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Sua Santità il Dalai Lama: Commentario a Bodhichitta – 2
Novembre 7th, 2020 by admin

Sua Santità il Dalai Lama: “Quando comprendi correttamente la vacuità, vedrai come questa promuove l’altruismo e l’aiutare gli altri. Vedrai anche come le emozioni distruttive portano sofferenza. Avere un senso di “io” porta all’attaccamento. È aggrappandoci alle cose che ci spingiamo nell’esistenza ciclica.”

6 novembre 2020. Thekchen Chöling, Dharamsala, HP, India – Oggi, Telo Rinpoché ha accolto Sua Santità il Dalai Lama e ha aperto la sessione ricordandogli che ha visitato l’ultima volta Tuva nel 1992, ricordando che quest’anno il Sangha di Tuva ha perso per il Coronavirus il suo leader spirituale, il Khamby Lama, Ven Jamphel Lodoi. Rinpoché ha porto le condoglianze alla gente di Tuva. Il 4 ottobre è stato eletto un nuovo Khamby Lama, il Ven Gelek Natsyk Dorjuu. Telo Rinpoché si è congratulato con lui per la sua nomina ed ha offerto preghiere per la sua buona salute ed il suo successo.

È seguita una recita del “Sutra del cuore” in lingua tuva da Tsechenling Khuree a Tuva.

Sua Santità ha iniziato annunciando che, dal momento che domani, il terzo giorno di questa serie di insegnamenti, è considerato un giorno di buon auspicio, condurrà una cerimonia per generare la mente di bodhicitta del risveglio. È questa l’occasione per commemorare la discesa del Buddha Shakyamuni dal Paradiso dei Trentatré, dove era andato a visitare la sua defunta madre.

“Tuttavia”, ha osservato, “non abbiamo bisogno di dimostrare le qualità uniche degli insegnamenti del Buddha sulla base dei miracoli, né esclusivamente in termini di fede. Il Buddha era un filosofo ed i maestri di Nalanda verificarono i suoi insegnamenti sulla base della ragione.

Oggi affrontiamo una serie di problemi perché le nostre menti sono indisciplinate. I maestri di Nalanda raccomandarono innanzitutto di esaminare ciò che disturba la mente e poi di considerare ciò che contrasta quei disturbi. La natura fondamentale della mente è la chiarezza e la consapevolezza, ma i disturbi e le contaminazioni sono avventizi.

“Abbiamo letto il ‘Commentario sulla Mente d’Illuminazione https://www.sangye.it/altro/?p=1640 o del Risveglio‘ di Nagarjuna, noto come un secondo Buddha. In questo testo troviamo la confutazione delle affermazioni delle scuole non buddiste e quindi delle tesi della Scuola della Sola Mente.

“Il secondo ed il terzo ciclo degli insegnamenti del Buddha sono i più importanti. Ciò che ha insegnato nella prima fase getta le basi per gli insegnamenti successivi, in cui ha spiegato che le contaminazioni mentali, che sono all’origine della sofferenza, non sono in realtà della natura della mente, ma possono essere eliminate.

“I non buddisti accettano un unico sé autonomo, l’ “atman”, separato dagli aggregati psicofisici. Trovo questa idea utile quando si tratta di spiegare l’esistenza di vite passate e future. Tuttavia, Nagarjuna https://www.sangye.it/altro/?cat=9 considera la nozione di un sé separato come inaccettabile.

Il Buddha ha insegnato in termini di come le cose ci appaiono. Alcuni discepoli avevano una propensione per la visione della Scuola della Solo Mente. Questa rifiuta l’esistenza esterna e considera le cose come un mero riflesso della mente. Afferma che il suono, la forma e così via esistono, ma non separatamente dalla mente. Appaiono come risultato della maturazione delle impronte nella mente.

L’idea che non ci siano oggetti esterni ha l’effetto di allentare il nostro senso di attaccamento e così via. Tuttavia, laddove la Scuola della Solo Mente afferma che le cose sono un mero riflesso della mente, la visione della Via di Mezzo è che le cose sono semplicemente designate dalla mente. Lo scopo di questa affermazione è di interrompere il fraintendimento che le cose abbiano una vera esistenza.

I seguaci della Scuola Autonomista della Via di Mezzo accettano l’esistenza oggettiva delle cose, mentre la visione Conseguenzialista, proposta da Nagarjuna https://www.sangye.it/altro/?p=10906 e ribadita da Chandrakirti https://www.sangye.it/altro/?p=10587, rifiuta qualsiasi esistenza oggettiva delle cose. Le cose esistono, ma non esistono nel modo in cui appaiono.

