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Sua Santità il Dalai Lama: il Sutra del Cuore, 3° giorno
Gennaio 9th, 2021 by admin

Sua Santità il XIV Dalai Lama: “E’ importante coltivare un buon cuore, con l’aspirazione di aiutare e servire tutti gli altri esseri. Avendo trovato questa preziosa vita umana, dovremmo essere determinati a renderla significativa.”

7 gennaio 2021. Thekchen Chöling, Dharamsala, HP, India – Non appena è entrato nella stanza da cui questa mattina trasmette i suoi insegnamenti online, Sua Santità il Dalai Lama ha osservato i volti sugli schermi di fronte a lui, ha loro sorriso salutandoli. Dopo che il Ven JinOk si è inchinato in segno di saluto e ha cantato il “Sutra del Cuore” https://www.sangye.it/altro/?p=6098 in coreano, quindi Sua Santità ha ripreso il suo insegnamento. “Oggi è il terzo giorno di questi insegnamenti. Siete riusciti a riflettere su ciò che abbiamo discusso? Quando ricevete spiegazioni dal vostro maestro, non lasciatele , ripassatele una prima volta ed una seconda volta ed ancor più nella vostra mente. Rifletteteci sopra, in modo da convincervi di ciò che avete sentito. Il punto è realizzare una trasformazione nella vostra mente. Riflette su ciò che sentite. Leggete dei libri.

“Ho ricevuto insegnamenti sugli Stadi del Sentiero sin da quando ero bambino, ma se non ci avessi riflettuto sopra, avrebbero avuto un minimo impatto su di me. Riflettendo su ciò che ho sentito e confrontando gli insegnamenti tra di loro, la mia comprensione è cresciuta.

In questi giorni, non appena mi sveglio, recito una strofa per me stesso, motivata dal desiderio di raggiungere l’illuminazione. Rifletto sui versi di Nagarjuna https://www.sangye.it/altro/?P=10906 relativi alla vacuità e penso alle Quattro Assurdità Logiche menzionate da Chandrakirti https://www.sangye.it/altro/?p=10587 se le cose avessero un’esistenza oggettiva.

Strofe e spiegazioni tratte dal sesto capitolo del commentario di Chandrakirti al suo Supplemento di Madhyamika https://www.sangye.it/altro/?p=3259. Traduzione dal tibetano di Fabrizio Pallotti.

1. (Questa strofa mostra la prima delle 4 conseguenze assurde o Assurdità Logiche, ovvero, che se i fenomeni fossero intrinsecamente esistenti, l’equilibrio meditativo di un Arya sulla vacuità li distruggerebbe [Che la realizzazione della vacuità distrugge i fenomeni]):

གལ་ཏེ་རང་གི་མཚན་ཉིད་བརྟེན་འགྱུར་ན་།།
དེ་ལ་སྐུར་པས་དངོས་པོ་འཇིག་པའི་ཕྱིར་།།
སྟོང་ཉིད་དངོས་པོ་འཇིག་པའི་རྒྱུར་འགྱུར་ན།།
དེ་ནི་རིགས་མིན་དེ་ཕྱིར་དངོས་ཡོད་་མིན་།།༣༤

Se le caratteristiche proprie fossero dipendenti
il negare ciò distruggerebbe le cose.
Che la vacuità sia ciò che distrugge le cose
non ha alcun senso, quindi le cose non esistono. 34

Nel caso in cui la forma, le sensazioni e così via e anche le cose fossero intrinsecamente esistenti o per proprie caratteristiche e questa natura sorgesse da cause e condizioni, al contempo lo yogi vede che i fenomeni sono vuoti di natura intrinseca, quella realizzazione della non esistenza intrinseca di tutti i fenomeni nega decisamente quel modo di produzione intrinseca, ed è la realizzazione della vacuità. Quindi, proprio come nel caso del martello e così via che diventa la causa che distrugge il vaso e così via, nello stesso modo anche la vacuità diverrebbe la causa della negazione della natura delle cose, e ciò è inammissibile. Perciò non bisogna mai asserire in nessun caso che le cose sorgono per proprie caratteristiche, “quindi le cose non esistono”.

