile emotivo” di ciascuno: un mix che riassume l’essenza della nostra personalità e il riflesso del nostro modo di vivere e di rispondere alle esperienze positive o negative. Insomma, se siamo più intuitivi, sensibili, empatici o caparbi, la nostra mente lo rileverà. “In decenni di ricerca sulla neurobiologia delle emozioni, ho visto migliaia di persone che condividono esperienze simili rispondere in modi radicalmente diversi alla stessa esperienza. Perché una persona si riprende rapidamente da un divorzio, mentre un’altra rimane impantanata in recriminazioni o disperazione?”, si è chiesto Davidson. Continua »

La meditazione ha reali effetti benefici per la salute
Feb 24th, 2012 by admin

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La meditazione ha reali effetti benefici per la salute, come il miglioramento del sistema immunitario o la normalizzazione della pressione del sangue: è la meditazione, in particolare quella “mindfulness”, in cui, tramite apposite tecniche, si focalizza la mente sul momento presente, sull’”ora”, dimenticando ansie per il futuro o errori passati. Ora un nuovo studio scientifico ne prova l’efficacia. La ricerca, pubblicata sul corrente numero di Perspective on Psychological Science, rivista edita dall’Association of Psycholocial Science, è stata condotta da Britta HÖlzel, psicologa e ricercatrice della Justus Liebig University e della Harvard Medical School. Obiettivo dello studio, che ha unito le ricerche più recenti con quelle effettuate negli ultimi anni, dando così una visione a 360° del tema, è stato quello di svelare la complessità di questo metodo, di antica origine orientale, ma che viene praticato da moltissime persone in tutto il mondo, anche ai giorni nostri e anche in Italia. Abbiamo chiesto a Britta HÖlzel , che da anni segue questo tema, di spiegare quali sono i miglioramenti oggettivi rilevati nelle persone che praticano questo tipo di meditazione: “abbiamo dati che ci mostrano che la pratica della meditazione mindfulness” afferma la studiosa aumenta la concentrazione della materia grigia in alcune aree del cervello, come l’ippocampo, che è importante per la memoria e per l’apprendimento. Continua »

Lo yoga allevia anche il mal di schiena
Feb 14th, 2012 by admin

yogaLo yoga allevia il mal di schiena, e non solo

Lo yoga e lo stretching possono alleviare il mal di schiena. Un grande studio statunitense decreta che lo yoga può alleviare il dolore cronico della schiena e anche altri sintomi associati, così come un buon stretching. Dello yoga si è già trattato più e più volte. E, in tutti i casi, si è sempre scoperto come questa pratica possa essere utile nelle più disparate situazioni: che si tratti di salute e benessere sia a livello fisico che mentale, emozionale e, non dimentichiamolo, anche spirituale perché, in fondo, in origine lo yoga è nato proprio per questo. In occidente, tuttavia, si guarda più al lato pratico e questo nuovo grande studio statunitense lo conferma. I ricercatori del Group Health Research Institute (GHRI) di Seattle hanno infatti condotto uno studio Continua »

Se aiuti gli altri rafforzi il cervello
Dec 16th, 2011 by admin

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Ridurre la sofferenza di un malato ci fa sentire meno stressati. Aumenta la connessione sociale e si attivano le aree striatali

Con l’avvicinarsi del Natale le occasioni per fare del bene agli altri si fanno ancora più frequenti e adesso scopriamo che aiutare il prossimo è salutare anche per il nostro cervello. Secondo uno studio dell’Università della California pubblicato su Psychosomatic Medicine aiutare gli altri induce un significativo aumento di attività nell’area dello striato ventrale e in quella settale, regioni cerebrali correlate al comportamento materno e alla socializzazione, un po’ come se diventassimo mamma e fratello o sorella di chi stiamo aiutando. Contemporaneamente si riduce l’attività dell’amigdala, area cerebrale correlata fra l’altro allo stress e alle emozioni, come se quel gesto ci liberasse dallo stress che ci provoca confrontarci col dolore degli altri. Questa attivazione alimenta anche i nostri circuiti della socializzazione riducendo in generale la nostra tensione emotiva con un effetto finale benefico per chi aiuta e non solo per chi è aiutato. Continua »

Lo Yoga aiuta contro il cancro
Dec 7th, 2011 by admin

Lo Yoga aiuta contro il cancro

Medicina cinese_7507.jpgIn un congresso internazionale di oncologia ad Atlanta, sono stati presentati i risultati di uno studio secondo il quale lo yoga inciderebbe positivamente sulla qualità della vita delle pazienti con tumore al seno tanto da essere stato sperimentato come parte del piano di cure anti-cancro. “E” la prima volta che uno studio include lo yoga come parte del piano terapeutico’’, afferma Lorenzo Cohen, dell’universita’ del Texas e responsabile della ricerca. Il “segreto è la capacità di coinvolgere” – spiega il medico – “sia la mente che il corpo”. “Abbiamo ipotizzato, perciò, che i malati di tumore avrebbero potuto beneficiare di questa tecnica sia dal punto di vista fisico che emozionale. I risultati ottenuti ce lo hanno confermato’’. Continua »

Lo yoga riduce ansia e tachicardie
Nov 14th, 2011 by admin

yoga_0Lo yoga riduce ansia e tachicardie

Yoga e meditazione per ridurre i sintomi della fibrillazione atriale e dell’ansia