“Le cose non hanno un nucleo essenziale in sé e per sé. Chandrakirti https://www.sangye.it/altro/?cat=111 spiega che, se le cose avessero un’esistenza intrinseca oggettiva ne deriverebbero quattro errori logici: (1) che l’assorbimento meditativo dell’essere Arya sulla vacuità sarebbe il distruttore dei fenomeni; (2) che sarebbe sbagliato insegnare che le cose mancano d’esistenza intrinseca; (3) che l’esistenza convenzionale delle cose sarebbe in grado di resistere all’analisi finale della natura delle cose e (4) che sarebbe insostenibile affermare che le cose sono vuote in sé e per sé.

“Nei suoi “Tre Aspetti Principali del Sentiero” https://www.sangye.it/altro/?p=489 Tsongkhapa https://www.sangye.it/altro/?cat=10 scrive che, rendersi conto che le cose sono sorte in modo dipendente, confuta l’estremo dell’eternalismo. Rendersi conto che le cose sono prive d’esistenza intrinseca o vacue, rifiuta l’estremo della non esistenza o nichilismo. Se non applichiamo l’analisi finale, possiamo accettare che le cose esistono, ma non esistono nel modo in cui appaiono. Sono prive di esistenza oggettiva, esistono per designazione.”

Sua Santità ha affermato di aver memorizzato da bambino questi due testi: “Entrare nella Via di Mezzo” e “Ornamento per una chiara realizzazione”, ma ammette che in quel momento stava solo ripetendo delle parole. Ultimamente ha avuto l’opportunità di rileggere “Entrare nella via di mezzo” ed il suo “Autocommentario” in modo più approfondito, dal che è aumentato il suo apprezzamento per il modo in cui viene descritto l’avanzamento sul sentiero. Chandrakirti così lo riassume nei versi finali del sesto capitolo https://www.sangye.it/altro/?p=3259.

Così, illuminato dai raggi della luce della saggezza,

il Bodhisattva percepisce chiaramente,

così come vede un acino di uva spina sul palmo della mano,

che i tre regni nella loro interezza non sono nati sin dall’inizio,

e attraverso la forza della verità convenzionale, s’incammina verso la cessazione. 6.224

Sebbene la sua mente può riposare continuamente nella cessazione,

genera anche compassione per gli esseri privi di protezione.

Avanzando ulteriormente, oltrepasserà, grazie alla sua saggezza,

tutti quelli nati dalla parola del Buddha e dai Buddha intermedi. 6.225

E, come il re dei cigni precede vola davanti agli altri cigni abili,

dispiegando le bianche ali della verità convenzionale ed ultima,

così, spinto dai potenti venti della virtù, il Bodhisattva vola

all’eccellente riva lontana, alle qualità oceaniche dei conquistatori. 6.226

Riprendendo la lettura del “Commentario sulla Mente dell’Illuminazione o del Risveglio”, Sua Santità ha toccato le tre nature dei fenomeni, dipendenti, imputati e completamente stabiliti menzionati nella strofa 28. Ha letto i versetti successivi, fermandosi per sottolineare che l’insegnamento del Buddha può essere compreso in termini di scrittura e realizzazione. L’obiettivo è di studiarlo, farne esperienza e condividerlo con gli altri. Più avanti ha osservato che, quando sorge la comprensione della vacuità, puoi vedere che è possibile raggiungere la cessazione.

Al termine della lettura, Sua Santità ha informato i suoi ascoltatori di aver ricevuto la trasmissione di questo testo dal suo tutore Kyabjé Trijang Rinpoché. Presenta sia gli aspetti profondi che vasti del percorso.

Leggetelo e riflettici sopra. Ciò che questo testo rivela è la bodhicitta e la visione del vacuità. La bodhicitta contrasta l’atteggiamento egocentrico. La vacuità contrasta il nostro forte attaccamento all’esistenza oggettiva delle cose. La pratica della bodhicitta è il modo migliore per raggiungere il vostro obiettivo. “

Il presidente della Repubblica di Tuva, Sholban Kara-ool, aprendo la sessione di domande e risposte, ha innanzitutto comunicato a Sua Santità che a Tuva è in fase di completamento la costruzione di un nuovo tempio buddista principale, ed ha quindi chiesto di dargli un nome e di spiegare la funzione di tale istituzione.

“Il nome del tempio sarà Thupten Shedrup Ling”, rispose Sua Santità. “Thupten denota l’insegnamento del Buddha e Shedrup Ling indica un luogo dove viene insegnato e praticato. Ci sono cinque argomenti principali da studiare: la visione della via di mezzo, la perfezione della saggezza, la conoscenza superiore, la disciplina monastica, nonché la logica e l’epistemologia.

La perfezione della saggezza spiega come progredire sul sentiero, le tre conoscenze e così via. La qualità unica di ciò che il Buddha ha insegnato è rivelata nella spiegazione della Via di Mezzo. In effetti, la perfezione della saggezza e la via di mezzo sono le principali aree di studio. Se le sostenete, l’intento del nome Thupten Shedrup Ling sarà realizzato.