2. (Questa strofa spiega la seconda delle 4 conseguenze assurde, ovvero che se le cose fossero intrinsecamente esistenti, la verità convenzionale dovrebbe sostenere l’analisi ultima):

གང་ཕྱིར་དངོས་པོ་འདི་དག་རྣམ་ངཔྱད་ན་།།
དེ་ཉིད་བདག་ཅན་དངོས་ལས་ཚུ་རོལ་དུ་།།
གནས་རྙེད་མ་ཡིན་དེ་ཕྱིར་འཇིག་རྟེན་གྱི་།།
ཐ་སྙད་བདེན་ལ་རྣམ་པར་དཔྱད་མི་བྱ།།་༣༥

Perciò, investigando queste cose
a parte la realtà delle cose
non si trova un locus.
Quindi la verità convenzionalmente accettata
non deve essere investigata. 35

Se investighiamo la forma, le sensazioni e così via se sorgono da sé o da altro, poiché ultimamente non c’è produzione e cessazione, non c’è una parte di realtà che possiede un focus, ovvero una porzione separata che possiede produzione e così via. Quindi senza investigare nei termini da sé o da altro, ma meramente così come è compreso dal mondo “se questo esiste quello esiste” il sorgere dipendente da altro va asserito. È insegnato che:

Aryadeva nelle 400 stanze:
Nello stesso modo in cui i barbari non si
colgono con linguaggi diversi,
a parte gli esseri mondani
il mondo non può essere colto.
Dal Fondamento della saggezza:
Senza dipendere dal convenzionale
il significato perfetto non viene realizzato.
Senza realizzare il significato perfetto
non si ottiene il Nirvana.
Se si applica l’investigazione si deteriorano le convenzioni del mondo.
Come si insegna estesamente nel Sutra delle attività estese:
Per esempio, il liuto e le corde dipendono
dall’attività della mano. Quando i tre sono riuniti
gli strumenti come liuto e flauto
produrranno i suoni.
Poi, qualche saggio investiga:
“Quello da dove viene e dove va?”
Conducendo l’investigazione in ciascuna direzione e nel mezzo
l’andare e il venire del suono non può essere trovato.
Tutti i composti sorgono
dalle cause e dalle condizioni
Lo yogi che vede perfettamente
vede i composti vuoti, inamovibili.
Gli aggregati, le sorgenti, gli elementi sono
vuoti dentro e anche fuori
Gli esseri senzienti sono vuoti senza locus
la caratteristica dei fenomeni è la natura dello spazio.

(Il commento di Je Rinpoche a questo passaggio, nel suo commentario al supplemento di Madhyamika dal titolo “Illuminazione dell’intenzione”)

Perciò, quando queste cose, la forma, le sensazioni e le altre vengono investigate in termini di essere prodotti da sé o prodotti da altro e così via, a parte la non produzione e non cessazione ultima, la loro realtà, non si trova un locus che possiede una parte prodotta.
Quindi la verità convenzionalmente accettata non deve essere investigata in termini di sorgere da sé o da altro, ma va asserita meramente dal punto di vista di ciò che il mondo riconosce come convenzione ciò che esiste dipendendo, “se questo esiste quello sorge”.
Analizzare e non analizzare, in questo contesto, si riferisce all’analizzare o meno la natura ultima (realtà). Inoltre, è importante conoscere le procedure dei vari sistemi di ragionamento per analizzare la natura ultima.

In questo caso i Prasangika dicono che in riferimento ad asserire che “la produzione del germoglio”, ciò che viene chiamato analisi della natura ultima o realtà avviene quando senza essere soddisfatti del termine che designa si cerca l’oggetto designato chiedendosi se viene prodotto sa sé o da altro. Quindi questa analisi è completamente diversa dalle analisi delle convenzioni del mondo quali “Da dove viene? Dove è diretto? Dov’è, è dentro o fuori?” e così via.