Depressione e ansia sono in costante aumento negli ultimi anni. Ma anche i problemi cardiaci non sono da meno. Tra questi vi è quella che si chiama fibrillazione atriale, contraddistinta da un battito cardiaco irregolare. Oggi, però, grazie ai ricercatori statunitensi dell’University of Kansas Hospital (Kumed), c’è una speranza in più oltre agli antidepressivi, ansiolitici e farmaci specifici per il cuore… una speranza tutta naturale che arriva dallo yoga. Già ricerche precedenti avvaloravano l’ipotesi che lo yoga apportasse diversi benefici per la salute come la riduzione dell’ipertensione e del colesterolo. Ma per la prima volta si associa la pratica orientale alla fibrillazione atriale. Continua »

Sii felice e vivrai di più. Lo dimostra la scienza
Jun 11th, 2011 by admin

La felicità è un potente predittore di longevità. Traduzione, in semplici parole di auto-aiuto: sii felice e vivrai di più. Sulle prime può sembrare una conclusione intuitiva e quasi scontata. Epperò, per arrivare a “chiare e convincenti prove”, su rigorosa base scientifica, è stata necessaria una meta-analisi di 160 studi relativi al rapporto tra stati d’animo positivi e salute generale. Alla fine, i ricercatori americani hanno trovato evidenze sufficienti a dimostrare che l’assenza di stress cronico, ansia e disturbi affettivi garantisce in media una vita più lunga e soprattutto anni migliori. Non solo quantità, quindi. «Sono rimasto quasi scioccato, certamente sorpreso, nel rilevare la coerenza dei dati», ha dichiarato Ed Diener, professore emerito di psicologia all’università dell’Illinois e uno dei più autorevoli studiosi della felicità. La ricerca, pubblicata sulla rivista Applied Psychology: Health and Well-Being, ha preso in esame otto tipologie differenti di studi a lungo termine e indagini sperimentali. Alcuni decisamente sorprendenti. Continua »

Sclerosi multipla: la meditazione allevia la stanchezza e la depressione
Jun 8th, 2011 by admin

medit4La meditazione può venire in aiuto ai malati di sclerosi multipla per alleviare stanchezza e sintomi depressivi. E’ la conclusione alla quale è giunta una ricerca pubblicata due giorni fa sulla rivista Neurology che ha visto coinvolti 150 pazienti affetti da sclerosi multipla ed è stata condotta dai ricercatori dell’University Hospital di Basilea in Svizzera guidati dal prof. Paul Grossman, del Dipartimento di Medicina Psicosomatica, nella Divisione di Medicina Interna presso l’Università. Grossman e il suo team hanno reclutato 150 pazienti con sclerosi multipla recidivante remittente o sclerosi multipla secondaria progressiva, e assegnati in modo casuale a ricevere cure mediche standard (74 pazienti) o sottoposti a otto settimane di allenamento in meditazione da attenzione consapevole (76 pazienti). L’allenamento mentale comprendeva lezioni settimanali di 2,5 ore, un ritiro tutto il giorno, e 40 minuti al giorno di meditazione personale. L’approccio della meditazione di consapevolezza induce una persona a sviluppare una consapevolezza Continua »

I riti della fede migliorano il cervello, anche degli atei
Jun 8th, 2011 by admin

preghI monaci buddisti e le suore cattoliche migliorano il potere del loro cervello attraverso la meditazione e la preghiera, ma anche gli atei possono godere dei benefici mentali che derivano ai credenti dalla fede.

Lo sostiene lo scrittore scientifico Andrew Newberg nel suo nuovo libro “Come Dio cambia il tuo cervello”. Secondo l’autore, la chiave sta negli effetti calmanti e di concentrazione che la meditazione o la preghiera intensa hanno nella nostra testa.Gli esami del cervello mostrano che la meditazione intensa altera la nostra materia grigia, rafforzando le regioni che si focalizzano sulla mente e incoraggiano la compassione mentre calmano quelle legate alla paura e alla rabbia. Continua »

Lo yoga può aiutare chi ha il cancro
Jun 8th, 2011 by admin

surya-namaskara-pashvakaupa-asanaLe persone che sono guarite da un tumore dovrebbero provare a fare un po’ di yoga per dormire meglio di notte e per aumentare i propri livelli energetici.

Lo dice uno studio americano condotto dai ricercatori dell’University of Rochester Medical Center di New York su 400 sopravvissuti al tumore, la maggioranza dei quali sottoposti alla chemioterapia per il cancro al seno, che sono stati divisi in due gruppi.

Il primo ha fatto Hatha yoga due volte a settimana per un mese mentre il secondo ha fatto i consueti esercizi fisici.

Praticare yoga ha anche diminuito di quasi il 50% il senso di fatica, provocando anche un leggero miglioramento della qualità di vita oltre a far dormire meglio.

Secondo la ricercatrice che ha condotto lo studio — che sarà presentato a giugno in occasione dell’American Society of Clinical Oncology Annual Meeting — questa deve essere considerata una buona notizia per i pazienti, visto che i medicinali per dormire hanno controindicazioni e non sono normalmente efficaci per molto tempo. Continua »

Meditazione: ottima pratica anti-invecchiamento
May 29th, 2011 by admin

meditxE’ sempre impressionante scoprire le potenzialità della mente, così, ogni volta che la scienza le osserva, ne rimane sbalordita. Appartengono a studi degli scorsi anni le tesi secondo cui praticare la meditazione può prevenire alcuni disturbi di salute comuni come le malattie cardiache e la depressione, e così il 2011 si apre con una nuova scoperta: potrebbe avere effetto anche sulla longevità.

