Archive for the ‘Lama Yesce’ Category

Lama Yesce: il Buddhismo

LAMA YESCE CALIFORNIA 1983

Quando si studia il buddhismo, studiamo noi stessi: impariamo a conoscere la natura della nostra mente. Nel buddhismo non si pone l’accento su cose supreme o superiori, ma su cose pratiche, come integrare la mente nella vita quotidiana affinché rimanga serena e sana.

In altre parole, l’accento è posto sulla conoscenza-saggezza fondata sull’esperienza, non su visioni dogmatiche. Nella terminologia occidentale, non diremo che il buddhismo è una religione, ma piuttosto una filosofia, una scienza e una psicologia.
Una tendenza istintiva della mente umana è la ricerca della felicità, e da questo punto di vista, orientali e occidentali non sono diversi. Tuttavia, se il vostro stile di vita dà troppa importanza al mondo sensoriale cui vi aggrappate emotivamente, ciò è molto pericoloso perché non avrete controllo su voi stessi. Ora, il controllo non è costume occidentale o una visione buddhista, tutti ne abbiamo bisogno e specialmente coloro che vivono una vita materialista e sono anche psicologicamente attaccati agli oggetti esterni. Nell’ottica della filosofia buddhista una mente di questo tipo non è sana, ma ammalata.
Sapete già che i progressi tecnologici e scientifici esterni non possono soddisfare da soli i desideri prodotti dall’attaccamento o risolvere i problemi emotivi. Così gli insegnamenti di Buddha sono un metodo per mostrare la natura della mente, il vostro potenziale umano e per svilupparla ulteriormente. Inoltre, questo metodo dà importanza alla comprensione dei processi metafisici e non alla fede cieca. In ogni caso, che siate religiosi o no, credenti o non, la cosa importante è capire la natura della propria mente perché, se non la capite, potreste pensare che la vostra salute e la vostra attività quotidiana siano perfette, mentre, nella vostra mente la radice delle emozioni perturbanti diventa sempre più profonda e salda. Con un elemento fondamentale di disturbo di questo tipo, anche un lieve cambiamento delle condizioni può far precipitare nella malattia mentale. Questo può infatti accadere mentre siete ancora completamente immersi nell’attaccamento cieco al mondo sensoriale, senza ancora conoscere la natura della mente. Non potete negare questo: “Non ci credo”, come non potete negare di avere un naso: “Non credo di avere un naso!”, perché che ci crediate o no è là.
Molti occidentali dicono: “Non credo in niente” e sono davvero orgogliosi di essere non credenti: controllate perché è molto importante che ve ne rendiate conto. In occidente ci sono molte contraddizioni: gli scienziati si ritengono dei non credenti, i religiosi dei credenti; comunque, che siate credenti o no dovete capire la natura della vostra mente. - LEGGI TUTTO … Read the rest of this entry »

 

Lama Yesce: Il karma

Lama Yesce: Se la nostra mente è ristretta ed ipersensibile, anche la più piccola briciola può farci indietreggiare: “io non voglio quella briciola!” Questo non è il modo di agire del praticante di Dharma.

Lama Yesce: Se la nostra mente è ristretta ed ipersensibile, anche la più piccola briciola può farci indietreggiare: “io non voglio quella briciola!” Questo non è il modo di agire del praticante di Dharma.

Per semplificare al massimo, anche secondo il modo di pensare della comune società, ogni cosa che voi dedicate al beneficio degli altri è automaticamente positiva, mentre tutto ciò che fate soltanto per il vostro stesso beneficio porta automaticamente una reazione negativa. Se agite in modo egoista, il vostro cuore si sente chiuso, ma quando realmente cercate di aiutare gli altri, psicologicamente sperimentate un’apertura ed una liberazione che porta calma e comprensione nella vostra mente. Questo è positivo, questo è un buon karma.

Comunque, se non controllate fattivamente la vostra motivazione, potreste pensare o dire le parole “Sto lavorando per il beneficio degli altri”, mentre in realtà state facendo l’opposto. Per esempio, alcune persone ricche donano denaro con l’idea che essi stiano aiutando gli altri, ma ciò che realmente vogliono fare è accrescere la loro stessa reputazione. Tale generosità non è sincera e non ha niente a che fare con le azioni positive o con la moralità.