Gli Svatantrika Madhyamika non asseriscono l’analisi della realtà (natura ultima) meramente in questo modo, ma dicono che l’analisi diviene analisi della realtà o della natura ultima se si analizza che

A) il fenomeno è asserito come esistente grazie all’apparire a una coscienza, come è stato spiegato prima e
B) è un oggetto che non è asserito esistere poiché appare a una coscienza ma è stabilito per il proprio modo di sussistenza.

A causa dell’identificazione di due oggetti di negazione differenti, anche l’analisi della realtà ha due modalità diverse.

3. (Questa strofa spiega la terza delle 4 conseguenze assurde, ovvero la non confutazione della produzione ultima):

དེ་ཉིད་སྐབས་སུ་རིགས་པ་གང་ཞིག་གིས་།།
བདག་དང་གཞན་ལ་སྐྱེ་བ་རིགས་མིན་པའི་།།
རིགས་དེས་ཐ་སྙད་དུ་ཡང་རིགས་མིན་པས།།
ཁྱོད་ཀྱི་སྐྱེ་བ་གང་གིས་ཡིན་པར་འགྱུར།།༣༦

Nel contesto della realtà, con qualunque ragionamento
la produzione da sé e da altro non sono possibili.
Dal momento che non è ragionevole nemmeno convenzionalmente
come può esistere questa tua produzione? 36

4. La quarta conseguenza assurda se i fenomeni fossero intrinsecamente esistenti è che le affermazioni nei testi che i fenomeni sono vuoti di natura intrinseca sarebbero false. Le prime tre sono accompagnate dai versi radice.

La spiegazione dell’ultima la troviamo nell’autocommentario al Supplemento. Tutte e quattro sono analizzate in dettaglio da Je Rinpoche alla fine del suo “L’essenza della pura eloquenza del significato interpretativo e definitivo”. https://www.fpmt.it/2021/01/08/le-quattro-conseguenze-assurde-2/?fbclid=IwAR3fo3JTBMqrSjc9cBNJuS9nQux-ysWFzFH_n5Z1fHTMJL1h8Y6T_632e3s

Ripenso anche a un verso della “Saggezza fondamentale della via di mezzo” di Nagarjuna https://www.sangye.it/altro/?p=9194:

Né è uno con gli aggregati, né è diverso da loro,

Gli aggregati non sono da lui (dipendenti), né lui (dipende) dagli aggregati.

Il Tathagata non possiede gli aggregati.

Cos’altro è il Tathagata?

“È riflettendo su istruzioni come queste che possiamo sviluppare la convinzione e l’esperienza degli insegnamenti.

L’ “Ornamento per la chiara realizzazione” ci dice che gli insegnamenti del Buddha sono di tre tipi: verbali, benedizioni e parole del Buddha da lui permesse. Sebbene la maggior parte del sutra possa essere classificata come parole consentite dal Buddha, quando risponde alla conversazione tra Avalokiteshvara e Shariputra dicendo: “Eccellente, eccellente, Figlio del nobile lignaggio, è così. È così. Come hai insegnato, la profonda perfezione della saggezza deve essere praticata. Anche i Tathagata si rallegrano”, queste sono le sue parole di apprezzamento.

Durante il primo ciclo dei suoi insegnamenti, il Buddha spiegò tre volte le Quattro Nobili Verità https://www.sangye.it/altro/?p=3785, in termini di natura, funzionalità e risultato. Quando ha spiegato la loro natura, ha dichiarato che la sofferenza deve essere conosciuta, l’origine deve essere eliminata e la cessazione deve essere realizzata coltivando il sentiero. Non entrò in molti dettagli sulla mancanza del sè.

Nella seconda fase dei suoi insegnamenti, quando spiegò la perfezione della saggezza, mostrò chiaramente che le cose non esistono intrinsecamente. Puoi vedere questo, per esempio, nel Sutra della Perfezione della Saggezza https://www.sangye.it/altro/?p=206 in 8000 versi.