Ad ipotizzarlo sono i ricercatori della University of California di Davis, i quali hanno confrontato un gruppo di 30 persone che frequentavano corsi di meditazione in ritiro presso il Centro Shambhala Mountain in Colorado, con un gruppo di controllo che non ha partecipato al ritiro, ma che erano in lista di attesa. Nei “meditatori”, che hanno trascorso sei ore al giorno per tre mesi a respirare ed effettuare le altre pratiche in armonia con il mondo sono stati trovati livelli di circa il 30% superiori di un enzima chiamato telomerasi, rispetto a coloro che non erano andati in ritiro. Continua »

Yoga e meditazione possono disattivare i geni dello stress
May 29th, 2011 by admin

surya-namaskara-phusattna-asanaI numerosi studi, molti dei quali a lungo termine, hanno evidenziato come il benessere che deriva dallo yoga non sia esclusivamente un fatto mentale, ma dipenda dalla disattivazione di alcuni geni, proprio come ci spiega il dottor Herbert Benson, presidente emerito del Benson-Henry Institute for Mind-Body Medicine al Massachusetts General Hospital e professore associato di medicina all’Harvard Medical School. Per proteggerci dall’accumulo di energia negativa e disattivare i geni coinvolti nello stress, il dottor Benson consiglia pertanto venti minuti di rilassamento e meditazione ogni giorno.

Il benessere non è soltanto nella testa. Abbiamo scoperto che quando si evoca una risposta di rilassatezza gli stessi geni che sono attivati e disattivati dallo stress, vengono coinvolti nel processo e “spenti”.
La mente riesce a disattivare e ad attivare i geni e non è affatto separata dal corpo.
La mente riesce a disattivare e ad attivare i geni e non è affatto separata dal corpo.

Genomic Counter-Stress Changes Induced by the Relaxation ResponseJeffery A. Dusek1,2,3,6#, Hasan H. Otu3,4#, Ann L. Wohlhueter1, Manoj Bhasin3,4, Luiz F. Zerbini3,4, Marie G. Joseph4, Herbert Benson1,3,5*, Towia A. Libermann3,4*

1 Benson-Henry Institute for Mind Body Medicine at Massachusetts General Hospital, Chestnut Hill, Massachusetts, United States of America, 2 Department of Psychiatry, Massachusetts General Hospital, Harvard Medical School, Boston, Massachusetts, United States of America, 3 Department of Medicine, Division of Interdisciplinary Medicine and Biotechnology, Beth Israel Deaconess Medical Center, Harvard Medical School, Boston, Massachusetts, United States of America, 4 BIDMC Genomics Center, Beth Israel Deaconess Medical Center, Boston, Massachusetts, United States of America, 5 Department of Medicine, Massachusetts General Hospital, Harvard Medical School, Boston, Massachusetts, United States of America, 6 Institute for Health and Healing, Abbott Northwestern Hospital, Minneapolis, Minnesota, United States of America Continua »

La meditazione riduce il dolore come i farmaci
May 29th, 2011 by admin

La meditazione funziona meglio degli antidolorifici.
La meditazione funziona meglio degli antidolorifici.

Una ricerca del Wake Forest Baptist Medical Center Meditation, diretta dal dottor Fadel Zeidan e pubblicata sul “Journal of Neuroscience” evidenzia che l’attenzione focalizzata disciplina il cervello, riducendo il dolore percepito.La mente comanda il corpo: quando si prova dolore, essa può ridurne l’intensità, in modo simile ai farmaci analgesici. La mente comanda il corpo: quando il secondo prova dolore, essa può ridurne l’intensità, in modo simile ai farmaci analgesici. L’esperienza soggettiva del proprio ambiente è data da interazioni fra processi sensoriali, cognitive e affettive. Per secoli, la meditazione è stata pensata per influenzare i processi tale da consentire una rappresentazione non valutativa di eventi sensoriali.

Altro che analgesici: quando il dolore è troppo forte basta un’ora di meditazione. La capacità di concentrare la propria mente e liberarla dai pensieri negativi, infatti, avrebbe il potere di ridurre l’intensità del dolore fino al 40%. Non solo, abbasserebbe del 57% anche quella sensazione spiacevole che segue la sofferenza. Queste “certezze” sono il punto d’arrivo di uno studio, pubblicato sul Journal of Neuroscience, secondo il quale la meditazione batte i farmaci perché è in grado di influenzare l’attività delle aree cerebrali che controllano lo stimolo doloroso, regolandone il grado di intensità. In altre parole, dicono i ricercatori del Wake Forest Baptist Medical Center di Winston-Salem (Usa), la meditazione ha il potere di “assopire” la corteccia somatosensoriale e di “svegliare” il cingolo anteriore, l’insula anteriore e la corteccia fronto-orbitale. Questa azione “combinata” sulle aree che governano la percezione del dolore ha un potere analgesico. Continua »

Il Tai Chi aiuta i cardiopatici
May 29th, 2011 by admin

24-form-tai-chiTai Chi, antica pratica cinese aiuta i malati di insufficienza cardiaca

Il Tai-Chi, quel movimento lento e meditativo che arriva dall’Oriente, potrebbe essere un’attività fisica adatta a quei pazienti che soffrono di insufficienza cardiaca. A rivelare l’effetto benefico di quest’antica disciplina orientale è una ricerca del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston coordinata dalla dottoressa Gloria Yeh su un campione di 100 pazienti che soffrono di scompenso cardiaco. Lo studio ha coinvolto un centinaio di pazienti diviso in due gruppi. Il primo ha seguito lezioni di Tai Chi per un’ora al giorno con frequenza bisettimanale, per un totale di tre mesi.

Il secondo gruppo ha invece seguito, con la stessa frequenza e durata, delle lezioni condotte da un’infermiera dal tema “educazione alla salute”.