Dare con l’aspettativa che gli altri vi ammirino è dare per il vostro stesso piacere. Il risultato finale è che ciò vi rende incontrollati, agitati e confusi. Fateci caso. Guardate il modo in cui le persone comuni agiscono; è così semplice. Anche se voi donate enormi somme di denaro, se lo fate con una motivazione egoistica, aspettando risultati straordinari per voi stessi, non concluderete un bel niente. È una cosa psicologica; c’è di più da dare che non il solo gesto materiale. LEGGI TUTTO … Read the rest of this entry »

 

Lama Yesce: Sii il tuo terapeuta

LAMA YESCE Kopan Nepal 1974

LAMA YESCE Kopan Nepal 1974

“Devi conoscere la tua psicologia o, come forse si direbbe in termini religiosi, la tua natura interiore.”
” Quando indagherai a fondo, vedrai che il problema scompare automaticamente. Semplice, vero? Perché questo accada, non hai bisogno di credere in qualcosa.”
Il nostro modo di vivere, il nostro modo di pensare, ogni cosa è diretta al piacere dei sensi. Riteniamo che gli oggetti materiali siano molto importanti, estremamente importanti, e siamo materialisticamente dediti a tutto ciò che ci rende felici, famosi e popolari. Nonostante tutto questo sia un prodotto della mente, siamo talmente presi dagli oggetti esterni che non li guardiamo mai a fondo , non ci chiediamo mai cosa ce li rende tanto interessanti. Questa mente, comunque, è inseparabile da noi; finché esisteremo, la nostra mente sarà con noi. Così ci capita di essere di essere di buon umore o di essere avviliti, su e giù, ma non è il nostro corpo che va su e giù: è la nostra mente, proprio quella mente di cui non conosciamo il funzionamento.

Sarebbe il caso, quindi, che ogni tanto osservassi te stesso. Però non devi guardare il tuo corpo, ma la tua mente: è lei che ti dice cosa fare. Devi conoscere la tua psicologia o, come forse si direbbe in termini religiosi, la tua natura interiore. Comunque la vuoi chiamare, devi conoscere la tua mente.

Non credere che esaminare e conoscere la natura della propria mente sia una fantasia occidentale. Quest’idea è sbagliata. Non si tratta di una fantasia occidentale, ma proprio del tuo cammino personale. Come puoi separare il corpo, oppure l’immagine che hai di te stesso, dalla tua stessa mente?. Non puoi sostenere: “Ho il potere materiale di separare il corpo dalla mente”. E’ impossibile. - LEGGI TUTTO … Read the rest of this entry »

 

Lama Yeshe: Rendete la mente vasta come un oceano

LAMA YESCE India 1970

LAMA YESCE India 1970

Guardate nella vostra mente. Se ferventemente credete che tutte le gioie vengano dagli oggetti materiali e dedicate l’intera vita per ottenerli, siete sotto il controllo di una grave concezione sbagliata. Questa attitudine non è solo intellettuale. Quando all’inizio sentite queste parole, potreste pensare: “Oh, io non ho questo tipo di mente, non ho la fede completa che gli oggetti esterni mi porteranno felicità”.Ma cercate più profondamente nello specchio della vostra mente. Troverete che, oltre l’intelletto, tale attitudine è davvero là e che le vostre azioni di ogni giorno mostrano che, nel vostro inconscio, realmente credete in questa concezione sbagliata. Prendetevi un momento, ora, per cercare in voi stessi e vedere se siete o no sotto l’influenza di una tale mente inferiore.
Una mente che ha una forte fede nel mondo materiale è ristretta, limitata; non ha spazio. La sua natura è malata, senza salute; nella terminologia buddhista si dice che è una mente dualistica.
In molti paesi i governanti hanno paura delle persone che agiscono fuori dagli schemi, come, per esempio, quelli che usano droghe. Essi fanno leggi contro il loro impiego e allestiscono elaborati sistemi di controllo per arrestare i contrabbandieri.
Esamina questa situazione più da vicino. Prendere la droga non dipende dalla droga stessa, ma dalla mente della persona. Sarebbe più sensato avere paura dell’attitudine psicologica - la mente inquinata - che fa sì che le persone assumano droghe o si impegnino in comportamenti autodistuttivi; invece, noi facciamo un sacco di rumore riguardo alle droghe, ignorando completamente il ruolo della mente. Anche questa è una seria concezione errata, molto peggiore della droga che alcune persone utilizzano.
Le concezioni sbagliate sono molto più pericolose di qualche droga. Le droghe, di per se stesse, non portano molto lontano, ma le concezioni erronee possono condurre ovunque e causare difficoltà e inquietudine in un intero paese.
Tutto questo viene dalla mente. Il punto è che noi non comprendiamo la psicologia della mente. Prestiamo attenzione soltanto alle sostanze fisiche che le persone assumono; siamo totalmente inconsapevoli delle idee stupide e delle concezioni inquinate che costantemente attraversano i confini della nostra mente. - LEGGI TUTTO … Read the rest of this entry »