“Mi avete invitato a visitare Tuva per consacrarlo, ma ora non è il momento a causa della pandemia covid. Tuttavia, spero di poter visitare Wu Tai Shan e, se ciò si materializzerà, spero di poter venire anche a Tuva. Terrò a mente la vostra richiesta. “

Il nuovo intronizzato Khamby Lama ha chiesto informazioni sull’insegnamento del buddismo negli asili e nelle scuole e Sua Santità ha suggerito di formare uno specifico gruppo tra i Tuvani che già studiano in India, cui sarebbe stata impartita un’adeguata formazione sugli insegnanti.

Un giornalista russo voleva sapere come potremmo trasformare noi stessi ed il mondo in questi tempi incerti. Sua Santità ha convenuto che lo scoppio della pandemia potrebbe essere attribuito in modo generale alla maturazione del karma negativo. Tuttavia, medici ed infermieri stanno compiendo grandi sforzi per prendersi cura dei malati e i ricercatori stanno lavorando duramente per trovare dei rimedi. Non c’è bisogno di sentirsi scoraggiati.

Ha suggerito che, poiché i popoli di Kalmykia, Buriazia e Tuva sono tradizionalmente buddisti, sarebbe bene se recitassero il mantra di Tara. Ha rivelato che questo è quello che fa ogni mattina, pregando che la pandemia si plachi.

Riguardo ad individuare la disciplina che favorisca lo sviluppo d’una pratica di meditazione, Sua Santità ha semplicemente raccomandato di dedicare mezz’ora od un’ora di meditazione al mattino e di nuovo alla sera, facendo notare che il momento più favorevole è di mattino presto, quando la mente è fresca. È utile iniziare la giornata coltivando una motivazione positiva. E se si riesce a coltivare un senso di bodhicitta prima di andare a letto, il sonno dell’intera notte sarà positivo. Quando mangiate è bene ricordare tutti coloro che hanno contribuito a a renderci disponibile il cibo.

Sua Santità ha consigliato ad un altra interlocutrice di esaminare se, mentre meditava sulla vacuità , avesse riconosciuto l’oggetto di negazione. “Quando comprendi correttamente la vacuità”, le disse, “vedrai come questa promuove l’altruismo e l’aiutare gli altri. Vedrai anche come le emozioni distruttive portano sofferenza. Avere un senso di “io” porta all’attaccamento. È aggrappandoci alle cose che ci spingiamo nell’esistenza ciclica.

“Per rinvigorire la tua pratica, non limitarti a seguire una routine, perché potresti finire a seguire un programma scolastico. Posiziona la tua pratica in una prospettiva più ampia e non dare le cose per scontate.

Si parla di stabilire la pace nel mondo, ma le persone litigano e negli ultimi tempi hanno persino combattuto e ucciso in nome della religione. In generale, i programmi educativi sono inadeguati. Insegniamo l’igiene fisica per preservare la salute fisica, ma si sa troppo poco sull’igiene emotiva, occorre esaminare ciò che disturba la nostra mente. Se riesci a coltivare un atteggiamento altruistico, troverai la pace della mente. Con questo creerai pace nella tua famiglia e nella comunità in generale”.

A Sua Santità è stato chiesto come trovare un guru, al che ha risposto che, per praticare il buddismo, non è necessario ricevere istruzioni da un maestro vivente. “Ciò che è importante”, ha detto, “è leggere libri appropriati. Se la “Guida allo Stile di Vita del Bodhisattva” di Shantideva https://www.sangye.it/altro/?cat=15 è disponibile in russo, leggetela. Rivela i difetti dell’atteggiamento egoista ed i vantaggi di amare gli altri. Tratta questo libro come il tuo guru. Quando sei arrabbiato, leggi il sesto capitolo https://www.sangye.it/altro/?p=2405. Quando sei geloso, invidioso, leggi lottavo capitolo https://www.sangye.it/altro/?p=2418. Leggilo ogni giorno od ogni volta che puoi.

“Quando vivevo a Lhasa, i testi degliStadi del Sentiero” erano popolari, ma, una volta in esilio, ho ricevuto una spiegazione della “Guida allo Stile di Vita del Bodhisattva” da Khunu Lama Rinpoché https://www.sangye.it/altro/?p=10726, il che ha fatto sì che diventasse il testo che preferisco insegnare”.

Ringraziando Sua Santità per il suo insegnamento ed in attesa di rivederlo domani, Natasha Inozemtseva ha concluso la sessione di oggi.

Traduzione da https://www.sangye.it/dalailamanews/?p=14416 del Dott. Luciano Villa del Centro Studi Tibetani Sangye Cioeling di Sondrio, il cui nome è stato conferito da Sua Santità il Dalai Lama. http://it.dalailama.com/videos/commentario-a-bodhichitta, https://www.youtube.com/watch?v=WrGsGKjv75Y, https://www.facebook.com/DalaiLamaItaliano/videos/768868470637438, https://www.facebook.com/DalaiLamaItaliano/videos/868114203934012,


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