Così in tre mesi di lezioni di tai-chi non si sono riscontrati significativi miglioramenti dei parametri che misurano la funzionalità cardiaca e il livello di ossigenazione ma, ha spiegato la Yeh, il Tai Chi ha avuto un importante impatto nell’umore e nella qualità della vita dei pazienti. Continua »

L’efficacia della meditazione contro la depressione
May 29th, 2011 by admin
Sulla scorta di questo studio che vi riferiamo, il dottor Levitan e colleghi ritengono che, almeno in alcuni casi, la meditazione possa costituire alternativa ai farmaci nella gestione della depressione.

Sulla scorta di questo studio che vi riferiamo, il dottor Levitan e colleghi ritengono che, almeno in alcuni casi, la meditazione possa costituire alternativa ai farmaci nella gestione della depressione.

Nella cura della depressione, spesso la prima opzione dei medici è la prescrizione di psicofarmaci affiancati da terapia psicologica. Tuttavia, l’uso di sostanze chimiche può non essere indispensabile: queste possono essere sostituite da pratiche di meditazione. Lo ipotizza una ricerca del Centre for Addiction and Mental Health (Canada), diretta dal dottor Robert Levitan e pubblicata su “Archives of General Psychiatry”.

In base ai risultati presentati a dicembre negli “Archives of General Psychiatry”, la terapia basata sulla Mindfulness è risultata avere effetti simili ai farmaci antidepressivi di mantenimento per la prevenzione delle ricadute nei pazienti trattati con successo per la depressione.
Come introduzione all’articolo, gli autori scrivono
“Le ricadute e la ricomparsa dei sintomi dopo un percorso di cura del disturbo depressivo maggiore sono eventi comuni e scoraggianti che hanno come conseguenza una serie di costi a livello personale, familiare e sociale”.

Il metodo standard per la prevenzione delle ricadute è una terapia di mantenimento con farmaci antidepressivi. Questa modalità risulta essere funzionale nella misura in cui i pazienti assumono i loro farmaci, ma almeno il 40 per cento di loro non lo fanno. “Un’alternativa alla terapia a lungo termine con antidepressivi, in particolar modo quelle che hanno come obiettivo il miglioramento dell’umore in un contesto di benessere generale, può destare interesse nei pazienti diffidenti rispetto alla terapia farmacologica prolungata”. Continua »

I benefici della meditazione camminata
Mar 29th, 2011 by admin

Ajhan Thanavaro in meditazione - Friuli 1991

Ajhan Thanavaro in meditazione - Friuli 1991

I benefici della meditazione camminata

Ai nostri ritiri di meditazione gli yogi praticano la consapevolezza in quattro differenti posture. Essi praticano la consapevolezza quando siedono, quando camminano, quando stanno in piedi e quando sono sdraiati. Essi devono mantenere viva la loro consapevolezza sempre e in qualsiasi posizione stiano. La principale postura per la meditazione di consapevolezza, comunque,è quella seduta con le gambe incrociate,ma dato che il corpo umano tollera con difficoltà questa posizione per molte ore consecutive, abbiamo periodi di meditazione camminata che si alternano ai periodi di meditazione seduta. Siccome la meditazione camminata è molto importante, vorrei parlarvi dei suoi significati, della sua natura e dei benefici derivanti dalla sua pratica. La pratica della meditazione consapevolezza può essere paragonata all’acqua che bolle. Se si vuole bollire dell’acqua, bisogna mettere l’acqua in una pentola, mettere la pentola sulla stufa e, infine, accendere il fuoco. Ma se il fuoco viene spento ,anche per un solo istante,il processo di riscaldamento dell’acqua si arresta,anche se più tardi il fuoco viene riacceso. Se continuiamo ad accendere e spegnere il fuoco l’acqua non bollirà mai. Nello stesso modo, se ci sono interruzioni tra i momenti di consapevolezza, è come se ogni volta si perdesse lo slancio, e in questa maniera è ottenere la molto difficile concentrazione. Questo è il motivo per cui gli yogi, ai nostri ritiri, sono istruiti a praticare la consapevolezza per tutto Il tempo in cui sono svegli, dal momento del risveglio a quello in cui giunge il sonno, di conseguenza la meditazione camminata è parte integrante del continuo processo di accumulo della consapevolezza. Purtroppo, ho sentito persone criticare la meditazione camminata, affermando il fatto che essa non porta alcun beneficio. Ma è proprio il Buddha che per primo parlò della meditazione Camminata. Continua »

La meditazione cambia la struttura del cervello
Mar 29th, 2011 by admin

Due mesi di meditazione «cambiano» davvero il cervello

La meditazione fa bene allo spirito, ma produce anche un effetto sinora ignorato: se praticata con continuità, è in grado di cambiare la struttura del cervello, in alcune sue aree, nell’arco di otto settimane. Lo hanno scoperto i ricercatori del Massachusetts General Hospital e lo studio è pubblicata sulla rivista Psychiatry Research. I ricercatori hanno osservato infatti in un campione di soggetti che avevano partecipato ad un training di meditazione della durata di 8 settimane, cambiamenti nelle aree cerebrali associate alla memoria, al senso di sè, all’empatia e allo stress. Si tratta del primo studio che documenti i cambiamenti prodotti nel tempo dalla meditazione sulla materia grigia cerebrale. ‘ Continua »

I neuroni della spiritualità
Mar 29th, 2011 by admin

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i neuroni della spiritualità