 

Lama Yesce: Perché abbiamo bisogno della meditazione

Lama YESCE 1982

Lama YESCE 1982

Dall’inizio dell’evoluzione umana su questo pianeta, le persone hanno fatto del loro meglio per essere felici e godere della propria vita. E sino ad oggi hanno sviluppato un incredibile numero di metodi differenti per il conseguimento delle loro mete. Tra questi metodi troviamo differenti interessi, differenti occupazioni, differenti tecnologie e differenti religioni. Dalla manifattura del più piccolo cioccolatino alla più sofisticata astronave, la motivazione che vi soggiace è trovare la felicità. Le persone non hanno fatto tutte queste cose per niente, o no? Conosciamo bene il corso della storia umana, nel suo sottofondo vi è sempre la costante ricerca della felicità.

Comunque – e la filosofia buddhista è estremamente chiara su questo – indipendentemente da quanto progresso facciate nello sviluppo materiale, non troverete mai felicità duratura nè soddisfazione, è impossibile. Il Signore Buddha ha affermato questo in modo del tutto categorico: E’ impossibile trovare felicità e soddisfazione attraverso i soli mezzi materiali.

Quando il Signore Buddha ha fatto questa affermazione, non si è trattato di mero scetticismo intellettuale, come un’altra sorta di teoria. Egli ha appreso ciò attraverso la propria esperienza. Ha provato tutto: “Forse questo mi farà felice, forse questo mi farà felice, forse questo mi farà felice….” Ha verificato con precisione ogni possibile situazione, è giunto ad una conclusione e poi ha delineato la sua filosofia. Nessuno dei suoi insegnamenti è un arido enunciato intellettuale.

Certamente, noi sappiamo che i moderni progressi tecnologici possono risolvere dei problemi fisici, come le fratture delle ossa ed il dolore fisico. Il Signore Buddha non avrebbe mai detto che questi metodi sono ridicoli, che non abbiamo bisogno di medici o di medicine. Non si è mai posto in modo così estremistico. Ma qualsiasi dolore o piacere noi sperimentiamo, ogni sensazione, tutto è assolutamente transitorio. Lo sperimentiamo direttamente, non è solo una teoria. Abbiamo provato gli alti e bassi dell’esistenza fisica sin dalla nostra nascita. Qualche volta ci sentiamo deboli, qualche altra energici. E’ un continuo cambiamento. Ma, mentre la medicina moderna può senza dubbio contribuire ad alleviare i disturbi fisici, non troverete mai niente da poter prendere per curare la mente insoddisfatta ed indisciplinata. Non si conosce medicina che possa portare la soddisfazione. - LEGGI TUTTO … Read the rest of this entry »

 

Lama Yeshe: Capire la realtà

LAMA YESCE 1983

Ai nostri giorni, in Occidente, sentiamo molto parlare di apertura del cuore, di aprire il proprio cuore. Questa è una cosa comune. Dal punto di vista Buddhista, per poter aprire il proprio cuore bisogna prima realizzare qualcosa. “Voglio aprire il mio cuore, ma come?” — questo è il problema. L’aprirsi ha a che fare con la realizzazione; se non c’è realizzazione, non si apre niente. Non importa se noi diciamo in maniera emotiva, “Sono aperto. Ti amo e tu mi ami moltissimo”. Questo non significa essersi aperti. Noi diciamo queste cose, non è vero? “Non importa quanto io mi apra con te, tu non ti apri mai con me”. Questa è una sciocchezza. Non è vero.

Bene, forse è vero in un certo senso, ma in realtà la vera apertura implica lo spazio — la vostra coscienza che abbraccia un qualche tipo di totalità. Questa esperienza stessa di abbracciare la totalità diviene la soluzione o antidoto alla mente ristretta, fanatica, che concettualizza in maniera dualistica. Ma poi vi è il pericolo del sorgere di un atteggiamento del tipo “Wow! La realtà universale è incredibilmente speciale!” Abbiamo l’impressione che shunyata sia un fenomeno fantastico, realmente speciale. Quest’atteggiamento è sbagliato. Invece di pensare “Oh, la non-dualità è speciale, lassù in alto; la bolla ordinaria, relativista del samsara è quaggiù”, il che è completamente sbagliato, la nostra posizione dovrebbe essere più realistica: ovunque vi sia l’apparenza della bolla della relatività, dovremmo simultaneamente vedere in essa la non-dualità.