I Sutra possono essere abbastanza ripetitivi, ma Nagarjuna riassume ciò che dicono nelle sue sei raccolte di ragionamenti, in particolare nella ‘Saggezza Fondamentale della Via di Mezzo’ https://www.sangye.it/altro/?p=9194, e Chandrakirti https://www.sangye.it/altro/?p=10587 lo elabora. Ci affidiamo anche alle opere di Dignaga e Dharmakirti https://www.sangye.it/altro/?p=7077 che trattano di ragione e logica e le raccomando anche a voi coreani. Esse offrono gli strumenti che ci consentono di provare la verità dell’insegnamento.

Aryadeva https://www.sangye.it/altro/?p=10173 fa anche luce su come la nostra prospettiva esagerata ci spinga a creare ogni tipo di problema.

Come il senso tattile [pervade] il corpo

Così l’ignoranza è presente in tutte [le emozioni afflittive].

Vincendo l’ignoranza, anche tu

Supererai tutte le emozioni afflittive.

E sebbene ci siano modi specifici per contrastare la rabbia e l’attaccamento, possiamo superare l’ignoranza arrivando a comprendere la vacuità ed il sorgere dipendente e, quindi, a sradicare tutte le emozioni afflittive. Nulla esiste come ci appare; le cose esistono solo per designazione. Quando riusciamo a combinare la comprensione della vacuità con la mente del risveglio, faremo progressi sul sentiero. Questo conclude la nostra lettura del “Cuore della perfezione della saggezza”.

Poiché diverse persone interessate lo avevano richiesto, Sua Santità ha poi trasmesso un Guru Yoga di Avalokiteshvara intitolato “L’Ascesa al Potala”, che compose in Tibet.

Sua Santità ha ancora una volta sottolineato la necessità di combinare la pratica della bodhicitta con la comprensione della vacuità. Ha ammesso di praticare anche lo Yidam, ma la principale trasformazione della sua mente è avvenuta attraverso la coltivazione di bodhicitta. Ha notato che nel tantra si visualizzano le divinità che sorgono dalla vacuità. Ha anche osservato che la caratteristica speciale della meditazione sul Vajrabhairava è di unificare la pratica pacifica con quella irata.

In preparazione alla cerimonia per la coltivazione della bodhicitta, Sua Santità ha incoraggiato i suoi ascoltatori a visualizzare Buddha Shakyamuni nello spazio davanti a loro, circondato dagli otto discepoli stretti, Maitreya, Samantabhadra, Avalokiteshvara, Manjushri e così via. A loro volta sono circondati dai Diciassette Maestri di Nalanda https://www.sangye.it/wordpress2/?p=5691. Ha sottolineato l’importanza di coltivare un buon cuore, con l’aspirazione di aiutare e servire tutti gli altri esseri. Avendo trovato questa preziosa vita umana, dovremmo essere determinati a renderla significativa. Lesse brevemente i tre versi da ripetere durante la cerimonia.

Prendo rifugio nei Tre Gioielli;

Confesso ogni singola colpa.

Mi rallegro delle virtù di tutti gli esseri.

Prendo a cuore lo stato della Buddità.

Prendo rifugio fino all’illuminazione

Nel Buddha, nel Dharma e nella Suprema Assemblea,

Per realizzare gli obiettivi miei e degli altri

Sviluppo la mente del risveglio.

Avendo sviluppato l’aspirazione alla massima illuminazione,

Invito tutti gli esseri senzienti come miei ospiti,

Metterò in atto le deliziose pratiche supreme illuminanti.

Possa io diventare un Buddha a beneficio di tutti gli esseri senzienti.

Dopo la terza ripetizione, ha recitato un verso di celebrazione e di gioia da “Entrare nella via di un Bodhisattva” di Shantideva https://www.sangye.it/altro/?cat=15.