Uno studio italiano è riuscito a individuare le aree del cervello il cui funzionamento potrebbe spiegare la tendenza alla spiritualità e l’attitudine dell’uomo a superare i confini spazio-temporali del corpo. Approfondimenti: L’arte della consapevolezza La mente infinita. La capacità di immergersi nella meditazione, fino al punto di pensare di essere in un altro mondo e non rendersi conto del tempo che passa, la disponibilità a sacrificarsi per un ideale, la sensazione di far parte di un tutto, la fede nel trascendente e nelle esperienze extrasensoriali: tutti questi comportamenti e queste esperienze hanno la origine a livello cerebrale, ma lo studio empirico del loro substrato neuronale è sempre stato problematico. Continua »

Yoga, la salvezza contro stress e depressione
Mar 23rd, 2011 by admin

Alla ricerca dello Yogasm Secondo un team di ricercatori di diverse università americane la disciplina orientale, che si è diffusa rapidamente anche in Europa, porterebbe benefici anche nella sfera psicologica, alleviando stress, ansia e depressione. Lo Yoga, disciplina orientale sempre più in voga negli ultimi anni, a quanto pare avrebbe grandi benefici oltre a livello fisico anche a livello mentale: alcuni ricercatori della Boston University School Medical College e del Columbia College of Physicians and Surgeons of Medicine di New York hanno infatti osservato come lo Yoga sia un ottimo rimedio contro l’ansia, lo stress, la depressione e perfino le malattie cardiache.

Secondo lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla versione online del Medical Hypotheses, questa disciplina potrebbe affiancare le medicine occidentali per combattere meglio lo stress, ritenuto la fonte sia di problemi mentali che fisici. Chris Streeter, professore associato di psichiatria del Boston Medical Center e principale autore dello studio ha spiegato che “La medicina occidentale e orientale si integrano l’un l’altra. Lo yoga è noto per migliorare gli squilibri del sistema nervoso dovuti allo stress. Questo documento fornisce una teoria, basata sulla neurofisiologia e la neuroanatomia, per capire come lo yoga aiuti i pazienti a sentirsi meglio e alleviare i sintomi di molte comuni malattie”.  Continua »

Meditare allontana l`ansia e le malattie
Mar 10th, 2011 by admin

buddhistmeditationParola di scienziati: meditare allontana l`ansia e le malattie. Negli Usa e nel nord Europa gli antichi esercizi orientali si usano per curare la depressione. ma gli ultimi studi dicono che aiutano anche memoria e sistema immunitario. La prova? I risultati di Tac e Risonanze Magnetiche. Lo studio condotto dall’Università di Washington sui monaci buddhisti ha rilevato un miglioramento temporaneo delle facoltà mnemoniche dopo venti minuti di meditazione yoga. La neurobiologa di Harvard Sara Lazar ha scoperto con la risonanza magnetica che nelle aree del cervello coinvolte nella meditazione c’è un incremento di materia grigia, cioè di neuroni. Richard J. Davidson ha accertato che chi medita ha un giovamento statisticamente significativo anche a livello di sistema immunitario. Uno dei primi esercizi è concentrarsi sul respiro liberando la mente dai pensieri. Calcoli matematici e giochi logici invece sarebbero inutili. Con musica, luce e ribes tutti più intelligenti.

Certi giorni, guidando per tornare a casa dal lavoro, ci si accorge, una volta arrivati, di aver pensato a tutt`altro che alla strada. Il cervello, in pratica, innesca una specie di «pilota automatico», che lascia affluire alla mente i pensieri in libertà, senza badare che questo costituisca un pericolo per l`incolumità.Sviluppare una maggiore capacità di attenzione e presenza a ciò che si fa hic et nunc è da sempre l`obiettivo di esercizi e pratiche meditative, sviluppate nei secoli dalle varie tradizioni. Continua »

E’ ufficiale, meditare fa bene
Mar 7th, 2011 by admin

pregh_monaci_buddisti E’ ufficiale, meditare fa bene; di Paola Emilia Cicerone, L’Espresso 14 feb 2011.

Rafforza il sistema immunitario, previene le malattie, combatte la depressione e attiva il cervello. Non lo dice qualche guru New Age, ma una ricerca dell’università di San Francisco sul cromosoma

Forse non ci salverà l’anima, ma promette di allungarci la vita e modificare i geni responsabili di molte malattie. La new age non c’entra. A essere sotto esame oggi sono i benefici molto terreni che si possono ottenere con l’antica pratica della meditazione. Continua »

Il pacchetto di biscotti
Feb 15th, 2011 by admin

il saluto di Dolma, Tibet

il saluto di Dolma, Tibet

Una ragazza stava aspettando il suo volo in una sala d’attesa di un grande aeroporto. Siccome avrebbe dovuto aspettare per molto tempo, decise di comprare un libro per ammazzare il tempo. Comprò anche un pacchetto di biscotti. Si sedette nella sala VIP per stare più tranquilla. Accanto a lei c’era la sedia con i biscotti e dall’altro lato un signore che stava leggendo il giornale. Quando lei cominciò a prendere il primo biscotto, anche l’uomo ne prese uno; lei si sentì indignata ma non disse nulla e continuò a leggere il suo libro. Tra sé pensò: “Ma tu guarda, se solo avessi un po’ più di coraggio gli avrei già dato un pugno…”.
Così ogni volta che lei prendeva un biscotto, l’uomo accanto a lei, senza fare un minimo cenno ne prendeva uno anche lui.  Continuarono fino a che non rimase solo un biscotto e la donna pensò: “Ah, adesso voglio proprio vedere cosa mi dice quando saranno finiti tutti!”.