Quando siamo in un ambiente favorevole, la meditazione ci sembra più facile –perché siamo liberi dalla vibrazione del conflitto della dualità. Quando siamo nel mezzo delle cose, a contatto con gli oggetti della bolla di relatività, i nostri cuori cominciano immediatamente a essere scossi; gli oggetti dei sensi fanno sì che l’energia incontrollata si scateni dentro di noi. Poiché non vediamo la non-dualità della realtà universale all’interno della bolla di relatività, le nostre reazioni agli oggetti del mondo sensoriale sono frammentate. Se noi potessimo vedere la realtà, non saremmo scossi ogni volta che si verifica un cambiamento nel nostro ambiente esterno. - LEGGI TUTTO … Read the rest of this entry »

 

Lama Yeshe: I due fattori dell’ego e dell’attaccamento

Lama Thupten Yesce 1982

Lama Thupten Yesce 1982

In un certo senso, voi siete intellettualmente molto forti. Questa è una cosa buona, perché anche il Buddhismo è molto forte. E’ come un coltello nel vostro ego: quando meditate, il vostro ego viene fuori. Quindi, molte persone credono che l’approccio alla mente proposta dal Lama non sia una cosa semplice. Sono d’accordo; può essere abbastanza difficile. Vi faccio lavorare duramente, vero? Ma quando lavorate, quando affrontate i vostri problemi e riconoscete il modo in cui agisce il vostro ego, ne vale veramente la pena.

Non devo necessariamente farlo in questo modo. Potrei facilmente presentarvi il Buddhismo in maniera molto diplomatica; potrei spiegarvelo con parole molto dolci. Potremmo gestire questo corso di cinque giorni come fossimo in un locale notturno, con molte parole carine, ballando e divertendoci. E’ possibile farlo, ma non è questo il punto. Siete venuti qui per la meditazione, non per uno spettacolo. In realtà, siete venuti qui proprio perché sapete già tutto quello che c’è da sapere sul tipo di divertimento che potete trovare in un locale notturno.

Inoltre non voglio scherzare con voi. Siamo tutti stanchi dei giochetti. Per un infinito numero di vite e dal momento in cui siete nati fino ad ora tutto quello che avete fatto è stato scherzare e giocherellare. Qual è il punto, dunque, del partecipare a questo ritiro e continuare a giocare ancora una volta, ma stavolta con il Lama? E’ una perdita di tempo, per voi e per me. Quindi, solo se lavorate seriamente, ne vale la pena. Questo è il vostro corso, non il mio. Se sentite veramente che: “Questo è il mio corso di meditazione, sto lavorando, sono ben sveglio, non sto dormendo”, allora ne vale veramente la pena. - LEGGI TUTTO… Read the rest of this entry »

 

Lama Yesce: l’educazione dei bambini

Il Ven Lama Thupten Yesce Rinpoche fondatore FPMT

Il Ven Lama Thupten Yesce Rinpoche fondatore FPMT

Durante la sua visita in Australia nel 1975, Lama Yeshe fu invitato da uno dei suoi studenti, che stava facendo un tirocinio per diventare insegnante, a parlare nel suo College di fronte agli altri studenti-tirocinanti.

Lo scopo dell’educazione è quello di dare beneficio alle persone. Tutti noi lo sappiamo. Comunque, ogni paese ha le sue proprie convinzioni su cosa significhi ‘beneficio’, a seconda delle proprie particolari inclinazioni. Ciò che in alcuni paesi viene considerato negativo viene visto in maniera positiva da altri. In altre parole, ciò che rende l’istruzione buona o cattiva dipende da come si interpretano i concetti di bene e male.

Al giorno d’oggi, la gente vive in ambienti, società e comunità così differenti tra loro – rurali, urbani, industriali, intellettuali e così via – che il concetto stesso di educazione è diventato confuso. Tanto per cominciare, nessuna persona può imparare ogni tecnologia esistente; ciò è ovviamente impossibile.

Quindi, il concetto di ‘buona educazione’ dipende moltissimo dal proprio interesse personale, ma in ultima analisi dobbiamo capire se ciò che impariamo porta beneficio agli altri. Se questo non ci è abbastanza chiaro, possiamo impegnarci in un corso di studi ma poi finire per pensare: “Oh, questo non è di nessun aiuto” e lasciar perdere, poi provare qualcos’altro che non funziona a sua volta; poi ancora qualcos’altro… ci imbarchiamo in tanti viaggi educativi, ma poi finiamo sempre con le mani vuote.

Credo che tutti – specialmente gli Occidentali – debbano ricevere almeno un’istruzione generale, di base, in scrittura, matematica, cucina, giardinaggio e faccende domestiche. Queste cose sono essenziali. Se ci focalizziamo solo sulla teoria e sull’istruzione tecnica e ignoriamo le cose pratiche, non saremo in grado di prepararci la colazione. Questo non è realistico.