Oggi la mia nascita è fruttuosa. La mia vita umana è giustificata. Oggi sono nato nella famiglia del Buddha. Ora sono un figlio del Buddha. 3/25 https://www.sangye.it/altro/?p=2364

Quando gli è stato suggerito che la tecnologia, come i telefoni cellulari, potrebbe interferire nella pratica spirituale buddista, Sua Santità ha ammesso che, se tale pratica consistesse solo nello stare seduti in silenzio, potrebbe essere vero. Tuttavia, la pratica principale è sviluppare un’aspirazione all’illuminazione e di aiutare gli altri esseri. A questo proposito, un telefono cellulare, come mezzo di comunicazione, può essere utile.

Alla domanda su come sviluppare la pazienza, Sua Santità ha affermato che essa non sorge spontaneamente. Si deve fare uno sforzo e familiarizzarsi con essa. Inoltre, sono i nostri avversari piuttosto che i nostri amici che ci insegnano la pazienza. Shantideva lo chiarisce nel capitolo sei del suo “Entrare nella via del Bodhisattva” https://www.sangye.it/altro/?p=2405 e nell’ottavo capitolo https://www.sangye.it/altro/?p=2418 che tratta dell’altruismo, inoltre “Entrare nella Via di Mezzo” https://www.sangye.it/altro/?p=3259 di Chandrakirti https://www.sangye.it/altro/?p=10587 discute anche delle virtù della pazienza.

Per quanto riguarda le difficoltà emotive che la pandemia covid ha comportato, Sua Santità ha affermato di essere consapevole dell’apprensione e dell’ansia provate da molte persone in diverse parti del mondo. Ha suggerito che, da una prospettiva più ampia, i nostri corpi hanno la natura della sofferenza. Siamo naturalmente soggetti alla malattia ed alla morte. Ciò che le persone stanno vivendo ora può essere visto come il risultato del karma passato. Da un lato, se non abbiamo creato il karma, non ne incontreremo il frutto, ma dall’altro, se le cause e le condizioni sono state determinate, è difficile evitare il loro risultato.

Ha aggiunto che essere apprensivi ed ansiosi non migliora la nostra salute. Ha ricordato il consiglio di Shantideva che se ad un problema c’è un rimedio, non c’è bisogno di preoccuparsene. E se non c’è rimedio, preoccuparsi non aiuta.

Una madre coreana che lavora a Londra voleva sapere come trattare tutti i bambini allo stesso modo senza concentrarsi solo su se stessi. Sua Santità le ha risposto che i seguaci di tradizioni teistiche come il cristianesimo dicono che siamo tutti figli di un dio, il che ci rende tutti uguali. Da una prospettiva buddista, è utile vedere tutti gli esseri senzienti come vicini e cari come membri della nostra stessa famiglia. È utile adottare un approccio ragionato e riflettere sui vantaggi di amare gli altri.

Il Ven JinOk ha ringraziato Sua Santità per i suoi consigli durante questi tempi difficili, aggiungendo che molte persone in Corea erano state toccate da ciò che Sua Santità aveva da dire. Ha espresso apprezzamento per la possibilità di vedere ed ascoltare Sua Santità online e ha espresso la speranza che questa opportunità possa ripetersi in futuro. Ha pregato che Sua Santità stia bene.

In risposta Sua Santità ha dichiarato: “Ci conosciamo da molto tempo. Al momento, a causa della pandemia, non possiamo incontrarci di persona, ma incontrarci online può aiutarci a realizzare lo scopo della nostra vita, che è raggiungere la trasformazione interiore. Sono sicuro che ci saranno opportunità per farlo di nuovo in futuro. Nel frattempo, sii felice. Grazie.”

Traduzione da https://www.sangye.it/dalailamanews/?p=14518 del Dott. Luciano Villa del Centro Studi Tibetani Sangye Cioeling di Sondrio, il cui nome è stato conferito da Sua Santità il Dalai Lama. Ascolta il video in inglese https://www.dalailama.com/videos/the-heart-sutra-1, Ascolta il video in italiano http://it.dalailama.com/videos/sutra-del-cuore, https://www.facebook.com/DalaiLamaItaliano/videos/857727438363058


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