L’uomo prese l’ultimo biscotto e lo divise a metà!

“Ah!, questo è troppo”; pensò e cominciò a sbuffare indignata, si prese le sue cose, il libro, la sua borsa e si incamminò verso l’uscita della sala d’attesa.

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Lo yoga combatte stress e burnout
Feb 14th, 2011 by admin

yoga-sunsetLo yoga contro l’eccesso di stress, anche sul lavoro

Yoga per combattere lo stress eccessivo e la sindrome da burnout. Contro lo stress eccessivo, la sindrome da burnout, l’ansia e altri simili problemi un aiuto efficace arriva dallo yoga. Lo yoga, si sa, ormai non lo praticano solo gli spiritualisti, gli orientalisti tout-court o i seguaci del guru di turno ma, sempre di più, anche tutti coloro che cercano una tecnica efficace per agire contemporaneamente sulla mente e sul corpo. Se già numerosi studi hanno mostrato come la pratica di questa disciplina sia efficace nell’infondere una maggiore padronanza di sé, un riallineamento del corpo e un migliore controllo sul dolore, oggi, un nuovo studio pone l’accento sulla possibilità d’intervenire in tutte quelle situazioni di disagio provocato dallo stress come ansia, nervosismo, sentimenti negativi, sensazione di non farcela a continuare così e via discorrendo. Non ultima, la cosiddetta sindrome da burnout, che altri non è che quella situazione particolare che colpisce le persone che esercitano un mestiere in cui devono in qualche modo essere d’aiuto agli altri. Continua »

La meditazione buddista incrementa l’attenzione
Dec 22nd, 2010 by admin

I risultati di una ricerca pubblicata su Psychological Science indicano come le tecniche della meditazione buddihsta possono aiutare senz'altro ad affinare e ottimizzare la qualità della propria attenzione.

I risultati di una ricerca pubblicata su Psychological Science indicano come le tecniche della meditazione buddihsta possono aiutare senz'altro ad affinare e ottimizzare la qualità della propria attenzione.

I risultati di una ricerca pubblicata su Psychological Science indicano come le tecniche della meditazione buddihsta possono aiutare senz’altro ad affinare e ottimizzare la qualità della propria attenzione.

Lo studio ha valutato le performance di alcuni volontari ingaggiati appositamente per «una full immersion di filosofia orientale tra le montagne del Colorado».

L’esperimento è stato organizzato dalla psicologa Katherine A. MacLean dell’Universita’ della California-Davis e della John Hopkins University, negli Usa. L’età medie delle 30 persone osservate si aggirava intorno ai 49 anni. Il gruppo ha svolto un training di tre mesi circa con il noto studioso buddhista Alan B. Wallace.

A 5 mesi di distanza dal ritiro i volontari – che avevano, per l’appunto, appreso tecniche di respirazione e concentrazione – si sono dimostrati più efficienti e brillanti. Le loro prestazioni cerebrali – memoria e attenzione in particolare, sono nettamente migliorate.

Nota
B. Alan Wallace (l’insegnante buddista che ha addestrato i volontari), con una laurea in Fisica, una in Filosofia della scienza, una in Storia delle religioni, pratica il buddhismo dal 1970, ed è uno dei più famosi insegnanti occidentali di filosofia buddhista e di meditazione. Il suo addestramento monastico nel buddhismo è durato quattordici anni, culminando con l’ordinazione ad opera del Dalai Lama, sotto la cui direzione studia da più di trent’anni. È il fondatore del Santa Barbara Institute for Consciousness Studies. http://www.psicozoo.it/index.php/2009/05/15/la-meditazione-migliora-lattenzione-scopri-come/ Continua »

La meditazione buddista conferisce una completa e superiore stabilità visiva
Dec 9th, 2010 by admin

Effects of meditation on perceptual switching
Fig. 1: Effects of meditation on perceptual switching

Lo stato mentale può influire sull’esperienza visiva cosciente.

Le capacità di meditazione dei monaci buddisti rivelano indizi sui processi mediante i quali il cervello regola l’attenzione e la consapevolezza. Con un’insolita ma fruttuosa collaborazione fra monaci tibetani buddisti e neuroscienziati, alcuni ricercatori hanno svelato indizi su come gli stati mentali – e i meccanismi neurali che vi stanno alla base – possono influire sull’esperienza visiva cosciente. Nello studio, pubblicato sulla rivista “Current Biology“, Olivia Carter e Jack Pettigrew dell’Università del Queensland hanno trovato le prove che le capacità sviluppate dai monaci buddisti nella loro pratica di un certo tipo di meditazione può influenzare fortemente la loro esperienza di un fenomeno, chiamato “rivalità percettiva”, che ha a che fare con l’attenzione e la consapevolezza. La rivalità percettiva ha origine normalmente quando a ciascun occhio vengono presentate due differenti immagini, e si manifesta come una fluttuazione – di solito nell’arco di pochi secondi – nell’immagine “dominante” che viene percepita coscientemente. Gli eventi neurali alla base della rivalità percettiva non sono ancora del tutto compresi, ma si ritiene che siano coinvolti i meccanismi cerebrali che regolano l’attenzione e la consapevolezza. .. Continua »

Un istituto di ricerca sulla compassione
Dec 5th, 2010 by admin
Monaci buddisti in preghiera