La vita nel mondo moderno ci richiede di conoscere le cose fondamentali – come preparare il cibo e come funzionano le cose. Il beneficio che ne deriva è la sicurezza. A cosa serve l’astrusa tecnologia se improvvisamente ci ritroviamo da soli? Potremmo morire di fame. Non pensate che non possa accadere: in questo mondo non possiamo essere sicuri di niente. E non pensiate che sia facile sopravvivere se si hanno i soldi. I soldi non sono tutto.

Quindi, un’istruzione di base sulle necessità umane è essenziale. Studiare la tecnologia senza conoscere i principi della sopravvivenza può essere molto pericoloso. LEGGI TUTTO … Read the rest of this entry »

 

Lama Yesce: Il metodo yoga di Maitreya – Le pratiche preliminari

Lama Yesce: Prendere rifugio non significa solo recitare delle parole – ci deve essere qualcosa nella vostra esperienza che vi porta a sentire che questo è il modo di agire per sfuggire alla sofferenza...

Lama Yesce: Prendere rifugio non significa solo recitare delle parole – ci deve essere qualcosa nella vostra esperienza che vi porta a sentire che questo è il modo di agire per sfuggire alla sofferenza...

Le meditazioni preliminari per il metodo yoga di Maitreya sono la presa di rifugio e la bodhicitta, i quattro incommensurabili e così via.

Perché appaiono in questo testo? Perché fanno parte di questa pratica? I preliminari sono una sorta di segnale di avvertimento, come un semaforo, che vi dicono di stare attenti. Questo mostra la bellezza del Buddhismo tibetano; è una specie di pubblicità per il Buddhismo tibetano. La gente al giorno d’oggi è confusa, sia spiritualmente che in senso materiale. Dunque abbiamo bisogno di un sentiero agile e graduale verso l’illuminazione, un processo attraverso il quale possiamo crescere a piccoli passi. In altre parole, un sistema graduale è molto importante per far sì che la nostra crescita spirituale avvenga in maniera naturale, organica e che il Dharma diventi noi e che noi possiamo diventare il Dharma.

La domanda a questo punto sorge spontanea: bisogna fare i preliminari quando pratichiamo questa sadhana ogni giorno? Essi appaiono nel testo: bisogna farli? Io vi dico di no, non necessariamente. Allora mi chiederete: perché dunque sono nel testo? La risposta è che poiché dobbiamo svilupparci gradualmente, i preliminari servono per mostrarci come farlo. LEGGI TUTTO … Read the rest of this entry »

 

Lama Yesce: Il trasferimento della coscienza

Lama Yesce: "Comunque, quando vi sono segni che indicano una morte imminente, vi sono anche delle cose che possiamo fare per cambiare la situazione".

Stasera dovrei parlare del trasferimento della coscienza secondo l’esperienza degli yogi dell’ Himalaya. In realtà, questo metodo che sto per descrivere deriva dagli insegnamenti di Buddha Shakyamuni, non è qualcosa inventato dai monaci tibetani. Il Signore Buddha dette questo insegnamento ai suoi discepoli, essi lo trasmisero a loro volta ai loro discepoli, e in tal modo il lignaggio di questo metodo si è tramandato attraverso i secoli come pratica della tradizione buddhista tibetana.

Chi ha bisogno di fare tale pratica e quali benefici ne derivano?

Prima di tutto, dal punto di vista buddhista, la vita umana e la morte sono eventi ugualmente importanti. Nel nostro modo di pensare non vi è alcuna ragione per considerare la vita importante e la morte come un fatto negativo, non importante. Entrambi sono importanti.

Così come la maggior parte della gente vuole avere una vita gioiosa e felice, allo stesso modo gli yogi dell’ Himalaya desiderano una morte felice. Non vogliono che la loro morte sia disastrosa, infelice o confusa.

Naturalmente, coloro che ottengono l’illuminazione durante la propria vita non hanno bisogno di trasferire la propria coscienza, ma coloro che non ottengono l’illuminazione in questa vita hanno bisogno di un’altra vita per cercare di ottenerla.

Comunque, dobbiamo separarci dalla nostra coscienza al momento della morte, ma quando le condizioni del momento non sono favorevoli a causa di una malattia o semplicemente a causa di pensieri negativi che sviluppano attaccamento e desiderio — ci sono molti modi disastrosi in cui è possibile morire — allora abbiamo bisogno di un metodo che ci aiuti a superarle. LEGGI TUTTO … Read the rest of this entry »