Monaci buddisti in preghiera

Sotto l’impulso degli insegnamenti spirituali del Dalai Lama è stato creato recentemente presso l’Università di Stanford un istituto di ricerca interdisciplinare e di educazione sulla compassione e l’altruismo: The Center for Compassion and Altruism Research and Education (CCARE) che rappresenta la punta più avanzata in questo emergente campo di studi. Negli ultimi anni gli aspetti prosociali del comportamento umano sono divenuti oggetto di indagine scientifica al confine tra evoluzionismo, etologia, genetica, neuroscienze, psicologia, filosofia, economia, sociologia. L’empatia è l’esperienza alla base di tutte le forme attraverso le quali ci accostiamo a un altro. Empatia (letteralmente “sentire”) e compassione (soffrire insieme) costituiscono un circolo affettivo che si autoalimenta e si amplifica, rendendo sempre più ricco ed universale l’ambito di realtà a cui abbiamo accesso, includendo l’insieme degli esseri viventi, le piante, gli animali. E’ una estensione della coscienza, o per dirla con il Dalai Lama, una estensione della nostra mente.  Ma come spiegare il movimento interiore che dall’empatia porta alla compassione? Continua »

Le cellule si rivitalizzano con la meditazione
Nov 20th, 2010 by admin
La meditazione fa bene a mente e corpo
La meditazione fa bene a mente e corpo

Cambiamenti psicologici positivi e una migliore salute delle cellule del corpo con la meditazione. Non solo migliore consapevolezza di sé, maggior controllo del dolore e altri benefici, la meditazione offre ancora altri vantaggi. Se precedenti studi hanno posto l’accento sulle succitate potenzialità, una nuova ricerca suggerisce che la meditazione fa bene alla psiche e anche alle cellule del corpo grazie a una migliore attività di un enzima importante per la salute delle cellule che si chiama “telomerasi”. Quindi, oltre ai benefici a livello psicologico, ecco i benefici anche a livello fisiologico. I telomeri sono sequenze di Dna, situate alla fine dei cromosomi che si accorciano ogni volta che una cellula si divide. Quando i telomeri scendono al di sotto di una lunghezza critica, la cellula non si divide correttamente e muore. Qui, suggeriscono gli scienziati, potrebbe intervenire l’enzima telomerasi ricostruendo e allungando i telomeri. Il nuovo studio è stato condotto dai ricercatori dell’Università della California Davis e di San Francisco, i cui risultati sono stati pubblicati su Psychoneuroendocrinology. In questo studio è stato dimostrato come in chi pratica la meditazione vi fosse un netto miglioramento delle funzioni psicologiche accompagnato da un più alto livello di telomerasi. «Il messaggio da portare a casa da questo lavoro non è che la meditazione aumenta direttamente l’attività della telomerasi e quindi per la salute di una persona e longevità. Piuttosto, la meditazione può migliorare una persona, il benessere psicologico e di conseguenza questi cambiamenti sono legati alla telomerasi nelle cellule immunitarie, che ha le potenzialità per promuovere la longevità di quelle cellule. Le attività che aumentano il senso di benessere di una persona possono avere un profondo effetto sulla maggior parte degli aspetti fondamentali della loro fisiologia», sottolinea il dottor Clifford Saron del Davis. Jacobs TL, Epel ES, Lin J, Blackburn EH, Wolkowitz OM, Bridwell DA, Zanesco AP, Aichele SR, Sahdra BK, Maclean KA, King BG, Shaver PR, Rosenberg EL, Ferrer E, Wallace BA, Saron CD  Intensive meditation training, immune cell telomerase activity, and psychological mediators. Psychoneuroendocrinology 2010 Oct 28. … Continua »

Lo Yoga migliora la fibromialgia
Oct 29th, 2010 by admin

warrior 1 yogaLe donne affette da fibromialgia che associano lezioni di yoga alle usuali terapie per la cura del dolore (a base di farmaci ed esercizi mirati) mostrano notevoli miglioramenti nella percezione del dolore e nello svolgimento delle attività quotidiane rispetto alle donne che si sottopongono esclusivamente alle normali cure: a sostenerlo è uno studio pubblicato su Pain da un gruppo di ricercatori della Oregon Health & Science University (Usa) guidati da James Carson. “Anche se lo yoga viene praticato da millenni, solo di recente i ricercatori hanno iniziato a dimostrarne gli effetti su persone che soffrono di dolore persistente – spiega Carson -. I risultati di questo studio pilota forniscono supporto preliminare per gli effetti benefici dello yoga in pazienti con fibromialgia”. Lo studio è stato condotto su 53 donne maggiori di 21 anni di età sofferenti di fibromialgia da almeno un anno e sottoposte a trattamenti contro la patologia da almeno tre mesi. Le volontarie sono state divise in due gruppi: 25 hanno partecipato al programma yoga – ogni lezione consiste in 40 minuti di stretching leggero, 25 minuti di meditazione, 10 minuti di tecniche di respirazione, 20 minuti di presentazioni didattiche sull`applicazione dei principi dello yoga, 25 minuti di discussioni di gruppo – mentre le altre 28 hanno ricevuto solo le cure standard. Alla fine dell`esperimento è emerso che il gruppo che aveva fatto yoga reagiva meglio al dolore e alla fatica, accettava di più la malattia, era meno catastrofista e aveva un migliore tono dell`umore.Continua »

Lo yoga aiuta la vista
Oct 10th, 2010 by admin

occhioCon degli esercizi di Hatha yoga si può migliorare la salute degli occhi. L’ideale, prima di eseguire le ripetizioni, è di raggiungere uno stato di rilassamento. Con gli esercizi consigliati la persona può muovere i bulbi oculari in tante direzioni senza però metterli sotto sforzo e così, piano piano, si riesce a riattivare i muscoli oculari. Ma vediamo quali sono questi esercizi desunti dallo yoga per la salute delle nostre finestre dell’anima. Si parte con visualizzando una superficie nera, si procede poi mettendo le mani a coppa sugli occhi chiusi, evitando di comprimere i bulbi oculari e visualizzando sempre il nero. Subito dopo si tolgono le mani e si riaprono gli occhi. Con un altro esercizio basta guardare su e giù per 5 volte, senza tentare di mettere a fuoco, lentamente, fino a dove consentono gli occhi. Si rimane a questo punto un minuto in relax sempre con le mani a coppa sugli occhi e visualizzando ancora il nero. Continua »

Thurman: “La pazienza vi renderà felici”
Sep 25th, 2010 by admin

il Prof. Robert Tenzin Thurman

il Prof. Robert Tenzin Thurman

Amico del Dalai Lama è stato il primo americano a vestire l’abito arancione

Letizia Tortello, Torino

Altro che «la vendetta è un piatto che va servito freddo». Con quel cinismo che ha reso celebre la figlia Uma nei film di Quentin Tarantino, Robert Tenzin Thurman non ha nulla a che fare. È l’ospite d’onore oggi a Torino Spiritualità, alle 18 nel Cortile di Palazzo Carignano. Ex monaco buddhista, ora professore di Studi indotibetani alla Columbia University di New York, porta dalla Grande Mela la sua ricetta per riuscire a sopravvivere felici tra lo stress e lo smog delle grandi metropoli.
Amico personale del Dalai Lama da 40 anni, è stato il primo americano a vestire l’abito arancione. Ma quando ha capito che il Nirvana va cercato nel rumore del mondo, ha deciso di trapiantare gli insegnamenti della filosofia orientale nella quotidianità dell’Occidente. E allora sì, «abbiamo poco da lamentarci noi cittadini americani o europei. Le emozioni negative come la rabbia o l’odio sono le stesse in tutto il mondo. Il loro antidoto, la pazienza». E alla domanda se non è più facile essere felici in Asia piuttosto che nella consumistica civiltà occidentale, risponde sicuro: «In Cina le condizioni di lavoro sono peggiori delle nostre. Eppure il loro popolo ha sempre coltivato la spiritualità».  … Continua »

Il benessere è scienza Ricard: “Sono l’uomo più felice del mondo”
Sep 24th, 2010 by admin

Matthieu Ricard in Tibet

Matthieu Ricard in Tibet

A ‘Torino Spiritualità’ il biologo francese diventato portavoce del Dalai Lama. Gli scienziati di tre università americane monitorano con 250 sensori il suo cervello, registrandone le reazioni a varie situazioni.

Chi è l’uomo più felice del mondo? Ebbene, si chiama Matthieu Ricard, ed è lui ad avere aperto Torino Spiritualità, la tradizionale cinque giorni dell’anima intitolata quest’anno Gratis. Il fascino delle mani vuote. Già, Matthieu Ricard, colui che ormai viene definito «l’uomo più felice del mondo» e che forse lo è già un po’ meno da quando i media americani e poi europei gli hanno appiccicato addosso questa etichetta. Francese, 64 anni, da 38 è monaco buddista, non un monaco qualunque, probabilmente il più famoso dopo il Dalai Lama del quale è portavoce. Prima faceva il biologo molecolare al Pasteur di Parigi, una carriera in linea con il prestigio della sua famiglia. Figlio di un filosofo e di una pittrice, in casa sua giravano – racconta egli stesso – «Stravinskij, Buñuel, Cartier-Bresson e all’università ho lavorato con due premi Nobel. Una cosa però non mi convinceva: erano grandi personaggi, ma umanamente erano uguali a tutti gli altri. Io volevo migliorare come essere umano».

Un viaggio a Darjeeling (la città e la regione del tè nero, in India, alle pendici dell’Himalaya), all’età di vent’anni, cambia la sua vita. Conclude gli studi in Francia, ma alla fine torna là in India, in Tibet e poi in Nepal, nel monastero di Schechen, dove risiede anche oggi. Non proprio stabilmente perché viene chiamato a tenere conferenze in tutto il mondo, fa tournée per presentare i suoi libri, segue il Dalai Lama, senza contare l’esperimento cui si è sottoposto e che lo costringe a frequenti viaggi nel Winsconsin, e a Princeton o a Berkeley. Continua »

Matthieu Ricard, biologo molecolare diventato monaco buddista
Sep 11th, 2010 by admin

Matthieu Ricard con Sua Santita il Dalai Lama

Matthieu Ricard con Sua Santita il Dalai Lama

«Vi spiego come si diventa l’uomo più felice del pianeta» Parla Matthieu Ricard, biologo molecolare diventato monaco buddista. E lo confermano gli scienziati che tengono monitorata la sua mente» – «Tutti possiamo essere contenti, basta investire 20 minuti al giorno…»

«Vi spiego come si diventa l’uomo più felice del pianeta»

Parla Matthieu Ricard, biologo molecolare diventato monaco buddista. E lo confermano gli scienziati che tengono monitorata la sua mente.

Carriera brillante, conto in banca rassicurante, famiglia impeccabile, casa confortevole. È su questa strada che fate la corsa dei vostri sogni? Tirate il freno! Siete lontani dalla vera felicità. Parola di Matthieu Ricard, il biologo molecolare francese che trentotto anni fa, a 26 anni, si è buttato dietro le spalle un destino da scienziato all’Istituto Pasteur di Parigi per diventare un monaco buddista in Nepal, il portavoce del Dalai Lama e infine uno «scienziato della felicità». … Continua »

»  Substance: www.sangye.it   »  Style: Ahren Ahimsa